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	<title>usura Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Sgominato sistema criminale di matrice ’ndranghetista attivo tra Roma e Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, stanno dando esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma &#8211; Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, con la quale è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, condotte dalle unità specializzate del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno consentito di delineare l’operatività di una struttura criminale di matrice ‘ndranghetistica, attiva nella Capitale e dedita alla concessione di prestiti usurari in danno di imprenditori e professionisti.</p>
<p>I finanziamenti venivano erogati con l’applicazione di tassi di interesse annui anche superiori al 300% e, ove necessario, con il ricorso a modalità intimidatorie peculiari delle organizzazioni mafiose. Dalle evidenze emerse nel corso delle attività, i due arrestati &#8211; imprenditori originari della Calabria &#8211; avrebbero operato in collegamento con la cosiddetta “<strong>Confederazione cosentina</strong>”, un&#8217;alleanza criminale di stampo &#8216;ndranghetista che unifica diversi clan operativi nella provincia di Cosenza sotto un&#8217;unica struttura di vertice, gestendo risorse riconducibili a più articolazioni familiari. Agli indagati è inoltre contestato l’esercizio abusivo dell’attività creditizia, in relazione all’erogazione di finanziamenti di rilevante entità, ammontanti a oltre 3 milioni di euro, a favore di circa 25 soggetti.</p>
<p>Nel corso delle attività operative, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 300.000 euro in contanti, pronti per essere consegnati quale prestito usurario, nonché due fucili automatici, due pistole semiautomatiche dotate di silenziatore e un ingente quantitativo di munizioni. Contestualmente, con il supporto esecutivo di personale della Guardia di Finanza e Polizia di Stato alla sede di Cosenza, è stato eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti degli indagati destinatari della misura e di altri tre soggetti coinvolti nelle attività investigative. L’operazione si inquadra nella più ampia azione della Guardia di Finanza per il contrasto alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni nel tessuto economico legale, a tutela della trasparenza del mercato e per la prevenzione di reati odiosi come l&#8217;usura e l&#8217;estorsione.</p>
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		<title>Girifalco, usura ed estorsione a piccolo imprenditore agricolo: un arresto e due denunciati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/girifalco-usura-ed-estorsione-a-piccolo-imprenditore-agricolo-un-arresto-e-due-denunciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[130mila euro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella scadenza mensile si era trasformata in un vero e proprio incubo per un piccolo imprenditore locale, finito fin dal nel 2019 nella morsa dell’usura e dell’estorsione. II 25 marzo 2026, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della Stazione di Maida (CZ) e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella scadenza mensile si era trasformata in un vero e proprio incubo per un piccolo imprenditore locale, finito fin dal nel 2019 nella morsa dell’usura e dell’estorsione. II 25 marzo 2026, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della Stazione di Maida (CZ) e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 70enne del posto per il reato di usura emessa dal Tribunale di Lamezia Terme. L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, attualmente diretta dal Procuratore facente funzioni, e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Girifalco, ha permesso anche mediante accertamenti tecnici di disvelare la condotta usuraria dell’uomo che dopo aver prestato del denaro nel 2019 ad un piccolo imprenditore agricolo ne aveva preteso la restituzione con un tasso del 120%.</p>
<p>Alle crescenti difficoltà della vittima di onorare il debito e alla conseguente denuncia dello stesso presso la stazione carabinieri di Maida nel giugno 2025, sarebbero seguite le minacce e la tentata estorsione da parte di altri due soggetti del luogo indagati nel medesimo procedimento, i quali ripetutamente ingaggiavano la vittima allo scopo di fargli ritirare la denuncia. Contestualmente alla esecuzione della misura cautelare personale, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco hanno dato esecuzione anche al decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura della Repubblica, relativo al profitto illecito direttamente riconducibile alla vicenda usuraria oggetto di specifica contestazione cautelare.</p>
