(Adnkronos) – Il Natale risulta da sempre divisivo: c’è chi la trova una festa puramente consumista o subisce l’ansia dei panettoni già disposti nei supermercati da metà ottobre, e chi invece entra in modalità “Christmas On” al cambio dell’ora, pensando come decorare la casa, dove mettere l’albero, cosa cucinare a pranzo e cosa regalare. Ma se una sempre più diffusa narrazione ci vuole cinici e allergici alle festività, secondo i risultati dell’ultimo Trend Radar di Samsung, “Italiani e Natale, un mondo di connessioni”, la percentuale degli italiani che ama il Natale è invece molto alta, soprattutto tra giovani e giovanissimi. Lo studio , svolto su un campione di oltre 1.000 persone, ha esplorato il rapporto tra gli italiani e il Natale: quali sono le abitudini, che ruolo svolge la tecnologia, che cosa sognano di trovare sotto l’albero e che cosa regaleranno. Interrogati sull’atteggiamento verso la festività ben il 54,8% dei rispondenti dichiara di amare il Natale. Accanto a loro un nutrito numero di persone (33,8%) afferma di festeggiarlo anche se in maniera più tiepida. Il Natale è quindi salvo: solo l’11,5% lo cancellerebbe dal calendario! Comprensibilmente, l’amore per il Natale è più diffuso tra i giovani e giovanissimi e decresce con l’aumentare dell’età: la Gen Z emerge come la generazione più coinvolta con il 69,5%, seguita dai Millennials (62,9%) e dal 39,3% dei Senior. Le motivazioni più comuni che legano i Christmas Lovers alla festività sono tutte intangibili: in primis la magia dell’atmosfera natalizia (67%), l’estetica stessa della festa con le luci che illuminano le città (59,6%), la possibilità di trascorrere del tempo in famiglia (54%) e, a seguire, gli addobbi nelle proprie case (45,2%). Non mancano i preparativi per la cena della vigilia o del pranzo del 25 dicembre che generano tanta adrenalina positiva al pensiero di cucinare e stare a tavola con i propri cari (35,2%). Bando al materialismo, solo il 29% degli italiani ammette invece che acquistare e ricevere regali sia l’aspetto che piace di più. E se c’è chi a Natale ama potersi concedere una vacanza (28,8%), aumenta con l’età il piacere di trascorrere del tempo con la famiglia (Senior 61,1% vs. Gen Z 41,1%) probabilmente perché rappresenta una delle occasioni uniche per stare tutti insieme. Sono due le modalità di auguri che spopolano a Natale: 2 rispondenti su 3 scelgono di farli sia via messaggio (64,3%) che di persona (62,6%). Gli italiani si utilizzano quindi il digitale, per raggiungere chi è lontano, e il fisico, rinnovando il piacere di vedere amici e persone care. I messaggi registrano un picco fra i Millennials (71,8%), mentre gli auguri di persona sono i preferiti dalla Gen Z (70,5%) che ama incontrare gli amici finalmente liberi dagli impegni scolastici. E le care, vecchie telefonate? Per 1 rispondente su 2 non sono di certo passate di moda, con una propensione che aumenta decisamente con l’età, passando dal 31,4% della Gen Z al 59,5% dei Senior, al contrario degli audio vocali che diminuiscono con l’età (21,7% Gen Z vs. 9,1% Senior). La videochiamata è invece abbastanza trasversale a tutte le età, con un’incidenza maggiore (20,6%) fra i Millennials. Ma cosa piace fare agli italiani in occasione del Natale? Oltre la metà del campione non rinuncia a ghirlande, nastri e luminarie (57,5%). Al 40,2% piace prima di tutto guardare i film di Natale, ovvero quei titoli che tutti gli anni tornano disponibili in streaming. 1 rispondente su 5, infine, dedica più tempo alla cucina, tenendo il forno sempre acceso e facendo full immersion di musica natalizia perennemente in sottofondo. Nella preparazione dei pasti di Natale la parola chiave è “famiglia”: 1 rispondente su 3 ama prepararli con i propri cari e seguire le ricette ereditate (31,5%). Il web si rivela il canale per preparare al meglio questo momento. Il 20,1% cerca in rete le idee per allestire la tavola, mentre il 19,7% vi recupera anche qualche suggerimento per perfezionare i piatti. La Gen Z si concentra più di tutte sul trovare idee per preparare la tavola (27,1%), mentre i Millennials cercano online ricette per piatti nuovi (25%) o per impiattare in modo originale (18,5%) nell’intento di far incontrare tradizione e innovazione. Il canale di acquisto principale è il digitale. Internet, i social e le piattaforme di e-commerce sono la fonte di ispirazione e conclusione dell’affare. Più di 1 italiano su 3 cerca spunti sul web e altrettanti acquistano online, con un picco nei Millennials (44,2%). Nello specifico, 1 rispondente su 4 utilizza le offerte dei Black Friday per comprare i regali online, e in questo contesto è la Gen Z a spiccare (35,2%). La tecnologia ha assunto un ruolo centrale anche in questo