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	<title>Trame12 Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jun 2023 13:57:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, a Trame12 &#8220;Dalle stragi alla finanza, la mafia cambia pelle&#8221;: parla Luca Tescaroli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 10:34:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il penultimo appuntamento della terza giornata della dodicesima edizione del festival ha visto ospite sul palco di Trame il Procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli che ben conosce le mafie italiane e internazionali con la moderazione della giornalista Floriana Bulfon. La prima domanda posta al Procuratore rompe il ghiaccio in maniera ferma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il penultimo appuntamento della terza giornata della dodicesima edizione del festival ha visto ospite sul palco di Trame il Procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli che ben conosce le mafie italiane e internazionali con la moderazione della giornalista Floriana Bulfon. La prima domanda posta al Procuratore rompe il ghiaccio in maniera ferma e precisa, &#8220;ma un procuratore, può parlare?&#8221;, la risposta è altrettanto chiara e definita e rimanda alle parole di Rocco Chinnici, il magistrato che quarant&#8217;anni fa rimane ucciso nell&#8217;esplosione della sua auto, una Fiat 127 imbottita di esplosivo, che parafrasandole sottolineano l&#8217;importanza di parlare alla gente e soprattutto ai giovani su come la mafia si arricchisca. L&#8217;unico modo per contrastare la criminalità è che la collettività sia spinta dal senso civico e reagisca e questo perché di fianco alle organizzazioni criminali tradizionali si affiancano organizzazioni che si sono adattate ai tempi e che si sono infiltrate sia nell&#8217;imprenditoria che nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Alla domanda relativa ai rapporti tra mafia e zona grigia e su chi tra i due nella società odierna abbia la meglio, il procuratore continua con notevole lucidità a delineare un quadro preciso della situazione, che vuole la contrapposizione tra bene e male, e quindi tra Stato e mafia. In una situazione idilliaca, lo Stato dotato di ogni genere di forza a disposizione dovrebbe prevaricare sulla seconda, ma non è così. Questo perché, come già ribadito, l&#8217;organizzazione criminale odierna affonda i propri tentacoli fino alla pubblica amministrazione attraverso un processo innovativo che è la corruttibilità che mette da parte la violenza spregiudicata che ha caratterizzato il periodo stragista passato.<br />
E come mai oggi si assiste ad una quiete così surreale da parte delle organizzazioni mafiose, e non si assiste più alle grandi stragi a cui il nostro paese ha assistito qualche decennio fa? Per il semplice motivo che appare più efficace controllare lo Stato infiltrandosi senza l&#8217;utilizzo della forza bruta. I risultati sono più risolutivi e garantiscono rapporti duraturi e sempre disponibili.<br />
La conversazione prosegue ricordando come solo pochi giorni fa il procuratore sia stato oggetto di un possibile atto intimidatorio e di come si ripresenti lo stesso modus operandi di personaggi che hanno lottato contro la mafia puntando su una azione di screditamento, quasi a giustificare l&#8217;azione punitiva nei suoi confronti; un esempio è stato il primo fallito attentato contro Falcone preceduto dalla diffusione di lettere anonime circa l&#8217;uso dei collaboratori di giustizia perché si ovviasse alla punizione dei criminali servendosi di killer interni alle organizzazioni stesse per farsi giustizia privatamente.</p>
<p>Un binomio quello della delegittimazione/eliminazione che riassume le attività portate avanti dalle organizzazioni mafiose nei confronti di chi si impegna a contrastarla.<br />
Un accenno viene fatto anche in riferimento alla possibile attuazione della riforma Nordio e di come questo possa influire nel contrasto alla criminalità organizzata, legittimando azioni ad oggi punibili.<br />
In chiusura un pensiero sulla possibilità che la lotta alla mafia stia andando scemando, proprio sulla scia dell&#8217;abolizione dell&#8217;abuso d&#8217;ufficio, per esempio. Di certo, però, se taluni personaggi politici si ritrovano a ricoprire nuovamente cariche politiche dopo aver scontato le proprie condanne a seguito di contatti e collaborazioni con la criminalità organizzata, la colpa è da ricercare nella scelta dei cittadini e nella loro volontà. Questo perché manca l&#8217;educazione alla legalità e la responsabilità civica perché si opti per una variazione nella rotta di tendenza.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