<p>L’Ufficio di Procura ha proprio di recente intensificato il ricorso agli strumenti normativi che hanno la funzione di aggredire illecite accumulazioni di patrimoni. Inoltre, la parallela attività di perquisizione locale ha consentito di rinvenire, nella disponibilità del soggetto attinto da misura degli arresti domiciliari, la somma contante di circa € 130.000,00, detenuto in un bidone riposto all’interno di un pollaio, che l’interessato, come era emerso dalle intercettazioni, intendeva occultare murandola per metterla definitivamente al riparo da possibili investigazioni.</p>
<p>In relazione a tale somma, pari a circa € 98.000,00, si è proceduto al sequestro preventivo in funzione della confisca disciplinata dall’art. 240 bis cpp, che consente l’apprensione degli elementi patrimoniali in relazione ai quali il soggetto indagato, per uno dei reati ricompresi nell’elenco di cui all’art. 240 bis cp, non possa giustificare il collegamento con redditi leciti, dichiarati al Fisco. L’uomo al termine delle operazioni è stato ristretto ai domiciliari presso la propria abitazione. Il relativo procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e vige pertanto la presunzione di non colpevolezza.</p>
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		<item>
		<title>Legalità, dalla Regione 1 milione di euro per sostenere le vittime di usura e racket: ecco il bando</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legalita-dalla-regione-1-milione-di-euro-per-sostenere-le-vittime-di-usura-e-racket-ecco-il-bando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per rafforzare gli strumenti di tutela e incoraggiare le vittime a denunciare, la Regione Calabria ha pubblicato l’Avviso pubblico “Percorsi di sostegno, assistenza e prevenzione alle vittime di usura e racket e ai soggetti sovraindebitati a rischio di usura”, con una dotazione finanziaria complessiva di 1 milione di euro nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr-Fse+ [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per rafforzare gli strumenti di tutela e incoraggiare le vittime a denunciare, la Regione Calabria ha pubblicato l’Avviso pubblico “<em>Percorsi di sostegno, assistenza e prevenzione alle vittime di usura e racket e ai soggetti sovraindebitati a rischio di usura”</em>, con una dotazione finanziaria complessiva di 1 milione di euro nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr-Fse+ 2021-2027. “<em>Un fenomeno spesso sommerso – </em>dichiara l’assessore alla Legalità della Regione Calabria, Antonio Monturo<em> -, che colpisce in particolare imprenditori e commercianti e che rappresenta una delle principali ‘spie’ della presenza della criminalità organizzata sul territorio. Usura ed estorsione continuano a essere una delle piaghe più gravi per l’economia e il tessuto sociale calabrese. Con questo Avviso vogliamo dare un segnale forte: chi denuncia non deve essere lasciato solo. Con il presidente Occhiuto e il sostegno di tutta la Giunta, mettiamo in campo risorse e strumenti concreti per sostenere le vittime di usura e racket, accompagnandole in un percorso di rinascita sociale ed economica”.</em></p>
<p>L’Avviso, adottato con decreto firmato dalla dirigente del settore Legalità, sicurezza e valorizzazione beni confiscati, Antonella Sette, e sottoscritto dalla dirigente generale del dipartimento Segretariato generale, Eugenia Montilla, è rivolto ad associazioni e fondazioni attive sul territorio regionale che operano a supporto delle vittime di estorsione e usura. L’obiettivo è accompagnare chi subisce questi reati lungo un percorso completo: dalla denuncia, passando per l’iter giudiziario, fino alla riabilitazione socioeconomica e al reinserimento nella vita sociale e lavorativa. Ogni proposta progettuale potrà ottenere un finanziamento fino a 200 mila euro. Le azioni finanziabili riguardano in particolare: il rafforzamento dei centri di ascolto e di assistenza specializzata per le vittime e per i soggetti sovraindebitati a rischio usura; la realizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione per prevenire il fenomeno e promuovere la cultura della legalità coinvolgendo comunità locali e istituzioni. Secondo quanto evidenziato nell’Avviso, le vittime di usura e racket vivono spesso una condizione di vulnerabilità multidimensionale che non riguarda solo l’aspetto economico, ma anche quello psicologico, sociale, familiare e lavorativo. Tra le conseguenze più diffuse vi sono perdita di risorse finanziarie, isolamento sociale, difficoltà di accesso al credito legale e compromissione delle prospettive occupazionali.</p>
<p><em>“Pertanto – </em>rimarca infine l’assessore Monturo <em>– con questa prima iniziativa finanziata con 1 milione di euro, e con altre che verranno programmate in futuro, vogliamo intervenire fortemente su tutte le diverse dimensioni previste dall’Avviso regionale, creando un ambiente protetto che favorisca l’emersione dei casi e incoraggi la denuncia, rafforzando al contempo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la presenza dello Stato nei territori più esposti alle infiltrazioni criminali. L’obiettivo è di contribuire a contrastare questi fenomeni per difendere la libertà d’impresa, la dignità delle persone e il futuro della nostra regione”.</em>La domanda di partecipazione dovrà essere predisposta utilizzando il modello  Allegato “A”   e inviata esclusivamente alla Regione Calabria, dipartimento Segretariato generale – settore 4 “Legalità e sicurezza – Attuazione L.R. n. 9/2018 – Valorizzazione beni<br />
