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	<title>Stoccarda Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Operazione &#8216;Glicine&#8217;: stretta collaborazione tra Procura Catanzaro e Stoccarda contro cosca Papanice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 12:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è sviluppata anche nell’ambito di una squadra investigativa comune tra la Procura di Catanzaro e la Procura tedesca di Stoccarda l’inchiesta del Ros, che stamattina ha portato a numerosi arresti in provincia di Crotone. La collaborazione italo-tedesca ha consentito di svolgere, contemporaneamente ed in collegamento, le indagini nei due Paesi, con acquisizione in tempo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è sviluppata anche nell’ambito di una squadra investigativa comune tra la Procura di Catanzaro e la Procura tedesca di Stoccarda l’inchiesta del Ros, che stamattina ha portato a numerosi arresti in provincia di Crotone. La collaborazione italo-tedesca ha consentito di svolgere, contemporaneamente ed in collegamento, le indagini nei due Paesi, con acquisizione in tempo reale degli elementi indiziari risultanti nelle distinte attività investigative. Eurojust, attraverso il componente nazionale italiano, ha garantito un costante raccordo operativo con l’Autorità giudiziaria straniera coinvolta, oltre che mediante la costituzione della squadra investigativa comune, anche attraverso numerose riunioni di coordinamento internazionale. Grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, alle analisi delle segnalazioni della Banca d’Italia e alle indagini svolte in Germania, l’attività investigativa avviata nel 2018 dal Ros è stata incentrata sulla ricostruzione degli assetti, dei rapporti politico-imprenditoriali e delle dinamiche criminali della locale di Papanice al cui vertice si pone la famiglia Megna. </p>
<p>I pm guidati dal procuratore Nicola Gratteri hanno ricostruito gli interessi illeciti degli esponenti della cosca crotonese nei settori immobiliare, della ristorazione, del commercio di prodotti ortofrutticoli e di bestiame, dei servizi di vigilanza, security e del gaming attraverso l’imposizione di videopoker alle sale scommesse e la loro gestione tramite prestanomi. I tentacoli dei Megna hanno interessato le province di Parma, Milano e Verona dove erano stabilmente attivi sodali e imprenditori operanti nel settore dell’autotrasporto, della ristorazione e del movimento terra. </p>
<p>Ai domiciliari è finito l’imprenditore austriaco Josef Wieser, di 59 anni, che grazie alla ‘ndrangheta avrebbe ottenuto la creazione di una rete di produzione per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, approfittando della capacità economica della cosca di offrire coltivazioni estese e attrezzature, messe a disposizione sul territorio, in condizioni di mercato largamente favorevoli. I pm hanno accertato, inoltre, che la cosca avvalendosi del supporto di hacker tedeschi, sarebbe riuscita a compiere operazioni bancarie e finanziarie fraudolente sia operando su piattaforme di trading clandestine, sia svuotando conti correnti esteri bloccati o creati ad hoc utilizzando carte di credito estere e alterando il funzionamento del pos.</p>
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		<title>Immigrazione clandestina, arrivato in Italia cittadino iraniano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/immigrazione-clandestina-arrivato-in-italia-cittadino-iraniano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 13:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[Cortone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivato in Italia nella tarda serata di ieri, scortato da personale del Servizio cooperazione Internazionale di Polizia, M.E., il cittadino iraniano di 41 anni arrestato lo scorso 26 maggio a Stoccarda dalla polizia tedesca in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivato in Italia nella tarda serata di ieri, scortato da personale del Servizio cooperazione Internazionale di Polizia, <strong>M.E., il cittadino iraniano di 41 anni</strong> arrestato lo scorso 26 maggio a Stoccarda dalla polizia tedesca in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica,.</p>
<p>Il provvedimento restrittivo é stato emesso nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Ikaros che nel febbraio scorso portò all&#8217;arresto da parte delle Polizia di 24 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina, falsità ideologica, traffico d&#8217;influenze illecite e corruzione. M.E., In particolare, é accusato di avere fatto parte di due associazioni per delinquere dedite alla commissione di una serie indeterminata di reati finalizzati a favorire la permanenza illecita sul territorio dello Stato italiano ed europeo di persone richiedenti asilo. Le due associazioni avrebbero avuto ramificazioni sul territorio nazionale e all&#8217;estero e sarebbero state specializzate nella predisposizione di documentazione falsa attestante residenze fittizie e false assunzioni nei confronti di soggetti richiedenti asilo, per lo più di nazionalità curdo irachena, interessati a ottenere il riconoscimento di una forma di protezione internazionale, non in quanto bisognosi di essere salvaguardati dal loro stato di origine ma solo per ottenere un titolo di soggiorno che garantisse loro la libertà di movimento sul territorio italiano ed europeo. In cambio di tali prestazioni i richiedenti asilo erano disposti a pagare consistenti somme di denaro.</p>
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