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	<title>Vibo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Vibo, anziano gravemente ferito in casa: convalidato il fermo della badante per tentato omicidio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 07:00:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 19 agosto 2026, personale della Polizia di Stato ha sottoposto, d’iniziativa, a fermo di indiziato di delitto una cittadina ucraina, gravemente indiziata del reato di tentato omicidio aggravato ai danni di un anziano cittadino di 87 anni, originario di Nicotera (VV), ma residente a Vibo Valentia, presso il quale prestava attività di assistenza come badante. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 19 agosto 2026, personale della <strong>Polizia di Stato</strong> ha sottoposto, d’iniziativa, a fermo di indiziato di delitto una cittadina ucraina, gravemente indiziata del reato di <strong>tentato omicidio aggravato</strong> ai danni di un anziano cittadino di 87 anni, originario di Nicotera (VV), ma residente a Vibo Valentia, presso il quale prestava attività di assistenza come badante. L’intervento ha avuto origine intorno alle ore 2.50, quando, su disposizione della Sala Operativa della Questura, personale dell<strong>’</strong><strong>Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico</strong> è intervenuto presso un’abitazione di Vibo Valentia a seguito di una richiesta di soccorso. Giunti sul posto, gli operatori hanno rinvenuto l’anziano all’interno della propria camera da letto, privo di coscienza e disteso sul letto, con diverse bende intrise di sangue posizionate sul corpo, in particolare nella zona addominale.</p>
<p>Secondo quanto emerso nel corso delle indagini condotte dalla Squadra mobile di Vibo Valentia, la donna, che lavorava temporaneamente come badante dell&#8217;uomo da fine giugno in sostituzione di una connazionale, avrebbe allestito una rudimentale &#8220;sala operatoria&#8221; nella camera dell&#8217;abitazione dell&#8217;anziano e dopo averlo addormentato con sostanze che avrebbero avuto effetto sedativo, gli avrebbe lacerato la zona addominale con un coltello da cucina per &#8211; come ha detto nel corso dell&#8217;interrogatorio assistita dal suo legale &#8211; rimuovere un non meglio precisato &#8220;animale&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;addome dell&#8217;uomo. Dalle indagini della Squadra mobile è emerso che la donna aveva iniziato a lavorare nell&#8217;abitazione dell&#8217;anziano alla fine del mese di giugno e avrebbe dovuto concludere l&#8217;incarico il 20 agosto, il giorno successivo al fatto. Sul luogo, gli agenti della Squadra mobile hanno sequestrato diversi coltelli, dei guanti in lattice ed una confezione di sodio cloruro, usati o comunque predisposti dalla donna. Alla luce degli elementi raccolti e del pericolo di fuga &#8211; nella stanza c&#8217;era una valigia pronta &#8211; la Squadra mobile ha proceduto al fermo poi convalidato.</p>
<p>Il personale sanitario, nel frattempo intervenuto, ha immediatamente trasportato l’uomo in codice rosso presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia; gli accertamenti clinici e diagnostici effettuati presso il nosocomio hanno evidenziato un’emorragia toracica massiva e una ferita da taglio nella regione ipogastrica. Inoltre, sul corpo dell’anziano sono state rilevate multiple fratture scomposte. Considerata la gravità delle condizioni, il paziente è stato successivamente trasferito d’urgenza presso l’ospedale di Catanzaro, dove si trova tuttora ricoverato con prognosi riservata.</p>
<p>Alla luce dei gravi indizi acquisiti e ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga, desunto, tra gli altri elementi, dalla presenza di una valigia già predisposta e dall’assenza di una stabile dimora, la Squadra Mobile ha proceduto d’iniziativa al <strong>fermo di indiziato di delitto della donna, la quale è stata successivamente associata </strong>alla Casa Circondariale di Reggio Calabria su disposizione del Pubblico Ministero di turno. Nella giornata odierna, la competente Autorità Giudiziaria ha convalidato il fermo, disponendo nei confronti della donna la misura della custodia cautelare in carcere.</p>
