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	<title>TEGANO Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 11:40:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Reggio Calabria, 79 arresti contro le cosche storiche. Colpiti i De Stefano, Tegano e Condello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:40:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È scattata all’alba di oggi una imponente operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei confronti delle storiche cosche di ‘ndrangheta dei DE STEFANO, TEGANO, CONDELLO e di altre articolazioni, anche dedite al narcotraffico operanti nel territorio reggino. Oltre 500 uomini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388803-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4</a></video></div>
<p>È scattata all’alba di oggi una imponente operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei confronti delle storiche cosche di ‘ndrangheta dei DE STEFANO, TEGANO, CONDELLO e di altre articolazioni, anche dedite al narcotraffico operanti nel territorio reggino.</p>
<div class="formatted-text">
<p>Oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell&#8217;Arma dei Carabinieri sono stati impegnati sul territorio della città di <strong>Reggio Calabria </strong>in un&#8217;operazione  che ha portato all&#8217;esecuzione di <strong>79 misure cautelari</strong>, di cui <strong>73 custodie in carcere</strong> e <strong>6 arresti domiciliari</strong>. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della <strong>Direzione distrettuale antimafia</strong> reggina. Le investigazioni sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, dalla Squadra Mobile, dalla Sisco di Reggio Calabria e dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria e hanno interessato un&#8217;ampia porzione del territorio cittadino. All&#8217;operazione hanno preso parte personale delle Squadre Mobili, delle Sisco, dei Reparti Prevenzione Crimine, dei Reparti Volo della Polizia di Stato, delle unità cinofile della Questura di Reggio Calabria, oltre ai militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e Messina, del 14° Battaglione Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato &#8220;Cacciatori Calabria&#8221;.</p>
<p>Le accuse contestate, a vario titolo e fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, riguardano <strong>associazione mafiosa</strong>, <strong>associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti</strong>, aggravata dall&#8217;agevolazione della &#8216;ndrangheta, <strong>estorsione</strong>, <strong>detenzione e porto di armi</strong>, anche da guerra, riciclaggio, rapina e trasferimento fraudolento di valori. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati individuati quelli ritenuti gli esponenti di vertice delle cosche <strong>De Stefano</strong>, <strong>Tegano</strong>, <strong>Condello</strong> e <strong>Logiudice</strong>, ricostruendone le dinamiche associative in continuità con precedenti procedimenti che hanno descritto l&#8217;esistenza di una federazione tra le storiche famiglie mafiose operanti nel mandamento Centro, in collegamento operativo tra loro e subordinate al gruppo dirigente di Archi.</p>
<p>Le indagini avrebbero inoltre consentito di delineare la presenza di ulteriori articolazioni di &#8216;ndrangheta attive nelle zone collinari della città, in particolare a Ortì, Arghillà, Oliveto e Croce Valanidi. Contestualmente all&#8217;esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate numerose perquisizioni in provincia di Reggio Calabria e in altre città italiane ed è stato eseguito il sequestro preventivo di <strong>sei società</strong> ritenute riconducibili agli indagati.</p>
</div>
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		<title>VIDEO-Confiscati beni per 2,7 milioni ad imprenditore reggino organico alla cosca &#8220;Tegano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:55:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388033-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
