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	<title>spesa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2026 10:56:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Economia, Guzzi (Unilavoro Pmi): dal carrello della spesa ai voli aerei, ecco le stangate 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “carrello della spesa”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “<em>carrello della spesa</em>”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti costanti. Le ragioni sono molteplici: l’interruzione delle forniture di grano, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà nella logistica internazionale. Il pane, simbolo per eccellenza del consumo quotidiano, diventa così un indicatore economico: quando il suo prezzo sale, è spesso segno di tensioni più ampie nel sistema. L’energia gioca un ruolo centrale. Gas e petrolio più cari significano costi più elevati per produrre, trasformare e trasportare qualsiasi bene. Le imprese, soprattutto nel settore alimentare, si trovano a dover trasferire questi aumenti sui consumatori finali.</p>
<p>Il risultato è un’inflazione diffusa che erode il potere d’acquisto delle famiglie. A sottolinearlo, con estrema preoccupazione, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, a parere del quale  i rincari, particolarmente evidenti nel settore alimentare, si estendono anche al comparto industriale e a quello dei servizi. Nell’industria, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime riduce i margini delle imprese e spinge verso un rialzo dei prezzi. Nel settore dei servizi, e soprattutto nel turismo, gli effetti sono doppi: da un lato crescono i costi di gestione per trasporti, strutture e ristorazione, dall’altro diminuisce la domanda, poiché le famiglie, colpite dall’inflazione, riducono le spese non essenziali come viaggi e vacanze.</p>
<p>Il risultato è dunque un cambiamento nelle abitudini: si viaggia meno, si scelgono destinazioni più vicine, si accorciano le vacanze. Il comparto turistico, che aveva appena iniziato a riprendersi dopo la pandemia, si trova così ad affrontare una nuova fase di incertezza. Tra costi in aumento e domanda in calo, il rischio, <strong>conclude Guzzi</strong>, è quello di un rallentamento duraturo, che potrebbe ridefinire in profondità il modo di viaggiare e l’equilibrio stesso del settore.</p>
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		<title>Nidi e servizi per la prima infanzia: la Calabria ultima in Italia per spesa comunale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nidi-e-servizi-per-la-prima-infanzia-la-calabria-ultima-in-italia-per-spesa-comunale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il report ISTAT sui nidi e i servizi integrativi per la prima infanzia – Anno educativo 2023/2024 fotografa, ancora una volta, una situazione estremamente critica per la Calabria. Nonostante un aumento dell&#8217;offerta a livello nazionale, la nostra Regione resta all&#8217;ultimo posto in Italia per investimenti, copertura dei servizi e numero di bambini che riescono realmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">Il report ISTAT sui nidi e i servizi integrativi per la prima infanzia – Anno educativo 2023/2024 fotografa, ancora una volta, una situazione estremamente critica per la Calabria. Nonostante un aumento dell&#8217;offerta a livello nazionale, la nostra Regione resta all&#8217;ultimo posto in Italia per investimenti, copertura dei servizi e numero di bambini che riescono realmente ad accedere ai nidi. Secondo i <strong>dati ISTAT</strong>, la spesa media comunale in Italia per i servizi educativi 0-3 anni è di 1.183 euro all&#8217;anno per bambino. Un investimento importante. Ma non uguale per tutti. La differenza territoriale è enorme: 3.314 euro nella Provincia di Trento <strong>ma solo 234 euro in</strong> <strong>Calabria</strong>. Il sistema comunale riesce a raggiungere solo il 5,9% dei bambini residenti, la quota più bassa del Paese.</div>
<div></div>
