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	<title>violenza di genere Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jul 2024 07:39:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Focus sul contrasto di furti d&#8217;acqua, energia elettrica, nonché sulla violenza di genere e truffe agli anziani e persone vulnerabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 07:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso di quest’anno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno fronteggiato in termini preventivi, quando possibile, e repressivi negli altri casi, alcuni fenomeni preoccupanti sia nel panorama nazionale, come l’incremento in termini numerici e non solo dei casi di violenza di genere, principalmente connessi con degli eventi, riconducibili alle tipologie delittuose dei “maltrattamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso di quest’anno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno fronteggiato in termini preventivi, quando possibile, e repressivi negli altri casi, alcuni fenomeni preoccupanti sia nel panorama nazionale, come l’incremento in termini numerici e non solo dei casi di violenza di genere, principalmente connessi con degli eventi, riconducibili alle tipologie delittuose dei “<strong><em><u>maltrattamenti in famiglia</u></em></strong>” o degli “<strong><em><u>atti persecutori</u></em></strong>”, che in quello locale, quali quelli riconducibili ai furti di energia elettrica e di acqua, nonché alle “<strong><em><u>truffe ai danni degli anziani o delle persone, cosiddette vulnerabili</u></em></strong>”, perpetrate da degli individui senza scrupoli, che, spacciandosi per dei Carabinieri, degli appartenenti in genere alle Forze dell’Ordine o di Polizia, oppure, in taluni casi, anche a dei legali, dopo degli <em>screening</em> e dei monitoraggi accurati, volti a individuare una platea di potenziali vittime, le contattano, simulando che un figlio o un nipote o, più semplicemente, un congiunto, si trovi in difficoltà, poiché asseritamente tratto in arresto o fermato, a qualsiasi titolo, da dei Carabinieri o dei Poliziotti, ovvero vittime di sinistri stradali con dei feriti, richiedendo per “<em>risolvere la situazione</em>” e procedere alla liberazione dell’asserito parente o al risarcimento dell’altra parte offesa delle somme di denaro, che, puntualmente, vengono ritirate da uno o più complici, che si presentano presso le loro dimore. La dinamica menzionata sopra è solo una di quelle, poste in essere dai malviventi, perlopiù trasfertisti, provenienti da delle altre regioni, i quali si spostano velocemente e giornalmente per perpetrare questi atti, “<em>sparendo successivamente dai radar di questa provincia</em>” e facendo perdere le loro tracce. Tuttavia, spacciarsi per un sedicente Carabiniere, Poliziotto o Avvocato non è il solo “<em>metodo truffaldino</em>” adottato, poiché la fantasia di questi individui sembra essere particolarmente feconda, atteso che, proprio di recente, dopo diversi tentativi, non concretizzatisi, grazie alle campagne di divulgazione e sensibilizzazione sull’argomento, realizzate in tutte le aree della provincia, anche quelle più periferiche, dai Comandanti delle Compagnie e delle Stazioni Carabinieri, hanno contattato le aspiranti vittime con dei numeri telefonici, adoperati <em>ad hoc</em>, che, tramite un artifizio informatico, sono stati visualizzati sugli apparecchi degli ignari malcapitati come riconducibili ai Carabinieri. Tali <strong><u>comportamenti truffaldini</u></strong>, quantificati nel corso del <strong><u>2024</u></strong> in <strong><u>23 (<em>ventitré</em>) episodi</u></strong>, di cui <strong><u>3 (<em>tre</em>) scoperti, con il deferimento in stato di arresto di 2 (<em>due</em>) persone e a piede libero di altrettante</u></strong>, si affiancano a quelli, già noti e ampiamente contrastati, ma non per questo caduti in disuso, dei “<em>finti addetti delle aziende di erogazione dei servizi elettrici e del gas</em>”, sul conto dei quali son già state effettuate delle campagne informative ampie e diversificate. Ognuna di queste “<em>truffe</em>”, tuttavia, può essere combattuta in maniera maggiormente efficace, puntando prevalentemente sulla prevenzione, quindi ricordando all’intera cittadinanza che né i Carabinieri né gli appartenenti alle Forze di Polizia sono autorizzati, a qualsiasi titolo, a percepire del denaro, così da poter affermare, quasi come un vero e proprio “<em>mantra</em>”, che “<strong><em><u>i Carabinieri e le Forze di Polizia non chiedono soldi</u></em></strong>” e che, pertanto, i cittadini devono porsi in allarme, quando vengono contattati da delle persone, che, spacciandosi per gli appartenenti alle suddette categorie, domandano del denaro o degli oggetti preziosi per “<strong><em><u>risolvere o sistemare delle situazioni, connesse con l’eventuale arresto o fermo di parenti o congiunti</u></em></strong>”. Questo monito e questo <em>mantra </em>saranno oggetto di più approfonditi incontri, anche inter istituzionali, al fine di formare e informare la cittadinanza, così rendendo “<em>il terreno di caccia di questi malfattori meno fertile</em>”, nell’ottica di prevenire il verificarsi di questi eventi grazie a delle efficaci attività informative, magari da condividere in ogni luogo di aggregazione e in ogni plausibile circostanza.</p>