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<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia e costituisce la definizione, sotto il profilo patrimoniale, delle risultanze istruttorie acquisite dalla medesima Autorità giudiziaria requirente nel corso, in particolare, dell’operazione denominata “IL PADRINO”.</p>
<p>In specie, a seguito di quest’ultima indagine &#8211; e, quindi, sulla base del quadro investigativo emerso soprattutto dalle prove dichiarative di collaboratori di giustizia, dai servizi di osservazione e dalle intercettazioni di colloqui carcerari &#8211; il predetto veniva condannato in via definitiva alla pena di anni otto di reclusione per il reato di associazione di stampo mafioso, essendo stato ritenuto come organicamente inserito nella cosca “Tegano”. Secondo le dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, l’affiliazione del medesimo risaliva addirittura alla seconda guerra di &#8216;ndrangheta, a metà degli anni Ottanta, quando operava come autista personale di Giovanni Tegano, accompagnandolo anche ad incontri riservati di mafia, a conferma di un “regime di fiducia e di assoluta fedeltà” che gli veniva ampiamente riconosciuto. Nello specifico, l’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca è risultato essere un “fedelissimo” del boss, capace di mantenere i rapporti con importanti famiglie mafiose della provincia reggina, specialmente nella zona ionica, grazie ai suoi collegamenti commerciali con rappresentanti di numerose cosche locali, anche svolgendo il ruolo di “punto terminale della giostra delle imbasciate” finalizzate agli incontri con il citato capo della cosca o con i reggenti dello stesso sodalizio criminale.</p>
<p>Tale rapporto fiduciario sarebbe risultato ulteriormente consolidato dai legami parentali con i vertici della compagine criminale, essendo il soggetto nipote acquisito dello stesso capo-cosca. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Generale della Repubblica, con il provvedimento appena eseguito, ha pertanto decretato la confisca definitiva di prevenzione dell’intero patrimonio aziendale di 1 società operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, di 9 terreni siti in Reggio Calabria, 3 fabbricati (di cui 2 ubicati a Catanzaro ed 1 a Reggio Calabria), circa 110 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 2,7 milioni di euro.</p>
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		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta, sequestri e confische per cosche Tegano, Alvaro, Piromalli, Pesce e Bellocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 10:58:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-315663-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/GDF-Reggio-Calabria.mp4</a></video></div>
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<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), ha portato a termine un’operazione che ha consentito di applicare una serie di misure di prevenzione patrimoniali (sequestri e confische) per un valore complessivamente stimato in circa 6 milioni di euro. L’esecuzione dei suddetti provvedimenti ablativi scaturisce da una mirata analisi operativa che ha permesso di individuare diversi soggetti che, rivestendo posizioni di rilievo all’interno di importanti cosche della ‘ndrangheta, avevano indebitamente accumulato, negli anni, ingenti patrimoni illeciti. Sulla base di tali evidenze, la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore facente funzioni Giuseppe Lombardo, ha delegato il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere mirate e specifiche indagini patrimoniali.</p>
<p>Le risultanze investigative emerse hanno consentito di accertare la sussistenza, in capo ai destinatari delle citate misure di prevenzione, della c.d. “pericolosità sociale”, trattandosi di soggetti che, come peraltro già emerso in diverse operazioni di polizia, sono risultati appartenenti o quanto meno contigui alla ‘ndrangheta, essendo operativi all’interno di rilevanti articolazioni territoriali attive sia nella città di Reggio Calabria e sia nel territorio ricompreso nella fascia tirrenica. In particolare, taluni dei soggetti destinatari dei provvedimenti di applicazione delle misure patrimoniali in trattazione avrebbero fornito un significativo contributo alle attività criminose di alcune delle più importanti cosche locali di ‘ndrangheta, tra le quali le famiglie “TEGANO”, “ALVARO”, “PIROMALLI”, “PESCE” e “BELLOCCO”. Gli appositi accertamenti economico-patrimoniali esperiti &#8211; nei confronti degli stessi soggetti nonché dei componenti dei rispettivi nuclei familiari &#8211; hanno permesso di rilevare, inoltre, come il patrimonio riconducibile ai medesimi risultasse di valore significativamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.</p>
