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	<title>Unilavoro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2026 10:43:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi), carburante alle stelle, famiglie e agricoltori in difficoltà: In Calabria cresce la protesta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 10:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caro carburante torna a pesare sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori e imprese. A sottolinearlo è Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale di Unilavoro Pmi, che evidenzia come l&#8217;aumento dei costi di benzina e diesel rappresenti un ulteriore aggravio soprattutto in una regione come la Calabria, dove l&#8217;automobile resta per molte persone uno strumento indispensabile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caro carburante torna a pesare sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori e imprese. A sottolinearlo è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale di Unilavoro Pmi</strong>, che evidenzia come l&#8217;aumento dei costi di benzina e diesel rappresenti un ulteriore aggravio soprattutto in una regione come la Calabria, dove l&#8217;automobile resta per molte persone uno strumento indispensabile per gli spostamenti quotidiani. “In Calabria, sottolinea l’imprenditore lametino, per molte famiglie rinunciare all&#8217;auto non è una scelta facilmente praticabile. C&#8217;è chi deve raggiungere ogni giorno il posto di lavoro, chi accompagna i figli a scuola e chi deve affrontare ulteriori spostamenti per attività sportive, musica, ripetizioni o altri impegni extrascolastici. Anche la diffusione dello smart working, che in alcuni casi ha ridotto gli spostamenti casa-lavoro, non ha eliminato il problema: non tutti i lavoratori possono operare da remoto e, per molte attività professionali, la presenza fisica resta indispensabile”.</p>
<p>L&#8217;aumento del prezzo del carburante incide anche sul comparto agricolo. Trattori, macchinari e mezzi utilizzati per il trasporto dei prodotti richiedono infatti un impiego significativo di carburante e l&#8217;incremento dei costi energetici si riflette direttamente sulle spese necessarie per coltivare, raccogliere e distribuire le produzioni. “È in questo contesto, continua Guzzi, che si inserisce la protesta degli agricoltori calabresi, che stanno portando all&#8217;attenzione delle istituzioni il peso crescente dei costi e le difficoltà economiche con cui il settore deve confrontarsi. Il problema non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma un insieme di fattori: dall&#8217;aumento generalizzato dei costi di produzione ai prezzi riconosciuti alle aziende agricole, dai danni provocati dalla fauna selvatica alla concorrenza dei prodotti provenienti dall&#8217;estero”. La mobilitazione degli agricoltori diventa così anche una richiesta di attenzione e di interventi capaci di garantire alle aziende condizioni economiche sostenibili e la possibilità di continuare a operare sul territorio. Un comparto che, soprattutto in Calabria, rappresenta una componente importante dell&#8217;economia regionale. Sul fronte delle famiglie, il caro carburante si inserisce invece in un quadro già caratterizzato dall&#8217;aumento di numerose altre spese. Quando gli spostamenti sono legati al lavoro, alla scuola o alle esigenze dei figli, ridurre i chilometri percorsi non è sempre possibile. Il costo dell&#8217;auto diventa quindi una voce difficilmente comprimibile del bilancio familiare.</p>
<p>“Il tema, prosegue, va ben oltre il semplice prezzo alla pompa. Quando aumentano contemporaneamente il carburante, la spesa alimentare, le utenze, i prodotti per la casa e quelli destinati ai bambini, gli effetti finiscono per sommarsi e ridurre progressivamente le disponibilità economiche delle famiglie”. Una situazione particolarmente delicata per i nuclei nei quali a lavorare è una sola persona e tutte le necessità familiari devono essere sostenute attraverso un unico reddito. In questi casi, anche aumenti contenuti delle singole voci di spesa possono trasformarsi, nel corso dei mesi, in una difficoltà concreta nel far quadrare i conti. “È necessario, conclude Guzzi, mantenere alta l&#8217;attenzione sulle difficoltà che stanno affrontando sia le famiglie sia le imprese agricole. Il costo della mobilità e l&#8217;aumento delle spese quotidiane non sono problemi isolati, ma elementi che incidono sulla capacità di spesa e sulla sostenibilità economica di numerosi nuclei familiari e attività produttive”.</p>
