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	<title>società Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Jul 2026 10:08:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Bancarotta di una società di calcestruzzi, due imprenditori finiscono ai domiciliari nel Crotonese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare personale e reale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, sottoponendo agli arresti domiciliari due imprenditori, in quanto ritenuti responsabili della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388041-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/KR-GDF.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/KR-GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/KR-GDF.mp4</a></video></div>
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<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare personale e reale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, sottoponendo agli arresti domiciliari due imprenditori, in quanto ritenuti responsabili della bancarotta di una società, operante nel settore della produzione del calcestruzzo. La società era stata portata al dissesto dopo aver accumulato, tra gli anni 2012 e 2024, debiti erariali per oltre 650 mila euro, mentre il suo patrimonio era stato depauperato e privato delle risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione dell’attività d’impresa. Gli indagati, infatti, avevano distratto denaro e beni aziendali trasferendoli a due nuove società costituite ad hoc, determinando un passivo fallimentare pari a circa 1 milione di euro.</p>
<p>In esecuzione del citato provvedimento cautelare, sono state, inoltre, sottoposte a sequestro, per un valore complessivo pari a circa 400 mila euro, anche le quote delle tre società coinvolte, nonché i compendi aziendali delle due nuove società, con sede in Roccabernarda (KR) ed operanti nel medesimo settore commerciale della fallita, poiché ritenute meri veicoli strumentali alla reiterazione dell’attività illecita posta in essere dai due imprenditori a discapito dell’erario e dei creditori. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato conto di come gli indagati, avvalendosi della collaborazione dei propri familiari, avevano cagionato il dissesto della società autofinanziandosi attraverso la dolosa, sistematica e pluriennale evasione dei tributi fiscali e degli oneri previdenziali. Non solo, tale schema comportamentale si era accompagnato ad un progressivo depauperamento della società, realizzato attraverso inequivocabili condotte distrattive: tutti gli asset posseduti dalla società fallita &#8211; compresi anche i relativi beni mobili &#8211; erano stati ceduti a condizioni inique o addirittura senza il pagamento di alcun corrispettivo a beneficio delle nuove società riconducibili ai medesimi imprenditori.</p>
<p>Infine, a completamento del disegno criminoso, le indagini hanno consentito di accertare lo svuotamento dei conti correnti della fallita mediante prelevamenti e bonifici privi di giustificazione economica e volti al solo soddisfacimento di benefici personali non inerenti all’attività di impresa.</p>
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		<title>Indagine corruzione Ponte Stretto, Ciucci: Sorpresi, la società Stretto di Messina totalmente estranea ai fatti&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagine-corruzione-ponte-stretto-ciucci-sorpresi-la-societa-stretto-di-messina-totalmente-estranea-ai-fatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la societa&#8217; e&#8217; totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilita&#8217; a collaborare con le Autorita&#8217; inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto&#8217;. Lo afferma Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8216;Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la societa&#8217; e&#8217; totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilita&#8217; a collaborare con le Autorita&#8217; inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto&#8217;</em>. Lo afferma Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, in relazione all&#8217;indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell&#8217;ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.</p>
<p>&#8220;<em>La società &#8211; ha dichiarato Ciucci &#8211; prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei Conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal dl &#8216;Commissari&#8217; dell&#8217;11 marzo 2026&#8243;</em>.</p>