momento dell’anno, sia sul piano pratico che su quello emozionale. È utile a risparmiare tempo per le incombenze legate al Natale (54,8%) come la preparazione del pranzo o la ricerca del regalo perfetto, ma anche per mettere in contatto le persone. Il 64,1% dei rispondenti, infatti, ritiene che la tecnologia aiuti a far sentire vicino amici e parenti, ancora di più a Natale. Non solo: secondo il 52,8% la tecnologia rafforza lo spirito tipico del Natale, arricchendo le semplici esperienze di condivisione. In che modo? Per esempio, per gestire gli addobbi luminosi personalizzati tramite app, oppure per godere al meglio la visione di un film tramite una Smart TV dalle alte prestazioni, fino alle sessioni di gaming – alternativa al gioco da tavolo – durante le quali divertirsi tutti insieme, dove la Gen Z spicca con il 58%, percentuale più alta rispetto alle altre generazioni. La tecnologia è anche il tratto comune dei regali che più di tutti saranno presenti sotto l’albero. 1 rispondente su 2 a Natale regalerà un oggetto tech. Al primo posto auricolari (34,7%) e smartphone (32,7%), seguiti da smartwatch (22,2%) e tablet (19,5%). Spicca al quinto posto la scopa elettrica senza filo (14,5%), segnale che anche gli elettrodomestici smart acquisiscono sempre più appetibilità grazie alle loro funzioni e al loro design ricercato. Quest’ultima riscuote particolare successo tra i Senior (17,4%) e gli Adulti (17%). Per la Gen Z, invece, il regalo tecnologico da fare per eccellenza sono gli auricolari (42%) seguiti dal tablet (25,9%). Lo smartphone spopola tra gli Adulti più di tutti (45,1%) seguiti dai Millennials (33,7%). Due rispondenti su 3 dichiarano che per Natale vorrebbero ricevere un regalo tech e fra questi 1 su 5 cita lo smartphone (21,2%). Al secondo posto troviamo il PC (13,9%) e al terzo lo smartwatch (11,7%). Al quarto posto spunta il robot aspirapolvere (citato dall’11,1%), regalo più ambito tra i Senior (21,2%). Il regalo da fare alla Gen Z (23,5%), ai Millennials (21%) ma soprattutto agli Adulti (24,6%) è lo smartphone. Il PC è il secondo regalo più desiderato dalla Gen Z (20,6%), strumento di studio e intrattenimento, mentre I Millennials sono invece più attratti dallo smartwatch (14,8%) con il quale monitorare in primis le prestazioni fitness. Se i regali dominano mente e tempo degli italiani da novembre, Samsung corre loro in aiuto con delle proposte perfettamente allineate ai desideri che vorrebbero vedere realizzati scartando i doni sotto l’albero! Galaxy Z Flip5, l’ultimo arrivato della serie Galaxy Z, è lo smartphone progettato per una libera espressione di sé. Grazie al form factor iconico, offre un’esperienza pieghevole unica e piena di stile, consentendo di scattare selfie di alta qualità con la fotocamera posteriore, mentre con FlexCam gli utenti possono effettuare foto straordinarie e a mani libere da differenti angolazioni. Inoltre, la nuova Flex Window, attraverso i Widget disponibili, permette agli utenti di controllare App, visualizzare notifiche ed effettuare azioni semplicemente pizzicando lo schermo. Galaxy Tab S9 FE offre intrattenimento, creatività espressiva e produttività grazie al display da 10,9 pollici dotato di tecnologia Vision Booster, che migliora la visibilità negli ambienti esterni ottimizzando il colore e il contrasto, l’indice di protezione IP68 che garantisce la massima protezione durante gli spostamenti e una batteria ottimizzata. Non è mai stato così facile catturare idee e appunti come con l’esclusiva S Pen Galaxy inclusa, conservando appunti, schizzi, video e molto altro comodamente grazie a uno spazio di archiviazione doppio. Creators digitali, imprenditori, studenti, artisti, gamer e tanti altri utenti potranno esplorare le proprie passioni e aumentare la produttività grazie alla maggiore velocità dei dispositivi e alle prestazioni ottimizzate. La line-up 2023 di TV Neo QLED Samsung, disponibile con risoluzione 4k e 8k, risponde ai desideri di chi ama godere di vere e proprie esperienze cinematografiche all’interno delle comode mura domestiche. Il design moderno si unisce alla qualità dell’immagine, resa ancora più tridimensionale e realistica grazie a soluzioni innovative come il Processore Neural Quantum o la tecnologia di AI upscaling. La tecnologia Q-Symphony consente il funzionamento all’unisono degli altoparlanti della TV e delle soundbar compatibili, indirizzando in modo preciso gli effetti sonori per creare un’esperienza audio più immersiva. I TV Neo QLED garantiscono anche l’accesso completo a Samsung Gaming Hub, la piattaforma Samsung che raccoglie tutto il meglio del gaming, aggiornata con oltre 3000 titoli tra grandi classici e novità dei partner di streaming di Samsung. Per accedere