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	<title>ufficio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 01 Aug 2026 13:13:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Amianto non bonificato, indagati il sindaco di Cotronei (attuale presidente provincia) e il predecessore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;ipotesi di accusa di mancata bonifica di amianto, la Procura della Repubblica di Crotone ha indagato il sndaco in carica di Cotronei ed attuale presidente della Provina di Crotone, Antonio Ammirati, e il suo predecessore, l&#8217;ex primo cittadino Nicola Belcastro. I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno notificato l&#8217;avviso di conclusione delle indagini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;ipotesi di accusa di mancata bonifica di amianto, la Procura della Repubblica di Crotone ha indagato il sndaco in carica di Cotronei ed attuale presidente della Provina di Crotone, Antonio Ammirati, e il suo predecessore, l&#8217;ex primo cittadino Nicola Belcastro. I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno notificato l&#8217;avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pm Umberto Iurlaro, ipotizzando per i due il reato di omissione di atti d&#8217;ufficio.</p>
<p>Al centro dell&#8217;inchiesta vi è la mancata esecuzione dei provvedimenti di ripristino ambientale in un&#8217;area contaminata da amianto.  Secondo il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura guidata da Domenico Guarascio, i due esponenti politici non avrebbero dato seguito alle procedure d&#8217;urgenza previste a tutela della salute e dell&#8217;igiene pubblica, omettendo di far rispettare specifiche ordinanze sindacali emesse nel 2015 e nel 2020. Le presunte mancanze riguardano le rispettive finestre temporali di mandato: fino all&#8217;ottobre del 2021 per la giunta Belcastro, dall&#8217;ottobre 2021 in poi per l&#8217;amministrazione Ammirati.  L&#8217;indagine coinvolge anche una terza persona, Gennaro Sorgente, legale rappresentante della società &#8220;Agri Fung&#8221;, proprietaria del terreno di 12.000 metri quadrati situato a ridosso del centro abitato. L&#8217;uomo deve rispondere di reato ambientale continuato per l&#8217;abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi, oltre alla mancata ottemperanza a due ordinanze comunali emanate per la rimozione e il corretto smaltimento dei materiali. All&#8217;interno del sito, secondo i rilievi eseguiti dai carabinieri, giacevano incontrollati, ed esposti all&#8217;usura degli agenti atmosferici, sette bancali di lastre in eternit e cinque sacchi industriali colmi di frammenti di materiale tossico.</p>
<p>Questa prolungata esposizione agli agenti atmosferici, secondo la Procura, avrebbe generato un rischio concreto di dispersione di fibre pericolose nel suolo, nell&#8217;aria e nell&#8217;acqua, arrivando a minacciare anche il perimetro della vicina Zona di Protezione Speciale &#8220;Marchesato e Fiume Neto&#8221;.  Le posizioni di tutti gli indagati, che nei prossimi giorni avranno la facoltà di depositare memorie difensive, saranno vagliate con attenzione nelle successive fasi del procedimento penale. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.</p>
<p>«Il sindaco di Cotronei, Antonio Ammirati, è sereno, sicuro della propria condotta legittima quanto scrupolosa, pronto come sempre a collaborare con l&#8217;Autorità giudiziaria e fiducioso che la magistratura possa presto riconoscere la correttezza assoluta e costante del proprio operato». Lo si legge in una nota dell&#8217;Ufficio stampa del Comune di Cotronei, relativa a recenti notizie circa l&#8217;inchiesta, coordinata dalla Procura di Crotone, sulla mancata bonifica di un&#8217;ex fungaia locale. «Secondo il sindaco di Cotronei, è fondamentale – prosegue la nota dello stesso Ufficio stampa – che la magistratura accerti i fatti e le eventuali responsabilità, sia nell&#8217;interesse della comunità, sia per una migliore tutela dell&#8217;ambiente. Presto il sindaco fornirà agli inquirenti tutti gli atti utili a documentare le iniziative assunte per la necessaria valutazione del problema e la conseguente richiesta di un finanziamento pubblico con cui pagare la bonifica del terreno interessato. Tali documenti dimostrano che il sindaco ha operato nella legalità e per l&#8217;interesse generale, senza alcun comportamento di tipo omissivo». «Purtroppo, tutti i Comuni – precisa l&#8217;Ufficio stampa del Comune di Cotronei – devono fare i conti con le progressive diminuzioni dei trasferimenti statali e quindi hanno bisogno di reperire altrove le risorse per interventi molto costosi come una bonifica ambientale. È una situazione paradossale sempre più frequente: per via delle risapute ristrettezze dei bilanci comunali, i sindaci devono fronteggiare senza risorse congrue problemi ambientali spesso causati da privati. Nel caso specifico, la bonifica ha un costo di mezzo milione di euro. Per un Comune di 5mila abitanti come Cotronei, si tratta di una somma molto importante, che doveva in questo caso essere per forza reperita presso altro ente pubblico o in alternativa tramite un mutuo, che tuttavia – conclude l&#8217;Ufficio stampa –<span class="gmail-Apple-converted-space"> </span>avrebbe comportato un indebitamento dell&#8217;Ente comunale impattante sulle tasche dei cittadini per responsabilità di privati».</p>