<p>La risposta di Ciucci arriva dopo la notizia dell&#8217;indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell&#8217;ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, in base a quanto emerge da una nota diffusa dall&#8217;ufficio giudiziario.</p>
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		<item>
		<title>La vera sfida della società contemporanea: intervista alla creator digitale Alex Menini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-vera-sfida-della-societa-contemporanea-intervista-alla-creator-digitale-alex-menini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 08:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’epoca della comunicazione digitale, i social media rappresentano una delle forze più influenti della società contemporanea, capaci di incidere profondamente sulla diffusione dell’informazione, sulla costruzione delle opinioni e sulle dinamiche culturali e sociali. Pur essendo spesso al centro del dibattito per i rischi legati alla manipolazione, alla dipendenza e alla spettacolarizzazione della vita privata, queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’epoca della comunicazione digitale, i social media rappresentano una delle forze più influenti della società contemporanea, capaci di incidere profondamente sulla diffusione dell’informazione, sulla costruzione delle opinioni e sulle dinamiche culturali e sociali. Pur essendo spesso al centro del dibattito per i rischi legati alla manipolazione, alla dipendenza e alla spettacolarizzazione della vita privata, queste piattaforme non possono essere considerate esclusivamente una minaccia. Se utilizzati con consapevolezza e senso critico, i social network possono trasformarsi in strumenti straordinariamente efficaci di comunicazione, cultura e partecipazione civile. Attraverso contenuti immediati e innovativi, molti creator digitali riescono infatti a diffondere informazioni di valore, sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di grande rilevanza sociale e avvicinare milioni di persone ad argomenti spesso trascurati dai media tradizionali, come l’ambiente, la salute mentale, i diritti civili e l’istruzione. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, per il quale “<em>in questa dimensione spesso dominata dalla superficialità, dall’omologazione e dalla deriva effimera della comunicazione digitale, assumono un valore ancora più significativo le voci dei creator capaci di coniugare cultura, intelligenza e profondità di pensiero. Quando sostenuti da solide competenze e autentica sensibilità intellettuale, i creator digitali possono infatti trasformarsi in preziosi veicoli di conoscenza, offrendo esperienze significative e promuovendo una comunicazione sana, consapevole e culturalmente elevata. Essi, grazie alla loro capacità di utilizzare linguaggi innovativi, e vicini soprattutto ai giovani, svolgono oggi un ruolo fondamentale nella trasmissione di messaggi culturali e sociali. Video, podcast, dirette e contenuti multimediali permettono di rendere l’informazione più accessibile e coinvolgente, favorendo anche nuove forme di partecipazione democratica e confronto pubblico</em>&#8220;.</p>
<p>Ne abbiamo parlato con una delle creator digitali più originali e autorevoli del panorama contemporaneo,<strong> Alex Menini</strong>, la quale nei suoi spazi virtuali affronta temi di grande rilevanza culturale e sociale, offrendo riflessioni profonde e contenuti di notevole spessore intellettuale. <em>“Il mondo dei social network &#8211; sottolinea-  è un universo affascinante e ambiguo al tempo stesso: un territorio fluido, seducente, in continua trasformazione, dove il confine tra autenticità e rappresentazione diventa spesso sottile, quasi impercettibile. Entrarvi richiede consapevolezza, lucidità e una forte identità personale, per non smarrirsi dentro quella dinamica incessante fatta di esposizione, confronto e continua ridefinizione di sé. È uno spazio virtuale che alimenta il desiderio di apparire impeccabili, desiderabili, irripetibili. Un palcoscenico contemporaneo in cui l’immagine tende spesso a prevalere sulla sostanza, inducendo gli individui a rincorrere modelli estetici, approvazioni effimere e forme di perfezione artificiale. I social, infatti, esercitano una pressione silenziosa ma costante: spingono al paragone, all’adattamento, alla mutazione continua della propria immagine pur di restare visibili, accettati, desiderati&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Eppure &#8211;</em> continua la creator-<em>  ridurre questo