(Adnkronos) – A tre giorni dalla conclusione della 28esima Conferenza Internazionale sul Clima (Cop28), questo pomeriggio, le acque di diversi fiumi italiani sono state tinte di verde da 'Extinction Rebellion': gli attivisti sono tornati oggi in azione con blitz in diverse città italiane per denunciare "il fallimento della leadership mondiale nell’affrontare la crisi climatica e la sesta estinzione di massa". Lo fanno sapere in una nota gli stessi attivisti. Come sottolinea 'Extinction Rebellion' a Torino e a Milano, una casa “affondata” è comparsa nelle acque verdi del Po e dei Navigli, mentre a Venezia alcune persone si sono appese con imbraghi al ponte di Rialto, sopra le acque verdi del Canal Grande. A Bologna alcuni canotti sono stati rilasciati nel famoso canale del Reno che passa in centro città, noto come “la piccola Venezia”. A Roma, l’isola Tiberina è stata circondata dalle acque verdi del Tevere. “Il colorante usato – rassicura Paola da Venezia – è semplice fluoresceina. Un sale innocuo usato da idraulici come tracciante e addirittura per segnalare la posizione di subacquei dispersi in mare”. “Tra qualche ora, queste acque torneranno come prima. Il colore dei nostri mari e dei nostri fiumi, però, continuerà a cambiare man mano che le temperature continueranno ad aumentare”, conclude. Come ricostruisce 'Extinction Rebellion', a Bologna, intorno alle 15, alcuni attivisti sono entrati nel canale del Reno, su cui si affaccia la famosa finestrella, nota anche come “piccola Venezia”. Gli attivisti hanno attraversato il canale e attraccato un paio di canotti sulle sue sponde, oltre ad uno striscione che recita: “Il governo parla, la terra affonda”. In ultimo, della fluoresceina è stata versata nelle acque del canale tingendole di verde. A Roma un gruppo di attivisti ha depositato sull’isola Tiberina un grande striscione con la scritta "Mentre il governo parla, il mondo collassa! Agire ora!" e nel frattempo, le acque del Tevere intorno all'isola sono state tinte di verde. A Torino, proseguono gli attivisti, è comparsa una “casa affondata” in mezzo al Po, di fronte ai Murazzi. Nel frattempo, mentre le acque del fiume si tingevano di verde, uno striscione di 45 metri quadri è stato srotolato dal ponte Vittorio Emanuele I di Piazza Vittorio, con la scritta “Il governo parla, la terra affonda”. A Milano il Naviglio Grande si è tinto di verde mentre una casa di cartapesta "affondava" tra le acque e dal ponte Alda Merini e uno striscione urlava "il governo parla, la Terra affonda". A Venezia tre persone si sono calate dal Ponte di Rialto, aprendo uno striscione con scritto "Cop28: mentre il governo parla, noi appesi a un filo", in riferimento "alla condizione sempre più precaria a causa delle crisi climatica e alla noncuranza del governo davanti all’emergenza". Nel frattempo le acque del Canal Grande si sono tinte di verde. Anche nelle strade del centro di Bari questo pomeriggio "un gruppo di persone ha distribuito volantini per richiamare l’attenzione sul grave livello di emergenza ecoclimatica e per far conoscere la realtà 'Extinction Rebellion'". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Mourinho: “Mai offeso l’arbitro, da giustizia sportiva mi aspetto giustizia”
(Adnkronos) – "Dalla giustizia sportiva mi aspetto giustizia. Non è stato un problema per me, la mia vita qui è il lavoro. Mi sono presentato spontaneamente e anche felice perché il procuratore mi ha dato l'opportunità con tutta la naturalezza di dire le cose che volevo. Non posso parlare di quello che è successo ieri. Sono andato con il direttore Pinto e l'avvocato Conte. Abbiamo incontrato Chiné e abbiamo parlato". Lo dice, alla vigilia del match contro la Fiorentina, il tecnico della Roma, José Mourinho, parlando del suo incontro con la procura federale dopo le sue parole sull'arbitro Marcenaro e Berardi del Sassuolo. "Non ho mai offeso l'arbitro, mai messo in dubbio la qualità dell'arbitro, l'espressione usata mi sembra normale, la utilizzo anche quando parlo di me stesso. E' stata eventualmente capita in un modo diverso, ma durante la gara ha dimostrato di avere le capacità di gestire la gara e l'ho detto dopo il match. Non riesco a vedere problemi con questo. Mi aspetto giustizia". Per la Roma è stata una "settimana buona, abbiamo potuto lavorare bene. Intensità alta, quello che di solito non possiamo fare quando giochiamo tanto", ha detto il tecnico giallorosso alla vigilia del match contro i viola. Quanto alle presenze, "Smalling niente, non c'è alcun tipo di evoluzione. Kumbulla inizia ad allenarsi con noi, se tutto va bene potrà aiutare 10-15 minuti già con il Napoli o le prossime. Poi Renato Sanches e Pellegrini, gente che arriva da infortuni recenti, hanno avuto una buona settimana di lavoro da fare. Era da tanto che non si lavorava tutti insieme sui principi tattici". Mourinho firmerebbe il rinnovo con la Roma se gli venisse presentato oggi? "E' una domanda ipotetica perché non è successo. Non mi piace rispondere a domande ipotetiche. Non è un segreto che oggi ci sia qui Dan Friedkin insieme ai suoi due figli e che siamo stati insieme. Il rapporto è buono, ma se mi chiedete se abbiamo parlato di futuro la risposta è no". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Elezioni Usa, il sondaggio: sorpasso di Trump, Biden al minimo da inizio mandato