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		<title>Femminicidi, Guzzi: norme da sole non possono cancellare pregiudizi e comportamenti sedimentati nel tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 15:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono notizie che, per quanto drammatiche, rischiano di diventare familiari. Un nome, un volto, una fotografia, una storia raccontata per qualche giorno e poi rapidamente sostituita da un&#8217;altra. Così anche la parola femminicidio rischia di perdere la sua capacità di scuotere le coscienze, proprio mentre continua a raccontare una delle forme più estreme e dolorose della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono notizie che, per quanto drammatiche, rischiano di diventare familiari. Un nome, un volto, una fotografia, una storia raccontata per qualche giorno e poi rapidamente sostituita da un&#8217;altra. Così anche la parola <em>femminicidio</em> rischia di perdere la sua capacità di scuotere le coscienze, proprio mentre continua a raccontare una delle forme più estreme e dolorose della violenza di genere. Ma una donna uccisa perché qualcuno non accetta la sua libertà non può diventare una semplice voce della cronaca. Dietro ogni femminicidio c&#8217;è una domanda che riguarda tutti noi: quanto è davvero cambiata la nostra società? A rispondere con la solita e discreta adeguatezza,<strong> Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, il quale “</strong>il problema non può essere affrontato soltanto quando una donna viene uccisa. A quel punto, troppo spesso, siamo già arrivati alla fine di una storia fatta di segnali, paure, controllo, minacce, umiliazioni e silenzi. Il femminicidio è l&#8217;estremo punto di arrivo di una cultura che, ancora oggi, fatica ad accettare fino in fondo l&#8217;autonomia della donna. Una cultura nella quale il possesso può ancora essere scambiato per amore, la gelosia per attenzione, il controllo per protezione e la separazione per un torto da punire.</p>
<p>E allora i numeri diventano necessari, perché impediscono alla memoria di trasformarsi in abitudine. <strong>Nel 2025, in Italia, 97 donne sono state uccise in casi classificati come femminicidi; 85 di queste sono state uccise in un contesto familiare o affettivo.</strong> Sono numeri che non possono essere archiviati come semplice statistica: sono 97 vite, 97 storie, 97 famiglie costrette a confrontarsi con una perdita irreparabile. E sotto questi numeri esiste una realtà ancora più vasta, fatta di violenze che non arrivano sulle prime pagine dei giornali. Secondo le più recenti rilevazioni ISTAT, <strong>6,4 milioni di donne tra i 16 e i 75 anni hanno subito nel corso della vita una violenza fisica o sessuale</strong>.  Questi numeri raccontano qualcosa che va ben oltre la cronaca. Raccontano, evidenzia l’imprenditore lametino, una società che, nonostante i progressi compiuti sul piano giuridico e sociale, non ha ancora interiorizzato fino in fondo un principio fondamentale: la libertà di una donna non è negoziabile, non è subordinata a una relazione e non può dipendere dalla volontà di un uomo. È davanti a questa realtà che dobbiamo fermarci e riflettere. Non per alimentare l&#8217;ennesima contrapposizione politica, né per trasformare ogni tragedia in uno scontro ideologico, precisa <strong>Guzzi</strong>, ma per provare a comprendere ciò che sta più in profondità. Perché dietro la violenza non ci sono soltanto gesti individuali: esistono modelli culturali, stereotipi, rapporti di potere e convinzioni che possono essere trasmessi, spesso inconsapevolmente, da una generazione all&#8217;altra. Una società può cambiare le proprie leggi anche in tempi relativamente brevi; molto più difficile è trasformare una mentalità costruita nel corso dei secoli. Le norme possono stabilire diritti e sanzioni, ma non possono, da sole, cancellare pregiudizi e comportamenti sedimentati nel tempo. È proprio su questo terreno che dobbiamo intervenire: sulla cultura, sull&#8217;educazione, sul modo in cui insegniamo a riconoscere l&#8217;altro come persona libera e non come proprietà. <strong> </strong></p>
<p>Questi numeri raccontano qualcosa che va oltre la cronaca. Raccontano una società nella quale il concetto di libertà della donna non è ancora completamente acquisito.  È davanti a questa dimensione, ripete, che dobbiamo fermarci, per provare a capire che cosa ci sia oltre la cronaca e oltre le polemiche.  Ogni tragedia rischia infatti di diventare terreno di scontro tra schieramenti, mentre il nodo resta più difficile da affrontare: le norme possono cambiare rapidamente, le abitudini culturali molto meno. Una mentalità sedimentata nel tempo non si modifica con una legge, né con una campagna politica. Bisogna agire con coerenza. Il punto, allora, come già sottolineato, non è alimentare l’ennesima guerra politica né trasformare ogni tragedia in una disputa ideologica. È capire che cosa continua ad alimentarla. Le leggi possono cambiare in tempi relativamente brevi; molto più lentamente cambiano convinzioni, comportamenti e modelli culturali sedimentati nel tempo. È su questo fronte, conclude <strong>Guzzi</strong>, che si gioca la sfida decisiva: senza una trasformazione culturale, anche le norme più avanzate rischiano di lasciare intatte le radici del problema.</p>
