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	<title>stop Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 May 2026 13:34:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Comuni vincono battaglia per la tutela del territorio: Regione decreta improcedibilità progetto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/comuni-vincono-battaglia-per-la-tutela-del-territorio-regione-decreta-improcedibilita-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 13:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mega-progetto per la realizzazione del parco eolico industriale denominato &#8220;Piano del Campo&#8221; — che prevedeva l&#8217;installazione di 7 aerogeneratori per una potenza di 30 MW nel cuore del nostro territorio — subisce uno stop definitivo. Con il provvedimento n. 193 del 15 maggio 2026, il Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale (Settore Energia) della Regione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mega-progetto per la realizzazione del parco eolico industriale denominato &#8220;<strong>Piano del Campo&#8221;</strong> — che prevedeva l&#8217;installazione di 7 aerogeneratori per una potenza di 30 MW nel cuore del nostro territorio — subisce uno stop definitivo. Con il provvedimento n. 193 del 15 maggio 2026, il Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale (<em>Settore Energia</em>) della Regione Calabria ha firmato il rigetto per improcedibilità dell&#8217;istanza presentata dalla società proponente Fri-El S.p.A.. Si tratta di una vittoria straordinaria per le nostre comunità e per l’azione amministrativa sinergica messa in campo dai Sindaci di <strong>Polia</strong> <em>(anche in rappresentanza e per delega dei comuni limitrofi</em>), <strong>Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato</strong>, i quali solo pochi giorni fa, tra il 13 e il 14 maggio, avevano depositato formali pareri negativi e contrari alla realizzazione dell&#8217;opera.</p>
<p>Il decreto regionale recepisce le gravissime lacune progettuali, le incongruenze documentali e le carenze segnalate non solo dagli uffici comunali, ma anche dall&#8217;Ente Parco Naturale Regionale delle Serre. Tra i motivi del rigetto emergono clamorose variazioni progettuali che avrebbero finito per impattare persino sul territorio del Comune di Filogaso (nemmeno invitato al procedimento), elaborati contraddittori, la totale mancanza di perizie giurate, nonché l&#8217;assenza di analisi in situ e di tutele sulle distanze minime dalle abitazioni regolarmente censite. Tutto questo nonostante le integrazioni documentali richieste fossero già state prodotte e depositate nel mese di dicembre, a dimostrazione di come le successive modifiche e carenze della società abbiano reso l&#8217;iter definitivamente non procedibile.</p>
<p><strong>Le dichiarazioni congiunte dei Sindaci:</strong><br />
&#8220;L&#8217;improcedibilità decretata dalla Regione Calabria dimostra che avevamo ragione. Questa non è solo una vittoria burocratica, è il trionfo di una visione politica che mette al centro il rispetto dell&#8217;identità locale, della biodiversità e del nostro futuro economico legato al turismo sostenibile. Non eravamo e non siamo contrari alla transizione ecologica a prescindere, ma ci opporremo sempre con fermezza alle speculazioni che calano dall&#8217;alto sopra aree protette e di altissimo pregio naturalistico come le Serre. Installare pale eoliche industriali a ridosso dei nostri boschi avrebbe inferto una ferita insanabile al paesaggio e azzerato gli investimenti fatti sui cammini, sulla valorizzazione dei borghi e sulla ricettività verde. In questo percorso è stato fondamentale il supporto legale e tecnico che abbiamo ricevuto: per questo esprimiamo un profondo ringraziamento all&#8217;Avvocato Maurizio Fernando Teti, che ha affiancato e sostenuto con straordinaria competenza i nostri Comuni in questa complessa battaglia amministrativa, permettendoci di far valere le nostre ragioni con rigore e fermezza. Le incongruenze del progetto erano evidenti sin dall&#8217;inizio, e il fatto che le parziali integrazioni dello scorso dicembre non abbiano sanato i vizi strutturali — ma anzi ne abbiano evidenziati di nuovi — conferma la bontà della nostra opposizione tecnica.</p>
<p>Al contempo, ringraziamo la Regione Calabria e i tecnici del Settore Energia per la puntualità del rigetto, e l&#8217;Ente Parco delle Serre per aver vigilato al nostro fianco. Oggi i Comuni hanno dimostrato che quando il territorio fa squadra a difesa del proprio patrimonio, la voce dei cittadini conta più degli interessi industriali. Piano del Campo resta intatta, ed è una promessa mantenuta per le generazioni future.&#8221; Il verdetto della Regione Calabria chiude — per ora — una vicenda che aveva destato profonda preoccupazione tra i residenti e gli operatori turistici della zona. Le amministrazioni comunali di Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato ribadiscono che la vigilanza resta altissima, pronte a bloccare sul nascere qualsiasi ulteriore tentativo di industrializzazione selvaggia delle nostre montagne.</p>
