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	<title>umani Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 08:44:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Catanzaro, resti umani nei pressi di un&#8217;abitazione a Germaneto: indaga la Procura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-resti-umani-nei-pressi-di-unabitazione-a-germaneto-indaga-la-procura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito del ritrovamento dei resti di un corpo nei pressi di un&#8217;abitazione privata a Catanzaro, la Procura della Repubblica del capoluogo ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine . La scoperta del cadavere è avvenuta nel quartiere Germaneto lo scorso venerdì. Gli agenti delle Squadre volanti della Questura di Catanzaro si trovavano in perlustrazione nell&#8217;area alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del ritrovamento dei resti di un corpo nei pressi di un&#8217;abitazione privata a Catanzaro, la Procura della Repubblica del capoluogo ha aperto un fascicolo d&#8217;indagine . La scoperta del cadavere è avvenuta nel quartiere Germaneto lo scorso venerdì.</p>
<p id="ob">Gli agenti delle Squadre volanti della Questura di Catanzaro si trovavano in perlustrazione nell&#8217;area alla ricerca del proprietario della casa, di cui i familiari avevano denunciato la scomparsa, quando si sono imbattuti nei resti. Non è ancora chiaro se si tratti della stessa persona.</p>
<p>La Procura ha infatti aperto un fascicolo d&#8217;indagine, al momento contro ignoti e senza ipotesi di reato, per eseguire gli accertamenti tecnici irripetibili sul corpo. Le indagini, delegate alla Squadra mobile della Questura di Catanzaro, sono volte all&#8217;identificazione e a comprendere circostante e cause del decesso.</p>
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		<title>Crotone, associazione a delinquere per traffico di esseri umani: arrestato pericoloso latitante nigeriano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-associazione-a-delinquere-per-traffico-di-esseri-umani-arrestato-pericoloso-latitante-nigeriano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 15:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dell’attività di intensificazione del contrasto all’immigrazione clandestina disposta dal Questore di Crotone Panvino, i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione e della Squadra Mobile, nelle scorse ore, hanno tratto in arresto in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo un cittadino nigeriano latitante A.D. di 41 anni 1983, leader del gruppo criminale denominato “ARROW BAGA &#8211; Supremes [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dell’attività di intensificazione del contrasto all’immigrazione clandestina disposta dal Questore di Crotone Panvino, i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione e della Squadra Mobile, nelle scorse ore, hanno tratto in arresto in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo un cittadino nigeriano latitante A.D. di 41 anni 1983, leader del gruppo criminale denominato “ARROW BAGA &#8211; Supremes Vikings” attivo da diversi anni in Francia. In particolare i poliziotti impegnati da tempo in servizi specifici di contrasto volti a disarticolare organizzazioni criminali dedite al favoreggiamento dell’immigrazione nel territorio nazionale hanno individuato il cittadino nei pressi della Questura di Crotone, luogo abituale di sosta di cittadini stranieri in attesa di regolarizzare le loro posizioni sul territorio, il quale alla vista degli operatori, si mostrava insofferente e cercava di allontanarsi al fine di eludere un possibile controllo. Insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, i poliziotti intimavano l’alt ed effettuavano i dovuti controlli volti a verificare la posizione giuridica sul territorio nazionale del cittadino straniero.</p>
<p>A seguito degli approfondimenti esperiti emergeva che l’uomo si era sottratto volontariamente dal 2023 ad un Mandato di Arresto Europeo relativo alla condanna a 10 anni di reclusione emessa dal Tribunale di Marsiglia in Francia, per i reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, estorsione e violenza sessuale. Emergeva, inoltre, che l’uomo fosse il leader di una pericolosa associazione criminale nigeriana denominata ARROW BAGA &#8211; Supremes Vikings, attiva da diversi anni a Marsiglia, i cui membri si sono resi responsabili di vari reati, quali tratta di esseri umani, estorsioni, furti, sfruttamento della prostituzione e violenze sessuali anche attraverso l’utilizzo di armi.</p>
<p>Alla luce delle attività effettuate, si è proceduto, quindi, all’arresto ai fini estradizionali del soggetto che è stato immediatamente tradotto e in carcere e posto a disposizione della Corte d’Appello di Catanzaro.</p>
