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	<title>vittima Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 16:29:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nuovo grave incidente stradale sulla SS106 a Corigliano Rossano: un morto e un ferito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 15:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ennesimo incidente stradale mortale sulla SS106, questa volta in località &#8216;Fabrizio Grande&#8216; nel territorio comunale di Corigliano Rossano (CS). Il sinistro, le cui cause sono in corso di accertamento, ha coinvolto un camion autospurghi e un&#8217;autovettura Peugeot. Nell&#8217;impatto una persona è deceduta e un&#8217;altra è rimasta ferita. La vittima è un uomo di 50 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Ennesimo incidente stradale mortale sulla SS106, questa volta in località &#8216;<em>Fabrizio Grande</em>&#8216; nel territorio comunale di Corigliano Rossano (CS). Il sinistro, le cui cause sono in corso di accertamento, ha coinvolto un camion autospurghi e un&#8217;autovettura Peugeot. Nell&#8217;impatto una persona è deceduta e un&#8217;altra è rimasta ferita. La vittima è un uomo di 50 anni residente ad Acri.</div>
<div></div>
<div>Scattato l&#8217;allarme sul posto sono arrivati i sanitari del 118  che hanno fatto convergere anche l&#8217;elisoccorso, i Vigili del fuoco, il personale Anas e la Polizia Stradale impegnata a ricostruire l’esatta dinamica dello scontro e accertare eventuali responsabilità.</div>
<div></div>
<div>La strada statale 106 Radd Jonica, al km 12,530, è rimasta temporaneamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni fino al termine delle operazioni di soccorso e al ripristino della normale circolazione.</div>
<div></div>
<div></div>
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		<title>Evade dai domiciliari e si presenta a casa della vittima: 73enne arrestato a Rocca di Neto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/evade-dai-domiciliari-e-si-presenta-a-casa-della-vittima-73enne-arrestato-a-rocca-di-neto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 08:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evade dai domiciliari e si presenta a casa della vittima: arrestato uomo dai Carabinieri di Rocca di Neto. I Carabinieri della Stazione di Rocca di Neto hanno tratto in arresto un uomo di 73 anni per evasione dagli arresti domiciliari, misura cautelare alla quale era sottoposto nell’ambito di un precedente procedimento penale riconducibile a un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Evade dai domiciliari e si presenta a casa della vittima: arrestato uomo dai Carabinieri di Rocca di Neto.<br />
I Carabinieri della Stazione di Rocca di Neto hanno tratto in arresto un uomo di 73 anni per evasione dagli arresti domiciliari, misura cautelare alla quale era sottoposto nell’ambito di un precedente procedimento penale riconducibile a un reato rientrante nel cosiddetto “Codice Rosso”. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’uomo si sarebbe allontanato arbitrariamente dalla propria abitazione, violando le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, per recarsi presso l’abitazione della persona offesa dal reato per il quale era stata disposta la misura restrittiva. Un comportamento che ha immediatamente fatto scattare l’allarme, trattandosi di un contesto particolarmente delicato e tutelato dalla normativa a difesa delle vittime di violenza domestica e di genere.</p>
<p>Determinante è risultata la segnalazione giunta alla Centrale Operativa da parte della vittima, che ha consentito ai Carabinieri di intervenire tempestivamente. I militari hanno così raggiunto il luogo indicato, sorprendendo l’uomo all’esterno dell’abitazione della persona offesa, ponendo fine alla condotta illecita.<br />
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale competente, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.</p>
<p>L’operazione si inserisce nell’ambito della costante e capillare attività di controllo del territorio svolta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, finalizzata a garantire la sicurezza pubblica, il rigoroso rispetto delle misure alternative alla detenzione e, soprattutto, la tutela delle vittime dei reati riconducibili al “Codice Rosso”. Un’azione condotta in stretto e fondamentale coordinamento con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Domenico Guarascio.</p>