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		<title>Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Con la stagione estiva crescono nuove opportunità di lavoro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-con-la-stagione-estiva-crescono-nuove-opportunita-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 11:16:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la stagione estiva crescono le opportunità di lavoro per i giovani. Non solo stagionali. A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, per l quale “Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate aumenta la domanda di personale in numerosi settori, offrendo, soprattutto ai giovani, importanti occasioni di ingresso nel mondo del lavoro. Se da un lato le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la stagione estiva crescono le opportunità di lavoro per i giovani. Non solo stagionali. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pm</strong>i, per l quale “<em>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate aumenta la domanda di personale in numerosi settori, offrendo, soprattutto ai giovani, importanti occasioni di ingresso nel mondo del lavoro. Se da un lato le attività stagionali rappresentano la soluzione più immediata, dall&#8217;altro emergono anche opportunità di impiego che possono trasformarsi in esperienze professionali durature. Il turismo, la ristorazione, gli alberghi, gli stabilimenti balneari e il commercio sono tra i comparti che registrano il maggior numero di assunzioni durante i mesi estivi. Camerieri, baristi, addetti alle vendite, receptionist, animatori turistici e bagnini sono alcune delle figure più richieste. Questi lavori consentono ai giovani di acquisire competenze pratiche, sviluppare capacità relazionali e ottenere una prima esperienza lavorativa”</em>.</p>
<p>Accanto alle occupazioni tipicamente estive, continua l’imprenditore lametino, molte aziende approfittano di questo periodo per selezionare nuovi collaboratori da inserire stabilmente nel proprio organico. Stage, tirocini e contratti di apprendistato rappresentano un&#8217;opportunità concreta per costruire un percorso professionale che prosegue anche dopo la fine della stagione. Le imprese ricercano sempre più giovani motivati, flessibili e con una buona conoscenza delle lingue straniere e degli strumenti digitali. Per questo motivo è importante preparare un curriculum aggiornato, consultare regolarmente le offerte di lavoro e candidarsi con tempestività. Saper cogliere le opportunità al momento giusto può fare la differenza e consentire di vivere un&#8217;esperienza lavorativa utile non solo dal punto di vista economico, ma anche per la crescita personale e professionale.</p>
<p>Esperienze che possono determinare continuità poiché, continua <strong>Guzzi</strong>, la stagione estiva, non rappresenta soltanto un&#8217;occasione per guadagnare durante le vacanze, ma può diventare un vero punto di partenza per il proprio futuro professionale. Con impegno, formazione e spirito di iniziativa, conclude l’imprenditore, molti giovani possono trasformare un&#8217;opportunità temporanea in una carriera stabile e ricca di soddisfazioni.</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-lintelligenza-artificiale-sta-rivoluzionando-il-mercato-del-lavoro-a-livello-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale, trasformando profondamente il modo in cui le persone lavorano e le aziende organizzano le proprie attività. Ad evidenziarlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro PMI, il quale sottolinea “siamo di fronte a una realtà estremamente dinamica e in continua evoluzione, destinata a incidere in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-lintelligenza-artificiale-sta-rivoluzionando-il-mercato-del-lavoro-a-livello-globale/">Guzzi (Unilavoro Pmi): L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale, trasformando profondamente il modo in cui le persone lavorano e le aziende organizzano le proprie attività. Ad evidenziarlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro PMI</strong>, il quale sottolinea “<em>siamo di fronte a una realtà estremamente dinamica e in continua evoluzione, destinata a incidere in maniera significativa sui modelli produttivi e sulle competenze richieste ai lavoratori”.</em> L&#8217;intelligenza artificiale rappresenta una delle più importanti trasformazioni tecnologiche del nostro tempo. Da una parte, evidenzia l’imprenditore lametino, offre opportunità straordinarie in termini di innovazione, efficienza e crescita economica, dall&#8217;altra impone una riflessione seria sugli effetti che potrebbe avere sull&#8217;occupazione e sulla tenuta del sistema sociale.</p>