<p>Sulla base di tali elementi, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle rispettive responsabilità, ha emesso, nei confronti di 15 destinatari, i suddetti provvedimenti di sequestro e confisca che hanno riguardato, tra l’altro, 47 immobili (28 fabbricati e 19 terreni), 3 ditte individuali operanti nei settori del commercio al dettaglio di ricambi per autoveicoli, del commercio all’ingrosso di rottami, dei trasporti e agricolo, quote di partecipazione di una società operante nel settore della lavorazione delle pietre e del marmo, 6 autoveicoli, 2 orologi di lusso, risorse finanziarie e denaro contante, come accennato, per un valore complessivo stimato pari a circa 6 milioni di euro. Tra i beni oggetto di confisca, si annovera anche un illecito credito tributario di ingente valore, individuato e sottoposto a sequestro d’urgenza giustappunto poco prima del tentativo di incasso da parte di un noto esponente della cosca “LIBRI”.</p>
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		<title>VIDEO-NOMI-Operazione &#8216;Atto Quarto&#8217;: Arrestati 28 affiliati cosche Libri, De Stefano e Tegano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 15:09:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-220019-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/10/RC-QuartoAtto-calabrianews.it_.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/10/RC-QuartoAtto-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/10/RC-QuartoAtto-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Nella mattinata di oggi 11 ottobre, personale della Polizia di Stato, a Reggio Calabria ed in altre città d’Italia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica- Direzione Distrettuale Antimafia- diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, a carico di 28 soggetti (23 in carcere e 5 agli arresti domiciliari)- indiziati, a diverso titolo, e allo stato del procedimento in fase di indagini preliminari e fatte salve diverse valutazioni nelle fasi successive,  dei reati di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, detenzione illegale di armi, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed altro. Contestualmente è stato eseguito anche il sequestro preventivo di 11 società riconducibili ad imprenditori indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. </p>
<p>Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria sotto le direttive della Procura della Repubblica costituiscono il natura seguito (da qui il nome convenzionale Atto Quarto) delle investigazioni note come Theorema – Roccaforte, Libro Nero e Malefix, che nel tempo hanno disvelato assetti e dinamiche criminali delle cosche LIBRI, DE STEFANO e TEGANO, con la conseguente esecuzione di misure cautelari nei confronti di numerosi soggetti. Le odierne acquisizioni investigative, costituite da  intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, ma anche dalle dichiarazioni di un imprenditore vittima di estorsione,  hanno consentito di acclarare la perdurante operatività della cosca LIBRI non solo nella storica roccaforte costituita dal quartiere di Cannavò e zone limitrofe, ma anche la sua influenza nei quartieri di Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio, nelle frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana nonché nella zona centro di Reggio Calabria, porzione di territorio quest’ultima all’interno della quale vigono accordi spartitori con le consorterie DE STEFANO e TEGANO.<br />