universo alla sola vanità sarebbe limitante. I social rappresentano anche uno straordinario strumento di comunicazione, divulgazione e connessione umana. Possono diventare luoghi di scambio culturale, di informazione accessibile, di espressione creativa e persino di emancipazione personale, se utilizzati con equilibrio e intelligenza critica. Io, da donna profondamente libera, anticonformista e fieramente singolare, tanto nel pensiero, quanto nello stile, ho scelto di abitare questo spazio senza lasciarmene assorbire. Ne faccio un uso misurato, selettivo e consapevole. Non utilizzo i social esclusivamente per esibire la mia estetica o la mia unicità esteriore, ma anche per trasmettere contenuti autentici, riflessioni leggere ma significative, informazioni semplici e al tempo stesso formative. Credo che l’eleganza più rara, oggi, sia riuscire a comunicare senza omologarsi, restando fedeli alla propria essenza in un mondo che tende continuamente a uniformare. E forse la vera libertà, nell’epoca dell’esposizione permanente &#8211;  </em>conclude Alex Menini<em> &#8211; consiste proprio in questo: utilizzare i social senza diventarne dipendenti, mantenendo intatta la propria individualità, il proprio pensiero e la propria voce&#8221;.</em></p>
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		<title>VIDEO-Maxi frode fiscale dall&#8217;Emilia Romagna fino a Crotone: &#8220;giro&#8221; da 10 milioni di euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-maxi-frode-fiscale-dallemilia-romagna-fino-a-crotone-giro-da-10-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:32:47 +0000</pubDate>
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<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di beni e disponibilità liquide per un valore complessivo di oltre 1.100.000 euro. Gli indagati, in totale 14 soggetti, di cui 8 persone fisiche e 6 società operanti nel settore dell&#8217;edilizia, sulla base degli elementi probatori allo stato raccolti, sono indiziati a vario titolo dei reati di emissione e utilizzo di fatture false.</p>
<p>Le attività delle Fiamme Gialle hanno interessato i territori di Parma, Reggio Emilia, Cremona e <strong>Crotone</strong>, dove alcune delle società coinvolte avevano la propria sede e hanno consentito di sottoporre a sequestro conti correnti, unità immobiliari e automezzi.<br />
Le indagini, condotte dai militari della Tenenza di Fidenza, hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di tre società “cartiere”, prive di strutture operative, di dipendenti e di una reale attività commerciale, costituite al solo scopo di emettere fatture fittizie, il cui giro complessivo, in base alle evidenze raccolte, ammonterebbe a circa 10 milioni di euro.<br />
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe permesso ai &#8220;clienti&#8221; delle cartiere di abbattere i ricavi e ridurre drasticamente le imposte da versare allo Stato.<br />
Inoltre, il meccanismo avrebbe consentito la creazione di fondi neri nella disponibilità dei titolari delle imprese coinvolte, in quanto, una volta ricevuto il pagamento delle fatture tramite canali tracciati, gli amministratori delle cartiere avrebbero prelevato in contanti il denaro che veniva restituito, trattenendo una &#8220;provvigione&#8221; tendenzialmente tra il 10 e il 15% dell’imponibile, quale compenso per l’emissione della falsa fattura.</p>
<p>Nel corso dell’indagine, infatti, è stato rinvenuto, a seguito della perquisizione dell’abitazione di uno degli indagati, quello che potrebbe essere un vero e proprio tariffario contenente le percentuali che sarebbero spettate all&#8217;emittente e una &#8220;<em>scontistica</em>&#8221; proporzionale al volume delle fatture false richieste dai clienti. L&#8217;operazione odierna è stata possibile grazie a indagini complesse basate su accertamenti bancari e analisi dei flussi finanziari, perquisizioni e verifiche documentali, che avrebbero consentito di mappare l’intero flusso della falsa fatturazione tra i soggetti coinvolti.</p>
