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	<title>vittime Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 15:21:25 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Processo naufragio migranti Cutro, ONG del mare: Fare piena luce per evitare stragi simili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro &#8211; EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – era rappresentata all’udienza di oggi presso il Tribunale di Crotone dai propri legali. Le ONG chiedono di fare piena [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 360px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-374997-1" width="360" height="640" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Ti-presento-una-persona.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Ti-presento-una-persona.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Ti-presento-una-persona.mp4</a></video></div>
<p>La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro &#8211; EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – era rappresentata all’udienza di oggi presso il Tribunale di Crotone dai propri legali. Le ONG chiedono di fare piena luce sulla dinamica di fatti, sottovalutazioni, ritardi ed omissioni che hanno portato al naufragio, sia per restituire verità e giustizia alle vittime, sia per evitare che tragedie simili si ripetano in futuro. Segue il processo come osservatore internazionale, inoltre, Amnesty International Italia. La coalizione di organizzazioni SAR &#8211; in una nota &#8211; <em>&#8220;ricorda che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso e il caso del caicco Summer Love fu trattato come un’operazione di law enforcement per la protezione delle frontiere. Ecco perché non si può dire che le 94 vittime accertate e i dispersi siano una tragica fatalità, ma vanno accertate negligenze e responsabilità di questo dramma umano. “Scrivere pagine di verità &#8211; commentano le ONG parti civili &#8211; è forse il solo modo rimasto per restituire dignità e giustizia a tutte le persone morte e disperse nel naufragio, nonché per aiutare i sopravvissuti e le famiglie delle vittime a ritrovare una parvenza di serenità”.</em><br />
<em>Elementi assai rilevanti al fine della ricostruzione dei fatti sono contenuti anche nei documenti di Frontex &#8211; tra cui il video che riprende il caicco Summer Love &#8211; e in una circolare della Guardia di Finanza arrivati dopo la chiusura dell’indagine. Documenti che le ONG parti civili hanno esaminato dopo essere stati formalmente autorizzati e di cui è stata chiesta ed ottenuta l’acquisizione al Collegio&#8221;.</em></p>
<p>All’udienza di oggi hanno reso la loro testimonianza i pescatori che la notte del naufragio dalla riva hanno materialmente soccorso le vittime dopo aver sentito le loro grida, a riva hanno accompagnato persone in fin di vita e anche cadaveri per i quali non c’era più nulla da fare. Sempre oggi è stato sentito il medico legale, nominato come consulente dal pubblico ministero, che ha ricostruito le cause della morte dei 94 naufraghi, ha specificato come sono intervenuti gli operatori a livello medico e psicologico, ha confermato che è stato accertato come vi siano ulteriori dispersi che non sono mai stati ritrovati in mare.<br />
Nell’udienza di oggi, inoltre, sono stati ascoltati alcuni altri testi d’accusa, rinviata invece la prima audizione delle vittime. Nel naufragio di Cutro avvenuto al largo delle coste calabresi, le autorità italiane sono accusate di aver dato priorità all’operazione di polizia e solo successivamente considerato l’intervento di soccorso, ma con grave ritardo e con scarso coordinamento a livello locale tra i due corpi di forze dell’ordine coinvolti. E l’esito che ne è scaturito è stato drammatico.</p>
<p>&#8220;<em>Capire esattamente quale sia stata la catena di decisioni, sottovalutazioni e negligenze che hanno portato al naufragio è importante anche per assicurarsi che non si ripetano e che siano evitate stragi simili in futuro- si legge ancora nella nota &#8211; . Esigenza drammaticamente attuale, considerando che in questi tre anni i naufragi non si sono mai fermati, che solo dall&#8217;inizio dell&#8217;anno al 9 aprile l’OIM ha censito lungo la rotta del Mediterraneo centrale oltre 770 persone morte o scomparse e che nei soli primi giorni dell&#8217;anno sono stati stimati quasi mille dispersi a causa del ciclone Harry. Cifre vertiginose ma che sono entrambe sottostimate, riferendosi solo ai casi di cui si è venuti a conoscenza.</em><br />
<em>In attesa di sapere quando, nelle prossime udienze, verranno ascoltati i consulenti tecnici delle organizzazioni di ricerca e soccorso in mare costituitesi parte civile nel processo, le ONG ricordano che: &#8216;il diritto internazionale è prevalente e che la tutela della vita e il dovere di soccorrere chi è in pericolo in mare sono prioritari&#8217;</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Stilo, cede costone e frana si abbatte su case e automobili: ricerche per scongiurare vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 11:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una frana a ridosso di alcune abitazioni e che ha investito anche alcune automobili si è verificata nel centro abitato di Stilo (Reggio Calabria) dove ha ceduto un costone nei pressi del convento. La casa interessata dal fronte franoso, all&#8217;apparenza, non ha riportato conseguenze strutturali e la donna residente nella stessa non ha subito danni. [&#8230;]</p>