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		<title>Bovalino, lettera di una madre: mia figlia vittima di bullismo a scuola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bovalino-lettera-di-una-madre-mia-figlia-vittima-di-bullismo-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò che fa più male è che, nonostante le numerose segnalazioni, nulla è stato fatto.<br />
Ho parlato con insegnanti, coordinatori, vicepreside. Ho chiesto incontri. Ogni volta mi è stato detto che “si sarebbe monitorata la situazione”, che “bisognava capire meglio”, che “sono cose che capitano tra ragazzi”. Ma intanto mia figlia tornava a casa in lacrime, sempre più chiusa, sempre più fragile.</p>
<p>Oggi, le stesse bambine che la bullizzano si sono informate se mia figlia avesse finalmente lasciato la scuola. Come se la sua assenza fosse una vittoria. Come se il loro comportamento avesse raggiunto lo scopo: farla sentire talmente sola da voler sparire.<br />
E io, come madre, mi interrogo. Non le ho mai insegnato a rispondere con la violenza. Le ho insegnato il rispetto, la gentilezza, la forza del dialogo. Forse è questo il mio fallimento? Averle trasmesso valori che in questo contesto sembrano renderla vulnerabile? Ma se fallimento significa non averle insegnato a odiare, allora rivendico con orgoglio il mio errore. Perché mia figlia non è come loro. E non lo sarà mai.</p>
<p>Questa non è solo una storia personale. È il riflesso di un sistema scolastico che troppo spesso minimizza, che non interviene con decisione, che lascia le vittime sole e i carnefici impuniti. A Bovalino, come in tante altre realtà, il bullismo viene ancora trattato come un fastidio da gestire, non come una violenza da combattere.<br />
Se non ci saranno risposte, mi rivolgerò alle autorità competenti. Ai carabinieri, alle testate giornalistiche, alle associazioni che difendono i diritti dei minori. Perché il silenzio non può essere la risposta al dolore di una bambina.<br />
Ogni giorno che passa senza interventi è un giorno in cui si legittima la violenza. Ed io, come madre, come cittadina, non posso permetterlo.<br />
<em>Antonella Italiano</em></p>
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		<title>Corigliano-Rossano: oltre mille fiaccole accese per Gaetano Ruffo, vittima della &#8220;strada della morte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 15:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri sera, nella frazione di Piragineti a Corigliano-Rossano, una toccante fiaccolata in memoria di Gaetano Ruffo, trenta giorni dopo la sua prematura scomparsa. Più di un migliaio di persone, tra cui tantissimi giovani amici di Gaetano, hanno preso parte all&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Organizzazione di Volontariato &#8220;Basta Vittime Sulla Strada Statale 106&#8221;, per onorare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta ieri sera, nella frazione di Piragineti a Corigliano-Rossano, una toccante fiaccolata in memoria di Gaetano Ruffo, trenta giorni dopo la sua prematura scomparsa. Più di un migliaio di persone, tra cui tantissimi giovani amici di Gaetano, hanno preso parte all&#8217;iniziativa promossa dall&#8217;Organizzazione di Volontariato &#8220;Basta Vittime Sulla Strada Statale 106&#8221;, per onorare la sua memoria e ribadire, ancora una volta, l&#8217;urgenza di interventi strutturali sulla tristemente nota &#8220;strada della morte&#8221;.</p>
<p>Alla fiaccolata hanno partecipato anche il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi e il consigliere comunale Tonino Uva, che si sono uniti al lungo corteo silenzioso partito intorno alle ore 20:00 dal sagrato della Parrocchia di San Pio X. Il cammino si è concluso nei pressi dell&#8217;abitazione della famiglia Ruffo, dove si è svolto un momento di profonda commozione e raccoglimento.<br />
Qui ha preso la parola il Presidente dell&#8217;Organizzazione Leonardo Caligiuri, che ha ricordato il dolore devastante di chi perde un proprio caro lungo la Statale 106. A seguire, l&#8217;intervento del Direttore Operativo Fabio Pugliese, che ha evidenziato ancora una volta le gravi criticità presenti sull&#8217;arteria e la necessità non più rimandabile di soluzioni immediate, serie e definitive.<br />
