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	<title>ultras Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 07:48:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Arresto differito per ultras già sottoposto a Daspo durante l’incontro di calcio Reggina-Acireale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 23 marzo scorso, all’indomani dell’incontro valido per la 28ª giornata del campionato di calcio di Serie D – Girone I tra A.S. Reggina 1914 e S.S.D. Città di Acireale 1946, la Polizia di Stato, al termine di attività investigativa, ha proceduto all’arresto in flagranza differita di un tifoso locale di 33 anni. L’uomo, già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 marzo scorso, all’indomani dell’incontro valido per la 28ª giornata del campionato di calcio di Serie D – Girone I tra A.S. Reggina 1914 e S.S.D. Città di Acireale 1946, la Polizia di Stato, al termine di attività investigativa, ha proceduto all’arresto in flagranza differita di un tifoso locale di 33 anni.</p>
<p>L’uomo, già destinatario di un provvedimento di D.A.SPO. con obbligo di firma presso gli uffici di polizia giudiziaria — emesso dal Questore di Reggio Calabria Paolo Sirna e in vigore fino a maggio 2029 — non solo non aveva rispettato le prescrizioni imposte, ma era riuscito ad accedere abusivamente agli spalti della “Curva Sud” dello stadio “<em>Oreste Granillo</em>” per assistere alla suddetta gara, allontanandosi subito dopo il termine dell’incontro.</p>
<p>Il tifoso, nei cui confronti sono ancora in corso le indagini preliminari e per il quale vige, dunque, il principio di non colpevolezza, in sede di convalida dell’arresto, operato dalla DIGOS di Reggio Calabria, dopo esser stato rimesso nuovamente in libertà, è stato, dunque, sottoposto dall’Autorità Giudiziaria all’obbligo di firma quotidiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cosenza indagine chiusa sulla morte dell&#8217;ultras &#8220;Uccello&#8221;: 4 indagati per omicidio colposo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-indagine-chiusa-sulla-morte-dellultras-uccello-4-indagati-per-omicidio-colposo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 06:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[indagine indagati]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Iaccino]]></category>
		<category><![CDATA[ultras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono quattro le persone finire nel registro degli indagati ad opera della Procura della Repubblica di Cosenza per la morte di Salvatore Iaccino &#8211; figura storica del tifo rossoblù conosciuta da tutti come “Uccello”- trovato senza vita lo scorso 17 febbraio nella clinica &#8220;Villa degli Oleandri&#8221; per pazienti psichiatrici a Mendicino. Adesso la Procura, dopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quattro le persone finire nel registro degli indagati ad opera della Procura della Repubblica di Cosenza per la morte di Salvatore Iaccino &#8211; figura storica del tifo rossoblù conosciuta da tutti come “<strong>Uccello</strong>”- trovato senza vita lo scorso 17 febbraio nella clinica &#8220;Villa degli Oleandri&#8221; per pazienti psichiatrici a Mendicino.</p>
<p>Adesso la Procura, dopo aver chiuso le indagini, ha iscritto tra gli indagati tre operatori socio-sanitari e la direttrice della clinica, con l&#8217;ipotesi di accusa di omicidio colposo in quanto ognuno nella rispettiva professione sanitaria non hanno impedito un evento che avevano l&#8217;obbligo di impedire.</p>
<p>Gli indagati sono difesi dall&#8217;avvocato Innocenzo Palazzo mentre i familiari di Iaccino sono rappresentati dagli avvocati Maurizio Nucci, Mattia Caruso, Cristian Cristiano e Angelo Nicotera.</p>
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		<item>