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		<title>VIDEO-False fatture per 88 milioni e evasione Iva: 43 indagati, coinvolte anche 26 società</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 09:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale Cosenza hanno eseguito un’articolata attività investigativa che si è conclusa con la segnalazione all’Autorità giudiziaria, di 43 persone fisiche e 26 persone giuridiche, in relazione alla emissione/utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per oltre 88 milioni di euro, omessi versamenti iva per oltre 3 milioni di euro, la rilevazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-352300-3" width="696" height="367" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Cosenza.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Cosenza.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/GDF-Cosenza.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale Cosenza hanno eseguito un’articolata attività investigativa che si è conclusa con la segnalazione all’Autorità giudiziaria, di 43 persone fisiche e 26 persone giuridiche, in relazione alla emissione/utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per oltre 88 milioni di euro, omessi versamenti iva per oltre 3 milioni di euro, la rilevazione di indebite compensazioni d&#8217;imposta per circa 2,5 milioni di euro, nonché illeciti di bancarotta fraudolenta correlati alla &#8220;distrazione&#8221; dal patrimonio di due società dichiarate fallite, di somme di denaro per oltre 26 milioni di euro in danno dell’Erario dello Stato.</p>
<p>In sintesi, l’attività anzidetta è originata da una verifica fiscale eseguita dalla Tenenza Guardia di Finanza di Amantea, nei confronti di una delle suddette imprese che aveva trasferito la propria sede dalla provincia di Milano a quella cosentina. Nell’ambito di quell’ispezione amministrativa, in particolare, i finanzieri hanno rilevato e attenzionato alcuni aspetti gestionali e contabili che sono poi confluiti in una più articolata attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e sviluppata dagli stessi militari della Guardia di Finanza di Amantea, nei confronti di alcune imprese attive principalmente nel settore della logistica, con sede nelle province di Milano e di Monza – Brianza. In sintesi, quelle investigazioni hanno disvelato &#8211; anche attraverso mirate indagini bancarie &#8211; un complesso sistema di false fatturazioni emesse da società rivelatesi prive di struttura imprenditoriale, a beneficio di altre imprese che abbattevano fraudolentemente la propria base imponibile contabilizzando costi in realtà mai sostenuti e, al contempo, veicolavano gli illeciti “risparmi” d’imposta sui conti correnti di altre società “cartiere”, dove venivano prelevati per contanti, anche grazie ad una contabilità ad hoc, predisposta da alcuni professionisti compiacenti.</p>
<p>Altresì, previo nulla osta dell’Autorità giudiziaria, la Guardia di Finanza ha esteso l’attività di polizia tributaria nei confronti dei reali gerenti delle società coinvolte nei fatti di bancarotta e false fatturazioni, per la tassazione dei proventi illecitamente conseguiti e il conseguente avvio delle procedure di recupero di una base imponibile, ai fini delle imposte dirette, di circa 6 milioni di euro, e di oltre 10,6 milioni di euro ai fini dell’iva.<br />
L’attività di servizio condotta dalle Fiamme Gialle cosentine testimonia il costante impegno del Corpo nel contrasto all’evasione fiscale, che costituisce un ostacolo allo sviluppo economico perché distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-false-fatture-per-88-milioni-e-evasione-iva-43-indagati-coinvolte-anche-26-societa/">VIDEO-False fatture per 88 milioni e evasione Iva: 43 indagati, coinvolte anche 26 società</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Tassa di lusso aerotaxi, verifica Guardia di finanza su 115 società: non versati 299mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 10:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito delle attività di controllo sul corretto assolvimento degli obblighi tributari, il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, unitamente ai finanzieri della locale Sezione Aerea, ha eseguito un’attività ispettiva di polizia economico finanziaria nei confronti di numerosi vettori aerotaxi ed elitaxi che hanno operato, negli anni tra il 2021 e il 2023, presso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito delle attività di controllo sul corretto assolvimento degli obblighi tributari, il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, unitamente ai finanzieri della locale Sezione Aerea, ha eseguito un’attività ispettiva di polizia economico finanziaria nei confronti di numerosi vettori aerotaxi ed elitaxi che hanno operato, negli anni tra il 2021 e il 2023, presso il locale scalo aeroportuale. In tale contesto, le Fiamme Gialle lametine hanno accertato che i vettori hanno omesso il versamento all’Erario della cosiddetta “tassa di lusso”, prevista dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (&#8221;Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei&#8221;, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214), imposta dallo Stato Italiano sui voli privati utilizzati per il trasporto passeggeri.</p>
