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	<title>Torino Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>In stand Calabria il vicepresidente Mancuso, l’assessore Micheli, Roberto Vecchioni e Massimo Mauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:51:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“La Regione conferma il proprio sostegno al comparto editoriale e al mondo della scrittura, partecipando con convinzione, anno dopo anno, a un appuntamento che rappresenta un momento di grande valore culturale e di confronto per l’intero settore. In una fase complessa per l’editoria, è fondamentale mantenere viva la presenza delle istituzioni accanto agli editori e agli autori, rafforzando strumenti e occasioni di promozione. Il nostro obiettivo è valorizzare il patrimonio narrativo del territorio e accompagnare le opere dei nostri scrittori oltre i confini regionali, affinché possano ottenere la visibilità e l’attenzione che meritano”.</em> Lo ha detto il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria, Filippo Mancuso, intervenendo alla seconda giornata della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.</p>
<p>Al Lingotto di Torino, il padiglione della Regione Calabria ha ospitato, tra gli altri interessanti appuntamenti in programma, il momento istituzionale di approfondimento dedicato al sistema scolastico calabrese, alla presenza dell’assessore all’Istruzione, Sport e Politiche giovanili della Regione Calabria, Eulalia Micheli. Nei giorni scorsi l’assessore aveva invitato le istituzioni scolastiche calabresi a partecipare alla manifestazione insieme agli studenti che si sono distinti nel corso dell’anno scolastico per il conseguimento di importanti riconoscimenti nell’ambito di concorsi, progetti e iniziative di livello nazionale e internazionale.</p>
<p>“<em>La Calabria vuole essere protagonista di una nuova stagione educativa – ha dichiarato l’assessore Micheli – investendo sulla scuola, sui giovani e sul loro futuro. I risultati raggiunti dai nostri studenti dimostrano che il talento esiste e va sostenuto con politiche concrete, opportunità e servizi adeguati affinché tali studenti possano rappresentare l’esperienza della propria scuola”.</em> Anche ieri notevole attenzione è stata riservata al mondo della scuola con la partecipazione del Coordinamento regionale delle Consulte, guidato da Franca Falduto, che ha promosso un partenariato tra il Convitto Filangeri di Vibo Valentia e il Convitto Umberto I di Torino. Domani ancora spazio all’istruzione con gli interventi dell’assessore Micheli, della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, Loredana Giannicola, e del professor Mario Caligiuri. Al centro del confronto il tema: <em>“I ragazzi che cambiano il mondo: scuola, benessere e futuro in Calabria</em>”.</p>
<p>“<em>Un tema – ha specificato Micheli – attraverso il quale vogliamo dare particolare attenzione al progetto dello psicologo scolastico, considerato dalla Regione Calabria uno strumento fondamentale per accompagnare studenti, famiglie e comunità educanti, prevenire il disagio giovanile e promuovere inclusione, ascolto e crescita personale”</em>. Tra i momenti più partecipati, anche la presentazione del volume “<em>Semper ad maiora</em>” di Valerio Bigano: un viaggio attraverso storie autentiche che raccontano lo spirito del Gruppo Caffo, accompagnato da cocktail e degustazioni. L’assessore Micheli, nello spazio di approfondimento “<em>Diamo Voce alla Calabria</em>” di Rai Radio2, ha dialogato, insieme al dg regionale Roberto Cosentino, con il professore e cantautore Roberto Vecchioni, al quale ha chiesto di mandare un messaggio ai ragazzi calabresi. “<em>I ragazzi calabresi – ha risposto – come quelli siciliani, sono intelligentissimi ma hanno bisogno di tanta attenzione e di una generazione di vecchi che dia loro spazio</em>”. Anche Massimo Mauro, icona del calcio nazionale e calabrese, si è a lungo intrattenuto nello stand della Regione Calabria a conversare, stringere mani, rispondere a domande e ricordare gli anni trascorsi nella squadra del Catanzaro. Accanto ai talk istituzionali, nelle prime due giornate del Salone al Lingotto di Torino, lo spazio OVAL della Regione Calabria ha registrato una significativa partecipazione di editori, festival, sistemi bibliotecari e realtà culturali territoriali. Sotto l’organizzazione e il coordinamento della dirigente del settore Cultura e Industrie creative, Ersilia Amatruda, e dei dirigenti generali Maria Antonella Cauteruccio, Uoa Sviluppo e Sistemi culturali, e Roberto Cosentino, alla Cultura, Turismo e Identità territoriale, si è dato vita a un mosaico di iniziative ricche e coerenti che testimonia la vitalità del tessuto creativo calabrese e la capacità della Regione di fare rete e valorizzare le eccellenze del territorio.</p>