confiscati”, al seguente indirizzo Pec: legalita.presidenza@pec.regione.calabria.it. Il bando è consultabile al seguente link: <a href="https://www.regione.calabria.it/wp-content/uploads/2026/03/Avviso-Pubblico-3.pdf">https://www.regione.calabria.it/wp-content/uploads/2026/03/Avviso-Pubblico-3.pdf</a></p>
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		<title>Prevenzione e contrasto usura ed estorsioni: siglato Protocollo d&#8217;intesa in Prefettura Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/prevenzione-e-contrasto-usura-ed-estorsioni-siglato-protocollo-dintesa-in-prefettura-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 07:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[estorsioni]]></category>
		<category><![CDATA[intesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro. A firmarlo, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro e del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro. A firmarlo, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro e del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò, il Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il Presidente dell’Anci Calabria Rosaria Succurro, i Sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita, di Lamezia Terme Mario Murone e di Soverato Daniele Vacca, il Presidente della Commissione Regionale di ABI Calabria Maurizio Coppola, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo anche nella veste di Presidente di Confcommercio Calabria, il Presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, l’Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro – Squillace Mons. Claudio Maniago e per la Diocesi di Lamezia Terme il Direttore della Caritas Regionale Don Fabio Stanizzo, nonché i Presidenti o i delegati di Confesercenti, Confagricoltura, Confartigianato, COPAGRI, Coldiretti, CNA, C.I.A. Calabria Centro, Confcooperative Calabria, Fidart Calabria, Legacoop Calabria, Ance Calabria, Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Fondazioni e Associazioni Antiusura “Monsignor Moietta”, “Santa Maria del Soccorso” e “ALA- Associazione Antiracket Lamezia”, CGIL AREA Vasta, CISL Magna Graecia e UIL Calabria. Presenti anche il Questore di Catanzaro Giuseppe Linares unitamente agli altri vertici provinciali delle Forze di Polizia e della Direzione Investigativa Antimafia e il Direttore della Banca d’Italia nonché i Direttori degli Istituti di credito che hanno già aderito al Protocollo e i rappresentanti dell’Associazione “Libera”.</p>
<p>Lo strumento pattizio rafforza la rete istituzionale a sostegno di cittadini, imprenditori e professionisti esposti al rischio di condotte estorsive o usurarie nell’ottica di prevenire e contrastare l’infiltrazione della criminalità nell’economia legale e il pericolo di rottura dei meccanismi di coesione sociale. L’Accordo punta a far emergere situazioni di difficoltà e a far accrescere la fiducia verso lo Stato perché incentiva le scelte di legalità in quanto possibili e convenienti. I sottoscrittori si impegnano alla predisposizione di uno Sportello che possa fungere da punto di primo raccordo tra coloro che sono intenzionati a denunciare condotte di estorsione e/o usura, le Forze dell’ordine e la Procura della Repubblica. Presso la Prefettura di Catanzaro è istituito l’Osservatorio provinciale con il compito di promuovere iniziative di informazione sull’utilizzo dei Fondi di prevenzione dell’usura, l’attività del microcredito per favorire l’inclusione sociale e finanziaria delle fasce vulnerabili della popolazione. Inoltre potrà promuovere e sostenere iniziative di prevenzione, del sovraindebitamento e della cattiva gestione del denaro, anche attraverso la diffusione dell’educazione finanziaria e l’attuazione di forme di coordinamento volte a contrastare la pubblicità ingannevole in tema di concessioni di credito dietro cessioni di aliquote stipendiali. Uno specifico gruppo di lavoro interno all’Osservatorio monitorerà l’andamento del fenomeno sia per aree geografiche che per categorie socio-economiche.<br />
“La sottoscrizione del Patto contro usura ed estorsione – ha dichiarato il Sottosegretario Ferro – rappresenta un passo in avanti significativo nel percorso che stiamo portando avanti per sostenere chi trova il coraggio di denunciare. In Calabria, nel corso del 2025, sono state presentate 18 nuove istanze per estorsione e 2 per usura, e lo Stato ha già concesso benefici economici per circa 2 milioni di euro: un aiuto concreto che testimonia la nostra vicinanza a chi decide di sottrarsi al ricatto criminale. Questo Protocollo rafforza la capacità delle Istituzioni di intervenire tempestivamente e di costruire attorno alle vittime un sistema efficace di tutela e di accompagnamento verso la legalità”<br />
