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	<title>Toscana Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 May 2026 18:05:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Diabetologo Di Cianni: pazienti non trovano soluzioni in Calabria al piede diabetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 18:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[diabetico]]></category>
		<category><![CDATA[diabetologo]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano Di Cianni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Negli ultimi 15 giorni due cittadini/pazienti calabresi, della provincia di Cosenza, sono stati amputati per piede diabetico negli ospedali della Toscana, uno a Pisa e l&#8217;altro a Livorno. Sono gli ultimi di una lunga serie, che continua da anni. Si tratta di pazienti fragili, anziani, con diabete e altre patologie croniche che non riescono a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Negli ultimi 15 giorni due cittadini/pazienti calabresi, della provincia di Cosenza, sono stati amputati per piede diabetico negli ospedali della Toscana, uno a Pisa e l&#8217;altro a Livorno. Sono gli ultimi di una lunga serie, che continua da anni. Si tratta di pazienti fragili, anziani, con diabete e altre patologie croniche che non riescono a trovare soluzione in Calabria ad un problema devastante qual è quello relativo al piede diabetico&#8221;.</em> Inizia così una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dal dottor Graziano Di Cianni, già presidente nazionale dell&#8217;Associazione medici diabetologi e oggi direttore Uoc diabetologia Asl Toscana Nord-Ovest.</p>
<p>&#8220;<em>Chi le scrive &#8211; </em>prosegue Di Cianni<em> &#8211; è un medico diabetologo, nato in Calabria, laureato e affermatosi professionalmente fuori dalla propria regione, in Toscana, che assiste a questo tipo di migrazione sanitaria, di pazienti che dopo mesi di sofferenze per infezioni devastanti, lesioni ulcerative e dolori lancinanti agli arti inferiori, affrontano lunghi viaggi per essere ricoverati lontano dai propri affetti, ritornando a casa con amputazioni più o meno totali, con un arto &#8216;mutilato&#8217;. La Calabria è tra le regioni a più alta prevalenza di diabete, malattia cronica, che se non diagnosticata e adeguatamente curata espone allo sviluppo di gravi complicanze a carico di cuore e vasi, retina, rene e, appunto, il piede diabetico. La Calabria registra altresì uno dei più alti tassi di amputazioni per diabete a carico degli arti inferiori in Italia&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Per combattere quella che viene definita un&#8217;epidemia silenziosa sono necessari &#8211; </em>sostiene Di Cianni <em>&#8211; interventi finalizzati alla prevenzione e cura del diabete, garantendo ai pazienti equità di accesso alle cure, indipendentemente dall&#8217;età, dalle condizioni sociali e dai comuni di residenza. E&#8217; ormai codificato che la malattia diabetica si combatte con lo sviluppo di una rete di centri territoriali multiprofessionali e multidisciplinari che si integra da un lato con la medicina generale e, dall&#8217;altro, con centri specialistici a livello ospedaliero, in grado di accogliere i pazienti maggiormente complicati, in particolar modo quelli con complicanze agli arti inferiori. La Calabria ha bisogno di interventi indirizzati in tal senso, per portarsi a livello delle altre regioni&#8221;.</em> &#8220;<em>La prego di intervenire. Metta nella sua agenda di priorità la lotta al diabete e alle sue complicanze in Calabria</em>&#8220;, conclude.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<title>La Toscana approva definitivamente il divieto: mai più cani legati a una catena</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-toscana-approva-definitivamente-il-divieto-mai-piu-cani-legati-a-una-catena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 12:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi in Toscana non ci potranno più essere cani tenuti legati alla catena. La giunta regionale ha approvato in via definitiva il regolamento che lo vieta, dopo il primo si&#8217; che c&#8217;era stato lo scorso dicembre e il successivo passaggio nella commissione del Consiglio regionale preposta, che si è espressa con parere favorevole. Il divieto ha valenza immediata. Varrà tutto l&#8217;anno e non solo d&#8217;estate come è stato nel 2023, quando tenere i cani legati alla catena fu proibito con ordinanza dal presidente Giani perché con il caldo e il pericolo di incendi gli animali rischiavano di morire, come a volte è purtroppo successo.</p>