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<p>Una frana a ridosso di alcune abitazioni e che ha investito anche alcune automobili si è verificata nel centro abitato di Stilo (<em>Reggio Calabria</em>) dove ha ceduto un costone nei pressi del convento. La casa interessata dal fronte franoso, all&#8217;apparenza, non ha riportato conseguenze strutturali e la donna residente nella stessa non ha subito danni.</p>
<p>Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Monasterace che stanno verificando la situazione ed hanno attivato il gruppo movimento terra e, da Reggio Calabria, è arrivata il team USAR (<em>Urban Search and Rescue)</em> nucleo specializzato del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dedicato alla ricerca e soccorso di persone disperse in macerie e nucleo Cinofili.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è scongiurare la presenza di eventuali vittime anche se al momento appare improbabile visto che non sarebbero state segnalate persone irrintracciabili.</p>
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		<title>Legalità, dalla Regione 1 milione di euro per sostenere le vittime di usura e racket: ecco il bando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per rafforzare gli strumenti di tutela e incoraggiare le vittime a denunciare, la Regione Calabria ha pubblicato l’Avviso pubblico “Percorsi di sostegno, assistenza e prevenzione alle vittime di usura e racket e ai soggetti sovraindebitati a rischio di usura”, con una dotazione finanziaria complessiva di 1 milione di euro nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr-Fse+ [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per rafforzare gli strumenti di tutela e incoraggiare le vittime a denunciare, la Regione Calabria ha pubblicato l’Avviso pubblico “<em>Percorsi di sostegno, assistenza e prevenzione alle vittime di usura e racket e ai soggetti sovraindebitati a rischio di usura”</em>, con una dotazione finanziaria complessiva di 1 milione di euro nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr-Fse+ 2021-2027. “<em>Un fenomeno spesso sommerso – </em>dichiara l’assessore alla Legalità della Regione Calabria, Antonio Monturo<em> -, che colpisce in particolare imprenditori e commercianti e che rappresenta una delle principali ‘spie’ della presenza della criminalità organizzata sul territorio. Usura ed estorsione continuano a essere una delle piaghe più gravi per l’economia e il tessuto sociale calabrese. Con questo Avviso vogliamo dare un segnale forte: chi denuncia non deve essere lasciato solo. Con il presidente Occhiuto e il sostegno di tutta la Giunta, mettiamo in campo risorse e strumenti concreti per sostenere le vittime di usura e racket, accompagnandole in un percorso di rinascita sociale ed economica”.</em></p>
<p>L’Avviso, adottato con decreto firmato dalla dirigente del settore Legalità, sicurezza e valorizzazione beni confiscati, Antonella Sette, e sottoscritto dalla dirigente generale del dipartimento Segretariato generale, Eugenia Montilla, è rivolto ad associazioni e fondazioni attive sul territorio regionale che operano a supporto delle vittime di estorsione e usura. L’obiettivo è accompagnare chi subisce questi reati lungo un percorso completo: dalla denuncia, passando per l’iter giudiziario, fino alla riabilitazione socioeconomica e al reinserimento nella vita sociale e lavorativa. Ogni proposta progettuale potrà ottenere un finanziamento fino a 200 mila euro. Le azioni finanziabili riguardano in particolare: il rafforzamento dei centri di ascolto e di assistenza specializzata per le vittime e per i soggetti sovraindebitati a rischio usura; la realizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione per prevenire il fenomeno e promuovere la cultura della legalità coinvolgendo comunità locali e istituzioni. Secondo quanto evidenziato nell’Avviso, le vittime di usura e racket vivono spesso una condizione di vulnerabilità multidimensionale che non riguarda solo l’aspetto economico, ma anche quello psicologico, sociale, familiare e lavorativo. Tra le conseguenze più diffuse vi sono perdita di risorse finanziarie, isolamento sociale, difficoltà di accesso al credito legale e compromissione delle prospettive occupazionali.</p>