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		<title>Riforma Statuto bloccato, Consiglieri regionali opposizione: Stop alla democrazia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/riforma-statuto-bloccato-consiglieri-regionali-opposizione-stop-alla-democrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consiglieri regionali Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Falcomatà e Giuseppe Ranuccio (Pd); Enzo Bruno (Tridico Presidente); Elisabetta Barbuto (Movimento 5 Stelle) e Francesco De Cicco (Democratici Progressisti) – in rappresentanza di tutti i gruppi consiliari di minoranza uniti e coesi sul percorso politico intrapreso – si sono recati dal segretario generale Tommaso Calabrò per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I consiglieri regionali Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Falcomatà e Giuseppe Ranuccio (<em>Pd</em>); Enzo Bruno (<em>Tridico Presidente</em>); Elisabetta Barbuto (<em>Movimento 5 Stelle</em>) e Francesco De Cicco (<em>Democratici Progressisti</em>) – in rappresentanza di tutti i gruppi consiliari di minoranza uniti e coesi sul percorso politico intrapreso – si sono recati dal segretario generale Tommaso Calabrò per depositare l’istanza “<em>richiesta di referendum popolare per l’approvazione della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)”</em>, ai sensi dell’art. 123, terzo comma, della Costituzione e degli articoli 5 e 7 della legge regionale 26 novembre 2025, n. 45”. E&#8217; quanto si legge in una nota.</p>
<p>&#8220;I sette consiglieri regionali, infatti, hanno attivato la procedura prevista dall’articolo 123 della Costituzione, chiedendo di rimettere ai cittadini la valutazione su modifiche rilevanti dell’assetto regionale.  Ma il verbale firmato nelle stanze del Segretariato generale è netto: l’iter “non può essere avviato”. Un passaggio che, al di là del tecnicismo, viene letto dall’opposizione come un blocco della volontà popolare. “Viene impedito ai cittadini di scegliere”, è la sintesi politica che accompagna la vicenda. L’istanza di referendum popolare depositata ieri all’attenzione del presidente della Giunta regionale, del presidente del Consiglio regionale e del Segretario regionale rappresenta un passaggio chiaro e legittimo sul piano costituzionale: restituire ai cittadini la possibilità di esprimersi su una modifica rilevante dello Statuto della Regione Calabria&#8221; – prosegue la nota dei consiglieri regionali di centrosinistra.</p>
<p>&#8220;Come previsto dall’articolo 123 della Costituzione, infatti, le leggi che intervengono sulla struttura statutaria possono essere sottoposte a referendum se lo richiede almeno un quinto dei consiglieri regionali. È esattamente quanto avvenuto: sette consiglieri hanno formalmente esercitato questa prerogativa, chiedendo che siano i calabresi a valutare e confermare – o respingere – la riforma approvata dal Consiglio. “Non si tratta, dunque, di un atto politico generico, ma dell’utilizzo di uno strumento preciso di democrazia previsto dall’ordinamento, pensato proprio per garantire un controllo diretto dei cittadini sulle modifiche fondamentali delle istituzioni regionali – spiegano i sette consiglieri regionali -.  Eppure, a fronte di questa richiesta, la procedura è stata bloccata sul piano tecnico, con la motivazione che l’iter non può essere avviato in base alla normativa regionale vigente. Una decisione che apre un evidente nodo istituzionale: da un lato un diritto riconosciuto dalla Costituzione, dall’altro una norma regionale che ne impedisce l’attuazione concreta”. È qui – aggiungono gli esponenti  del centrosinistra – che la vicenda assume un significato politico preciso. Non è in discussione soltanto un passaggio procedurale, ma la possibilità stessa di esercitare uno strumento di partecipazione democratica. In altre parole, “viene meno la possibilità per i cittadini di intervenire direttamente su scelte che incidono sull’assetto e sul funzionamento della Regione”.</p>
<p>“La questione, dunque, non è soltanto giuridica, ma profondamente politica: riguarda il rapporto tra istituzioni e cittadini e la concreta possibilità di esercitare i diritti di partecipazione previsti dalla Costituzione. L’obiettivo resta uno solo: garantire che su scelte così rilevanti sia il popolo calabrese ad avere l’ultima parola”, spiegano ancora i sette consiglieri regionali. Il risultato è uno scontro frontale che ora si sposta fuori dalle istituzioni. L’obiettivo dichiarato – concludono – è una mobilitazione popolare, anche attraverso una proposta di legge d’iniziativa popolare a firma dei dieci consiglieri regionali di opposizione che sarà presentata nei prossimi giorni. La battaglia politica resta aperta, con al centro una questione dirimente: chi decide davvero sulle scelte fondamentali della Calabria&#8221;- conclude la nota.</p>