al Samsung Gaming Hub è necessaria una connessione a Internet e un controller compatibile. Samsung BESPOKE Jet™ AI è ad oggi la più potente scopa elettrica Samsung con 280W di forza aspirante. È anche la scopa Samsung che offre la maggiore autonomia con ben 160 minuti in totale grazie a due batterie che si possono alternare. Ad aumentarne la performance, la completa lavabilità di filtri, cicloni e serbatoio. É inoltre dotata di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale (AI), la modalità AI Cleaning che classifica il tipo di pavimento e regola automaticamente la forza aspirante necessaria e il numero di giri della spazzola , e riduce il consumo della batteria fino al 14% . A completamento, la Clean Station™ che svuota automaticamente il serbatoio evitando all’utente il contatto con la polvere, e diventa un elegante supporto per il dispositivo quando non è in uso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Nadal torna in campo: “E’ arrivato il momento”
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Rafa Nadal sta per tornare in campo. "Dopo un anno lontano dalle competizioni, è arrivato il momento di tornare. Sarà a Brisbane, nella prima settimana di gennaio. Ci vediamo lì", annuncia lo spagnolo con un video sui social. Nadal assente dai campi da gioco dal 18 gennaio di quest'anno, quando è uscito di scena agli Australian Open. Il 37enne mancino di Manacor ha saltato tutta la stagione. Ora, dopo l'operazione all'anca a cui si è sottoposto lo scorso 2 giugno, è pronto a rientrare e lo farà nel torneo Atp 250 di Brisbane in vista della prossima edizione degli Australian Open, in programma dal 14 al 28 gennaio, dove dovrebbe ricevere una wild card dall'organizzazione visto che è scivolato al 662esimo posto del ranking Atp. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Ict, Cisco: in Italia 350 Networking Academy, 96% partecipanti trova lavoro
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Cisco è impegnata sul fronte dell’e-learning e della formazione tecnologica promuovendo nel 1997 un programma per formare figure professionali specializzate nell’ambito delle reti: il Cisco Networking Academy Program. Con questa iniziativa di responsabilità sociale d’impresa, la più importante dell’azienda a livello globale, Cisco intende contribuire a ridurre il gap tra domanda e offerta di posti di lavoro nel settore It: un problema che da tempo è considerato uno dei freni allo sviluppo dell’innovazione nel nostro paese. Il programma si rivolge ad organizzazioni no-profit e governative, siano esse Università, enti pubblici, centri di formazione professionale. Ad oggi, sono state istituite nel mondo più di 11.000 Networking Academy e sono 3 milioni 500mila gli studenti che ogni anno frequentano i corsi in 190 Paesi. In Italia, dopo 24 anni di operatività, sono attive 350 Networking Academy. Alcuni esempi sono la Networking Academy realizzata a favore dei detenuti nelle carceri, la prima al mondo a Bollate nel 2001, che dopo 20 anni, vanta una recidiva pari a 0, i numerosi corsi attivati con l’Aeronautica Militare e l’Esercito Italiano, la Marina Militare italiana e la scuola dei sistemi di comunicazione e informatici della Nato. Cisco ha anche sottoscritto una convenzione con il ministero dell'Istruzione per promuovere l'uso e la conoscenza delle tecnologie dell'informazione nel mondo scolastico, con il ministero della Giustizia per diffondere la formazione Cisco nelle carceri, con il ministero degli Interni per offrire formazione sulla sicurezza informatica ai dipendenti della Pubblica amministrazione. Solo negli ultimi dodici mesi più di 65.000 studenti sono risultati iscritti alle Academy di tutta Italia, il 16% dei quali rappresentato da donne. Dal lancio del Programma sono oltre 35.000 i diplomati Cisco, che rappresentano un valore aggiunto nel mondo del lavoro: il 96% degli studenti che hanno intrapreso un percorso di certificazione Cisco hanno ottenuto un lavoro o un’altra opportunità di formazione. Grazie a programmi specifici quali il Junior It Academy a Milano e il Vocational Master a Roma, il 100% degli studenti trova lavoro. Recentemente per aiutare gli studenti e diplomasti Cisco è stato rilasciato un nuovo portale Talent Bridge. Qui gli studenti possono caricare il proprio cv e le aziende partner di Cisco possono pubblicare le offerte di lavoro. In Cisco l'obiettivo è quello di orientare i più giovani alle carriere nel settore del digitale, formarli, e infine aiutarli a incontrare le aziende in cerca di talenti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Milan, Maldini attacca il club. Pioli: “Non sono solo”