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		<title>VIDEO-Torino: sequestro da 500mila euro a condannato per &#8216;ndrangheta, armi e contrabbando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:40:18 +0000</pubDate>
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<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – D.D.A., all’esito di accertamenti patrimoniali svolti in applicazione della normativa antimafia, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino in ordine a disponibilità finanziarie e immobiliari per circa mezzo milione di euro, nei confronti di un soggetto condannato anche per reati di associazione di tipo mafioso. affiliato ad un’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante nel basso Piemonte. In particolare, attraverso le approfondite indagini patrimoniali svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, è stato possibile rilevare la sussistenza di una sproporzione tra le disponibilità patrimoniali accumulate nel tempo e i redditi ufficialmente dichiarati dall’intero nucleo familiare del condannato.</p>
<p>Su tali basi è stata avanzata all&#8217;Autorità Giudiziaria competente una proposta di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali relativamente al compendio di beni individuato, costituito da beni immobili, beni mobili registrati e rapporti finanziari, acquistati in costanza pericolosità sociale. Il destinatario del provvedimento di prevenzione in argomento vanta infatti un significativo curriculum criminale, che annovera condanne per gravi reati, tra cui lesioni personali, furto, detenzione illegale di armi, tentata estorsione, contrabbando di tabacchi lavorati esteri nonché per aver fatto parte, con il ruolo di promotore e organizzatore, di un’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante nel basso Piemonte. In tale contesto sono state altresì valorizzate le risultanze delle investigazioni effettuate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino su un’associazione per delinquere capeggiata dal medesimo pluripregiudicato, operativa tra Piemonte e Liguria e con ramificazioni anche in altre Regioni italiane, finalizzata, tra l’altro, al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (sigarette e tabacco da narghilè) e di bevande alcoliche. Tali attività avevano generato significativi proventi, che hanno ragionevolmente concorso all’incremento patrimoniale del proposto e del proprio nucleo familiare e di cui si è tenuto conto anche sotto il profilo tributario, provvedendo separatamente alla ricostruzione dei correlati ingenti diritti doganali evasi (accisa, dazi doganali e I.V.A. all’importazione). Anche per tali vicende è intervenuta condanna definitiva, nel corso del 2024.</p>
<p>Su richiesta della Procura della Repubblica di Torino, la competente Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino ha quindi da ultimo disposto il sequestro di prevenzione di disponibilità per circa mezzo milione di euro complessivi in capo al proposto e al proprio nucleo familiare, interamente eseguito dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino.</p>
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		<title>Volo sanitario d&#8217;urgenza da Lamezia a Torino per un 40enne in imminente pericolo di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 17:07:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 40 anni, in imminente pericolo di vita, è stato trasportato con un volo sanitario d&#8217;urgenza dall&#8217;aeroporto di Lamezia Terme a Torino Caselle. Il volo è stato effettuato con un velivolo Gulfstream G650 dell’Aeronautica Militare. L&#8217;uomo necessitava di essere trasferito d’urgenza dall’Azienda Sanitaria Provinciale Catanzaro all’Ospedale Molinette di Torino. Nello specifico, il signore ha viaggiato all’interno del velivolo, monitorato ed assistito da un’equipe medica e dalla moglie.</p>