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		<title>Devastazioni ciclone &#8220;Harry&#8221;, da Arera stop a bollette luce, gas e acqua per 6 mesi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/devastazioni-ciclone-harry-da-arera-stop-a-bollette-luce-gas-e-acqua-per-6-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha approvato un provvedimento d’urgenza che sospende per 6 mesi il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti a favore delle popolazioni delle Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia, tra cui il Comune di Niscemi, interessate dagli effetti del Ciclone Harry [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arera (<em>Autorità di regolazione per energia reti e ambiente</em>) ha approvato un provvedimento d’urgenza che sospende per 6 mesi il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti a favore delle popolazioni delle <strong>Regioni Calabria</strong>, Sardegna e Sicilia, tra cui il Comune di Niscemi, interessate dagli effetti del Ciclone Harry a partire dal 18 gennaio 2026.  La delibera <em>(20/2026/R/COM)</em>, che arriva a seguito della Dichiarazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 26 gennaio, riguarda tutte le utenze e forniture di famiglie e attività produttive site nei Comuni danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici, come individuati dall’Ordinanza 1180 del Capo del Dipartimento della Protezione civile del 30 gennaio 2026. Le misure si applicano a tutte le fatture e agli avvisi di pagamento emessi o da emettere con scadenza a partire dal 18 gennaio 2026, compresi eventuali costi per le prestazioni di allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro o gli ulteriori corrispettivi eventualmente previsti dai gestori del settore rifiuti. Allo stesso modo verranno sospese le procedure di distacco per morosità, anche verificatesi prima della stessa data.</p>
<p>Come già previsto per i mutui, per accedere alle agevolazioni i titolari delle utenze e forniture interessate dovranno presentare apposita richiesta al proprio fornitore entro il 30 aprile 2026, con il modulo allegato al provvedimento che l’operatore dovrà mettere a disposizione sul proprio sito internet, o altro format purché contenente le stesse informazioni.  Al termine del periodo di sospensione dei termini di pagamento delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere, gli importi oggetto di sospensione dovranno essere rateizzati su un periodo minimo di 12 mesi, senza discriminazione e senza applicazione di interessi a carico dei clienti e utenti, al fine di agevolare la ripresa dei pagamenti e ridurre l’impatto economico sulle famiglie e sulle imprese colpite.</p>
<p>Con questo intervento, ARERA intende garantire la continuità dei servizi essenziali e offrire un primo sostegno concreto alle popolazioni colpite, nelle more dell’adozione di eventuali ulteriori misure straordinarie da parte delle Autorità competenti. </p>
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		<title>Crotone, Comune e Provincia contro Eni Rewind: stop a bonifica SIN fatto di estrema gravità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-comune-e-provincia-contro-eni-rewind-stop-a-bonifica-sin-fatto-di-estrema-gravita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La comunicazione con cui Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del SIN di Crotone nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola, a seguito del rinvenimento di materiale contenente TENORM (Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials), rappresenta un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La comunicazione con cui Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del SIN di Crotone nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola, a seguito del rinvenimento di materiale contenente TENORM (<em>Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials</em>), rappresenta un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un semplice imprevisto tecnico&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota congiunta di Comune e Provincia di Crotone. &#8220;ENI, in realtà, sostiene ormai da tempo la tesi secondo cui la bonifica della discarica “Farina Trappeto” non si potrebbe realizzare in quanto non sussisterebbero discariche idonee per ospitare i TENORM con amianto nemmeno all’estero. Tutte le amministrazioni coinvolte &#8211; prosegue la nota &#8211; esprimono da tempo forti remore rispetto a tale convincimento e, per tale ragione, abbiamo già richiesto, nell’ultimo tavolo interistituzionale presso la Prefettura di Crotone, che gli organismi tecnici assumano una motivata posizione anche ai fini della prosecuzione di uno scouting quanto mai opinabile in ordine alle relative risultanze. Ciò premesso, riteniamo del tutto evidente che, allo stato degli atti, non sussista alcuna alternativa. I rifiuti non potrebbero comunque essere conferiti presso la locale discarica di proprietà di SOVRECO S.p.A., in quanto non munita delle necessarie autorizzazioni. Alternativamente, non potrebbe essere realizzato un impianto di scopo presso il sito di Pertusola&#8221;</p>