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		<title>Assalto con esplosivo a ufficio postale a Cassano allo Ionio, prelevato sportello Atm</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/assalto-con-esplosivo-a-ufficio-postale-a-cassano-allo-ionio-prelevato-sportello-atm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un assalto con esplosivo è stato compiuto la notte scorsa all&#8217;ufficio postale del quartiere Lauropoli di Cassano allo Ionio (Cosenza) dove è stato divelto e asportato lo sportello Atm con una doppia carica. Secondo le testimonianze dei residenti, le deflagrazioni sono state talmente violente da far tremare le pareti delle abitazioni circostanti, L&#8217;esplosione ha causato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un assalto con esplosivo è stato compiuto la notte scorsa all&#8217;ufficio postale del quartiere Lauropoli di Cassano allo Ionio (Cosenza) dove è stato divelto e asportato lo sportello Atm con una doppia carica. Secondo le testimonianze dei residenti, le deflagrazioni sono state talmente violente da far tremare le pareti delle abitazioni circostanti, L&#8217;esplosione ha causato ingenti danni strutturali all&#8217;ingresso dell&#8217;ufficio: vetrate infrante, infissi distrutti e detriti proiettati sulla strada. Una volta divelto lo sportello, i rapinatori lo hanno caricato su un mezzo per poi far perdere le proprie tracce prima dell&#8217;arrivo dei carabinieri.</p>
<p>Nonostante la riuscita della rapina, il bottino potrebbe essere inutilizzabile. Gli sportelli Atm di Poste Italiane sarebbero dotati di sistemi di autoprotezione &#8220;macchiatori&#8221; che in caso di attacco termico o meccanico, sprigiona un inchiostro indelebile che marca le banconote, rendendole immediatamente riconoscibili e inutilizzabili. La somma di denaro contenuta nello sportello è ancora in via di quantificazione.</p>
<p>Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio. I militari hanno provveduto a mettere in sicurezza l&#8217;area e a effettuare i primi rilievi scientifici. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini dei sistemi di videosorveglianza dell&#8217;ufficio postale e delle telecamere comunali installate lungo le principali vie d&#8217;accesso al quartiere di Lauropoli.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<title>Tentato furto all&#8217;ufficio postale di Piana di Cerchiara: malviventi messi in fuga da sistemi antifurto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tentato-furto-allufficio-postale-di-piana-di-cerchiara-malviventi-messi-in-fuga-da-sistemi-antifurto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 13:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’allarme, nell’ufficio postale di Piana di Cerchiara, è scattato la notte tra venerdì e sabato scorsi, quando il sistema di sicurezza ha rilevato un’anomalia a ridosso degli sportelli: gli operatori della Situation room di Napoli, la sala di controllo di Poste Italiane attiva 24 ore su 24, sono intervenuti prontamente, attivando la sirena con sintesi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’allarme, nell’ufficio postale di Piana di Cerchiara, è scattato la notte tra venerdì e sabato scorsi, quando il sistema di sicurezza ha rilevato un’anomalia a ridosso degli sportelli: gli operatori della Situation room di Napoli, la sala di controllo di Poste Italiane attiva 24 ore su 24, sono intervenuti prontamente, attivando la sirena con sintesi vocale e allertando le Forze dell’ordine. I Carabinieri, giunti rapidamente sul posto, hanno riscontrato che i malviventi avevano praticato un buco nella parete dell’ufficio postale per introdursi all’interno e forzato una delle grate delle finestre dell’ufficio postale di contrada Piana. Scattato il sistema di allarme, è stata effettuata un’ispezione completa e sicura dei locali. Il controllo ha confermato che nessuna anomalia è stata riscontrata all’interno dei locali e che i malviventi sono scappati a mani vuote.</p>