(Adnkronos) – "L'incontro con Gerry Cardinale? E' stato positivo e costruttivo. E' uno stimolo in più per il mio lavoro e per quello della squadra". Lo ha detto il tecnico del Milan, Stefano Pioli, dopo l'incontro con Gerry Cardinale, proprietario del club, in seguito alla sconfitta contro il Borussia Dortmund, che lascia pochissime speranze di qualificazione agli ottavi di Champions League. Ma per il Milan è già il momento di tornare in campo in campionato domani sera a San Siro contro il Frosinone. "Noi vogliamo dare continuità alla vittoria contro la Fiorentina, perché i punti da fare sono tanti. Noi abbiamo il nostro modo di giocare e dobbiamo portarlo sul campo; abbiamo una strategia ben chiara su cosa fare quando non avremo la palla: a loro piace palleggiare e lì dovremo essere molto attenti. Poi le partite cambiano: noi dobbiamo essere un po' più bravi a leggere i momenti della gara", dice il tecnico. Il club rossonero sta vivendo un momento delicato. I risultati non arrivano, in particolare in Europa, la rosa è minata dagli infortuni e la posizione di Pioli non appare più saldissima. Nelle ultime ore, fanno rumore le parole di Paolo Maldini, ex dirigente silurato dal club, che a Repubblica ha rilasciato dichiarazioni pesantissime contro la società: "Ci sono persone di passaggio, senza un reale rispetto di identità e storia del Milan. E ce ne sono altre legate ai suoi ideali. Converrebbe tenersele strette". Pioli non commenta le parole di Maldini. "Nessun commento su quello che ha detto. Sarò sempre riconoscente a lui e Massara per avermi portato al Milan. Ora però non posso non usare tutte le mie energie per motivare i miei giocatori e provare a vincere domani. Io non sono solo, sono sempre sostenuto dal club. Ora il pensiero è vincere domani. Se avvertiamo la mancanza di Maldini e Ibra? Ho già detto che non mi sento solo. Chiaramente le risposte dobbiamo darle sul campo". Il Milan deve uscire da un momento complicato anche dal punto di vista degli infortuni. "Sono sicuro che a breve miglioreremo e l'emergenza finirà. Domani Kjaer non ci sarà, ma lo recupereremo per quella dopo. Ora siamo in emergenza in avanti e dietro, ma abbiamo altre soluzioni. Siamo concentrati solo su domani", ha proseguito il tecnico rossonero. "Come si esce da questo momento difficile? Vincendo, è inutile girarci tanto intorno. Servirà fare una partita seria, vera, con intensità e con qualità. Con la Fiorentina siamo stati attenti, domani dobbiamo fare lo stesso. Le vittorie ti danno quell'entusiasmo. Qui cerchiamo sempre di essere positivi, ma ora è il momento di dimostrare sul campo che siamo competitivi", aggiunge. Chi è il colpevole in questo momento? "Ci sono sempre le responsabilità dell'allenatore. E' presto per fare bilanci. In Champions abbiamo poche chance, ma ce la giocheremo contro il Newcastle. Alla squadra, sul campionato, ho detto che mancano tante partite e se qualcuno pensa di non poter raggiungere Inter e Juventus con ancora 25 gare da giocare è meglio che non si presenti a Milanello. Si sono presentati tutti, anche perché sono pagati per farlo. Io sono convinto che abbiamo un gruppo compatto; soprattutto nei momenti negativi c'è stata compattezza e questo è stata una risorsa". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Ict, Cisco: da 40 anni al centro dell’evoluzione delle tecnologie di rete
(Adnkronos) –
Cisco (www.cisco.com/it) è il leader tecnologico mondiale che trasforma il modo in cui le persone si connettono, comunicano e collaborano. La sua missione è dare forma al futuro di Internet, creando il massimo valore e le massime opportunità per la società, per i suoi clienti, per i suoi dipendenti, investitori e partner. L’azienda, guidata dal Ceo Chuck Robbins, è stata fondata nel 1984; ha sede a San Josè, in California, ed impiega in tutto il mondo oltre 70.000 dipendenti, con un fatturato di 57 miliardi di dollari (FY 2023). Da quasi 40 anni, Cisco è al centro dell’evoluzione delle tecnologie di rete, con un successo dovuto alla sua capacità di individuare e anticipare i nuovi scenari, alla scelta di investire sui talenti e sulla ricerca e sviluppo, applicando strategie di innovazione aperta e dialogando costantemente con clienti e partner in tutto il mondo. Forte di questa storia, Cisco oggi sta ridisegnando completamente ciò che la rete può fare, per offrire una piattaforma più intelligente e sicura per affrontare le sfide della trasformazione digitale oggi e in futuro: è la rete intuitiva. La digitalizzazione crea grandi opportunità anche per la società, perché permette di affrontare in modo nuovo le grandi sfide che abbiamo davanti: educazione, salute, qualità della vita, salvaguardia dell’ambiente, diritti. Con la tecnologia è possibile costruire un mondo più equo e inclusivo e Cisco si impegna a utilizzarla