<p>Con l&#8217;atto si modifica ora formalmente il regolamento del 2011 che ancora, sia pur in via eccezionale e per un massimo di sei ore al giorno e catene lunghe almeno sei metri, prevedeva la possibilità di tenere un cane legato. Il fenomeno dei cani alla catena è più diffuso di quanto si possa credere e il precedente regolamento non definiva in maniera puntuale in quali casi eccezionali un cane potesse essere tenuto in questa condizione, lasciando di fatto il tutto alla discrezionalità dei singoli. Da qui la scelta di cancellarne la possibilità e di definire in maniera più rigorosa il divieto. La Toscana segue la strada già imboccata da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Puglia e provincia di Trento. In Italia non esiste alcuna legge nazionale applicabile su tutto il territorio che vieti questa pratica. Con la modifica del regolamento, la Toscana vieta &#8220;la custodia del cane alla catena o con mezzi di contenimento similari&#8221;.</p>
<p>E definisce in maniera precisa le eccezioni, ovvero di fronte a casi di &#8220;comprovate ragioni sanitarie o per urgenti misure di sicurezza&#8221;. &#8220;Si tratta di una norma di civiltà: tenere un cane alla catena può avere serie conseguenze, psichiche e fisiche, per lo sviluppo degli animali&#8221; commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani. &#8220;Vietare questa pratica aiuterà ad accrescere il loro benessere&#8221; commenta l&#8217;assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini.<br />
(<em>Agi</em>)</p>
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		<title>Madre e figlia tra Calabria e Toscana si ritrovano dopo oltre 40 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-tra-calabria-e-toscana-si-ritrovano-dopo-oltre-40-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 14:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[40 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madre e figlia di nuovo insieme dopo oltre quarant’anni. È l’incredibile storia di Anna e Valentina, che si sono guardate negli occhi per la prima volta dieci mesi fa, grazie al desiderio di entrambe mai venuto meno e all’iniziativa della seconda, decisa a portare avanti la ricerca delle proprie radici come consente la legge italiana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Madre e figlia di nuovo insieme dopo oltre quarant’anni. È l’incredibile storia di Anna e Valentina, che si sono guardate negli occhi per la prima volta dieci mesi fa, grazie al desiderio di entrambe mai venuto meno e all’iniziativa della seconda, decisa a portare avanti la ricerca delle proprie radici come consente la legge italiana da ormai dieci anni. La storia, pubblicata nel numero di Toscana Oggi in uscita in questi giorni, racconta di una ragazzina calabrese rimasta incinta a soli quindici anni e per questo osteggiata dal padre, ma non dalla madre che riesce, anche grazie a un’amica infermiera che vive a Firenze, a farla arrivare a Casa Speranza a Settignano, una casa famiglia per ragazze madri tuttora esistente. La bambina viene data in adozione e Anna torna in Calabria, dove resta solo fino alla maggiore età quando, grazie ancora all’aiuto della madre, torna nel capoluogo toscano per iscriversi al Conservatorio e successivamente diplomarsi.</p>
<p>Valentina, intanto, è cresciuta in una bella famiglia adottiva. La scoperta di essere stata adottata la getta nella paura di poter essere improvvisamente reclamata e portata via dai suoi affetti. Presa poi consapevolezza che questo non sarebbe potuto accadere, a prevalere è il desiderio di conoscere le proprie origini, ma quando richiede l’estratto dell’atto di nascita scopre che vi è scritto “da donna che non consente di essere nominata”. Anna intanto pensava spesso alla sua bambina ma sapeva che per legge non l’avrebbe potuta rintracciare. Nel 2014 Valentina, a sua volta divenuta mamma a 34 anni, viene a sapere che la legge è cambiata e si rimette in moto. Il cammino sarà ancora lungo e alla fine, come racconta nei dettagli l’articolo di Santina Morciano su Toscana Oggi, il 24 marzo 2023, il tanto atteso incontro. </p>