		<title>Incidenti dopo partita Rosarno-Gioiosa Jonica, 2 ultras denunciati per danneggiamento aggravato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incidenti-dopo-partita-rosarno-gioiosa-jonica-2-ultras-denunciati-per-danneggiamento-aggravato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 10:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Rosarno hanno denunciato in stato di libertà due tifosi della Virtus Rosarno, ritenuti responsabili di danneggiamento aggravato. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata a seguito degli episodi accaduti il 4 aprile 2025, in occasione dell’incontro di calcio tra l’A.S.D. Virtus Rosarno e la U.S. Gioiosa Jonica 1960, disputatosi presso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Tenenza di Rosarno hanno denunciato in stato di libertà due tifosi della Virtus Rosarno, ritenuti responsabili di danneggiamento aggravato. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata a seguito degli episodi accaduti il 4 aprile 2025, in occasione dell’incontro di calcio tra l’A.S.D. Virtus Rosarno e la U.S. Gioiosa Jonica 1960, disputatosi presso lo stadio comunale di Rosarno. La gara, cruciale per la promozione nel campionato di Eccellenza, si è conclusa con un pareggio, risultato non gradito da parte della tifoseria locale, presente in circa 450 unità. Al termine del match, alcuni supporter della squadra di casa hanno tentato più volte di entrare in contatto con i tifosi ospiti e con i calciatori della formazione avversaria, invadendo anche il settore a loro riservato. </p>
<p>Solo il tempestivo intervento dei militari dell’Arma, impiegati nel servizio di ordine pubblico, ha evitato conseguenze peggiori. Grazie alla predisposizione di un cordone di sicurezza, è stato infatti possibile consentire ai giocatori della squadra ospite di raggiungere in sicurezza il pullman sociale, impedendo così qualsivoglia azione violenta ai loro danni. Tuttavia, in un momento successivo, lo stesso mezzo è stato oggetto di atti vandalici che ne hanno provocato il danneggiamento dello specchietto retrovisore e del parabrezza.</p>
<p>Grazie alla profonda conoscenza del territorio da parte dei militari operanti, hanno permesso di identificare due dei presunti responsabili, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine per precedenti penali e di polizia. Nei confronti degli stessi è stata inoltre avanzata proposta di emissione di provvedimento di DASPO.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Inchiesta doppia curva&#8221;, omicidio di Antonio Bellocco: pm chiede 9 anni di reclusione per Beretta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-doppia-curva-omicidio-di-antonio-bellocco-pm-chiede-9-anni-di-reclusione-per-beretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 13:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Bellocco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dda di Milano ha chiesto di condannare gli ex capi ultrà di Inter e Milan, Andrea Beretta e Luca Lucci, rispettivamente a 9 anni e 10 anni di reclusione. Beretta, oggi collaboratore di giustizia, e Lucci sarebbero &#8211; secondo l’impianto accusatorio dei pm antimafia Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti &#8211; i capi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Dda di Milano ha chiesto di condannare gli ex capi ultrà di Inter e Milan, <strong>Andrea Beretta</strong> e <strong>Luca Lucci</strong>, rispettivamente a 9 anni e 10 anni di reclusione. Beretta, oggi collaboratore di giustizia, e Lucci sarebbero &#8211; secondo l’impianto accusatorio dei pm antimafia Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti &#8211; i capi delle due opposte curve delle squadre di Milano divenute negli anni due distinte associazioni per delinquere. Solo per Beretta e gli altri ex componenti del direttivo della Curva Nord è contestata l’aggravante della finalità dell’agevolazione mafiosa del clan di ‘ndrangheta dei Bellocco. Quello di cui sarebbe stato erede <strong>Antonio Bellocco</strong>, prima essere di ammazzato il 4 settembre 2024 dallo stesso Beretta fuori la palestra «Testudo» a Cernusco sul Naviglio. La richiesta di 9 anni per il «Berro», 49 anni, tiene conto anche dell’accusa di omicidio. Alla giudice Rossana Mongiardo è stato chiesto dai rappresentanti della pubblica accusa di concedere al pentito Beretta le generiche e la circostanza attenuante prevista per reati connessi ad attività mafiose prevalenti sulle aggravanti e sulla recidiva specifica reiterata infraquinquennale. Uno sconto di pena dovuto al percorso di collaborazione intrapreso da Beretta dopo l’<strong>omicidio Bellocco</strong>. Oltre a fare luce sulla gestione degli affari illeciti della Curva Nord, condensati nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita lo scorso 30 settembre nell’ambito dell’operazione “Doppia curva”, ha anche fatto risolvere con dichiarazioni auto incriminati l’omicidio irrisolto Vittorio Boiocchi, l’ex capo degli ultrà nerazzurri morto ammazzato il 29 ottobre 2022 al quartiere Figino.</p>