per moltiplicare l’impatto positivo delle iniziative di responsabilità sociale d’impresa che promuove, con i suoi dipendenti, in tutto il mondo. Tra tutte si ricorda il Programma Cisco Networking Academy, che l’azienda ha lanciato nel 1997 e ha consentito finora a milioni di persone di acquisire competenze digitali di base e specialistiche. Cisco è in Italia dal 1994 ed è guidata da Gianmatteo Manghi. L’azienda ha sede anche a Vimercate (MB) dove si trova il laboratorio di ricerca e sviluppo sulla fotonica Cisco Photonics, ha uffici a Roma e un Lab a Pisa. Cisco partecipa allo sviluppo del nostro Paese e sostiene la realizzazione dell’Agenda Digitale. Aiuta le imprese, le istituzioni e i cittadini a cogliere tutti i vantaggi della digitalizzazione. In particolare, Cisco si impegna per rendere più ampio e forte il nostro ecosistema di innovazione e per aiutare le nostre aziende, piccole o grandi che siano, a essere più competitive e a crescere grazie alla tecnologia. La prova più recente di questo impegno è il piano di investimento Digitaliani, annunciato nel gennaio 2016, che ha messo a disposizione inizialmente 100 milioni di dollari in tre anni per accelerare la digitalizzazione dell’Italia e prosegue tutt’ora con progetti e iniziative quali la creazione a Milano del primo Cisco Co-Innovation Center in Europa dedicato alla cybersecurity. Per vivere e lavorare in un paese digitale è necessario che tutti abbiano competenze digitali. Per questo Cisco ha lanciato anche in Italia, nel 1999, il Programma Cisco Networking Academy, che consente di ottenere le conoscenze di base e specializzate più richieste dal mondo del lavoro e dalla società. Oggi in Italia ci sono 352 Networking Academy, che sono state frequentate finora da oltre 317.000 persone (dati FY2022). Infine, Cisco Italia si distingue per la qualità dell’ambiente di lavoro e delle opportunità che offre ai suoi dipendenti; dal 2016 ad oggi, per otto anni di seguito, l’azienda è sul podio della classifica Great Place To Work. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Israele-Gaza, cosa avrebbe fatto Kissinger?
(Adnkronos) – Henry Kissinger avrebbe cercato di risolvere l'attuale crisi in Medio Oriente passo dopo passo, evitando di imporre in tempi brevi una soluzione con due stati, soluzione che sarebbe potuta eventualmente arrivare solo al termine di un lungo processo graduale. Lo scrive sul Washington Post l'ex ambasciatore americano in Israele, Martin Indyk. "Cosa avrebbe fatto Kissinger con la guerra in corso a Gaza? – si chiede il diplomatico – Il suo perseguimento dell'ordine era focalizzato sulle relazioni fra gli Stati. Per lui, attori rivoluzionari, non statuali, come Hamas, andavano neutralizzati e privati della capacità di destabilizzare la regione. Ma lui credeva anche in un tipo di processo incrementale nel quale i palestinesi avrebbero ottenuto 'attributi di statualità' attraverso la costruzione di istituzioni di governo che li avrebbero poi portati ad acquisire l'indipendenza". Kissinger "sarebbe stato il primo a mettere in guardia contro ogni tentativo di far cessare il conflitto imponendo una soluzione con due stati. Invece avrebbe voluto un processo da iniziare con il ritorno di una governance palestinese a Gaza, sotto l'egida di Egitto e altri paesi arabi che avrebbero aiutato a mantenere l'ordine. Non avrebbe avuto obiezioni ad arrivare eventualmente ad una soluzione finale con due stati, ma solo se fosse chiaro a tutti che quell'esito doveva essere preceduto da un processo di costruzione, passo dopo passo, delle capacità e la fiducia reciproca". Kissinger usò questa tattica graduale per mettere fine alla guerra del Kippur nel 1973, imponendo l'ordine fra Israele e i suoi vicini arabi tutt'ora in vigore, che ha permesso successi sviluppi di pace, come gli accordi di Abramo. Allora, ricorda Indyk, Kissinger riuscì a ottenere un cessate il fuoco in soli 16 giorni, poi lanciò un processo basato su accordi ad interim, non di fine conflitto. Nei tre anni successivi negoziò due ritiri di forze, fra Israele ed Egitto, e fra Israele e Siria. "Ciò ebbe l'effetto di far uscire l'Egitto dal conflitto con Israele, di stabilizzare il confine fra Israele e Siria e rendere impossibile per altri arabi l'ipotesi di entrare in guerra", spiega Indyk. Di mentalità conservatrice, Kissinger era sospettoso di chi metteva troppa passione nel voler imporre la pace, rischiando così, riteneva, di portare a nuove guerre in quello che lui definiva "il paradosso della pace". All'epoca della guerra del Kippur, Kissinger tirò il freno su possibili accordi di pace ed è solo nel 1979, con il presidente americano Jimmy Carter, che si arrivò alla pace di Camp David fra Israele ed Egitto. Indik chiese a Kissinger se non rimpiangeva di non averci provato lui per primo. "No, affatto – rispose – Sono felice che sia successo, io ero preoccupato che se avessi spinto le parti troppo bruscamente verso la pace avrei finito per rompere tutto". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Ia, Cisco: in Italia solo 8% aziende preparato per implementare e sfruttare tecnologia
