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	<title>stefano musolino Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Feb 2025 11:55:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Musolino (Md): sciopero dei magistrati vuole essere un grido d&#8217;allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 11:55:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è la giornata di mobilitazione dei giudici per contestare il disegno di legge sulla separazione delle carriere. Anche a Reggio Calabria le toghe hanno manifestato. &#8220;Scioperiamo mal volentieri. Non lo facciamo quasi mai. La sobrietà è lo stile del magistrato. Esporsi in questo modo è un&#8217;anomalia. Ma è un&#8217;anomalia che vuole essere un grido [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è la giornata di mobilitazione dei giudici per contestare il disegno di legge sulla separazione delle carriere. Anche a Reggio Calabria le toghe hanno manifestato. &#8220;Scioperiamo mal volentieri. Non lo facciamo quasi mai. La sobrietà è lo stile del magistrato. Esporsi in questo modo è un&#8217;anomalia. Ma è un&#8217;anomalia che vuole essere un grido d&#8217;allarme nel tentativo di costruire una contronarrazione perché finora la narrazione pubblica su questo tema è totalmente schiacciata su quella che è la prospettiva che la maggioranza di governo ha presentato&#8221;. A dirlo è stato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Stefano Musolino, segretario nazionale di Md. A Reggio &#8211; nel cui distretto l&#8217;adesione allo sciopero è stata di oltre l&#8217;80% &#8211; i magistrati si sono ritrovati sulla scalinata della Corte d&#8217;appello, in piazza Castello, con la Costituzione in mano per dire no alla riforma Nordio e contestando la proposta di separazione delle carriere.</p>
<p>&#8220;Ci preoccupa &#8211; ha aggiunto Musolino &#8211; la separazione delle carriere per quello che sarà un effetto immediato, cioè rendere i giudici e i pubblici ministeri meno autonomi e indipendenti. E questo non è un problema per noi. È un problema i cittadini perché giudici e pm meno autonomi e indipendenti garantiscono meno i diritti e soprattutto i diritti delle persone meno potenti. I potenti avranno sempre il loro spazio di tutela&#8221;.<br />
Anche per Antonella Stilo, presidente dell&#8217;Anm di Reggio Calabria, la separazione delle carriere è &#8220;uno scenario pericoloso per i diritti dei cittadini. Se in ipotesi il passo successivo sarà quello di mettere il pubblico ministero sotto l&#8217;ala protettrice del potere esecutivo, il rischio è ancora più grosso perché il governo potrebbe dire quali reati sono perseguibili e quali no. È chiaramente intuibile che il principio per cui tutti siamo uguali davanti alla legge diventerà un mero simulacro, una frase priva di significato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Cerchiamo di difendere quella che è la base fondamentale del Paese, cioè la nostra Costituzione &#8211; ha spiegato il procuratore di Palmi Emanuele Crescenti -. Non c&#8217;è un interesse nostro. Non riusciamo a comprendere quale sia il disegno che vuole una modifica che non ha nessun senso. Scioperiamo perché modificare un sistema come quello costituzionale significa mandare il Paese allo sfascio e inseguire una giustizia che non è più quella di tutti&#8221;. Tra i magistrati che hanno manifestato a piazza Castello anche il consigliere del Csm Antonino Laganà secondo cui &#8220;non è uno sciopero per garantire privilegi, ma per tutelare l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura. Noi vorremmo che prima che si cambi la Costituzione, tra le più rigide del mondo, ci sia un momento di riflessione, si ritiri questa riforma o perlomeno ci si metta a dialogare con le varie parti costituzionali. Per non arrivare a una riforma che ha l&#8217;unico fine di indebolire inspiegabilmente l&#8217;assetto del potere giudiziario&#8221;.</p>