<p>Anche nella richiesta di condanna per Lucci, già ridotta di un terzo per la scelta del rito abbreviato, pesa un grave fatto di sangue: il<strong> tentato omicidio</strong> che il «Toro» avrebbe fatto commettere il 9 aprile 2019 ai danni di <strong>Enzo Anghinelli</strong> per risolvere una faida di potere sorta per il controllo della Curva Sud Milano. L’accusa &#8211; stando alle indagini della Squadra mobile e della Sisco della questura di Milano &#8211; sarebbe quella di essere stato il mandante. Ad eseguire l’azione di fuoco sarebbe stato il suo uomo di fiducia Daniele Cataldo e un altro uomo mai identificato. Per Cataldo sono stati 10 anni di reclusione.</p>
<p>Altre richieste condanna a pioggia per gli altri co-imputati. Sul fronte della curva milanista sollecitate condanne per <strong>l’amico di </strong><strong>Fedez</strong>, Islam Hagag (3 anni e 8 mesi), Alessandro Sticco, detto Sherk (4 anni e mezzo), Luca Romano (3 anni e 4 mesi) e il socio di un barber shop con Emis Killa, Fabiano Capuzzo (4 anni e mezzo). Pene più severe sono state formulate per i rivali nerazzurri. Dagli 8 anni per Marco Ferdico, terza testa del triumvirato con Berretta e Bellocco, ai 6 anni e 8 mesi per il padre Gianfranco e i luogotenenti Mauro Nepi e Matteo Norrito. Secondo la procura 7 anni merita Christian Ferrario, vicino a Beretta e presunto custode dell’arsenale di armi scoperto dalla polizia in un garage dell’hinterland milanese. E ancora 7 anni e 4 mesi per Francesco Intagliata, 7 anni per Giuseppe «Pino» Caminiti e 5 anni per Renato Bosetti e Debora Turiello.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Questore di Catanzaro emette 3 DASPO nei confronti di altrettanti ultras giallorossi &#8220;UC 1973&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/questore-di-catanzaro-emette-3-daspo-nei-confronti-di-altrettanti-ultras-giallorossi-uc-1973/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 08:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[giallorossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri di Catanzaro, il Questore della provincia di Catanzaro ha emesso tre provvedimenti di Divieto di Accesso ai luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive (D.A.S.P.O.). La vicenda che ha portato all’emissione di tali provvedimenti risale allo scorso 27 febbraio, quando tre soggetti appartenenti al gruppo Ultras “UC 1973”, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri di Catanzaro, il Questore della provincia di Catanzaro ha emesso tre provvedimenti di Divieto di Accesso ai luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive (D.A.S.P.O.). La vicenda che ha portato all’emissione di tali provvedimenti risale allo scorso 27 febbraio, quando tre soggetti appartenenti al gruppo Ultras “UC 1973”, a conclusione dell’evento sportivo, si facevano consegnare, mediante minaccia, felpe e giubbotti riportanti segni distintivi della squadra di calcio del Bari, indossati in quel momento da un tifoso della squadra pugliese e dalla figlia minorenne.</p>
<p>Le indagini, condotte dalla Stazione Carabinieri di Catanzaro, consentivano di identificare gli autori del reato di rapina e di denunciarli all’Autorità Giudiziaria. L’istruttoria, condotta dal personale dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, consentiva di dimostrare, inequivocabilmente, l’inclinazione dei soggetti destinatari del DASPO, ad assumere condotte violente, tali da mettere in pericolo non solo il regolare svolgimento di manifestazioni sportive, ma anche l’incolumità personale di coloro che vi partecipano o assistono.</p>