Nella stessa direzione il Commissario Straordinario Nicolò: “il Patto firmato oggi rafforza il lavoro di prevenzione e contrasto verso un fenomeno che, nella nostra Regione, continua a presentarsi in forme sempre più insidiose. Le analisi investigative mostrano come usura ed estorsioni restino spesso sommerse, anche per la difficoltà, da parte delle vittime, di rivolgersi alle Istituzioni. Proprio per questo diventa essenziale ampliare la rete di collaborazione tra Prefetture, Forze dell’ordine, Enti locali e mondo economico, così da intercettare i segnali di vulnerabilità e sostenere chi opera nella legalità. Racket ed usura non sono soltanto reati ma strumenti di controllo e di impoverimento, chi trova il coraggio di denunciare non viene lasciato solo”.</p>
<p>Il Patto mira a rafforzare il coordinamento tra Istituzioni, Forze dell’Ordine, Banche, mondo del credito, associazioni di categoria e antiusura, sindacati, ordini professionali e perfino le Diocesi quali sentinelle sul territorio, al fine di intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e offrire percorsi di supporto qualificato, servizi di ascolto e orientamento che trovano nel Protocollo, al di là dell’ambito di emersione, gli elementi di una strategia comune. Particolare rilievo viene attribuito anche alle azioni di prevenzione e di sensibilizzazione, rivolte in particolare alle imprese e ai cittadini più esposti, attraverso campagne informative, sportelli di ascolto e strumenti di sostegno al credito legale, anche con programmi di educazione finanziaria da realizzarsi nelle scuole per una gestione corretta e responsabile del denaro e per indirizzare al meglio le proprie scelte di risparmio e di investimento. Le Banche, i Confidi, le Fondazioni e le Associazioni potranno prevedere, all’interno di apposite convenzioni, adeguati moltiplicatori da applicare ai fondi antiusura tenendo sempre aggiornato l’elenco dei referenti. Un ruolo proattivo di impulso sarà svolto dall’ABI Calabria nei confronti delle Banche che individueranno nelle proprie strutture la figura del “facilitatore -referente antiusura”, valutando la condizione dei soggetti protestati come non pregiudizievole e ogni possibilità di “ribancarizzarli” con adeguato merito di credito. La Prefettura ha già predisposto una prima bozza di Vademecum/Manuale Operativo Antiusura che sarà presto diffuso tra tutti i soggetti sottoscrittori.<br />
“Si tratta – ha concluso il Prefetto De Rosa – di un modello di collaborazione territoriale, destinato ad essere ulteriormente consolidato e aggiornato in relazione all’evoluzione dei fenomeni criminali, alla luce tanto del carattere sempre più subdolo e multiforme di tali manifestazioni quanto della sussistenza di estese forme di sommerso. Mettiamo in campo una serie di misure che vogliono scoraggiare il ricorso agli usurai e nello stesso tempo aiutare chi cade nella loro rete, alimentando fiducia negli strumenti che lo Stato mette a disposizione se si denuncia”.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-352647" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-300x162.jpg" alt="" width="646" height="349" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-300x162.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-1024x553.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-768x414.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-1536x829.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-778x420.jpg 778w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-696x376.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5-1068x576.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Prefettura-CZ-5.jpg 1566w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
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		<title>Contrasto usura ed estorsioni: venerdì firma Protocollo prevenzione e contrasto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/contrasto-usura-ed-estorsioni-venerdi-firma-protocollo-prevenzione-e-contrasto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 11:54:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 28 novembre, alle ore 16.30, sarà sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro. Lo strumento pattizio rafforza la rete interistituzionale del territorio, coinvolgendo a pieno titolo anche il mondo associativo, sindacale e del privato sociale sia in un’ottica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 28 novembre, alle ore 16.30, sarà sottoscritto in Prefettura il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione ed il Contrasto del Fenomeno dell’Usura e delle Estorsioni nella provincia di Catanzaro.<br />