<div class="elementToProof">Nonostante gli investimenti nazionali – in particolare tramite il PNRR – le famiglie calabresi continuano a scontrarsi con una disponibilità di servizi del tutto insufficiente, aggravata dalla dispersione amministrativa e dalla fragilità finanziaria dei Comuni. Il tasso di copertura dato dal rapporto fra posti e bambini residenti da 0 a 2 anni compiuti, &#8211; si legge nel report Istat &#8211; si attesta al 31,6% a livello nazionale, poco al di sotto della quota (<em>33%</em>) definita come Livello Essenziale delle Prestazioni (<em>LEP</em>), che dovrà essere garantita a livello di comune o di bacino territoriale locale entro il 2027 (<em>Legge di Bilancio per il 2022 n. 234/2021</em>). Tale dotazione di posti è condizione necessaria per il raggiungimento dei target europei definiti in termini di frequenza.</div>
<div></div>
<div class="elementToProof">&#8220;<em>Una famiglia -commenta <b>Claudio Venditti presidente del forum famiglie Calabria</b> -non ha le stesse opportunità a seconda di dove nasce suo figlio. Per noi del Forum delle Associazioni Familiari il punto è chiaro: serve un investimento strutturale e omogeneo sul sistema 0-3;  garantire copertura territoriale reale sostenere le famiglie non solo nella domanda, ma anche nell&#8217;offerta dei servizi; potenziare le convenzioni con il privato sociale, che nel Sud assorbe oltre metà dell&#8217;aumento dei posti. Da non dimenticare le unità di personale aggiuntivo a tempo pieno che possono lavorare. Lo dico con franchezza &#8211; </em>aggiunge<em>: la natalità non si sostiene con slogan, ma con servizi concreti. Su questi temi servirebbe fare squadra perché il nido migliora lo sviluppo cognitivo e relazionale, riduce le diseguaglianze e favorisce la natalità perché riduce il costo e il carico organizzativo del primo triennio di vita dei bambini. Bisogna unire le forze per rimettere al centro la natalità, il lavoro stabile, i servizi di ogni tipo, la fiscalità familiare, anche da questo dipende il ripopolamento delle aree interne. Non servono scorciatoie o proposte shock! Le famiglie non hanno bisogno di baraonda ma di scelte chiare. Prima si mettono le fondamenta. Poi si costruisce il resto. Non bisogna dividersi su quali sono gli infissi mentre la casa non regge&#8221;</em>.</div>
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		<title>Codacons/Osservatorio dei prezzi: in Italia è Catanzaro la città meno cara per spesa alimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 16:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un&#8217;indagine realizzata dal Codacons sui listini di beni e servizi praticati al pubblico per quanto riguarda la spesa alimentare nelle principali città italiane. Catanzaro é la città in cui ci sono i prezzi più convenienti. Per l&#8217;acquisto di 28 prodotti, che spaziano dall&#8217;ortofrutta alla carne, dal salmone al pane e dalla pasta all&#8217;olio, Catanzaro, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da un&#8217;indagine realizzata dal Codacons sui listini di beni e servizi praticati al pubblico per quanto riguarda la spesa alimentare nelle principali città italiane. Catanzaro é la città in cui ci sono i prezzi più convenienti.<br />
Per l&#8217;acquisto di 28 prodotti, che spaziano dall&#8217;ortofrutta alla carne, dal salmone al pane e dalla pasta all&#8217;olio, Catanzaro, con una spesa di circa 165 euro, è risultata la città più conveniente, seguita da Napoli (168 euro) e Bari (172 euro). Il capoluogo calabrese, inoltre, con 424 euro, occupa il terzo posto della classifica delle città più economiche per l&#8217;acquisto dei beni e servizi considerati, preceduta da Napoli, con 369 euro, e Palermo, con 408 euro.</p>
<p>Milano si conferma anche nel 2025 la città italiana col più alto costo della vita. La più economica è Napoli ma, se si guarda solo alla spesa alimentare, è Catanzaro a detenere il primato del risparmio, mentre a Bolzano per cibi e bevande si spende in assoluto di più. La classifica emerge da uno studio del Codacons basato sui dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit. </p>