<p>Secondo Guzzi, il rischio di automazione interessa soprattutto le mansioni ripetitive e standardizzate, più facilmente sostituibili da software avanzati e sistemi intelligenti. Attività amministrative, inserimento dati, assistenza clienti di primo livello e alcune funzioni operative potrebbero essere progressivamente automatizzate, determinando una riduzione della domanda di lavoro in determinati settori. Tuttavia, spiega però Guzzi non bisogna considerare l&#8217;intelligenza artificiale esclusivamente come una minaccia. «<em>Ogni grande rivoluzione tecnologica ha comportato cambiamenti profondi nel mondo del lavoro, ma ha anche generato nuove professioni e nuove opportunità. La vera sfida consiste nel preparare lavoratori e imprese ad affrontare questa transizione, investendo nella formazione e nell&#8217;aggiornamento delle competenze»</em>. L&#8217;avvento dell&#8217;IA, infatti, sta già favorendo la nascita di nuove figure professionali legate all&#8217;analisi dei dati, alla gestione degli algoritmi, alla sicurezza informatica e allo sviluppo di applicazioni intelligenti.</p>
<p>Cresce inoltre la richiesta di competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacità di problem solving, la creatività e l&#8217;adattabilità, qualità che continuano a rappresentare un valore distintivo dell&#8217;apporto umano. Il futuro del lavoro sarà quindi sempre più caratterizzato dall&#8217;interazione tra uomo e tecnologia. La capacità di accompagnare questa trasformazione determinerà non solo la competitività delle imprese, ma anche, conclude Guzzi, la qualità dell&#8217;occupazione e la sostenibilità del sistema economico nei prossimi anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-lintelligenza-artificiale-sta-rivoluzionando-il-mercato-del-lavoro-a-livello-globale/">Guzzi (Unilavoro Pmi): L&#8217;intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mercato del lavoro a livello globale</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Lavoro e fuga dei talenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-lavoro-e-fuga-dei-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia sempre più giovani guardano al futuro con incertezza. Per molti, restare nel proprio Paese significa rinunciare ai sogni, all’indipendenza economica e perfino alla possibilità di costruire una famiglia. Il problema principale riguarda il rapporto ormai squilibrato tra stipendi e costo della vita: i salari restano bassi mentre affitti, bollette e spese quotidiane continuano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia sempre più giovani guardano al futuro con incertezza. Per molti, restare nel proprio Paese significa rinunciare ai sogni, all’indipendenza economica e perfino alla possibilità di costruire una famiglia. Il problema principale riguarda il rapporto ormai squilibrato tra stipendi e costo della vita: i salari restano bassi mentre affitti, bollette e spese quotidiane continuano ad aumentare. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, per il quale “<em>Secondo i dati di Istat e Eurostat, l’Italia è tra i Paesi europei in cui i salari reali sono cresciuti meno negli ultimi decenni. Molti giovani lavorano con contratti precari, part-time involontari o stipendi che non permettono una vera autonomia. In diverse città universitarie e nei grandi centri urbani, inoltre, il costo medio di una stanza o di un piccolo appartamento supera spesso metà dello stipendio mensile di un lavoratore under 30</em>&#8220;.</p>
<p>Questa situazione-  evidenzia l’imprenditore lametino-  ha conseguenze profonde anche sul piano sociale e psicologico. Cresce il numero di ragazzi che scelgono di trasferirsi all’estero alla ricerca di condizioni migliori, stipendi più alti e maggiori opportunità professionali. Il fenomeno della “fuga dei cervelli” continua infatti a coinvolgere migliaia di laureati ogni anno. Ma il problema più grave è forse la perdita di fiducia. Molti giovani non credono più che l’impegno e lo studio possano garantire un futuro stabile. Si sentono poco ascoltati dalla politica e spesso esclusi da un sistema che sembra premiare solo chi possiede già sicurezza economica o conoscenze importanti. La precarietà lavorativa rende difficile fare progetti a lungo termine: comprare una casa, convivere, avere figli diventano obiettivi sempre più lontani. Negli ultimi anni governi e istituzioni hanno annunciato incentivi all’occupazione giovanile e sostegni economici, ma per molti ragazzi questi interventi non sono ancora sufficienti. Servirebbero salari più dignitosi, maggiori investimenti nel lavoro stabile e politiche capaci di rendere accessibile il costo della vita. L’Italia rischia così di perdere una parte fondamentale della sua energia e del suo talento: i giovani.</p>