Lo strumento pattizio rafforza la rete interistituzionale del territorio, coinvolgendo a pieno titolo anche il mondo associativo, sindacale e del privato sociale sia in un’ottica preventiva che di supporto a cittadini ed imprese esposti al rischio di condotte estorsive o usurarie.</p>
<p>A firmarlo, alla presenza del  Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Wanda Ferro e del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Prefetto Maria Grazia Nicolò,  il Prefetto di Catanzaro Castrese  De Rosa, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il Presidente dell’Anci Calabria Rosaria Succurro, i Sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita,  di Lamezia Terme Mario Murone e di Soverato  Daniele Vacca, il Presidente della Commissione Regionale di ABI Calabria Maurizio Coppola, il  Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo anche nella veste di Presidente di Confcommercio Calabria, il Presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, l’Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro – Squillace Mons. Claudio Maniago e l’Arcivescovo della Diocesi di Lamezia Terme Mons. Serafino Parisi, nonché i Presidenti o i delegati di Confesercenti, Confagricoltura, Confartigianato, COPAGRI, Coldiretti, CNA, C.I.A. Calabria Centro,  Confcooperative Calabria, Fidart Calabria, Legacoop Calabria, Ance Calabria, Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili,  Fondazioni e Associazioni Antiusura “Monsignor Moietta”, “Santa Maria del Soccorso” e “ALA- Associazione Antiracket Lamezia”,  CGIL AREA Vasta, CISL Magna Graecia e UIL Calabria. </p>
<p>Saranno anche presenti il Questore di Catanzaro Giuseppe Linares, il Comandante Provinciale dei Carabinieri col. Giovanni Pellegrino, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza col. Pierpaolo Manno, il Capo Centro della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro Beniamino Fazio, nonché il Direttore Regionale della Banca d’Italia Maurizio Silvio ed i Direttori degli Istituti di credito che hanno già aderito al Protocollo e i rappresentanti dell’Associazione “Libera”.</p>
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		<title>VIDEO-Usura ed estorsione: arrestati marito e moglie a Cetraro. Contestata aggravante mafia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-usura-ed-estorsione-arrestati-marito-e-moglie-a-cetraro-contestata-aggravante-mafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 12:43:09 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-339840-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/GDF-GICO.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/GDF-GICO.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/GDF-GICO.mp4</a></video></div>
<p>Nelle scorse ore, i militari del Comando Provinciale Catanzaro della Guardia di Finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale I.C.O. Roma e del Comando Provinciale Cosenza, hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione G.I.P. – G.U.P., su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stata disposta la custodia in carcere nei confronti di due soggetti, marito e moglie originari di Acquappesa (CS) e residenti a Cetraro (CS), per i quali il GIP ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza per la commissione di reati di usura ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso. I due soggetti, attinti dal provvedimento cautelare, si trovavano già ristretti in carcere a seguito di un Provvedimento emesso del Tribunale di Paola, nel mese di aprile di quest’anno, in ordine ai reati di usura ed estorsione, commessi per oltre trent’anni nei confronti di un imprenditore di Cetraro (CS).</p>
<p>L’Ordinanza eseguita in data odierna, ha preso in esame la medesima vicenda con particolare riguardo alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, anche per l’aggravante del metodo mafioso, elementi scaturiti a seguito delle ulteriori investigazioni condotte. Le attività in argomento hanno interessato il comune di Cetraro (CS), territorio particolarmente permeato da una delle ‘ndrine più potenti della Calabria, ovvero quella riconducibile a Franco MUTO, alias “u luongu” o “il re del pesce” e caratterizzato da una recrudescenza di episodi violenti, quali il ferimento a colpi di Kalashnikov di PINTO Guido nel 2022, l’omicidio di CATALDO Alessandro nel 2023 e l’omicidio di CORALLO Giuseppe nel 2025. </p>
<p>Inoltre, negli ultimi mesi si è assistito ad atti dimostrativi del controllo territoriale della locale criminalità organizzata, quali la distruzione ed il furto di alcune telecamere di videosorveglianza comunale, l’incendio di automezzi di una società appaltatrice del servizio di raccolta rifiuti e l’esplosione di colpi di arma da fuoco contro alcune attività commerciali.</p>