Il momento più emozionante si è avuto con il ricordo privato e intenso della Famiglia Ruffo e degli amici di Gaetano, che hanno scelto di omaggiarlo con le sue canzoni preferite e un lancio di palloncini, accompagnato da applausi, silenzio e lacrime.</p>
<p>Nonostante il vento, le oltre mille fiaccole accese hanno continuato a brillare, come a voler illuminare la speranza per una strada diversa, fatta di sicurezza. Una strada che non uccide più, ma protegge la vita. Una strada che Gaetano, e tutti gli altri giovani strappati via, avrebbero meritato.<br />
(<em>Organizzazione di Volontariato &#8220;Basta Vittime Sulla Strada Statale 106&#8221;</em>)</p>
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		<item>
		<title>In ricordo di Filippo Ceravolo nel giorno del suo compleanno, vittima innocente di &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-ricordo-di-filippo-ceravolo-nel-giorno-del-suo-compleanno-vittima-innocente-di-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 maggio 2025 Filippo avrebbe compiuto 32 anni, purtroppo, però, quelle candeline non le spegnerà mai e continuerà ad avere 19 anni per sempre. La storia di Filippo Ceravolo è la storia di un giovane della nostra terra, un ragazzo solare, che, sebbene ancora così giovane, conosceva il valore e la dignità del lavoro. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 maggio 2025 Filippo avrebbe compiuto 32 anni, purtroppo, però, quelle candeline non le spegnerà mai e continuerà ad avere 19 anni per sempre. La storia di <strong>Filippo Ceravolo</strong> è la storia di un giovane della nostra terra, un ragazzo solare, che, sebbene ancora così giovane, conosceva il valore e la dignità del lavoro. Aveva una passione molto forte per il calcio, che lo aveva spinto a giocare nelle giovanili della squadra locale. Una passione che trovava sfogo soprattutto in una profonda fede calcistica, quella per la Juventus che condivideva con papà <strong>Martino</strong>. I due erano tifosi sfegatati. E poi c’era la sua fidanzata. Ecco, attorno a questi poli &#8211; il lavoro, la famiglia, gli affetti, il calcio &#8211; si dipanava, con semplicità, l’esistenza di questo bel ragazzo.</p>
<p>La sera del 25 ottobre 2012 Filippo aveva raggiungo Pizzoni per trascorrere qualche ora in compagnia della sua ragazza. Una serata tra amici, come ogni ragazzo e ogni ragazza della sua età. Il giorno dopo la sveglia era all’alba, perché avrebbe dovuto spostarsi a Reggio Calabria per lavoro, infatti, Filippo lavorava con suo padre in giro per la Calabria con il loro banco di dolciumi.<br />
Quella sera, però, Filippo non ritornerà a casa: la macchina non funziona e allora chiede un passaggio che gli costerà la vita.<br />
In quel momento, infatti, era in corso una guerra di ‘ndrangheta tra famiglie contrapposte e Filippo ne rimane vittima innocente. Sale a bordo della Fiat Punto di <strong>Domenico Tassone</strong> e occupa il posto passeggeri. I due si avviano ma sono gli ultimi chilometri di vita di Filippo. In pochi minuti si consuma la tragedia che sconvolge per sempre questa famiglia sorianese.<br />
A poca distanza dal paese, in zona Calvario, la macchina viene bloccata. È un inferno di fuoco. Qualcuno imbraccia un fucile caricato a pallettoni e spara senza pietà all’indirizzo di Filippo. Due proiettili lo raggiungono alla testa. Invece, il giovane alla guida rimane illeso. Per Filippo le ferite appaiono immediatamente gravissime. Morirà poche ore dopo in ospedale, tra la disperazione dei suoi genitori e delle sorelle. A soli 19 anni.</p>
<p>Quest’anno, in occasione del compleanno di questo giovane ragazzo della nostra terra, la famiglia insieme a quanti vorranno, ha deciso di portare <strong>un fiore nel cimitero di Soriano alle ore 16:00</strong>. Un fiore che possa essere simbolo di rinascita, di cambiamento, di corresponsabilità. Un gesto simbolico di chi ancora attende che venga fatta verità e giustizia. Un momento intimo che vuole diventare anche collettivo per ribadire che la memoria deve essere monito per le nostre coscienze e pungolo per le nostre scelte quotidiane, deve essere carne e sangue che possa produrre cambiamento. Ci ritroveremo per un abbraccio simbolico intorno a questa famiglia che, purtroppo, come molte altre, ha incontrato la violenza spietata della ‘ndrangheta, un modo per ribadire che la memoria di Filippo non è una vicenda privata ma è una storia che appartiene ad una intera comunità. Per Filippo, per tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta e per ciascuno di noi, affinché si possa vivere in luoghi liberi dalle mafie e da ogni potere violento, affinché, come ci insegna don Luigi Ciotti, ciascuno di noi sia ben consapevole che “la parte giusta non è un posto in cui stare, ma un orizzonte sempre da raggiungere”.<br />