<p>Il tentativo di intrusione è stato dunque sventato grazie alla sinergia tra i sistemi di sicurezza dell’azienda e i militari. La tempestività dell’intervento conferma che i sistemi di custodia del denaro di Poste Italiane sono decisamente all’avanguardia, tanto che nell’ultimo anno il 55% degli eventi criminosi tentati in Italia è stato sventato. Tale risultato è stato possibile grazie agli investimenti dell’azienda in materia di protezione e sicurezza, che hanno consentito, ad esempio, di dotare tutti gli uffici postali di Cosenza e provincia di dispositivi a protezione del contante, tra i quali speciali casseforti ad apertura temporizzata, e di attivare sportelli dotati di RollerCash, particolari casseforti collegate alle postazioni operative i cui cassetti possono essere aperti solo alla conclusione di un’operazione. Ulteriori sistemi antieffrazione sono stati introdotti a protezione degli ATM, come ad esempio la cosiddetta “ghigliottina”, che attraverso una paratia mobile impedisce l’introduzione di esplosivo all’interno della cassaforte stessa. La “ghigliottina” è una struttura blindata che garantisce la protezione della feritoia interna attraverso cui passa il denaro per uscire dalla cassaforte dell’ATM. Questo sistema non consente l’introduzione dell’esplosivo all’interno della cassaforte stessa rendendo vano il tentativo di attacco.<br />
 <br />
L’effetto deterrente generato da tali accorgimenti ha contribuito notevolmente alla riduzione del numero di eventi criminosi negli ultimi anni. Poste Italiane, inoltre, ha previsto per gli uffici postali di Crotone e provincia l’introduzione di numerosi servizi di vigilanza armata e la presenza di impianti di videosorveglianza a circuito chiuso, oltre a monitorare possibili intrusioni notturne nei locali di Poste Italiane e a contribuire al riconoscimento di eventuali rapinatori, consentono attraverso un sofisticato software di videoanalisi predittiva di riconoscere automaticamente comportamenti sospetti e potenziali attacchi agli ATM, facendo partire in tempo reale la richiesta di intervento alle Forze dell’ordine.</p>
<p>&#8220;Ancora una volta &#8211; si legge in una nota -l’impegno di Poste Italiane per garantire standard di sicurezza sempre più elevati, a tutela delle persone e dei beni aziendali, la dotazione di sistemi di sicurezza tecnologicamente evoluti e la stretta collaborazione con le Forze dell’ordine hanno consentito di contrastare efficacemente l’attacco predatorio&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, 11 rimpatri eseguiti dall’Ufficio Immigrazione dall’inizio dell’anno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-11-rimpatri-eseguiti-dallufficio-immigrazione-dallinizio-dellanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 09:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A decorrere dal 1 gennaio del corrente anno, l’Ufficio Immigrazione ha predisposto e dato esecuzione a ben 11 distinte attività di rimpatrio di cittadini stranieri irregolarmente presenti sul territorio reggino. Gli undici soggetti, dieci uomini ed una donna, di cui 6 di nazionalità georgiana, 3 marocchina, 1 turca ed 1 argentina, di età compresa tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A decorrere dal 1 gennaio del corrente anno, l’Ufficio Immigrazione ha predisposto e dato esecuzione a ben 11 distinte attività di rimpatrio di cittadini stranieri irregolarmente presenti sul territorio reggino. Gli undici soggetti, dieci uomini ed una donna, di cui 6 di nazionalità georgiana, 3 marocchina, 1 turca ed 1 argentina, di età compresa tra i 26 ed i 48 anni, sono stati tutti oggetto di Provvedimento di Espulsione del Prefetto di Reggio Calabria, a cui il Questore di Reggio Calabria ha poi dato esecuzione coattiva mediante proprio decreto. Questi, di volta in volta accompagnati coattivamente presso gli aeroporti di Roma (Ciampino e Fiumicino) ed in 1 solo caso presso quello di Napoli Capodichino, sono stati imbarcati su voli diretti verso il proprio paese di origine. A tutti è stato imposto il divieto di reingresso sul territorio italiano e su tutta l’Area Schengen per anni 3.</p>
<p>Alle suddette cifre devono aggiungersi poi 2 cittadini stranieri irregolarmente presenti sul territorio reggino, rispettivamente un cittadino di 40 anni del Madagascar ed una cittadina di 35 anni del Venezuela che hanno lasciato il territorio dello Stato in forza di un Decreto di Espulsione da eseguirsi con partenza volontaria. Al novero in parola vanno poi aggiunti ulteriori due cittadini stranieri, rispettivamente un cittadino del Pakistan di 25 anni ed un cittadino Indiano di 58 anni, entrambi destinatari di Decreto di Espulsione emesso dal Prefetto di Reggio Calabria, che hanno autonomamente ottemperato all’ordine del Questore a lasciare il Territorio Nazionale entro 7 giorni.</p>
<p>L’Ufficio Immigrazione è stato poi impegnato nell’acquisizione di numerose pratiche di richiesta di permesso di soggiorno che, inoltrate o mediante kit postale o con presentazione diretta, sono sfociate nella lavorazione di ben 3092 permessi, di cui 2892 già consegnati all’utenza. In ultimo, sono state formalizzate 270 richieste di asilo già inoltrate, per le valutazioni del caso, presso la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Crotone.</p>