<p>&#8220;Sosteniamo da tempo &#8211; affermano Comune e Provincia &#8211; che la società vorrebbe evitare il costoso soil mixing sui suoli di Pertusola, in favore del ricorso all’attenuazione naturale potenziata (ENA). La società sta evidentemente tentando di evitare il soil mixing (per 360.000 mc di suoli da trattare), nonostante le aree da trattare risultino ormai definite dalla fine dell’anno 2022. Anche l’impianto di scopo non può essere realizzato in quanto il fattore di pressione discariche (areale), pari a 50.000 mc/kmq di discariche in un raggio di 5 km, risulta più che doppio nell’areale della discarica di proprietà di Sovreco. Il fattore di pressione “discariche” non coincide con il fattore di pressione “rifiuti”. Di conseguenza, i rifiuti delle discariche a mare, essendo queste ultime state autorizzate per rifiuti inerti (solo 50.000 tonnellate), non entrerebbero nel calcolo. Non si tratterebbe pertanto di discariche da riallocare a distanza di pochi metri sul sito di Pertusola, ma della realizzazione di una nuova discarica, irrealizzabile sulla base di quanto sinora riferito.<br />
Alla luce di tutto ciò, la nostra posizione può essere riassunta come segue:<br />
    • riteniamo imposta la necessità che la società avvii immediatamente, all’interno dell’area “Pertusola”, i lavori di bonifica mediante soil mixing sui 360.000 mc di suoli, senza attendere gli esiti dell’ENA, che riguarderebbe la falda e non i suoli fortemente inquinati;<br />
    • non possiamo che riaffermare la permanente vigenza delle prescrizioni di cui al provvedimento regionale ex art. 26-bis del D. Lgs. n. 152/2006 (PAUR) circa il destino dei rifiuti al di fuori dei confini regionali;<br />
    • riteniamo necessario che siano sottoposte al vaglio di tutti gli organi tecnici presenti in conferenza di servizi le risultanze dello scouting condotto da ENI in merito alla ritenuta insussistenza di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi con metalli, o di TENORM con amianto, all’estero;<br />
    • qualora, e solo qualora, risultasse confermata l’impossibilità di conferire all’estero i rifiuti speciali pericolosi con metalli o i TENORM con amianto, riteniamo imposta la necessità che ENI Rewind o Edison provvedano al reperimento o alla costruzione e autorizzazione di un nuovo impianto di confinamento fuori regione, considerato che tanto il PAUR in ambito regionale quanto il fattore di pressione impediscono sia l’utilizzo della discarica di Sovreco, anche laddove in futuro autorizzata, sia la realizzazione di impianti in situ in vigenza del fattore di pressione.<br />
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di arresto di un percorso che dura da oltre vent’anni, dopo decenni di progettazione, studi, caratterizzazioni e promesse&#8221;.</p>
<p>&#8220;Parlare oggi di una “nuova scoperta” equivale ad ammettere che le caratterizzazioni siano state eseguite in modo errato o incompleto, con conseguenze che ricadono ancora una volta sulla città di Crotone e sui suoi cittadini.<br />
Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministero dell’Ambiente la convocazione urgente di una conferenza dei servizi, con la partecipazione di tutte le amministrazioni competenti, affinché il soggetto responsabile della bonifica sia posto di fronte alle proprie responsabilità. Non sono più accettabili rinvii, sospensioni o continui cambi di scenario.<br />
In questo contesto rivolgiamo un appello forte e chiaro alla cittadinanza: non è il tempo delle polemiche, delle contrapposizioni o delle divisioni. È il tempo della compattezza, dell’unità e della responsabilità collettiva. La bonifica del SIN non è una battaglia di parte, ma una questione che riguarda la salute, l’ambiente e il futuro dell’intera comunità. Continueremo a esercitare ogni pressione istituzionale possibile, a vigilare con rigore e a informare costantemente la cittadinanza. La bonifica del SIN di Crotone non può e non deve fermarsi ancora. Il territorio chiede rispetto, verità e fatti concreti&#8221;- concludono il sindaco Vincenzo Voce e il presidente della Provincia Fabio Manica.</p>
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		<title>Ponte Stretto, nuovo stop dalla Corte dei Conti. Salvini: &#8220;Restiamo fiduciosi&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-nuovo-stop-dalla-corte-dei-conti-salvini-restiamo-fiduciosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 17:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Conti]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Ponte sullo Stretto, arriva un nuovo stop dalla Corte dei Conti. La magistratura contabile non concede il visto di legittimità al III atto aggiuntivo della convenzione tra Mit e la Stretto di Messina spa. In una nota della magistratura contabile si spiega che la sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Ponte sullo Stretto, arriva un nuovo stop dalla Corte dei Conti. La magistratura contabile non concede il visto di legittimità al III atto aggiuntivo della convenzione tra Mit e la Stretto di Messina spa. In una nota della magistratura contabile si spiega che la sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio, &#039;&#039;non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione il decreto del primo agosto 2025, n. 190, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 58, recante &#039;&#039;Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria&#039;. Approvazione III atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, fra il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Stretto di Messina spa&#039;&#039;. </p>