<p><em>“Pertanto – </em>rimarca infine l’assessore Monturo <em>– con questa prima iniziativa finanziata con 1 milione di euro, e con altre che verranno programmate in futuro, vogliamo intervenire fortemente su tutte le diverse dimensioni previste dall’Avviso regionale, creando un ambiente protetto che favorisca l’emersione dei casi e incoraggi la denuncia, rafforzando al contempo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la presenza dello Stato nei territori più esposti alle infiltrazioni criminali. L’obiettivo è di contribuire a contrastare questi fenomeni per difendere la libertà d’impresa, la dignità delle persone e il futuro della nostra regione”.</em>La domanda di partecipazione dovrà essere predisposta utilizzando il modello  Allegato “A”   e inviata esclusivamente alla Regione Calabria, dipartimento Segretariato generale – settore 4 “Legalità e sicurezza – Attuazione L.R. n. 9/2018 – Valorizzazione beni<br />
confiscati”, al seguente indirizzo Pec: legalita.presidenza@pec.regione.calabria.it. Il bando è consultabile al seguente link: <a href="https://www.regione.calabria.it/wp-content/uploads/2026/03/Avviso-Pubblico-3.pdf">https://www.regione.calabria.it/wp-content/uploads/2026/03/Avviso-Pubblico-3.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/legalita-dalla-regione-1-milione-di-euro-per-sostenere-le-vittime-di-usura-e-racket-ecco-il-bando/">Legalità, dalla Regione 1 milione di euro per sostenere le vittime di usura e racket: ecco il bando</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Contrasto violenza di genere: protocollo Asp-Procure Lamezia e Catanzaro a tutela vittime</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/contrasto-violenza-di-genere-protocollo-asp-procure-lamezia-e-catanzaro-a-tutela-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso di tutela reale, tempestivo e umano, una sinergia istituzionale unica a sostegno delle vittime di violenza di genere e nelle relazioni intime e orientata alla sensibilizzazione della cittadinanza. È stato siglato questa mattina, presso la Direzione Generale dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, un Protocollo d&#8217;Intesa strategico che vede l&#8217;Azienda Sanitaria fare fronte comune [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un percorso di tutela reale, tempestivo e umano, una sinergia istituzionale unica a sostegno delle vittime di violenza di genere e nelle relazioni intime e orientata alla sensibilizzazione della cittadinanza. È stato siglato questa mattina, presso la Direzione Generale dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, un Protocollo d&#8217;Intesa strategico che vede l&#8217;Azienda Sanitaria fare fronte comune con la Procura della Repubblica di Catanzaro, la Procura della Repubblica di Lamezia Terme e la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro. L&#8217;accordo, che coinvolge anche l&#8217;Azienda Ospedaliero Universitaria &#8220;R. Dulbecco&#8221;, nasce dalla necessità di superare la frammentazione degli interventi, ed istituisce un sistema integrato interistituzionale che si avvarrà di figure professionali come psicologi, psichiatri, educatori ed assistenti sociali, finalizzato alla presa in carico delle vittime dirette e indirette della violenza di genere, senza trascurare il recupero degli autori di violenza per prevenire la recidiva e la prevenzione, attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza. La violenza nelle relazioni intime non è un&#8217;emergenza sporadica, ma un fenomeno radicato in dinamiche di potere e stereotipi di genere.</p>
<p><em>&#8220;La violenza di genere è un fenomeno strutturale che non può essere affrontato in modo isolato&#8221;</em>, spiegano i rappresentanti delle Istituzioni firmatarie. <em>&#8220;Con questo accordo si crea una sinergia strutturale che si sostanzia in un Tavolo Tecnico congiunto che dovrà monitorare l&#8217;andamento dei fenomeni e predisporre linee di intervento, protocolli operativi ed altre iniziative per garantire alle vittime tutele sanitarie e giudiziarie, creando una linea diretta che garantisce tempi rapidi nelle indagini e presa in carico sociosanitaria immediata</em>&#8220;. La firma del Protocollo trasforma la Convenzione di Istanbul in azioni quotidiane sul territorio provinciale, e vuole essere un primo passo per superare le criticità che rendono difficile la fuga dalla violenza: spesso le vittime non denunciano per vergogna o timore, e temono le recidive, nelle more delle azioni giudiziarie. Il Protocollo stabilisce percorsi certi che incoraggiano l&#8217;emersione del fenomeno, garantendo protezione immediata: troppo spesso chi subisce violenza deve ripetere il proprio trauma in più sedi (ospedale, sedi di Autorità di pubblica sicurezza, tribunale), e l&#8217;accordo prevede spazi di ascolto protetti e una comunicazione fluida tra operatori sanitari e magistrati per evitare ulteriori sofferenze inutili alla vittima, oltre a misure di tutela e assistenza psicologica per i più piccoli.</p>
<p>Non ci si limita alla repressione: l&#8217;intesa punta anche alla rieducazione dell&#8217;autore del reato attraverso l&#8217;invio ai Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV), con l&#8217;obiettivo di interrompere la spirale delle recidive. Quindi, linee dirette di comunicazione, con una corsia preferenziale tra i Consultori Familiari, il Pronto Soccorso (con il potenziamento del percorso &#8220;Rosa Bianca&#8221; a Lamezia Terme) e gli uffici delle Procure.<br />