<p>Introdotta nel 2011, l’imposta è calcolata in base alla distanza percorsa dal volo: 10 euro per tratte fino a 100 chilometri, 100 euro tra 100 e 1.500 chilometri e 200 euro oltre tale soglia. Il pagamento è a carico del vettore, che ha l’obbligo di riversare le somme allo Stato. La tassa rientra tra i tributi di natura ambientale, con l’obiettivo di limitare l’impatto inquinante del trasporto aereo privato e finanziare interventi per la salvaguardia ambientale. L’attività ispettiva si è sviluppata attraverso l’analisi dei dati acquisiti presso le società di handling dell’aeroporto di Lamezia Terme nei confronti di 115 vettori aerei per un numero di 647 voli effettuati e oltre 2000 passeggeri trasportati in arrivo e in partenza dallo scalo lametino.</p>
<p>Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di rilevare che 15 società nazionali e 99 società estere hanno incassato l’imposta pagata dai passeggeri senza versarla all’erario. All’esito delle attività di riscontro è risultato che i citati vettori si sono resi inadempienti per un importo pari ad € 299.000 euro, di cui € 230.000 per quel che riguarda l’imposta dovuta ed € 69.000 per le sanzioni accessorie applicate. Talune società verbalizzate hanno riconosciuto la correttezza degli addebiti accertati versando quanto dovuto all’Erario.</p>
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		<title>Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): l&#8217;affermazione delle donne nella società non sia utopia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-laffermazione-delle-donne-nella-societa-non-sia-utopia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 14:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“In un momento delicato per la vita della comunità internazionale, desidero rivolgere un saluto e un pensiero di gratitudine a tutte le italiane e a tutte le donne che lavorano in Italia e contribuiscono al benessere nazionale. Abbiamo acquisito negli ultimi decenni piena consapevolezza che le politiche per la parità di genere, un diritto sancito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“In un momento delicato per la vita della comunità internazionale, desidero rivolgere un saluto e un pensiero di gratitudine a tutte le italiane e a tutte le donne che lavorano in Italia e contribuiscono al benessere nazionale. Abbiamo acquisito negli ultimi decenni piena consapevolezza che le politiche per la parità di genere, un diritto sancito dalla nostra Costituzione, non si sono risolte solamente in un vantaggio per le donne, ma hanno apportato benefici, ricchezza, frutti positivi per l&#8217;intera collettività&#8221;. Lo ha affermato oggi, in occasione di questa giornata speciale, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Parole significative che hanno acceso i riflettori, cosi come accade sempre, sulla questione femminile, sul ruolo, sui diritti, sulla dignità delle donne, e posto l’attenzione su problematiche ricorrenti e mai sopite: uguaglianza di genere, lavoro, famiglia, discriminazione, violenza, indipendenza economica, libertà. Una delle questioni più emblematiche riguarda il solipsismo di genere. Imponenti la ghettizzazione delle donne e le discriminazioni. Leggi, lotte e strategie non hanno apportato grandi cambiamenti. A che punto siamo sulla parità di genere? Ne abbiamo parlato con <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>. L’imprenditore lametino, da sempre molto attento a queste problematiche, fautore delle cause in difesa delle donne e dell’emancipazione femminile, ha espresso le sue considerazioni “Anni di discriminazioni e di ghettizzazioni hanno favorito, con ostinazione, una cultura chiusa e vincolante, che ha posto dei limiti ben circoscritti ed esposto le donne ad essere sottomesse, superate, rimpiazzate, emarginate e soggette ad ogni tipo di oppressione. Nonostante abbiano dimostrato le loro potenzialità e grandi capacità intellettuali, organizzative e imprenditoriali, sono sempre state sopraffatte o messe in ombra. Le lotte, le campagne, le rivoluzioni, portate avanti con orgoglio, continua Guzzi, hanno risvegliato le coscienze, e permesso, nel tempo, di concepire nuove idee, ma non hanno cambiato la mentalità.</p>