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		<title>Vibo, aggredisce in auto e minaccia di morte la compagna: ammonimento del questore per un 49enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 14:02:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 49 enne è stato ammonito dal Questore di Vibo Valentia a seguito dell’aggressione perpetrata ai danni della compagna. L’uomo, infatti, a seguito di una lite, aveva afferrato la testa della donna sbattendola sul parabrezza dell’auto su cui viaggiavano, minacciandola anche di morte. Grazie all’intervento di una familiare veniva allertata una volante della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 49 enne è stato ammonito dal Questore di Vibo Valentia a seguito dell’aggressione perpetrata ai danni della compagna. L’uomo, infatti, a seguito di una lite, aveva afferrato la testa della donna sbattendola sul parabrezza dell’auto su cui viaggiavano, minacciandola anche di morte. Grazie all’intervento di una familiare veniva allertata una volante della Questura che raggiungeva la donna quando oramai l’uomo si era già allontanato.</p>
<p>A seguito della segnalazione da parte del personale intervenuto dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, il Questore di Vibo Valentia, Dr. Rodolfo Ruperti, previa istruttoria della Divisione Anticrimine, ha emesso nei confronti dell’uomo un provvedimento di ammonimento previsto dalla normativa a tutela delle vittime di violenza domestica.<br />
Con l’ammonimento il Questore intima al soggetto a cambiare condotta avvertendolo che esistono elementi a suo carico tali da farlo ritenere pericoloso.</p>
<p>A seguito dell’ammonimento eventuali ulteriori reati del cosiddetto “codice rosso” saranno comunque procedibili d’ufficio e aggravati nella pena. Il soggetto maltrattante è stato avvisato della facoltà di intraprendere un percorso presso un centro per soggetti autori di violenza con il quale la Questura ha attivato dei protocolli.</p>
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		<title>Vibo piange per la morte di Andrea Minasi, la 23enne investita da un suv in viale Affaccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 17:06:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La speranza lascia il posto al dolore: non ce l&#8217;ha fatta Andrea Minasi, la 23enne vibonese travolta da un Suv mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Affaccio, la mattina del 28 luglio. Dopo nove giorni di agonia, purtroppo, si è spenta nel reparto di terapia intensiva all’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro, dov&#8217;è rimasta incosciente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La speranza lascia il posto al dolore: non ce l&#8217;ha fatta Andrea Minasi, la 23enne vibonese travolta da un Suv mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Affaccio, la mattina del 28 luglio. Dopo nove giorni di agonia, purtroppo, si è spenta nel reparto di terapia intensiva all’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro, dov&#8217;è rimasta incosciente in coma farmacologico sino ad oggi. La giovane a causa dell’impatto ha riportato un grave trauma cranico e la frattura del femore.</p>
<p>Nella serata di ieri i medici l’hanno sottoposta ad accertamenti per verificare la presenza di attività cerebrale ma con esito negativo. L’elettroencefalogramma ha evidenziato l’assenza di attività cerebrale. La morte cerebrale aveva ormai anticipato quella del corpo e, al termine del periodo previsto dalla legge per gli accertamenti, i familiari hanno preso la decisione più dolorosa: autorizzare l’interruzione dei supporti vitali che la tenevano in vita. Al contempo, la decisione da parte della famiglia di donare gli organi della giovane.</p>
<p>La Procura di Vibo Valentia ha iscritto sul registro degli indagati un ragazzo di Vibo Valentia, di 21 anni alla guida dell’auto coinvolta nel sinistro. Sul piano giudiziario, la morte della giovane comporterà un aggravamento della posizione del conducente del Suv, un neopatentato. Il procedimento, inizialmente aperto per lesioni personali stradali gravissime, sarà ora riqualificato con l’ipotesi di omicidio stradale.</p>