Prevista anche una formazione multidisciplinare: gli operatori sanitari e i magistrati lavoreranno con linguaggi e metodi condivisi per una valutazione corretta del rischio di letalità. Sono previste delle sale audizioni dedicate per le vittime vulnerabili, dotate di sistemi di audio-videoregistrazione e specchi unidirezionali per le audizioni protette.<br />
Il Tavolo Tecnico Permanente permetterà il confronto tra i referenti istituzionali dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale e delle Autorità Giudiziarie coinvolte, con il compito di monitorare l&#8217;efficacia degli interventi, analizzare i dati sul territorio provinciale e aggiornare costantemente le procedure operative per rispondere ai nuovi bisogni emergenti, incluse le forme di cyberviolenza e le discriminazioni multiple.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-362599" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/ASP-protocollo-Procura-300x156.png" alt="" width="644" height="335" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/ASP-protocollo-Procura-300x156.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/ASP-protocollo-Procura-768x399.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/ASP-protocollo-Procura-809x420.png 809w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/ASP-protocollo-Procura-696x362.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/ASP-protocollo-Procura.png 1003w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
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		<title>L’Asp di Catanzaro potenzia la tutela delle donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lasp-di-catanzaro-potenzia-la-tutela-delle-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 16:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro rafforza il suo impegno nella lotta contro la violenza di genere, adottando una nuova e più capillare organizzazione per la tutela delle donne vittime di maltrattamenti. Il Vertice aziendale dell’ASP di Catanzaro ha approvato una delibera che sancisce l&#8217;adozione del nuovo &#8220;Protocollo operativo per la presa in carico della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lasp-di-catanzaro-potenzia-la-tutela-delle-donne-vittime-di-violenza/">L’Asp di Catanzaro potenzia la tutela delle donne vittime di violenza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro rafforza il suo impegno nella lotta contro la violenza di genere, adottando una nuova e più capillare organizzazione per la tutela delle donne vittime di maltrattamenti. Il Vertice aziendale dell’ASP di Catanzaro ha approvato una delibera che sancisce l&#8217;adozione del nuovo &#8220;Protocollo operativo per la presa in carico della vittima di violenza di genere in arrivo al Pronto Soccorso&#8221;. Il documento mira a potenziare la rete interna, adeguandosi alle normative europee e nazionali per la tutela delle vittime e nasce su iniziativa delle dottoresse Caterina Ermio e Renata Tropea, figure da sempre in prima linea contro la violenza di genere.<br />
Si parte quindi dal Pronto Soccorso del Presidio ospedaliero &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Lamezia Terme all&#8217;avanguardia con il &#8220;Percorso Rosa Bianca&#8221;; il Presidio ospedaliero lametino, grazie al loro impegno, è stato il primo ad adottare il percorso di tutela garantendo un ingresso riservato e l&#8217;accoglienza in una stanza dedicata alle vittime, indipendentemente dal codice di accesso. La referente per l&#8217;adozione del nuovo protocollo è la dottoressa Carol Pileggi della Direzione sanitaria di presidio.<br />
 <br />
Il Pronto Soccorso di Lamezia Terme, che serve un bacino d’utenza vastissimo (comprensivo del lametino, dell&#8217;alto Tirreno cosentino, del vibonese, di parte del catanzarese e del soveratese, oltre a gran parte dell’area interna), è ora attrezzato con strumenti fondamentali per aiutare le indagini e il riconoscimento dei casi di violenza:<br />
    • Conservazione dei reperti biologici: Un apposito frigorifero di sicurezza con temperature controllate che ne consentono l’integrità per oltre sei mesi; <br />
    • Catena di Custodia: L&#8217;adozione rigorosa della catena di custodia è cruciale per la validità scientifica in fase di indagine e accertamento;<br />
    • Formazione Specialistica con Standard Europei: Il Corso VIPROM. <br />
Da quest’anno, è stato inserito un nuovo corso aziendale denominato VIPROM (Victim Protection in Medicine). Questo corso prevede una formazione con standard europei e gode di un finanziamento specifico per la sua realizzazione. Il percorso formativo VIPROM è realizzato in collaborazione con l’Associazione Donne Medico Italiana, l’Associazione Donne Medico Internazionale e l’Università di Parma. L’ASP di Catanzaro, in qualità di fruitore e partner, ambisce a diventare, in una fase successiva, formatore qualificato in questo specifico ambito per estendere la formazione ad altri soggetti sul territorio.</p>
<p>Collaborazione Essenziale con la Rete Territoriale<br />
