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	<title>tiktok Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>L’algoritmo di TikTok “aiuta” le cosche, &#8216;Crime Media Culture&#8217;: dalla cultura calabrese alla ‘ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 15:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su TikTok c&#8217;è il &#8220;rischio&#8221; che si possa partire da video che celebrano la cultura, le tradizioni e l&#8217;identità della Calabria e arrivare rapidamente a contenuti che giustificano comportamenti legati alla criminalità organizzata e alla &#8216;ndrangheta. A metterlo in luce è uno studio pubblicato sulla rivista &#8216;Crime Media Culture&#8216;, firmato da Anna Sergi, professoressa al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Su TikTok c&#8217;è il &#8220;rischio&#8221; che si possa partire da video che celebrano la cultura, le tradizioni e l&#8217;identità della Calabria e arrivare rapidamente a contenuti che giustificano comportamenti legati alla criminalità organizzata e alla &#8216;ndrangheta. A metterlo in luce è uno studio pubblicato sulla rivista &#8216;<strong>Crime Media Culture</strong>&#8216;, firmato da <strong>Anna Sergi</strong>, professoressa al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell&#8217;Università di Bologna, che parla di una &#8220;<strong>deriva culturale mafiosa</strong>&#8221; innescata involontariamente dagli algoritmi della piattaforma.</p>
<p>In base alla ricerca condotta il meccanismo delle &#8220;<strong>rabbit hole</strong>&#8221; di TikTok &#8211; le sequenze infinite di contenuti collegati tra loro &#8211; fa sì che &#8220;da forme superficiali e moderate di provincialismo, ad esempio video che celebrano la Calabria come la migliore regione d&#8217;Italia, per il suo cibo, la sua cultura, il suo clima, si possa passare rapidamente a contenuti più estremi e radicali&#8221;, spiega Sergi.  Nel dettaglio la ricerca ha raccolto oltre mille video pubblicati in tre mesi, selezionandone 225 per l&#8217;analisi di contenuti, commenti e materiale audiovisivo. Nei video individuati emergono valori tradizionali come onore, lealtà familiare e resilienza, che secondo la studiosa possono essere distorti: &#8220;Un buon esempio &#8211; sottolinea &#8211; è l&#8217;idea di &#8216;onore&#8217; come integrità personale e rispetto sociale, che nel contesto della &#8216;ndrangheta può essere manipolata per giustificare atti criminali. Allo stesso modo, la lealtà familiare, pur promuovendo un senso di condivisione e di unità, può proteggere attività criminali all&#8217;interno di una famiglia, favorendo il silenzio e la complicità&#8221;.</p>
<p>Lo studio individua quattro categorie di contenuti: gli &#8220;<strong>Ammiratori</strong>&#8220;, che celebrano semplicemente luoghi, cibo e tradizioni; i &#8220;<strong><em>Militanti</em>&#8220;</strong>, che aggiungono la necessità di proteggere il patrimonio culturale da interferenze esterne; i &#8220;<strong>Sostenitori</strong>&#8220;, che accostano alla celebrazione della Calabria riferimenti a latitanti e carcerati da esaltare e presunte spie da disprezzare; infine gli &#8220;<strong>Apologeti</strong>&#8220;, che sostengono apertamente i valori della cultura criminale della &#8216;ndrangheta associandoli alla &#8220;calabresità&#8221;.<br />
Secondo Sergi, l&#8217;appropriazione di valori culturali condivisi è una delle strategie con cui le organizzazioni criminali ottengono legittimità sul territorio, e l&#8217;amplificazione algoritmica di questi contenuti rischia di favorire un processo che confonde progressivamente la celebrazione dell&#8217;identità con la giustificazione di valori mafiosi.</p>
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		<title>Cirò Marina, &#8220;vado in ospedale&#8221; ma invece passeggia e fa diretta su TikTok: denunciato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ciro-marina-vado-in-ospedale-ma-invece-passeggia-e-fa-diretta-su-tiktok-denunciato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 10:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina (KR), nell&#8217;ambito di un costante e capillare servizio di controllo del territorio volto a verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria, hanno denunciato in stato di libertà un uomo per il reato di evasione. L’episodio ha avuto origine lo scorso 26 dicembre, quando il soggetto, già sottoposto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina (KR), nell&#8217;ambito di un costante e capillare servizio di controllo del territorio volto a verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria, hanno denunciato in stato di libertà un uomo per il reato di evasione. L’episodio ha avuto origine lo scorso 26 dicembre, quando il soggetto, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, ha contattato la Centrale Operativa asserendo di doversi allontanare con urgenza dalla propria abitazione per un malore, dichiarando di essere diretto all’ospedale di Crotone tramite autoambulanza. </p>
<p>L’attività di monitoraggio dei militari dell’Aliquota Radiomobile ha però permesso di smascherare l’inganno attraverso l’uso dei social network: l’uomo è stato infatti individuato durante una diretta video sulla piattaforma TikTok mentre si trovava all’interno di un’autovettura e, successivamente, mentre passeggiava tranquillamente lungo le vie del centro del capoluogo crotonese. I successivi controlli domiciliari, effettuati tempestivamente dai militari, hanno confermato l’assenza del soggetto dalla propria residenza e, al suo rientro in serata, la totale mancanza di documentazione sanitaria idonea a giustificare l&#8217;urgenza dichiarata. </p>
<p>L&#8217;operazione sottolinea l&#8217;importanza cruciale del controllo costante sui soggetti sottoposti a misure restrittive, un&#8217;attività che l&#8217;Arma dei Carabinieri svolge quotidianamente per garantire la sicurezza e la legalità. Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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