<p>Effettuate tutte le procedure necessarie dall’equipaggio militare, il velivolo è decollato dall’aeroporto di Ciampino atterrando a Lamezia Terme dove l’uomo è stato subito imbarcato sul velivolo per il trasporto d’urgenza. Dopo l’atterraggio presso l’Aeroporto di Torino Caselle, avvenuto poco dopo le 15, l’ambulanza si è diretta all’Ospedale Molinette per il successivo ricovero. Il volo, così come accade per questo genere di attività, è stato autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che gestisce e coordina le attività della flotta dei velivoli di Stato.<br />
Questo tipo di attività a favore della collettività è uno dei compiti istituzionali svolti dall’Aeronautica Militare. Il volo salva-vita era stato attivato, su richiesta della Prefettura di Catanzaro, dalla Sala Situazione di Vertice dell’Aeronautica Militare del Comando Squadra Aerea di Milano, che ha immediatamente interessato il 31° Stormo, uno dei Reparti che svolge il servizio di prontezza operativa per questo genere di missioni.</p>
<p>I Reparti di volo dell’Aeronautica Militare sono a disposizione della collettività 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, con mezzi ed equipaggi in grado di operare, anche in condizioni meteorologiche complesse, per assicurare il trasporto urgente non solo di persone in imminente pericolo di vita, ma anche di organi, equipe mediche o ambulanze. Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate per questo genere di interventi dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare, della 46ª Brigata Aerea di Pisa e dagli elicotteri del 15° Stormo di Cervia.</p>
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		<title>Lamezia, sequestrati 16 automezzi pesanti a società: noleggiati a Torino, mai pagati e mai restituiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 10:31:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito due distinti decreti di sequestro preventivo nei confronti della legale rappresentante di una società di autotrasporti operante nel territorio lametino, indagata per appropriazione indebita. Le attività investigative, condotte dal Nucleo Mobile e dalla Sezione di Polizia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito due distinti decreti di sequestro preventivo nei confronti della legale rappresentante di una società di autotrasporti operante nel territorio lametino, indagata per appropriazione indebita. Le attività investigative, condotte dal Nucleo Mobile e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, sono scaturite da due querele presentate presso la Procura lametina da una società con sede legale a Torino, proprietaria dei mezzi.</p>
<p>Secondo quanto emerso dalle indagini, la società calabrese avrebbe stipulato ben sedici contratti di locazione finanziaria per altrettanti automezzi pesanti, senza mai versare i corrispettivi dovuti. Non solo: al termine dei contratti, i mezzi non sarebbero stati restituiti al legittimo proprietario, configurando così una condotta penalmente rilevante.</p>
<p>I finanzieri hanno proceduto al sequestro dei 16 veicoli industriali, che sono stati affidati in custodia a una persona nominata dal giudice competente. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire in modo puntuale le dinamiche dell’appropriazione indebita e di intervenire a tutela del patrimonio della società torinese danneggiata.</p>
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		<title>Salone del Libro di Torino, allo stand Calabria la visita del procuratore Gratteri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salone-del-libro-di-torino-allo-stand-calabria-la-visita-del-procuratore-gratteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2025 08:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata intensa e significativa per la Regione Calabria al Salone Internazionale del Libro di Torino. In mattinata, l’assessore regionale alla Cultura, Caterina Capponi, ha assistito presso lo stand del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’incontro “Diplomazia giuridica – Promuovere la collaborazione internazionale nel campo della giustizia: il modello italiano”. All’incontro, che ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata intensa e significativa per la Regione Calabria al Salone Internazionale del Libro di Torino. In mattinata, l’assessore regionale alla Cultura, Caterina Capponi, ha assistito presso lo stand del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’incontro “Diplomazia giuridica – Promuovere la collaborazione internazionale nel campo della giustizia: il modello italiano”. All’incontro, che ha visto tra i protagonisti il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, si è discusso del ruolo dell’Italia nella promozione di un sistema giudiziario fondato sulla legalità e sulla cooperazione internazionale.</p>