(Adnkronos) – In Italia solo una piccolissima percentuale (8%) delle aziende è del tutto pronta a implementare e sfruttare le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale, mentre il 3% è del tutto impreparata. Il 63% rientra invece nella categoria delle aziende 'follower', ossia preparate solo in parte, con un 26% che ritiene di avere un grande focus sull’IA, anche se non è del tutto pronto. Sono questi i dati princpali che emergono dalla 1a edizione del AI Readiness Index di Cisco, una ricerca che ha coinvolto oltre 8.000 aziende in tutto il mondo per tracciare lo scenario di un mercato in cui l’adozione dell’IA sta accelerando tanto da produrre una trasformazione profonda, con impatti decisivi su quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana e dell’attività delle imprese. Dal report emergono delle mancanze significative rispetto a infrastrutture e aree chiave per il business, che generano rischi per il prossimo futuro. L’adozione dell’IA in realtà è cresciuta lentamente per decenni, ma l’evoluzione dell’IA generativa unita alla disponibilità per il vasto pubblico ha prodotto sfide, cambiamenti e nuove possibilità. Nonostante l’84% dei manager intervistati ritenga che l’IA avrà un impatto rilevante sull’operatività della propria azienda, non vanno sottovalutati gli aspetti legati a privacy dei dati e sicurezza. La maggiore complessità che si deve affrontare riguarda la capacità di sfruttare l’IA con i propri dati, e l’82% pensa che le difficoltà nascano dal fatto che i dati aziendali sono in 'silo', quindi non facilmente disponibili in modo integrato. Nello studio viene evidenziata però una nota positiva: le aziende italiane stanno agendo in modo proattivo per prepararsi a un futuro in cui l’IA sarà centrale. Riguardo alla costruzione di una strategia, circa un terzo delle aziende è stato classificato come 'pacesetter', ovvero pienamente preparato, il che indica un focus degli executive e della leadership It sul tema, che si rispecchia anche nel fatto che il 95% dichiara che nella loro azienda l’urgenza di implementare tecnologie IA è aumentata negli ultimi 6 mesi, con due aree di applicazione prioritarie: nell’infrastruttura It e nella cybersecurity. “La corsa per prepararsi all’IA è partita, e c’è una forte pressione per passare dalla pianificazione strategica all’esecuzione, per capitalizzare il potenziale di trasformazione di questa tecnologia”, ha dichiarato Liz Centoni, Executive vicepresident e General Manager, Applications e Chief Strategy Officer di Cisco. "Per sfruttare i vantaggi dei prodotti e dei servizi basati sull'IA, le aziende hanno bisogno di soluzioni che offrano sicurezza, osservabilità per i loro modelli e strumenti IA, così da garantire le prestazioni, proteggere dati e sistemi sensibili, fornire risultati affidabili ottenuti in modo responsabile”, ha aggiunto. La prima edizione dell’AI Readiness Index di Cisco ha evidenziato, rispetto all’IA, 6 fattori principali. Eccoli nel dettaglio. 1.Strategia: siamo sulla buona strada. Il 73% delle aziende italiane è pronta o in buona parte pronta; il 92% dichiara di avere già o di stare sviluppando una strategia IA ben definita. Un valido segnale, anche se c’è ancora da fare. 2.Infrastruttura: le reti non sono strutturate per le esigenze dei carichi di lavoro IA. Il 95% delle aziende, a livello globale, sa che l’IA aumenterà i carichi di lavoro che l’infrastruttura deve gestire. Punto dolente in particolare nel nostro paese: solo il 24% ritiene di avere in azienda un’infrastruttura altamente scalabile, necessaria per supportare l’enorme aumento dei carichi di lavoro che l’IA comporta. Il 68% ritiene di avere una scalabilità limitata, o nessuna scalabilità per quanto riguarda la capacità delle infrastrutture It a disposizione per vincere le nuove sfide dell’IA. Per oltre tre quarti (77%) il problema è procurarsi ulteriori Gpu grafiche, ma vi sono anche problemi di latenza e capacità. 3.Dati: non dimenticarsi di avere i dati 'pronti per l’IA'. I dati sono la spina dorsale di un’operatività che sfrutti l’IA, ma è anche l’area in cui c’è meno preparazione in assoluto, con il 27% delle aziende italiane del tutto impreparate (verso un 17% globale). L’82% delle aziende nel nostro Paese afferma che i dati nella loro organizzazione sono in parte non integrati o frammentati. Questo è un ostacolo grave perché la complessità di integrare dati che risiedono in diverse fonti e renderli disponibili per le elaborazioni dell’IA può incidere sulla capacità di sfruttare le applicazioni basate su intelligenza artificiale in tutto il loro potenziale. 