<p>Senza fiducia nel futuro &#8211; conclude Guzzi- un Paese fatica a crescere. E quando i ragazzi smettono di credere nelle possibilità offerte dal proprio Paese, il problema non riguarda più soltanto il lavoro, ma il futuro stesso della società italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-lavoro-e-fuga-dei-talenti/">Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Lavoro e fuga dei talenti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Panorama imprenditoriale. Verso la digitalizzazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-panorama-imprenditoriale-verso-la-digitalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore di un contesto economico incerto, attraversato da inflazione persistente, consumi rallentati e profonde mutazioni culturali, il tessuto imprenditoriale italiano continua a manifestare una sorprendente capacità di adattamento. Secondo le più recenti analisi sul settore produttivo nazionale, quasi 22mila aziende italiane, si legge, hanno avviato o potenziato la propria presenza online nell’ultimo periodo, segnando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-panorama-imprenditoriale-verso-la-digitalizzazione/">Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Panorama imprenditoriale. Verso la digitalizzazione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore di un contesto economico incerto, attraversato da inflazione persistente, consumi rallentati e profonde mutazioni culturali, il tessuto imprenditoriale italiano continua a manifestare una sorprendente capacità di adattamento. Secondo le più recenti analisi sul settore produttivo nazionale, quasi 22mila aziende italiane, si legge, hanno avviato o potenziato la propria presenza online nell’ultimo periodo, segnando un’accelerazione significativa nel processo di digitalizzazione delle imprese. Un dato che racconta molto più di una semplice transizione tecnologica: dietro la corsa al digitale si cela infatti una trasformazione strutturale dell’intero sistema economico italiano, sospeso tra resilienza e fragilità. Non si tratta soltanto di un aumento di siti web, e-commerce o campagne social. Dietro questa crescita si nasconde un cambiamento più profondo, che coinvolge modelli produttivi, organizzazione del lavoro, relazioni con i consumatori e persino la cultura imprenditoriale italiana. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi,</strong> per il quale “<em>La digitalizzazione, un tempo considerata un’opportunità per pochi settori innovativi, è diventata oggi una necessità trasversale. Dalle piccole botteghe artigiane alle aziende manifatturiere, passando per ristorazione, turismo e servizi professionali, sempre più realtà comprendono che la competitività si gioca anche, e soprattutto, sul terreno digitale. La spinta arriva da più fattori. Da un lato l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, che impone alle imprese di ottimizzare processi e ridurre sprechi. Dall’altro, il cambiamento delle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso acquisti online, pagamenti digitali e servizi immediati. In mezzo, una competizione globale che obbliga anche le aziende più tradizionali a ripensare il proprio posizionamento. Eppure, sottolinea l’imprenditore lametino, la crescita del digitale non basta a risolvere i problemi storici delle imprese italiane. Molte piccole aziende fanno ancora i conti con difficoltà economiche, scarse infrastrutture e poca formazione tecnologica. Nel Sud e nelle aree interne, inoltre, il divario digitale resta ancora forte. Il risultato è un’Italia produttiva che procede a doppia velocità: da una parte aziende capaci di innovare rapidamente, investendo in e-commerce, automazione, intelligenza artificiale e marketing digitale; dall’altra realtà che faticano a sostenere i costi della trasformazione o che rischiano di essere escluse da un mercato sempre più connesso&#8221;</em>.</p>
<p>Secondo gli osservatori economici, <em>&#8220;il vero nodo dei prossimi anni sarà proprio questo: trasformare la digitalizzazione da risposta emergenziale a leva strutturale di crescita. Per farlo,</em> evidenzia Guzzi<em>, serviranno investimenti stabili, formazione continua e politiche industriali capaci di accompagnare le imprese nella transizione. Anche perché il cambiamento non riguarda soltanto la tecnologia. Cambia il rapporto con i clienti, cambia il modo di lavorare, cambia la percezione stessa dell’impresa. Oggi essere online significa costruire identità, credibilità e relazioni. Significa dialogare con mercati più ampi, ma anche affrontare nuove sfide legate alla sicurezza informatica, alla sostenibilità e alla velocità dell’innovazione&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Nel cuore di una congiuntura complessa, </em>conclude Guzzi<em>, la crescita digitale delle imprese italiane racconta dunque un Paese che prova a reinventarsi. Un sistema produttivo fragile ma ancora vitale, che nella trasformazione tecnologica cerca non solo strumenti per sopravvivere, ma anche una possibile traiettoria di rilancio&#8221;</em>.