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  • Pre-intese autonomia differenziata, Tridico: “Occhiuto vota contro la Calabria. Vergogna”

    Pre-intese autonomia differenziata, Tridico: “Occhiuto vota contro la Calabria. Vergogna”

    “Il 2 aprile, nella Conferenza Unificata Stato-Regioni, Roberto Occhiuto ha alzato la mano e ha votato a favore delle pre-intese sull’autonomia differenziata in sanità. Insieme a Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Contro Campania, Puglia, Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria — tutte le Regioni che hanno avuto il coraggio di dire no. Occhiuto ha tradito la Calabria. Punto”. È quanto dichiara Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, già candidato alla presidenza della Regione Calabria, a nome dell’intergruppo consiliare di opposizione.

    Non ci sono interpretazioni più benevole –aggiunge. Non ci sono sfumature da cercare. Un presidente di Regione che governa un territorio con la sanità tra le peggiori d’Italia, con ospedali allo stremo, reparti chiusi, medici in fuga, pazienti costretti ad attraversare l’Italia per un’operazione, ha votato per dare alle Regioni ricche del Nord il potere di pagare ancora di più il personale sanitario, offrire prestazioni aggiuntive ai propri cittadini e investire in autonomia nelle proprie strutture. Risorse che la Calabria non ha. Che non avrà mai. Che continuerà a non avere anche perché uomini come Occhiuto, invece di battersi, si siedono al tavolo e eseguono gli ordini. Quali ordini? Quelli del suo partito. Quelli di Roma. Quelli del Nord”.

    Occhiuto non è il presidente della Calabria- prosegue Tridico. È il commissario del centrodestra in Calabria. La differenza è enorme. Un presidente difende il suo territorio anche quando fa male al partito. Anche quando costa. Anche quando significa dire no a Tajani, a Salvini, a Meloni. Occhiuto non lo ha fatto. Non lo ha mai fatto. E il 2 aprile scorso ne abbiamo avuto l’ennesima, plastica, insopportabile conferma. Il risultato di quel voto lo pagheranno i calabresi. Lo pagherà per il medico di base che non si trova. Lo pagherà per l’infermiere che andrà a lavorare in Lombardia perché in quella regione lo pagano di più. Lo pagherà per il malato oncologico che aspetta mesi per una visita. Lo pagherà per la donna che partorisce lontano da casa perché il punto nascita del suo comune è stato chiuso. Lo pagheranno per la terza età, i fragili,  gli indigenti, quelli che non possono permettersi di curarsi altrove. Loro pagheranno. Occhiuto incasserà il favore politico. Chiediamo a gran voce che il presidente vada immediatamente in Consiglio regionale a spiegare questo voto. A guardare in faccia i rappresentanti dei calabresi e a dire loro per quale ragione ha scelto il Nord invece della sua gente. Se ne è capace”– conclude Pasquale Tridico.

  • Calabria, al seggio in abito nuziale nel giorno del sì: la foto diventa virale

    Calabria, al seggio in abito nuziale nel giorno del sì: la foto diventa virale

    (Adnkronos) – “Anche oggi San Gregorio d’Ippona dimostra grande senso civico e rispetto della democrazia. I nostri giovani sposi hanno esercitato il diritto al voto appena dopo aver pronunciato il sì! Buon voto a tutti’. È quanto scrive, in un post sui social, Pasquale Farfaglia, sindaco di San Gregorio d’Ippona, nel Vibonese.

    A corredo del post, la foto di due giovani in abito nuziale, immortalati insieme al primo cittadino al seggio elettorale: la coppia di novelli sposi non ha rinunciato a recarsi alle urne anche nel giorno del matrimonio, una volta conclusa la cerimonia.