<p>La vicenda, quindi, presenta i requisiti richiesti dalla legge per l’adozione del provvedimento che, il Questore quale Autorità di Pubblica Sicurezza, è legittimato ad emettere al fine di prevenire che, i soggetti che ne sono destinatari, ripetano analoghi comportamenti gravemente offensivi, oltre che dell’incolumità personale, anche dell’ordine e la sicurezza pubblica.<br />
I tre DASPO in questione vietano, ai soggetti destinatari della misura, di accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive, rispettivamente, per 5, 8 e 10 anni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per la famiglia quello di Antonio Bellocco non è un omicidio legato a criminalità organizzata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/per-la-famiglia-quello-di-antonio-bellocco-non-e-un-omicidio-legato-a-criminalita-organizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 15:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bellocco]]></category>
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		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La famiglia di Antonio Bellocco, l&#8217;ultras dell&#8217;Inter ucciso nei giorni scorsi a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, esprime &#8220;la propria amarezza, unita al forte dolore, circa il costante riferimento da parte dei media al vincolo di parentela della vittima con soggetti in passato condannati per associazione mafiosa&#8221;. È quanto si afferma in una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia di <strong>Antonio Bellocco</strong>, l&#8217;ultras dell&#8217;Inter ucciso nei giorni scorsi a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, esprime &#8220;la propria amarezza, unita al forte dolore, circa il costante riferimento da parte dei media al vincolo di parentela della vittima con soggetti in passato condannati per associazione mafiosa&#8221;. È quanto si afferma in una nota diramata attraverso il proprio legale di fiducia, l&#8217;avvocato Giacomo Iaria, del foro di Reggio Calabria, dai familiari della vittima che era originaria di Rosarno, &#8220;nell&#8217;attesa &#8211; è scritto &#8211; che la vicenda, al vaglio degli inquirenti, assuma dei tratti definiti circa il movente e la dinamica dei fatti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Antonio &#8211; è detto ancora nella nota della famiglia Bellocco &#8211; era un giovane calabrese, padre di due figli che, dopo aver pagato il proprio debito con la giustizia aveva deciso di dare una svolta concreta alla propria vita trasferendosi a Milano dove, in regime di libertà vigilata, conduceva una vita nel pieno rispetto delle regole civili. Ciò che è accaduto, non può, allo stato, essere in alcun modo ricondotto a contesti di criminalità organizzata e citare, come più volte accaduto, i genitori, entrambi detenuti al 41 bis (uno dei quali morto in carcere), non evidenzia appieno il lato tragico della vicenda spostando l&#8217;attenzione mediatica sui trascorsi giudiziari della vittima e non sulla progressione della condotta criminale appartenente ad un soggetto già gravato di provvedimenti disciplinari penali a causa del proprio comportamento al di fuori dei contesti di legalità&#8221;.</p>
<p>La madre della vittima, Aurora Spanò, e i fratelli &#8220;si affidano all&#8217;iter giudiziario &#8211; sostiene l&#8217;avvocato Iaria &#8211; che seguirà a tale grave fatto delittuoso, confidando nell&#8217;operato della magistratura e attivandosi attraverso tutti gli strumenti legali consentiti per tutelare la figura di un giovane al quale, per ragioni oggi sconosciute o non definitivamente accertate, è stato sottratto per sempre il suo ruolo di padre e marito del suo nuovo nucleo familiare&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ultras che sparano e ‘ndrine in curva: quello di Bellocco e l’ennesimo omicidio degli stadi “criminali”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ultras-che-sparano-e-ndrine-in-curva-quello-di-bellocco-e-lennesimo-omicidio-degli-stadi-criminali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 10:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Bellocco]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[curve]]></category>