<p>Prendendo in esame un paniere composto da prodotti ortofrutticoli, alimentari e servizi come il dentista, la messa in piega, la tintoria o la toelettatura di cani, emerge come a Milano, per l’acquisto delle varie voci, si spenda un totale di quasi 600 euro, il 62% in più rispetto alla spesa di Napoli per lo stesso paniere. Segue Aosta con uno scontrino complessivo da 586 euro, e al terzo posto Bolzano con 574 euro. Tra le 18 grandi città monitorate Napoli, con circa 369 euro, risulta la più economica, seguita da Palermo con 408 euro e Catanzaro con 424 euro.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato: per Natale i calabresi spenderanno 783 milioni, il 72% per alimenti e bevande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 16:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;analisi dell&#8217;Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, diffusa nell&#8217;ambito della campagna #AcquistiamoLocale &#8211; Natale 2025, la spesa delle famiglie calabresi per gli acquisti legati al Natale raggiunge 783 milioni di euro, pari al 2,9% del totale nazionale, una quota significativa che può essere intercettata da oltre 8mila imprese artigiane attive sul territorio regionale. Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;analisi dell&#8217;Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, diffusa nell&#8217;ambito della campagna #AcquistiamoLocale &#8211; Natale 2025, la spesa delle famiglie calabresi per gli acquisti legati al Natale raggiunge 783 milioni di euro, pari al 2,9% del totale nazionale, una quota significativa che può essere intercettata da oltre 8mila imprese artigiane attive sul territorio regionale. Il mese di dicembre, rileva l&#8217;associazione in una nota, rappresenta un periodo cruciale per i consumi: concentra infatti oltre il 10% delle vendite annuali al dettaglio, con un incremento medio del 28,8% rispetto agli altri mesi dell&#8217;anno.<br />
In questo contesto, la spesa delle famiglie calabresi si orienta prevalentemente verso prodotti alimentari e bevande, che assorbono il 72,2% del totale, pari a 565 milioni di euro. I restanti 218 milioni di euro riguardano altri beni e servizi tipicamente natalizi, tra cui moda, gioielleria, mobili e arredi, tessili per la casa, articoli da regalo, libri, giochi, prodotti sportivi e servizi per la cura della persona.</p>
<p>A livello territoriale, secondo l&#8217;analisi, la provincia con la spesa più elevata è Cosenza, con 295 milioni di euro, seguita da Reggio Calabria con 214, Catanzaro con 145, Crotone con 67 e Vibo Valentia con 63. &#8220;Dati che confermano il ruolo diffuso dei consumi natalizi come leva economica per l&#8217;intero sistema regionale&#8221; è scritto nella nota.<br />
Sul fronte dell&#8217;offerta, in Calabria sono 8.221 le imprese artigiane operanti in 47 settori direttamente collegati alla produzione di beni e servizi tipici del Natale. Si tratta del 35,3% del totale delle imprese artigiane regionali, un&#8217;incidenza superiore alla media nazionale. Queste realtà danno lavoro a 17.828 addetti, pari a oltre un terzo (34,7%) dell&#8217;occupazione artigiana calabrese, con un peso particolarmente rilevante nelle province di Reggio di Calabria e Cosenza. L&#8217;analisi evidenzia come il regalo artigiano rappresenti &#8220;non solo una scelta di consumo, ma anche un investimento sul territorio. Un dono artigiano &#8211; è scritto nella nota &#8211; si distingue per unicità, qualità e durata, nasce dall&#8217;incontro tra tradizione e innovazione, valorizza il saper fare, sostiene la filiera corta e contribuisce alla sostenibilità ambientale, alla crescita dell&#8217;economia locale e alla coesione sociale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Scegliere un regalo artigiano significa sostenere il lavoro, le competenze e l&#8217;identità dei nostri territori &#8211; sottolinea Confartigianato Imprese Calabria -. In un periodo strategico come quello natalizio, l&#8217;artigianato rappresenta un motore economico e sociale fondamentale, capace di generare valore che resta nelle comunità e rafforza il legame tra imprese, famiglie e territorio&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>La Nato gela la &#8220;contabilità creativa&#8221; dell’Italia: No al Ponte sullo Stretto come spesa militare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 12:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bocciatura]]></category>