(Adnkronos) – Donald Trump supera Joe Biden per la prima volta nelle proiezioni sulle elezioni presidenziali del prossimo anno, evidenzia un sondaggio del Wall Street Journal. I consensi per il presidente in carica sono al minimo da quando è iniziato il suo mandato, solo il 37 per cento, da quando e il 61 per cento delle persone intervistate considera complessivamente la sua persona sfavorevolmente. Meno del 30 per cento degli intervistati ha un parere positivo della "Bidenomics", la politica corposa economica promossa in questi anni dal Presidente.
Biden è dietro a Trump di 4 punti percentuali, al 43 per cento contro il 47, in una eventuale corsa a due. Il lead di Trump cresce di sei punti percentuale, 37 contro 31 per cento, se dovessero presentarsi altri candidati che, insieme, potrebbero arrivare a prendere il 17 per cento dei voti, con l'ex democratico ora indipendente Robert Kennedy che, da solo, totalizzerebbe l'8 per cento.
Solo il 23 per cento degli elettori ritiene che le politiche di Biden abbiano migliorato le loro vite, il 53 per cento sostiene di esserne stato danneggiato. La metà degli elettori invece dice che le politiche di Trump, quando era alla Casa Bianca, sono state di aiuto, con il 37 per cento che invece pensa il contrario. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Firenze, Renzi: “Stefania Saccardi candidata sindaca Iv, è ufficiale”
(Adnkronos) – "Stefania Saccardi è ufficialmente candidata di Italia Viva a sindaca di Firenze". Lo ha detto il senatore Matteo Renzi, leader di Iv, questa mattina a Firenze a margine di una conferenza stampa insieme alla vicepresidente della Regione Toscana ed esponente del suo partito Stefania Saccardi. Renzi ha poi rivolto al Pd l'appello a indire le primarie di centrosinistra per il 2024 per la scelta del candidato sindaco, come richiesto dall'ex assessora Cecilia Del Re e come invece l'assemblea cittadina del Pd ha escluso, indicando l'assessora al Welfare Sara Funaro come candidata ufficiale della coalizione. "Sarebbe bello fare le primarie, aperte a Stefania, a Cecilia, a Sara e a chiunque lo desideri", ha concluso Renzi, che è stato sindaco dal 2009 al 2013. "Non si corre contro nessuno. Si corre per Firenze, ma contro una candidatura scelta nel segreto delle stanze, contro la modalità con la quale è stata scelta una candidatura. La nostra è una candidatura per Firenze e non per far vincere il centrodestra”, ha detto Stefania Saccardi, con riferimento alla scelta del Pd cittadino di indicare Sara Funaro come candidata sindaca della coalizione di centrosinistra senza ricorrere alle primarie. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Elezioni in Egitto, terzo mandato scontato per al-Sisi: Gaza ‘oscura’ crisi economica
(Adnkronos) – Acque agitate in Egitto dove da domani al 12 dicembre si terranno elezioni presidenziali dall'esito scontato, con la conferma del terzo mandato per Abdel Fattah al-Sisi, ma in un contesto regionale ad altissima tensione, con la guerra a Gaza e migliaia di palestinesi accalcati al valico di Rafah, e gravi problemi interni, con il Paese in crisi economica. Il voto, secondo gli analisti, sarà poco di più di una formalità per al-Sisi, che dallo scoppio della guerra nella Striscia è in 'gara' con il Qatar per la guida dei negoziati ed il titolo di 'difensore' dei palestinesi. I contraccolpi della guerra al di là del confine stanno oscurando le presidenziali e convinto gli egiziani a mettere da parte per il momento i loro problemi economici, mentre al Cairo solo i cartelloni giganti con il volto sorridente di al-Sisi affissi nelle piazze e lungo le strade principali ricordano le elezioni, che gli attivisti all'estero reputano "un inutile spreco di denaro pubblico". Una corsa tagliata su misura, dove gli altri tre candidati non hanno una base popolare e sono in gran parte sconosciuti al pubblico. E mentre tutte le televisioni del Paese sono sintonizzate sulle immagini della devastazione nell'enclave palestinese, il voto appare a molti egiziani come un non-evento.
