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	<title>Vannacci Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Aug 2026 09:32:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grandinetti: &#8220;Lamezia non diventi il laboratorio di Vannacci. Murone e la maggioranza facciano chiarezza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 09:32:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo da Francesco Grandinetti,. già presidente del PD di Lamezia Terme e portavoce dell&#8217;area &#8220;Lamezia e non solo&#8221;, e pubblichiamo: &#8220;L&#8217;on. Domenico Furgiuele ha affermato che Futuro Nazionale è ormai parte integrante del governo di Lamezia Terme e che la nostra città può diventare un &#8216;laboratorio per alleanze future&#8217;. È una dichiarazione che non può [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Riceviamo da Francesco Grandinetti,. già presidente del PD di Lamezia Terme e portavoce dell&#8217;area &#8220;Lamezia e non solo&#8221;, e pubblichiamo:</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;L&#8217;on. Domenico Furgiuele ha affermato che Futuro Nazionale è ormai parte integrante del governo di Lamezia Terme e che la nostra città può diventare un &#8216;laboratorio per alleanze future&#8217;. È una dichiarazione che non può essere liquidata come una semplice questione interna ai partiti. Se Lamezia deve diventare il luogo nel quale sperimentare una nuova alleanza tra il centrodestra tradizionale e la destra vannacciana, i cittadini hanno il diritto di sapere quale progetto politico si stia costruendo. Due fotografie della segreteria politica di Furgiuele raccontano visivamente questo passaggio. Il balcone e il nome sono gli stessi. Cambia l&#8217;insegna: ieri &#8216;Lega Salvini Premier&#8217;, oggi &#8216;Futuro Nazionale – Vannacci&#8217;. Sopra entrambe rimane l&#8217;immagine di san Francesco di Paola con la parola &#8216;CHARITAS&#8217;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Viene spontaneo domandarsi: san Francesco dovrebbe proteggere la Lega di Salvini oppure Futuro Nazionale di Vannacci? Ma a parte la battuta, la fede appartiene alla coscienza delle persone e non dovrebbe diventare scenografia della propaganda. Abbiamo visto Salvini mostrare e baciare il rosario durante i comizi; oggi vediamo san Francesco sovrastare la sede politica di Furgiuele. Ma queste esternazioni, ridondanti e inopportune, risolvono forse il problema delle liste d&#8217;attesa nel nostro ospedale? La &#8216;remigrazione&#8217; crea lavoro per i giovani lametini? Invocare &#8216;Dio, patria e famiglia&#8217; aiuta le persone a uscire dalle crisi economiche ed esistenziali? Chiamare una platea &#8216;camerati&#8217;, raccogliendo gli applausi dei nostalgici di un tempo, risolve i piccoli e grandi problemi di Lamezia e della Calabria? E parlare di &#8216;rastrellare Rogoredo&#8217;, come ha fatto Vannacci, non dovrebbe indurci a prestare maggiore attenzione al peso delle parole?</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Ecco il punto che dovremmo chiederci, Lamezia condivide queste idee o, quanto meno, le tollera in nome di una pax interna alla maggioranza? La questione non è più soltanto nazionale. All&#8217;interno della maggioranza che sostiene il sindaco Mario Murone è stato costituito il gruppo di Futuro Nazionale, al quale hanno aderito i consiglieri Massimo Cristiano e Carmine Villella e l&#8217;assessora Donatella Amicarelli. Pertanto, non stiamo discutendo di una forza politica esterna al governo cittadino. Futuro Nazionale partecipa direttamente all&#8217;Amministrazione di Lamezia e ambisce a trasformare la nostra città nell&#8217;apripista di nuove alleanze politiche. È esattamente questo il punto sul quale il sindaco e le altre componenti della maggioranza dovrebbero fare chiarezza. Condividono il linguaggio, i simboli e le posizioni di Futuro Nazionale?