La gestione efficace, nella massima riservatezza, dei casi di violenza è stata garantita negli anni dalla costante e fondamentale collaborazione con le Forze dell&#8217;Ordine (con personale femminile dedicato sempre a disposizione) e con l&#8217;intera rete territoriale aziendale e non solo. In particolare, è stata evidenziata l&#8217;importanza della collaborazione con il Centro Antiviolenza Demetra, che gestisce una percentuale alta, pari al 70%, di tutti i casi trattati annualmente dal Presidio. Questo nuovo Protocollo rafforza l’efficacia e la rapidità dell&#8217;intervento, garantendo alle vittime la massima fiducia in un Pronto Soccorso attrezzato, qualificato e idoneo per la loro tutela. “È importante affidarsi a personale formato e a procedure standardizzate e certificate che possano meglio tutelare le vittime. La nostra Azienda sanitaria è in prima linea nel percorso di tutela e di gestione dei casi di violenza sulle donne, e il nuovo protocollo garantisce che tutto il percorso e le strutture coinvolte siano predisposte e adeguate al trattamento e alla gestione del paziente,” ha commentato la Direzione strategica aziendale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lasp-di-catanzaro-potenzia-la-tutela-delle-donne-vittime-di-violenza/">L’Asp di Catanzaro potenzia la tutela delle donne vittime di violenza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Stalking e revenge porn: arrestato 39enne reggino. Giovani donne vittime di “deep fake&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 08:22:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[“deep fake"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Calabria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di un 39enne del centro cittadino, a carico del quale erano emersi, nel corso delle indagini, indizi di colpevolezza in relazione a diversi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Calabria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di un 39enne del centro cittadino, a carico del quale erano emersi, nel corso delle indagini, indizi di colpevolezza in relazione a diversi reati contro la persona.  Le complesse indagini informatiche, svolte mediante l’acquisizione e l’incrocio di dati, hanno permesso di risalire a un soggetto nei confronti del quale veniva emesso dapprima un decreto di perquisizione e, successivamente, nel corso delle operazioni, un provvedimento di custodia cautelare in carcere, richiesto d’urgenza dal Pubblico Ministero procedente ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari all’esito di quanto emerso nello svolgimento dell’atto di indagine. L’uomo è accusato dei reati di stalking, revenge porn, molestie, accesso abusivo a sistema informatico, trattamento illecito dei dati personali e violenza privata.</p>
<p>L’attività investigativa è stata avviata a seguito di querela sporta da diverse giovani donne, che non si conoscevano tra di loro, ma erano tutte accomunate dall’essere vittima del fenomeno del cosiddetto “deep fake”. In sostanza, venivano loro sottratte delle normalissime foto, spesso pubblicate dalle vittime stesse sui propri profili social personali, per poi essere manipolate e trasformate in foto di nudo, e successivamente diffuse. Tale materiale veniva poi utilizzato allo scopo di ottenere dalle vittime il soddisfacimento di determinate richieste e veniva diffuso a terzi qualora queste non ottemperassero alle stesse. Mediante la diffusione illecita di immagini o video destinati a rimanere privati veniva integrato il reato di revenge porn.  È contestato all’arrestato, inoltre, di avere intrattenuto con le vittime contatti via chat, attraverso i quali venivano avanzate continue richieste di altro materiale intimo, fatte minacce e, in alcuni casi, veniva attuato un vero e proprio stalking, che creava nelle persone offese un perdurante stato di ansia e modificazioni delle abitudini di vita. </p>
<p>Ancora una volta si evidenzia la grande attenzione che la Polizia Cibernetica pone nel contrasto ai reati online. Si è infatti registrato, negli ultimi anni un considerevole incremento dei reati di revenge porn, stalking e molestie sul web, che richiede un corrispondente accresciuto impegno nella repressione degli stessi, nell’individuarne gli autori, oltre che nella più delicata attività di identificazione delle vittime.<br />
Il procedimento penale pende attualmente nella fase delle indagini preliminari e la misura cautelare applicata è soggetta ad impugnazione. </p>
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		<title>Morti sul lavoro, gennaio-agosto: le vittime sono state 681. Anche la Calabria in &#8220;zona rossa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 11:15:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 681 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 493 in occasione di lavoro (14 in meno rispetto ad agosto 2024) e 188 in itinere (15 in più rispetto ad agosto 2024). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (68). Seguono: Veneto (53), Campania [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 681 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 493 in occasione di lavoro (14 in meno rispetto ad agosto 2024) e 188 in itinere (15 in più rispetto ad agosto 2024). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (68). Seguono: Veneto (53), Campania (49), Sicilia (41), Piemonte (38), Toscana (35), Emilia-Romagna (34), Puglia (33), Lazio (32), Liguria (15), Sardegna e <strong>Calabria (14)</strong>, Trentino-Alto Adige (13), Umbria, Marche e Abruzzo (12), Basilicata (9), Friuli-Venezia Giulia (7), Molise e Valle d&#8217;Aosta (1). Questi i dati dell&#8217;Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.<br />
