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	<title>tunisino Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Jan 2026 14:14:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Coldiretti Calabria: i trafficanti di olio esistono, lo certifica la Corte dei conti europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 14:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[OLIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere comunitarie i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’Unione Europea valuta l’ipotesi di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, ma alle frontiere comunitarie i controlli sull’olio importato restano largamente insufficienti, se non del tutto assenti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, dopo la dura presa di posizione della Corte dei conti europea che, in un rapporto ufficiale, smonta ogni rassicurazione sulla sicurezza delle importazioni, denunciando verifiche inesistenti o sporadiche su pesticidi e contaminanti nell’olio proveniente da Paesi extra UE, in particolare dalla Tunisia. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Un paradosso evidente: oltre il 90% dell’olio prodotto nell’Unione Europea è sottoposto a controlli rigorosi, mentre il restante 9% di olio estero entra spesso nel mercato comunitario senza adeguate garanzie per produttori e consumatori. In Italia, secondo la Corte dei conti europea, nel biennio 2023-2024 nessun carico di olio d’oliva è stato controllato nei principali punti di ingresso. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">In questo scenario, <strong>Coldiretti e Unaprol</strong> contestano con forza l’ipotesi di raddoppiare il contingente di olio tunisino a dazio zero, definendola una scelta autolesionista che penalizza una delle produzioni simbolo del made in Italy agroalimentare. L’annuncio del Governo tunisino dell’avvio di negoziati con Bruxelles per portare il contingente agevolato fino a 100mila tonnellate annue accende ulteriormente lo scontro. Secondo Coldiretti, l’UE continua a favorire un modello che spinge l’industria ad approvvigionarsi di olio estero a basso costo, spesso rivenduto come made in Italy, invece di garantire una giusta remunerazione all’olio nazionale. I numeri confermano l’allarme: nei primi nove mesi del 2025 le importazioni di olio tunisino in Italia sono aumentate del 38%, mentre i prezzi dell’olio extravergine italiano sono crollati di oltre il 20%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea.</span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oggi l’olio tunisino viene commercializzato a meno di 4 euro al litro, esercitando una forte pressione al ribasso sui prezzi dell’olio italiano e costringendo molti olivicoltori a vendere sotto i costi di produzione. Alla base di questa dinamica c’è l’attuale normativa europea, che consente l’ingresso annuale di 56.700 tonnellate di olio vergine d’oliva a dazio zero, una soglia che ora si vorrebbe ulteriormente ampliare. A questo si aggiunge il regime del perfezionamento attivo, che permette di importare olio, “nazionalizzarlo” e riesportarlo, un meccanismo che penalizza il vero olio extravergine made in Italy, come evidenziato anche dal Financial Times. Occorre istituire un sistema europeo di controllo della tracciabilità di tutti i prodotti in ingresso, soprattutto in termini di reciprocità delle regole e verifica dell’origine, un sistema che parta già dai produttori, compresi quelli extraeuropei. “Con una produzione di circa 300mila tonnellate, un consumo interno di 400mila tonnellate e un export di 300mila tonnellate, come si spiega il crollo del 30% del prezzo dell’olio pagato agli agricoltori?”, si chiede David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. È evidente che qualcosa non torna. Siamo di fronte a una speculazione sull’olio d’oliva che va fermata. Servono controlli immediati e più severi per difendere i produttori onesti e la qualità dell’olio extravergine italiano”. </span></p>
<p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Duro anche l’intervento di </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Franco Aceto</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, presidente di Coldiretti Calabria: “Aumentare le importazioni a dazio zero significa spalancare le porte a olio extravergine a basso costo e di qualità discutibile, mettendo a rischio il patrimonio agroalimentare italiano. Questo modello premia il prezzo più basso e non la qualità, compromettendo la sostenibilità economica delle aziende agricole”. Sulla stessa linea </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Francesco Cosentini</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, direttore di Coldiretti Calabria, che denuncia la possibilità di dichiarare ‘italiano al 100% un olio che non lo è’, definendo la pratica una truffa sull’origine che danneggia l’intera filiera olivicola e mina la fiducia dei consumatori. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono un rafforzamento dei controlli nelle industrie olearie, anche alla luce dei numerosi sequestri di olio effettuati dalle forze dell’ordine. Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi per la Calabria, seconda regione produttrice in Italia. In regione l’ulivo copre oltre 180mila ettari, con circa 84mila aziende agricole a indirizzo olivicolo e 25 milioni di piante di olivo. Il patrimonio varietale conta oltre 100 cultivar, con quasi il 50% della superficie in biologico. La Calabria vanta 3 DOP e 1 IGP, come l’IGP Olio di Calabria.</span></p>