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		<item>
		<title>Ex direttrice ufficio postale di Caccuri agli arresti domiciliari per peculato e simulazione di reato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ex-direttrice-ufficio-postale-di-caccuri-agli-arresti-domiciliari-per-peculato-e-simulazione-di-reato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 14:37:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore della mattinata del 10 dicembre, i Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro (KR) hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari e un sequestro preventivo per equivalente di beni, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone nei confronti dell’ex Direttrice dell’Ufficio Postale di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore della mattinata del 10 dicembre, i Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro (KR) hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare agli Arresti Domiciliari e un sequestro preventivo per equivalente di beni, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone nei confronti dell’ex Direttrice dell’Ufficio Postale di Caccuri (KR), indagata per “peculato”, e “simulazione di reato”. L’attività di indagine, scaturita nella tarda mattinata del 13 novembre 2023, in seguito ad una segnalazione per rapina in danno dell’Ufficio Postale di Caccuri (KR) e consistita in attività tecniche di intercettazione (telefoniche ed ambientali), analisi dei tabulati telefonici, analisi dei video estrapolati dai sistemi di videosorveglianza ed escussione dei testimoni, ha permesso una chiara e dettagliata ricostruzione dell’evento delittuoso facendo emergere gravi indizi di colpevolezza nei confronti della Direttrice stessa, la quale aveva affermato – falsamente – di essere stata vittima di rapina ad opera di 4 soggetti travisati ed armati di fucile.</p>
<p>Nello specifico la donna riferiva di aver ricevuto una chiamata telefonica sull’utenza fissa in uso all’Ufficio Postale e di aver sentito un uomo, con accento del posto, che dopo aver minacciato lei e la sua famiglia (descrivendo anche i luoghi di lavoro dei figli) le ordinava di recuperare tutti i soldi presenti all’interno della cassaforte, di inserirli in una busta e di portarli all’esterno dell’edificio per poi farvi rientro nell’immediatezza. La Direttrice riferiva ai militari intervenuti in loco, di aver eseguito gli “ordini” dei rapinatori in quanto presa dal panico e, solo dopo l’evento delittuoso, avrebbe avuto la forza di chiamare i Carabinieri. Nell’immediatezza dell’evento, i militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Crotone, iniziavano i primi accertamenti, ascoltando la versione della Direttrice ed acquisendo i sistemi di videosorveglianza sia dell’Ufficio Postale che delle abitazioni vicine. Da subito la versione fornita dalla donna appariva ambigua e poco credibile e, grazie all’attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti della Direttrice, che hanno “smontato” in tutto e per tutto la versione fornita dalla stessa. A tradire la Direttrice è stata la sua dichiarazione riguardante la chiamata ricevuta sul telefono fisso in uso all’Ufficio postale da parte di uno dei 4 rapinatori. Dall’analisi dei tabulati è infatti emerso che nella fascia oraria indicata dalla donna, l’unica chiamata in entrata sull’utenza dell’ufficio è stata quella di un’anziana signora che chiedeva informazioni in merito al pagamento di una bolletta, situazione confermata ai militari dalla signora stessa. </p>
<p>Ed ancora, i militari hanno poi eseguito ulteriori sopralluoghi nell’edificio dell’Ufficio postale, simulando la vista che avrebbe avuto la donna nelle fasi della rapina, accertando che la stessa non avrebbe in alcun modo potuto vedere gli uomini all’esterno dell’Ufficio, come dalla stessa dichiarato in sede di denuncia, né tantomeno notare i fucili imbracciati dai rapinatori.<br />
Fondamentale è stata anche l’analisi dei sistemi di videosorveglianza dell’Ufficio Postale, che hanno permesso di individuare l’ingresso di una donna nell’edificio proprio negli stessi minuti in cui si sarebbe consumato l’evento delittuoso; la donna, sentita dai carabinieri, ha dichiarato di non aver visto alcun soggetto travisato all’esterno dell’Ufficio né tantomeno di aver notato atteggiamenti strani da parte della Direttrice, la quale – proprio negli istanti in cui stava parlando con la signora – avrebbe dovuto ricevere la chiamata da parte del rapinatore. La donna, ora ristretta agli arresti domiciliari, è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e deve evidenziarsi che il procedimento è in fase di indagini e che la ricostruzione sin qui effettuata è limitata al profilo cautelare. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ex-direttrice-ufficio-postale-di-caccuri-agli-arresti-domiciliari-per-peculato-e-simulazione-di-reato/">Ex direttrice ufficio postale di Caccuri agli arresti domiciliari per peculato e simulazione di reato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Abuso d&#8217;ufficio, abrogato oggi il reato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/abuso-dufficio-abrogato-oggi-il-reato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 14:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Abrogato il reato d&#8217;abuso d&#8217;ufficio. L&#8217;aula della Camera ha approvato, infatti, oggi con 170 sì e 77 no l&#8217;articolo 1 del Ddl Nordio. &#8220;Il ministro Nordio sostiene che con l&#8217;abrogazione del reato di abuso d&#8217;ufficio l&#8217;Italia correrà più velocemente&#8221; aveva sostenuto questa mattina sulle pagine del quotidiano La Stampa il presidente dell&#8217;Anm, Giuseppe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Abrogato il reato d&#8217;abuso d&#8217;ufficio. L&#8217;aula della Camera ha approvato, infatti, oggi con 170 sì e 77 no l&#8217;articolo 1 del Ddl Nordio. &#8220;Il ministro Nordio sostiene che con l&#8217;abrogazione del reato di abuso d&#8217;ufficio l&#8217;Italia correrà più velocemente&#8221; aveva sostenuto questa mattina sulle pagine del quotidiano La Stampa il presidente dell&#8217;Anm, Giuseppe Santalucia prima che si pronunciasse l&#8217;aula della Camera.</p>
<p>&#8220;Io non credo che abolire una norma posta a tutela dei diritti dei privati rispetto a comportamenti abusivi di chi esercita un pubblico potere, possa agevolare crescita ed efficienza generale di un sistema.</p>
<p>Anzi, credo esattamente il contrario. &#8211; aveva detto Santalucia prima dell&#8217;abrogazione del reato &#8211; Rinunciando a sanzionare comportamenti abusivi, si creeranno ulteriori intralci. Aumenterà la diffidenza nei confronti dei pubblici poteri. Non si muoverà affatto nel senso indicato dal ministro. E&#8217; un errore di prospettiva&#8221;.   &#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Non intervennero per un incidente mortale, sospesi per 10 mesi due vigili urbani di Taurianova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 10:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dal Procuratore Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Davide Lucisano della Procura di Palmi, hanno notificato la sospensione dai pubblici uffici per 10 mesi a due agenti della Polizia Municipale di Taurianova, indagati per omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono alla mattina 6 dicembre 2023, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dal Procuratore Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore Davide Lucisano della Procura di Palmi, hanno notificato la sospensione dai pubblici uffici per 10 mesi a due agenti della Polizia Municipale di Taurianova, indagati per omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono alla mattina 6 dicembre 2023, a seguito di un incidente stradale verificatosi lungo la Circonvallazione di Taurianova, nel corso del quale aveva trovato la morte un 52enne. L’uomo, da solo alla guida della propria autovettura, aveva perso il controllo del veicolo a causa di un malore ed era impattato violentemente contro un palo della luce, a pochi metri dal ciglio della strada. All’evento avevano assistito diversi testimoni e uno di questi, incrociando la pattuglia della polizia locale composta dagli odierni indagati, aveva dato loro l’allarme.</p>
<p>Quanto successo dopo è stato oggetto di un’accurata ricostruzione fatta dai Carabinieri della Stazione e della Sezione Operativa di Taurianova. I militari dell’Arma, infatti, incrociando le dichiarazioni testimoniali dei presenti con le video registrazioni delle telecamere in zona, nonché con il tracciato GPS dell’autovettura di servizio dei due vigili, hanno riscontrato come questi ultimi, presa conoscenza del sinistro, si erano effettivamente recati sul posto ma, una volta giunti, proseguivano avanti, omettendo totalmente di attivare la macchina dei soccorsi o di mettere in sicurezza l’arteria stradale. L’omissione, secondo quanto è emerso dalle investigazioni, comportava un notevole ritardo nell’intervento delle forze dell’ordine, tanto che, solo un’ora dopo, a seguito di una chiamata al 112, giungevano sul posto i Carabinieri della Compagnia di Taurianova, accertando il decesso del 52enne.<br />
La ricostruzione degli investigatori ha altresì permesso di sconfessare le tesi difensive finora avanzate dai due agenti, che nel corso delle indagini hanno anche reso interrogatorio innanzi al Gip che ha adottato la misura cautelare, dott.ssa Francesca Giovinazzo del Tribunale di Palmi. </p>
