Tallini (FI): “Aree della Lega in Calabria lavorano per frantumare la coalizione”

Catanzaro – “Se abbiamo ben capito il senso della dichiarazione del commissario della Lega, Invernizzi, il Carroccio dopo l’Umbria e l’Emilia Romagna rivendica anche la presidenza della Regione Calabria. O, in subordine, pretenderebbe di imporre un nome di suo gradimento al partito che teoricamente dovrebbe esprimerlo, in questo caso Forza Italia. Siamo di fronte ad una ben strana alleanza in cui un solo partito ha il diritto di scegliere i candidati, anche in casa degli altri. Una specie di asso pigliatutto”.
Lo dichiara Domenico Tallini, Vicecoordinatore regionale Forza Italia e Coordinatore provinciale Catanzaro che aggiunge “A colpire molto è il taglio giustizialista e giacobino della nota firmata “Lega Calabria”. Potrebbe averla scritta il senatore Morra dei Cinquestelle e non ci saremmo stupiti. A Roma, giustamente, Matteo Salvini ha fatto quadrato per difendere la dignità del sottosegretario Siri, sottoposto ad una gogna mediatica per una condanna definitiva per bancarotta. Così come bene ha fatto Silvio Berlusconi, dopo un incontro con Putin, a difendere Salvini dall’infamante accusa di avere ricevuto finanziamenti dalla Russia. Il garantismo va praticato sempre, e non a fasi alternate e solo a propria convenienza. Ma non è solo questo il punto. Il problema sta tutto nella pari dignità di una coalizione, elemento fondamentale per fare stare assieme culture e sensibilità diverse.
Il tavolo nazionale del centrodestra, che ha ben funzionato negli ultimi due anni, ha assegnato alla Lega l’onore e l’onere di guidare la coalizione in Umbria e in Emilia Romagna, due Regioni in bilico che solo con l’unità potranno essere conquistate”.
A parere di Tallini “La Lega, da sola, non vincerebbe ed ha bisogno di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. Non risulta che Forza Italia abbia passato ai raggi X la senatrice Tesei o l’on. Borgonzoni, né che abbia avuto la presunzione di scegliere un candidato della Lega a dispetto di un altro. Questo si chiama rispetto. Ebbene, se la Lega nazionale, pretenderà – come sembrerebbe dalle parole del commissario Invernizzi – di scegliersi un “suo” candidato, credo che Forza Italia debba seriamente riflettere sullo stato dell’alleanza. Io continuo a credere che tutto ciò non accadrà perché il valore dell’unità è fondamentale per la vittoria nelle tre Regioni chiamate al voto. Ancora di più in Calabria dove il peso specifico di Forza Italia è tutt’altro che trascurabile. Abbiamo il fondato sospetto invece che aree della Lega in Calabria lavorino per frantumare la coalizione e favorire la vittoria del centrosinistra e dei Cinquestelle. Forse perché considerano la Calabria una Regione “scomoda” da cui stare lontani?”
Per Tallini, ancora, “Quanto accaduto a Lamezia Terme è preoccupante e sintomatico. Possiamo capire il patriottismo di partito, ma non riusciamo a comprendere come una scelta pienamente condivisa a livello locale possa essere stata bombardata con un post o un diktat senza alcun rispetto verso Forza Italia e Fratelli D’Italia. La Lega si prende la grossa responsabilità di mettere a repentaglio una vittoria probabile nella terza città della Calabria.
Forza Italia ha messo in campo per le Regionali la candidatura migliore, quella di un professionista prestato alla politica, di una personalità conosciuta in Italia e all’estero per la sua attività professionale, di un amministratore che a livello nazionale ricopre importanti ruoli nell’Anci che lo hanno portato a confrontarsi anche con i massimi esponenti del governo centrale. Una candidatura espressa dal basso, proposta da centinaia di circoli e poi condivisa all’unanimità da Forza Italia. Questa è la nostra scelta che nessuna nota potrà demolire. Lo dica apertamente la “Lega Calabria” del commissario Invernizzi, se vuole riconsegnare la Regione al centrosinistra e ai Cinquestelle. Noi saremo comunque in campo, non ci faremo condizionare da nessuno. Difenderemo, per quanto mi riguarda, la nostra personale dignità e quella del partito in cui militiamo dall’arroganza di chi ci vorrebbe considerare talmente sudditi al punto da non essere in grado di saper ben scegliere colui che dovrà governarci nei prossimi anni;non è accettabile”.