In ordine agli assetti del gruppo criminale, l’attività investigativa ha posto in evidenza la persistente operatività di MANGIOLA Edoardo, capo del locale di Spirito Santo, già detenuto perché tratto in arresto nel corso dell’operazione Malefix, che attraverso l’utilizzo di telefoni cellulari abilmente modificati e introdotti all’interno degli istituti di pena ove era recluso, con la fattiva collaborazione del figlio MANGIOLA Beniamino, continuava a dare disposizioni ad alcune dei più fidati sodali quali PALMISANO Francesco, SICLARI Domenico, BELFIORE Caterina e BARBARO Ernesto.<br />
Nonostante l’accertata operatività del predetto MANGIOLA, il suo stato di detenzione e quello del capo cosca LIBRI Antonio, a cui, con l’ordinanza eseguita oggi vengono contestati nuovi episodi estorsivi, hanno imposto di affidare la reggenza della cosca a VOTANO Antonino, vertice della ndrina di Vinco e Pavigliana.<br />
L’indagine, inoltre, ha fatto emergere l’operatività, in seno alla cosca LIBRI, di un’ulteriore articolazione, ossia quella di San Cristoforo, territorio limitrofo a quello di Spirito Santo, al cui vertice, secondo la ricostruzione investigativa, è posto DOTTA Filippo, che in virtù del suo ruolo è deputato anche alla gestione delle attività estorsive. Nella medesima area territoriale è stata censita, dopo la sua scarcerazione, l’attivismo criminale di BIANCHETTI Claudio, vero e proprio braccio operativo della cosca, che per come documentato dalle indagini si relazionava costantemente ed in maniera riservata, con l’attuale reggente VOTANO Antonino.<br />
Nel territorio di Gallina, invece, anch’esso sotto l’influenza della cosca LIBRI, i referenti sono stati individuati nei fratelli QUATTRONE Emanuele e QUATTRONE Vittorio, che per la gestione degli affari illeciti si sono relazionati, fino al suo arresto, con LIBRI Antonio e, successivamente, con VOTANO Antonino, ZIMBATO Cristofaro e BIANCHETTI Claudio. Sul medesimo territorio ulteriori soggetti affiliati sono risultati essere POLIMENO Demetrio e POLIMENO Domenico che nell’arco temporale compreso tra il dicembre 2018 ed il dicembre 2020, su mandato dell’allora capo cosca LIBRI Antonio, inteso Totò, si erano resi responsabili di una serie di estorsioni.<br />
Ulteriore territorio sottoposto all’influenza della cosca LIBRI è quello delle frazioni preaspromontane di Terreti, Straorino ed Ortì, dove il sodalizio opera nel settore delle estorsioni, in simbiosi con i componenti della cosca MORABITO intesi “i Grilli”, attraverso i sodali SERAFINO Carmelo e SERAFINO Pietro Danilo.<br />
L’indagine ha ricostruito ancora il ruolo di uno dei più fidati collaboratori di LIBRI Antonio, CHIRICO Giovanni, che in una sorta di veste di ministro degli esteri è stato delegato soprattutto a gestire i rapporti con gli esponenti della cosca TEGANO, ma anche quello di GULLI’ Antonino, originario di Roccaforte del Greco, già esponente della cosca ZAVETTIERI egemone su quel territorio, rivelatisi essere tra i più fidati luogotenenti di LIBRI Antonio.<br />
Con particolare riferimento agli accordi con la cosca DE STEFANO – TEGANO, le interlocuzioni con gli esponenti apicali della stessa, Carmine DE STEFANO (poi tratto in arresto nell’operazione Malefix), Michele CRUDO (genero del boss Giovanni TEGANO) e Mariano TEGANO ( figlio del boss  Pasquale TEGANO), questi ultimi colpiti dalla odierna misura cautelare, sono stati mediati, tra gli altri, dal sodale BILARDI Davide, anch’egli affiliato al sodalizio arcoto e attinto da misura cautelare nel presente procedimento.<br />
A riprova del carisma e delle significative relazioni criminali della cosca LIBRI sono stati censiti, infine, solidi rapporti con le articolazioni di ndrangheta sia del mandamento tirrenico sia del mandamento Ionico.<br />
Oltre al reato di associazione mafiosa ad alcuni degli indagati vengono contestati diversi episodi estorsivi ai danni di imprenditori impegnati nella realizzazioni di lavori ed appalti nei territori di influenza criminale della cosca.<br />