    La foto è diventata virale sui social in breve tempo, suscitando ammirazione da parte di concittadini e utenti.
    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Regionali 2025, Vademecum sul voto del 5 e 6 ottobre: ecco tutto quello che c’è da sapere

    Regionali 2025, Vademecum sul voto del 5 e 6 ottobre: ecco tutto quello che c’è da sapere

    Domenica 5 e lunedì 6 ottobre si terranno le elezioni regionali in Calabria per eleggere il nuovo presidente della regione e i membri del consiglio regionale. Si tratta della terza tornata di elezioni regionali del 2025, dopo quelle nelle Marche, dove è stato confermato il presidente uscente Francesco Acquaroli sostenuto dal centrodestra, e quelle in Valle d’Aosta, vinte dall’Union Valdôtaine. In Calabria si vota con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, fissata al 2026. Il 31 luglio scorso, infatti, il presidente uscente Roberto Occhiuto (Forza Italia) ha annunciato le dimissioni a seguito di alcune indagini per corruzione che lo riguardano.

    I candidati alla presidenza

    candidati alla presidenza della Regione Calabria sono tre. Per il centrodestra corre il presidente uscente Occhiuto, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Vicesegretario di Forza Italia, Occhiuto è stato deputato dal 2008 al 2021, anno in cui è stato eletto per la prima volta alla guida della Calabria. Alla sua candidatura hanno aderito anche l’Unione di Centro, Sud Chiama Nord di Cateno De Luca e due liste civiche (“Forza Azzurri” e “Occhiuto Presidente”). Dopo le dimissioni anticipate, Occhiuto ha annunciato in pochi giorni la sua ricandidatura. È indagato dalla procura di Catanzaro in un’inchiesta che riguarda quattro società riconducibili a Paolo Posteraro, capo della segreteria della sottosegretaria Matilde Siracusano, compagna di Occhiuto. «Non ci faremo fermare. Mi dimetto e mi ricandido. Questa volta il futuro della Calabria lo decidono solo i calabresi», ha dichiarato lo scorso 31 luglio in un videomessaggio sui social. Nel suo programma elettorale Occhiuto rivendica i risultati della sua amministrazione e propone di proseguire lungo la stessa strada, sottolineando i progressi ottenuti nel far contare di più la regione a livello istituzionale e ribadendo la necessità di investire in innovazione, turismo, cultura e infrastrutture.

    Il centrosinistra, insieme al Movimento 5 Stelle, ha candidato Pasquale Tridico, ex presidente dell’INPS e oggi parlamentare europeo del partito di Giuseppe Conte. La sua candidatura è sostenuta dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle, da Alleanza Verdi-Sinistra, da Italia Viva e da due liste civiche (“Democratici e Progressisti” e “Tridico Presidente”). L’unico partito di opposizione a non appoggiare Tridico è Azione: il leader del partito, Carlo Calenda, ha escluso qualsiasi sostegno a candidati di centrosinistra legati in qualche modo al Movimento 5 Stelle. Italia Viva ha invece scelto di sostenere Tridico, nonostante in passato Matteo Renzi e altri dirigenti del partito lo avessero criticato per la gestione dell’INPS, e lo stesso Tridico avesse escluso possibili alleanze con Renzi. Il programma di Tridico chiede un cambiamento radicale. La sua campagna si è concentrata soprattutto sulla lotta alla povertà, ricordando che la Calabria è tra le regioni più povere d’Europa, e rilanciando l’idea di un “reddito di dignità” regionale, ispirato al reddito di cittadinanza introdotto dal primo governo Conte nel 2019 e abolito dal governo Meloni.

    Il terzo candidato è Francesco Toscano, presidente di Democrazia Sovrana Popolare, partito fondato insieme a Marco Rizzo. Toscano propone di interrompere il commissariamento della sanità calabrese, la messa in sicurezza della rete stradale e ferroviaria, la riqualificazione degli alloggi popolari e un piano straordinario per l’edilizia scolastica.