Nei primi otto mesi dell&#8217;anno, l&#8217;incidenza più elevata si registra nella fascia d&#8217;età degli ultrasessantacinquenni (66,5) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (31,5), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (21,7). Numericamente invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (168 su un totale di 493). In totale sono 58 le donne decedute nei primi otto mesi del 2025 (1 in meno rispetto al 2024). Di queste 28 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 30 in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.</p>
<p>Sono 148 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 681; 108 sono deceduti in occasione di lavoro e 40 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 43 morti ogni milione di occupati, contro i 18 italiani.<br />
Alla fine di agosto 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni con 78 decessi in occasione di lavoro, seguito da Attività Manifatturiere (69), Trasporti e Magazzinaggio (65) e Commercio (48).<br />
Il lunedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi otto mesi dell&#8217;anno (23,7%). Seguito dal venerdì (20,3%) e dal giovedì (16,4%).<br />
Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco, rispetto ad agosto 2024. Dalle 386.554 di fine agosto 2024 passiamo alle 384.007 di quest&#8217;anno (-0,7%).<br />
Anche alla fine dei primi otto mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (45.565). Seguono: Costruzioni (24.595), Sanità (23.929), Commercio (21.839) e Trasporto e Magazzinaggio (21.625).<br />
Le denunce di infortunio delle lavoratrici ad agosto 2025 sono state 137.388 (107.337 delle quali in occasione di lavoro), mentre sono 246.619 le denunce totali degli uomini (213.710 in occasione di lavoro).<br />
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 82.208 su 384.007 (circa 1 su 5), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 68.911 su un totale di 321.047 (ancora circa 1 su 5).</p>
<p>La zonizzazione utilizzata dall&#8217;Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:<br />
Bianco: regioni con un&#8217;incidenza infortunistica inferiore al 75% dell&#8217;incidenza media nazionale<br />
Giallo: regioni con un&#8217;incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell&#8217;incidenza media nazionale e il valore medio nazionale<br />
Arancione: regioni con un&#8217;incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell&#8217;incidenza media nazionale<br />
Rosso: regioni con un&#8217;incidenza infortunistica superiore al 125% dell&#8217;incidenza media nazionale​.<br />
La Calabria, per il periodo gennaio-agosto, è considerata &#8220;zona rossa&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;estate 2025 lascia dietro di sé un triste bilancio di infortuni e morti sul lavoro. I dati a fine agosto parlano, infatti, di 681 decessi, numeri drammatici che narrano una tragedia che si ripete anno dopo anno. La situazione a fine agosto appare stabile rispetto allo scorso anno, quando le vittime erano 680; ma la stabilità non può certo rappresentare un indicatore di speranza dal momento che, nel nostro Paese, si continua a morire ogni giorno. È come se non si comprendesse ancora che la sicurezza sul lavoro è la migliore arma contro gli infortuni e, allo stesso tempo, l&#8217;alleata principale per la qualità della vita dei lavoratori&#8221;. Questo il commento di Mauro Rossato, Presidente dell&#8217;Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sulla base della più recente indagine elaborata dal proprio team di esperti.</p>
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		<title>Emergenza botulino, sarebbero 2 le vittime. Pm Paola: indagati venditore ambulante e legali ditte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 16:57:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si sta allargando costantemente l&#8217;emergenza botulino nell&#8217;allto tirreno cosentino. Oltre alla morte del 52enne campano Luigi Di Sarno, infatti, ci sarebbe una seconda morte sospetta a Diamante. Secondo quanti si è appreso nella giornata di mercoledì si è verificato il decesso di una 45enne, Tamara D’Acunto. Il fratello della vittima ha presentato una denuncia in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sta allargando costantemente l&#8217;emergenza botulino nell&#8217;allto tirreno cosentino. Oltre alla morte del 52enne campano Luigi Di Sarno, infatti, ci sarebbe una seconda morte sospetta a Diamante. Secondo quanti si è appreso nella giornata di mercoledì si è verificato il decesso di una 45enne, Tamara D’Acunto. Il fratello della vittima ha presentato una denuncia in quanto anche la donna avrebbe mangiato un panino con salsiccia e broccoli sott’olio dallo stesso venditore ambulante. La salma della donna sarà riesumata nei prossimi giorni per effettuare l&#8217;autopsia. </p>