<p>Il magistrato non ha infatti accettato l’argomentazione degli indagati, che affermano di non essere stati in grado, all’atto del passaggio documentato dal GPS dell’autovettura di servizio, di individuare il luogo dell’incidente. Sulla base invece degli elementi di prova sinora raccolti dalla Procura di Palmi, secondo l’ipotesi d’accusa sposata dal Gip, la macchina incidentata sarebbe stata ben visibile da entrambi i sensi di marcia, anche perché la vegetazione al bordo della carreggiata non era poi così fitta.</p>
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		<title>L’Ufficio parlamentare di bilancio certifica il disastro dell’autonomia differenziata al Sud</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lufficio-parlamentare-di-bilancio-certifica-il-disastro-dellautonomia-differenziata-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 15:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costi più alti per le regioni del Mezzogiorno, aumento della frammentazione del paese e di conseguenza delle disparità dei servizi sui territori. L’autonomia differenziata si presenta come un “liberi tutti” con effetti imprevedibili anche per il nord. Il motivo? «Le procedure previste dal disegno di legge presentano un quadro potenzialmente disomogeneo, in quanto sembrano prevedere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Costi più alti per le regioni del Mezzogiorno, aumento della frammentazione del paese e di conseguenza delle disparità dei servizi sui territori. L’autonomia differenziata si presenta come un “liberi tutti” con effetti imprevedibili anche per il nord.<br />
Il motivo? «Le procedure previste dal disegno di legge presentano un quadro potenzialmente disomogeneo, in quanto sembrano prevedere percorsi differenti fra intese stipulate prima e dopo l’approvazione dei decreti legislativi», scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) nella memoria depositata per l’audizione di giovedì sulla determinazione dei Lep, il perno intorno a cui ruota la riforma del governo. Il provvedimento rischia di aumentare i «divari» – scrive il consigliere dell’Upb, Giampaolo Arachi – sui territori. Un guaio per il sud, ma un’incognita anche per il nord. Il documento dell’Ufficio evidenzia le storture del ddl Calderoli, giunto ormai pochi passaggi dall’approvazione finale. Il testo è approdato alla Camera dopo il via libera al Senato al termine di un tortuoso iter. Ma scatenando scene di giubilo nella Lega di Matteo Salvini. Certo, i toni dell’Ufficio parlamentare di bilancio sono tecnici e vanno nella direzione di indicare gli strumenti necessari a realizzare un cambiamento dalla portata epocale, come l’autonomia differenziata. Dunque non uno stop alla riforma, compito che non spetta a un organismo terzo, ma un elenco di cosa bisognerebbe fare per evitare che la macchina vada in panne alla prima curva. Fioccano perciò i rilievi, con una conferma sullo sfondo: la consistenza del fondo perequativo infrastrutturale destinato al sud, come rivelato da Domani, è «stata ampiamente ridimensionata» nell’ultima manovra del governo Meloni. Era una bussola fondamentale, anche per l’azione di monitoraggio per analizzare i divari esistenti.</p>
<p>I problemi abbondano, dunque. Si va verso un aumento dei costi per le regioni meridionali con l’individuazione dei Lep (livelli essenziali di prestazione) previsti dall’autonomia differenziata. «L’eventuale fissazione di nuovi Lep per servizi su cui le norme attuali non garantiscono l’uniformità sul territorio (come accade, ad esempio, per il tempo pieno nelle scuole) richiederà invece un incremento di spesa nelle regioni con livelli di fornitura più bassi», evidenzia il dossier. Tradotto: ci saranno maggiori esborsi a fronte di un servizio probabilmente di minore qualità pure sull’istruzione. E non è difficile immaginare che la questione sia più pressante per Campania, Calabria, Puglia rispetto a Lombardia, Veneto e Piemonte. «Qualche ente potrebbe ricevere risorse inferiori a quelle necessarie a finanziare i Lep in base alle valutazioni nazionali», prosegue il documento dell’Ufficio, evidenziando che «non è chiaro come dovrebbe essere assicurata la coerenza tra la garanzia del finanziamento dei Lep su tutto il territorio, attraverso la copertura dei relativi costi standard, e l’applicazione di criteri difformi per la valutazione dei fabbisogni standard nelle diverse regioni». Insomma, si prospetta un Frankenstein istituzionale senza un accentramento delle valutazioni e di una definizione univoca dei fabbisogni. Il che vuol dire che l’Italia verrà tagliata in malo modo.</p>