<p>La giovane studiava pianoforte al conservatorio statale di musica Torrefranca di Vibo Valentia. Sono stati molti gli attestati di vicinanza da parte di insegnanti e compagni.</p>
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		<title>La famiglia della 23enne investita a Vibo che lotta per la vita scrive a Mattarella, Meloni e Occhiuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-famiglia-della-23enne-investita-a-vibo-che-lotta-per-la-vita-scrive-a-mattarella-meloni-e-occhiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:31:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Egregio Presidente della Regione Calabria, Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Egregio Presidente della Repubblica Italiana, questa non è una lettera politica. Non è una lettera scritta per alimentare polemiche. Non è una lettera dettata dalla rabbia. È una lettera scritta con il cuore di una famiglia distrutta, che da giorni vive sospesa tra la speranza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-famiglia-della-23enne-investita-a-vibo-che-lotta-per-la-vita-scrive-a-mattarella-meloni-e-occhiuto/">La famiglia della 23enne investita a Vibo che lotta per la vita scrive a Mattarella, Meloni e Occhiuto</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Presidente della Regione Calabria, Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, Egregio Presidente della Repubblica Italiana, questa non è una lettera politica.</p>
<p>Non è una lettera scritta per alimentare polemiche. Non è una lettera dettata dalla rabbia. È una lettera scritta con il cuore di una famiglia distrutta, che da giorni vive sospesa tra la speranza e la paura. Sono la zia di Andrea. <strong>Andrea ha ventitré anni. È una ragazza straordinaria.</strong> È una pianista. Tra pochi mesi avrebbe concluso il suo percorso di studi presso il Conservatorio &#8220;Fausto Torrefranca&#8221; di Vibo Valentia. <strong>Aveva scelto di rimanere nella sua terra.</strong> Aveva scelto la Calabria. Mentre tanti giovani sono costretti ad andarsene, Andrea aveva deciso di costruire qui il proprio futuro, di investire il proprio talento nella regione che amava. Aveva scelto di credere nella sua terra.</p>
<p><strong>Il 28 luglio, alle ore 13:45, la sua vita è cambiata per sempre.</strong> Oggi Andrea si trova ricoverata in Terapia Intensiva, in coma farmacologico, in condizioni gravissime. <strong>Da quel giorno il tempo si è fermato</strong>. Viviamo davanti a una porta che potrebbe aprirsi con la notizia che aspettiamo o con quella che nessuno dovrebbe mai ricevere. Ogni telefonata ci toglie il respiro. <strong>Ogni minuto sembra un&#8217;eternità</strong>. Ogni giorno impariamo cosa significhi convivere con la paura di perdere una persona che ami più della tua stessa vita. Ma insieme al dolore cresce una domanda che non ci lascia in pace. <strong>Perché</strong>? Perché nel 2026 una famiglia deve vivere la sensazione di essere<strong> rimasta sola mentre aspetta i soccorsi per una ragazza gravemente ferita? </strong>Secondo quanto abbiamo vissuto quel giorno,<strong> i soccorsi sono arrivati dopo circa cinquanta minuti</strong>. Per noi quei minuti sono stati infiniti. Minuti durante i quali la vita di Andrea era affidata al coraggio di chi si trovava lì.</p>
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                 ">Mia sorella, sua zia, conoscendo le manovre di primo soccorso, è intervenuta immediatamente.  Una dottoressa pediatra che transitava casualmente in quella zona si è fermata senza esitazione e ha prestato assistenza con straordinaria professionalità e umanità fino all&#8217;arrivo dei sanitari. A loro dobbiamo una riconoscenza che ci accompagnerà per tutta la vita. Ma <strong>nessuna famiglia dovrebbe dover sperare che, nel momento peggiore, passi casualmente un medico. </strong>La sopravvivenza di una persona non può dipendere dalla fortuna. Deve dipendere da un sistema capace di intervenire rapidamente ed efficacemente. Ed è proprio qui che nasce la nostra battaglia. <strong>Questa non è una battaglia contro i medici</strong>. Non è una battaglia contro gli infermieri. Non è una battaglia contro gli operatori del 118. Anzi. Abbiamo visto donne e uomini straordinari lavorare senza risparmiarsi. Abbiamo visto professionisti fare sacrifici enormi, spesso costretti a sopperire con il proprio senso del dovere alle carenze di un sistema che chiede loro molto più di quanto dovrebbe. A loro va il nostro grazie più sincero. Il problema non sono le persone. <strong>Il problema è un&#8217;organizzazione che deve essere rafforzata.</strong></div>