(<em>Libera. Associazioni, nomi e numeri contro la Mafie</em>)</p>
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		<title>Pochi in piazza a Seminara: madre vittima stupro di gruppo &#8216;ieri non è stata bella pagina&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pochi-in-piazza-a-seminara-madre-vittima-stupro-di-gruppo-ieri-non-e-stata-bella-pagina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 12:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ieri non è stata una bella pagina per Seminara. Anzi, sono dovute venire tante persone da fuori paese a insegnarci il vivere civile&#8221;. Lo dice all&#8217;ANSA Gabriella Castelletti, la madre dell&#8217;adolescente vittima di stupro ad opera di un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali all&#8217;epoca minori e tra cui anche appartenenti a famiglie di &#8216;ndrangheta, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/pochi-in-piazza-a-seminara-madre-vittima-stupro-di-gruppo-ieri-non-e-stata-bella-pagina/">Pochi in piazza a Seminara: madre vittima stupro di gruppo &#8216;ieri non è stata bella pagina&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ieri non è stata una bella pagina per Seminara. Anzi, sono dovute venire tante persone da fuori paese a insegnarci il vivere civile&#8221;. Lo dice all&#8217;ANSA Gabriella Castelletti, la madre dell&#8217;adolescente vittima di stupro ad opera di un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali all&#8217;epoca minori e tra cui anche appartenenti a famiglie di &#8216;ndrangheta, facendo riferimento alla manifestazione &#8220;con scarsissime presenze locali&#8221;, afferma la donna, svoltasi ieri a Seminara.</p>
<p>I familiari della vittima, invitati dal sindaco, hanno deciso di non partecipare alla manifestazione. Nelle scorse settimane la famiglia é andata a vivere in un altro comune del Reggino a causa dell&#8217;ostilità dei compaesani nei suoi confronti, trovando sistemazione in un appartamento reperito grazie all&#8217;intervento del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Sei le condanne e sette le assoluzioni nel processo celebrato nel marzo scorso, con rito abbreviato, a carico di 13 persone celebrato davanti al gup di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. &#8220;Ringrazio il coordinamento &#8216;E tu splendi&#8217; di Palmi &#8211; aggiunge la donna &#8211; ma non ho partecipato perché mi sono sentita presa in giro e, prima ancora, abbandonata&#8221;. Rivolgendosi al sindaco della cittadina, Giovanni Piccolo, Castelletti lamenta che &#8220;prima di tale momento, non vi è stata alcuna azione significativa da parte del primo cittadino e dell&#8217;intera Amministrazione comunale&#8221; e critica la popolazione, che, afferma, &#8220;ha dimostrato un atteggiamento di indifferenza&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono profondamente convinta &#8211; aggiunge la donna &#8211; che la principale preoccupazione di tutti sia stata quella di ripristinare l&#8217;immagine della città dopo l&#8217;impatto mediatico&#8221;. &#8220;Come potevamo partecipare &#8211; ha detto inoltre la donna in riferimento alla manifestazione di ieri &#8211; insieme a chi ancora oggi ci calunnia? Quale fiducia posso riporre in Seminara per garantire la sicurezza di mia figlia? Mi creda &#8211; afferma ancora la donna rivolgendosi al sindaco &#8211; tutto questo é degradante&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Crotone, omicidio Chimirri: salgono a sei gli indagati. Fratelli e padre vittima accusati di lesioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Chimirri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di quasi una settimana continuano le indagini tese a chiarire ogni