<p>Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni, con apposita deliberazione. “Nessuna sorpresa: è l’inevitabile conseguenza del primo stop della Corte dei Conti. I nostri esperti sono già al lavoro per chiarire tutti i punti. Resto assolutamente determinato e fiducioso”, le parole del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a proposito dell’intervento della Corte dei Conti.  <br />
&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Ponte Stretto, Corte dei conti non dà il via libera: dubbi sull’intera documentazione trasmessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 18:13:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Passa la palla l&#8217;ufficio della Corte dei conti che sta esaminando il dossier Cipess sul Ponte sullo Stretto. E con una richiesta di deferimento all&#8217;organo collegiale, invia tutta la documentazione alla Sezione centrale. Sul tavolo ancora diversi punti non chiariati che gettano ombra sul dossier e che ancora una volta, dopo un prima richiesta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Passa la palla l&#8217;ufficio della Corte dei conti che sta esaminando il dossier Cipess sul Ponte sullo Stretto. E con una richiesta di deferimento all&#8217;organo collegiale, invia tutta la documentazione alla Sezione centrale. Sul tavolo ancora diversi punti non chiariati che gettano ombra sul dossier e che ancora una volta, dopo un prima richiesta di chiarimenti e integrazioni inviati dalla Corte a Palazzo Chigi il 24 settembre, non sono stati sciolti. Tutto rinviato all&#8217;udienza del 29 ottobre quando è probabile che i giudici contabili emetteranno la decisione finale. “Il lavoro che è stato fatto dal Mit e dal Dipartimento di programmazione economica di Palazzo Chigi è un lavoro molto complicato, se ci sono delle cose da perfezionare si perfezioneranno”, ha commentato il ministro Giorgetti. Dal canto suo alla Stretto di Messina si dicono “fiduciosi sull&#8217;esito positivo dell&#8217;esame della Corte nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee”. Per l&#8217;ad Pietro Ciucci “nei tempi previsti e in anticipo rispetto alla convocazione della seduta delle Sezione Centrale della Corte dei conti del prossimo 29 ottobre, verranno forniti tutti i nuovi approfondimenti richiesti”.</p>
<p><strong>I rilievi della Corte</strong><br />
Il deferimento muove da una serie di rilievi tecnici. Innanzitutto “tenuto conto della particolare rilevanza della infrastruttura di cui trattasi, delle rilevanti risorse che la stessa impegna e della specifica valenza autorizzatoria che il d.l. 35/2023 riconnette alla delibera all&#8217;esame fosse, nel caso di specie, esigibile un maggiore livello di esplicitazione delle valutazioni effettuate”, lamenta la Corte dei conti. E questo, aggiunge, “anche al fine di garantire effettività al principio di trasparenza dei processi decisionali e valutativi che caratterizza, in particolare, le grandi opere infrastrutturali e cui assolve, tra l&#8217;altro, la prescritta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale”. Sul merito ce n&#8217;è per tutti i gusti.<br />
Si parte dagli aspetti procedurali. E&#8217; qui che si annidano le prime crepe nella procedura. La Corte rileva ancora un difetto nella trasmissione degli atti con l&#8217;assenza di alcuni documenti cruciali come la “Delibera del Consiglio di Amministrazione della SdM del 29 luglio 2011 (oggetto di richiesta integrativa, per le vie brevi, non soddisfatta)” e “gli Atti aggiuntivi (quelli in data 30 settembre 2010 e 27 maggio 2011) al contratto intercorso tra la Società Stretto di Messina S.p.a. e il Contraente generale (recanti, tra l&#8217;altro, le varianti intervenute)”.</p>
<p><strong>Procedura Iropi</strong><br />
Un altro capitolo riguarda la procedura Iropi, con cui il governo ha assoggettato il Ponte ai motivi imperativi di interesse pubblico, scelta su cui la Corte chiede di verificare la piena coerenza con la normativa europea. L&#8217;Ufficio chiede di verificare la conformità alle direttive Habitat e Vinca e l&#8217;effettiva interlocuzione con la Commissione europea, avviata a giugno 2025 ma non documentata in modo completo negli atti trasmessi. Per i magistrati contabili, la questione resta aperta e dovrà essere chiarita in sede collegiale.Restano in dubbio anche altre esclusioni dai pareri sull&#8217;opera: secondo il giudice amministrativo nelle procedure avrebbero dovuto essere coinvolti sia l&#8217;autorità di regolazione dei trasporti (Art) che il Nars (Nucleo di consulenza per l&#8217;Attuazione delle linee guida per la Regolazione dei Servizi di pubblica utilità).</p>
