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	<title>ultrà Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Jun 2025 17:19:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Processo &#8220;Doppia curva&#8221;, condanne per capi ultrà di Milan e Inter: 10 anni a Lucci e Beretta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 17:19:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’aula bunker di San Vittore, sono arrivate le prime condanne per gli ultras di Inter e Milan arrestati lo scorso settembre nell’ambito dell’inchiesta “Doppia curva” e che hanno scelto il rito abbreviato. E sono condanne pesanti, quelle emesse dalla gup di Milano Rossana Mongiardo. Dieci anni di carcere &#8211; anche se la richieta della procura era di nove &#8211; per l’ex leader del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’aula bunker di San Vittore, sono arrivate le prime condanne per gli <strong>ultras di Inter e Milan</strong> arrestati lo scorso settembre nell’ambito dell’inchiesta <strong>“Doppia curva”</strong> e che hanno scelto il rito abbreviato. E sono condanne pesanti, quelle emesse dalla gup di Milano <strong>Rossana Mongiardo</strong>. <strong>Dieci anni di carcere </strong>&#8211; anche se la richieta della procura era di nove &#8211;<strong> </strong>per l’ex leader del tifo nerazzurro, <strong>Andrea Beretta</strong>, diventato collaboratore di giustizia dopo aver ucciso il <strong>rampollo di ‘ndrangheta</strong>, <strong>Antonio Bellocco</strong>. A Beretta, che ha ottenuto uno sconto di pena per aver scelto di collaborare con i magistrati e che durante le sue deposizioni ha ammesso di essere il mandante anche dell’omicidio di <strong>Vittorio</strong> <strong>Boiocchi</strong>, è contestata anche l’aggravante mafiosa. Stessa pena &#8211; dieci anni di reclusione &#8211; anche per l’ex numero uno della Curva Sud milanista, <strong>Luca</strong> <strong>Lucci</strong>, imputato come mandante del tentato omicidio dell&#8217;ultrà <strong>Enzo</strong> <strong>Anghinelli</strong> e di associazione per delinquere. E dieci anni anche per il suo vice, <strong>Daniele</strong> <strong>Cataldo</strong>. In totale, <strong>sono 16 gli imputati</strong> in questo filone.</p>
<p>Oltre alle 16 condanne emesse, la gup Mongiardo ha anche riconosciuto <strong>risarcimenti</strong> a carico degli imputati, per danni patrimoniali e di immagine, a favore delle parti civili Lega <strong>Serie A</strong>, con l&#8217;avvocato Salvatore Pino, <strong>Inter</strong>, con gli avvocati Francesco Mucciarelli, Adriano Raffaelli e Caroline Hassoun, e <strong>Milan</strong>, con il legale Enrico de Castiglione. Per la Lega Serie A è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di <strong>20mila euro</strong>, per i due club da <strong>50mila euro ciascuna</strong>. Il resto dei risarcimenti in sede civile con le cause.  Nel primo pomeriggio, in piazza Filangeri di fronte a San Vittore, si è radunato un gruppo di oltre 200 ultras del Milan, che hanno esposto uno striscione con scritto: “Ultras, amicizia, lealtà, fratellanza, aggregazione. <strong>Noi siamo la Curva Sud, non siamo un’associazione</strong>”.</p>
<p>Durante la scorsa udienza, nella sua memoria il pm <strong>Paolo Storari </strong>&#8211; che ha coordinato l’inchiesta insieme a <strong>Sara</strong> <strong>Ombra</strong> &#8211; aveva sostenuto che gli ultrà avevano “costituito una sorta di <strong>milizia privata</strong>”, con i propri vertici, con “una propria struttura gerarchica, un proprio territorio” &#8211; stadio e “ dintorni” &#8211; e le “proprie regole”. Milizie che erano “in rapporti, conflittuali o meno” non solo con altre tifoserie, ma anche con i club (che si sono costituiti parte civile nel processo). E con “le strutture statali deputate alla repressione dei reati”, digos e forze di polizie. Questi “rapporti con istituzioni e con la società calcistica ha generato, negli imputati, una sorta di <strong>legittimazione</strong>”, aveva detto Storari.</p>
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		<title>Cosenza, inchiesta della Procura sulla morte dell&#8217;ultrà Salvatore Iaccino: quattro indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-inchiesta-della-procura-sulla-morte-dellultra-salvatore-iaccino-quattro-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 19:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<category><![CDATA[Salvatore Iaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un&#8217;inchiesta sulla morte di Salvatore Iaccino, 48 anni, l&#8217;ultrà del Cosenza, noto ai più come &#8216;Uccello&#8216;, deceduto lo scorso 17 febbraio all&#8217;interno della clinica &#8216;Villa degli Oleandri&#8217; di Mendicino. L&#8217;ipotesi di reato per la quale si procede è, al momento, omicidio colposo. Secondo quanto si apprende sarebbero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un&#8217;inchiesta sulla morte di <strong>Salvatore Iaccino</strong>, 48 anni, l&#8217;ultrà del Cosenza, noto ai più come &#8216;<strong>Uccello</strong>&#8216;, deceduto lo scorso 17 febbraio all&#8217;interno della clinica &#8216;Villa degli Oleandri&#8217; di Mendicino. L&#8217;ipotesi di reato per la quale si procede è, al momento, <strong>omicidio colposo</strong>. Secondo quanto si apprende sarebbero quattro i soggetti indagati: un medico, due Operatori socio sanitari e un infermiere.</p>