Ad alcuni imprenditori, di converso, viene contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ritenendo che gli stessi avevano stretto un vero e proprio rapporto sinallagmatico con la cosca, versando somme di denaro o assumendo personale segnalato in cambio di protezione e aiuto ad acquisire commesse ed espandere le proprie attività, in alcuni casi anche al di fuori della provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>Altra vicenda criminale su cui le indagini hanno fatto, seppur parzialmente, luce è il tentato omicidio posto in essere il 17 maggio del 2017 a Reggio Calabria in pregiudizio di BAGGETTA Antonio. Per tale fatto risultano indagati MANGIOLA Edoardo e DOTTA Filippo, che avrebbero avuto il compito di procurare ed occultare le armi ed il motociclo (poi rinvenuti e sequestrati dagli investigatori della Polizia di Stato) utilizzati per portare a compimento il delitto.<br />
Da evidenziare, infine, che MANGIOLA Edoardo, ancora durante lo stato di detenzione, è risultato attivo anche nel traffico di stupefacente, in particolare cocaina. Sfruttando, infatti, la possibilità di comunicare dal carcere attraverso un telefono abusivamente detenuto, incaricava il figlio Beniamino di recuperare circa 800 grammi di cocaina in un garage sito nel Nord Italia, che veniva poi commercializzata con l’aiuto dei coindagati DI MAURO Sebastiano e SICLARI Domenico.<br />
Alla fase esecutiva dell’operazione hanno fornito ausilio personale della S.I.SCO di Reggio Calabria, della Divisione Anticrimine e dei Commissariati distaccati, delle Squadre Mobili di Bologna, Brindisi, Catanzaro, Cuneo, Verbania, Verona e Udine, Crotone, Cosenza, Enna, Catania, Messina, Siracusa ed equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Calabria e Sicilia.</p>
<p><strong>Elenco indagati<br />
Misura cautelare in carcere:</strong><br />
1.	BIANCHETTI Claudio, nato a Reggio Calabria in data 06/04/1980;<br />
2.	CHIRICO Giovanni, nato a Reggio Calabria in data 30.05.1979;<br />
3.	DI MAURO Sebastiano, nato a Reggio Calabria in data 20.11.1975;<br />
4.	DOTTA Filippo, nato a Reggio Calabria in data 11.12.1969;<br />
5.	GULLI’ Antonino, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 04/10/1969;<br />
6.	LIBRI Antonio, nato a Reggio Calabria in data 27.12.1983, già detenuto;<br />
7.	MAGNO Nunzio, nato a Patti (ME) in data 30.07.1970;<br />
8.	MANGIOLA Beniamino, nato a Reggio Calabria in data 30.06.2000;<br />
9.	MANGIOLA Edoardo, nato a Reggio Calabria in data 28.02.1980, già detenuto;<br />
10.	MUSOLINO Domenico, nato a Reggio Calabria il 17.07.1976, già detenuto;<br />
11.	PALMISANO Francesco, nato a Reggio Calabria in data 09.06.1987;<br />
12.	PIRRELLO Antonino, nato a Reggio Calabria in data 18.12.1979;<br />
13.	POLIMENO Domenico, nato a Reggio Calabria in data 20.10.1987<br />
14.	QUATTRONE Emanuele, nato a Reggio Calabria in data 24.03.1969;<br />
15.	QUATTRONE Vittorio, nato a Reggio Calabria in data 14.10.1955;<br />
16.	SICLARI Domenico, nato a Reggio Calabria in data 12.06.1978;<br />
17.	VOTANO Antonino, nato a Reggio Calabria in data 18.02.1966;<br />
18.	ZEMA Giovanni, nato a Reggio Calabria in data 10.09.1954;<br />
19.	ZIMBATO Cristofaro, nato a Reggio Calabria in data 27.04.1976;<br />
20.	CRUDO Michele, nato a Reggio Calabria il 02.04.1977;<br />
21.	BILARDI Davide, nato a Reggio Calabria in data 27.05.1975<br />
22.	SERAFINO Carmelo, nato a Reggio Calabria in data 31.05.1989;<br />
<strong>Misura cautelare degli arresti domiciliari:</strong><br />
1.	BARBARO Ernesto, nato a Melito Porto Salvo in data 17.04.1968;<br />
2.	BELFIORE Caterina, nata a Reggio Calabria in data 28.04.1968;<br />
3.	POLIMENO Demetrio, nato a Reggio Calabria in data 08.09.1957;<br />
4.	SERAFINO Pietro Danilo, nato a Reggio Calabria in data 06.09.1991;<br />
5.	SICLARI Giovanni, nato a Reggio Calabria in data 22.04.1959.<br />
<strong>Elenco delle società sottoposte a sequestro preventivo:</strong><br />
1.	Impresa individuale “CG Gluten free&#8230; e non solo”;<br />
2.	SIMA EDILIZIA S.r.l.;<br />
3.	SISCO COSTRUZIONI S.r.l;<br />
4.	G.S. COSTRUZIONI S.r.l.;<br />
5.	SIGEST IMMOBILIARE S.r.l.;<br />
6.	CRIPAS COSTRUZIONI S.r.l.&#8221;;<br />
7.	DUEESSE Immobiliare S.r.l.”;<br />
8.	PULISERVICE S.r.l;<br />
9.	ILE IMMOBILIARE S.r.l.;<br />
10.	ZE.GIRO. S.r.l.;<br />
11.	CESAF S.r.l.</p>