<p>Per quanto, invece, concerne <strong><u>i furti d’acqua e di energia elettrica</u></strong>, i Carabinieri di questo Comando, congiuntamente al personale, dipendente dal gestore delle reti idrica ed elettrica, hanno svolto <strong><u>numerosi accertamenti nell’intera provincia, in particolare 14 (<em>quattordici</em>) per quanto attiene alla risorsa idrica e 13 (<em>tredici</em>) per quella elettrica</u></strong>, deferendo in stato d’arresto 1 (<strong><em>uno</em></strong>) soggetto e a piede libero altri 12 (<em>dodici</em>) per il reato di “<em>furto aggravato</em>”, avendo accertato in tutti i casi la presenza di <em>bypass</em> alle reti di erogazione, che hanno permesso ai non ignari fruitori dei servizi di non pagare i corrispettivi, così gravando sulle casse sia delle aziende “<strong><em>CONGESI</em></strong>” ed “<strong><em>E.N.I.</em></strong>” che, indirettamente, sulle bollette dei regolari pagatori. Un capitolo aggiuntivo e separato va invece dedicato al <strong><u>contrasto alla violenza di genere</u></strong>, già oggetto di molteplici interventi da parte del legislatore, che ha inteso <strong><u>velocizzare gli accertamenti sulle condotte, integranti le fattispecie dei “<em>maltrattamenti in famiglia</em>” e degli “<em>atti persecutori</em>”, al fine di garantire delle maggiori tutele fisiche e giudiziarie alle vittime di questi reati</u></strong>, perlopiù donne, vessate dai loro mariti, compagni o ex, se non anche oggetto di violenze fisiche e privazioni. In ognuno dei suddetti ambiti, <strong><u>l’Arma dei Carabinieri</u></strong>, tanto nel Capoluogo quanto nel resto della provincia, come da tradizione ormai secolare, ha adempiuto ai suoi compiti, confermandosi un saldo e imprescindibile punto di riferimento sia per l’intera cittadinanza che per le altre Istituzioni, con cui la collaborazione è stata sempre improntata a un’efficace analisi delle problematiche, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi prefissati.</p>
<p>Con particolare riguardo al contrasto della violenza di genere, si segnala l’attenzione posta dall’Istituzione al benessere delle vittime, tanto che un numero sempre crescente di operatori ha svolto dei corsi e partecipato a dei qualificati momenti addestrativi, aventi come tema il rapporto con il destinatario delle condotte vessatorie, non solo per i giusti fini info &#8211; investigativi, ma, soprattutto, per rendere meno dolorosa la narrazione dei fatti, occorsi, anche adoperando la cosiddetta “<strong><em><u>stanza tutta per sé</u></em></strong>”, realizzata presso questo Comando con l’ausilio dell’associazione “<strong><em><u>SOROPTIMIST</u></em></strong>”, considerata un luogo più accogliente di un asettico Ufficio di Polizia, nel quale “<strong><em><u>potersi aprire</u></em></strong>” con l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria, pronto a raccogliere la denuncia e ad ascoltare tanto con attenzione quando con la giusta sensibilità la vicenda. In sintesi, qualunque sia la tematica, trattata, o la problematica, affrontata, l’Arma dei Carabinieri, in stretta sinergia con le altre Forze di Polizia e, per quanto di competenza, con le rimanenti Istituzioni, agisce nel pieno, totale ed esclusivo interesse del cittadino o, comunque, dell’utente, cercando di garantire un’azione, al contempo, efficace nella risoluzione del problema ed efficiente nell’utilizzo delle risorse, messe a disposizione.</p>
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		<title>Violenza di genere: intensa attività dei Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni a difesa dei diritti delle donne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violenza-di-genere-intensa-attivita-dei-carabinieri-della-compagnia-di-villa-san-giovanni-a-difesa-dei-diritti-delle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 08:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>4 denunce e altrettante misure cautelari nei confronti di quattro uomini: tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e un divieto di avvicinamento alla persona offesa, per tutelare donne vittime di violenze. Questo il bilancio delle attività svolte a difesa delle donne in questi giorni di festività natalizie dai Carabinieri della Compagnia di Villa San [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>4 denunce e altrettante misure cautelari nei confronti di quattro uomini: tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e un divieto di avvicinamento alla persona offesa, per tutelare donne vittime di violenze. Questo il bilancio delle attività svolte a difesa delle donne in questi giorni di festività natalizie dai Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni.</p>