</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Non si tratta di negare a Vannacci, Furgiuele o ai loro sostenitori il diritto di partecipare alla vita politica. Quel diritto è garantito dalla democrazia che tutti dobbiamo difendere. Ma proprio la democrazia impone chiarezza: governare insieme non significa soltanto votare gli stessi provvedimenti, ma assumersi anche una responsabilità politica comune e condividere un modello di convivenza da proporre alla città. Con gli altri partiti del centrodestra posso essere profondamente in disaccordo sulle scelte economiche, sociali e amministrative, ma questo rientra nel normale confronto democratico. Ciò che mi preoccupa nella destra vannacciana è un linguaggio che parla soprattutto alla paura e alla rabbia, indicando continuamente qualcuno come nemico o come diverso. Sarebbe sbagliato affermare che in Italia la storia si stia ripetendo esattamente come nel passato. Sarebbe però altrettanto irresponsabile dimenticare che le derive autoritarie iniziano spesso goccia a goccia. Voglio essere chiaro anche sull&#8217;immigrazione da una posizione di centro sinistra. Accogliere non significa giustificare chi delinque. Chi viene nel nostro Paese, commette reati gravi e non rispetta le nostre leggi deve essere perseguito e, nei casi previsti, rimpatriato. Chi sceglie di vivere in Italia ha il dovere di comportarsi onestamente e di rispettare le regole della convivenza civile.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>La vera linea di divisione, però, non passa tra italiani e stranieri, ma tra persone perbene e delinquenti. Umanità e fermezza possono e devono convivere. Lamezia ha bisogno di lavoro, sanità, servizi, attenzione per l&#8217;aeroporto, sostegno alle attività economiche e opportunità capaci di trattenere i giovani. Non può essere utilizzata come terreno di prova per costruire un centrodestra sempre più spostato verso parole, simboli e posizioni della destra radicale. Nessuno può impedire la nascita di nuove alleanze. Ma Lamezia non deve esserne l&#8217;apripista nel silenzio generale. Per questo rivolgo una domanda al sindaco Murone e alle componenti moderate della sua maggioranza: è questa l&#8217;identità politica che intendono assumere e rappresentare davanti alla città? San Francesco di Paola continua a osservare dall&#8217;alto le insegne che cambiano. Accanto al suo volto rimane una parola, &#8216;CHARITAS&#8217;. Non chiedo a Furgiuele di nascondere san Francesco. Chiedo alla politica di non nascondersi dietro san Francesco&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Lamezia non può tacere davanti a certe derive&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:07:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, anche a Lamezia Terme, esistono rappresentanti politici che si richiamano alle posizioni del generale Roberto Vannacci. Proprio per questo ritengo di non poter rimanere in silenzio davanti ad alcune dichiarazioni e ad alcuni comportamenti che stanno emergendo nel dibattito pubblico nazionale. Trovo grave che si possa arrivare a mettere in discussione persino l&#8217;esistenza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s3">Oggi, anche a Lamezia Terme, esistono rappresentanti politici che si richiamano alle posizioni del generale Roberto Vannacci. Proprio per questo ritengo di non poter rimanere in silenzio davanti ad alcune dichiarazioni e ad alcuni comportamenti che stanno emergendo nel dibattito pubblico nazionale. Trovo grave che si possa arrivare a mettere in discussione persino l&#8217;esistenza e la specificità del reato di femminicidio. In un Paese che continua a contare troppe donne vittime di violenza, minimizzare o relativizzare un fenomeno così drammatico significa non coglierne fino in fondo la portata sociale e culturale.</p>