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<p>&nbsp;</p>
<p>In questi giorni abbiamo visto anche il volto più bello della Calabria. Un&#8217;intera comunità si è stretta attorno ad Andrea. <strong>Migliaia di persone pregano per lei. </strong>Persone che non ci conoscevano ci hanno scritto, ci hanno abbracciato, ci hanno fatto sentire che non eravamo soli. <strong>Abbiamo scoperto una Calabria capace di un amore immenso. </strong>Ma, allo stesso tempo, abbiamo percepito il<strong> silenzio delle istituzioni</strong>. Non chiedevamo passerelle. Non chiedevamo fotografie. Non cercavamo visibilità. <strong>Avremmo voluto sentire che lo Stato era accanto a noi</strong>. Chi governa deve conoscere cosa significa attendere un&#8217;ambulanza. Deve sapere cosa prova una madre quando aspetta senza sapere se arriverà in tempo. Deve ascoltare chi ogni giorno affronta la sanità non da un ufficio, ma da una sala d&#8217;attesa. <strong>Bisogna smettere di guardare la sanità soltanto dai piani alti.</strong> Bisogna viverla dalla parte dei pazienti. Dalla parte delle famiglie. Dalla parte dei medici che lavorano con organici insufficienti. Dalla parte dei soccorritori che fanno miracoli ogni giorno.</p>
<p>Vorrei però rivolgere un ringraziamento particolare all&#8217;<strong>Arma dei Carabinieri. Abbiamo trovato donne e uomini che ci sono stati vicini ogni giorno</strong>. Non soltanto nello svolgimento delle indagini. Ma anche <strong>umanamente</strong>. Con discrezione. Con sensibilità. Con una presenza costante. Ci hanno sostenuti. Ci hanno ascoltati. Ci hanno aiutati. <strong>In loro abbiamo visto uno Stato presente. </strong>Ed è per questo che oggi chiediamo che la stessa presenza venga dimostrata da tutte le istituzioni.</p>
<p><strong>Presidente Occhiuto, la Calabria merita di più</strong>. Merita<strong> una rete dell&#8217;emergenza sempre più efficiente</strong>. Merita investimenti. Merita mezzi. Merita personale. Merita che ogni scelta organizzativa sia orientata a ridurre i tempi di intervento e a garantire il miglior livello possibile di assistenza nelle situazioni più gravi. <strong>Merita un sistema di elisoccorso capace di raggiungere rapidamente chiunque ne abbia bisogno</strong>. Merita una rete ospedaliera che rassicuri i cittadini, non che li faccia sentire abbandonati. Ma questa lettera è rivolta anche al Presidente del Consiglio. Perché<strong> la carenza di medici non è soltanto un problema calabrese.</strong> È un problema nazionale. Da anni sentiamo dire che mancano medici. Che mancano specialisti. Che mancano professionisti nei pronto soccorso. Eppure migliaia di ragazzi italiani sono costretti a trasferirsi all&#8217;estero per studiare Medicina. Molti scelgono università di altri Paesi europei perché non riescono ad accedere al percorso formativo in Italia. Molti di loro non tornano più. È il momento di <strong>ripensare la programmazione del fabbisogno nazionale e il sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia</strong>, affinché il nostro Paese possa formare un numero adeguato di professionisti e rispondere ai bisogni reali del Servizio sanitario nazionale. Investire nella formazione dei medici significa investire nella vita dei cittadini.</p>
<p>Così come<strong> investire nella sicurezza stradale</strong> significa prevenire tragedie. Per questo chiediamo un piano nazionale che renda gli attraversamenti pedonali più sicuri. <strong>Più semafori nei punti a rischio</strong>. Maggiore illuminazione. Dossi efficaci dove necessari. Controlli costanti sulla velocità.<strong> Educazione stradale. </strong>E una riflessione seria su eventuali ulteriori interventi normativi per rafforzare la tutela dei pedoni e la responsabilità di chi viola gravemente le regole della strada. <strong>Noi non chiediamo vendetta. Noi chiediamo prevenzione. </strong>Chiediamo che nessun&#8217;altra famiglia debba vivere ciò che stiamo vivendo noi. Nel frattempo continueremo a far sentire la nostra voce. Presenteremo una richiesta di <strong>interrogazione parlamentare</strong>. Scriveremo alle massime istituzioni dello Stato. Cercheremo il sostegno di chiunque voglia trasformare questa tragedia in un cambiamento concreto. Perché <strong>Andrea non può diventare soltanto una notizia. </strong>Andrea deve diventare un <strong>simbolo</strong>. Il simbolo<strong> di una Calabria che non accetta più di sentirsi dimenticata</strong>. Il simbolo di un&#8217;Italia che sceglie di investire nella sanità, nella sicurezza e nei suoi giovani.</p>