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		<title>&#8220;Trame12&#8221; ricorda Daphne Caruana Galiziam con Stefano Musolino: Malta, la piazza dei boss</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 10:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Oggi il ministro Nordio ha fatto riferimento ad una giustizia conciliativa preventiva a quella penale. C’è un movimento culturale prima che politico che chiede di poter gestire le cose con meno controlli. Dobbiamo essere tutti consapevoli dei rischi a cui andiamo incontro. Quello che successe a Malta quando morì Daphne Caruana Galizia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/trame12-ricorda-daphne-caruana-galiziam-con-stefano-musolino-malta-la-piazza-dei-boss/">&#8220;Trame12&#8221; ricorda Daphne Caruana Galiziam con Stefano Musolino: Malta, la piazza dei boss</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Oggi il ministro Nordio ha fatto riferimento ad una giustizia conciliativa preventiva a quella penale. C’è un movimento culturale prima che politico che chiede di poter gestire le cose con meno controlli. Dobbiamo essere tutti consapevoli dei rischi a cui andiamo incontro. Quello che successe a Malta quando morì Daphne Caruana Galizia ricorda proprio questo”. Così sul palco della seconda serata di Trame Festival il nuovo procuratore aggiunto di Reggio Calabria Stefano Musolino. È solo di poche ore fa, infatti, la notizia della nomina della quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura che lo ha proposto all’unanimità. Con lui il giornalista Stefano Vergine e, in collegamento, Corinne Vella, sorella della giornalista investigativa uccisa a Malta sei anni fa e inserita quest’anno nel lungo elenco delle vittime ricordate in occasione della Giornata della Memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime di mafia del 21 marzo. Per la sua morte è stata aperta un’indagine giudiziaria.<br />
Daphne denunciava la corruzione e il narcotraffico dell’isola dell’Europa meridionale, epicentro delle mafie italiane, “base per l’evasione fiscale nell’Unione Europea” come lei stessa denunciava. </p>
<p>“Uno dei progetti sui quali aveva investigato riguardava Elettrogas, c’era molta corruzione e una connessione con l’Italia, tra Gela e Malta in particolare” ha raccontato Corinne Vella. “In questo momento l’Unione Europea sta per finanziare proprio un gasdotto tra Malta e Gela: di fatto la persona che è accusata della morte di Daphne prenderà un sacco di soldi da quest’affare” – ha aggiunto Stefano Vergine. A fare il quadro del contesto in cui è stata uccisa Daphne è stato poi Musolino.<br />
“Malta ha un regime più che concorrenziale, al netto si paga il 5% di tasse. Qualunque impresa preferisce andare a Malta. Abbiamo aziende che operano in Italia con concessioni rilasciate da autorità maltesi. Si tratta di un posto molto piccolo, in cui la classe dirigente è meno strutturata e più facilmente corruttibile, e in cui si accumulano davvero tanti soldi”. </p>
<p>La famiglia di Daphne ha condotto un’indagine privata che ha portato a individuare il primo ministro Muscat come responsabile indiretto. In particolare, ci sono tre processi in corso: al centro ci sono le persone accusate di essere gli esecutori materiali, Vincent Muscat, Alfred e George Degiorgio, e il mandante, Yorgen Fenech, precedentemente accusato dalla giornalista di possedere un fondo segreto a Panama e di aver fatto pressioni sul governo laburista per aggiudicarsi un appalto. “Muscat aveva creato un clima di impunità nella società maltese e i giornalisti come Daphne non si sentivano protetti. C’è stata una campagna orchestrata dal partito laburista contro il suo lavoro giornalistico” – ha chiarito Vella.<br />
“Quello che l’inchiesta ha messo in luce è che bisognerebbe implementare le leggi sulla criminalità organizzata: le leggi di Malta permettono di perseguire un’organizzazione criminale solo se si sviluppa all’interno dello stesso paese. Ma il crimine organizzato non interessano i confini. Dovrebbero essere sempre garantiti accesso all’informazione e protezione per i giornalisti. Malta è meno attrezzata dell’Italia ad affrontare le mafie”.</p>
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