<p><strong>Progetto definitivo</strong><br />
Il fascicolo affronta anche la questione del, il piano economico-finanziario. La Corte chiede chiarimenti sulle asseverazioni della società di revisione Kpmg, sui conti dei costi ambientali e sulla voce di 189 milioni relativi a spese sostenute prima del decreto 35/2023. Richiama inoltre la necessità di assicurare la continuità dei requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per tutti gli affidatari e la trasparenza nella determinazione dei costi dei materiali da costruzione. Sul disallineamento tra il valore di progetto e quello del Pef, i chiarimenti ministeriali “appaiono non ancora pienamente coerenti”. In controluce, le osservazioni ridisegnano la mappa dei rischi della delibera Cipess: pareri mancanti, iter ambientale da integrare, coperture da validare, istruttoria documentale da rafforzare. Per questo il magistrato istruttore propone il deferimento alla Sezione centrale di controllo di legittimità, che dovrà decidere se registrare o restituire l&#8217;atto al governo. Un rinvio tecnico ma dal peso politico evidente: fino alla decisione del Collegio, la delibera resta sospesa e con essa l&#8217;intero cronoprogramma del Ponte.</p>
<p><strong>La compatibilità Ue</strong><br />
Elemento critico sin dall&#8217;inizio è quello della reviviscenza dei contratti e dunque la mancata gara che per il diritto comunitario è posssibile entro la soglia di un aumento dei costi dell&#8217;opera al di sotto del 50 per cento. Su questo per la Corte “permangono, pertanto, dubbi in ordine alla conformità della complessiva operazione alle menzionate disposizioni e ai principi di derivazione eurounitaria, segnatamente quello di concorrenza”. Per il magistrato contabile si concentrano su: modifiche intervenute nel progetto originario e alle nuove opere e varianti; rilevanti modificazioni soggettive registrate dalla Società Stretto di Messina S.p.a.; modificazioni intervenute rispetto alle modalità di finanziamento dell&#8217;opera originariamente rimesso a capitale, anche privato, e attualmente a valere sulle finanze pubbliche. Ma anche “alle variazioni registrate con riguardo agli indici cui fare riferimento per l&#8217;aggiornamento del corrispettivo; informazioni da parte della Commissione europea – DG GROW formulate all&#8217;esito della riunione pacchetto tenutasi il 2 luglio u.s. – Follow up nuovi sviluppi in ordine al Ponte sullo Stretto di Messina”. Infine “ alla direzione dei lavori assegnata in forza del contratto del 2006 al Contraente generale e successivamente trasferita alla Società Stretto di Messina; alle modalità di prefinanziamento dell&#8217;opera; alla possibilità della progettazione esecutiva anche per fasi costruttive”. L&#8217;intero impianto del dossier sul quale viaggia l&#8217;opera. “In ogni caso &#8211; conclude la Corte &#8211; alla stregua dei chiarimenti resi, sforniti, comunque, di dati di dettaglio, non vi è univoca evidenza del mancato superamento del limite del 50%”. Di qui il deferimento al collegio che dovrà decidere se registrare o restituire l&#8217;atto al governo. Un rinvio tecnico ma dal peso politico evidente: fino alla decisione del Collegio, che ha tempo fino al 7 novembre, la delibera resta sospesa e con lei l&#8217;intero cronoprogramma del Ponte.<br />
<em>(Fonte: ilsole24ore.com)</em></p>
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		<title>“Stop al lavoro nelle ore di maggior calore”: ecco l’ordinanza del presidente Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 16:18:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, con una propria ordinanza, ha disposto il divieto di lavoro “in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale”. Il divieto si applica – si legge nell’ordinanza – nelle “aree o zone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, con una propria ordinanza, ha disposto il divieto di lavoro “in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale”. Il divieto si applica – si legge nell’ordinanza – nelle “aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nonche’ nei cantieri edili e affini, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attivita’ fisica intensa’ ore 12:00, segnali un livello di rischio ‘alto&#8217;”.</p>
<p>L’ordinanza di Occhiuto risponde – si legge ancora – “all’urgenza di provvedere, nelle more di un accordo tra il partenariato datoriale e sindacale, di cui la regione si fara’ promotrice, che possa meglio tutelare, in via ordinaria, la salute dei soggetti che operano nelle condizioni climatiche descritte”, e alla necessita’ della “tutela della salute e igiene pubblica finalizzato a ridurre l’impatto dello stress termico ambientale sulla salute e, quindi, i rischi cui e’ esposto il relativo personale, evitando cosi’ conseguenze gravemente pregiudizievoli”. </p>