Al-Sisi, che dal 2 ottobre – giorno in cui ha ufficializzato la sua candidatura – non ha partecipato ad alcuna intervista televisiva, ha taciuto su tutte le questioni interne e anche sul suo programma di governo, si trova in una situazione complicata. La causa palestinese resta un argomento altamente infiammabile per l'opinione pubblica egiziana ed il regime deve oscillare tra la fermezza nei confronti di Israele e la sua alleanza strategica con lo Stato ebraico, senza essere visto come complice delle sofferenze dei palestinesi.
Non è un caso che la crisi di Gaza è stata al centro dell'unico comizio elettorale di al-Sisi, salito sul palco il 23 novembre allo stadio del Cairo. Nel suo discorso, il leader egiziano ha ribadito l'appello al cessate il fuoco, la denuncia della "macchina di morte" israeliana e "la punizione collettiva" inflitta agli abitanti di Gaza, nonché la sua ferma opposizione ai piani di sfollamento forzato dei palestinesi verso il Sinai, per il Cairo una "linea rossa".
Ansioso di elevare il suo status a livello internazionale, in questi mesi il presidente egiziano ha vestito i panni del capo di Stato corteggiato dai leader mondiali che si sono in successione recati al Cairo per chiedere i suoi buoni uffici su questioni spinose: dall'esfiltrazione dei cittadini stranieri da Gaza al rilascio degli ostaggi fino all'organizzazione della risposta umanitaria. Su quest'ultimo punto, L'Egitto critica apertamente i blocchi israeliani che ostacolano la distribuzione degli aiuti umanitari, ma mantiene uno stretto controllo sugli ingressi e sulle uscite da Rafah. Secondo gli osservatori, se Abdel Fattah al-Sisi intende fare della crisi di Gaza il suo cavallo di battaglia, è anche per evitare di parlare di un'altra crisi: il peggioramento senza precedenti dell'economia egiziana, per il quale era stato molto criticato prima del 7 ottobre e lo scoppio della guerra. Oltre al debito record, l'Egitto – secondo la Banca Mondiale – è uno dei 10 Paesi più colpiti dall'inflazione, che ha raggiunto quasi il 40% a settembre e il 70% sui prodotti alimentari. Un'ulteriore svalutazione della lira sembra inevitabile nei prossimi mesi. Imparando dagli errori delle ultime elezioni presidenziali – che all'epoca furono denunciate come "una farsa" dalle organizzazioni egiziane e internazionali per i diritti umani – questa volta le autorità egiziane hanno cercato di dare una parvenza di democrazia. Se alle scorse consultazioni al-Sisi si era 'scontrato' con Moussa Mostafa Moussa, un architetto sconosciuto prestato alla politica, alle prossime elezioni competerà con tre candidati. Tuttavia, il fatto che tutti i suoi sfidanti non siano militari ha indotto molti egiziani a dubitare sulla loro reale forza. Le forze armate, l'istituzione da cui è emerso ogni leader egiziano in epoca moderna – ad eccezione dell'ex presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi, che è stato estromesso con la forza dall'esercito nel 2013 – ha dimostrato di non essere disposto a cedere il potere a un governo civile.