    Com’è andata in passato

    Dal 1995, anno in cui il presidente della Regione Calabria è stato eletto per la prima volta direttamente dai cittadini, il centrodestra ha vinto cinque volte e il centrosinistra due. Alle elezioni del 2021 Roberto Occhiuto ha ottenuto oltre il 54 per cento dei voti, contro il 28 per cento circa di Amalia Bruni, candidata di centrosinistra e Movimento 5 Stelle, e il 16 per cento dell’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Quelle elezioni si erano rese necessarie dopo la morte dell’ex presidente di centrodestra Jole Santelli, che nel 2020 aveva vinto con oltre il 55 per cento. Nel 2021 il centrodestra ha registrato i risultati migliori nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Crotone. L’unica provincia in cui Bruni ha superato il 30 per cento è stata Catanzaro, mentre per De Magistris il risultato più alto è arrivato a Cosenza.

    Nel 2014 le elezioni erano state vinte dal centrosinistra con Mario Oliverio, che aveva ottenuto oltre il 61 per cento dei voti. Nel 2010 era stato eletto con il centrodestra Giuseppe Scopelliti, mentre nel 2005 aveva prevalso di nuovo il centrosinistra con Agazio Loiero. Nel 2000 era toccato a Giuseppe Chiaravalloti, eletto con il centrodestra, e nel 1995 a Giuseppe Nisticò, sempre con il centrodestra.

    Per quanto riguarda l’affluenza, alle ultime tre elezioni ha votato sempre circa il 44 per cento degli aventi diritto, un dato in netto calo rispetto al 59 per cento registrato nel 2010 e al 64 per cento del 2005. Nel 1995 l’affluenza era stata invece del 69 per cento circa.

    Le regole del voto

    Alle elezioni regionali in Calabria gli aventi diritto al voto sono circa 1,9 milioni, distribuiti in tre circoscrizioni. In questo numero rientrano anche i calabresi residenti all’estero o in altre regioni, che per votare dovranno recarsi nel proprio comune di residenza, poiché la legge elettorale regionale non consente il voto in un comune diverso. Gli elettori potranno votare solo per il candidato presidente, per un candidato presidente e una lista collegata, oppure solo per una lista: in quest’ultimo caso il voto sarà automaticamente attribuito al candidato presidente collegato. Non è invece previsto il cosiddetto “voto disgiunto”, cioè scegliere un candidato presidente e una lista che sostiene un altro candidato. Sarà inoltre possibile esprimere fino a due preferenze per i candidati al consiglio regionale, a condizione che siano di sesso diverso, altrimenti la seconda preferenza verrà annullata. Lo scrutinio inizierà alle ore 15 di lunedì 6 ottobre, subito dopo la chiusura dei seggi.
    Il vincitore delle elezioni regionali in Calabria è il candidato presidente che ottiene più voti, senza possibilità di ballottaggio. Il consiglio regionale è formato da 30 consiglieri più il presidente della giunta. La legge elettorale stabilisce due soglie di sbarramento: una coalizione entra in consiglio se raggiunge almeno l’8 per cento dei voti, mentre le singole liste all’interno della coalizione possono eleggere consiglieri se ottengono almeno il 4 per cento. La distribuzione dei 30 seggi è regolata da un sistema che assegna premi di maggioranza variabili in base al risultato. In ogni caso la coalizione vincente avrà diritto ad almeno 16 seggi (pari al 55 per cento del consiglio) se ottiene meno del 40 per cento dei voti, mentre ne otterrà almeno 18 (pari al 60 per cento) se supera questa soglia.
    (Fonte: pagellapolitica.it)
  • Regionali 2025, appello Vescovi Calabria: voto è occasione concreta di libertà e di scelta responsabile

    Regionali 2025, appello Vescovi Calabria: voto è occasione concreta di libertà e di scelta responsabile