		<category><![CDATA[militare]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo italiano potrebbe ritrovarsi presto a rifare i conti per accontentare la pretesa degli Stati Uniti di raggiungere almeno il 5% del Pil in spese militari. Richiesta fatta da Donald Trump tutti gli alleati delle Nato, che l’Italia sperava di soddisfare infilando nel complesso delle spese militari anche il Ponte sullo Stretto di Messina, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-nato-gela-la-contabilita-creativa-dellitalia-no-al-ponte-sullo-stretto-come-spesa-militare/">La Nato gela la &#8220;contabilità creativa&#8221; dell’Italia: No al Ponte sullo Stretto come spesa militare</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo italiano potrebbe ritrovarsi presto a rifare i conti per accontentare la pretesa degli Stati Uniti di raggiungere almeno il 5% del Pil in spese militari. Richiesta fatta da Donald Trump tutti gli alleati delle Nato, che l’Italia sperava di soddisfare infilando nel complesso delle spese militari anche il Ponte sullo Stretto di Messina, come opera strategica. Un’idea che sembra non piacere per niente agli Stati Uniti, almeno stando all’avvertimento lanciato dall’ambasciatore americano alla Nato, Matthew Whitaker, durante il Forum strategico di Bled in Slovenia. Come riporta Bloomberg, il diplomatico ha messo in guarda i membri dell’alleanza atlantica perché evitino «la contabilità creativa».</p>
<p>«Ho avuto conversazioni anche oggi con alcuni Paesi che stanno adottando una visione molto ampia della spesa per la difesa», ha detto Whitaker. L’obiettivo del 5%, insomma, deve riferirsi «specificamente alla difesa e alle spese correlate» e l’impegno deve essere assunto «con fermezza». Nel caso ci fossero dubbi sul riferimento all’Italia, l’ambasciatore ha affondato il colpo: «Non si tratta di ponti privi di valore strategico-militare. Non si tratta di scuole che in qualche immaginario mondo di fantasia sarebbero state utilizzate per qualche altro scopo militare».</p>
<p>Gli Stati Uniti, però, hanno le idee chiare su cosa intendono per spese militari: battaglioni, artiglieria e carri armati, non «stravaganti opere di ingegneria», ricostruisce Bloomberg. Whitaker ha ribadito che, nonostante l’Europa abbia aumentato la spesa militare, «non lo ha fatto con sufficiente rapidità». Durante i suoi incontri nella regione, l’ambasciatore sta trasmettendo tre messaggi chiari: la mancanza di truppe europee («Mi preoccupa che non ci siano abbastanza combattenti»), la necessità di una crescita economica più forte e i rischi informatici crescenti.<br />
(<em>Fonte. open.online)</em></p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): cresce l&#8217;inflazione, importante impatto sulla collettività e sull&#8217;economia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-cresce-linflazione-importante-impatto-sulla-collettivita-e-sulleconomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 09:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[carrello]]></category>
		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inflazione aumenta a dismisura. Nel mese di febbraio 2025 l’indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, si legge, aumenta dello 0,2% rispetto a gennaio 2025, e dell’1,6% rispetto a febbraio 2024. Già negli ultimi mesi del 2024, sottolinea Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, le famiglie italiane si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-cresce-linflazione-importante-impatto-sulla-collettivita-e-sulleconomia/">Guzzi (Unilavoro Pmi): cresce l&#8217;inflazione, importante impatto sulla collettività e sull&#8217;economia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inflazione aumenta a dismisura. Nel mese di febbraio 2025 l’indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, si legge, aumenta dello 0,2% rispetto a gennaio 2025, e dell’1,6% rispetto a febbraio 2024. Già negli ultimi mesi del 2024, sottolinea <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, le famiglie italiane si sono ritrovate a dover