</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Rincari 2026, energia e alimentari mettono in difficoltà le famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:07:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 il caro vita torna a pesare con forza sui bilanci delle famiglie italiane. Nonostante un’inflazione generale relativamente contenuta, l’aumento dei prezzi nei settori essenziali, energia, trasporti e soprattutto alimentari, sta determinando una pressione crescente, con effetti particolarmente gravi sui nuclei a reddito medio-basso. Secondo le stime più recenti, l’incremento della spesa annua per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2026 il caro vita torna a pesare con forza sui bilanci delle famiglie italiane. Nonostante un’inflazione generale relativamente contenuta, l’aumento dei prezzi nei settori essenziali, energia, trasporti e soprattutto alimentari, sta determinando una pressione crescente, con effetti particolarmente gravi sui nuclei a reddito medio-basso. Secondo le stime più recenti, l’incremento della spesa annua per famiglia si colloca tra i 600 e oltre 800 euro, con una media di circa 670 euro. Una cifra significativa, che si inserisce in un contesto di rincari diffusi e persistenti, destinati a incidere sulla capacità di spesa e sul tenore di vita. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra infatti aumenti superiori al 2%, con picchi ancora più elevati per gli alimentari freschi e non lavorati. In particolare, i prezzi del cibo continuano a salire più dell’inflazione media, con incrementi attorno al +2,5% su base annua. Questo significa che, anche in presenza di dati macroeconomici relativamente stabili, le famiglie percepiscono un forte aumento del costo della vita.  A incidere ulteriormente è il costo dell’energia, tornato a crescere nel 2026 dopo una fase di rallentamento. Le tensioni geopolitiche internazionali, insieme alla volatilità dei mercati di gas e petrolio, continuano a riflettersi sulle bollette e sui costi di produzione e trasporto. Il risultato, evidenzia <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, è un effetto a catena: energia più cara significa trasporti più costosi e, di conseguenza, rincari lungo tutta la filiera, fino agli scaffali dei supermercati.</p>
<p>Il quadro che emerge è quello di una “paralisi silenziosa”: non si tratta di un’inflazione fuori controllo, ma di aumenti diffusi e persistenti che incidono soprattutto i consumi quotidiani. A pagare il prezzo più alto sono i nuclei con redditi medio-bassi, che destinano una quota maggiore del proprio budget a beni essenziali. Per queste famiglie, anche aumenti relativamente contenuti si traducono in rinunce concrete: meno consumi, minore risparmio e maggiore vulnerabilità economica.</p>
<p>Le associazioni dei consumatori segnalano infatti che il costo della vita cresce più rapidamente dei salari, ampliando le disuguaglianze. Senza un rafforzamento dei redditi e interventi mirati su energia e beni essenziali, conclude <strong>Guzzi</strong>, il rischio è quello di una stagnazione dei consumi e di un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche per una parte significativa della popolazione.</p>
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		<title>Rosi, la gattina di Tor Tre Teste a Roma: Guzzi &#8220;caso che interroga la coscienza collettiva&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 06:55:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti conoscono Rosi, né sono a conoscenza della drammatica vicenda in cui, suo malgrado, è stata coinvolta. Eppure, la sua storia merita di essere raccontata. Non solo per dovere di cronaca, ma perché impone una riflessione profonda sulle contraddizioni e sulle derive della nostra società. Rosi è una gattina appartenente a una colonia felina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti conoscono Rosi, né sono a conoscenza della drammatica vicenda in cui, suo malgrado, è stata coinvolta. Eppure, la sua storia merita di essere raccontata. Non solo per dovere di cronaca, ma perché impone una riflessione profonda sulle contraddizioni e sulle derive della nostra società. Rosi è una gattina appartenente a una colonia felina di Tor Tre Teste, a Roma. Qualche giorno fa è stata ritrovata in condizioni disperate: agonizzante, con gravi lesioni e segni evidenti di violenza. Soccorsa tempestivamente, è stata sottoposta a cure veterinarie urgenti. Il quadro clinico resta ancora estremamente delicato, con prognosi riservata. Le prime ipotesi sono agghiaccianti: si sospetta che l’animale sia stato vittima di abusi intenzionali. Un atto di crudeltà che, se confermato, supererebbe ogni limite di umanità. L’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ha già presentato un esposto alle autorità competenti, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati e perseguiti.</p>