<p>L’assessore Capponi ha seguito con interesse il dibattito, che ha toccato anche temi centrali per lo sviluppo culturale e civile dei territori e, subito dopo, ha accolto il procuratore Gratteri presso lo stand della Regione Calabria, accompagnandolo nella visita e illustrando le finalità della partecipazione calabrese al Salone. Tra gli obiettivi principali: la promozione del patrimonio letterario e artistico della Calabria, il sostegno agli autori emergenti, la diffusione della produzione culturale regionale su scala nazionale e internazionale e la creazione di nuove sinergie con editori e istituzioni culturali.</p>
<p>“La presenza del dottor Gratteri – dichiara l’assessore Capponi -, figura di riferimento nella lotta alla criminalità organizzata e voce autorevole per la difesa della legalità, ha arricchito la giornata e conferito prestigio allo stand calabrese. La sua visita ha rappresentato un’occasione per riaffermare il legame tra cultura, giustizia e impegno civile. Esprimo sincera gratitudine per la sua visita e per l’attenzione mostrata nei confronti delle iniziative promosse dalla Regione Calabria, che continua a investire nella cultura come strumento di crescita, dialogo e sviluppo del territorio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/salone-del-libro-di-torino-allo-stand-calabria-la-visita-del-procuratore-gratteri/">Salone del Libro di Torino, allo stand Calabria la visita del procuratore Gratteri</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Calabria al Salone di Torino, Capponi: “Il libro come ponte tra le generazioni”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-calabria-al-salone-di-torino-capponi-il-libro-come-ponte-tra-le-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 09:19:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Un momento denso di significati. Questo luogo, che oggi si apre come uno spazio di incontro e di narrazione, è il simbolo di una Calabria che ha molto da raccontare, da condividere e da far scoprire. Quest’anno ci presentiamo con uno slogan semplice, ma potente: La Calabria che siamo. Non la Calabria che eravamo, né [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-calabria-al-salone-di-torino-capponi-il-libro-come-ponte-tra-le-generazioni/">La Calabria al Salone di Torino, Capponi: “Il libro come ponte tra le generazioni”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Un momento denso di significati. Questo luogo, che oggi si apre come uno spazio di incontro e di narrazione, è il simbolo di una Calabria che ha molto da raccontare, da condividere e da far scoprire. Quest’anno ci presentiamo con uno slogan semplice, ma potente: La Calabria che siamo. Non la Calabria che eravamo, né quella che vorremmo diventare, ma quella che siamo, oggi, con tutte le sue sfumature: la sua cultura millenaria, le sue parole, le sue ferite, i suoi talenti. Una Calabria che si riconosce nella sua identità profonda, ma che guarda al futuro con coraggio, consapevolezza e creatività”. Con queste parole l’assessore regionale alla Cultura e alle Politiche sociali, Caterina Capponi, ha inaugurato lo stand della Regione Calabria al Salone Internazionale del Libro, in programma a Torino da oggi al 19 maggio.</p>
<p>Tantissimi i testi di autori calabresi che saranno presentati nello spezio Calabria, al padiglione Oval del Lingotto di Torino, selezionati in seguito ad una manifestazione d’interesse a cui hanno partecipato le case editrici. “Questo stand – ha proseguito l’assessore alla Cultura – non è solo un punto espositivo: è una casa aperta. È un invito a entrare, a leggere, ad ascoltare. Qui, oggi e per i prossimi cinque giorni, troveranno spazio letterati, intellettuali, editori, scrittori, studiosi, lettori, giovani promesse e grandi nomi di ogni orientamento, in cui tutti hanno diritto di parola. Qui portiamo voci e visioni. Portiamo storie nate tra i vicoli dei borghi, nei silenzi delle montagne, sulle coste accarezzate dallo Ionio e dal Tirreno. Portiamo una lingua viva e un pensiero che resiste. Portiamo le nostre radici, ma anche i nostri rami”.</p>