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		<title>San Luca, sono umani i resti ritrovati nel fuoristrada bruciato di Antonio Strangio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/san-luca-sono-umani-i-resti-ritrovati-nel-fuoristrada-bruciato-di-antonio-strangio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 09:57:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si fa strada l&#8217;ipotesi secondo cui i resti rinvenuti all&#8217;interno dell&#8217;auto carbonizzata di proprietà di Antonio Strangio, allevatore 42enne di San Luca (Reggio Calabria), di cui non si hanno notizie da almeno 5 giorni, possano essere di natura umana e non animale, come ipotizzato in un primo momento. A sciogliere ogni dubbio saranno, tuttavia, gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa strada l&#8217;ipotesi secondo cui i resti rinvenuti all&#8217;interno dell&#8217;auto carbonizzata di proprietà di <strong>Antonio Strangio</strong>, allevatore 42enne di San Luca (Reggio Calabria), di cui non si hanno notizie da almeno 5 giorni, possano essere di natura umana e non animale, come ipotizzato in un primo momento. A sciogliere ogni dubbio saranno, tuttavia, gli accertamenti del Ris di Messina sul Dna, disposti dalla Procura di Locri dopo il sequestro della vettura. L&#8217;auto, un fuoristrada, era stata ritrovata nei giorni scorsi dai carabinieri della Compagnia di Bianco in una zona di campagna della Locride, completamente distrutta da un incendio. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista.</p>
<p>La misteriosa sparizione di Strangio fa tornare lo spauracchio degli anni più bui nella Locride. L&#8217;uomo, infatti, è il figlio di Giuseppe Strangio, boss dell‘ndrangheta tra gli &#8216;specialisti dei sequestri&#8217; nella stagione dei rapimenti eccellenti che funestò la Locride tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90.</p>
<p>Peppe Strangio fu tra gli autori, tra gli altri, del rapimento di Cesare Casella, all&#8217;epoca poco più che 18enne, sequestrato a Pavia il 18 gennaio 1988 per essere portato sui monti dell&#8217;Aspromonte, e liberato soltanto a dicembre dell&#8217;anno successivo dietro il pagamento di un riscatto. Fu proprio Peppe Strangio, evaso dal carcere di Lecce dopo un permesso premio e rimasto ferito in un conflitto a fuoco con i carabinieri dei Gis prima di essere arrestato, a lanciare un appello dall&#8217;ospedale per il suo rilascio. Ora il giallo della sparizione del figlio Antonio turba la tranquillità dei paesi della Locride, facendo temere per un nuovo conflitto armato tra famiglie rivali dopo il periodo di relativa quiete seguito alla strage di Duisburg del 2007.</p>
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		<item>
		<title>Resti umani sulla spiaggia a Santa Maria di Ricadi, stesse calze e scarpa di quelli di Capaccio Paestum</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/resti-umani-sulla-spiaggia-a-santa-maria-di-ricadi-stesse-calze-e-scarpa-di-quelli-di-capaccio-paestum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 19:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio, sulla spiaggia Santa Maria di Ricadi, a sud del promontorio di Capo Vaticano in Calabria, sono state rinvenute ossa umane, restituite dalle onde del mare dopo il maltempo: si tratta, nello specifico, di un piede sinistro, ancora infilato in calzettone e scarpa, uguali a quelli ritrovati domenica mattina a Capaccio Paestum, sulla spiaggia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio, sulla spiaggia <strong>Santa Maria di Ricadi</strong>, a sud del promontorio di Capo Vaticano in <strong>Calabria</strong>, sono state rinvenute ossa umane, restituite dalle onde del mare dopo il maltempo: si tratta, nello specifico, di un piede sinistro, ancora infilato in calzettone e scarpa, uguali a quelli ritrovati domenica mattina a <strong>Capaccio Paestum</strong>, sulla spiaggia di Licinella (<em>nell&#8217;immagine</em>). Si tratta, dunque, con ogni probabilità dell&#8217;altro arto mutilato della stessa persona: sulla costa cilentana era stato infatti trovato il piede destro. Anche qui, i carabinieri di Spilinga hanno proceduto a prelevare i resti su ordine della Procura di Vibo Valentia.</p>
<p><strong>Capaccio Paestum, il giallo dei resti umani: si cerca tra gli scomparsi in attesa del dna</strong><br />
Si lavora su più fronti nella speranza che si possa arrivare in tempi brevi ad identificare la vittima. Al momento le ipotesi sono molteplici. Potrebbe trattarsi di una vittima di omicidio o di una persona annegata in altre circostanze.</p>
<p>La presenza di un calzino e di una scarpa sportiva relativamente ben conservati, nonostante l’azione del mare, suggerisce che i resti possano appartenere a una persona deceduta di recente. Non è esclusa l’ipotesi che si tratti di un migrante morto nel Mediterraneo durante una traversata verso l’Italia.</p>
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		<item>
		<title>Feti umani ritrovati in barili industriali in capannone industriale, indaga la Procura nel massimo riserbo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/feti-umani-ritrovati-in-barili-industriali-in-capannone-industriale-indaga-la-procura-nel-massimo-riserbo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 16:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Feti conservati all&#8217;interno di alcuni fusti gialli, etichettati con il simbolo dei rifiuti biologici speciali e abbandonati in un capannone della zona industriale di Granarolo, nel Bolognese. È quanto ha scoperto la squadra Mobile di Bologna mercoledì sera appena arrivata nel magazzino, dopo essere stata chiamata da un ragazzo che recupera ferro e vecchi materiali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Feti conservati all&#8217;interno di alcuni fusti gialli, etichettati con il simbolo dei rifiuti biologici speciali e abbandonati in un capannone della zona industriale di Granarolo, nel Bolognese.</p>