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		<category><![CDATA[stadi]]></category>
		<category><![CDATA[ultras]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=269570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Antonio Bellocco e Andrea Beretta. Ma prima c’erano stati Vittorio Boiocchi e Enzo Anghinelli, solo per restare nel recinto della Curva dell’Inter. E ci sono – ci sono ancora – Marco Ferdico e Domenico Bosa detto “Mimmo Hammer”. Sono nomi noti a tutti, vittime e aggressori legati alla criminalità spicciola, alle ‘ndrine calabresi, allo spaccio e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Bellocco e Andrea Beretta. Ma prima c’erano stati Vittorio Boiocchi e Enzo Anghinelli, solo per restare nel recinto della Curva dell’Inter. E ci sono – ci sono ancora – Marco Ferdico e Domenico Bosa detto “Mimmo Hammer”. Sono nomi noti a tutti,<strong> vittime e aggressori legati alla criminalità spicciola, alle ‘ndrine calabresi, allo spaccio e agli affari criminali dello stadio.</strong> Una realtà che l’omicidio a Cernusco sul Naviglio di Bellocco, ucciso a coltellate in una Smart dall&#8217;”amico” Beretta, a sua volta ferito da un colpo di pistola, ripropone come contesto. Un ambiente che puntualmente rispunta quando la cronaca nera chiama. La “polveriera” della Curva Nord, come tante altre dello sgarrupato calcio italiano. Repubblica ricostruisce in un <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/09/05/news/ultra_inter_ndrangheta_sparatoria_cernusco_sul_naviglio-423479536/?ref=RHLF-BG-P6-S1-T1" data-cmp-ab="2">articolo </a>il magma ribollente che ha creato l’ennesimo delitto di sponda sul pallone. E’ l’ultimo di una lunga serie, una puntata enne di un romanzo che l’Italia riapre quando scorre il sangue. E poi dimentica.</p>
<p>Repubblica ricorda “la scossa dirompente scatenata dall’<strong>omicidio dello storico leader degli ultrà, Vittorio Boiocchi, freddato a 69 anni con due colpi di pistola la sera del 29 ottobre 2022</strong> da due killer in moto a volto coperto. Di quel leader carismatico, tornato a comandare la Nord dopo 28 anni di carcere ed eliminato sotto casa, proprio Andrea Beretta era il braccio destro”. “<strong>L’arrivo dal cuore della Calabria e dal gotha delle famiglie ’ndranghetiste di Antonio Bellocco</strong>, da oltre un anno presenza costante nell’organigramma della curva”. “L’irresistibile ascesa di Marco Ferdico, sempre al fianco dell’erede della ’ndrina di Rosarno”. Ci sono migliaia di pagine di vecchie e nuove indagini che parlano della commistione tra tifo e malavita. Ma non cambia mai niente. Antonio Bellocco era già stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell’indagine Tramonto della procura di Reggio Calabria, era considerato parte «del sodalizio operante in San Ferdinando e facente capo a Giulio Bellocco Giulio e Aurora Spanò», i suoi genitori.</p>
<p>E’ una storia di gruppi che perdono potere, di altri che finiscono ai margini, come “<strong>gli Irriducibili capeggiati da Domenico Bosa, “Mimmo Hammer”</strong>, leader del gruppo di estrema destra degli Hammerskin, che pure vanta solidissime relazioni criminali con il clan Pompeo di Bruzzano e una condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso”. E ancora di link tra tifoserie, gruppi eversivi e alcune società. A Milano prima di Bellocco c’era stato, per esempio, <strong>l’agguato del 12 aprile 2019 a un altro uomo della curva, Enzo Anghinelli</strong>, colpito alla testa da un colpo di pistola a Porta Romana, pieno centro di Milano, vivo per miracolo. La curva «è una miniera d’oro», diceva in alcune intercettazioni il boss della Barona Nazzareno Calajò. Ve lo ricordate Luca Lucci? Il capo-ultrà del Milan condannato a sei anni e quattro mesi per traffico di droga che si faceva le foto con Salvini? Tutto a cielo aperto, da anni e anni.</p>
<p>(Agenzia DIRE -www.dire.it)</p>
