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	<title>superstiti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Strage migranti a Cutro, familiari e superstiti del naufragio: &#8220;Siamo stati lasciati da soli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste&#8221;. Alla vigilia dell’avvio del processo per il naufragio di Steccato di Cutro arriva la denuncia dei familiari delle vittime e dei superstiti. La lettera firmata dai familiari delle vittime e dai sopravvissuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;È difficile vivere senza giustizia. È difficile sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste&#8221;. Alla vigilia dell’avvio del processo per il naufragio di Steccato di Cutro arriva la denuncia dei familiari delle vittime e dei superstiti. La lettera firmata dai familiari delle vittime e dai sopravvissuti del naufragio di Cutro nel quale sono morte 94 persone &#8211; 35 delle quali minorenni, alcuni di pochi mesi &#8211; e un numero imprecisato di dispersi, è stata diffusa attraverso il collettivo &#8220;Carovane Migranti&#8221; alla vigilia della prima udienza del processo penale che vede imputati quattro militari della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto per i reati di naufragio colposo ed omicidio colposo plurimo. Il processo, però, sarà subito rinviato. A causa di motivi tecnici legati al cambio del collegio giudicante, l’udienza prevista per domani, 14 gennaio, non prevede l’avvio dell’istruttoria ma servirà solo per fissare una nuova data del dibattimento. Chi ha vissuto in prima persona la tragedia avvenuta il 26 febbraio 2023 adesso denuncia il mancato rispetto degli impegni presi dal governo soprattutto sul fronte dei ricongiungimenti. E’ difficile, scrivono superstiti e familiari delle vittime &#8220;vivere giorno per giorno nella speranza che non accada ad altri; vivere nella paura che altri membri delle nostre famiglie &#8211; bambini, padri, madri, nonni &#8211; non siano costretti ad attraversare il mare per piangere sulle tombe dei propri cari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci fa più male di tutto &#8211; è scritto nella lettera &#8211; la sensazione che vi siate dimenticati di noi. Passa un anno, poi due e già si avvicina un’altra commemorazione. Alle promesse del vostro primo ministro non sono seguiti fatti concreti. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con le unghie e con i denti &#8211; scrivono &#8211; con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare a Roma nei luoghi delle promesse infrante. Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: perché vi siete dimenticati di noi?». L’obiettivo è il prossimo anniversario della strage: «Vogliamo tornare il prossimo febbraio e non sentirci soli nella notte di Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che, ormai per il terzo anno consecutivo, non porteranno a nulla&#8221;.</p>
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		<title>Naufragio di Cutro, superstiti: “Denunceremo governo italiano, sapeva della presenza della barca”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 09:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il governo italiano sapeva della presenza della nostra barca. Abbiamo visto un elicottero circa sette ore prima del naufragio. Per questo adesso vogliamo denunciare lo Stato italiano”. E’ quanto sostiene Nigeena Mamozai, 24enne afghana, che insieme alla cognata Adiba Ander, 20 anni, e’ sopravvissuta al naufragio avvenuto il 26 febbraio dello scorso davanti alla spiaggia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il governo italiano sapeva della presenza della nostra barca. Abbiamo visto un elicottero circa sette ore prima del naufragio. Per questo adesso vogliamo denunciare lo Stato italiano”. E’ quanto sostiene Nigeena Mamozai, 24enne afghana, che insieme alla cognata Adiba Ander, 20 anni, e’ sopravvissuta al naufragio avvenuto il 26 febbraio dello scorso davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro nel quale sono morte 94 persone. Le due donne sono tornate a Crotone dalla Germania per partecipare alle giornate organizzate dalla Rete 26 febbraio per l’anniversario della strage di migranti di Steccato di Cutro che sono iniziate sabato e si concluderanno lunedi’ prossimo con una veglia sulla spiaggia.</p>