<p>Se Andrea aprirà gli occhi, vogliamo poterle dire che il suo dolore ha acceso una speranza. Che grazie a lei qualcuno sarà soccorso prima. Che grazie a lei una strada sarà resa più sicura. Che grazie a lei un giovane in più potrà studiare Medicina nel proprio Paese. Che grazie a lei una famiglia non dovrà più attendere con il cuore in gola, sperando che un&#8217;ambulanza arrivi in tempo. Vi chiediamo di non limitarvi a leggere questa lettera. Vi chiediamo di incontrarci. Di ascoltarci. Di guardare negli occhi una famiglia che oggi vive il dolore più grande. E di<strong> assumere un impegno pubblico, concreto e verificabile </strong>affinché da questa tragedia possano nascere riforme, investimenti e scelte capaci di salvare altre vite. Perché Andrea è nostra. Ma da quel 28 luglio appartiene anche a tutti coloro che credono che la vita di un cittadino non possa mai dipendere dalla fortuna. Con dolore, con speranza e con la determinazione di chi non smetterà mai di lottare,</p>
<p><strong><em>La famiglia di Andrea Minasi</em></strong></p>
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		<item>
		<title>GdiF scopre sala cittadina di scommesse via Whatsapp e con ricariche a distanza per piazzare le giocate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gdif-scopre-sala-cittadina-di-scommesse-via-whatsapp-e-con-ricariche-a-distanza-per-piazzare-le-giocate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un mirato intervento presso un centro scommesse nel pieno centro cittadino di Vibo Valentia, riscontrando gravi condotte illecite in materia di scommesse a distanza. L’attività, originariamente avviata quale controllo ispettivo di natura amministrativa per la verifica degli adempimenti previsti dalla normativa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdif-scopre-sala-cittadina-di-scommesse-via-whatsapp-e-con-ricariche-a-distanza-per-piazzare-le-giocate/">GdiF scopre sala cittadina di scommesse via Whatsapp e con ricariche a distanza per piazzare le giocate</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un mirato intervento presso un centro scommesse nel pieno centro cittadino di Vibo Valentia, riscontrando gravi condotte illecite in materia di scommesse a distanza. L’attività, originariamente avviata quale controllo ispettivo di natura amministrativa per la verifica degli adempimenti previsti dalla normativa antiriciclaggio, ha permesso di individuare un apparato telefonico utilizzato per finalità aziendali. L&#8217;esame preliminare dell&#8217;applicazione di messaggistica &#8220;WhatsApp&#8221; presente sul dispositivo ha rivelato l&#8217;esistenza di numerose conversazioni con clienti finalizzate alla richiesta a distanza di ricariche e all&#8217;accettazione di scommesse.</p>
<p>I successivi riscontri telematici hanno confermato una prassi consolidata, consistente nella sistematica raccolta e nel piazzamento di giocate per conto terzi operate direttamente attraverso il conto gioco intestato alla società esercente, in luogo dei conti personali dei singoli scommettitori. Tale condotta integra la fattispecie di reato di intermediazione abusiva nella raccolta delle scommesse, vietata dalla normativa vigente anche se posta in essere per conto di un concessionario autorizzato. Nel corso delle attività ispettive all&#8217;interno del locale è stato altresì appurato che la struttura consentisse la ricarica di conti gioco intestati a soggetti terzi, tra cui uno risultato nella titolarità di un soggetto pluripregiudicato gravato da collegamenti con la criminalità organizzata.</p>