    Ecco il messaggio della Conferenza episcopale calabra in occasione delle elezioni regionali.
    “La democrazia è un bene fragile e prezioso, che non si conserva da sola ma chiede di essere vissuta e rigenerata ogni giorno. In occasione delle prossime elezioni regionali, sentiamo il dovere di rivolgere un appello forte e chiaro alle comunità ecclesiali e civili della Calabria: la partecipazione non è un accessorio, ma un compito che interpella la coscienza di ciascuno, non è un rito stanco, ma un atto di rigenerazione collettiva. Il recente cammino della nostra Chiesa regionale ci ha sollecitati a riscoprire alcune priorità decisive: l’impegno di tutti per la trasformazione della società, l’attenzione a chi resta ai margini, la costruzione di una cittadinanza solidale, la centralità del bene comune come criterio di giudizio. È questo il cuore di una visione che spinge a costruire, insieme, la città degli uomini e delle donne di buona volontà, nella logica di un umanesimo integrale, capace di tenere insieme sviluppo e giustizia, libertà e responsabilità, diritti e doveri. La democrazia non è mai neutra: o si rinnova come spazio di giustizia o diventa terreno fertile per clientele e rendite di posizione. Alle Settimane Sociali di Trieste (2024), Papa Francesco ha usato un’immagine potente: la crisi della democrazia come un cuore ferito. Un cuore che soffre quando prevalgono corruzione e illegalità, quando la politica diventa autoreferenziale, incapace di ascolto e di servizio. Un cuore che si ammala quando cresce la cultura dello scarto e intere fasce di popolazione – poveri, giovani, anziani, persone fragili – vengono emarginate. Ogni volta che qualcuno è escluso, tutto il corpo sociale ne porta la ferita. L’apatia civica non è solo un fatto individuale, ma il sintomo di un tessuto sociale indebolito, che rischia di trasformare i cittadini in spettatori di un copione scritto da altri.

    In quella stessa occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha posto domande che ci toccano da vicino: «Si può pensare di contentarsi che una democrazia sia imperfetta? Di contentarsi di una democrazia a bassa intensità? Si può pensare di arrendersi al crescere di un assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica? Può esistere una democrazia senza il consistente esercizio del ruolo degli elettori?» E ha ammonito a non confondere il parteggiare con il partecipare, ricordando che «al cuore della democrazia vi sono le persone, le relazioni, le comunità». Queste parole illuminano la nostra responsabilità come cittadini e come cristiani. L’astensione e l’indifferenza non sono mai neutrali: finiscono sempre per gravare sui più deboli e consegnano il futuro nelle mani di pochi. Partecipare, invece, significa prendersi cura del cuore della nostra terra, contribuendo con il proprio voto alla costruzione di una Calabria più giusta, solidale e fraterna.

    Per questo, invitiamo tutti a vivere le elezioni regionali non come un adempimento formale, ma come un’occasione concreta di libertà e di scelta responsabile. La democrazia si alimenta della voce di ciascuno: scegliere significa incidere sul presente e aprire possibilità di futuro. Non c’è libertà senza scelta, non c’è bene comune senza partecipazione. Chi rinuncia a scegliere rinuncia a costruire il proprio futuro: è un lusso che la nostra terra, già solcata da diseguaglianze e migrazioni forzate, non può in alcun modo permettersi”.

  • Ballottaggio Lamezia, Bevilacqua: ‘nessun indirizzo di voto, cittadini sapranno valutare proposte

    Ballottaggio Lamezia, Bevilacqua: ‘nessun indirizzo di voto, cittadini sapranno valutare proposte

    “Data la trasversalità dell’elettorato che ha individuato nella coalizione civica che mi ha sostenuto, una forza alternativa ai canonici schieramenti politici di ogni orientamento, non si intende dichiarare alcun indirizzo di voto svincolando l’elettorato al quale rivolgiamo il nostro affetto e la nostra sincera gratitudine”. A dirlo Gianpaolo Bevilacqua in vista del ballottaggio di domenica e lunedì prossimo tra i candidati di centrodestra e centrosinistra Mario Murone e Doris Lo Moro. Bevilacqua, al primo turno, ha ottenuto il 24,19% dei consensi. Una decisione, ha aggiunto, “presa insieme alle liste ed al mio comitato elettorale”. Di volta in volta, poi, ha aggiunto, “decideremo chi appoggiare in base ai programmi”.