<p>I provvedimenti sono scaturiti da diverse e delicate attività di indagine svolte rispettivamente dalle Stazioni di Villa San Giovanni, Campo Calabro e Bagnara Calabra, avviate a seguito delle denunce presentate da 4 donne, tutte vittime di violenza da parte dei loro rispettivi partner.</p>
<p>Gli investigatori, in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, e seguendo i dettami del codice rosso, hanno in breve tempo sviluppato accurate indagini, acquisendo così gli elementi con i quali la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha chiesto e ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari, l’emissione delle 4 distinte misure cautelari a tutela delle vittime. La presenza capillare dell’Arma nel territorio reggino con i suoi presidi, ha consentito di realizzare un modello di prossimità funzionale ad assicurare alle donne del territorio la dovuta assistenza. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva.</p>
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		<item>
		<title>Violenza di genere, Princi: &#8220;l&#8217;educazione all&#8217;affettività sia prevista nell&#8217;educazione civica&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violenza-di-genere-princi-leducazione-allaffettivita-sia-prevista-nelleducazione-civica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 09:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con il presidente Occhiuto, d&#8217;intesa con l&#8217;Ordine degli psicologi della Calabria, stiamo lavorando da mesi su un progetto sperimentale che prevede l&#8217;inserimento a scuola della figura dello psicologo scolastico che possa affiancare il personale docente e le famiglie nell&#8217;affrontare questioni complesse legate all&#8217;educazione, all&#8217;affettività dei ragazzi, supportando l&#8217;istituzione nella creazione di un ambiente in cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con il presidente Occhiuto, d&#8217;intesa con l&#8217;Ordine degli psicologi della Calabria, stiamo lavorando da mesi su un progetto sperimentale che prevede l&#8217;inserimento a scuola della figura dello psicologo scolastico che possa affiancare il personale docente e le famiglie nell&#8217;affrontare questioni complesse legate all&#8217;educazione, all&#8217;affettività dei ragazzi, supportando l&#8217;istituzione nella creazione di un ambiente in cui il rispetto reciproco sia un principio fondante nella promozione dello sviluppo della personalità dei ragazzi. La presenza costante in tutte le scuole di figure professionali potrebbe aiutare a prevenire anche quelle forme di disagio che sfuggono ai genitori e ai docenti ma che poi si manifestano, per esempio, con comportamenti violenti che possono arrivare, nelle modalità estreme, al bullismo, al cyber-bullismo e al femminicidio&#8221;. É quanto afferma la vice presidente della Giunta della Regione Calabria con delega al ramo, Giusi Princi, che affronta il dibattito in corso con una riflessione più completa, anche in relazione ai recenti episodi di femminicidio.</p>
<p>&#8220;In queste ore viene acclamata dalla politica bipartisan la proposta di legge relativa all&#8217;introduzione dell&#8217;ora di affettività, come se questa soluzione rappresentasse davvero la panacea del grave problema della violenza di genere che affligge la nostra società. I nostri studenti, specie quelli delle scuole superiori, sono però già oberati da un orario curriculare fitto di incombenze, tra cui educazione civica, orientamento, Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l&#8217;orientamento), per cui ulteriori disegni di legge con carichi di lavoro aggiuntivi, potrebbero compromettere la totale efficacia dell&#8217;insegnamento che è il presupposto della formazione valoriale dei ragazzi. Percorsi diversi concentrati in uno già ridotto monte ore scolastico, rischiano, infatti, di ridurre i tempi, già esigui, dedicati allo studio dell&#8217;italiano, della filosofia, del latino.., rischiano cioè di svilire la vera essenza dei percorsi di apprendimento che trovano, invece, nello studio dei classici, della letteratura, la base dello sviluppo psico- emotivo dei ragazzi. Non sono necessarie nuove leggi, non è necessario sovraccaricare ulteriormente l&#8217;orario