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		<title>Usura ai danni di un imprenditore di Cassano, manette per &#8216;strozzino&#8217; 50enne di Terranova da Sibari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 15:55:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 50enne F.F.L., originario di Terranova da Sibari (CS) è stato arrestato in flagranza, perchè ritenuto presunto responsabile del reato di usura in danno di un imprenditore cassanese, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cassano. L’attività investigativa, scaturita a seguito della denuncia sporta dallo stesso imprenditore, si è successivamente sviluppata attraverso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 50enne F.F.L., originario di Terranova da Sibari (CS) è stato arrestato in flagranza, perchè ritenuto presunto responsabile del reato di usura in danno di un imprenditore cassanese, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cassano.</p>
<p>L’attività investigativa, scaturita a seguito della denuncia sporta dallo stesso imprenditore, si è successivamente sviluppata attraverso l’organizzazione di un incontro ad hoc al fine di monitorare la consegna di una tranche di denaro dalle mani della vittima a quelle del presunto usuraio, utilizzando banconote preventivamente sottoposte a segnatura.</p>
<p>Il conseguente riscontro, effettuato con il coordinamento del magistrato di turno della Procura di Castrovillari, ha consentito di desumere una serie di elementi ritenuti idonei a procedere all’arresto in flagranza del soggetto, il quale è stato condotto presso il carcere della città del Pollino.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestrati immobili per 860 mila euro nel Vibonese in possesso eredi condannato usura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-sequestrati-immobili-per-860-mila-euro-nel-vibonese-in-possesso-eredi-condannato-usura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 07:20:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>﻿﻿ I Finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso, su richiesta della Procura di Vibo Valentia, dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione – che ha disposto il sequestro di 12 beni immobili (una palazzina di tre piani ed una villetta), tutti ubicati nel vibonese, di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span><div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-310475-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/GDF.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/GDF.mp4</a></video></div><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_end">﻿</span></p>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso, su richiesta della Procura di Vibo Valentia, dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione – che ha disposto il sequestro di 12 beni immobili (una palazzina di tre piani ed una villetta), tutti ubicati nel vibonese, di proprietà di cinque soggetti, per un valore di € 860.000,00.<br />
I sequestri giungono a seguito degli accertamenti svolti dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Vibo Valentia e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza – della locale Procura della Repubblica, all’esito di un procedimento di prevenzione avviato su delega della Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Dott. Camillo Falvo (dopo che lo stesso aveva ricevuto alcune delle vittime dei reati, ad ulteriore dimostrazione dell’importanza di denunciare ogni forma di illecito) e del sostituto contitolare delle indagini, nei confronti degli eredi di un soggetto, deceduto nel 2021, che per un lunghissimo arco di tempo si è reso responsabile di reati di usura ai danni di vittime trovatesi in stato di bisogno.<br />
 Infatti, il codice delle leggi antimafia consente di disporre le misure di prevenzione patrimoniali, in caso di morte del soggetto proposto, anche nei confronti degli eredi o comunque degli aventi causa.</p>
<p>Quanto alla pericolosità sociale del proposto, lo stesso era stato ritenuto, all’esito di giudizio di primo grado, responsabile del reato di usura aggravata continuata, e condannato alla pena di anni quattro e mesi sei di reclusione, oltre al risarcimento di tutti i danni e delle restituzioni dovute in favore della parte civile, ivi compresa la restituzione di un immobile residenziale originariamente di proprietà della vittima e anch’esso provento del reato di usura. In seguito al decesso dell’imputato, la Corte d’Appello di Catanzaro dichiarava il reato estinto per morte del reo, pertanto l’immobile rimaneva nella disponibilità del nucleo familiare dell’usuraio. Gli accertamenti svolti, sono stati finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale delle persone che si erano avvantaggiate dai reati, rilevando forti incongruenze tra le fonti di reddito e gli impieghi (le somme investite), con particolare riferimento al settore immobiliare. La sperequazione rilevata tra i beni posseduti dal nucleo familiare del proposto e i redditi, costituisce elemento sintomatico di derivazione illecita della ricchezza, fornendo prova della sproporzione rispetto alla capacità economica effettiva. Per quanto sopra, il Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le ricostruzioni effettuate dalle Fiamme Gialle vibonesi e le prospettazioni della Procura della Repubblica di Vibo Valentia nel ravvisare una situazione di evidente sperequazione tra fonti di reddito e impieghi, ha disposto il sequestro di nr. 12 immobili, localizzati nella Provincia di Vibo Valentia.</p>