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		<title>La Digos denuncia sette tifosi ultras per l’aggressione ad aprile ai calciatori del Crotone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2024 10:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Digos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio dell’ 8 Aprile scorso, otto calciatori della squadra di calcio del Crotone, tre di loro insieme alle rispettive compagne, stavano trascorrendo un momento di relax presso una delle calette che si trovano nelle immediate vicinanze del parco archeologico di Capo Colonna. Nella circostanza sono stati raggiunti da alcuni ultras della tifoseria del F.C. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio dell’ 8 Aprile scorso, otto calciatori della squadra di calcio del Crotone, tre di loro insieme alle rispettive compagne, stavano trascorrendo un momento di relax presso una delle calette che si trovano nelle immediate vicinanze del parco archeologico di Capo Colonna. Nella circostanza sono stati raggiunti da alcuni ultras della tifoseria del F.C. Crotone i quali, dopo aver lanciato al loro indirizzo dei sassi, e quindi minacciati e percossi con mazze, gli hanno intimato di lasciare immediatamente la spiaggia, a causa dei risultati negativi ottenuti dalla compagine calcistica pitagorica. </p>
<p>Pertanto, per evitare ulteriori conseguenze, i calciatori e le donne presenti si sono diretti velocemente verso le autovetture, ed hanno lasciato il luogo dell’aggressione. Le vittime si sono astenute dal presentare formali denunce, verosimilmente per il timore di subire ulteriori aggressioni, ma la DIGOS della Questura ha proceduto ugualmente ad una meticolosa attività investigativa per individuare gli autori della “spedizione punitiva“.</p>
<p>Le indagini hanno consentito di identificare sette persone, appartenenti al cosiddetto “nocciolo duro“ della tifoseria crotonese, che sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone per il reato di violenza privata aggravata, commesso in concorso. </p>
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		<title>Aggressione a presidente FC Lamezia Terme: Questore di Catanzaro emette 4 DASPO</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aggressione-a-presidente-fc-lamezia-terme-questore-di-catanzaro-emette-4-daspo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 12:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[Daspo]]></category>
		<category><![CDATA[felice saladini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personale della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme ha eseguito quattro provvedimenti di Divieto di Accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive (D.A.S.P.O.), emessi dal Questore della provincia di Catanzaro Mario Finocchiaro. I quattro DASPO in questione, notificati a B.P.B., B.M., B.A., C.F., di età compresa tra i 21 e i 63 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Personale della Polizia di Stato del Commissariato di Lamezia Terme ha eseguito quattro provvedimenti di Divieto di Accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive (D.A.S.P.O.), emessi dal Questore della provincia di Catanzaro Mario Finocchiaro.<br />
I quattro DASPO in questione, notificati a B.P.B., B.M., B.A., C.F., di età compresa tra i 21 e i 63 anni,  tutti di lametini, vietano loro di accedere ai luoghi ovo si svolgono manifestazioni sportive, per periodi di tempo ricompresi tra tre e quattro anni.</p>
<p>La vicenda che ha portato all’emissione di tali provvedimenti risale allo scorso 4 settembre, allorquando un gruppo di ultras della squadra della ex Vigor Lamezia, non condividendo la decisione del presidente di formare un’unica compagine calcistica per la città di Lamezia Terme, aggredivano il Presidente Saladini Felice Iginio Marcello ed il Vice Presidente Ferraro Angelo, mentre questi si trovavano, insieme ai propri familiari, presso il ristorante Pizzeria denominato “Chapo’”, per la cena in occasione della presentazione della nuova squadra dell’FC Lamezia Terme.<br />
Le indagini, condotte dal personale del Commissariato di Lamezia Terme, immediatamente intervenuto sul posto a seguito di segnalazione, hanno consentito di identificare e denunciare all’Autorità Giudiziaria gli autori dell’aggressione, nei cui confronti il Dirigente del Commissariato richiedeva al Questore l’applicazione del provvedimento del DASPO.<br />