<p>“C’è stata subito un’intesa bellissima”, spiega Anna, e aggiunge: “Un genitore biologico che ritrova un figlio dopo 30, 40 anni non può togliere nulla alla famiglia adottiva. È una felicità indescrivibile”. “Per quanto una persona possa avere una storia di adozione felice – aggiunge Valentina – a un certo punto della vita conoscere le proprie origini diventa un bisogno da affrontare. Questo presente ci permette di fare pace con un passato che inevitabilmente ha creato dolore a entrambe”.</p>
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		<title>Alluvione in Toscana, squadra Protezione Civile Calabria arrivata a Campi Bisenzio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alluvione-in-toscana-squadra-protezione-civile-calabria-arrivata-a-campi-bisenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2023 14:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Domenico Costarella]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una squadra della Protezione Civile della Regione Calabria &#8211; guidata dal direttore generale del Dipartimento, Domenico Costarella &#8211; è partita nella serata di ieri da Catanzaro ed ha raggiunto questa mattina la Toscana, colpita nei giorni scorsi da un&#8217;ondata eccezionale di maltempo che ha causato allagamenti, distruzione e purtroppo anche diverse vittime. La Regione Calabria, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una squadra della Protezione Civile della Regione Calabria &#8211; guidata dal direttore generale del Dipartimento, Domenico Costarella &#8211; è partita nella serata di ieri da Catanzaro ed ha raggiunto questa mattina la Toscana, colpita nei giorni scorsi da un&#8217;ondata eccezionale di maltempo che ha causato allagamenti, distruzione e purtroppo anche diverse vittime. La Regione Calabria, attraverso il presidente Roberto Occhiuto, nell&#8217;esprimere sincera e immediata vicinanza alle popolazioni coinvolte e al governatore Eugenio Giani, aveva subito messo a disposizione propri uomini e attrezzature per dare massimo supporto in un momento così difficile per la comunità toscana.</p>
<p>Nelle scorse ore il Dipartimento nazionale di Protezione Civile ha organizzato i soccorsi e gli interventi necessari, accogliendo la disponibilità della Regione Calabria. La squadra regionale partita nella serata di ieri è composta da 24 unità di personale di Protezione Civile &#8211; 21 volontari e 3 funzionari &#8211; ed ha portato in Toscana 5 moduli Tsk, specifici macchinari indispensabili per ripulire le strade dal fango dopo alluvioni di questo tipo. A supportare il contingente calabrese anche 1 furgone che verrà utilizzato come sala operativa mobile e un pick-up per gli spostamenti in loco.</p>
<p>&#8220;Siamo arrivati in Toscana alle prime ore dell&#8217;alba e ci siamo subito messi a disposizione del Dipartimento nazionale di Protezione Civile&#8221;, afferma il dg Domenico Costarella. &#8220;Ci è stato affidato il Comune di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, una delle zone maggiormente colpite dall&#8217;alluvione di due giorni fa.<br />
Siamo a completa disposizione dell&#8217;amministrazione comunale e in supporto al Centro operativo comunale. In mattinata inizieremo le operazioni di ripulitura delle strade e di supporto nella gestione dell&#8217;emergenza.<br />
La situazione è difficile e complessa. Siamo qui per dare una mano e per alleviare quanto più possibile le sofferenze e i disagi della popolazione&#8221;, conclude Costarella.</p>
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		<item>
		<title>Revisore dei conti della Regione Toscana indagato dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Alibante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/revisore-dei-conti-della-regione-toscana-indagato-dalla-dda-di-catanzaro-nellambito-dellinchiesta-alibante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 10:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta alibante]]></category>
		<category><![CDATA[Revisore dei conti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano le dichiarazioni del Presidente dell’assemblea regionale toscana Antonio Mazzeo in merito alla nomina dei componenti il collegio dei revisori della Regione Toscana dove figura un commercialista indagato dalla Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta Alibante sull’ndrangheta:  è una “nomina di carattere esclusivamente tecnico e non politico”. “In relazione alla nomina del collegio dei revisori della Regione Toscana si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano le dichiarazioni del Presidente dell’assemblea regionale toscana Antonio Mazzeo in merito alla nomina dei componenti il collegio dei revisori della Regione Toscana dove figura un commercialista indagato dalla Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta Alibante sull’ndrangheta:  è una “nomina di carattere esclusivamente tecnico e non politico”.</p>