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		<title>Procuratore Reggio Musolino: &#8220;Vogliono un magistrato burocrate che serve il potere dominante&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 12:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Si vuole un magistrato chiuso nella torre d’avorio, dotato di un’imparzialità tanto apparente quanto inesistente, che origlia il dibattito giuridico anziché esserne protagonista consapevole, e dunque meno attrezzato a tutelare i diritti delle parti coinvolte nel processo, pm o giudice che sia» spiega in un’intervista al Corriere della Sera Stefano Musolino, procuratore aggiunto di Reggio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si vuole un magistrato chiuso nella torre d’avorio, dotato di un’imparzialità tanto apparente quanto inesistente, che origlia il dibattito giuridico anziché esserne protagonista consapevole, e dunque meno attrezzato a tutelare i diritti delle parti coinvolte nel processo, pm o giudice che sia» spiega in un’intervista al Corriere della Sera Stefano Musolino, procuratore aggiunto di Reggio Calabria e segretario di Magistratura democratica, commentando il decreto legge che prevederà l’azione disciplinare per i magistrati che non si astengono dai procedimenti &#8220;quando sussistono gravi ragioni di convenienza&#8221;.</p>
<p>Il magistrato dice di essere «pronto all’obiezione di coscienza» sulla norma in arrivo. «L&#8217;evanescenza letterale di questa norma consente di mettere sotto accusa ogni magistrato che abbia espresso una critica a provvedimenti approvati dal Parlamento &#8211; prosegue -, e dunque potrei finire sotto procedimento disciplinare se dovessi occuparmi professionalmente dell’applicazione del &#8220;ddl sicurezza&#8221; in fase di gestazione».</p>
<p>L’obiettivo del decreto secondo Musolino è quello di avere &#8220;un magistrato burocrate che si adegua asetticamente agli orientamenti legislativi del momento. Senza capire che l&#8217;imparzialità non si raggiunge per legge, ma attraverso un percorso nel quale il giudice deve astrarsi dalle proprie convinzioni ed esperienze personali &#8211; conclude -, anche e a maggior ragione quando non sono conosciute all’esterno, di fronte al caso specifico che si trova ad affrontare, sulla base della corretta interpretazione della norma».</p>
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		<title>Da Consigliere laiche di Lega e FdI richiesta disciplinare per procuratore aggiunto reggino Musolino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-consigliere-laiche-di-lega-e-fdi-richiesta-disciplinare-per-procuratore-aggiunto-reggino-musolino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 12:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le consigliere laiche del Csm, Isabella Bertolini della Lega e Claudia Eccher di FdI, hanno chiesto l&#8217;apertura di una pratica alla prima Commissione e alla Procura generale della Cassazione affinché siano valutati eventuali profili disciplinari a carico del segretario di Magistratura Democratica, Stefano Musolino, attuale procuratore aggiunto a Reggio Calabria. Le due consigliere citano la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le consigliere laiche del Csm, <strong>Isabella Bertolini</strong> della Lega e <strong>Claudia Eccher</strong> di FdI, hanno chiesto l&#8217;apertura di una pratica alla prima Commissione e alla Procura generale della Cassazione affinché siano valutati eventuali profili disciplinari a carico del segretario di Magistratura Democratica, <strong>Stefano Musolino, attuale procuratore aggiunto a Reggio Calabria</strong>. Le due consigliere citano la partecipazione di Musolino come relatore ad un evento dell&#8217;associazione &#8216;No Ponte&#8217;, &#8220;<strong>avente una spiccata connotazione anti governativa</strong>, riguardante &#8211; tra gli altri argomenti &#8211; il ddl sicurezza&#8221;.</p>
<p>In quella sede Musolino avrebbe detto: “<strong>Siamo molto preoccupati</strong>”; “esiste un problema di gestione del dissenso che non può essere affrontato attraverso strumenti penali”.  E ancora: “Stiamo vivendo in un momento in cui si presentano davanti a noi scelte molto importanti. I conflitti possono essere deleteri se non si basano sul rispetto reciproco delle posizioni e possono essere invece molto fruttuosi se vengono gestiti e governati. Ma per farlo, <strong>non si può ricorrere allo strumento penale. Non si possono inventare nuove norme per radicalizzare il dissenso e, addirittura, criminalizzarlo</strong>”.</p>
<p>Bertolini ed Eccher citano sue &#8220;affermazioni di tipo politico&#8221;, che &#8220;rappresentano una violazione dei principi costituzionali di imparzialità e di indipendenza che secondo la Costituzione tutti i magistrati devono osservare&#8221;. Le consigliere hanno anche citato altre affermazioni di Musolino alla trasmissione Piazza Pulita su La7. La prossima settimana la prima Commissione farà le sue valutazioni sull&#8217;eventuale pratica.</p>
<p><strong>La reazione dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati con Santalucia: “Vogliono silenziare le toghe”</strong><br />