affrontare una crescita significativa dei prezzi dei generi alimentari. Questo imponente incremento dei costi, attribuibile a tantissimi fattori, si sta riflettendo, pesantemente, sulla spesa quotidiana degli italiani. Un fenomeno economico che ha acceso il dibattito pubblico e politico, e sollevato preoccupazioni sul potere d’acquisto dei consumatori, soprattutto di quelli che appartengono a fasce di reddito medio-basse. Per comprendere e misurare il livello di difficoltà che incombe sulle famiglie, abbiamo dato voce ad alcuni consumatori, i quali hanno approfittato di questo spazio per dar sfogo ai loro disappunti. </p>
<p>“Le famiglie, sottolinea una giovane insegnante, sono appesantite da costi troppo alti: affitti, mutui immobiliari, utenze domestiche, crediti al consumo, spese per servizio di trasporto e carburanti. Costi fissi che indeboliscono la capacità di gestione di una casa e di una famiglia”. “L’aumento dei prezzi alimentari, evidenzia una studentessa universitaria, ha un impatto diretto sul bilancio familiare. Molte persone per far fronte alle esigenze più importanti, sono costrette a modificare le abitudini di spesa”. “Sul fronte degli alimentari, rimarca un commerciante, si registrano nuove tensioni con i prezzi al dettaglio che registrano un andamento al rialzo che appare incontrollabile. Un’impennata dei prezzi travolgente e irrefrenabile”. Dello stesso avviso un giovane imprenditore, il quale “le famiglie italiane spendono in media il 15-20% del loro reddito per l’acquisto di generi alimentari. Con gli attuali aumenti la percentuale è destinata a crescere. Come faranno le famiglie ad affrontare le spese essenziali?”.</p>
<p>Queste ultime, sottolinea Guzzi, finchè non ci saranno risposte e prospettive adeguate, dovranno cercare soluzioni alternative come l’acquisto di prodotti a chilometro zero, o di marchi meno noti. Intanto si fa strada una certezza: l’aumento dei prodotti non darà tregua. Le previsioni indicano che i prezzi di alcuni alimenti potrebbero continuare a crescere. Alcuni hanno già registrato aumenti considerevoli: cereali e derivati, carne, olio d’oliva, prodotti lattiero-caseari. Il riso, ad esempio, ha già registrato un notevole aumento di prezzo. Percentuali significative anche quelle dei prodotti per la prima colazione (biscotti e cereali), del pane, della carne, del burro, del latte. Quali sono i fattori e le cause di questi incrementi di prezzi? Le cause di questo fenomeno, conclude Guzzi, derivano da una combinazione di fattori, nazionali e internazionali. In termini di impatto sulla collettività e sull’economia, esse sono infinite e anche molto insidiose perché oltre a creare estremi disagi alle famiglie, e a favorire il consumo di cibi low cost, stanno accentuando le disuguaglianze sociali, mettendo in evidenza l’urgenza di interventi mirati per sostenere le famiglie più vulnerabili. </p>
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		<title>Saldi invernali, stime di Confcommercio: In Calabria saranno spesi 115 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo la stima della Confcommercio regionale le famiglie calabresi spenderanno, complessivamente, 115 milioni di euro per i saldi invernali che sono iniziati ieri, sabato 4 gennaio. La spesa media per ogni famiglia sarà di 290 euro, mentre quella pro capite si aggira attorno ai 125 euro. Il trend che si prefigura per le vendite, sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la stima della Confcommercio regionale le famiglie calabresi spenderanno, complessivamente, 115 milioni di euro per i saldi invernali che sono iniziati ieri, sabato 4 gennaio. La spesa media per ogni famiglia sarà di 290 euro, mentre quella pro capite si aggira attorno ai 125 euro. Il trend che si prefigura per le vendite, sempre secondo la Confcommercio, é positivo, con un incremento dell&#8217;8% rispetto allo scorso anno.</p>
<p>La provincia calabrese in cui si registrerà il maggiore volume di vendite é quella di Cosenza, con il 35,8% del totale. Seguono quella di Reggio, con il 28,3%, e quella di Catanzaro, con il 18,5%.</p>