<p>Intanto è stato reso noto che sono tre gli indagati, a vario titolo, per omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Lo ha fatto sapere la Procura di Paola sottolineando che gli indagati sono il commerciante ambulate che avrebbe venduto il prodotto contaminato e i legali rappresentanti di due ditte che avrebbero fornito gli alimenti utilizzati per la preparazione dei prodotti venduti.</p>
<p>Il commerciante ambulante è stato ascoltato dai magistrati paolani alla presenza del suo avvocato, il furgone utilizzato per la vendita è stato sequestrato.</p>
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		<item>
		<title>Covid, 5 anni fa le bare di Bergamo: oggi 18 marzo Giornata vittime per non dimenticare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-5-anni-fa-le-bare-di-bergamo-oggi-18-marzo-giornata-vittime-per-non-dimenticare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bergamo, 18 marzo 2020: una lunga colonna di camion militari sfila nella notte. Sono una decina in una città spettrale, le strade svuotate dal lockdown decretato ormai in tutta Italia per provare ad arginare i contagi. A bordo di ciascun veicolo ci sono le bare delle vittime di un virus prima di allora sconosciuto, Sars-CoV-2, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="U111480534701CGE">Bergamo, 18 marzo 2020: una lunga colonna di camion militari sfila nella notte</span>. Sono una decina in una città spettrale, le strade svuotate dal lockdown decretato ormai in tutta Italia per provare ad arginare i contagi. A bordo di ciascun veicolo ci sono le bare delle vittime di un virus prima di allora sconosciuto, Sars-CoV-2, in uscita dal Cimitero monumentale.</p>
<p class="art-text">Quell&#8217;immagine &#8211; dalla città divenuta uno degli epicentri della prima, tragica ondata di Covid &#8211; farà il giro del mondo diventando uno dei simboli iconici della pandemia. Il convoglio imboccava la circonvallazione direzione autostrada, per raggiungere le città italiane che in quei giorni drammatici accettarono di accogliere i defunti destinati alla cremazione. Gli impianti orobici non bastavano più, i morti erano troppi. <span id="U111480534701NbG">Sono passati 5 anni da quegli scatti che hanno sconvolto l&#8217;Italia</span>, un anniversario tondo che si celebrerà domani. Perché il 18 marzo, il giorno delle bare di Bergamo, è diventato la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell&#8217;epidemia di coronavirus.</p>
<h2 id="le-iniziative-24">Le iniziative</h2>
<p class="art-text">La ricorrenza, istituita il 17 marzo 2021, verrà onorata anche quest&#8217;anno. I vescovi della regione hanno annunciato che &#8220;le campane di tutti i campanili della Lombardia&#8221; suoneranno &#8220;a lutto alle 12 di martedì 18 marzo&#8221; per &#8220;invitare al ricordo, alla preghiera e alla speranza&#8221;. &#8220;A 5 anni dalla fase più acuta della pandemia continuiamo a pregare e a invitare a pregare per i morti e per le famiglie&#8221;, e &#8220;perché tutti possiamo trovare buone ragioni per superare la sofferenza senza dimenticare la lezione di quella tragedia&#8221;. A Bergamo il punto di partenza delle celebrazioni previste per domani sarà sempre lo stesso: il Cimitero Monumentale, la chiesa di Ognissanti. Si torna dove partirono i camion, per non dimenticare. Esattamente 2 mesi fa, il Comune si era ritrovato a dover precisare numeri e destinazioni di quei veicoli militari con il loro triste carico, ferita mai chiusa, per sgombrare il campo da qualunque eventuale revisione storica. I camion che quel 18 marzo 2020 partirono dal cimitero di Bergamo furono 8 &#8220;con 73 persone, divisi in tre carovane: una verso Bologna con 34 defunti, una verso Modena con 31 defunti e una a Varese con 8 defunti&#8221;.</p>
<div class="gptslot" data-adunitid="1">
<div id="gpt-slot-7" class="optiload" data-google-query-id="CL-D5ZvTk4wDFXcrBgAdO5At4w">
<p class="art-text">E la cerimonia dei 5 anni, alla quale sarà presente il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, sarà ispirata proprio al tema della memoria e a quello della &#8216;scoperta&#8217;. La memoria, ha spiegato nei giorni scorsi l&#8217;amministrazione comunale di Bergamo, &#8220;come atto necessario per onorare e rispettare chi non c&#8217;è più e quanto vissuto&#8221;. La scoperta &#8220;come necessità di rielaborare, in una dimensione di comunità la più ampia possibile, l&#8217;esperienza collettiva e individuale che il Covid ha rappresentato&#8221;. Quest&#8217;anno è stato progettato un percorso che attraversa &#8220;tre luoghi particolarmente significativi per la città&#8221;: oltre al Cimitero monumentale, Palazzo Frizzoni che ospiterà il racconto dei cittadini con le testimonianze raccolte in un podcast e il Bosco della Memoria (Parco della Trucca) che esalterà &#8220;le parole delle giovani generazioni attraverso un&#8217;azione di memoria&#8221;. La Chiesa di Ognissanti sarà svuotata dai banchi &#8220;per rievocare la stessa situazione che nel 2020 la vide trasformata in una camera mortuaria&#8221;. Installazioni, mostre fotografiche, momenti di ascolto e partecipazione attiva, sono le iniziative scelte per ricordare. Perché la memoria, come evidenziato nella presentazione della Giornata, &#8220;è la base per ricostruire&#8221;.