<p>È quanto ha scoperto la squadra Mobile di Bologna mercoledì sera appena arrivata nel magazzino, dopo essere stata chiamata da un ragazzo che recupera ferro e vecchi materiali nelle aziende della zona. Il ragazzo che ha fatto il macabro ritrovamento, era stato a sua volta chiamato dal titolare di una ditta che si occupa di svuotare cantine e magazzini. Gli investigatori, coordinati dalla Procura, hanno subito avviato le indagini nel massimo riserbo.</p>
<p>L&#8217;area, dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco del Nucleo Nbcr, è stata messa sotto sequestro, così come i fusti. E&#8217; intervenuta anche la Scientifica. I resti sono immersi in un liquido che potrebbe essere formaldeide oppure un&#8217;altra sostanza per la conservazione medica dei corpi. </p>
<p>Gli investigatori, a quanto si apprende, hanno già iniziato a sentire i primi testimoni per ricostruire la vicenda e capire la provenienza dei barili. Dai primi accertamenti proverrebbero da una struttura universitaria, una biblioteca di anatomia, che probabilmente li conservava per motivi di studio e<br />
di ricerca. Alcuni anni fa ci fu una ristrutturazione con sgombero dei locali ed è stato in quell&#8217;occasione che i contenitori furono trasportati nel<br />
capannone di una ditta di traslochi, dove sarebbero rimasti fino ad ora. La Procura ha convalidato il sequestro, ipotizzando provvisoriamente, in attesa di comprendere meglio i termini della vicenda, un reato legato all&#8217;illecito trattamento di rifiuti speciali. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)<br />
(<em>immagine: IlRestodelCarlino</em>)</p>
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		<item>
		<title>Resti umani trovati in un bosco di Oleggio: sono di un operaio scomparso 20 anni, ma il caso è ormai chiuso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/resti-umani-trovati-in-un-bosco-di-oleggio-sono-di-un-operaio-scomparso-20-anni-ma-il-caso-e-ormai-chiuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 11:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Sow]]></category>
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		<category><![CDATA[Rocco Fedele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono di Mohamed Sow, operaio senegalese scomparso 20 anni fa, i resti trovati ad aprile nei boschi di Oleggio, in provincia di Novara. Lo rende noto la Procura di Verbania. Per la scomparsa dell&#8217;operaio furono indagati i titolari della &#8216;Pulimetal&#8217;, dove lavorava. Accusati di omicidio, vennero assolti. La svolta, grazie alle analisi dei Laboratori di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono di Mohamed Sow, operaio senegalese scomparso 20 anni fa, i resti trovati ad aprile nei boschi di Oleggio, in provincia di Novara. Lo rende noto la Procura di Verbania. Per la scomparsa dell&#8217;operaio furono indagati i titolari della &#8216;Pulimetal&#8217;, dove lavorava. Accusati di omicidio, vennero assolti. La svolta, grazie alle analisi dei Laboratori di antropologia e odontologia forense dell&#8217;Università di Milano, non consentirà di riaprire il caso. L&#8217;imputato assolto o prosciolto con sentenza irrevocabile &#8211; ricorda la procura &#8211; non può &#8220;essere sottoposto a procedimento penale per il medesimo fatto, neppure diversamente qualificato o circostanziato&#8221;.</p>
<p>Il giovane, arrivato in Italia nel 1998, lavorava in un&#8217;azienda di pulitura metalli di proprietà di due calabresi di Taurianova, Rocco Fedele e Domenico Rettura. Proprio su di loro si erano concentrate le indagini.</p>
<p>Il pm di Verbania Fabrizio Argentieri li aveva accusati di omicidio e occultamento di cadavere, ma dopo ben 7 processi, nel 2014 arrivò l&#8217;assoluzione in via definitiva. Proprio il mancato ritrovamento del cadavere era stato decisivo per il mancato accoglimento dell&#8217;impianto accusatorio della procura, che sosteneva che i due datori di lavoro avessero ucciso il giovane che si sarebbe reso protagonista di una protesta per il mancato rispetto degli accordi sulla sua retribuzione.</p>
<p>Secondo gli inquirenti Rettura e Fedele avrebbero ucciso Sow e ne avrebbero fatto sparire il cadavere, che però non era stato mai ritrovato. La perizia giunta a conclusione conferma questa ipotesi, ma tutto questo non basterà a rendere giustizia al ragazzo africano: l&#8217;assoluzione definitiva rende impossibile la riapertura del processo. Nel frattempo i due imprenditori hanno chiuso l&#8217;azienda nel novarese e sono tornati in Calabria. Qui nel 2017 sono stati arrestati nell&#8217;ambito di una maxi operazione contro la &#8216;ndrangheta e sono rimasti ristretti ai domiciliari fino a pochi mesi fa.</p>
<p>(<strong>fonte: La Repubblica.it</strong>)</p>
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