Sull'autenticità del processo elettorale pesa molto il fatto che l'unico serio sfidante di al-Sisi, Ahmed al-Tantawy, ex deputato ed ex capo del partito di sinistra Karama (Dignità), sia stato costretto a rinunciare alla sua candidatura poche ore prima della scadenza dei termini. Molti suoi sostenitori sono stati arrestati e lo stesso al-Tantawy è stato denunciato. Amnesty International, ha dichiarato il mese scorso che "ai veri candidati dell'opposizione è stato impedito di competere", aggiungendo che dal primo ottobre le autorità egiziane "hanno arrestato e interrogato almeno 196 persone a causa della loro partecipazione a proteste non autorizzate". I tre candidati ammessi sono Farid Zahran, del Partito Socialdemocratico di sinistra e all'opposizione (forse il più conosciuto), Abdel-Sanad Yamama, che rappresenta il Partito Wafd e Hazem Omar, candidato del Partito Repubblicano Popolare.
Nelle ultime due elezioni presidenziali, nel 2018 e nel 2014, l'affluenza alle urne è stata decisamente bassa, attestandosi rispettivamente intorno al 40% e al 47,5%. Molti egiziani non si sono presentati ai seggi, ritenendo che i risultati fossero già decisi. Per gli analisti, la legittimità di al-Sisi verrebbe minata se dovesse confermarsi l'apatia degli elettori. Questo è il motivo per cui il governo ha fatto di tutto per inserire altri candidati, seppur di facciata: una grande affluenza alle urne dissiperebbe i dubbi sulla popolarità del leader. I risultati ufficiali sanno annunciati il 18 dicembre. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Giulia Cecchettin, il neurologo: “Turetta esempio di sottovalutazione clinica del disagio mentale”
(Adnkronos) – Il caso Filippo Turetta, il giovane che ha ucciso la fidanzata Giulia Cecchettin, "è l'esempio di una sottovalutazione clinica di un problema: se fosse stato approcciato da un medico specialista si sarebbe potuta ridurre la rabbia, le ossessioni e il tormento di questo ragazzo. Poi una volta stabilizzato allora si poteva intervenire con la cura integrata con lo psicologo. Non dobbiamo perdere l'occasione per far sì che queste tragedie non si ripetano: il disagio mentale va sdoganato e va smantellata l'etichetta. Non basta andare dallo psicologo, Turetta ne ha cambiati diversi senza mai essere indirizzato da uno psichiatra. Questo non deve più accedere". Ad affermarlo all'Adnkronos Salute è Rosario Sorrentino, neurologo, scrittore e divulgatore scientifico, che torna sull'omicidio di Giulia Cecchettini da parte del fidanzato Filippo Turetta che si è scoperto aveva raccontato a uno psicologo, da fine settembre, i problemi dovuti all'abbandono da parte della ragazza e delle difficoltà nel suo percorso universitario. "Mi sono più volte chiesto in questi giorni riflettendo sull'omicidio di Giulia Cecchettin, così come per altri casi, – aggiunge Sorrentino – come sarebbe andata se fin dall'inizio Filippo Turetta fosse andato subito da un medico, uno psichiatra ad esempio, e non da uno psicologo. Lo dico perché quello che è accaduto deve far riflettere tutti, non ci possiamo permettere di vedere che nella maggior parte di casi simili a questo ci si riduca alle sole sedute dello psicologo e non ad un medico specialista che sappia stabilizzare l'equilibrio biologico del cervello con una adeguata terapia farmacologica che non è l'ansiolitico dato dall'amico. Ci sono casi trascurati che posso esplodere in comportamenti imprevedibili – avverte – per queto ritengo che mandare un esercito di psicologi nelle scuole serve a poco o nulla se non si inizia invece a parlare ai ragazzi, alle famiglie e ai docenti di cervello dell'adolescente e di cosa accade a livello neurologico in quell'età straordinaria ma molto complessa. Dobbiamo fare capire che può verificarsi uno squilibrio chimico a livello cerebrale, l'aspetto criminologico e psichiatrico abitano nella stessa mente di una persone e possono, se non curati, dar luogo a cose impreviste. Non possiamo girarci dall'altra parte e non può bastare solo lo psicologo". Infine Sorrentino se la prende anche con i talk televisivi e con i media, "dove c'è una irruzione di psicologi e sociologi, opinionisti che contribuiscono a dare una visione sbagliata e deformata della realtà. Il disagio mentale nel 2030 sarà uno dei problemi più diffusi nella società – conclude – Se non affrontiamo questa emergenza comunicando cosa avviene nel cervello di un ragazzo, considerando il cervello un organo a tutti gli effetti che può essere curato con una terapia, non riusciremo ad aiutare le nuove generazioni". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Grande successo per il Messina Film Festival
