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	<title>Ustica Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Ustica, fake news contro Mattarella: procura di Roma apre inchiesta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ustica-fake-news-contro-mattarella-procura-di-roma-apre-inchiesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 13:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta in relazione alle fake news circolate sui social nelle scorse settimane riguardanti una presunta apposizione del segreto di Stato sulla strage di Ustica da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore capo Francesco Lo Voi, si ipotizzano le accuse di offesa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta in relazione alle fake news circolate sui social nelle scorse settimane riguardanti una presunta apposizione del segreto di Stato sulla strage di Ustica da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.</p>
<p>Nel fascicolo, coordinato dal procuratore capo Francesco Lo Voi, si ipotizzano le accuse di offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica e di diffusione di notizie false. Un’informativa è già stata depositata a piazzale Clodio dagli investigatori che indagano sul caso e, a quanto si apprende, il messaggio fake sarebbe partito dall’Italia.</p>
<p>Lo scorso 30 giugno sul caso era intervenuto anche l’ufficio stampa del Quirinale che aveva sottolineato come il “Presidente della Repubblica non ha alcuna competenza sul segreto di Stato. Il Presidente Mattarella non ha mai pronunciato le parole che gli vengono attribuite” e che “è ignobile e vergognoso far circolare sul web tali menzogne”.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Il Mig libico caduto in Sila e la perizia scomparsa. Misteri di Calabria sulla strage di Ustica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-mig-libico-caduto-in-sila-e-la-perizia-scomparsa-misteri-di-calabria-sulla-strage-di-ustica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 14:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 42 anni dalla strage di Ustica, la sorte del Dc9 Itavia inabissatosi il 27 giugno 1980 resta ancora avvolta dal mistero legato al Mig libico che precipitò sui monti della Sila, nel comune di Castelsilano, in provincia di Crotone. Non è mai stato definitivamente chiarito se quel caccia militare fosse coinvolto nel disastro, precipitando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A 42 anni dalla strage di Ustica, la sorte del Dc9 Itavia inabissatosi il 27 giugno 1980 resta ancora avvolta dal mistero legato al Mig libico che precipitò sui monti della Sila, nel comune di Castelsilano, in provincia di Crotone. Non è mai stato definitivamente chiarito se quel caccia militare fosse coinvolto nel disastro, precipitando lo stesso giorno dopo aver ingaggiato una vera e propria battaglia aerea sui cieli italiani oppure venti giorni più tardi. Sta di fatto che il rinvenimento ufficiale del Mig e del cadavere del pilota che si trovava ai comandi avvenne il 18 luglio 1980, a tre settimane dal disastro di Ustica, in agro di Castelsilano nella località Timpa delle Magare.</p>
<p>La notizia venne data da alcune persone del posto, poi fu il sindaco dell’epoca, Francesco Brisinda, a informare telefonicamente l’appuntato dei carabinieri che comandava la Stazione di Caccuri, territorialmente competente. Il militare, dopo aver immediatamente informato il suo superiore diretto, il comandante della Compagnia di Cirò Marina, si era recato a Timpa delle Magare accertando la presenza dell’aereo in un profondo burrone. Poco dopo erano sopraggiunti il vice pretore onorario della Pretura di Savelli, e l’ufficiale sanitario di Castelsilano, insieme al comandante della squadra di polizia giudiziaria di Crotone. Una stranezza, giacché nessuno si premurò di avvisare la Procura della Repubblica di Crotone. Trattandosi infatti di un incidente occorso a un velivolo militare straniero e quindi di una probabile penetrazione nello spazio aereo italiano, sarebbe stata necessaria la presenza della Procura, a sua volta assistita da un medico legale. </p>
