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	<title>web Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Reggio Calabria, scoperto falso dermatologo e tricologo: il NAS sequestra ambulatorio e siti web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:28:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Reggio Calabria, con il supporto della competente Arma territoriale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza e un decreto di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di una persona indagata, a vario titolo, per esercizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Reggio Calabria, con il supporto della competente Arma territoriale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza e un decreto di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di una persona indagata, a vario titolo, per esercizio abusivo delle professioni di tricologo e psicologo e sostituzione di persona in ambito sanitario. L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura reggina e condotta dal NAS, all’esito della quale risulterebbero acquisiti gravi indizi in ordine all’esercizio delle professioni di tricologo e psicologo da parte di un soggetto privo dei necessari titoli abilitativi.</p>
<p>La sussistenza degli indizi è stata, allo stato, riconosciuta altresì dal GIP, che ha convalidato il sequestro preventivo dello studio, dei siti web e della casella email attraverso cui il professionista operava. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe attirato numerosi clienti attraverso siti internet in cui illustrava, indicando titoli professionali non corrispondenti a quelli posseduti, le proprie competenze e le problematiche di natura tricologica rispetto alle quali sarebbe potuto intervenire. I Militari del Nucleo Anti Sofisticazione, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, raccolta di testimonianze e analisi documentale, avrebbero accertato che il soggetto svolgeva visite specialistiche e attività sanitarie senza essere in possesso dei necessari titoli di studio e delle conseguenti abilitazioni professionali.</p>
<p>Ancora, è emerso come il medesimo soggetto risulta essere già stato tratto in arresto in passato per condotte analoghe, oltre che condannato per tali fatti. Nella giornata del 14 maggio 2026, i militari del NAS hanno quindi dato esecuzione ai provvedimenti emessi dall’Ufficio di Procura, notificando contestualmente l’informazione di garanzia e procedendo al sequestro preventivo di due siti internet e di una casella di posta elettronica utilizzati per procacciare clienti, oltre che di un ambulatorio di tricologia medica e delle relative attrezzature cliniche ritenute funzionali all’esercizio abusivo delle professioni sanitarie contestate.</p>
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		<title>Crimini e criminalità informatica, Corecom e Magna Graecia: ecco i rischi del web</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crimini-e-criminalita-informatica-corecom-e-magna-graecia-ecco-i-rischi-del-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole non restano confinate ai microfoni, ma attraversano le persone, le scuole, le coscienze. Il convegno–seminario sui nuovi reati informatici e sui rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stato uno di quei momenti rari in cui l’istituzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole non restano confinate ai microfoni, ma attraversano le persone, le scuole, le coscienze. Il convegno–seminario sui nuovi reati informatici e sui rischi del web, organizzato dal Corecom Calabria e dal Digit Lab Law dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, è stato uno di quei momenti rari in cui l’istituzione smette di essere astratta e diventa presenza viva. Un incontro nato nel solco della Media Education promossa dall’AGCOM e delle attività di Terza Missione dell’Università, ma che ha rapidamente superato i confini del formato accademico e del rito convegnistico, trasformandosi in un’esperienza collettiva di ascolto, confronto e consapevolezza, davanti a una platea di studenti chiamati non a subire un messaggio, ma a misurarsi con la complessità del presente&#8221;.</em> E&#8217; quanto si legge in una nota stampa.</p>