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>Morti sul lavoro in Italia: a gennaio già 60 vittime, Calabria in zona rossa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morti-sul-lavoro-in-italia-a-gennaio-gia-60-vittime-calabria-in-zona-rossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 17:20:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nel primo mese del nuovo anno l&#8217;emergenza rimane e anzi si aggrava, con 15 vittime in più rispetto a gennaio 2024 (+33,3%). Così la situazione diventa sempre più allarmante. E ciò che maggiormente colpisce in questa nostra mappatura è, da un lato, l&#8217;incidenza di mortalità più elevata tra i cinquantenni e sessantenni, seguiti dai giovanissimi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/morti-sul-lavoro-in-italia-a-gennaio-gia-60-vittime-calabria-in-zona-rossa/">Morti sul lavoro in Italia: a gennaio già 60 vittime, Calabria in zona rossa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto"><em>&#8220;Nel primo mese del nuovo anno l&#8217;emergenza rimane e anzi si aggrava, con 15 vittime in più rispetto a gennaio 2024 (+33,3%). Così la situazione diventa sempre più allarmante. E ciò che maggiormente colpisce in questa nostra mappatura è, da un lato, l&#8217;incidenza di mortalità più elevata tra i cinquantenni e sessantenni, seguiti dai giovanissimi e, dall&#8217;altro, il più che significativo dato relativo all&#8217;incidenza di mortalità dei lavoratori stranieri: più che doppio rispetto agli italiani&#8221;. </em>Il commento giunge da Mauro Rossato Presidente dell&#8217;Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, rispetto alla prima proiezione dell&#8217;anno sull&#8217;emergenza elaborata dal proprio team di esperti e che vede nell&#8217;incidenza il vero indicatore di rischio per i lavoratori del nostro Paese.</p>
<p dir="auto"><strong>IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE A GENNAIO 2025 DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA BIANCA- </strong>A finire in <strong>zona rossa</strong> a gennaio 2025 con un&#8217;incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 2 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: <strong>Umbria, Trentino-Alto Adige, Calabria, Basilicata, Puglia e Piemonte. </strong>In <strong>zona arancione</strong>: Campania e Veneto. In zona gialla: Lombardia, Liguria e Marche. In zona bianca: Toscana, Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Sardegna e Valle d&#8217;Aosta.</p>
<p dir="auto"><strong>IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER FASCE DI ETÀ: A MAGGIOR RISCHIO LA FASCIA COMPRESA TRA 55 E 64 ANNI E QUELLA TRA I 15 E I 24 ANNI- </strong>Anche nel primo mese dell&#8217;anno l&#8217;Osservatorio mestrino elabora l&#8217;identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d&#8217;età. E lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati). <u>Un dato, quest&#8217;ultimo, che continua a essere preoccupante tra i lavoratori che hanno maggiore esperienza; infatti l&#8217;incidenza più elevata si registra proprio nella fascia d&#8217;età dei lavoratori compresa tra i 55 e i 64 anni (4,5), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (2,5).</u></p>
<p dir="auto"><strong>I LAVORATORI STRANIERI SOGGETTI AD UN RISCHIO DI INFORTUNIO MORTALE PIÙ CHE DOPPIO RISPETTO AGLI ITALIANI-  </strong>Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel mese di gennaio sono 10 su 46, con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere più che doppio rispetto agli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 4,2 morti ogni milione di occupati, contro l&#8217;1,7 degli italiani che perdono la vita durante il lavoro.</p>
<p dir="auto"><strong>I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO E DEGLI INFORTUNI IN ITALIA A GENNAIO 2025-  </strong><strong>Sono 60 le vittime sul lavoro in Italia</strong>, delle quali 46 in occasione di lavoro (13 in più rispetto a gennaio 2024) e 14 in itinere (2 in più rispetto a gennaio 2024). <strong>Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (8). </strong>Seguono: <strong>Piemonte, Veneto e Puglia (5), Campania e Umbria (4), Trentino-Alto Adige e Calabria (3), Lazio e Toscana (2), Sicilia, Marche, Liguria, Emilia-Romagna e Basilicata (1). Ancora fortunatamente senza vittime: Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Valle d&#8217;Aosta, Sardegna e Molise.</strong> (<em>Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).</em></p>
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