<p>I militari hanno quindi proceduto al sequestro probatorio e preventivo, ex artt. 354 e 321 c.p.p. dell&#8217;apparato telefonico e dei locali della sala scommesse, deferendo contestualmente all’A.G. i responsabili delle condotte illecite. L’azione del Corpo nel comparto del gioco e delle scommesse su tutto il territorio vibonese è rivolta sia al contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa che a tutela dei giocatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di garanzie, salvaguardando le fasce più deboli, tra cui i minori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gdif-scopre-sala-cittadina-di-scommesse-via-whatsapp-e-con-ricariche-a-distanza-per-piazzare-le-giocate/">GdiF scopre sala cittadina di scommesse via Whatsapp e con ricariche a distanza per piazzare le giocate</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Vibo, rimessaggio barche abusivo scoperto e sequestrato: responsabili denunciati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:12:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nello specifico, il personale operante scovava all’interno dell’area 34 natanti, 13 autoveicoli, 22 motori marini, oltre ad attrezzatura varia da officina, disposti lungo tutta l’ampiezza su rimorchi, cavalletti e invasi nautici ed altri sistemi rudimentali, il tutto al fine di massimizzare la capienza dell’area e aumentare la rendita dell’attività abusiva. Non solo, nel corso del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nello specifico, il personale operante scovava all’interno dell’area 34 natanti, 13 autoveicoli, 22 motori marini, oltre ad attrezzatura varia da officina, disposti lungo tutta l’ampiezza su rimorchi, cavalletti e invasi nautici ed altri sistemi rudimentali, il tutto al fine di massimizzare la capienza dell’area e aumentare la rendita dell’attività abusiva. Non solo, nel corso del sopralluogo, oltre alle pessime condizioni dell’intera struttura completamente ammalorata soprattutto nella copertura, venivano anche rinvenuti numerosi rifiuti pericolosi e non pericolosi, accumulati senza alcuna distinzione e per i quali non vi era alcun sistema di tracciabilità, facendo emerge un quadro complessivo di assoluta non conformità ai requisiti di sicurezza e igiene previsti dalla normativa di settore.</p>
<p>L’attività, priva di alcuna autorizzazione amministrativa e ambientale, veniva immediatamente posta sotto sequestro, e si procedeva alla denuncia dei responsabili per carenza dei necessari titoli autorizzativi in materia ambientale.<br />
Tutto quanto riscontrato consentiva di accertare che il responsabile, oltre alle violazioni di natura amministrativa, aveva messo in atto un cambio di destinazione d’uso del terreno e del fabbricato.</p>
<p>L’operazione conferma il costante impegno delle Istituzioni nella tutela dell’ambiente, della legalità economica e della sicurezza nei luoghi di lavoro, a salvaguardia della salute pubblica e della concorrenza tra operatori economici.</p>
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		<title>Emergenza idrica nel centro di Vibo, a &#8216;Ottocannali&#8217; e alla Marina: attivato il Centro Operativo Comunale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 11:02:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A causa delle criticità rilevate negli ultimi giorni sulla rete idrica comunale, e che oggi si sono ulteriormente aggravate con nuove perdite sulla condotta idrica, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ha disposto, con apposita ordinanza, l&#8217;attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) con tutte le funzioni di supporto, al fine di garantire il coordinamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>A causa delle criticità rilevate negli ultimi giorni sulla rete idrica comunale, e che oggi si sono ulteriormente aggravate con nuove perdite sulla condotta idrica, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ha disposto, con apposita ordinanza, l&#8217;attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) con tutte le funzioni di supporto, al fine di garantire il coordinamento degli interventi.</div>