(Adnkronos) – Una settimana intensa dal punto di vista culturale e cinematografica quella offerta dal Messina Film Festival, che è tornato alla ribalta dopo una lunga sospensione tenendo viva l’attenzione su cinema e opera lirica dall’1 all’8 dicembre. E “Cinema&Opera” era infatti il sottotitolo del festival che ha portato sullo schermo della Sala Laudamo, sempre piena al di là di ogni più rosea previsione, delle vere e proprie chicche che hanno fatto di questo di questo festival, voluto e organizzato dal direttore artistico Ninni Panzera, un’edizione unica nel panorama nazionale, e non solo, dei Festival del Cinema. Location del Festival il Teatro Vittorio Emanuele, la Sala Laudamo e altri spazi cittadini che hanno ospitato la manifestazione. "Con Cinema&Opera il festival ha messo in evidenza, attraverso una intensa e variegata programmazione, degli intrecci che sin dai tempi del muto sono sempre stati particolarmente importanti tra queste due forme d’arte – si legge in una nota – Era una scommessa lanciata da Ninni Panzera, che come testimoniano le presenze a tutti gli appuntamenti è stata abbondantemente vinta. L’ennesima conferma, semmai ce ne fosse di bisogno, che la città di Messina apprezza e sostiene gli appuntamenti culturali di qualità. Il Festival ha potuto contare sul sostegno dell’EAR Teatro di Messina, dell’Assessorato Regionale Turismo, del Comune di Messina e da Unioncamere Sicilia. La serata finale con le immagini sconvolgenti del terremoto di Messina e le musiche di Franco Battiato hanno suscitato una fortissima emozione e profonda commozione. Ninni Panzera ha infatti ricordato che quelle immagini erano state presentate 25 anni addietro con Franco Battiato che si esibì dal vivo insieme a Manlio Sgalambro, voce narrante e al suo tastierista di sempre Angelo Privitera presente venerdì sera alla Sala Laudamo per raccontare le emozioni del maestro Franco Batttiato quando musicò quelle immagini sconvolgenti e drammatiche". “Sono felice per il successo del Messina Film Festival e del risultato sul connubio Cinema&Opera – il commento del commissario straordinario Orazio Miloro – che esalta le attività di cui siamo promotori. Dal primo momento abbiamo creduto nell’idea e siamo pronti a sostenere anche per il futuro il consolidamento e la crescita ulteriore della manifestazione”. L’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata che già in fase di presentazione aveva annunciato il sostegno del suo assessorato con l’impegno di inserire l’appuntamento messinese nel calendario dei festival da promuovere il prossimo anno, non si è certo tirata indietro. “A conclusione del prestigioso "Messina Film Festival" – ha dichiarato l’assessore Elvira Amata – voglio davvero formulare il mio più vivo apprezzamento per la particolare e speciale edizione che, dopo tanti anni, ha saputo far rivivere alla Città di Messina grandi emozioni. Un festival di pregio che ha rafforzato egregiamente una straordinaria sinergia fra le Istituzioni coinvolte, alimentando reciprocamente ancor di più la voglia di consolidarlo nel territorio per i prossimi anni. Il successo riscosso, non soltanto, attesta una straordinaria capacità artistica e organizzativa del Festival capace di offrire al territorio rilevanti occasioni di promozione, in linea con la mission del mio Assessorato, ma è, al contempo, l'espressione di una condivisa volontà di tutti di confermare un impegno in tale direzione. Sono certa che i risultati ottenuti contribuiranno a rendere, sotto ogni profilo, sempre più accattivanti le prossime edizioni". “E’ stata una bella occasione – ha dichiarato il Sindaco Basile – per scoprire il legame intenso tra il cinema e l’opera lirica. La città ha risposto con entusiasmo al progetto del Messina Film festival da noi apprezzato e sostenuto. La giornata finale del festival con le immagini sconvolgenti del terremoto di Messina e la musica di Franco Battiato hanno scolpito l’emozione dei tanti partecipanti”. Il festival si è articolato in varie sezioni non competitive con un Panorama contemporaneo in cui hanno trovato spazio film di grandi cineasti le cui opere sono state ambientate nel mondo della lirica tra cui