4.Competenze per l’IA: una nuova era di digital divide. I membri dei consigli di amministrazione e il top management sono le persone che più facilmente abbracciano il cambiamento dell’IA nel mondo e anche in Italia, dove l’85% e il 78% mostra rispettivamente una ricettività elevata o moderata sull’argomento. Tuttavia c’è ancora molto da fare per coinvolgere sia le figure di management intermedie, dove si riscontra un 25% che non è ricettivo o lo è in modo molto limitato, e sia i dipendenti, dove si riferisce di un 33% di persone che hanno poca o nessuna disponibilità ad adottare l’IA. Inoltre, la necessità di avere competenze specifiche sull’IA rivela una nuova era di digital divide. In Italia il 94% dichiara di aver investito per riqualificare in tal senso i dipendenti già attivi, mentre il 27% ha espresso dubbi sull’effettiva disponibilità di sufficiente personale dotato delle conoscenze necessarie. 5.Governance: una falsa partenza per l’adozione di policy IA. Il 77% delle organizzazioni italiane dichiara di non avere policy IA onnicomprensive, ma questa è un’area da affrontare se le aziende vogliono considerare e governare tutti i fattori che possono presentare rischi, in termini di fiducia del mercato e fiducia nella tecnologia. Questi fattori sono la privacy dei dati e la sovranità, la comprensione delle normative globali e il rispetto delle stesse. Inoltre si deve fare molta attenzione a temi come i bias, l’equità, la trasparenza nei dati e negli algoritmi. 6.Cultura: poca preparazione ma molta motivazione per renderla una priorità. Questo pillar ha la quota più bassa di aziende 'pacesetter' (del tutto pronte) che sono il 7%, rispetto alle altre categorie. Il 13% non ha dei piani di change management, e coloro che li hanno, nell’85% dei casi sono ancora in progress. Gli executive sono i più ricettivi al cambiamento interno all’azienda che l’IA comporta, e devono quindi guidare lo sviluppo di piani completi e comunicarli chiaramente al management intermedio e ai dipendenti che già, come visto, hanno livelli inferiori di accettazione culturale. La buona notizia è che la motivazione ad agire per il tema culturale è alta. Otto su dieci hanno dichiarato che la loro organizzazione sta prendendo in considerazione l’IA con un livello di urgenza moderato o elevato, e solo l’1% ha riferito di essere del tutto resistente al cambiamento. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Rottamazione quater 2023, per pagare seconda rata c’è tempo fino 5 dicembre
(Adnkronos) – Rottamazione quater delle cartelle fiscali. C'è ancora qualche giorno a disposizione dei contribuenti per pagare la seconda rata. Saranno, infatti, considerati validi i versamenti effettuati entro martedì 5 dicembre, in considerazione dei cinque giorni di flessibilità aggiuntivi, previsti dalla legge, rispetto alla scadenza del 30 novembre scorso. Lo ricorda l'Agenzia delle entrate-riscossione in una nota. Nel caso in cui il pagamento non venga eseguito, si legge ancora, o sia effettuato oltre il termine ultimo o sia di ammontare inferiore rispetto all'importo previsto, verranno meno i benefici della definizione agevolata e quanto già corrisposto sarà considerato a titolo di acconto sul debito residuo. Per il versamento deve essere utilizzato il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute che riporta la data del 30 novembre 2023, disponibile in copia anche sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. Pagamenti via web, in banca, poste e tabaccai: è possibile pagare in banca, agli sportelli bancomat (Atm) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con l'internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it oppure con l'App Equiclick tramite la piattaforma pagoPa. Si può pagare anche direttamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento nella sezione 'Sportello territoriale' del sito oppure tramite il contact center al numero 060101. La prossima settimana partirà l’invio delle comunicazioni delle somme dovute, destinate ai soggetti che hanno aderito alla rottamazione-quater e che risiedono nelle zone interessate dall’alluvione dello scorso mese di maggio (indicati nell’allegato 1 al Decreto Legge n. 61/2023 convertito con modificazioni dalla Legge n. 100/2023). Per tali contribuenti, infatti, i termini della definizione agevolata sono stati prorogati di tre mesi. La comunicazione fornisce l’esito di accoglimento o eventuale rigetto della domanda, l’importo da