<p>Allo stesso tempo, destano preoccupazione assemblee e manifestazioni nelle quali, senza particolari remore, si utilizzano linguaggi, simboli e riferimenti che richiamano stagioni della nostra storia che dovrebbero appartenere definitivamente al passato. Appunto  termini come &#8220;camerati&#8221;, saluti militari ostentati come simboli identitari e, in alcuni casi, persino richiami al saluto romano non possono passare inosservati. Essere antifascisti non è una questione ideologica. È una questione di rispetto verso la nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e fondata sui principi della democrazia, dell&#8217;uguaglianza, della libertà e del rispetto dei diritti umani. Per questo credo che non si possa restare indifferenti. Quando si mettono in discussione conquiste civili, quando si normalizzano linguaggi divisivi e discriminatori, quando si alimentano culture che anziché unire tendono a contrapporre, è dovere di chi crede nella democrazia prendere posizione.</p>
<p>Ritengo che il Consiglio Comunale di Lamezia Terme debba esprimere con chiarezza la propria distanza da dichiarazioni che rischiano di indebolire la cultura del rispetto e dell&#8217;uguaglianza. Non si tratta di censurare nessuno, ma di affermare con forza quali sono i valori sui quali si fonda la nostra convivenza civile. Invito pertanto tutte le forze democratiche, progressiste e moderate della città a prendere pubblicamente posizione. Non è il momento dei silenzi né delle ambiguità.<br />
Lamezia Terme è una città aperta, inclusiva, solidale. Una città che conosce il valore della libertà e della dignità delle persone. Per questo non può e non deve diventare un avamposto di culture politiche che riportano indietro l&#8217;orologio della storia.<br />
La difesa dei diritti, della parità tra uomini e donne, del rispetto delle differenze e dei principi costituzionali non appartiene a una parte politica, appartiene a tutti coloro che credono nella democrazia.<br />
Di fronte alle discriminazioni, all&#8217;intolleranza e ai tentativi di mettere in discussione conquiste civili e valori fondanti della nostra Repubblica, il silenzio non è neutralità, diventa complicità&#8221;.<br />
<em><strong>* Presidente  L.A.M.E.T.I.A. e non solo</strong></em></p>
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		<title>&#8220;Lega addio&#8221;, Furgiuele passa con Vannacci: Sui social la motivazione infarcita di retorica e fascismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:05:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i reiterati rumors delle scorse settimane, arriva l’ufficialità direttamente dall’interessato: Domenico Furgiuele, deputato lametino (ma eletto in altro collegio calabrese) lascia la Lega dopo 12 anni, è aderisce al movimento “Futuro Nazionale” di Vannacci. E’ lui stesso che, sui social, questa mattina ne ha dato notizia. “Ci sono momenti nella vita in cui bisogna avere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Dopo i reiterati rumors delle scorse settimane, arriva l’ufficialità direttamente dall’interessato: Domenico Furgiuele, deputato lametino <em>(ma eletto in altro collegio calabrese)</em> lascia la Lega dopo 12 anni, è aderisce al movimento “Futuro Nazionale” di Vannacci. E’ lui stesso che, sui social, questa mattina ne ha dato notizia. “<em>Ci sono momenti nella vita in cui bisogna avere il coraggio di lasciare ciò che si ama quando non lo si riconosce più- scrive. Dopo dodici anni, lascio la Lega. Non è una decisione improvvisa. È una scelta meditata, rinviata più volte. Ho cercato dentro di me e nel confronto con chi si sta occupando del partito negli ultimi tempi, motivi per restare, ma non ne ho trovati. A febbraio decisi di riporre fiducia nelle parole del Segretario a cui va la mia riconoscenza per il percorso fatto, ma nulla è cambiato. Ho chiesto alla mia comunità militante di trovare una motivazione, un appiglio per restare, ma nulla! Troppa l’amarezza, troppa la delusione! La Lega nella quale entrai nel 2014 non è più quella di oggi. Almeno non alle nostre latitudini. La Lega di oggi è quella che si definisce post ideologica, è quella che rinnega un percorso di 12 anni. È quella dei manifesti ideologici che </em>-evidenzia Furgiuele – <em> apre ai capricci LGBT, che prende i soldi degli Italiani e li manda a Zelensky. Ai tempi, scelsi quella strada quando molti cercavano approdi più comodi. Eravamo rimasti orfani di un mondo che aveva tradito. Trovammo una comunità militante, una struttura organizzata, gerarchica, fondata sul sacrificio, sull’appartenenza e sulla disciplina. Per chi, come me, proveniva dall’area Nazional popolare e da una formazione tradizionalista, quella casa rappresentava la possibilità di continuare una battaglia ideale. Non fu una scelta facile. In Calabria portare il simbolo della Lega significava caricarsi sulle spalle pregiudizi, ostilità e diffidenze. Ma non ho mai cercato la strada più semplice&#8221;.