<p>“Il libro, per noi, è un ponte – ha rimarcato infine l’assessore Capponi dopo aver ringraziato il dipartimento regionale e il personale che si è occupato dell’organizzazione -. Un ponte tra generazioni, tra luoghi, tra mondi lontani e vicini. È il modo in cui la Calabria si racconta, senza stereotipi, senza filtri, con autenticità”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-314557" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-300x225.jpeg" alt="" width="641" height="481" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-300x225.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-1024x768.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-768x576.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-560x420.jpeg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-80x60.jpeg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-696x522.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-1068x801.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903-265x198.jpeg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/d081a7f1-8b8e-4cd0-a2ce-cefca27e1903.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta, infiltrazioni nel Torinese: 35 indagati in inchiesta contro cosche Nirta e Pelle di San Luca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 17:23:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione distrettuale antimafia del Piemonte ha emesso l&#8217;avviso di chiusura indagini nei confronti di 35 persone al termine di un&#8217;inchiesta sulla presenza della &#8216;ndrangheta nel Torinese. Fra gli indagati figura l&#8217;imprenditore Roberto Fantini, chiamato in causa nella veste di ex amministratore di Sitalfa (la società che cura la manutenzione dell&#8217;autostrada del Frejus in Valle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione distrettuale antimafia del Piemonte ha emesso l&#8217;avviso di chiusura indagini nei confronti di 35 persone al termine di un&#8217;inchiesta sulla presenza della &#8216;ndrangheta nel Torinese. Fra gli indagati figura l&#8217;imprenditore Roberto Fantini, chiamato in causa nella veste di ex amministratore di Sitalfa (l<em>a società che cura la manutenzione dell&#8217;autostrada del Frejus in Valle di Susa</em>), che secondo l&#8217;accusa avrebbe favorito aziende legate alla criminalità organizzata. </p>
<p>Gli accertamenti hanno portato alla luce le iniziative di una articolazione della &#8216;ndrangheta, a Brandizzo (Torino), legata alle &#8216;ndrine Nirta e Pelle, del locale di San Luca. Nell&#8217;elenco degli indagati compare anche Salvatore Gallo, indicato negli atti come &#8220;esponente del Pd&#8221; e presidente dell&#8217;associazione Idea-To. A suo carico non sono ipotizzati reati di mafia. </p>
<p>Tra gli episodi che gli sono contestati figura una violazione della legge elettorale del 1960: in occasione delle amministrative del 2021 avrebbe tentato di far raccogliere dei voti a favore di una candidata di sua fiducia promettendo al &#8216;collettore&#8217;, in cambio, di aiutarlo a ottenere una visita medica specialistica e un intervento chirurgico in tempi brevi.</p>
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		<title>&#8220;Paura, pianti e vomito&#8221; sul volo Torino-Lamezia: L’aereo rientra per un problema tecnico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 12:09:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio che doveva essere ordinario, il volo Ryanair FR937 da Torino Caselle a Lamezia Terme, ha invece preso una piega inaspettata il 20 novembre. Decollato regolarmente, l’aereo è stato costretto a tornare indietro per un problema tecnico che ha coinvolto la comunicazione con la torre di controllo, impedendo il proseguimento del volo e causando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio che doveva essere ordinario, il volo Ryanair FR937 da Torino Caselle a Lamezia Terme, ha invece preso una piega inaspettata il 20 novembre. Decollato regolarmente, l’aereo è stato costretto a tornare indietro per un problema tecnico che ha coinvolto la comunicazione con la torre di controllo, impedendo il proseguimento del volo e causando grande spavento tra i passeggeri. All’inizio, tutto sembrava procedere senza intoppi. L’aereo si è alzato in volo normalmente, ma dopo poco i passeggeri hanno iniziato a notare qualcosa di insolito. Per oltre 30 minuti l’aereo ha continuato a volare in cerchio sopra i cieli di Torino, senza mai prendere la direzione prevista verso il sud Italia. </p>