&#8220;Questa non è più una pretesa di imparzialità, <strong>ma richiesta di silenzio e non è accettabile</strong>. Un magistrato sui temi della giustizia può intervenire argomentando e spiegando perché è il nostro specifico campo professionale, non si può chiedere il silenzio in nome dell&#8217;imparzialità&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, a margine della del Comitato direttivo centrale dell&#8217;Anm. &#8220;<strong>Si sta oltrepassando il confine del possibile &#8211; aggiunge -. Una cosa è l&#8217;imparzialità, un&#8217;altra la soggezione silenziosa al governo</strong>. Non è nella cifra della nostra fisionomia costituzionale e democratica&#8221;. </p>
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		<title>Villa San Giovanni, incontro &#8220;No Ponte, Musolino (Md): &#8216;molto preoccupati per gestione dissenso&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/villa-san-giovanni-incontro-no-ponte-musolino-md-molto-preoccupati-per-gestione-dissenso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 12:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[dissenso]]></category>
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		<category><![CDATA[No Ponte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervenendo a Villa San Giovanni ad un incontro organizzato dal comitato &#8220;No Ponte&#8221; sul decreto Sicurezza e, in particolare, sull&#8217;aumento delle pene per chi protesta contro le grandi opere, il segretario nazionale di Magistratura democratico, Stefano Musolino (primo a sinistra nella foto), Procuratore aggiunto di Reggio Calabria ha detto &#8220;Noi siamo molto preoccupati&#8221;. Secondo Musolino, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervenendo a Villa San Giovanni ad un incontro organizzato dal comitato &#8220;No Ponte&#8221; sul decreto Sicurezza e, in particolare, sull&#8217;aumento delle pene per chi protesta contro le grandi opere, il segretario nazionale di Magistratura democratico, Stefano Musolino (<em>primo a sinistra nella foto</em>), Procuratore aggiunto di Reggio Calabria ha detto &#8220;Noi siamo molto preoccupati&#8221;. Secondo Musolino, &#8220;esiste un problema di gestione del dissenso che non può essere affrontato attraverso strumenti penali. Criminalizzare le proteste pacifiche rischia di radicalizzare i conflitti sociali, piuttosto che risolverli&#8221;. </p>
<p>&#8220;Stiamo vivendo un momento &#8211; ha aggiunto il segretario di Md &#8211; in cui si presentano davanti a noi scelte molto importanti. Ci sono riforme costituzionali rilevanti, idee diverse di Stato, di governo e di rapporti tra le istituzioni. La tutela del dissenso e la sua gestione devono passare attraverso strumenti diversi da quelli penali. I conflitti possono essere deleteri se non si basano sul rispetto reciproco delle posizioni e possono essere invece molto fruttuosi se vengono gestiti e governati. Ma per farlo, non si può ricorrere allo strumento penale. Non si possono inventare nuove norme per radicalizzare il dissenso e, addirittura, criminalizzarlo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se il dissenso &#8211; ha proseguito Musolino &#8211; è inteso solo come ostacolo e viene addirittura criminalizzato, il decisore politico perderà l&#8217;occasione per ampliare le sue prospettive e comprensioni al fine di effettuare le scelte migliori nell&#8217;interesse pubblico&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Stefano Musolino nuovo Procuratore aggiunto a Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/stefano-musolino-nuovo-procuratore-aggiunto-a-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 07:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[procuratore aggiunto reggio calabria]]></category>
		<category><![CDATA[stefano musolino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Csm ha nominato Stefano Musolino procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria. La nomina è stata decisa all&#8217;unanimità dal Plenum che ha ratificato l&#8217;indicazione che era stata fatta, sempre unanimemente, il 22 giugno scorso dalla Commissione incarichi direttivi. Musolino, 55 anni, è il segretario nazionale di Magistratura democratica. Attuale sostituto procuratore sempre a Reggio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Csm ha nominato Stefano Musolino procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria. La nomina è stata decisa all&#8217;unanimità dal Plenum che ha ratificato l&#8217;indicazione che era stata fatta, sempre unanimemente, il 22 giugno scorso dalla Commissione incarichi direttivi. Musolino, 55 anni, è il segretario nazionale di Magistratura democratica.</p>