    “Ogni cittadino – ha detto incontrando i giornalisti insieme a Maria Lucia Raso e Oscar Branca – saprà valutare con consapevolezza le proposte in campo, secondo la propria coscienza e sensibilità. Ciò che oggi ci preme è preservare lo spirito di partecipazione e fiducia costruito ormai da lungo tempo, ci attendono nuovi progetti politici da vivere insieme. Anche fuori da Lamezia Terme si guarda con interesse ai risultati raggiunti. L’avvenire del gruppo che si è costituito con passione e senso di appartenenza è direttamente collegato agli importanti riscontri ottenuti: la volontà di proseguire il percorso politico è tale da suggerirci la costituzione in un organigramma locale, provinciale e regionale”.

    “Il metodo partecipativo adottato sin dall’inizio – ha affermato Bevilacqua – rappresenta un modello replicabile e apprezzato, in grado di rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni. L’idea di strutturarsi in maniera più solida mira a garantire continuità, progettualità e rappresentanza effettiva. In questo contesto, la formazione politica e l’apertura al dialogo con le realtà civiche e associative diventano elementi fondamentali. La sfida futura sarà quella di tradurre il consenso elettorale in un’azione concreta e duratura sul territorio”.
    (Ansa)

  • Referendum 8 e 9 giugno, dai quesiti al voto da remoto: tutto quello che c’è da sapere

    Referendum 8 e 9 giugno, dai quesiti al voto da remoto: tutto quello che c’è da sapere

    (Adnkronos) – Sono cinque i referendum per il quali gli italiani sono chiamati al voto domenica 8 e lunedì 9 giugno, rispettivamente, dalle 7 alle 23 e dalle 7 alle 15. Quattro quesiti, promossi dalla Cgil, riguardano la disciplina del lavoro. Il quinto quesito è sulla cittadinanza ed è promosso da un Comitato formato da centinaia di associazioni e presieduto da Riccardo Magi, Sonny Olumati e Deepika Salhan. Per quel che riguarda i referendum sul lavoro, nel dettaglio gli italiani dovranno scegliere tra le seguenti opzioni.  1) ‘Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione’. Si tratta di una disciplina introdotta dal Jobs Act: nelle imprese con più di 15 dipendenti il lavoratore licenziato illegittimamente non ha diritto al reintegro. Con l’abrogazione di questa disposizione sarebbe possibile il reintegro.  2) ‘Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale’. Attualmente in caso di licenziamento illegittimo il risarcimento non può superare le sei mensilità. Con l’abrogazione parziale di queste disposizione sarà possibile superare le sei mensilità di indennità.  3) ‘Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi’. Il referendum mira a reintrodurre l’obbligo di causale specifica per i contratti di lavoro inferiore a 12 mesi, di fatto con una maggiore tutela per i precari.  4) ‘Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. Abrogazione’.

    Si tratta di una questione legata alla sicurezza sul lavoro, con un ampliamento delle responsabilità dell’azienda per incidenti sul lavoro.  Per quel che riguarda la cittadinanza, il quesito è il seguente: ‘Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana’. Il dimezzamento dei tempi renderebbe più veloce la concessione della cittadinanza a chi ne ha già diritto, una questione che riguarda almeno 2,3 milioni di persone in Italia. I referendum sono soggetti a quorum, per essere validi devono quindi registrare la partecipazione del 50% +1 degli aventi diritto. Per la prima volta è ammesso il voto per i fuori sede.

    Può votare in un comune diverso da quello di residenza chi per motivi di studio, lavoro o cure mediche è domiciliato da almeno tre mesi in un’altra provincia e ne ha fatto richiesta entro il 5 maggio.  Dall’estero possono invece votare gli elettori iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) e gli italiani temporaneamente all’estero per almeno tre mesi per lavoro, studio o cure mediche, e i familiari con essi conviventi all’estero, che ne hanno fatto richiesta entro il 7 maggio.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Reggio Calabria, inchiesta DDA su voto di scambio: indagini concluse per esponenti Fdi, Pd e Lega

    Reggio Calabria, inchiesta DDA su voto di scambio: indagini concluse per esponenti Fdi, Pd e Lega

    La Dda di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Lombardo, ha chiuso l’inchiesta “Ducale” contro la cosca Araniti di Sambatello che avrebbe avuto un ruolo attivo alle elezioni regionali del 2020 e del 2021 e alle elezioni amministrative del settembre 2020. Sono complessivamente 24 gli indagati ai quali i procuratori aggiunti Stefano Musolino e Walter Ignazitto e il pm Salvatore Rossello hanno notificato l’avviso di conclusione indagini.