<p>&#8220;Con l&#8217;avvicinarsi dei saldi invernali 2025, i dati che emergono sono decisamente incoraggianti per il commercio calabrese&#8221;.  Lo dichiara il Direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada che aggiunge &#8220;Nonostante le sfide economiche degli ultimi anni, il settore continua a dimostrare una resilienza notevole, con un valore complessivo stimato per gli acquisti in saldo che supera i 115 milioni di euro nella nostra regione. I saldi invernali quindi, nonostante tutto, continuano a rappresentare un momento fondamentale per il commercio locale e per le famiglie calabresi. Anche in occasione dei saldi, come Confcommercio Calabria rinnoviamo l&#8217;invito a sostenere i negozi delle nostre città, che sono un presidio essenziale di vivibilità e identità. In un contesto economico complesso, i saldi offrono l&#8217;opportunità di acquistare prodotti di qualità a prezzi vantaggiosi, contribuendo allo stesso tempo alla vitalità delle nostre comunità&#8221;- conclude Santagada.</p>
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		<title>Busia (Pres. Anac), 13,5 miliardi per ponte Stretto? Sale rischio di superare vincoli spesa europei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 11:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;aggiornamento del valore del Ponte sullo Stretto a 13,5 miliardi, annunciato ieri dall&#8217;amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, &#8220;accresce i rischi&#8221; di superare i vincoli europei sulla spesa&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Giuseppe Busia, parlando con l&#8217;ANSA a margine del convegno annuale con le Authority italiane organizzato da Consumers&#8217; Forum. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;aggiornamento del valore del Ponte sullo Stretto a 13,5 miliardi, annunciato ieri dall&#8217;amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, &#8220;accresce i rischi&#8221; di superare i vincoli europei sulla spesa&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Giuseppe Busia, parlando con l&#8217;ANSA a margine del convegno annuale con le Authority italiane organizzato da Consumers&#8217; Forum.</p>
<p>Busia, sottolinea, che quello dei costi era &#8220;uno degli elementi che sin dall&#8217;inizio avevo evidenziato&#8221;. I vincoli europei sulla spesa &#8220;non possono superare il 50% di quelli del progetto dell&#8217;appalto originario&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ora capiremo di quanto e come&#8221; ha detto Busia, sottolineando che &#8220;il legislatore ha scelto di non avere il progetto esecutivo complessivo dell&#8217;opera, per cui oggi non conosciamo se, come e quanto costerà nel dettaglio tutta l&#8217;opera&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Rafforzamento controlli spesa pubblica: Intesa Gdf-Fondazione Università Magna Graecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 08:40:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-279059-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/CZ-GDF-UMG.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/CZ-GDF-UMG.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/10/CZ-GDF-UMG.mp4</a></video></div>
<p>Nella bellissima cornice dell’Aula conferenze dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, alla presenza del Magnifico Rettore, Prof. Giovanni Cuda, il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione dell’Università Prof. Geremia Romano e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, Colonnello t.ST Pierpaolo Manno, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa allo scopo di rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto delle condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici connessi alle misure di sostegno e/o di incentivo, con particolare riferimento alle borse di studio e agli alloggi per studenti universitari. Questo importante passaggio permette di valorizzare, a livello locale, una collaborazione già in atto a livello centrale, in quanto sviluppata attraverso la recente sottoscrizione di un accordo quadro tra il Ministro dell’Università e della Ricerca – Sen. Anna Maria Bernini e il Comandante Generale della Guardia di Finanza – Gen. C.A. Andrea De Gennaro. </p>