<p>&#8220;<em>A fare da cornice, la scuola, guidata dal Dirigente scolastico Vito Sanzo, che ha dimostrato come un istituto possa diventare luogo autentico di cittadinanza, capace di ospitare confronti di altissimo livello e di offrire agli studenti occasioni che non sono lezioni tradizionali, ma esperienze formative profonde. Non a caso, l’incontro è apparso a molti come un misto potente di lectio magistralis, racconto di vita e passione civile, capace di lasciare un segno duraturo. Al centro della mattinata, l’intervento del Salvatore Curcio, Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Le sue parole- prosegue la nota -, nette e prive di qualsiasi enfasi artificiale, hanno restituito con chiarezza il volto attuale della criminalità organizzata nell’era digitale. La ’ndrangheta – </em>ha spiegato<em> – si muove ormai stabilmente sul dark web, utilizza criptotelefoni e sistemi di comunicazione cifrata, gestisce traffici internazionali con una rapidità impressionante, arrivando a spostare decine di migliaia di tonnellate di cocaina con un semplice messaggio, eludendo controlli e confini. Un’evoluzione criminale che non è solo tecnologica, ma strategica: le mafie non rincorrono il progresso, lo anticipano, lo sfruttano, lo piegano ai propri interessi. Curcio ha ricordato come oggi il riciclaggio, la logistica, il comando delle organizzazioni e persino il proselitismo possano avvenire a distanza, talvolta anche dall’interno degli istituti penitenziari, rendendo il contrasto una rincorsa continua tra Stato e criminalità. </em><em>In questo scenario, il Procuratore ha sottolineato con forza come le indagini non possano che diventare sempre più tecnologiche, sempre più avanzate, sempre più integrate. Software, analisi dei dati, strumenti digitali e intelligenza artificiale rappresentano oggi un supporto imprescindibile all’attività investigativa. Ma, ha chiarito con fermezza, nessuna tecnologia potrà mai sostituire la valutazione umana, il discernimento del giudice, la responsabilità della decisione. È in questo equilibrio delicato che si gioca la credibilità dello Stato nell’era digitale&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Con pari intensità &#8211; </em>si legge ancora<em> &#8211; si è collocato l’intervento del Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, che ha ampliato lo sguardo dal piano giudiziario a quello dell’intero sistema Paese. Il cybercrime – ha evidenziato – non colpisce più soltanto singoli individui, ma investe l’intero sistema economico, produttivo e istituzionale, minando la sicurezza, la fiducia e la coesione sociale. La Ferro ha richiamato l’impegno straordinario delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia Postale, ricordando numeri che raccontano una presenza costante e silenziosa sul territorio digitale: migliaia di accessi, arresti, operazioni, soprattutto nel contrasto alla pedopornografia e allo sfruttamento dei minori online. Ma il cuore del suo intervento è stato un messaggio chiaro e diretto: la repressione arriva sempre dopo. La vera sfida è quella preventiva, educativa, culturale. Ed è nelle scuole che questa sfida deve essere affrontata, accompagnando ragazzi e famiglie prima che il web diventi luogo di ricatto, isolamento o violenza invisibile. In questo quadro si inserisce l’annuncio dell’evoluzione del Premio Lucia Abiuso, che trova oggi il suo naturale sviluppo nel Cybercrime Film Festival, la cui presentazione è prevista nella terza settimana di febbraio. Un progetto che non nasce come semplice evento, ma come percorso strutturato di Media Education rivolto agli studenti, capace di utilizzare il linguaggio del cinema e dell’audiovisivo per parlare di legalità, fragilità, responsabilità e rispetto. Un’iniziativa che, per impostazione, respiro e ambizione educativa, si colloca su un piano inedito nel panorama internazionale, aprendo una strada nuova nel modo di prevenire il cybercrime attraverso la cultura&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;A tenere insieme il confronto, nel ruolo di moderatore, è stato il prof. Antonio Viscomi, Direttore del Digit Lab Law, che ha guidato il dialogo tra magistratura, istituzioni e università, restituendo agli studenti la consapevolezza che la transizione digitale può essere subita o governata, ma che in ogni caso chiama tutti a una responsabilità nuova.</em><br />
<em>Nel corso dell’incontro, il Presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino, ha riportato l’attenzione su una dimensione spesso invisibile: il sacrificio personale che accompagna il servizio alle istituzioni. Nel ricordare il percorso umano e professionale del Procuratore Curcio, segnato anche dagli anni durissimi dell’operazione Decollo, Scarpino ha parlato di una dedizione totale, che ha coinvolto anche la sfera familiare, di scelte che non finiscono con l’orario di lavoro e che raramente trovano spazio nel racconto pubblico. A quelle parole- </em>si evidenzia nel comunicato stampa<em> -, la sala dei ragazzi è esplosa. Non in un applauso rituale, ma in un abbraccio collettivo, in un applauso lungo, interminabile, capace di attraversare tutta la platea e di commuovere non solo il Procuratore, ma l’intera sala. Un riconoscimento spontaneo e potente a un eroe comune, a chi ha scelto di servire lo Stato senza risparmiarsi.</em><br />