Bernardo Bertolucci, e Luchino Visconti, solo per citare alcuni. E poi un omaggio a Marco Bellocchio, alla sua passione per la lirica e a Maria Callas, nel centenario della nascita, la sua imponente attività artistica guardata attraverso lo specchio del cinema, con le prestigiose collaborazioni con i registi Franco Zeffirelli e Pier Paolo Pasolini. Una mostra e una retrospettiva sul compositore catanese Vincenzo Bellini con sei film che a partire dalla metà degli anni trenta e per i vent’anni successivi hanno dominato gli incassi della scena cinematografica italiana e internazionale. Marco Bellocchio ha anche ricevuto il dottorato honoris causa in scienze cognitive, curriculum teorie dei media e delle arti performative. Il dottorato è stato conferito dal Dipartimento di scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali. Di grande suggestione la selezione di tre film muti tratti da altrettante opere liriche. Le pellicole sono state accompagnate da musiche dal vivo eseguite dall’ensemble del Conservatorio Corelli. La manifestazione ha potuto contare inoltre sulla collaborazione di tutte le associazioni culturali che a Messina operano in campo musicale e cinematografico, del Centro Studi Cinematografici di Roma e del Coordinamento dei Festival di cinema in Sicilia. Straordinario successo anche del concorso di cortometraggi in cui l’opera lirica attraverso suoi personaggi o le arie hanno trovato vita nel racconto breve. Il Messina Film Festival, come aveva annunciato in sede di presentazione, è stata una manifestazione “plurale, rigorosa e green” che ha guardato con molta attenzione alla sostenibilità ambientale con l’adozione di accorgimenti in aderenza alle linee guida adottate dal Ministero della Cultura. E la prima promessa presa dal direttore artistico Ninni Panzera, dopo lo straordinario successo di questa nuova edizione del Messina FilmFestival, è stata quella di tornare il prossimo anno con un programma ancora più ambizioso e ricco di film e ospiti sempre legati al tema dell’opera lirica. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Nomina Valditara, La Russa telefona a Concia: “Solidarietà e vicinanza”
(Adnkronos) – Una telefonata per esprimere "solidarietà e vicinanza" con l'invito al concerto di Natale, previsto domani a Palazzo Madama. A quanto apprende AdnKronos, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha contattato l'ex parlamentare e attivista Anna Paola Concia, la cui collaborazione con il ministero dell'Istruzione ha provocato polemiche anche nella stessa maggioranza. La telefonata, secondo le stesse fonti consultate non ha riguardato i temi al centro del dibattito politico e la natura dell'incarico. Concia, avrebbe espresso apprezzamento per il colloquio, ringraziando per l'invito per l'evento di domani che non potrà seguire in quanto attualmente fuori dall'Italia. Dopo le critiche arrivate da Lega e Fratelli d'Italia per la nomina di Anna Paola Concia tra le garanti del progetto 'Educazione alle relazioni' nelle scuole, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha poi deciso per il passo indietro. "Dal momento che la scuola italiana ha bisogno di serenità e non di polemiche – spiega il ministro -, ho deciso di non attivare l'incarico di garanti del progetto 'Educazione alle relazioni' a suor Monia Alfieri, Paola Concia e Paola Zerman. Rinnovo loro i ringraziamenti per la disponibilità e la generosità dimostrate. Il progetto 'Educare alle relazioni' andrà avanti senza alcun garante. Nel suo svolgimento concreto si continuerà il dialogo con le associazioni rappresentative dei genitori, dei docenti e degli studenti", spiega il ministro. “Capisco la decisione del ministro Valditara e lo ringrazio della fiducia accordatami: dopo due giorni di polemiche da ambienti massimalisti della destra e della sinistra, è per me evidente che non esistono le condizioni per svolgere il lavoro equilibrato e dialogante che mi ero proposta insieme alle altre due garanti del progetto 'Educazione alle relazioni'. Resto convinta che solo il confronto tra matrici culturali differenti possa produrre linee guida efficaci e non divisive sul tema del rispetto della libertà delle donne", commenta Paola Concia, Coordinatrice del Comitato Organizzatore di Didacta Italia, dopo la decisione del ministro. "Credevo davvero che l'orribile femminicidio di Giulia Cecchettin avesse segnato uno spartiacque anche su questo – continua – E' stato cosí per le donne, che sono scese in piazza a migliaia, a prescindere dalle loro convinzioni politiche. È stato cosí per i giovani, che hanno fatto altrettanto e hanno animato dibattiti importanti nelle scuole. Non è stato così per quei settori estremisti dell'associazionismo e della politica che si sono mobilitati per sabotare la possibilità stessa di un confronto super partes. Peccato. Il mio impegno resta, cosí come quello delle istituzioni scolastiche, confermato oggi dal ministro. Lo rilanceremo nella prossima edizione di Didacta Italia e in ogni altra occasione utile". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Israele-Hamas, veto Usa su risoluzione Onu: da Amnesty a Msf, le reazioni
(Adnkronos) – Si susseguono le reazioni al veto posto dagli Stati Uniti al testo della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "Con il loro veto, gli Stati Uniti hanno mostrato uno spietato disprezzo per le sofferenze dei civili di fronte a uno sconvolgente numero di vittime, alla vasta distruzione e a una catastrofe umanitaria senza precedenti in corso nella Striscia di Gaza occupata" è l'accusa arrivata da Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty International. "Gli Usa hanno brandito il veto come un’arma contro il Consiglio di sicurezza, pregiudicando ulteriormente la sua credibilità e capacità di adempiere al mandato di mantenere la pace e la sicurezza internazionale – ha denunciato – Non può esistere alcuna giustificazione per continuare a impedire un’azione concreta del Consiglio di sicurezza per fermare questo enorme bagno di sangue di civili. L’uso del veto è moralmente indifendibile. Gli Usa sono venuti meno al dovere di prevenire crimini atroci e sostenere il diritto internazionale”. Secondo Callamard, "oltre a impedire l’adozione di un cessate il fuoco che avrebbe posto fine alla sofferenza della popolazione civile di Gaza, contribuito al ritorno a casa degli ostaggi e calmato le tensioni che si stanno moltiplicando in quella regione, gli Usa stanno continuando a trasferire al governo di Israele munizioni che contribuiscono a decimare intere famiglie”. Durissima la reazione anche di Avril Benoit, direttore generale di Medici Senza Frontiere (Msf) negli Stati Uniti: "Mentre le bombe continuano a cadere sui civili palestinesi e a causare una distruzione diffusa, gli Stati Uniti hanno usato ancora una volta il loro potere per bloccare il tentativo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di chiedere un cessate il fuoco a Gaza. Ponendo il veto a questa risoluzione, gli Stati Uniti sono gli unici a votare contro l'umanità, diventando inoltre complici della carneficina a Gaza". "Il veto degli Stati Uniti è in netto contrasto con i valori che professano di sostenere. Continuando a fornire copertura diplomatica alle atrocità in corso a Gaza, gli Stati Uniti lanciano due segnali chiari: il diritto umanitario internazionale può essere applicato in modo selettivo e le vite di alcune persone contano meno di altre", ha aggiunto Benoit. "Israele sta continuando ad attaccare indiscriminatamente persone e strutture civili e a imporre un assedio che equivale a una punizione collettiva per l'intera popolazione di Gaza, costretta a sfollamenti di massa. Israele nega inoltre l'accesso a cure mediche e assistenza umanitaria, oggi più che mai vitali a Gaza. Gli Stati Uniti continuano a fornire sostegno politico e finanziario a Israele che porta avanti le sue operazioni militari senza curarsi del terribile costo per i civili. Affinché gli operatori umanitari siano in grado di rispondere agli immensi bisogni, Msf chiede un cessate il fuoco adesso", ha concluso. Il ministro degli Esteri di Israele Eli Cohen ha ringraziato su X gli Stati Uniti per il veto. Secondo Cohen, che ha anche accusato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, di avere una "posizione di parte e schierata", "un cessate il fuoco in questo momento eviterebbe il crollo dell’organizzazione terroristica Hamas, che sta commettendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, e le permetterebbe di continuare a governare la Striscia di Gaza". Il ministro degli Esteri ha espresso quindi "gratitudine al nostro alleato, gli Stati Uniti, per il suo sostegno nel continuare la lotta per riportare a casa gli ostaggi e per eliminare l'organizzazione terroristica Hamas, che porterà un futuro migliore alla regione".