<div>Le maggiori problematiche si stanno registrando nel centro storico, in località &#8216;Ottocannali&#8217; e a Vibo Marina. Problematiche che, malgrado numerosi interventi già avviati dall&#8217;amministrazione nel corso dell&#8217;ultima settimana, impediscono il mantenimento dei volumi necessari per una regolare erogazione dell&#8217;acqua.</div>
<div></div>
<div>Le squadre tecniche sono già al lavoro per individuare e riparare i guasti. Gli interventi, per essere eseguiti in sicurezza, richiederanno l&#8217;interruzione della fornitura idrica nelle zone interessate a partire dalla serata di oggi e fino alla conclusione delle operazioni.</div>
<div></div>
<div>Il C.O.C. resterà attivo fino al superamento dell&#8217;emergenza, garantendo il monitoraggio costante della situazione, il coordinamento delle attività e l&#8217;informazione alla cittadinanza. Aggiornamenti saranno pubblicati sui canali istituzionali del Comune di Vibo Valentia.</div>
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		<title>Operazione “Call me”: Arrestato latitante appartenente ad una ‘ndrina del vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-call-me-arrestato-latitante-appartenente-ad-una-ndrina-del-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:01:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale Vibo Valentia e Catanzaro della Guardia di Finanza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” all’esito di serrate indagini, durate oltre due mesi, hanno individuato in un’abitazione del centro di Vibo Valentia, il latitante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale Vibo Valentia e Catanzaro della Guardia di Finanza, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria” all’esito di serrate indagini, durate oltre due mesi, hanno individuato in un’abitazione del centro di Vibo Valentia, il latitante L.F. cl. 98, appartenente alla ‘ndrina dei “Pardea Ranisi”, egemone nel capoluogo ed attualmente imputato del reato di partecipazione ad associazione di stampo ndranghetistico e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’attività svolta congiuntamente dal Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. Catanzaro e dal Nucleo P.E.F. Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza in materia cautelare che ha colpito complessivamente n. 10 soggetti intranei e/o contigui a una ‘ndrina attiva a Tropea (VV) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica. Le indagini di polizia giudiziaria avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio e di altre ‘ndrine, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.</p>
<p>A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, con nuova decisione del Tribunale del Riesame era stato ripristinato il provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di L.F., per il quale il Tribunale del Riesame, in prima battuta aveva disposto l’annullamento.<br />
Lo stesso L.F. dal mese di febbraio aveva fatto perdere le proprie tracce sottraendosi all’arresto e su richiesta di questo Ufficio ne veniva dichiarato lo stato di latitanza. Le articolate ricerche svolte in sinergia operativa con l’Arma dei carabinieri consentivano di addivenire all’individuazione del covo, in un’abitazione sita nel centro storico del capoluogo vibonese.</p>
<p>Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.</p>
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		<item>
		<title>Muore dopo le dimissioni dal Pronto soccorso di Vibo, famiglia presenta denuncia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/muore-dopo-dimissioni-dal-pronto-soccorso-di-vibo-famiglia-presenta-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E&#8217; quanto accaduto nel Vibonese. L&#8217;uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è recato in ospedale per difficoltà respiratorie che duravano da un paio di giorni. Dopo essere stato visitato e sottoposto ad esami è stato dimesso e dopo quattro giorni è morto. Adesso i parenti hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri. E&#8217; quanto accaduto nel Vibonese. L&#8217;uomo, Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata del primo aprile nella sua abitazione a Dinami. Secondo la denuncia dei familiari, l&#8217;uomo, indicato come paziente cardiopatico, si era recato al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Vibo Valentia il 28 marzo. Dopo circa due ore trascorse in ospedale, durante le quali sono stati effettuati alcuni accertamenti, ritenuti non specifici dai familiari, l&#8217;uomo era stato dimesso e aveva fatto ritorno a casa.</p>