L’istruttoria condotta al riguardo dal personale dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, consentiva di suffragare ulteriormente la circostanza che l’aggressione era, indubbiamente maturata a seguito del malcontento che da tempo aleggiava nella tifoseria della Vigor Lamezia, contraria sin dall’inizio all’ambizioso progetto del Saladini di creare un’unica squadra calcistica in Lamezia Terme, qualificando pertanto, l’episodio di violenza come commesso a causa di manifestazioni sportive.<br />
La vicenda, dunque, presenta i requisiti richiesti dalla legge per l’adozione del provvedimento, che il Questore, quale Autorità locale di P.S., è legittimato ad emettere al fine di prevenire che i soggetti che ne sono destinatari ripetano analoghi comportamenti, gravemente offensivi, oltre che dell’incolumità personale, anche dell’ordine e della sicurezza pubblica.</p>
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		<title>Caso Raciti: Speziale identificato allo stadio di Catanzaro con 40 ultras</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caso-raciti-speziale-identificato-allo-stadio-di-catanzaro-con-40-ultras/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 07:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro-catania]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Daspo]]></category>
		<category><![CDATA[raciti]]></category>
		<category><![CDATA[speziali]]></category>
		<category><![CDATA[stadio di catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[ultras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Speziale, l&#8217;ultras del Catania che ha scontato 8 anni e 8 mesi di carcere per l&#8217;omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti, morto nel febbraio 2007 negli scontri in occasione del derby Catania-Palermo e che poche ore fa è stato identificato a Catanzaro insieme ad un gruppo di sostenitori etnei perché avrebbe tentato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonio Speziale</strong>, l&#8217;ultras del Catania che ha <strong>scontato 8 anni e 8 mesi di carcere</strong> per l&#8217;<strong>omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti</strong>, morto nel febbraio 2007 negli scontri in occasione del <strong>derby Catania-Palermo</strong> e che poche ore fa è stato identificato a <strong>Catanzaro</strong> insieme ad un gruppo di sostenitori etnei perché avrebbe tentato di entrare nello stadio di Catanzaro per l&#8217;incontro di Coppa Italia con il Catania con degli striscioni. Si trattava di un gruppo di circa 40 tifosi della curva catanese. &#8220;<em>Stavano entrando, hanno controllato i documenti a tutti. Nello striscione c&#8217;era scritto &#8216;Catania Curva Nord&#8217;</em>&#8220;, ha dichiarato all&#8217;Adnkronos l&#8217;avvocato di Raciti Giuseppe Lipera.</p>
<p class="art-text">&#8220;<strong>Non intendo rilasciare nessun commento. A volte le azioni parlano più delle parole</strong>&#8220;. Queste le uniche parole di Marisa Grasso, <strong>vedova dell&#8217;Ispettore Filippo Raciti</strong>, rilasciate all’AdnKronos.</p>
<p class="art-text">&#8220;E&#8217; incredibile che non sia stato fatto un<strong> Daspo</strong> a questa persona, è possibile dopo tutto quello che ha combinato? O non ce l&#8217;ha e qualcuno ha omesso questa cosa o ce l&#8217;ha e lui infrange la legge&#8221;. Lo ha detto all&#8217;Adnkronos Franco Maccari, vicepresidente Fsp Polizia di Stato.</p>
<p class="art-text">&#8220;Il tentativo di Speziale, nonostante anni di carcere e l&#8217;omicidio di Raciti, denota che probabilmente il periodo detentivo così come la certezza della pena non sono sufficienti per ultras che tentano di sfidare lo Stato e le regole della giustizia sportiva. Auspichiamo una risposta severissima per il rispetto dovuto nei confronti dei tanti tifosi e di quegli ultras che rispettano le regole ed evitano ogni forma di violenza&#8221;, ha detto all&#8217;Adnkronos il segretario generale del Siap Giuseppe Tiani.</p>
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