<p>Tra i beni oggetto di provvedimento ablatorio figura anche l’immobile che, come era stato accertato con sentenza di primo grado, era il provento del reato di usura aggravata continuata, ma era rimasto nella disponibilità degli eredi dell’imputato a causa dell’estinzione del reato per morte del reo e che era occupato a titolo di “locazione” da una delle parti offese del delitto di usura, alla quale il bene era stato precedentemente sottratto mentre si trovava in stato di bisogno. Poiché su quest’ultima incombeva un’azione di sfratto promossa dagli eredi del de cuius, il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, al termine delle indagini richiedeva sia il sequestro d’urgenza dell’immobile che dell’altro patrimonio di interesse investigativo.<br />
Il servizio testimonia l&#8217;elevata attenzione che l&#8217;Autorità Giudiziaria e i militari in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia pongono sul fronte del contrasto alla criminalità economica, al fine di intercettare e reprimere ogni forma di inquinamento dell&#8217;economia legale e salvaguardare gli operatori economici ed i cittadini. Altresì, il sequestro di patrimoni illeciti assume un valore anche &#8220;sociale&#8221;, poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità. L&#8217;aggressione ad ogni forma di criminalità restituisce competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti ed il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico che la criminalità mira a controllare e rallentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-sequestrati-immobili-per-860-mila-euro-nel-vibonese-in-possesso-eredi-condannato-usura/">VIDEO-Sequestrati immobili per 860 mila euro nel Vibonese in possesso eredi condannato usura</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-NOMI-Indagine Guardia finanza Catanzaro su giro usura: tre arresti, numerose le vittime</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-nomi-indagine-guardia-finanza-catanzaro-su-giro-usura-tre-arresti-numerose-le-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 10:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro hanno arrestato tre persone coinvolte in un vasto giro di usura che andava avanti da molti anni e di cui sono rimaste vittime molte persone alcune delle quali appartenenti a ceti sociali elevati. Gli arrestati sono i fratelli Carlo Francesco e Giuseppe Procopi, di 60 e 61 anni, [&#8230;]</p>
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<p>I finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro hanno arrestato tre persone coinvolte in un vasto giro di usura che andava avanti da molti anni e di cui sono rimaste vittime molte persone alcune delle quali appartenenti a ceti sociali elevati. Gli arrestati sono i fratelli Carlo Francesco e Giuseppe Procopi, di 60 e 61 anni, imprenditori, rispettivamente, nel settore della compravendita di autoveicoli e di oggetti preziosi e nella compravendita di immobili, e Daniele Masciari, di 52 anni, titolare di una palestra. I tre arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Saverio Sapia. Per Carlo Francesco Procopi è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre il fratello e Masciari sono stati posti ai domiciliari. Agli arrestati vengono contestati i reati di usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, estorsione e autoriciclaggio. </p>
<p>Il provvedimento è stato adottato all’esito delle investigazioni svolte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, con l’ausilio del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, che hanno consentito di accertare la sussistenza di un’attività di erogazione di prestiti, a tassi usurari, esercitata stabilmente dal principale indagato, nella città di Catanzaro, sin dai primi anni 2000. Di particolare allarme è risultata l’estrema eterogeneità delle vittime per età anagrafica, estrazione sociale e attività lavorativa svolta nonché il modus operandi degli indagati i quali, in almeno due occasioni, hanno imposto la restituzione delle somme date in prestito con violenza e minacce, facendo leva anche sull’accertata contiguità del principale indagato ad ambienti criminali, di cui le persone offese hanno espresso ampia consapevolezza e timore.</p>
<p>Tutte le vittime dei diversi episodi di usura e di estorsione versavano in stato di bisogno derivante dall’ingente mole debitoria o dalla mancanza di liquidità, a volte anche soltanto temporanea, per far fronte anche alle più banali esigenze di vita. I tassi d’interesse accertati nel corso delle investigazioni sono risultati ampiamente al di sopra della soglia di usurarietà, raggiungendo in un caso il 600% su base annua.</p>