<p>Solo il successivo 22 luglio il capo di gabinetto del ministro della Difesa chiese alla Legione Carabinieri di Catanzaro di interessare la Procura competente al fine di considerare la possibilità di sottoporre ad autopsia la salma del pilota. Il procuratore della Repubblica di Crotone dell’epoca, Elio Costa, dispose l’autopsia sul cadavere, nominando periti i professori Erasmo Rondanelli, primario patologo, e Anselmo Zurlo, primario di medicina legale e cardiologo, entrambi dell’ospedale civile di Crotone. Lo stesso giorno la Procura della Repubblica di Roma chiese, nell’ambito dell’inchiesta concernente il disastro del Dc9 Itavia del 27 giugno precedente, alla stessa Procura di Crotone ogni utile notizia sulla caduta del Mig libico, le conclusioni dei periti in merito all’esame autoptico del pilota – con specifico riferimento alle cause delle lesioni riportate – ed un rapporto dettagliato sulla vicenda.</p>
<p>I due periti affermarono che il cadavere si trovava in avanzato stato di decomposizione. In particolare che la morte si poteva «far risalire a cinque giorni prima e cioè al venerdì 18 luglio ’80» e che la causa della morte era «verosimilmente da attribuirsi alle gravi lesioni traumatiche riportate». Per i periti, inoltre, non esistevano elementi da indurre ad ipotizzare una morte precedente alla caduta dell’aereo. Sta di fatto che subito dopo la consegna della perizia i due professori ebbero delle perplessità sull’epoca della morte giacché alcuni segni tanatologici non consentivano di far risalire la morte a soli cinque giorni prima, ma avrebbero imposto di retrodatarla ad epoca più remota. I due, dopo aver consultato anche dei testi specialistici, decisero di redigere un supplemento alla perizia già consegnata in precedenza. Di quella perizia, tuttavia, non si è trovata traccia negli atti ufficiali dell’inchiesta. </p>
<p>C’è infine da annotare che la Procura della Repubblica di Crotone non ha mai disposto il sequestro del relitto dell’aereo. Il pubblico ministero, quindi, richiese l’archiviazione del procedimento che aveva aperto sul Mig libico emanando, il 31 luglio di quell’anno, un apposito decreto dal momento che a suo giudizio non erano emerse responsabilità, a titolo di dolo o colpa, a carico di alcuno. In quella data, dunque, cessa l’interesse della giustizia crotonese sul caso. Solo nell’agosto successivo, quindi, l’autorità giudiziaria di Crotone rilascia nulla osta, dietro richiesta del Gabinetto della Difesa, alla rimozione dei resti dell’aereo.<br />
(<em>Agi)</em></p>
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		<title>27 giugno 1980/27 giugno 2022: I 42 anni di inchieste giudiziarie sulla strage di Ustica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/27-giugno-1980-27-giugno-2022-i-42-anni-di-inchieste-giudiziarie-sulla-strage-di-ustica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 14:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano a essere senza nome i responsabili della strage della sera del 27 giugno 1980 quando il Dc9 dell&#8217;Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, all&#8217;altezza dell&#8217;isola di Ustica uscì dagli schermi radar e venne dato per disperso. Solo il giorno dopo vennero avvistate le prime vittime che alla fine saranno 81, tutti quelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano a essere senza nome i responsabili della strage della sera del 27 giugno 1980 quando il Dc9 dell&#8217;Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, all&#8217;altezza dell&#8217;isola di Ustica uscì dagli schermi radar e venne dato per disperso. Solo il giorno dopo vennero avvistate le prime vittime che alla fine saranno 81, tutti quelli che erano a bordo.</p>
<p>Le numerose rogatorie internazionali (indirizzate a Usa, Belgio, Germania, Francia e per finire anche al governo transitorio della Libia dopo la caduta del regime di Gheddafi) che la procura di Roma ha avviato negli anni scorsi, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta bis aperta per strage contro ignoti, non hanno consentito di arrivare a risultati concreti: alcuni Paesi hanno fornito informazioni senza alcuna rilevanza penale mentre altri hanno totalmente ignorato la richiesta.</p>
<p>Le tappe principali della vicenda giudiziaria<br />
<strong>GIUGNO &#8217;80</strong> &#8211; Gli atti urgenti dell&#8217;indagine sono affidati al pm di Roma Giorgio Santacroce. Le prime ricostruzioni parlano di cedimento strutturale del velivolo, ma c&#8217;è chi ipotizza che a causare l&#8217;esplosione siano stati una bomba o un missile. &#8211; 18 &#8211;<br />