<p>L’ordinanza nelle scorse ore era stata richiesta al presidente della Regione anche da alcuni sindacati come la Fillea Cgil e da alcuni esponenti politici di centrosinistra.</p>
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		<title>“Domanda insufficiente”: dal 29 marzo stop ai voli Aeroitalia sulla rotta Lamezia-Roma Fiumicino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 12:42:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal prossimo 29 marzo, il collegamento Aeroitalia tra Lamezia Terme e Roma Fiumicino non sarà confermato per la stagione estiva. A darne notizia è la stessa Compagnia aerea. “L’ultimo volo operativo – è scritto in una nota – sarà il 28 marzo 2025. L’ingresso della compagnia italiana su questa rotta ha contribuito significativamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal prossimo 29 marzo, il collegamento Aeroitalia tra Lamezia Terme e Roma Fiumicino non sarà confermato per la stagione estiva. A darne notizia è la stessa Compagnia aerea. “L’ultimo volo operativo – è scritto in una nota – sarà il 28 marzo 2025. L’ingresso della compagnia italiana su questa rotta ha contribuito significativamente a ridurre i prezzi dei biglietti e a stimolare il mercato point-to-point su Roma, un collegamento tradizionalmente orientato ai voli in connessione. Nonostante il vettore abbia investito in questa rotta, riconoscendone il potenziale e supportandola con un’importante campagna di marketing per promuovere il collegamento e sensibilizzare i passeggeri sulle nuove opportunità di viaggio, la domanda registrata non ha purtroppo raggiunto un livello sufficiente a garantirne la sostenibilità economica”.</p>
<p>“Nella gestione di una compagnia aerea – riporta la nota – è prassi comune monitorare costantemente l’andamento delle rotte e intervenire quando queste non risultano più performanti, al fine di efficientare l’impiego degli aeromobili e ottimizzare la profittabilità delle rotte. Aeroitalia continuerà a rafforzare i collegamenti con le isole e con la città di Roma, potenziando la presenza su rotte strategiche per garantire un servizio di alta qualità e soddisfare al meglio le esigenze dei passeggeri. </p>
<p>Tutti i viaggiatori coinvolti saranno rimborsati nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali di assistenza”.</p>
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		<title>Niente multe ai no vax, medici contrari a stop sanzioni per chi non ha rispettato obbligo durante pandemia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 17:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scatta il &#8216;condono&#8217; per le multe ai no vax. Chi non ha rispettato l&#8217;obbligo relativo alla vaccinazione durante la pandemia covid non dovrà pagare le sanzioni. La decisione introdotta dal decreto Milleproroghe riguarda oltre un milione e mezzo di italiani che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale durante l’emergenza Covid.  &#8220;L&#8217;Italia è il paese dei condoni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scatta il &#8216;condono&#8217; per le multe ai no vax</strong>. Chi non ha rispettato l&#8217;obbligo relativo alla vaccinazione durante la pandemia covid <strong>non dovrà pagare le sanzioni</strong>. La decisione introdotta dal decreto Milleproroghe riguarda oltre un milione e mezzo di italiani che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale durante l’emergenza Covid.  &#8220;L&#8217;Italia è il paese dei condoni, delle regole &#8211; giuste o sbagliate che siano &#8211; non seguite e degli evasori legalizzati dallo Stato. Un bel messaggio natalizio con emergenze che bussano alla porta, una epidemia in Congo, l&#8217;aviaria che bussa e l&#8217;influenza che sta per esplodere&#8221;, dice <strong>Matteo</strong> <strong>Bassetti</strong>, direttore Malattie infettive dell&#8217;ospedale policlinico San Martino di Genova, all&#8217;Adnkronos.</p>
<p>&#8220;Il condono delle multe ai no-vax lascia l&#8217;amaro in bocca e premia chi si è comportato contro la legge. Posso capirlo sotto l&#8217;aspetto sociale di sanatoria sulla pandemia Covid, ma da cittadino mi sento un po&#8217; il fesso e il punito della situazione. Il condono penalizza e umilia chi invece si è comportato correttamente rispetto all&#8217;obbligo vaccinale durante la pandemia Covid&#8221;, dice <strong>Massimo Andreoni</strong>, direttore scientifico della Simit, della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. &#8220;Essere per principio contrari alla vaccinazione obbligatoria è sempre un po&#8217; pericoloso perché quello che può accadere in futuri eventi pandemici non è prevedibile &#8211; afferma Andreoni all&#8217;Adnkronos &#8211; perché a mali estremi servono soluzioni estreme, quindi eviterei di dire mai più vaccinazioni e isolamenti. Saranno i fatti a dettare le misure in campo e non i pregiudizi perché gli eventi possono travolgere le convinzioni politiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;Multe tolte ai novax: i vaccini fino a Omicron erano efficaci nel prevenire l&#8217;infezione&#8221;, &#8220;quindi chi ha scelto di rifiutare un vaccino sicuro ed efficace ha messo in pericolo la sua salute e quella degli altri. Questi i fatti inconfutabili. Il resto è politica, ma quella peggiore&#8221;, le parole su X del virologo <strong>Roberto Burioni</strong>. Per il presidente della Fondazione Gimbe, <strong>Nino Cartabellotta</strong>, si tratta di “un condono raccattavoti diseducativo e irrispettoso&#8221;.</p>