<p>Anche se non era stata dichiarata un’emergenza, l’atmosfera a bordo ha iniziato a farsi tesa, con molti passeggeri che si sono sentiti male e hanno cominciato a temere il peggio. Uno dei passeggeri ha raccontato che continuavano a vedere la Mole e le Alpi sullo sfondo e questo lo ha allarmato, descrivendo quei momenti concitati all’interno della cabina. Inizialmente l’equipaggio non ha fornito spiegazioni, limitandosi a chiedere ai passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza. La situazione è degenerata quando alcune persone, sopraffatte dalla paura, hanno iniziato a urlare e piangere. Le scene di panico si sono propagate rapidamente.</p>
<p>Solo dopo l’atterraggio, i passeggeri hanno appreso cosa fosse realmente accaduto: subito dopo il decollo, si erano persi i contatti tra la cabina di pilotaggio e la torre di controllo. Per ragioni di sicurezza, il pilota non poteva né continuare il viaggio né rientrare senza il via libera, ed è stato quindi costretto a mantenere l’aereo in volo per circa mezz’ora, aspettando il ripristino delle comunicazioni. Queste sono le procedure standard in situazioni del genere.<br />
Fortunatamente, l’atterraggio è avvenuto senza problemi e, dopo tutti gli accertamenti necessari, il volo è ripartito alle 11:15. Ma almeno venti persone hanno deciso di non continuare il viaggio, troppo scosse dall’accaduto per rimettersi subito su un aereo.</p>
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		<title>Giovanni Bombardieri lascia la Procura di Reggio Calabria: da lunedì guiderà quella di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 10:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Bombardieri]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Bombardieri ha lasciato oggi, dopo sei anni e mezzo, la guida della Procura della Repubblica di Reggio Calabria per assumere da lunedì 16 settembre quella della Procura di Torino. “Quella che ho vissuto a Reggio – ha detto Bombardieri – è stata un’esperienza altamente positiva. I miei rapporti con i colleghi della Procura e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Bombardieri ha lasciato oggi, dopo sei anni e mezzo, la guida della Procura della Repubblica di Reggio Calabria per assumere da lunedì 16 settembre quella della Procura di Torino. </p>
<p>“Quella che ho vissuto a Reggio – ha detto Bombardieri – è stata un’esperienza altamente positiva. I miei rapporti con i colleghi della Procura e degli altri uffici giudiziari reggini sono stati improntati a massima serenità, collaborazione e rispetto dei ruoli reciproci”. </p>
<p>“Lascio una Procura – ha aggiunto Bombardieri – fortemente impegnata nel contrasto alla criminalità organizzata, con importanti rapporti di collaborazione con uffici di Procura e di polizia giudiziaria italiani ed esteri, che ci hanno sempre riconosciuto e ci riconoscono grande professionalità ed affidabilità”.</p>
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		<title>41 anni fa a Torino l&#8217;assassinio di &#8216;ndrangheta del procuratore Bruno Caccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 09:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Caccia]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bruno Caccia fu assassinato il 26 giugno 1983 mentre portava a passeggio il proprio cane. Venne affiancato da una macchina con due uomini a bordo che spararono numerosi colpi di arma da fuoco. Sono passati 41 anni da quella notte, e la memoria collettiva ha quasi perso le tracce di quel magistrato torinese che negli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bruno Caccia</strong> fu assassinato il 26 giugno 1983 mentre portava a passeggio il proprio cane. Venne affiancato da una macchina con due uomini a bordo che spararono numerosi colpi di arma da fuoco. Sono passati 41 anni da quella notte, e la memoria collettiva ha quasi perso le tracce di quel magistrato torinese che negli anni di piombo era stato protagonista di tanti processi contro le Brigate Rosse. Difficile che qualcuno ne abbia un ricordo e ne restituisca i meriti. Sembra una di quelle storie che la Repubblica ha dimenticato e sepolto sotto migliaia di pagine di atti di processuali. Atti che non hanno mai spiegato il perché di quello che è accaduto. Nato a Cuneo il 16 novembre del 1917, Bruno Caccia fu nominato procuratore capo della Repubblica nel 1980. Secondo alcuni è morto perché era un uomo integerrimo, incorruttibile. Per il suo amico di sempre, il giudice Mauro Vaudano, fu ammazzato per quello che aveva fatto, per le inchieste che seguiva. Per altri ha invece semplicemente pagato per uno sgarbo fatto alla persona sbagliata.<br />