</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;ex deputato leghista prosegue &#8220;<em>Non mi hanno mai affascinato le scorciatoie, ho sempre scelto la via più difficile. E la scelgo ancora oggi. Per me, questo è il momento del ritorno a Camelot. Non il ritorno a un passato impossibile da ricostruire, ma il ritorno alle sorgenti. A quei principi che hanno dato senso al mio impegno politico, l’onore, la fedeltà alla parola data, il coraggio, il servizio alla comunità, il legame tra le generazioni, l’identità, la tradizione, la ricerca di qualcosa di più alto del semplice interesse personale. Per questo continuerò a combattere per ciò in cui ho sempre creduto per l’identità dei popoli, per le nostre radici, per la tradizione della civiltà europea, contro il cosmopolitismo apolide e senza confini, contro il conformismo imposto dal politicamente corretto, contro una visione orizzontale e materialista dell’esistenza. Continuerò la mia battaglia per la remigrazione, una battaglia sulla quale troppo spesso, nel centrodestra, sono mancati il coraggio, la determinazione e la volontà di andare fino in fondo. Non mi appartiene la destra annacquata. Non mi appartiene il moderatismo senza anima. Non mi appartiene il centrodestra sbiadito e fluido che confonde la prudenza con la rinuncia. Sarei potuto restare dove ero. In una posizione certamente più comoda. Da parlamentare della maggioranza di governo. Da uomo che ha contribuito a fondare e radicare la Lega nel Mezzogiorno d’Italia. Ma non ho mai scelto la comodità. Scelgo ancora una volta L’IDEA! Scelgo ancora una volta la trincea. Scelgo ancora una volta il combattimento. Scelgo il Generale Roberto Vannacci. Lo faccio con l’affetto che mi lega a due uomini che considero fratelli, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello. Con la certezza che saranno tanti altri COMBATTENTI a seguirci in tutta Italia&#8221;.</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><em>&#8220;Oggi muore il politico costretto nella moderazione di un centrodestra troppo spesso soggiogato dal pensiero unico e dai confini imposti da un’Europa costruita sul politicamente corretto- </em>sottolinea Furgiuele<em>. Muore il politico che nel centro sud ha rischiato di essere fagocitato da una balena bianca vecchia, stanca, morente, concentrata ad inseguire il potere per il potere, a coagulare il consenso sulla rendita di posizione e l’incarico, incapace di comprendere che senza idee non esiste alcun futuro. Muore il politico costretto a sentirsi ripetere che viviamo in un’epoca post-ideologica. Come se avere un’ideologia fosse una colpa. Come se avere un’idea del mondo, una visione, una direzione, fosse qualcosa da nascondere. Oggi rinasce un soldato dell’Idea. Perché avere un’ideologia significa avere un’identità. Significa sapere chi si è, da dove si viene e dove si vuole andare. Rinasce un uomo che torna alle proprie origini, alla propria appartenenza, ai propri valori, alla propria storia. Rinasce con la volontà di tenere la barra dritta, con al centro l’Idea, e la forza del coraggio di osare ancora. Ancora una volta. Da oggi inizia una nuova strada. Una strada che guarda al domani senza rinnegare ciò che siamo stati. Una strada che si chiama Futuro Nazionale. Alzate la testa Calabresi, Meridionali, Italiani, insieme! “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle”</em>&#8211; conclude Furgiuele. <em>(</em><strong>citazione della frase di Filippo Tommaso Marinetti in conclusione del celebre Manifesto del Futurismo pubblicato nel febbraio del 1909 e che attraverso il movimento futurista da lui fondato, ha fornito gran parte dell’estetica, della retorica aggressiva e dell’ideologia nazionalista che il regime di Benito Mussolini ha poi fatto proprie, ndc</strong><em>)</em></div>