<strong>LUGLIO &#8217;80</strong> &#8211; Sui monti della Sila, in località Timpa delle Magare, viene ritrovato ufficialmente il relitto di un Mig 23 libico: si pensa che l&#8217;aereo sia precipitato la sera del 27 giugno e abbia avuto un ruolo nella tragedia del Dc9.<br />
<strong>25 NOVEMBRE &#8217;80</strong> &#8211; John Macidfull, esperto dell&#8217;ente Usa per la sicurezza del volo, consegna al magistrato una perizia in cui si rivela la presenza di un caccia sconosciuto accanto al Dc9 al momento dell&#8217;esplosione.</p>
<p><strong>PRIMAVERA &#8217;82</strong> &#8211; La commissione ministeriale scarta l&#8217;ipotesi del cedimento strutturale e sposa quella dell&#8217;esplosione: esterna (missile) o interna (bomba).<br />
<strong>NOVEMBRE &#8217;84</strong> &#8211; Il giudice istruttore Vittorio Bucarelli affida una nuova perizia a una commissione coordinata dall&#8217;ingegner Massimo Blasi. Si decide il recupero del relitto.<br />
<strong>ESTATE &#8217;86 </strong>&#8211; Parte l&#8217;operazione recupero, affidata a due navi e a un sottomarino di una società francese che risultera&#8217; legata ai servizi segreti. </p>
<p><strong>MARZO &#8217;89 </strong>&#8211; La commissione Blasi sposa la tesi del missile.<br />
<strong>PRIMAVERA &#8217;90</strong> &#8211; Due dei cinque esperti della commissione cambiano idea e parlano di bomba.<br />
<strong>LUGLIO &#8217;90</strong> &#8211; Bucarelli, accusato dall&#8217;ex ministro Amato di essere un bugiardo, si dimette. Gli subentra Rosario Priore.<br />
<strong>INVERNO &#8217;92</strong> &#8211; Incriminazione per una settantina tra ufficiali e sottufficiali dell&#8217;Aeronautica militare per depistaggi, distruzione di prove e falso. Per sette generali si profila l&#8217;aggravante dell&#8217;alto tradimento.</p>
<p><strong>LUGLIO &#8217;94</strong> &#8211; Il collegio Misiti parla di un ordigno che sarebbe stato nascosto nella toilette dell&#8217;aereo. Ma i magistrati accusano gli esperti di una serie di errori e snobbano la perizia.<br />
<strong>GIUGNO &#8217;97</strong> &#8211; Sul tavolo di Priore arriva il dossier completo di 17 anni di lavoro: 700 cartelle di analisi sui dati radar e 3.000 pagine di allegati. L&#8217;ipotesi che emerge è quella che il Dc9, la sera dell&#8217;incidente, volò per un&#8217;ora all&#8217;interno di un vero scenario di guerra.<br />
<strong>DICEMBRE &#8217;97</strong> &#8211; Un supplemento di perizia conferma l&#8217;affollamento di velivoli nei cieli italiani la sera della tragedia. Quasi tutti i velivoli in volo quella notte avevano i transponder spenti per evitare di essere identificati. &#8211;<br />
<strong>31 DICEMBRE &#8217;97</strong> &#8211; Si chiude l&#8217;indagine. Priore deposita un milione e mezzo di atti.</p>
<p><strong>31 LUGLIO &#8217;98</strong> &#8211; La Procura formula le sue richieste.<br />
<strong>31 AGOSTO &#8217;99</strong> &#8211; Priore dispone 9 rinvii a giudizio: quattro generali dell&#8217;Aeronautica sono accusati di attentato agli organi costituzionali con l&#8217;aggravante dell&#8217;alto tradimento, cinque devono rispondere di falsa testimonianza.<br />
<strong>24 SETTEMBRE 2000</strong> &#8211; Prima udienza del processo davanti alla terza Corte d&#8217;assise di Roma, presidente Giovanni Muscarà.<br />
<strong>1 DICEMBRE 2000</strong> &#8211; La Corte rimette gli atti ai pm relativamente alle posizioni dei 5 militari accusati di falsa testimonianza: saranno processati con il rito previsto dal nuovo codice di procedura penale. Il processo prosegue per i quattro generali dell&#8217;Aeronautica.<br />
<strong>19 DICEMBRE 2003</strong> &#8211; I pm Erminio Amelio, Maria Monteleone e Vincenzo Roselli chiedono la condanna a sei anni e nove mesi di reclusione, di cui quattro anni da condonare, dei generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri e l&#8217;assoluzione di Corrado Melillo e Zeno Tascio.<br />
<strong>30 APRILE 2004 </strong>&#8211; La seconda Corte d&#8217;assise di Roma derubrica il reato di attentato agli organi costituzionali con l&#8217;aggravante dell&#8217;alto tradimento. Dopo 3 giorni di camera di consiglio, viene disposto il non doversi procedere nei confronti di Bartolucci e Ferri. Assolti Melillo e Tascio.<br />