dettaglio della morte, nel quartiere &#8216;Lampanaro&#8217; di Crotone, di Francesco Chimirri, pizzaiolo di 44 anni, deceduto il 7 ottobre scorso dopo essere stato raggiunto da un proiettile al petto sparato da un vice ispettore della polizia, Giuseppe Sortino di 37 anni, al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di quasi una settimana continuano le indagini tese a chiarire ogni dettaglio della morte, nel quartiere &#8216;<strong>Lampanaro&#8217; di Crotone</strong>, di <strong>Francesco Chimirri</strong>, pizzaiolo di 44 anni, deceduto il 7 ottobre scorso dopo essere stato raggiunto da un proiettile al petto sparato da un vice ispettore della polizia, <strong>Giuseppe Sortino </strong>di 37 anni, al culmine di una lite.<br />
Infatti sono asei gli indagati sulla drammatica vicenda che ha scosso profondamente l&#8217;opinione pubblica. Oltre al poliziotto, al figlio della vittima <strong>Domenico</strong>, di 18 anni, e all&#8217;<strong>autista </strong>della vettura incidentata, che deve rispondere di favoreggiamento, il pm Alessandro Rho, titolare delle indagini affidate al Nucleo investigativo dei carabinieri, ha inviato gli avvisi di accertamento tecnico anche ad altre tre persone.</p>
<p>Si tratta di <strong>due fratelli di Chimirri, Antonio di 41 anni e Mario</strong>, di 36, e del padre della vittima <strong>Domenico di 66</strong> anni, accusati di lesioni gravissime nei confronti di Sortino. Le persone indagate in vista dell&#8217;incarico al medico legale per l&#8217;esecuzione dell&#8217;autopsia sul corpo del quarantaquattrenne potranno nominare i loro consulenti di parte abilitati ad assistere all&#8217;esame autoptico che potrebbe svolgersi dopodomani, martedì.</p>
<p>Sul luogo dove è avvenuta la sparatoria hanno lavorato anche gli specialisti del <strong>Ris di Messina</strong>. Gli investigatori continuano a concentrarsi sul movente e sull&#8217;esatta dinamica dell&#8217;incidente da cui è scaturito l&#8217;inseguimento da parte del vice ispettore e sulla successiva lite finita in tragedia.</p>
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		<title>Incidente autonomo sulla A2 a Lamezia Terme: un morto. Chiuso accesso direzione Nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 12:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[A2]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla A2 &#8216;Autostrada del Mediterraneo&#8217;, è provvisoriamente chiusa la rampa di accesso dello svincolo di Lamezia in direzione nord, a causa di un incidente. Il sinistro, per cause in corso di accertamento, ha coinvolto un veicolo che in modo autonomo è uscito fuori strada e nell&#8217;impatto il conducente ha perso la vita. Secondo una prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla A2 &#8216;Autostrada del Mediterraneo&#8217;, è provvisoriamente chiusa la rampa di accesso dello svincolo di Lamezia in direzione nord, a causa di un incidente. Il sinistro, per cause in corso di accertamento, ha coinvolto un veicolo che in modo autonomo è uscito fuori strada e nell&#8217;impatto il conducente ha perso la vita. Secondo una prima ricostruzione, l&#8217;auto, al momento di immettersi in autostrada, avrebbe impattato contro il guard rail ad angolo dello svincolo. </p>
<p>Il conducente che avrebbe perso il controllo della macchina è morto, mentre un passeggero dell&#8217;auto è stato estratto dalle lamiere in gravi condizioni e portato in elisoccorso all&#8217;ospedale di Catanzaro. Il terzo passeggero, ferito in modo più lieve, è stato portato in ambulanza all&#8217;ospedale di Lamezia.</p>
<p>Al momento i veicoli che procedono in direzione nord vengono deviati lungo la statale 18 &#8216;Tirrena Inferiore&#8217; con rientro in A2 presso lo svincolo di Falerna.<br />
Sul posto il personale delle Forze dell&#8217;Ordine, di Anas e del 118 con l&#8217;intervento dell&#8217;elisoccorso è impegnato nella gestione della viabilità e per ripristinare la circolazione il prima possibile.</p>
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		<title>Villa San Giovanni, intitolato a Giovanni Trecroci l&#8217;Istituto professionale alberghiero e turistico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/villa-san-giovanni-intitolato-a-giovanni-trecroci-listituto-professionale-alberghiero-e-turistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 11:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Trecroci]]></category>