<p>Non si tratta- sottolinea Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi- di un episodio isolato. Sempre più frequentemente emergono casi di maltrattamento animale che rivelano un disagio sociale profondo, fatto di violenza gratuita, frustrazione e perdita di empatia. Atti di estrema crudeltà, che non possono essere liquidati come semplici devianze individuali, ma che interrogano l’intera collettività. La vicenda di Rosi diventa, in un periodo già molto complicato, simbolo di una realtà più ampia e inquietante: quella di una società che fatica a riconoscere il valore della vita, anche nelle sue forme più fragili. Violenza, inciviltà, indifferenza: sono questi i segnali di un malessere che richiede risposte urgenti. Servono, continua l’imprenditore lametino, leggi più efficaci e pene realmente dissuasive. È necessario investire nell’educazione, nella cultura del rispetto, nella sensibilizzazione fin dall’infanzia. Perché il modo in cui trattiamo gli animali è lo specchio più autentico della nostra umanità.</p>
<p>Di fronte a fatti così gravi, diventa necessario che le istituzioni, insieme, trovino presupposti chiari e linee guida concrete su cui intervenire. Servono pene più severe e realmente applicate, capaci di avere un effetto deterrente. La letteratura scientifica ci insegna che chi è crudele con gli animali, rappresenta una minaccia anche per i bambini e per le persone più fragili. Ignorare questi segnali significa sottovalutare un problema che riguarda la sicurezza e il benessere dell’intera società. Non è più tempo di tolleranza. Chi supera quel limite oggi- conclude Guzzi-, può spingersi oltre domani.</p>
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		<title>Transizione tecnologica, Guzzi (Unilavoro Pmi): Potrebbe determinare nuova disoccupazione strutturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:36:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>InvestCloud, filiale italiana del gruppo Usa, specializzata in software, specie nella gestione patrimoniale, con sede a Porto Margherita, nel veneziano, ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi dipendenti per cessazione dell’attività. Ha comunicato la sua decisione ai sindacati, motivandola, si legge, con un nuovo modello organizzativo del gruppo statunitense, basato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>InvestCloud, filiale italiana del gruppo Usa, specializzata in software, specie nella gestione patrimoniale, con sede a Porto Margherita, nel veneziano, ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi dipendenti per cessazione dell’attività. Ha comunicato la sua decisione ai sindacati, motivandola, si legge, con un nuovo modello organizzativo del gruppo statunitense, basato su sistemi integrati con l’intelligenza artificiale che “<em>non prevede il mantenimento di strutture autonome”.</em> La lettera di licenziamento, arrivata come un fulmine a ciel sereno, ha lasciato sgomenti tutti i dipendenti, che saranno costretti ad affrontare iter complessi e molto impegnativi. A focalizzare l’attenzione su questa situazione critica, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, </strong>a parere del  quale <em>“l’avanzata dell’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mondo del lavoro. Se da un lato promette maggiore produttività e nuovi modelli di sviluppo economico, dall’altro solleva interrogativi sempre più pressanti sul futuro dell’occupazione. Si discute se la nuova transazione tecnologica possa generare una nuova forma di disoccupazione strutturale. Molto probabile”.</em></p>
<p><em>“Negli ultimi anni &#8211;  </em>evidenzia l’imprenditore lametino<em>&#8211;  l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese è cresciuta rapidamente, anche se in modo disomogeneo. Cresce, ma il suo utilizzo non sfonda ancora. In Italia, si legge ad esempio, solo l’11,4% delle aziende utilizza stabilmente sistemi di IA nei propri processi produttivi, ma una su cinque prevede di investire in queste tecnologie entro il 2027. I lavori più vulnerabili sono quelli caratterizzati da compiti ripetitivi o fortemente digitalizzati, come attività amministrative, segreteria, supporto d’ufficio e servizi finanziari”. </em></p>
<p>&#8220;<em>Allo stesso tempo -precisa Guzzi &#8211;  professioni che richiedono creatività, capacità relazionali, o decisioni complesse risultano meno, facilmente, sostituibili. Per evitare che la transazione digitale produca una nuova disoccupazione di massa, molti esperti, attenti a monitorare la situazione, sottolineano la necessità di investire in formazione continua, politiche attive del lavoro e sistemi di protezione sociale. Solo attraverso queste misure, e attraverso una rete di rapporti tra tutte le organizzazioni sarà possibile accompagnare tutti i lavoratori nella trasformazione del mercato del lavoro&#8221;</em>&#8211; conclude il Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi.</p>