<p>“In relazione alla nomina del collegio dei revisori della Regione Toscana si precisa che la stessa è avvenuta secondo quanto stabilito dalla legge 40/2012 – spiega nella nota diffusa dal consiglio regionale toscana -l’avviso pubblico per la formazione dell’elenco dei candidati alla nomina si è chiuso in data 23 settembre e gli uffici del consiglio regionale hanno quindi proceduto all’istruttoria per la verifica dei requisiti e di eventuali incompatibilità ai sensi della legge regionale 5/2008. A seguito di tale verifica 5 nominativi sono stati esclusi per assenza di requisiti e 68 sono risultati idonei”.</p>
<p>Di questi nella seduta del 6 dicembre “sono stati estratti a sorte andando a compilare una graduatoria dalla quale i primi tre estratti sono stati nominati revisori”. “Non si tratta in alcun modo di una nomina di carattere politico ma di un procedimento di natura del tutto tecnica di fronte al quale la politica non ha, né può avere, alcun elemento di discrezionalità se non procedere a un sorteggio pubblico. Tutti i passaggi si sono svolti in modo assolutamente trasparente coinvolgendo come da regolamento l’intero Consiglio fino al sorteggio avvenuto in aula e, come sempre accade a fronte di ogni nomina, a seguito di approfondite istruttorie da parte degli uffici competenti. In ogni caso, per scrupolo e per garantire ancora di più la massima tutela dell’ente, ho già chiesto che venga fatta una ulteriore verifica tecnica per ribadire l’assoluta correttezza di una nomina che, ripeto, non ha alcun carattere di natura politica”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/revisore-dei-conti-della-regione-toscana-indagato-dalla-dda-di-catanzaro-nellambito-dellinchiesta-alibante/">Revisore dei conti della Regione Toscana indagato dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Alibante</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Una copia dei Bronzi di Riace verrà gettata in mare in Versilia per studiare gli effetti dell&#8217;acqua sul bronzo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/una-copia-dei-bronzi-di-riace-verra-gettata-in-mare-in-versilia-per-studiare-gli-effetti-dellacqua-sul-bronzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 16:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Bronzi Riace]]></category>
		<category><![CDATA[copia]]></category>
		<category><![CDATA[polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Versilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace e del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha reagito in maniera negativa a quanto sta per succedere in Toscana, dove due copie dei Bronzi di Riace verranno gettate nelle acque della Versilia per poi essere recuperate tra un anno al fine di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace e del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha reagito in maniera negativa a quanto sta per succedere in Toscana, dove due copie dei Bronzi di Riace verranno gettate nelle acque della Versilia per poi essere recuperate tra un anno al fine di studiare gli effetti dell’interazione tra il mare e il bronzo. Con un duro comunicato, Pasquale Amato, Francesco Alì e Eduardo Lamberti Castronuovo del Comitato per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace e del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti dell’iniziativa andata in scena in Toscana.</p>
<p>“L’iniziativa delle copie dei Bronzi di Riace gettate in mare e recuperate dopo un anno per studiarne gli effetti è innanzitutto un’idea ridicola – le parole del comunicato riportato da strettoweb.com – Bisognerebbe tenere in mare le copie per circa 2.000 anni, ricreare le stesse condizioni climatiche, di salinità del mare, di fauna e flora che si sono avvicendate nello stesso periodo per provare a riprodurre gli effetti prodotti sugli originali”.</p>
<p>“Ci dispiace che gli organizzatori debbano sprecare risorse economiche e tempo per provare a scoprire risultati già acquisiti dal Ministero che, da quando i Bronzi sono stati ritrovati, ha già effettuato tre restauri con i quali si è altresì cercato di porre rimedio ai danni procurati dagli agenti corrosivi e dalle ossidazioni provocate da tanti anni in fondo al mare – si legge nel comunicato – questa operazione è offensiva verso l’impegno degli studiosi che si sono spesi in cinquanta anni di restauri e ricerche e lesiva dell’immagine dei due capolavori assoluti del V secolo avanti Cristo nel mondo. Danneggia infine il primato dell’Italia come sede del più rilevante patrimonio artistico e culturale nel mondo”.</p>