<p>“Dobbiamo dire – ha spiegato la donna – che il naufragio poteva essere evitato. Il governo italiano sapeva della presenza della nostra barca. Abbiamo visto un elicottero circa sette ore prima del naufragio. Lo hanno visto anche altri sopravvissuti. Era un elicottero, era di notte. Non era un aereo. Abbiamo sentito anche il rumore. L’accoglienza che avete fatto a Crotone e’ stata favolosa – ha aggiunto Nigeena – ma noi vogliamo dal governo italiano giustizia e verita’ ed il ricongiungimento familiare. Domani non sara’ facile per noi. Quando sono arrivata non ho dormito. Non so se riusciro’ ad andare sulla spiaggia. E’ molto pesante”.</p>
<p>Di ricongiungimento familiare ha parlato anche un altro dei sopravvissuti, l’afgano Whalidi. “Ai governi italiano, tedesco ed europeo – ha detto l’uomo – chiediamo di fare in modo di aprire dei corridoi umanitari per far arrivare qui le nostre famiglie che sono in Afganistan. Solo cosi’ qualcosa potra’ cambiare in meglio nella nostra vita. Siamo mentalmente devastati. Da un anno provo tanto dolore per quello che e’ accaduto. Ho perso moglie e due figli nel naufragio. Sono rimasto solo con il mio unico figlio sopravvissuto e come me ci sono tante altre persone. Psicologicamente e’ difficile: pensiamo troppo a quello che e’ accaduto. Continuo ad avere paura, mentalmente siamo rovinati. Sono tornato qui per rispetto di tutte le vittime. Lunedi’ sulla spiaggia ricordero’ quel giorno quando ho visto tanti bambini e donne morte. Preghero’ per loro”.<br />
Anche Whalidi ha confermato la presenza dell’elicottero. Nell’augurarsi “che i trafficanti restino per sempre in galera” ha ribadito che “il naufragio poteva essere evitato. Quando eravamo in mezzo al mare abbiamo visto tante volte un elicottero ma non ci hanno aiutato”.</p>
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		<title>Gruppo superstiti naufragio Cutro: “Ci venga riconosciuto il diritto di ricongiungerci con le nostre famiglie”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gruppo-superstiti-naufragio-cutro-ci-venga-riconosciuto-il-diritto-di-ricongiungerci-con-le-nostre-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 13:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Siamo stati vittime di una strage storica che ha causato la morte e la dispersione in mare di decine e decine di persone. Chiediamo aiuto ai governi italiani e tedesco ed a tutta l’Europa per avere riconosciuto definitivamente il diritto al ricongiungimento delle nostre famiglie”. Ad una settimana dall’anniversario arriva l’appello di un gruppo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo stati vittime di una strage storica che ha causato la morte e la dispersione in mare di decine e decine di persone. Chiediamo aiuto ai governi italiani e tedesco ed a tutta l’Europa per avere riconosciuto definitivamente il diritto al ricongiungimento delle nostre famiglie”. Ad una settimana dall’anniversario arriva l’appello di un gruppo di superstiti del naufragio di Cutro nel quale sono morte 94 persone tra cui 35 minori. Nel video, raccolto da MemMed e diffuso da Rete 26 Febbraio, che raggruppa oltre 400 associazioni che si occupano di terzo settore ed immigrazione, quattordici ragazzi afgani parlano da un centro di accoglienza di Amburgo. E spiegano che la loro fuga dall’Afghanistan è stata causata dal regime talebano che dal 15 agosto 2021 “ha provocato disastrosi effetti e problemi specialmente nel campo della sicurezza, dell’economia, della cultura e dell’educazione e dello studio a causa dei quali sono spariti i diritti dei bambini, delle donne, sono state chiuse le scuole e le università per le donne”.</p>
<p>Nel video diffuso sui canali social uno di loro dice: “dopo un anno noi sopravvissuti stiamo ancora soffrendo fisicamente e psicologicamente. Siamo senza un’adeguata sistemazione e viviamo in diversi centri per rifugiati. Molti stanno ancora aspettando di avere i documenti. Per questo, rispettosamente, chiediamo al governo italiano e al governo tedesco, all’Unione Europea tutta, di avere riconosciuto definitivamente il diritto al ricongiungimento delle nostre famiglie”.</p>
<p>“Ad un anno dalla strage – si legge in una post sulla pagina facebook della Rete 26 febbraio – non è stato ancora garantito loro il diritto alla verità e alla giustizia e di potersi ricongiungere con le rispettive famiglie. Inoltre, a molti superstiti come loro, è attualmente negato il diritto di tornare a Crotone e Cutro per l’anniversario della strage, in quanto questa Europa che dice di accoglierli, ancora nega loro un passaporto per raggiungere l’Italia nei giorni della commemorazione”.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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