    Tra questi ci sono anche il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale Giuseppe Neri e il consigliere comunale Giuseppe Sera, del Pd. Scambio elettorale politico-mafioso è l’ipotesi accusatoria contestata dalla Procura che, per Neri e Sera, aveva chiesto l’arresto ma è stato rigettato prima dal gip e poi dal Tribunale del Riesame. Con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, gli indagati principali dell’inchiesta “Ducale” sono il presunto boss Domenico Araniti e suo genero Daniel Barillà. Quest’ultimo è il soggetto che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il tramite tra la cosca e la politica.

    Tra gli indagati ci sono anche alcuni nomi nuovi rispetto a quanto era emerso nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri del Ros lo scorso luglio. L’avviso di conclusione indagini, infatti, è stato disposto anche nei confronti di un ex consigliere comunale di Reggio Calabria, Michele Marcianò, oggi componente del comitato provinciale della Lega, e di Domenico Rugolino, ritenuto esponente dell’omonima cosca di Catona. Entrambi sono accusati di estorsione e trasferimento fraudolento di valori aggravato perché commesso “al fine di agevolare gli interessi economici della ‘ndrangheta”. Secondo la Dda, in passato Marcianò e Rugolino erano soci occulti dell’impresa “Lido dello Stretto” di Catona.

  • Oggi si vota per il referendum consultivo per la Città unica di Cosenza, Rende e Castrolibero

    Oggi si vota per il referendum consultivo per la Città unica di Cosenza, Rende e Castrolibero

    Oggi, domenica 1° Dicembre gli elettori dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero sono chiamati a votare per il referendum consultivo per la modifica dei confini territoriali proprio dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero. In totale sono 126 le sezioni, di cui 82 a Cosenza, 34 a Rende e 10 a Castrolibero.

    Le operazioni di voto inizieranno alle ore 8,00 e termineranno alle 21,00. Le operazioni di scrutinio inizieranno immediatamente dopo la conclusione delle operazioni di voto. L’elettorato chiamato alle urne è composto da 93,646 cittadini, 54.065 a Cosenza, 31.513 a Rende e 8.068 a Castrolibero.

    I quesiti referendari
    Ai cittadini chiamati ad esprimere il proprio voto sarà consegnata una sola scheda con i due quesiti. Il primo quesito è il seguente: “Volete voi che sia approvata la proposta di legge n. 177/XII e che sia istituito un nuovo comune derivante dalla fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero?”.
    Il secondo quesito è: “Quali delle seguenti denominazioni volete che assuma il nuovo comune derivante dalla fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero?
    a) Cosenza; b) Cosenza Rende Castrolibero; c) Nuova Cosenza”.
    E’ possibile esprimere la preferenza per tutti e due o anche solo per uno dei due quesiti. Il referendum ha carattere consultivo e non prevede il raggiungimento di alcun quorum.

  • Mancuso replica a Conte: Sulla Calabria un giudizio offensivo, da noi il voto è libero

    Mancuso replica a Conte: Sulla Calabria un giudizio offensivo, da noi il voto è libero

    “È offensivo il giudizio che dà il presidente del M5s Giuseppe Conte sul voto in Calabria. Rispondendo alle domande dei cronisti sul caso Calabria che vede il forzista Andrea Gentile contendere il seggio alla eletta M5s alla Camera Elisa Scutellà, afferma che non si può fingere di ignorare che in Calabria il voto non sia libero e non abbia un forte condizionamento politico-mafioso.
    Ebbene, senza entrare nel merito della vicenda relativa alla contesa del seggio di cui è delegato a esprimersi un comitato parlamentare, non si può che dissentire da una visione così arcaica e grezza del leader grillino nei confronti dei calabresi e della loro libertà di voto”. Sono parole del Presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso in risposta alle recenti dichiarazioni del leader dei Cinquestelle Giuseppe Conte.