<p>Attuale sostituto procuratore sempre a Reggio Calabria, Musolino ha svolto in passato il ruolo sia di pubblico ministero che di giudice. Dal 2006 al 2010, anno in cui ha fatto rientro alla Procura della Repubblica di Reggio, è stato sostituto procuratore a Palmi. Stefano Musolino, come sostituto della Dda di Reggio Calabria, ha condotto varie inchieste contro la &#8216;ndrangheta che hanno portato alla condanna di numerosi boss e gregari delle cosche reggine.</p>
<p>Successivamente, su disposizione del Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, ha svolto il ruolo di coordinatore del &#8220;pool&#8221; di magistrati che si occupa delle inchieste contro la pubblica amministrazione. Musolino, come Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, subentra a Gerardo Dominijanni, che dal mese di settembre del 2021 è il Procuratore generale sempre a Reggio. (Fonte: ANSA)</p>
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		<title>&#8220;Trame12&#8221; ricorda Daphne Caruana Galiziam con Stefano Musolino: Malta, la piazza dei boss</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/trame12-ricorda-daphne-caruana-galiziam-con-stefano-musolino-malta-la-piazza-dei-boss/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 10:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Oggi il ministro Nordio ha fatto riferimento ad una giustizia conciliativa preventiva a quella penale. C’è un movimento culturale prima che politico che chiede di poter gestire le cose con meno controlli. Dobbiamo essere tutti consapevoli dei rischi a cui andiamo incontro. Quello che successe a Malta quando morì Daphne Caruana Galizia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Oggi il ministro Nordio ha fatto riferimento ad una giustizia conciliativa preventiva a quella penale. C’è un movimento culturale prima che politico che chiede di poter gestire le cose con meno controlli. Dobbiamo essere tutti consapevoli dei rischi a cui andiamo incontro. Quello che successe a Malta quando morì Daphne Caruana Galizia ricorda proprio questo”. Così sul palco della seconda serata di Trame Festival il nuovo procuratore aggiunto di Reggio Calabria Stefano Musolino. È solo di poche ore fa, infatti, la notizia della nomina della quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura che lo ha proposto all’unanimità. Con lui il giornalista Stefano Vergine e, in collegamento, Corinne Vella, sorella della giornalista investigativa uccisa a Malta sei anni fa e inserita quest’anno nel lungo elenco delle vittime ricordate in occasione della Giornata della Memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime di mafia del 21 marzo. Per la sua morte è stata aperta un’indagine giudiziaria.<br />
Daphne denunciava la corruzione e il narcotraffico dell’isola dell’Europa meridionale, epicentro delle mafie italiane, “base per l’evasione fiscale nell’Unione Europea” come lei stessa denunciava. </p>
<p>“Uno dei progetti sui quali aveva investigato riguardava Elettrogas, c’era molta corruzione e una connessione con l’Italia, tra Gela e Malta in particolare” ha raccontato Corinne Vella. “In questo momento l’Unione Europea sta per finanziare proprio un gasdotto tra Malta e Gela: di fatto la persona che è accusata della morte di Daphne prenderà un sacco di soldi da quest’affare” – ha aggiunto Stefano Vergine. A fare il quadro del contesto in cui è stata uccisa Daphne è stato poi Musolino.<br />
“Malta ha un regime più che concorrenziale, al netto si paga il 5% di tasse. Qualunque impresa preferisce andare a Malta. Abbiamo aziende che operano in Italia con concessioni rilasciate da autorità maltesi. Si tratta di un posto molto piccolo, in cui la classe dirigente è meno strutturata e più facilmente corruttibile, e in cui si accumulano davvero tanti soldi”. </p>
<p>La famiglia di Daphne ha condotto un’indagine privata che ha portato a individuare il primo ministro Muscat come responsabile indiretto. In particolare, ci sono tre processi in corso: al centro ci sono le persone accusate di essere gli esecutori materiali, Vincent Muscat, Alfred e George Degiorgio, e il mandante, Yorgen Fenech, precedentemente accusato dalla giornalista di possedere un fondo segreto a Panama e di aver fatto pressioni sul governo laburista per aggiudicarsi un appalto. “Muscat aveva creato un clima di impunità nella società maltese e i giornalisti come Daphne non si sentivano protetti. C’è stata una campagna orchestrata dal partito laburista contro il suo lavoro giornalistico” – ha chiarito Vella.<br />