		<category><![CDATA[Intitolazione]]></category>
		<category><![CDATA[IpalbTur]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Villa San Giovanni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta oggi, a Villa San Giovanni, presso l’aula magna ‘E.Loi’ la cerimonia di intitolazione dell’Istituto professionale alberghiero e turistico a Giovanni Trecroci. Di origini cosentine, ma villese di adozione, insegnante di italiano ed all’epoca vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici del comune di Villa, è stato ucciso da mano mafiosa nel febbraio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta oggi, a Villa San Giovanni, presso l’aula magna ‘E.Loi’ la cerimonia di intitolazione dell’Istituto professionale alberghiero e turistico a Giovanni Trecroci. Di origini cosentine, ma villese di adozione, insegnante di italiano ed all’epoca vice sindaco ed assessore ai lavori pubblici del comune di Villa, è stato ucciso da mano mafiosa nel febbraio del 1990 all’età di 46 anni. Moderato dalla giornalista Eva Giumbo, alla presenza delle autorità civili e militari, l’evento è stato introdotto dalla dirigente scolastica Enza Loiero, che ha rimarcato come la decisione di intitolare l’Ipalbtur a Trecroci, assunta dal consiglio di istituto ed approvata dall’Ufficio scolastico, sia stata presa in considerazione del suo elevato spessore umano e culturale, avendo fatto della rettitudine e della serietà nell’impegno sociale e politico i suoi principi di vita.</p>
<p>La manifestazione è stata inframezzata dalle note dell’orchestra giovanile di Laureana di Borrello diretta da Maurizio Managò.<br />
A quello iniziale di Francesco Trecroci, che ha ricordato come Giovanni sia stato un ‘compagno di strada’ più che un fratello; sono seguiti, tra gli altri, gli interventi della sindaca di Villa S.G., Giusy Caminiti, del vicesindaco metropolitano f.f. di Reggio, Carmelo Versace, della vicepresidente della Regione, Giusy Princi, del responsabile del settore comunicazione dell’ambito territoriale, Ernesto Zizza, di una rappresentanza degli studenti dell’istituto. Tutti hanno concordato che il ricordo di chi ha perso la vita nel compimento del proprio dovere debba servire da stimolo affinchè legalità e impegno civile siano un obiettivo collettivo e condiviso.</p>
<p>Il prefetto Massimo Mariani, evidenziando l’impegno delle istituzioni che ha consentito un miglioramento della situazione, ha ribadito il dovere dì continuare a fare il possibile affinché in questo territorio, dove purtroppo si rischia la vita nel compimento del proprio dovere, si possa vivere “normalmente”. Nel corso dell’incontro è stata annunciata la prossima realizzazione un busto di Trecroci grazie alla collaborazione degli studenti dell’Accademia delle belle arti.<br />
L’evento è stato concluso dalla commossa testimonianza dei familiari di Giovanni Trecroci, che hanno donato un’immagine del loro congiunto, benedetta da Daniele Mileto parroco dei SS Cosma e Damiano, che sarà sistemata all’ingresso dell’istituto.<br />
La moglie Annamaria, pure lei insegnante, che al tempo dell’omicidio era in attesa di una bambina, Stefania, ed il figlio Giuseppe hanno sottolineato come l’intitolazione della scuola debba impegnare studenti ed insegnanti in un percorso lungo la strada della solidarietà condivisa, della partecipazione attiva, della formazione delle coscienze, del senso di appartenenza ad una comunità.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-219313" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/TRECROCI-Ipalbtur-1-300x177.jpg" alt="" width="631" height="372" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/TRECROCI-Ipalbtur-1-300x177.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/TRECROCI-Ipalbtur-1-768x452.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/TRECROCI-Ipalbtur-1-696x409.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/TRECROCI-Ipalbtur-1-714x420.jpg 714w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/TRECROCI-Ipalbtur-1.jpg 979w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" /></p>