Depistaggi e lotta al terrorismo<br />
A <strong>suo figlio</strong>, poche ore prima dell&#8217;assassinio, confidò: «Sta per succedere qualcosa di grosso». Nessuno ha potuto capire a cosa si riferisse. Una cosa è certa, già pochi secondi dopo l&#8217;esecuzione sono cominciati i depistaggi. Uomo di destra, discuteva spesso con Gian Carlo Caselli e difendeva il ruolo del magistrato come presidio costituzionale super partes. Insieme, si può ben dire, hanno avuto il merito storico di portare il primo grande colpo dello Stato al terrorismo rosso.<br />
Sin da subito le indagini degli inquirenti presero la <strong>pista delle Brigate Rosse</strong>: appena mezz’ora dopo l’agguato, un uomo chiamò il centralino del quotidiano La Stampa: «Non capisco, stavo dormendo, è squillato il telefono. Un tale mi ha detto di avvertirvi subito e di dirvi che loro, le Brigate Rosse, hanno ucciso il dott. Bruno Caccia».<br />
La ricerca di un movente credibile<br />
Tuttavia quindici giorni dopo l&#8217;omicidio, l&#8217;11 luglio 1983, le <strong>Brigate Rosse negarono ufficialmente</strong> di essere autrici del delitto: «Con la morte di Bruno Caccia noi non c&#8217;entriamo &#8211; dichiarò il brigatista Francesco Piccioni leggendo un comunicato nell&#8217;aula del carcere Le Vallette -. Questo è un omicidio a cui purtroppo siamo estranei». In effetti così è stato. Se un mandante credibile non è mai stato individuato, le sentenze dei tribunali non hanno trovato neppure un movente vagamente credibile.<br />
C’è però il nome di chi ha sparato, <strong>Rocco Schirripa</strong>. Lo avrebbe fatto su indicazione di <strong>Domenico Belfiore, esponente della criminalità calabrese</strong> che in quei tempi aveva già messo radici profonde nel Nord Italia . Erano gli anni in cui dilagavano i sequestri di persona. In giro c&#8217;erano un sacco di soldi da ripulire. La parola <strong>‘Ndrangheta</strong> non era ancora così conosciuta e si può dire che proprio grazie al processo Caccia conquistò per la prima volta i titoli di quotidiani e telegiornali italiani.</p>
<p>Ma secondo la procura generale di Milano non ci sono prove per sostenere in un futuribile giudizio eventuali responsabilità penali per l’omicidio del procuratore Caccia in capo a <strong>Francesco D’Onofrio</strong> e <strong>Tommaso De Pace</strong> 81 anni. Accolta, quindi, la richiesta dei magistrati e disposta l&#8217;archiviazione definitiva per il boss calabrese già condannato in <strong>Minotauro</strong> e personaggio di primo piano del panorama criminale torinese. D&#8217;Onofrio, che si è sempre proclamato estraneo a qualsiasi vicenda relativa al delitto del procuratore Caccia.<br />
La famiglia Caccia aveva deciso di proporre opposizione a questa istanza tramite il legale Fabio Repici. Di D&#8217;Onofrio, già condannato anche per armi, residente a Moncalieri, aveva parlato il collaboratore di giustizia <strong>Domenico Agresta</strong> che già nei primi verbali resi alla Dda di Torino nel novembre 2016 raccontando di aver appreso (in carcere e da fonti di alto rango criminale, tra cui il padre Saverio Agresta) che a sparare al procuratore fossero stati <strong>Rocco Schirripa</strong> (già condannato all’ergastolo con pronuncia definitiva) e proprio <strong>D’Onofrio</strong>. Ma nulla dalle indagini di Milano sarebbe emerso per avvalorare questa tesi.</p>
<p>Restano i misteri su quel delitto. E non pochi. Fino ad oggi del commando composto da almeno 5/6 persone che hanno sparato a Caccia sono state individuate e condannate soltanto due persone. Oltre a Schirripa, si è accertata la colpevolezza di <strong>Domenico Belfiore</strong> che sta espiando la pena all&#8217;ergastolo in regime di domiciliari: il differimento pena è stato così deciso ormai da 8 anni per gravi motivi di salute.</p>
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