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		<title>Blitz della Finanza  di Padova: arrestato trentenne calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/blitz-della-finanza-di-padova-arrestato-trentenne-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 10:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[blitz finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri di Padova, con la collaborazione dei reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Catanzaro e Reggio Calabria e il supporto tecnico del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentenne calabrese, soggetto ritenuto contiguo alle cosche di Reggio Calabria Tegano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri di Padova, con la collaborazione dei reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Catanzaro e Reggio Calabria e il supporto tecnico del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un <strong>trentenne calabrese</strong>, soggetto ritenuto contiguo alle<strong> cosche di Reggio Calabria Tegano </strong>e <strong>Condello</strong>. L’uomo, secondo l’indagine diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia sarebbe ritenuto<strong> colpevole</strong> di reati contro la persona e il patrimonio, <strong>aggravati dal metodo mafioso</strong>, perpetrati ai <strong>danni di una donna</strong> residente nel padovano. Contestualmente, eseguite diverse perquisizioni presso abitazioni e attività commerciali nelle province di <strong>Catanzaro</strong>, <strong>Reggio Calabria</strong> e <strong>Cosenza</strong>.</p>
<p>Le ipotesi investigative riguardano<strong> sei indagati di origine calabrese</strong>, di cui uno sottoposto alla misura restrittiva della libertà personale, per<strong> violenza privata</strong>, lesioni personali, atti persecutori, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, estorsione, ricettazione, tentativo di rapina, furto in abitazione. Contestato anche un episodio di danneggiamento seguito da incendio. Reati perpetrati tutti con l’aggravante del metodo mafioso e messi in atto nella provincia di Padova.</p>
<p>L’attività investigativa trae origine dalla denuncia sporta da una persona, nel dicembre 2019, per presunti atti di violenza subiti dall’ex compagno, imprenditore calabrese e operante da diversi anni nel<strong> Catanzarese nel settore del commercio della carne</strong>. Le indagini hanno poi confermato condotte minacciose e intimidatorie da parte dell’uomo anche ostentando la vicinanza, per ragioni familiari, al contesto criminale mafioso. Le intimidazioni nei confronti della donna erano anche culminate con l’incendio della sua auto.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: morto a 81 anni il boss di Reggio Calabria, Giovanni Tegano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-morto-a-81-anni-il-boss-di-reggio-calabria-giovanni-tegano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 12:58:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ morto oggi Giovanni Tegano, storico boss di ‘Ndrangheta di Reggio Calabria, per lungo tempo a capo dell’omonima cosca operante ad Archi. Tegano aveva 81 anni ed era stato fra i principali protagonisti della seconda guerra di ‘Ndrangheta: riuscito a rimanere latitante dal 1993 al 2010 dopo una condanna all’ergastolo, è stato arrestato nel 2010 dalla dalla squadra mobile di Reggio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ morto oggi Giovanni Tegano, storico boss di ‘Ndrangheta di Reggio Calabria, per lungo tempo a capo dell’omonima cosca</strong> operante ad Archi. Tegano aveva 81 anni ed era stato fra i principali protagonisti della seconda guerra di ‘Ndrangheta: riuscito a rimanere latitante dal 1993 al 2010 dopo una condanna all’ergastolo, <strong><a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/27/news/preso_tegano_boss_della_ndrangheta_uno_dei_30_latitanti_pi_pericolosi-3644006/" target="_blank" rel="noopener">è stato arrestato nel 2010</a></strong> dalla dalla squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Renato Cortese.</p>
<p>Giovanni Tegano, allora 70enne, <strong>era inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.</strong> Nel giorno dell’arresto Tegano è stato trovato in una casa a Terreti dove si nascondeva dalle autorità dello Stato. Davanti alla Questura ad attenderlo all’uscita dagli uffici di Polizia, tantissime persone, parenti di Tegano che lo hanno applaudito. Ha destato molto scalpore una donna che tra la folla ha urlato “uno di pace”. Successive indagini e ricostruzioni hanno permesso di accertare come Tegano, negli anni della latitanza, avesse mediato tra i clan reggini evitando ulteriori faide tra le cosche.</p>