<em>Il convegno si è svolto alla presenza del Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, del Questore di Crotone Renato Panvino, e dei massimi vertici delle forze dell’ordine, con rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Presenze che hanno rafforzato il valore istituzionale dell’incontro e la percezione, chiara per tutti, di uno Stato presente, unito, credibile. Catanzaro, per un giorno, è diventata il luogo in cui il digitale non è stato raccontato come destino inevitabile, ma come campo di responsabilità condivisa. Un luogo in cui la legalità ha preso voce, volto ed emozione. Ed è da qui che il percorso continuerà&#8221;</em>&#8211; conclude la nota degli organizzatori dell&#8217;iniziativa.</p>
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		<item>
		<title>Truffe romantiche boom, spillati anche 400 mila euro: ecco cosa sono</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/truffe-romantiche-boom-spillati-anche-400-mila-euro-ecco-cosa-sono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2024 08:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Boom di truffe romantiche, ma le denunce sono appena 500. Spesso le vittime chiedono aiuto solo quando rischiano di finire sul lastrico, come avviene nel caso delle estorsioni sessuali, che nel 2023 hanno raggiunto 1.475 casi, con somme estorte che hanno toccato i 400.000 euro. La psicoterapeuta e criminologa, Virginia Ciaravolo, spiega all&#8217;Adnkronos [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Boom di truffe romantiche, ma le denunce sono appena 500. Spesso le vittime chiedono aiuto solo quando rischiano di finire sul lastrico, come avviene nel caso delle estorsioni sessuali, che nel 2023 hanno raggiunto 1.475 casi, con somme estorte che hanno toccato i 400.000 euro. La psicoterapeuta e criminologa, Virginia Ciaravolo, spiega all&#8217;Adnkronos le dinamiche delle truffe romantiche: la conoscenza è la prima arma per difendersi.  I truffatori, spesso al servizio di organizzazioni criminali come la mafia nigeriana, utilizzano tecniche collaudate per ingannare le loro vittime. Dopo un&#8217;attenta profilazione sui social media, iniziano a corteggiare le potenziali prede con una serie di &#8220;like&#8221; e messaggi affettuosi, che culminano nel cosiddetto &#8220;love bombing&#8221;, un bombardamento d&#8217;amore tanto intenso quanto illusorio.</p>
<p>Questa fase è seguita dal &#8220;ghosting&#8221;, in cui il truffatore scompare temporaneamente per poi tornare con un nuovo assalto di attenzioni. Il processo di truffa segue uno schema preciso: dopo aver conquistato la fiducia della vittima, il truffatore inizia a sottrarsi gradualmente, rispondendo sporadicamente ai messaggi e creando confusione e ansia. Questo comportamento mantiene la vittima in uno stato di incertezza, fino a quando il truffatore non decide di scomparire del tutto, lasciando dietro di sé una scia di disillusione e devastazione emotiva. Le truffe romantiche si dividono in due categorie principali.</p>
<p>La prima è di natura economica: i truffatori, mascherati da innamorati, svuotano il portafoglio delle vittime con richieste di denaro. La seconda, più insidiosa, mira a conquistare l&#8217;anima della vittima, sfruttando le sue debolezze emotive. Anche le persone più avvedute, come celebrità del calibro di Pamela Prati e Alfonso Signorini, non sono al sicuro da questi raggiri. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Pedofilia, sextortion e adescamento under 13: la minaccia corre sul web</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pedofilia-sextortion-e-adescamento-under-13-la-minaccia-corre-sul-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 08:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nel 2023 sono stati analizzati complessivamente 28.355 siti, di cui 2.739 resi irraggiungibili e inseriti nella black list dei siti che contengono rappresentazioni di sfruttamento sessuale di minori, per inibirne la visualizzazione e impedire alle immagini di abuso di continuare a circolare, evitando la vittimizzazione secondaria. E&#8217; quanto emerge dal dossier messo a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nel 2023 sono stati analizzati complessivamente 28.355 siti, di cui 2.739 resi irraggiungibili e inseriti nella black list dei siti che contengono rappresentazioni di sfruttamento sessuale di minori, per inibirne la visualizzazione e impedire alle immagini di abuso di continuare a circolare, evitando la vittimizzazione secondaria. E&#8217; quanto emerge dal dossier messo a punto dalla polizia postale in occasione della giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia che ricorre il 5 maggio. Dossier che illustra i principali e più attuali fenomeni, le azioni di contrasto, lo stato delle partnership col settore privato oltre alle iniziative di prevenzione e sensibilizzazione per gli utenti.  