<p>“Se davvero si vuole diffondere al meglio la conoscenza dei due capolavori – hanno osservato Amato, Alì e Lamberti – invitiamo il Ministero, la Regione e la Città Metropolitana a investire risorse per organizzare Voli e Treni Speciali per consentire ai visitatori italiani e stranieri di venire a Reggio Calabria per ammirare l’armoniosa perfezione artistica e l’’ammaliante bellezza delle statue originali. Opere che sono Eccellenze Mondiali e Beni Identitari e inamovibili del Museo Archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria”.</p>
<p>L’iniziativa andata in scena in Versilia è stata nominata “Rewind”: due copie dei Bronzi di Riace, realizzate dalla Fonderia d’Arte Massimo del Chiaro tra il 1990 e il 1995, verranno gettate in acqua dove resteranno per un anno. Nel 2023 le due statue verranno recuperate e una volta tornate in superficie, saranno analizzate per studiare gli effetti dell’acqua marina sul bronzo.</p>
<p>I Bronzi di Riace rappresentano una delle più grandi scoperte archeologiche d’Italia del secolo scorso. Durante gli ultimi anni è emersa una nuova teoria sui Bronzi di Riace: stando a quanto ipotizzato dal professor Daniele Castrizio, i Bronzi erano cinque e non due e in origine doveva essere biondi e dorati. Un’altra ipotesi parla dell’esistenza di un terzo bronzo di Riace: a tal proposito il sindaco Antonio Trifoli si era detto favorevole a far partire una nuova campagna di ricerche per verificare l’esistenza della terza statua.<br />
(<strong>fonte:initalia</strong>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/una-copia-dei-bronzi-di-riace-verra-gettata-in-mare-in-versilia-per-studiare-gli-effetti-dellacqua-sul-bronzo/">Una copia dei Bronzi di Riace verrà gettata in mare in Versilia per studiare gli effetti dell&#8217;acqua sul bronzo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un modello d’impresa etica dalla Calabria alla Toscana: apre le porte Mulinum Buonconvento-Siena</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/un-modello-dimpresa-etica-dalla-calabria-alla-toscana-apre-le-porte-mulinum-buonconvento-siena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 10:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2016 era soltanto un sogno racchiuso in un post sui social. In pochi mesi è diventato il più grande crowdfunding online nel settore agricolo, che, grazie al supporto di 100 soci iniziali &#8211; ora diventati circa 300 &#8211; ha permesso al giovane imprenditore calabrese Stefano Caccavari (a sinistra nella foto) di recuperare un antico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2016 era soltanto un sogno racchiuso in un post sui social. In pochi mesi è diventato il più grande crowdfunding online nel settore agricolo, che, grazie al supporto di 100 soci iniziali &#8211; ora diventati circa 300 &#8211; ha permesso al giovane imprenditore calabrese Stefano Caccavari (<em>a sinistra nella foto</em>) di recuperare un antico mulino a pietra e riprendere la coltivazione dei grani antichi locali. </p>
<p>Dal 2017, nel piccolo borgo di San Floro, Mulinum coltiva senza pesticidi Senatore Cappelli, Verna, farro, maiorca e segale che macina lentamente nel mulino a pietra per ottenere farine integrali in purezza, con cui produce pani contadini, prodotti da forno genuini e pizze agricole. Il sapore della tradizione, ben presto, si è propagato in tutta Italia dimostrando che il modello d’impresa etica è replicabile sull’intero territorio. E così è stato: il proprietario terriero toscano Guido Venturini del Greco, infatti, ha creduto subito nel progetto condividendo la visione di Caccavari. E oggi, dopo un lungo iter autorizzativo, senza alcun finanziamento pubblico, finalmente, si aprono le porte di Mulinum Buonconvento, adagiato sulle colline senesi.<br />
All’interno della costruzione in bioedilizia, che si avvale di energia rinnovabile e due forni a legna, attorniata da 300 ettari di grani antichi, sono attivi due antichi mulini a pietra francese La Fertè risalenti a inizio ‘900, recuperati dal giovane imprenditore e pronti a produrre farine integrali con cui realizzare prodotti secondo la tradizione toscana.</p>