<p>Nei giorni successivi le condizioni sarebbero peggiorate. Ai problemi respiratori si sarebbero aggiunti gonfiori in diverse parti del corpo, segnali che &#8211; secondo quanto sostenuto dalla famiglia &#8211; avrebbero potuto indicare una sofferenza di natura cardiaca. La mattina del primo aprile, non riuscendo a contattarlo, i familiari si sono recati nella sua abitazione trovandolo morto. Cavallaro viveva da solo, non era sposato e non aveva figli. In paese era conosciuto e stimato per avere gestito per decenni uno bar prima di andare in pensione. Per il 15 aprile aveva fissato un appuntamento a Roma per sottoporsi a controlli cardiologici periodici, proprio in virtù della patologia di cui soffriva.</p>
<p>Nella denuncia presentata ai carabinieri di Dinami, i familiari ipotizzano la mancanza di accertamenti diagnostici più approfonditi al Pronto soccorso, in particolare esami mirati a verificare eventuali criticità cardiache, nonché la mancata valutazione di un possibile ricovero. Il legale della famiglia, l&#8217;avvocata Anna Barone, ha già avviato le prime iniziative formali, chiedendo il sequestro della cartella clinica e annunciando la nomina di un consulente medico-legale in vista dell&#8217;autopsia. &#8220;<em>Andremo fino in fondo &#8211; ha sostenuto la legale &#8211; per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente</em>&#8220;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>L&#8217;olio del &#8216;Giardino della Memoria&#8217; consegnato dalla Questura di Vibo al vescovo Attilio Nostro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lolio-del-giardino-della-memoria-consegnato-dalla-questura-di-vibo-al-vescovo-attilio-nostro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha aderito all’iniziativa della consegna simbolica dell’olio del Giardino della Memoria all’autorità religiosa locale, che verrà consacrato nel corso della Settimana Santa e sarà utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti. È un olio nato dalla terra bagnata dal sangue dei giusti e degli onesti, frutto degli ulivi piantati nel Giardino della Memoria, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lolio-del-giardino-della-memoria-consegnato-dalla-questura-di-vibo-al-vescovo-attilio-nostro/">L&#8217;olio del &#8216;Giardino della Memoria&#8217; consegnato dalla Questura di Vibo al vescovo Attilio Nostro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato ha aderito all’iniziativa della consegna simbolica dell’olio del Giardino della Memoria all’autorità religiosa locale, che verrà consacrato nel corso della Settimana Santa e sarà utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti.</p>
<p>È un olio nato dalla terra bagnata dal sangue dei giusti e degli onesti, frutto degli ulivi piantati nel Giardino della Memoria, che sorge nei pressi della stele lungo l’autostrada A29, luogo della strage in cui morirono il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della Polizia di Stato componenti della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L’olio è stato inviato a cura della Questura di Palermo a tutte le Diocesi italiane per essere consacrato durante la Messa Cresimale del Giovedì Santo e, divenuto Sacro Crisma, per essere utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti.</p>
<p>In tale occasione, personale della Questura di Vibo Valentia, durante la celebrazione della Santa Messa della Domenica delle Palme, ha donato a Sua Eccellenza Mons. Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, una bottiglia contenente l’olio prodotto dall’Associazione “Quarto Savona 15 “, che prende il nome dalla sigla radio utilizzata dall’equipaggio della Polizia di Stato di scorta al Giudice Giovanni Falcone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lolio-del-giardino-della-memoria-consegnato-dalla-questura-di-vibo-al-vescovo-attilio-nostro/">L&#8217;olio del &#8216;Giardino della Memoria&#8217; consegnato dalla Questura di Vibo al vescovo Attilio Nostro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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