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		<title>S. Anna Hospital: &#8220;Gratteri, lo dica lei che non siamo mafiosi&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/s-anna-hospital-gratteri-lo-dica-lei-che-non-siamo-mafiosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 08:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[s. anna hospital]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accorato appello del comitato lavoratori S. Anna Hospital Catanzaro al massimo magistrato del Distretto Nicola Gratteri &#8220;Vorremmo attraverso le pagine di questo giornale far pervenire un messaggio al dott. Nicola Gratteri, e se fosse possibile, vorremmo incontrarlo per esporre quanto di seguito scritto : Abbiamo avuto un incontro con il commissario Prefettizio dell&#8217;Asp di Catanzaro, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Accorato appello del comitato lavoratori S. Anna Hospital Catanzaro al massimo magistrato del Distretto Nicola Gratteri</p>
<p>&#8220;<em>Vorremmo attraverso le pagine di questo giornale far pervenire un messaggio al dott. Nicola Gratteri, e se fosse possibile, vorremmo incontrarlo per esporre quanto di seguito scritto : </em></p>
<p><em>Abbiamo avuto un incontro con il commissario Prefettizio dell&#8217;Asp di Catanzaro, Luisa Latella.</em></p>
<h3>ACCUSA INFAMANTE</h3>
<p><em>Ebbene, durante l&#8217;incontro, ottenuto dal nostro sindacato, nella persona di Tonino Jiritano, per risolvere la questione del Sant&#8217;Anna Hospital, apprendiamo con nostro sconcerto, che secondo la dott.ssa Latella, <strong>tutti i dipendenti della Struttura sono da considerare complici di un sistema mafioso finalizzato alla truffa dello Stato.</strong> </em></p>
<p><em>Si legge bene, io e tutti i miei colleghi, con i quali abbiamo salvato migliaia di vite negli ultimi 20 anni,, considerati dei mafiosi e degni quindi di perdere il posto di lavoro. Gli uomini della GdF che hanno condotto le indagini per conto della procura di Catanzaro. In due anni di indagini hanno rilevato una sospetta truffa per mezzo di ricoveri non appropriati.</em></p>
<p><em>Il processo forse inizierà a giugno, ma nel frattempo il commissario dell&#8217;asp ha già deciso di far chiudere la Struttura e secondo lei è giusto che dipendenti complici perdano il posto di lavoro, per non parlare della totale indifferenza mostrata verso i pazienti che hanno bisogno di noi.</em></p>
<p><em><strong>Attenzione, lo stop al Sant&#8217;Anna non lo chiede la magistratura inquirente lo stop del Sant&#8217;Anna, lo chiede un ex Prefetto in pensione con l&#8217;incarico temporaneo di commissario Prefettizio.</strong></em></p>
<h3>UMILIATI DENTRO</h3>
<p><em>Io e i miei colleghi, ci siamo sentiti umiliati e delusi, essere considerati mafiosi dopo una vita spesa in ospedale, di giorno di notte, reperibili nei giorni di festa etc.. In altre parti del mondo avremmo ricevuto dei premi. Qui a casa nostra licenziati dall&#8217;asp e tacciati di complicità con la mafia.</em></p>
<p><em>Solo Dio, a questo punto, può sapere come abbiamo sempre vissuto la nostra vita umana e professionale.</em></p>
<p><em>La dott. ssa Latella ha usato come una clava, la Sua indagine ancor prima di un giusto processo, e condanna come mafiosi anche il personale dipendente che per nessun motivo risulta coinvolto nella indagine.</em></p>
<p><em><strong>Egr. dottor Gratteri,, non chiediamo un suo intervento per salvare il Sant&#8217;Anna, nessuno di noi si permetterebbe, però chiediamo un suo intervento per ribadire un semplice concetto, che le responsabilità penali sono da considerarsi sempre, individuali e che i dipendenti della struttura non sono da considerarsi complici di nulla, né tantomeno mafiosi, salvando così almeno la nostra dignità di cittadini e lavoratori onesti.&#8221;</strong></em></p>
<p>Oscar Tegano &#8211; Coord. Terapia intensiva e rappresentante del Comitato Dipendenti del Sant&#8217;Anna Hospital.</p>
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