<p>Il principale indagato è stato altresì ritenuto gravemente indiziato del delitto di autoriciclaggio, avendo in un’occasione reimpiegato un’auto sottratta ad una vittima nell’attività di vendita di auto da lui gestita. Il provvedimento dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti del principale indagato e degli arresti domiciliari nei confronti degli altri due soggetti di cui è stato accertato, allo stato di gravità indiziaria, il coinvolgimento in due episodi di usura e in un episodio di estorsione. I provvedimenti cautelari sono stati adottati dal GIP, su richiesta dell’Ufficio di Procura, per impedire la reiterazione dei reati e l’inquinamento del quadro probatorio. Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e la definitiva responsabilità penale degli indagati dovrà essere oggetto di vaglio in sede dibattimentale.</p>
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		<title>VIDEO-Reggio Emilia, arresti e perquisizioni per estorsione e usura: coinvolto anche 48enne calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 13:02:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>Circa 60 Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti specialistici del Corpo, nonché del Servizio Centrale sulla Criminalità Organizzata (SCICO) nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa condotta dall’agosto 2024, denominata convenzionalmente “Ottovolante”, coordinata dalla locale Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione ad un’operazione di polizia giudiziaria, nei confronti di 5 soggetti, indagati a vario titolo per aver commesso reati di estorsione, usura e favoreggiamento reale a danno di altri imprenditori locali, in condizioni di gravi difficoltà economiche. 3 le misure cautelari eseguite, di cui 1 ordinanza di custodia cautelare in carcere, 1 misura degli arresti domiciliari, 1 divieto di dimora in tutti i comuni della regione Emilia Romagna. Tra coloro che sono finiti in manette c&#8217;è <strong>Giambattista Di Tinco</strong>, 48 anni, di origini calabresi, amministratore unico della Dg Service, azienda con sede a Calerno di Sant&#8217;Ilario, nella val d&#8217;Enza reggiana, che si occupa di noleggio di furgoni e attrezzature per l&#8217;edilizia.</p>
<p>Le condotte poste in essere dall’imprenditore reggiano, insieme al suo entourage, sono emerse all’esito di complesse attività di indagine svolte dai militari del Gruppo Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che hanno evidenziato numerosi episodi di usura ed estorsione perpetrati a danno di imprenditori locali e non, con la riscossione di interessi usurari per un importo pari a circa 413.000,00 euro, e con l’applicazione di tassi d’usura fino al 177,50% del capitale “prestato”. Le attività d’indagine traggono origine dalle risultanze investigative emerse a seguito dell’esecuzione delle 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite lo scorso 16 agosto 2024, nei confronti di due soggetti di origine calabrese, già posti al vertice del sodalizio criminale interessato dalla precedente operazione “Minefield”, unitamente ad un noto imprenditore reggiano, gravemente indiziati di aver commesso reati di usura ed estorsione aggravata, avendo peraltro riscosso crediti usurari di elevato importo (con interessi di oltre 50 mila euro e pari al capitale ricevuto), fatti contrarre ad un imprenditore di origine campana, in evidenti difficoltà economiche e vittima tra l’altro di minacce e violenze.</p>
<p>Le successive investigazioni esperite hanno consentito di far emergere ulteriori tre soggetti vittime di usura ad opera del medesimo imprenditore reggiano, che continuava a gestire i suoi affari illeciti, fornendo indicazioni operative al suo entourage, operante nella provincia di Reggio Emilia, nonostante fosse sottoposto alla misura dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, successivamente tramutata in arresti domiciliari. Dalle ricostruzioni emerse nel corso delle indagini, le vittime di usura ed estorsione avrebbero contratto complessivamente debiti per oltre 150 mila euro ad ingenti tassi usurari, a fronte dei quali avrebbero dovuto restituire circa 413.000,00 euro di soli interessi usurari, aggravando, pertanto, le proprie condizioni economiche con inevitabili e negative ripercussioni sulle proprie attività imprenditoriali, e turbando fortemente il proprio stato emotivo e psico-fisico. Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a 1 ordinanza di custodia cautelare in carcere, 1 misura degli arresti domiciliari e 1 divieto di dimora in tutta la regione dell’Emilia Romagna, nei confronti degli usurai, con la contestuale esecuzione di perquisizioni personali e locali, sottoponendo, altresì, a sequestro denaro e beni per un valore di circa 413.000,00 euro, quali profitto delle attività illecite.</p>
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