pagare, le scadenze e i moduli di pagamento delle rate in base alla scelta effettuata in fase di adesione. L’invio delle comunicazioni, come disposto dalla legge, sarà completato entro il mese di dicembre. In questo caso la scadenza della prima (o unica) rata è fissata al 31 gennaio 2024. La definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022), consente di versare solo l’importo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per quanto riguarda i debiti relativi alle multe stradali o ad altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi contributivi), non sono da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi (comunque denominati, comprese pertanto le c.d. “maggiorazioni”), nonché quelle dovute a titolo di aggio. Per i contribuenti che hanno optato per un piano di pagamenti dilazionato, consentito fino a un massimo di 18 rate, quella di novembre è l’ultima rata prevista nel 2023. A partire dal 2024 saranno quattro gli appuntamenti per il versamento delle rate, che andranno saldate entro il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno, secondo il proprio piano di definizione agevolata. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Violenza sessuale durante i provini, finto regista condannato a 11 anni e 9 mesi
(Adnkronos) – Condannato a 11 anni e 9 mesi Claudio Marini, finto regista accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di diverse ragazze che volevano provare a entrare nel mondo del cinema e che venivano adescate con la scusa di effettuare provini. I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Roma hanno comminato una pena superiore a quella chiesta dalla Procura, che aveva sollecitato una condanna a 9 anni. Il sedicente regista, secondo l'accusa, tra il 2019 e il 2020 avrebbe compiuto le violenze su 8 ragazze a Roma. Il 'modus operandi' come emerso dalle indagini, era sempre lo stesso: l'uomo, come riportato nel capo di imputazione relativo a otto diversi episodi, ''fingendo di essere il regista incaricato'' da una società, ''soggetto giuridico inesistente, per effettuare un casting di film, si attribuiva un falso nome e una falsa qualità professionale, traendo in inganno le vittime e costringendole con violenza a subire atti sessuali''. L'uomo, arrestato nell'estate del 2020 e tornato libero durante il processo per scadenza termini, incontrava le aspiranti attrici inizialmente in un luogo pubblico e poi per provare una scena le invitava a casa. Il procedimento è nato dopo la denuncia presentata da dodici ragazze. Il finto regista è stato dichiarato dal tribunale capitolino interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Nel procedimento si è costituita parte civile l'associazione 'Differenza donna'. ''Questa sentenza rappresenta una nuova era, l'era del 'me too' italiano – commentano l'avvocato Teresa Manente e la collega Marta Cigna, di 'Differenza Donna' – un movimento che parte dalla forza delle donne del mondo dello spettacolo dalla loro consapevolezza dei loro diritti negati, delle molestie e violenze sessuali che restano ancora invisibili. Un movimento che ha preso forma e voce anche nel nostro Paese grazie alla determinazione di tante donne attrici e aspiranti attrici come le 12 parti offese di questo processo seguite e sostenute dall'associazione 'Differenza Donna' che si è costituita parte civile nel processo e che insieme all'associazione 'Amleta' lotta per svelare la gravità e la diffusione di molestie e violenza sessuale in questo contesto dove permangono stereotipi e pregiudizi sessisti. Le violenze e le molestie sessuali che le parti offese hanno subito durante provini approfittando della situazione di potere sono crimini che vanno puniti. Vogliamo dire a tutte le giovani donne attrici o aspiranti attrici che è reato chi viola la nostra libertà di autodeterminazione e sessuale e chi sfrutta il proprio potere per indurci a subire e a tacere'' concludono. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Omicidio Primavalle, giudizio immediato per presunto killer di Michelle Causo
(Adnkronos) – Giudizio immediato per Olive Nicol De Soyza, il trapper arrestato per l’omicidio della 17enne Michelle Maria Causo, il cui corpo venne trovato in un carrello della spesa abbandonato accanto ai rifiuti nel quartiere Primavalle di Roma, il 29 giugno scorso. Il gip del Tribunale per i Minorenni di Roma, Federico Falzone, a fronte della specifica richiesta presentata dal Pm Anna Di Stasio, ha emesso lunedì il decreto, fissando il processo al 6 febbraio prossimo. All'imputato il pm ha contestato le accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione, l’occultamento e il vilipendio di cadavere. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)