curriculare. Le soluzioni dirette e immediate ci sarebbero: è stato già da qualche anno istituito l&#8217;insegnamento di educazione civica all&#8217;interno del quale potrebbero integrarsi moduli specifici che interessano l&#8217;affettività, la violenza di genere, il potenziamento dell&#8217;autostima, sia dei ragazzi che delle ragazze, la promozione dell&#8217;uguaglianza di genere, il coinvolgimento degli studenti in attività di comunità e la consapevolezza valoriale. Provengo dal mondo della scuola, l&#8217;ho vissuto pienamente e oggi, in qualità di delegata all&#8217;istruzione, continuo ad indirizzare la mia attività sulla centralità ed il benessere degli studenti, per cui mi sento particolarmente colpita e coinvolta dal recente fatto di cronaca legato al femminicidio della giovane studentessa veneta. È innegabile che la scuola rivesta un ruolo cruciale nella formazione non solo intellettuale, ma anche umana degli studenti. In tal senso, però, la questione dell&#8217;educazione all&#8217;affettività non può prescindere dalla necessità di mettere al centro lo studente come persona a tutto tondo. Occorrerebbe puntare su approcci didattici e metodologici che mirino al potenziamento dell&#8217;autostima degli studenti, che promuovano il rispetto reciproco all&#8217;interno dell&#8217;ambiente scolastico.&#8221;</p>
<p>&#8220;Sarebbe opportuno, ad esempio, non concentrarsi esclusivamente su un&#8217;idea di valore espressa da un voto, ma incoraggiare un approccio più costruttivo della valutazione, tale da evidenziare le potenzialità degli studenti in un processo che li aiuti a comprendere che il fallimento in un compito non implica una svalutazione della loro persona. Oggi viviamo un&#8217;alienazione sociale e una disperazione individuale che, se non controllati, potrebbero portare a lacerazioni più profonde del tessuto sociale. Una società che è sempre più individualista e che porta a una sempre minore disponibilità alla solidarietà e ad una maggiore competitività. Ben venga che la scuola si attivi, apra varchi di riflessioni, intercetti situazioni di disagio, ma non si può pensare che ad essa spetti tutta la responsabilità della formazione e della ‘cura&#8217; delle fragilità dei nostri ragazzi, è necessaria una soluzione integrata, in cui convergano l&#8217;educazione familiare e la sensibilizzazione fin dalla prima infanzia. È la famiglia il primo posto in cui si impara a conoscere e riconoscere nell&#8217;altro, a negoziare i punti di vista, a differire la gratificazione dei bisogni, a porgere la mano a chi è in difficoltà, a condividere, a collaborare, a rispettare, a sentirsi accolti in bisogni vedendoli soddisfatti e a sentirsi contenuti di fronte all&#8217;insoddisfazione degli stessi per imparare a tollerare il vuoto e la frustrazione. Emozioni e sentimenti si esperiscono, principalmente, nelle relazioni primarie e con gli adulti più significativi, per poi essere generalizzate in tutte le altre situazioni sociali. Distratti come siamo oggi da bisogni secondari, non essenziali, siamo portati ad assecondare, essere troppo permissivi verso i nostri figli e non prestare la giusta attenzione e, quindi, non favorire lo sviluppo dell&#8217;empatia che, soprattutto nei figli maschi, bloccherebbe sul nascere la violenza. È fondamentale il ruolo dell&#8217;educazione all&#8217;affettività fin dalla prima infanzia, poiché queste prime fasi della vita costituiscono la base su cui si sviluppa la comprensione delle emozioni, delle relazioni e dei valori fondamentali dell&#8217;umanità&#8221;, rimarca infine la vicepresidente Princi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Violenza di genere: due arresti a Nocera Terinese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violenza-di-genere-due-arresti-a-nocera-terinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 10:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri Lamezia]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Terinese]]></category>
		<category><![CDATA[stalking]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nocera Terinese &#8211; Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Nocera Terinese (CZ) hanno eseguito due misure di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari e l’altra in carcere, per due uomini che si sono resi responsabili di “atti persecutori” e “maltrattamenti in famiglia”. Gli eventi hanno avuto come vittime due donne che, nel corso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nocera Terinese &#8211; Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Nocera Terinese (CZ) hanno eseguito due misure di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari e l’altra in carcere, per due uomini che si sono resi responsabili di “atti persecutori” e “maltrattamenti in famiglia”. </p>