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		<title>Occhiuto: senza finanziamento Lep stop a tutte le intese sull&#8217;autonomia differenziata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/occhiuto-senza-finanziamento-lep-stop-a-tutte-le-intese-sullautonomia-differenziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 08:05:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Per un governatore di centrodestra aprire una discussione all&#8217;interno della sua coalizione su un tema cosi importante come l&#8217;autonomia differenziata certamente non è conveniente. Il testo originario di Calderoli non prevedeva la possibilità di differire le intese sino alla definizione dei Lep, quelle sono modifiche che ho fatto introdurre dai parlamentari e dai ministri di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per un governatore di centrodestra aprire una discussione all&#8217;interno della sua coalizione su un tema cosi importante come l&#8217;autonomia differenziata certamente non è conveniente. Il testo originario di Calderoli non prevedeva la possibilità di differire le intese sino alla definizione dei Lep, quelle sono modifiche che ho fatto introdurre dai parlamentari e dai ministri di Forza Italia, e questo lo rivendico come un merito&#8221;. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, intervenendo ad un dibattito sull&#8217;autonomia differenziata organizzato con alcuni governatori alla festa della Cgil Basilicata, in corso a Matera.</p>
<p>&#8220;La legge Calderoli era e rimane una legge che ha due vagoni: l&#8217;autonomia differenziata, che è una possibilità offerta dalla Costituzione; e i diritti sociali e civili da garantire allo stesso modo in tutto il Paese, questo secondo è un obbligo.<br />
Non ho mai cambiato opinione- ha evidenziato Occhiuto -, sin dalla prima Conferenza delle Regioni che ha discusso questo tema: se attraverso la legge Calderoli si ottiene il superamento della spesa storica questo è un grande risultato per il Mezzogiorno. Al momento, però, è arrivato in stazione solo il vagone dell&#8217;autonomia differenziata. Per la definizione e il finanziamento dei Lep siamo ancora a caro amico. Ma nelle ultime settimane, grazie al dibattito che si è aperto anche nel centrodestra, è cambiato il mood nella coalizione e soprattutto all&#8217;interno del mio partito in merito all&#8217;autonomia differenziata. La legge dice che è possibile fare intese solo dopo la definizione dei Lep, ma ci sono nove materie non &#8216;lepizzabili&#8217; sulle quali si potrebbe invece procedere subito. Io ho chiesto di fermarci e di aspettare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho fatto un esempio, poi ripreso dal mio segretario Antonio Tajani, relativo al commercio estero. Cosa succede agli agricoltori o ai produttori di vino calabresi o campani se cinque Regioni si rendono autonome sul commercio estero? Nessuno lo sa. Allora serve prima una valutazione d&#8217;impatto. Qualcuno dice che queste nove sono materie minori. E allora perché dobbiamo fare le intese? Per questo ho chiesto al governo una moratoria: prima definiamo e finanziamo i Lep e poi facciamo le intese su tutto, sulle materie Lep e su quelle non Lep. Non temo l&#8217;autonomia, vorrei però evitare, e lo dico alla mia coalizione, di dare una bandierina che non risolve i problemi degli italiani né al Sud né al Nord. Questa autonomia differenziata sarà contestata anche al Nord, perché il testo Calderoli non prevede il residuo fiscale, e presto se ne accorgeranno anche i cittadini del Nord&#8221;- ha concluso Occhiuto.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-271162" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-300x157.png" alt="" width="640" height="335" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-300x157.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-1024x536.png 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-768x402.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-803x420.png 803w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-696x364.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto-1068x559.png 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/Matera-Occhiuto.png 1200w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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