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		<title>Lamezia, in zona movida ruba catenina d&#8217;oro a ragazzo: 22enne identificato e arrestato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-in-zona-movida-ruba-catenina-doro-a-ragazzo-22enne-identificato-e-arrestato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 14:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[catenina]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[rapina]]></category>
		<category><![CDATA[tunisino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti delle Volanti del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, insieme ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, impegnati nelle attività di controllo del territorio, particolarmente intensificate nel fine settimana nei luoghi della movida del centro cittadino, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino di origini extracomunitarie, resosi autore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I poliziotti delle Volanti del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, insieme ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, impegnati nelle attività di controllo del territorio, particolarmente intensificate nel fine settimana nei luoghi della movida del centro cittadino, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino di origini extracomunitarie, resosi autore di una rapina ai danni di un giovane italiano. In particolare nella notte fra sabato 18 e domenica 19 gennaio, poco dopo la mezzanotte, gli uomini della Polizia di Stato lametina intervenivano in Piazza Mercato Vecchio, a seguito di segnalazioni giunte alla Centrale Operativa di Catanzaro, in merito alla presenza di un gruppo di persone che lanciava bottiglie di vetro, creando pericolo per i passanti. In considerazione della situazione segnalata, l’equipaggio di Volante del Commissariato di Lamezia Terme, insieme ad altri due equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, nonostante l’intenso traffico della serata prefestiva, raggiunto tempestivamente il luogo della movida prefestiva, acquisivano le prime informazioni su quanto accaduto, direttamente da un ragazzo italiano di 24 anni che, in compagnia della fidanzata, riferiva ai poliziotti di aver subito un’aggressione. </p>
<p>L’uomo, nella circostanza, specificava che mentre si accingeva a riprendere la propria autovettura, precedentemente parcheggiata, un soggetto, probabilmente in stato di ebbrezza alcolica, appoggiato all’auto, nonostante le diverse richieste, non mostrava intenzione di allontanarsi. Invitato più volte a spostarsi dal legittimo proprietario dell’auto, l’uomo, di etnia nordafricana, ignorando le richieste, raccoglieva due bottiglie di vetro da terra e dopo averle rotte sbattendole fra di loro, si avvicinava a pochi metri dal volto della vittima minacciandola con una di esse e, proferendo frasi in lingua araba, strappava dal collo del ragazzo una catenina d’oro, per poi darsi alla fuga verso via Isonzo. La dinamica dei fatti venivano confermati anche dalla fidanzata del ragazzo che aveva, inoltre, fornito ai poliziotti intervenuti un video che ritraeva il rapinatore mentre, poco prima dell’aggressione e dell’arrivo della Polizia, era intento a disturbare i clienti di un locale li presente. Gli operatori di polizia, sulla scorta degli elementi acquisiti e delle descrizioni dell’autore della rapina fornite dalla coppia, si ponevano immediatamente alla ricerca del sospetto, individuandolo e bloccandolo poco dopo in via Isonzo. Alla vista dei poliziotti l’uomo, sentendosi braccato, tentava invano la fuga, venendo tuttavia bloccato nei pressi di un’attività commerciale presente poco distante e sottoposto ad accurata perquisizione personale, che consentiva di rinvenire, indosso allo stesso, in una tasca dei pantaloni, una catenina d’oro, riconosciuta senza esitazione dalla vittima della rapina, come quella sottrattagli poco prima. </p>
<p>Il soggetto, nella circostanza privo di documenti, veniva accompagnato presso gli uffici del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme e successivamente identificato, tramite rilievi foto-segnaletici per A. B. M., 22 enne di origine tunisina, richiedente asilo. Veniva tratto in arresto con l’accusa di rapina aggravata dall’aver commesso il fatto con l’uso di due bottiglie di vetro infrante, da ritenersi strumenti atti ad offendere, dei quali è vietato il porto in modo assoluto e per aver offeso e minacciato i pubblici ufficiali che lo avevano tratto in arresto e condotto presso gli uffici di polizia, rivolgendo agli stessi frasi dal tenore offensivo e minaccioso. In seguito all’arresto lo straniero veniva tradotto presso la casa circondariale di Catanzaro – Siano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, in data 21 u.s. convalidava la misura precautelare adottata dalla polizia giudiziaria in flagranza di reato, disponendo l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.<br />
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e l’indagato è innocente sino a sentenza di colpevolezza definitiva.</p>
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