<p>Nel dettaglio, si vogliono verificare eventuali responsabilità per il decesso dell&#8217;uomo nell&#8217;ambito della struttura sanitaria. Il pubblico ministero <strong>Domenico Frascino</strong>, titolare del fascicolo, ha disposto l&#8217;autopsia sulla salma e nei prossimi giorni saranno effettuati accertamenti tecnici irripetibili per ricostruire l&#8217;esatta dinamica.</p>
<p>I legali di parte civile, gli avvocati Cristian Cristiano, Mattia Caruso, Maurizio Nucci e Angelo Nicotera, hanno chiesto alla Procura di disporre il <strong>sequestro</strong> dei turni di servizio, degli orari di vigilanza e degli interventi effettuati e un’analisi sui tempi di risposta e su eventuali ritardi.</p>
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		<title>Milano, ultrà interista e neonazista condannato a 3 anni e 6 mesi per tentata estorsione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/milano-ultra-interista-e-neonazista-condannato-a-3-anni-e-6-mesi-per-tentata-estorsione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 14:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Bosa]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano &#8211; E&#8217; stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose Domenico Bosa, detto &#8216;Mimmo Hammer&#8217;, ultrà della curva interista, ritenuto uno dei capi del movimento neonazista milanese &#8216;Hammerskin&#8217;. Lo ha deciso il gup di Milano Guido Salvini nel processo con rito abbreviato che ha portato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Milano &#8211; E&#8217; stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose Domenico Bosa, detto &#8216;Mimmo Hammer&#8217;, ultrà della curva interista, ritenuto uno dei capi del movimento neonazista milanese &#8216;Hammerskin&#8217;. Lo ha deciso il gup di Milano Guido Salvini nel processo con rito abbreviato che ha portato anche ad altre 3 condanne fino a 4 anni. Bosa, 53 anni, era finito in carcere nel gennaio dello scorso anno in una maxi operazione della Gdf che aveva portato ad altri 17 arresti, su ordinanza del gip Livio Cristofano e su richiesta dei pm Sara Ombra e Gianluca Prisco, su una presunta maxi frode fiscale da 160 milioni di euro nel settore delle telecomunicazioni e in particolare &#8220;nella tecnologia Voip&#8221;. E su una presunta associazione per delinquere, finalizzata anche a reati di usura, con a capo Alessandro Magnozzi (a processo con rito ordinario) e legata al clan della &#8216;ndrangheta calabrese, radicato anche a Milano, dei Bruzzaniti, inserito nella &#8220;cosca dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti&#8221;.<br />
Bosa, in particolare, legato, stando alle indagini, alla &#8220;famiglia Pompeo&#8221; di Bruzzano, nel Milanese, con altre tre persone, tra cui Magnozzi, nel 2018 avrebbe tentato di costringere, stando all&#8217;imputazione, un imprenditore &#8220;a consegnare&#8221; al gruppo &#8220;la somma di euro 70-80 mila euro non riuscendo nell&#8217;intento&#8221;. Il gruppo chiedeva quei soldi &#8220;a titolo di restituzione dei prestiti di denaro fatti da Magnozzi a terzi soggetti o, comunque, a titolo di risarcimento danni per affari &#8216;andati male'&#8221;. Stando al racconto della vittima della tentata estorsione, Bosa gli avrebbe detto: &#8220;Non ti picchio qua solo per rispetto di Alessandro, comunque io voglio tutti i miei soldi&#8221;.<br />
Sempre stando agli atti, il gruppo capeggiato da Magnozzi aveva minacciato la presunta vittima così: &#8220;ti devi far trovare. Come vedi se devo cercarti ti trovo tranquillamente, non ho problemi&#8230; se ti dobbiamo sparare non ho problemi a farti sparare&#8221;. L&#8217;imprenditore che avrebbe subito la tentata estorsione, come si legge negli atti, da tempo era &#8220;in contrastati rapporti di collaborazione con il Magnozzi&#8221; e avrebbe ricevuto &#8220;pesanti minacce da Domenico Bosa, da lui già conosciuto per diretti legami alla famiglia dei Pompeo di Bruzzano, con la quale (in particolare con Pompeo Alfredo) aveva avuto problemi nel passato (nel 2008) per affari andati male che lo costringevano persino ad allontanarsi dalla propria dimora per un anno e mezzo&#8221;.<br />
Nel processo abbreviato davanti al gup Salvini sono stati condannati altri tre imputati: Davide Marzulli (3 anni e 6 mesi), Giovanni Garoscio (4 anni) e Salvatore Bonaffini (2 anni e 2 mesi). Altri tre imputati nel procedimento hanno patteggiato oggi pene dai 3 anni ai 3 anni e 8 mesi.</p>
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