Hamas ha condannato con fermezza il veto degli Stati Uniti che ha bloccato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco umanitario immediato a Gaza. La formazione palestinese, ha dichiarato in una nota Izzat al-Risheq – membro dell'ufficio politico – considera la mossa di Washington "non etica e disumana". "L'ostruzione degli Stati Uniti all'approvazione di una risoluzione per il cessate il fuoco è una partecipazione diretta con l'occupazione all'uccisione del nostro popolo e nel commettere ulteriori massacri e pulizia etnica", ha affermato al-Risheq. "Profonda delusione" è stata espressa dalla Cina per il veto Usa alla risoluzione Onu. La risoluzione "riflette l'appello universale della comunità internazionale e rappresenta la direzione giusta per il ripristino della pace", ha affermato l'ambasciatore cinese presso l'Onu, Zhang Jun, citato dalla televisione di stato Cgtn. "La Cina sostiene pienamente ciò e si è unita alla spinta per questo progetto di risoluzione", ha aggiunto Zhang, accusando Washington di utilizzare "doppi standard" parlando di protezione delle donne, dei bambini e dei diritti umani e, in realtà, "consentendo" la continuazione del conflitto. Il diplomatico cinese ha quindi invitato Israele a porre fine alla "punizione collettiva del popolo di Gaza". L'Iran ha messo in guardia dal rischio di un'"esplosione incontrollabile" della situazione in Medio Oriente, dopo il veto Usa. "Finché l'America sostiene i crimini del regime sionista e il prosieguo della guerra, c'è la possibilità di un'esplosione incontrollabile della situazione nella regione", ha affermato il capo della diplomazia di Teheran, Hossein Amir-Abdollahian, durante una telefonata con Guterres, secondo una nota del ministero degli Esteri iraniano. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info) -

Ascolti tv, ‘The Voice Kids’ conquista la serata
(Adnkronos) – Le ultime Blind Auditions di 'The Voice Kids 2' hanno consegnato a Rai1 la vittoria degli ascolti della prima serata di ieri grazie a 3.849.000 telespettatori pari al 22,7% di share. Su Canale 5 'Ciao Darwin 9 – Giovanni 8,7' ha registrato invece 3.279.000 telespettatori e il 21,7%, mentre il terzo posto lo ha conquistato Retequattro con 'Quarto Grado', visto da 1.084.000 telespettatori pari al 7% di share. Appena fuori dal podio La7 con 'Propaganda Live' che ha ottenuto 856.000 telespettatori e il 5,9% di share, mentre Italia 1 con il film 'Independence Day: Rigenerazione' ha totalizzato 893.000 telespettatori e il 4,9% di share. Su Rai2 'The Rookie' ha conquistato 673.000 telespettatori e il 3,4% con il primo episodio e 581.000 e il 3,2% con il secondo. Rai3 con il film 'Il materiale emotivo' ha segnato il 2,9% di share con 563.000 telespettatori. Sul Nove 'I Migliori Fratelli di Crozza' ha raccolto 511.000 telespettatori con il 2,7% mentre Tv8 chiude la classifica del prime time di ieri con '4 Ristoranti', seguito da 269.000 telespettatori pari all'1,6% di share. Nell'access prime time Rai1 ha vinto con 'Cinque Minuti', visto da 3.953.000 telespettatori pari al 21,3%, e a seguire con 'Affari Tuoi', che ha ottenuto 4.427.000 telespettatori e il 22,7% di share. Canale 5 con 'Striscia la Notizia' ha segnato il 16,5% di share con 3.220.000 telespettatori. Anche nel preserale la rete ammiraglia Rai ha conquistato la vetta della classifica con 'Reazione a catena' (4.126.000 telespettatori, share 24,8%), mentre 'Caduta libera!' su Canale 5 ha raccolto 2.880.000 telespettatori con il 17,7% di share. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)