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		<title>“Violenza è frontiera tra civiltà e barbarie&#8221;, Guzzi: anche l&#8217;8 marzo parole Papa Leone toccano coscienza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/violenza-e-frontiera-tra-civilta-e-barbarie-guzzi-anche-l8-marzo-parole-papa-leone-toccano-coscienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 14:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Papa Leone]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro tempo è segnato da un clima di crescente tensione, e da episodi di violenza sempre più frequenti. Un contesto surreale e preoccupante, in cui spesso il potere dei più forti sembra prevalere sui diritti degli altri, dove il valore del rispetto rischia di essere messo in secondo piano e la dignità delle persone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/violenza-e-frontiera-tra-civilta-e-barbarie-guzzi-anche-l8-marzo-parole-papa-leone-toccano-coscienza/">“Violenza è frontiera tra civiltà e barbarie&#8221;, Guzzi: anche l&#8217;8 marzo parole Papa Leone toccano coscienza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Il nostro tempo è segnato da un clima di crescente tensione, e da episodi di violenza sempre più frequenti. Un contesto surreale e preoccupante, in cui spesso il potere dei più forti sembra prevalere sui diritti degli altri, dove il valore del rispetto rischia di essere messo in secondo piano e la dignità delle persone calpestata senza pietà. In questa dimensione, dai contorni onirici, assurdi e ingiustificabili, assume un profondo significato l’intervento di Papa Leone, il quale, nel sottolineare la pericolosità della violenza, ha invitato a non sottovalutarla. Non solo questo. Con la consueta e straordinaria attitudine al bene e alla sana rettitudine, ha rivolto un invito a riconoscere ogni forma di violenza e a denunciarla “<em>La violenza è la frontiera che divide la civiltà dalla barbarie. Non bisogna mai sottovalutarla, né avere paura di denunciarla. Vale lo stesso per quel clima giustificazionista che attenua ogni responsabilità. Camminare insieme nel rispetto reciproco della propria umanità, non è un sogno, ma l’unica realtà possibile per costruire un mondo di luce per tutti”</em>. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla responsabilità individuale e collettiva di denunciare soprusi, abusi e comportamenti aggressivi che minano la convivenza civile. Un appello che si inserisce nel solco dei ripetuti richiami della Chiesa alla <em>“tutela della dignità umana” e alla “costruzione di una società fondata sul rispetto reciproco”</em>. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">Le parole del Papa arrivano in un momento in cui il dibattito pubblico è sempre più attraversato da toni accesi e da episodi che mettono in discussione i principi fondamentali della convivenza. Per questo il suo intervento suona come un monito: la violenza non può essere normalizzata né tollerata, e ogni cittadino è chiamato a fare la propria parte per contrastarla. A sottolineare l’importanza e il valore di queste parole, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">il quale “<em>Riconoscere e denunciare atti violenza e di sopruso, non è solo un atto di coraggio, ma un gesto di responsabilità civile. Questa ricorrenza, nata per rivendicare diritti, dignità e uguaglianza, invita anche a una riflessione più ampia: ogni forma di violenza che umilia l’essere umano, e persino quella che si abbatte sugli animali e sul creato, nasce dalla stessa radice culturale, quella dell’indifferenza, del dominio, del silenzio, e in alcuni casi, del potere coercitivo. Ogni violenza inflitta a una donna, ad un animale, o peggio ancora ad un bambino, non è solo violazione, ma anche profanazione. </em></span></span></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">La lotta contro la violenza, dunque, non può essere parziale. Non riguarda soltanto le statistiche sui femminicidi o i casi di cronaca che scuotono l’opinione pubblica. Riguarda un cambiamento culturale più profondo: riconoscere che ogni vita merita rispetto. Le donne, storicamente, sono state tra le prime vittime di questa cultura della sopraffazione. Ma la stessa logica colpisce chi è fragile, chi è diverso, chi non ha voce: bambini, anziani, minoranze, e perfino gli animali, spesso vittime silenziose di maltrattamenti e sfruttamento. Essere spettatori di violenze, di abusi, di prepotenze, di offese, di umiliazioni, di accuse, di aggressioni fisiche e verbali tende a desensibilizzare tutti alla violenza tout court. Denunciare- </span></span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">conclude Guzzi</span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;">&#8211;  è l’unica salvezza&#8221;.</span></span></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/violenza-e-frontiera-tra-civilta-e-barbarie-guzzi-anche-l8-marzo-parole-papa-leone-toccano-coscienza/">“Violenza è frontiera tra civiltà e barbarie&#8221;, Guzzi: anche l&#8217;8 marzo parole Papa Leone toccano coscienza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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