<p>Gli eventi hanno avuto come vittime due donne che, nel corso del tempo, hanno subito aggressioni e minacce che le hanno portate a rivolgersi ai militari dell’Arma.<br />
I Carabinieri hanno subito applicato le procedure previste per il c.d. “codice rosso”, introdotto con la legge n. 69 /2019, che prevede l’applicazione di una serie di misure volte a rafforzare e velocizzare le procedure per la tutela delle vittime dei reati di violenza domestica e di genere. </p>
<p>Per quanto riguarda il caso degli atti persecutori, le indagini e gli accertamenti condotti dai Carabinieri, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno consentito di raccogliere elementi investigativi utili a dimostrare che un uomo, un 48enne di Nocera Terinese, attraverso numerose e insistenti telefonate e appostamenti sotto l’abitazione di una donna, aveva ingenerato nei confronti della vittima uno stato di insicurezza e paura da alterarne in modo incisivo le abitudini quotidiane. </p>
<p>L’altro caso, invece, riguarda una serie di maltrattamenti e atteggiamenti prevaricatori che un 30enne bulgaro ha perpetrato nei confronti della propria moglie tali da rendere quasi del tutto impossibile la convivenza. </p>
<p>Resta alta da parte dei carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme l’attenzione nel contrasto alle forme di “Violenza di Genere”, più volte perseguiti con arresti in flagranza di reato o su esecuzione di ordinanza dell’autorità giudiziaria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Legge di Bilancio 2021, il plauso di Cinzia Nava (Crpo)</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legge-di-bilancio-2021-il-plauso-di-cinzia-nava-crpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 11:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cinzia nava]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione di genere]]></category>
		<category><![CDATA[legge di bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria – Sei milioni di euro a favore degli Enti del Terzo Settore impegnati contro la discriminazione e la violenza di genere. Quanto basta alla presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Cinzia Nava per esprimere un giudizio positivo della norma inserita nel quadro della Legge di Bilancio 2021. “Suscita il nostro apprezzamento l’istituzione nella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/legge-di-bilancio-2021-il-plauso-di-cinzia-nava-crpo/">Legge di Bilancio 2021, il plauso di Cinzia Nava (Crpo)</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria – Sei milioni di euro a favore degli Enti del Terzo Settore impegnati contro la discriminazione e la violenza di genere. Quanto basta alla presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Cinzia Nava per esprimere un giudizio positivo della norma inserita nel quadro della Legge di Bilancio 2021.<br />
“Suscita il nostro apprezzamento l’istituzione nella Legge di Bilancio 2021 di un fondo con dotazione di 6 milioni per il triennio 2021-2023 contro la discriminazione e la violenza di genere in favore degli Enti del Terzo Settore (ETS). Auspichiamo che presto seguano i decreti attuativi perché venga concretamente finanziato”.<br />
È quanto afferma la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità Cinzia Nava che aggiunge: “La violenza di genere desta sempre più preoccupazione e non c’è ormai giorno che la cronaca non registri episodi di particolare gravità e forme di aggressione fisica e psicologica. Segno evidente della manifesta volontà da parte dell’uomo di esercitare un controllo sulle donne, ad ogni costo. Gesti che lasciano ferite anche nel cuore. Il contrasto a questo fenomeno &#8211; sottolinea Nava &#8211; parte soprattutto dal rafforzamento della rete territoriale degli enti e delle associazioni non profit presenti sul territorio. Realtà che possono essere in grado di operare efficacemente dispiegando il massimo grado di impegno solo se supportate da interventi economici. Interessante, in questo senso, anche la previsione che le amministrazioni competenti concedano in comodato d’uso gratuito alle associazioni indicate beni immobili di utilizzo collettivo. La Convenzione di Istanbul, peraltro, stabilisce un legame tra l’obiettivo della parità tra i sessi e quello dell’eliminazione della violenza nei confronti delle donne”.<br />
“La Commissione regionale per le Pari Opportunità è impegnata da sempre a sensibilizzare alla non violenza ma è necessario sostenere i Centri antiviolenza (Cav) e le case rifugio che fanno un lavoro egregio per le vittime.  Un Paese che si interessa alle donne &#8211; conclude Cinzia Nava &#8211; è un Paese civile e culturalmente evoluto”.<br />
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