<strong>15 DICEMBRE 2005 </strong>&#8211; La prima Corte d&#8217;assise d&#8217;appello assolve &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221; i generali dell&#8217;Aeronautica Bertolucci e Ferri dall&#8217;accusa di aver depistato le indagini. I pm annunciano ricorso in Cassazione.<br />
<strong>10 GENNAIO 2007</strong> &#8211; Assoluzione definitiva per Bartolucci e Ferri: la prima sezione penale della Cassazione conferma la sentenza d&#8217;appello e sono quindi esclusi risarcimenti.<br />
<strong>27 GIUGNO 2007</strong> &#8211; 27 anni dopo, i resti del relitto vengono ricomposti nel &#8216;Museo della memoria&#8217; a Bologna.</p>
<p><strong>4 GIUGNO 2008</strong> &#8211; Nel processo per la strage di Ustica &#8220;non e&#8217; mai stato opposto il segreto di Stato&#8221;, &#8220;ne&#8217; risulta che tale vincolo sia stato apposto su atti o documenti inerenti il caso&#8221;. Ad assicurarlo è il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.<br />
<strong>24 MAGGIO 2010</strong> &#8211; In un film inchiesta il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, racconta di un &#8220;aereo francese&#8221; che &#8220;si era messo sotto il Dc9, per non essere intercettato dal radar dell&#8217;aereo libico che stava trasportando Gheddafi. Ad un certo punto lancia un missile per sbaglio, volendo colpire l&#8217;aereo del presidente libico&#8221;.<br />
<strong>1 LUGLIO 2010</strong> &#8211; Il ministero della Giustizia, su richiesta della Procura di Roma, che ha aperto una nuova indagine sulla strage, inoltra quattro rogatorie internazionali negli Stati Uniti, Francia, Belgio e Germania.<br />
<strong>22 NOVEMBRE 2010</strong> &#8211; Aurelio Misiti, presidente della Commissione dell&#8217;inchiesta tecnica sulla strage di Ustica, spiega in una conferenza stampa a Bologna di aver &#8220;individuato l&#8217;esplosione interna come causa della caduta dell&#8217;aereo&#8221;.</p>
<p><strong>17 GIUGNO 2011</strong> &#8211; C&#8217;erano 21 aerei militari in volo (5 sconosciuti, gli altri americani e inglesi) nei cieli di Ustica la notte del 27 giugno 1980. Lo afferma la Nato in un documento ufficiale che il giornalista Andrea Purgatori mostra per la prima volta in un programma di Rai3.<br />
<strong>28 GENNAIO 2013</strong> &#8211; La tesi che fu un missile ad abbattere il Dc9 dell&#8217;Itavia ad Ustica &#8220;è abbondantemente e congruamente motivata&#8221;. Lo afferma la sentenza con la quale la terza sezione civile della Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dal ministero della Difesa e delle Infrastrutture e ribadisce che i parenti delle vittime del disastro vanno risarcite.<br />
<strong>22 OTTOBRE 2013</strong> &#8211; Ancora la Cassazione stabilisce che la Itavia potrebbe essere fallita in seguito alla &#8220;significativa attivita&#8217; di depistaggio&#8221; sviluppatasi attorno al disastro.<br />
<strong>29 GIUGNO 2017</strong> &#8211; La prima sezione civile della corte d&#8217;appello di Palermo boccia il ricorso dell&#8217;Avvocatura dello Stato e nel confermare i risarcimenti stabiliti sei anni prima dal tribunale sancisce che più di 17 milioni di euro siano destinati ai familiari di alcune delle vittime.</p>
<p><strong>22 MAGGIO 2018</strong> &#8211; Le sezioni unite civili della Cassazione stabiliscono un risarcimento di oltre 265 milioni di euro che che i ministeri delle Infrastrutture e della Difesa devono versare alla compagnia aerea Itavia per i danni patiti a seguito del disastro aereo.<br />
<strong>6 DICEMBRE 2018</strong> &#8211; La terza sezione civile della Cassazione ha disposto che vada oltre la somma di 265 milioni di euro il risarcimento che i ministeri di Difesa e Infrastrutture devono a Itavia. Dopo la pronuncia delle sezioni unite relativa al danno per la perdita dell&#8217;aeromobile (escluso perché già coperto da indennizzo assicurativo), la Suprema Corte ha quantificato pure il risarcimento legato al danno da revoca delle concessioni in volo.<br />
(<em>Agi</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/27-giugno-1980-27-giugno-2022-i-42-anni-di-inchieste-giudiziarie-sulla-strage-di-ustica/">27 giugno 1980/27 giugno 2022: I 42 anni di inchieste giudiziarie sulla strage di Ustica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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