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		<title>Cassano allo Jonio, strada intitolata a vittima SS 106</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassano-allo-jonio-strada-intitolata-a-vittima-ss-106/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 13:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, giovedì 18 agosto 2022, a Cassano all’Ionio, l’iniziativa ideata e fortemente voluta dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” per l’intitolazione di una strada al concittadino Raffaele Sbarra, vittima sulla SS 106 a soli 21 anni. Grande la partecipazione registrata per una cerimonia storica, tenutasi proprio nel decimo anniversario [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cassano-allo-jonio-strada-intitolata-a-vittima-ss-106/">Cassano allo Jonio, strada intitolata a vittima SS 106</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, giovedì 18 agosto 2022, a Cassano all’Ionio, l’iniziativa ideata e fortemente voluta dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” per l’intitolazione di una strada al concittadino Raffaele Sbarra, vittima sulla SS 106 a soli 21 anni.</p>
<p>Grande la partecipazione registrata per una cerimonia storica, tenutasi proprio nel decimo anniversario della tragedia, il 18 agosto 2012, che ha visto il Comune di Cassano all’Ionio intitolare, per la prima volta in Calabria, una via cittadina ad una persona che ha perso la vita sulla famigerata “Strada della Morte”, e peraltro in modo del tutto incolpevole: il giovane, che procedeva in sella alla sua moto, ha perso la vita travolto da un automobilista che ha invaso la corsia opposta e risultato anche positivo all’alcoltest.</p>
<p>Oltre alla famiglia Sbarra, con mamma Loredana, papà Antonio, il fratello Samuele, la sorella Veronica (a cui l’O.d.V. ha consegnato una targa in argento realizzata a mano dal maestro orafo Domenico Tordo, presente all’evento), e a tantissimi altri parenti, amici e conoscenti di Raffaele, hanno partecipato all’iniziativa gli uomini delle forze dell’ordine della Polizia Stradale, dell’Arma dei Carabinieri guidati dal comandante della compagnia di Cassano all’Ionio Capitano Michele Ornelli, Monsignor Francesco Savino vescovo di Cassano, Giuseppe Papasso, il sindaco, Leonardo Caligiuri, presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, l’avv. Dario Giannicola, presidente Nazionale ASSAPLI, e Luigi Cisonna, area manager di Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini che ha assistito i familiari di Raffaele nella lunga battaglia per ottenere giustizia.</p>
<p>Durante la cerimonia, inoltre, consegnata una targa in argento al maresciallo maggiore dei Carabinieri Guido Della Sala, il quale è stato proclamato anche socio onorario dell’O.d.V. Basta Vittime Sulla Strada Statale 106.</p>
<p>Dopo i saluti del presidente Caligiuri, che ha voluto ricordare le 22 vittime sulla Statale 106 di quest’anno, e quelli dell’avv. Giannicola, che ha ribadito la necessità di rispettare le regole del codice della strada, ancor di più quando si guida sulla famigerata e tristemente nota “Strada della morte”, ha preso la parola l’area manager di Studio3A Luigi Cisonna, il quale ha sottolineato che, nell’ambito della procedura giudiziaria legata al tragico incidente, la giovane vittima non ha avuto attribuito alcun profilo di responsabilità.</p>
<p>Il Sindaco di Cassano all’Ionio Giovanni Papasso, poi, nel suo intervento ha ribadito che è necessaria una “Statale 106 moderna e più sicura anche a Sud di Sibari” e che è fondamentale continuare una battaglia civile e collettiva al fine di ottenere questo obiettivo.</p>
<p>Il Vescovo della Diocesi di Cassano All’Ionio S. E. Mons. Francesco Savino, infine, ha affermato a chiare lettere che la Statale 106 “è la Strada della morte” e che “ognuno si deve impegnare affinché le nostre strade siano sicure e non ci siano più morti”. Questo l’accorato appello finale del pastore della diocesi cassanese.</p>
<p>L’iniziativa, dopo gli interventi previsti e la consegna delle targhe è proseguita con la scopertura della targa con l’insegna della via dedicata a Raffale Sbarra e con una fiaccolata fino alla spiaggia, accompagnata dalla Banda Musicale “Franco Rizzo” della Città di Crosia, e si è conclusa con un momento intimo di ricordo di Raffale Sbarra culminato con il lancio di palloncini e i fuochi pirotecnici.</p>
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