<p>Ci sono punti specifici finiti sotto la lente di ingrandimento: «Quanto alla definizione dei tetti sulle diverse voci di spesa (in particolare, sui costi del personale) e agli investimenti, la richiesta sembrerebbe rispondere alla necessità di gestire i bilanci con maggiore flessibilità e di rafforzare il personale delle pubbliche Amministrazioni e la spesa in conto capitale», analizza il dossier. E questa maggiore flessibilità «se concessa solo alle regioni più dotate rischierebbe di aumentare i divari territoriali». A cominciare dalla sanità, uno dei punti dolenti della riforma leghista, avallata da Meloni. C’è un altro capitolo che riguarda l’autonomia ed è centrale: la differenza infrastrutturale. La qualità di strade, la presenza di ponti, il miglioramento delle ferrovie può divaricarsi ulteriormente. Sempre a vantaggio del nord. «In presenza di non trascurabili differenze nelle dotazioni infrastrutturali, la perequazione delle risorse correnti tramite Fas (Fondi aree sottosviluppate, ndr) non è sufficiente a garantire una reale parità di accesso ai servizi sul territorio nazionale», è messo nero su bianco sulla memoria consegnata dall’Upb. Un velato appello a impiegare nuove risorse oltre a quelle cancellate dal fondo perequativo infrastrutturale.<br />
Il dato politico è evidente: da un lato la maggioranza, sotto la spinta della Lega, continua a decantare il provvedimento in nome della propaganda, mentre dall’altra parte i tecnici invocano una maggiore attenzione al dossier. Uscendo dallo storytelling che guarda alle elezioni.<br />
(<em>STEFANO IANNACCONE-editorialedomani.it</em>)</p>
<p><strong>Cos’è l’UPB</strong><br />
L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) è un organismo indipendente costituito nel 2014 con il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee. L’Upb contribuisce ad assicurare la trasparenza e l’affidabilità dei conti pubblici, al servizio del Parlamento e dei cittadini.<br />
L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), rappresentato dal consigliere Giampaolo Arachi, ha tenuto oggi un’audizione sul tema dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) presso la Commissione parlamentare per le questioni regionali.<br />
L’analisi si è soffermata sull’evoluzione della definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), sulla determinazione dei relativi fabbisogni e costi standard, sul rapporto tra LEP e federalismo simmetrico e asimmetrico e, infine, sul monitoraggio dell’erogazione degli stessi.</p>
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		<title>Centrodestra e Italia Viva votano per abrogare il reato di abuso d&#8217;ufficio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 12:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[abrogazione]]></category>
		<category><![CDATA[abuso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La commissione Giustizia del Senato ha concluso il voto degli emendamenti all&#8217;articolo 1 del ddl Nordio, dando via libera all&#8217;abrogazione del reato di abuso d&#8217;ufficio, misura a favore della quale si è espressa tutta la maggioranza e Italia Viva. La Commissione tornerà a riunirsi domattina alle 9.15 per votare gli emendamenti relativi all&#8217;articolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La commissione Giustizia del Senato ha concluso il voto degli emendamenti all&#8217;articolo 1 del ddl Nordio, dando via libera all&#8217;abrogazione del reato di abuso d&#8217;ufficio, misura a favore della quale si è espressa tutta la maggioranza e Italia Viva. La Commissione tornerà a riunirsi domattina alle 9.15 per votare gli emendamenti relativi all&#8217;articolo 2 del ddl, quello relativo alla trascrizione delle intercettazioni. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso “grande soddisfazione per la sollecitudine con cui la Commissione Giustizia del Senato, presieduta da Giulia Bongiorno, è arrivata al risultato odierno, con l’auspicio che la parte residua del disegno di legge venga altresì approvata nel minor tempo possibile”.  Dopo la conclusione dell’esame degli emendamenti all’articolo 1 sul reato di abuso d’ufficio, il Guardasigilli ha ribadito che “l’abrogazione di questo reato evanescente, richiesta a gran voce da tutti gli amministratori di ogni parte politica, contribuirà ad un’accelerazione delle procedure e avrà quell’impatto favorevole sull’economia auspicato nei giorni scorsi dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”.</p>
<p>Il senatore della Lega Manfredi Potenti, componente della commissione Giustizia a Palazzo Madama, ha spiegato che &#8220;durante l’esame del ddl Nordio, in corso oggi in commissione Giustizia del Senato, la maggioranza ha approvato un ordine del giorno Lega, a firma Erika Stefani. L&#8217;odg impegna il governo ad abrogare la norma, introdotta dalla cosiddetta legge Severino, che costringe alle dimissioni gli amministratori pubblici condannati anche solo dopo il primo grado di giudizio. L’obiettivo è cancellare una legge in contrasto con i nostri principi costituzionali, secondo i quali ciascun cittadino è innocente sino alla sentenza definitiva di terzo grado. Lo stesso atto impegna il governo a istituire un tavolo di lavoro per il riordino dei reati contro la pubblica amministrazione e un osservatorio che consenta di monitorare gli effetti dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Bene così&#8221;.</p>