<p>Con il protocollo, le Fiamme Gialle di Catanzaro e la Fondazione Università “Magna Graecia” definiscono le modalità della collaborazione, nell’ambito delle rispettive finalità istituzionali. Sulla base degli elementi acquisiti, i Reparti del Comando Provinciale di Catanzaro potranno, attraverso autonome attività di analisi ed approfondimento, orientare efficacemente e rafforzare, nell’ambito dei precipui compiti d’istituto, l’azione verso quei soggetti e contesti connotati da più elevato rischio. L’accordo di collaborazione ha validità triennale, rinnovabile.</p>
<p>La strategia attuata dalla Guardia di Finanza, in coerenza con il ruolo di polizia economico-finanziaria a competenza generale, è volta a prevenire, prima ancora che reprimere, le frodi in danno del bilancio nazionale e dell’Unione Europea. In tale ambito, il protocollo testimonia la sinergica sensibilità e l’impegno dell’Ente firmatario affinché sia garantito che le risorse pubbliche siano spese per consentire anche ai meno abbienti di accedere agli studi universitari, contribuendo così alla crescita ed allo sviluppo sociale del Paese.</p>
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		<title>Spesa alimentare, Codacons: carrello più &#8220;leggero&#8221; a Catanzaro, Aosta al top per i prezzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 10:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 Aosta è la città italiana dove vivere costa di più, mentre Napoli risulta quella più economica. La spesa alimentare conviene farla a Catanzaro, mentre Bolzano vanta il carrello di cibo e bevande più costoso. Questa la fotografia scattata dal Codacons che ha messo a confronto i prezzi di beni e servizi nelle principali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024 Aosta è la città italiana dove vivere costa di più, mentre Napoli risulta quella più economica. <strong>La spesa alimentare conviene farla a Catanzaro</strong>, mentre Bolzano vanta il carrello di cibo e bevande più costoso. Questa la fotografia scattata dal <strong>Codacons</strong> che ha messo a confronto i prezzi di beni e servizi nelle principali città italiane, esaminando i dati forniti dall&#8217;apposito osservatorio prezzi del Mimit sia per i listini dei generi di largo consumo alimentari, dall&#8217;ortofrutta alla carne, sia per le tariffe dei servizi, dai pubblici esercizi ai dentisti ai parrucchieri, elaborando la classifica del costo della vita in Italia. </p>
<p>&#8220;Se si considera l&#8217;intero paniere composto da beni e servizi, Aosta è la città che presenta i costi complessivi più elevati, con un totale di quasi 573 euro per l&#8217;acquisto dei beni e dei servizi considerati &#8211; spiega il Codacons &#8211; Al secondo posto, con un costo del paniere di circa 565,3 euro, si piazza Milano, seguita a brevissima distanza da Bolzano (564,6 euro). La città col costo della vita più basso risulta Napoli, dove per gli stessi beni e servizi si spende un totale di 363 euro, seguita da Palermo con 392,7 euro. Nel confronto tra la città più cara e quella più economica, si scopre che ad Aosta la vita costa in media il 57,8% in più rispetto a Napoli&#8221;. </p>
<p>La situazione cambia se si analizza solo il carrello della spesa alimentare: &#8220;per l&#8217;acquisto di 28 prodotti di largo consumo, dall&#8217;ortofrutta ai latticini, passando per carne, pasta, pane, bevande e prodotti in scatola, la spesa più alta si registra a Bolzano, con uno scontrino da oltre 208 euro, seguita da Trieste (206 euro) e Milano (203,6 euro), contro una media nazionale, per le stesse voci, di circa 187 euro &#8211; aggiunge il Codacons &#8211; Il <strong>carrello più &#8220;leggero&#8221; a Catanzaro</strong>, dove per l&#8217;acquisto dei medesimi prodotti si spendono 156,5 euro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/spesa-alimentare-codacons-carrello-piu-leggero-a-catanzaro-aosta-al-top-per-i-prezzi/">Spesa alimentare, Codacons: carrello più &#8220;leggero&#8221; a Catanzaro, Aosta al top per i prezzi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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