    “La nostra -aggiunge – è una terra difficile e complicata, anche dal punto di vista della presenza della criminalità, ma grazie a Dio, da diversi decenni ormai, è una terra evoluta, democratica e libera da condizionamenti pseudo mafiosi. Conte, invece, affermando esattamente l’opposto, secondo tesi fortemente stereotipate in cui si vuole mettere addirittura in dubbio la regolarità del voto in quanto condizionato da pressioni mafiose, insulta un’intera regione. Curiosamente, lo stesso Conte non mette in discussione il voto in Calabria quando si premia il M5s, come avveniva qualche anno fa. Lo fa però oggi quando a prevalere sono gli altri partiti a lui avversi. Ad ogni modo ciò che non è tollerabile è accettare i soliti luoghi comuni che pretendono di dipingere la Calabria, così come altre regioni del Sud, esclusivamente un luogo di perdizione e di perenne malaffare.

    Se ne faccia invece una ragione Conte: in Calabria i cittadini sono liberi ed emancipati, votano a volte per il centrodestra e a volte per il centrosinistra, secondo le proprie convinzioni e il proprio giudizio morale sull’azione, le capacità e i diversi progetti politici”- conclude Mancuso.

  • Seggio conteso Gentile-Scutellà, parla Conte: In Calabria su voto condizionamento politico-mafioso

    Seggio conteso Gentile-Scutellà, parla Conte: In Calabria su voto condizionamento politico-mafioso

    Sul caso Scutellà, “credo che sia una battaglia non del Movimento 5 stelle, ma di tutti i cittadini democratici che hanno a cuore la legalità e la trasparenza, perché non si può fingere di ignorare che in alcune aree della Calabria il voto non sia libero e non abbia un forte condizionamento politico-mafioso”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, rispondendo alla domanda dei cronisti sul caso del seggio calabrese conteso tra Elisa Scutellà e Andrea Gentile nella conferenza stampa, convocata nella sede dei pentastellati per presentare gli emendamenti e le proposte sulla legge di bilancio.

    “Noi siamo rimasti sconcertati che la Giunta per le elezioni abbia dato un’interpretazione, per quanto riguarda il doppio voto riferito alla medesima coalizione, di segno completamente diverso da quelle che erano le istruzioni date dal ministero dell’Interno al momento del voto – spiega -. Questo, per me, è motivo di forte alterazione di quello che è lo spirito democratico. Quando sono iniziate le verifiche, ci sorprende il fatto che di fronte alla certificazione della commissione di verifica è emersa una riqualificazione del 10% delle schede che erano certificate come bianche e si sono scoperte con attribuzione di candidati. Qui è successo che uno su dieci ha sbagliato, è un’anomalia così grave che secondo noi la commissione nel pieno rispetto delle valutazioni dei singoli ha il dovere democratico di aprire anche la valutazioni delle schede valide. Di che cosa abbiamo paura di fronte a un’anomalia del genere? È questo che chiediamo con forza, ci appelliamo al forte senso di responsabilità di Fornaro, non chiediamo favori, non chiediamo nulla, chiediamo che di fronte a questo caso così anomalo le forze di maggioranza e di opposizione si assumano la responsabilità di fronte a noi, al Parlamento e al Paese di fare tutte le possibili verifiche perché questa anomalia venga chiarita”.

    “C’è un esposto alla Procura, Scutellà ha raccolto vari elementi che confermano l’opacità del quadro, e allora stiamo chiedendo semplicemente di fare chiarezza perché il voto dei cittadini sia rispettato e ci siano tutti gli accertamenti del caso”, conclude Conte.