<p>“Sull’abuso d’ufficio esiste un dato statistico inquietante: circa il 92/93% delle inchieste finisce in archiviazioni, proscioglimenti e assoluzioni. Vuol dire che il reato non svolge la funzione per cui è stato introdotto, conservando geneticamente un margine di incertezza intollerabile&#8221;, ha detto il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto intervenendo a &#8216;Il rosso e il nero&#8217; su Radio Uno Rai. &#8220;Questo &#8211; ha aggiunto &#8211; fa sì che si confonda molto spesso l’illecito amministrativo con quello penale, l’illegittimità con l’illiceità. Il difetto ipotizzato in una procedura viene scambiato molto spesso con indizi del reato di abuso: ciò implica che si inneschino inchieste che poi finiscono in una bolla di sapone ma che, nel frattempo, durano uno, due, tre anni&#8221;. &#8220;In questo periodo &#8211; ha proseguito &#8211; il sindaco o il dirigente di un ente resta indagato, con tutti i contraccolpi del caso. Si creano almeno due patologie: la prima è la paura dell’atto lecito, la seconda è il danno per l’immagine e per il percorso politico e personale, inaccettabilmente tipico di un Paese in cui vige pesantemente ‘il processo mediatico’ elusivo della presunzione di non colpevolezza”.  Quanto alla posizione delle opposizioni, Sisto ha concluso: “Sull’abuso d’ufficio i sindaci di sinistra stanno portando avanti una specie di pantomima: da un lato ne vogliono l’abolizione, dall’altro non vogliono che questo si sappia. La verità è che l’abuso d’ufficio è una sovrastruttura di cui è necessario liberarsi, anche perché, oltre alle altre ragioni, le inchieste hanno costi notevoli, sia in termini finanziari che di tempo, in spregio agli obiettivi di efficienza che devono contraddistinguere la dimensione moderna del processo penale”. &#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>VIDEO-Ufficio postale di Mandatoriccio distrutto da un incendio: Fermato un 28enne del luogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 14:36:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 350px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-227535-1" width="350" height="640" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/12/Incendio-Ufficio-Postale-Mandatoriccio.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/12/Incendio-Ufficio-Postale-Mandatoriccio.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/12/Incendio-Ufficio-Postale-Mandatoriccio.mp4</a></video></div>
<p>Poteva causare una strage l’incendio appiccato all’alba di ieri nell’ufficio postale di Mandatoriccio. E’ la convinzione dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza che dopo neanche 24 ore dal fatto hanno sottoposto a fermo il presunto autore del gesto, un 28enne del luogo. Secondo l’accusa, infatti, oltre ad appiccare l’incendio utilizzando “un enorme quantitativo di liquido infiammabile”, l’autore aveva portato anche due bombole del gas di quelle che si usano in cucina, con l’intento di provocare un’esplosione. Fortunatamente le bombole non sono esplose, altrimenti, è l’ipotesi degli investigatori, sarebbe potuta crollare l’intera palazzina di tre piani dove abitano alcune famiglie e che è stata dichiarata inagibile per i danni provocati dalle fiamme. Resta un mistero, al momento, il movente del gesto che, ipotizzano gli inquirenti, potrebbe anche non essere stato diretto contro l’ufficio postale. Nella palazzina abitano comunque persone definite tranquille. L’uomo fermato è un disoccupato incensurato.</p>
<p>A lui, i carabinieri della Sezione operativa del Reparto territoriale di Corigliano Rossano, con il supporto dei colleghi della Stazione di Mandatoriccio e sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari diretta da Alessandro D’Alessio, sono giunti anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza. L’uomo è stato trovato in un casolare di campagna e ha ustioni su più parti del corpo comunque non gravi. L’incendio ha completamente distrutto l’ufficio postale del paese, che era stato recentemente rimesso a nuovo e consegnato alla collettività solo lo scorso 4 dicembre.</p>
<p>L’esito positivo per “quella che, solo per una serie di coincidenze positive, non si è trasformata in una strage”, è stato raggiunto, sottolineano i carabinieri, anche grazie al “favore del contesto ambientale, su di cui i militari hanno potuto fare affidamento nelle fasi iniziali, dimostrando come spesso questi elementi si rivelano dirimenti per orientare le investigazioni, anche in quelle attività che apparentemente sembrano più complesse”.</p>
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