Sono 1131 le persone individuate e denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abuso sessuale ai danni di minori nel 2023. &#8220;I soggetti sono prevalentemente uomini, incensurati, anche se desta preoccupazione l’aumento dei reati di pedopornografia commessi da soggetti molto giovani &#8211; sottolinea la polizia postale &#8211; Lo scorso anno sono stati numerosi gli arresti di soggetti con alto livello di pericolosità, colti in flagranza di reato, ovvero detentori di ingente quantità di materiale pedopornografico o abusanti&#8221;.</p>
<p>Continuano le collaborazioni con importanti attori che con la postale condividono progetti, valori e obiettivi, e le iniziative di prevenzione che la polizia postale conduce per diffondere la cultura della sicurezza digitale e arginare le continue sfide che nel mondo virtuale si rinnovano e intensificano ogni giorno, anche attraverso il portale ufficiale del commissariatodips online. Un quotidiano impegno che si compone di tante sfumature, accomunate dall’obiettivo di rendere la rete un posto più sicuro e gli utenti utilizzatori consapevoli e responsabili delle risorse che hanno a disposizione.  Nel 2023 è stato registrato un incremento dei casi di sextortion, passando dai 118 casi del 2022 ai 132 registrati nel 2023. Sono stati 353 i casi di adescamento online nel 2023. E&#8217; stato rilevato un lieve calo dei casi adescamento online, confermando però il coinvolgimento di minori di età compresa tra i 10 e i 13 anni. Infatti, la fascia dei preadolescenti è quella che maggiormente ha avuto interazioni sessuali tecnomediate. Rimane emergente la minaccia legata ai casi di adescamento online che riguardano minori di età inferiore ai 13 anni. Secondo il report, la diffusione sempre più capillare tra bambini e ragazzi di smartphone e tablet di ultima generazione non sfugge all’attenzione di pedofili e adescatori online. Sempre più spesso, infatti, i primi contatti tra questi soggetti e le piccole vittime avvengono proprio nei luoghi deputati agli “esercizi evolutivi” di bambini e adolescenti. I videogiochi, divenuti popolari attraverso app di gioco scaricabili su cellulari e consolle agili, diventano un luogo dove i bambini si misurano con mondi fantastici e ruoli da protagonisti, esercitandosi a crescere.</p>
<p>I social network sono ormai la vetrina cibernetica attraverso la quale gli adolescenti della Generazione Z effettuano un necessario lavoro di sperimentazione sociale e sessuale. Entrambi questi luoghi virtuali diventano un terreno su cui chi ha cattive intenzioni può sfruttare la necessità di esplorare in modo manipolatorio.  Gli adescatori agganciano i bambini e i ragazzi sui loro spazi preferiti, mirano poi a spostarsi su App di messaggistica con crittografia end-to-end, progressivamente si avvicinano a temi sessuali e inducono la vittima a produrre e condividere immagini intime, autoprodotte, si assicurano che i cellulari non siano controllati dai genitori, incitano alla segretezza dei contatti, promettono esattamente quello che i bambini e i ragazzi vogliono, l’ultima skin del videogioco preferito o il provino per una serie televisiva.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Save the Children, in Calabria web tutti giorni per 71% minori tra i 6 e i 17 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/save-the-children-in-calabria-web-tutti-giorni-per-71-minori-tra-i-6-e-i-17-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 14:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[71]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In Calabria il 71,3% di bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone (71%, al di sopra della media nazionale del 65,9%)&#8221;. Lo riferisce Save the Children in vista In vista della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete (Safer Internet [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/save-the-children-in-calabria-web-tutti-giorni-per-71-minori-tra-i-6-e-i-17-anni/">Save the Children, in Calabria web tutti giorni per 71% minori tra i 6 e i 17 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In Calabria il 71,3% di bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone (71%, al di sopra della media nazionale del 65,9%)&#8221;. Lo riferisce Save the Children in vista In vista della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete (Safer Internet Day 2024) istituita dall&#8217;Unione Europea, che ricorre il 6 febbraio.<br />