“Quello che l’inchiesta ha messo in luce è che bisognerebbe implementare le leggi sulla criminalità organizzata: le leggi di Malta permettono di perseguire un’organizzazione criminale solo se si sviluppa all’interno dello stesso paese. Ma il crimine organizzato non interessano i confini. Dovrebbero essere sempre garantiti accesso all’informazione e protezione per i giornalisti. Malta è meno attrezzata dell’Italia ad affrontare le mafie”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/trame12-ricorda-daphne-caruana-galiziam-con-stefano-musolino-malta-la-piazza-dei-boss/">&#8220;Trame12&#8221; ricorda Daphne Caruana Galiziam con Stefano Musolino: Malta, la piazza dei boss</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Reggio Calabria, maxisequestro di beni a un imprenditore in odore di &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-maxisequestro-di-beni-a-un-imprenditore-in-odore-di-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 09:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[stefano musolino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria – Il suo nome compare in almeno tre operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia e, nonostante l’età relativamente giocane aveva accumulato un patrimonio, secondo gli inquirenti in maniera illecita, superiore ai due milioni di euro. Per questo motivo, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro del patrimonio di Domenico Musolino, imprenditore reggino considerato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria – Il suo nome compare in almeno tre operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia e, nonostante l’età relativamente giocane aveva accumulato un patrimonio, secondo gli inquirenti in maniera illecita, superiore ai due milioni di euro.<br />
Per questo motivo, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro del patrimonio di Domenico Musolino, imprenditore reggino considerato contiguo alla ‘ndrangheta.<br />
Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro del patrimonio, costituto da 1 impresa individuale e relativo compendio aziendale, 12 immobili,  rapporti finanziari e quote societarie, per un valore complessivo stimato pari ad oltre 2 milioni di euro, riconducibile a MUSOLINO Domenico cl. ’76, imprenditore indiziato di contiguità alla ‘ndrangheta.<br />
La figura del soggetto emerge, tra l’altro, nell’operazione:<br />
&#8211; “Rupes”, nel cui ambito è stato rinviato a giudizio per associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati contra la Pubblica Amministrazione, concorso in turbata libertà degli incanti, con l’aggravante dalla finalità di agevolazione mafiosa;<br />
&#8211; “Camaleonte”, nel cui ambito è stato rinviato a giudizio per concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, nonché per associazione per delinquere aggravata dalla finalità di agevolazione mafiosa;<br />
&#8211; “A ruota libera”, nel cui ambito è stato rinviato a giudizio, tra l’altro, per concorso in truffa aggravata ai danni di un Ente locale e frode nelle pubbliche forniture, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, nonché per associazione per delinquere aggravata dalla finalità di agevolazione di associazione mafiosa.<br />
Alla luce di tali risultanze, il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, eseguiva su delega della locale D.D.A. &#8211; con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Dr. Calogero Gaetano PACI e del Sost. Proc. Dr. Stefano MUSOLINO &#8211; mirate indagini economico-patrimoniali sul conto del proposto e del suo nucleo familiare.<br />
In tale contesto, valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese, l’attività investigativa ha consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del proposto e del suo nucleo familiare.<br />
Alla luce di tali risultanze, in aderenza alle ipotesi investigative delle Fiamme Gialle e della locale D.D.A., la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto nei confronti dell’imprenditore in rassegna la misura cautelare del sequestro avente ad oggetto il relativo patrimonio illecitamente accumulato, costituito da 1 impresa individuale, comprensiva dell’intero patrimonio aziendale, 5 immobili, quote societarie, rapporti finanziari e assicurativi, per un valore complessivo pari ad oltre 2 milioni di euro.<br />
L’odierna operazione testimonia l’incessante attività svolta dalla Guardia di Finanza, volta al contrasto di ogni forma di infiltrazione degli interessi criminali nel tessuto dell’economia legale.</p>
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