<p>“Quest’inaugurazione rappresenta un traguardo importante reso possibile dal socio capofila Guido Venturini del Greco (<em>a destra nella foto</em>), dai soci operativi Massimiliano Leonardi, Walter Ligas, Vincenzo De Rose e tutti gli altri che hanno condiviso il mio sogno folle. Ma un ringraziamento speciale va anche all’agronoma Rosanna Zari che ci ha seguito attentamente. Dare il via a un secondo mulino, soprattutto in questo momento in cui tanto si parla di crisi del grano, per me e per noi tutti rappresenta un motivo d’orgoglio nonché un’ulteriore occasione per attestare che, così come facciamo dal 2017, con impegno, passione e rispetto per i nostri campi spesso abbandonati, si può assicurare grano italiano e genuino” conclude Caccavari dando appuntamento a sabato 30 luglio alle ore 19.30, in Località Castelnuovo Tancredi, a due passi da Siena, per celebrare tutti insieme, alla presenza delle autorità toscane, un ulteriore traguardo di Mulinum che mira a diventare, entro 5 anni, la più grande azienda agricola bio italiana.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestri per 8 mln in operazione polizia Perugia-Crotone a soggetti &#8220;riferimento&#8221; cosca Trapasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:20:38 +0000</pubDate>
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<p>La Polizia di Stato di Perugia e Crotone ha eseguito due provvedimenti di sequestro, ai sensi della normativa antimafia, emessi su proposte formulate dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro congiuntamente ai Questori delle menzionate provincie. L’operazione nasce nel quadro della strategia di contrasto all’accumulazione dei patrimoni illeciti da parte delle consorterie mafiose intrapresa dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.</p>
<p>I poliziotti del Servizio Centrale Anticrimine e delle Divisioni Anticrimine hanno messo i sigilli a beni, assetti societari e rapporti finanziari, per un valore complessivo di 8 milioni di euro, riconducibili agli eredi di un esponente di vertice della cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro (KR) e a un imprenditore calabrese, entrambi elementi di riferimento in territorio umbro per gli affiliati alla citata consorteria mafiosa e a diverse altre famiglie di ‘ndrangheta dell’area ionico – catanzarese.</p>
<p>Il Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine ribadisce che “innalzare la capacità di colpire i patrimoni accumulati dalle organizzazioni criminali è la nuova sfida dell’azione di contrasto della Polizia di Stato alla criminalità organizzata di stampo mafioso. La piena operatività del connubio Questore/Procuratore della Repubblica nella proposizione e nell’esecuzione delle misure di prevenzione patrimoniali congiunte è garanzia del raggiungimento del miglior risultato possibile. Il sequestro degli ingenti patrimoni illecitamente guadagnati completa il lavoro svolto dalla Polizia di Stato contro la componente militare di queste organizzazioni criminali e l’eccellente risultato conseguito sull’asse Perugia/Crotone con la Procura della Repubblica di Catanzaro testimonia la strategia adottata negli ultimi tre anni dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato grazie al Servizio Centrale Anticrimine e alle Divisioni Anticrimine delle Questure”.</p>
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		<title>VIDEO-Toscana: sequestrati beni a imprenditore calabrese operante nel settore rifiuti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/toscana-sequestrati-beni-a-imprenditore-calabrese-operante-nel-settore-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 08:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
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<p>Sequestro di beni per oltre 5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore calabrese operante in Toscana nel settore dei rifiuti, <strong>già arrestato lo scorso aprile nell&#8217;operazione denominata &#8216;Keu&#8217;</strong>. Gli uomini della Dia ed i Carabinieri del Noe e forestali di Firenze, hanno riscontrato che il rifiuto derivante dall&#8217;attività di concia delle pelli che nonostante presentasse particolari criticità ambientali sarebbe stato riutilizzato per sottofondi stradali, terreni agricoli e opere pubbliche. I beni sono stati sequestrati in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal tribunale fiorentino su richiesta della procura: per l&#8217;accusa l&#8217;imprenditore avrebbe accumulato nel corso degli anni &#8220;un ingente patrimonio di origine delittuosa&#8221;.</p>