&#8220;Nonostante le raccomandazioni dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) &#8211; accolte anche in Italia dalla Società italiana di pediatria (Sip) &#8211; di non utilizzare dispositivi digitali per i bambini di età inferiore ai 2 anni, secondo una recente indagine dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 22,1% dei bambini di 2-5 mesi passa del tempo davanti allo schermo (tv, computer, tablet o smartphone), per la maggior parte per meno di un&#8217;ora al giorno.</p>
<p>I livelli di esposizione crescono con l&#8217;aumentare dell&#8217;età: se si considera il tempo di fruizione complessivo, che va da meno di un&#8217;ora a oltre tre ore, la percentuale di bambine e bambini che ha un&#8217;esposizione agli schermi tra gli 11 e i 15 mesi d&#8217;età in media arriva al 58,1%, quasi 3 su 5, in Calabria risulta la percentuale più elevata in Italia (75,4%), dove sale a 3 su 4 e dove il 5% di bambini è esposto per tre o più ore al giorno&#8221;. &#8221; Per quanto riguarda, invece, i videogiochi, in Calabria il 23,3% dei giovani di 11, 13 e 15 anni ne fa un uso problematico (valore leggermente inferiore alla media nazionale, 24%): qui sono però i ragazzi ad essere più esposti e l&#8217;età di maggiore esposizione, in questo caso, si abbassa a 11 anni&#8221;. La regione, inoltre, è sprovvista di strutture sanitarie che si occupino di questo tipo di dipendenze.</p>
<p>In tema di cyberbullismo, nel 2022, gli episodi che vedono protagonisti in rete minori tra gli 11 e i 13enni hanno segnato una crescita: in Calabria gli adolescenti vittime di questi episodi sono il 14,5%. L&#8217;uso intensivo di internet è associato anche a una maggior rischio di sovrappeso o obesità: in Calabria il 25,6% degli adolescenti è in sovrappeso o obeso, percentuale superiore rispetto alla media nazionale (22,6%) e quarta regione con il tasso più alto dopo Campania (31,6%), Sicilia (26,7) e Puglia (26,1).<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Tutela minori e diffusione web contenuti porno, Mancuso condivide petizione Corecom-Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tutela-minori-e-diffusione-web-contenuti-porno-mancuso-condivide-petizione-corecom-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 09:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Condivido pienamente lo spirito dell&#8217;iniziativa e il contenuto della petizione &#8216;Stop all&#8217;accesso dei minori ai contenuti pornografici sul web&#8217;, lanciata dal Corecom &#8211; Calabria, per sostenere l&#8217;attività messa in campo sull&#8217;argomento dal Governo e del Parlamento e volta a introdurre una sorta di blocco informatico&#8221;. Afferma, inoltre, il presidente Filippo Mancuso: &#8220;Abbiamo il dovere di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Condivido pienamente lo spirito dell&#8217;iniziativa e il contenuto della petizione &#8216;Stop all&#8217;accesso dei minori ai contenuti pornografici sul web&#8217;, lanciata dal Corecom &#8211; Calabria, per sostenere l&#8217;attività messa in campo sull&#8217;argomento dal Governo e del Parlamento e volta a introdurre una sorta di blocco informatico&#8221;.</p>
<p>Afferma, inoltre, il presidente Filippo Mancuso: &#8220;Abbiamo il dovere di tutelare l&#8217;equilibrio psicofisico dei minori nella prospettiva di un corretto sviluppo della loro personalità, e il Consiglio regionale è in prima linea in questa battaglia di civiltà. Perché l&#8217;utilizzo massiccio, incessante e quotidiano, sin dalla tenera età, di internet, social network e vari tipi di app che erogano contenuti pornografici, rischiano di inculcare, specie nei minori, un&#8217;idea perversa del sesso, con la figura femminile alla stregua di un oggetto. Si è davanti a distorsioni culturali che generano una socialità a forte rischio. </p>
<p>La petizione del Coreom &#8211; Calabria sostiene l&#8217;impegno del Governo per contrastare, attraverso una specifica normativa, un&#8217;emergenza che impatta negativamente sul futuro di ragazze e ragazzi. Bisogna dotarsi &#8211; sottolinea Mancuso &#8211;  di strumenti atti ad invertire una tendenza preoccupante che, in diverse circostanze, è concausa di comportamenti violenti da parte di una generazione che va aiutata a non cadere nel vortice della stupida emulazione&#8221;.<br />
La petizione del Corecom-Calabria può essere firmata al link: Petizione · Stop all&#8217;accesso libero e incontrollato dei minori ai siti pornografici.</p>
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