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		<title>Occhiuto: Calabria lavora a Cpi in Tunisia, flussi vanno governati e non subiti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhiuto-calabria-lavora-a-cpi-in-tunisia-flussi-vanno-governati-e-non-subiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 17:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Nella mia regione sto cercando di aprire sezioni dei centri per l&#8217;impiego in Tunisia, per persone che scappano dalla sponda Sud del Mediterraneo. Chi fugge dalla fame e dalla guerra continuerà a farlo. E qui vedo imprese turistiche che non trovano camerieri, manodopera. Perché non governare il fenomeno invece che subirlo?”. Così Roberto Occhiuto, presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nella mia regione sto cercando di aprire sezioni dei centri per l&#8217;impiego in Tunisia, per persone che scappano dalla sponda Sud del Mediterraneo. Chi fugge dalla fame e dalla guerra continuerà a farlo. E qui vedo imprese turistiche che non trovano camerieri, manodopera. Perché non governare il fenomeno invece che subirlo?”.<br />
Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, in un’intervista a “La Stampa”, commentando i fatti di Modena.</p>
<p>“In America gli italiani facevano lavori che gli americani non volevano più fare. Oggi ci sono in Italia lavori che gli italiani non vogliono fare: dobbiamo reagire allo spopolamento, un fenomeno che purtroppo riguarderà tutto il Paese nei prossimi anni, non solo le aree montane”.<br />
<strong>Stia attento, verrà accusato di volere la “sostituzione etnica” degli italiani con gli stranieri.</strong> “Perché nessuno pone questa obiezione in America? Mi ricorda l&#8217;obiezione di chi ha il culto della razza ariana&#8230;”.<br />
<strong>Peraltro, la lege sull&#8217;immigrazione si cinema Bossi-Fini, governa il centrodestra da quasi quattro anni. Insistere sull&#8217;allarme non rischia di essere anche un&#8217;ammissione di non aver saputo affrontare il problema?</strong> “Infatti bisognerebbe evidenziare i risultati che il governo ha ottenuto: i flussi di immigrazione si sono ridotti. E se guardiamo i decreti flussi, sono aumentati gli immigrati arrivati in maniera controllata”: “È assurdo che invece di dire agli italiani ciò che di buono il governo ha fatto si faccia un salto all&#8217;indietro e si parli alla pancia degli elettori. Probabilmente accade perché si sente il fiato sul collo di Vannacci. Ma alimentare i populismi e le paure ti si ritorce contro, così si convincono gli italiani che non c&#8217;è soluzione a un problema. E alla fine gli elettori cercano solo il ‘colpevole’”.</p>
<p><strong>Commentando i fatti di Modena Occhiuto ha detto</strong>: “Il fatto che ogni volta che succede un episodio del genere si parli alla pancia del Paese non aiuta ad affrontare la radice del problema. Io sono d&#8217;accordo con chi dice che chi viene in Italia a delinquere debba essere rimpatriato. Potrei essere d&#8217;accordo in linea di principio anche col permesso di soggiorno a punti&#8221;.<br />
“La tentazione alla quale il centrodestra non deve cedere, nemmeno la parte più a destra, è di fare un passo indietro per ‘coprirsi a destra’, per timore di Vannacci. Così non si rafforza la coalizione”. Piantedosi dice che in questo caso non si tratterebbe di un atto terroristico ma di disagio psichiatrico. Si fa polemica sull&#8217;episodio sbagliato? “E pretestuoso utilizzare un episodio del genere, che giustamente Piantedosi ha inquadrato con una responsabilità che gli riconosco. E sbagliato che sia il pretesto per ammiccare a un elettorato più a destra, per soffiare sul fuoco, per ammiccare a chi chiede la ‘remigrazione’”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/occhiuto-calabria-lavora-a-cpi-in-tunisia-flussi-vanno-governati-e-non-subiti/">Occhiuto: Calabria lavora a Cpi in Tunisia, flussi vanno governati e non subiti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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