<p>Il sequestro ha riguardato vari terreni e abitazioni nelle province di Arezzo e Pisa, e nel Crotonese, conti correnti, società e auto facenti capo all&#8217;indagato e al suo nucleo familiare. Le indagini dei carabinieri di Noe, Nipaaf e sezione di Polizia giudiziaria di Firenze avevano anche consentito di acquisire riscontri circa &#8220;la vicinanza del proposto a famiglie &#8216;ndranghetiste crotonesi riconducibili alla cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone). Tale circostanza peraltro è emersa in ulteriori recenti indagini coordinate dalla Dda fiorentina e condotte dalla sezione anticrimine del Ros di Firenze&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Le mani della ‘ndrangheta su hotel in Romagna e Toscana: 8 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/le-mani-della-ndrangheta-su-hotel-in-romagna-e-toscana-8-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 08:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con la collaborazione dei Comandi Provinciali di Cosenza e Taranto, hanno dato l’avvio, stamane, alle prime luci dell’alba, ad una vasta operazione di polizia denominata “POPILIA”, in Emilia Romagna ed in contemporanea in Calabria ed in Puglia, che ha disarticolato il tentativo di soggetti di origine calabrese, quasi tutti pregiudicati, di insinuarsi nel settore turistico – ricettivo delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Siena.</p>
<p>50 militari della Guardia di Finanza, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Rimini, hanno dato esecuzione oggi nelle provincie di Rimini, Forlì-Cesena e Taranto – a n. 20 perquisizioni e ad un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Rimini che ha disposto misure cautelari nei confronti di 8 persone (5 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di firma alla p.g.) per i reati di estorsione, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma comune da sparo calibro 7,65 e intestazione fittizia di beni, che vedono a vario titolo coinvolte 8 persone; i reati di estorsione sono aggravati, per taluni di loro, dal fatto di aver minacciato la parte<br />
offesa con un’arma e di aver evocato la loro appartenenza alla ‘ndrangheta.<br />
Nel contempo le Fiamme Gialle hanno eseguito un Decreto con il quale lo stesso G.I.P. ha ordinato il sequestro preventivo, nelle province di Rimini e Forlì – Cesena, delle quote sociali e dei beni aziendali di ben 6 società, fittiziamente intestate a soggetti prestanome, operanti nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Siena nel settore turistico ricettivo ed in quello collegato degli allestimenti fieristici.<br />
Le investigazioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini hanno permesso di far emergere l’esistenza di un gruppo di persone stabilmente stanziato nella provincia riminese, composto da soggetti di origine calabrese, che dall’anno 2018 hanno gestito in forma occulta n. 5 hotels, un locale pubblico sull’arenile e una società operante nel settore degli allestimenti fieristici e che hanno affermato il proprio ruolo attraverso la repressione violenta dei contrasti interni sorti con i soci che non aderivano al disegno criminoso e con i dipendenti che richiedevano gli emolumenti a loro spettanti per l’attività lavorativa stagionale svolta.<br />
Accanto a costoro, è stato individuato un secondo livello costituito da soggetti di origine campana e pugliese, che si sono prestati nell’attività illecita di interposizione fittizia, reclutati all’occorrenza per ragioni di parentela o vicinanza dai singoli indagati.<br />
Le indagini hanno reso possibile documentare le fasi evolutive del gruppo, che in breve tempo, è riuscito a:<br />
&#8211; infiltrarsi nell’economia legale della Romagna, controllando diverse attività economiche;<br />
&#8211; commettere estorsioni con l’uso delle armi ed evocando la loro appartenenza all’ ’ndrangheta;<br />
&#8211; intestare a terzi ingenti patrimoni e attività commerciali.<br />
In particolare, è emerso che gli indagati, nonostante un apparente situazione reddituale, insufficiente a soddisfare i fabbisogni primari, in realtà manifestavano un’elevata disponibilità economica, derivante – come chiarito dalle intercettazioni telefoniche e ambientali – dalla loro partecipazione occulta in numerose società operanti nel lucroso settore turistico ricettivo, intestate a prestanome, e dalle estorsioni commesse.</p>
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