<p>La strada per la conquista dei diritti delle donne e la parità di genere non è lineare, e non è una sola. Ogni Paese sta seguendo delle direzioni di riferimento. Le Nazioni Unite, si legge, hanno sviluppato strategie internazionali, obiettivi e progetti per migliorare lo stato delle donne nel mondo creando un’eredità preziosa. Esempi di tali traguardi sono la Dichiarazione di Pechino, la piattaforma d’azione e la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW). Inoltre nel 2010, L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha fondato UN Women, ovvero l’organismo delle Nazioni Unite che ha come obiettivo l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne. La nascita di UN Women rappresenta un passo storico verso il raggiungimento degli obiettivi dell’ONU per la parità di genere e l’affermazione delle donne nella società.</p>
<p>Scorrendo la classifica dei Paesi più emancipati, e più femministi, (rapporto relativo a qualche anno fa), si nota come le prime 12 posizioni siano tutte occupate dagli Stati più sviluppati: Norvegia, Finlandia, Islanda, Danimarca, Lussemburgo, Svizzera, Svezia, Austria, Regno Unito, Olanda. La prima nazione che non appartiene al Vecchio Continente, si legge, è il Canada al 12esimo posto, mentre gli Stati Uniti sono in 21esima posizione. L’Italia, evidenzia Guzzi, con rammarico, occupa il 28esimo posto. Tra Israele e Polonia. Secondo il Global Gender Gap Index, rapporto pubblicato dal World Economic Forum, per valutare i progressi fatti verso la parità di genere, nei diversi settori, l’Italia su 153 paesi, nel 2019, si è classificata al 76esimo posto. Complice, secondo l’imprenditore lametino, il retaggio di una mentalità patriarcale che ha ricondotto le donne ai soliti ruoli e ai soliti contesti. Un modo di pensare, anacronistico, che ha ancora oggi effetti sulle scelte di vita e lavorative di molte donne. La strategia nazionale per la parità di genere (2021-2026), articolata in cinque priorità (Lavoro, Reddito, Competenze, Tempo e Potere), individua rispetto a ciascuna, target dettagliati e misurabili da raggiungere entro il 2026. L’obiettivo generale, è quello di consentire all’Italia di rientrare nelle prime posizioni. Questo, conclude Guzzi, sarebbe il traguardo più significativo</p>
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		<title>Giornata disabilità, Capponi: “Vogliamo costruire una società più equa e inclusiva”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giornata-disabilita-capponi-vogliamo-costruire-una-societa-piu-equa-e-inclusiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 13:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Capponi]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, desidero esprimere il mio profondo impegno e la mia ferma determinazione nel difendere i diritti e il benessere delle persone con disabilità. Questa ricorrenza non è solo un momento di riflessione, ma un’opportunità per riaffermare il nostro dovere collettivo di garantire a tutti i cittadini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, desidero esprimere il mio profondo impegno e la mia ferma determinazione nel difendere i diritti e il benessere delle persone con disabilità. Questa ricorrenza non è solo un momento di riflessione, ma un’opportunità per riaffermare il nostro dovere collettivo di garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro abilità, l’accesso ai diritti fondamentali e a una vita dignitosa&#8221;. Così Caterina Capponi, assessore alle Politiche sociali della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;La nostra società è più forte e più ricca -evidenzia &#8211; quando tutti i suoi membri possono partecipare attivamente alla vita politica, sociale, economica e culturale. Come assessore alle politiche sociali, ho sempre creduto che l’inclusione e il rispetto delle diversità siano pilastri fondamentali del nostro vivere insieme.</p>
<p>La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, rappresenta un passo cruciale verso un futuro in cui ogni persona, senza eccezioni, possa vedere riconosciuti i propri diritti e le proprie aspirazioni. La strada da percorrere è ancora lunga, ma insieme possiamo lavorare per abbattere le barriere e costruire una società più equa e inclusiva. Oggi, vi invito a riflettere su come ciascuno di noi possa contribuire a questa causa, affinché nessuno venga mai lasciato indietro. Insieme, possiamo fare la differenza”- conclude l&#8217;assessore Capponi.</p>
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		<item>
		<title>Vibo, sequestro preventivo di 26mila euro nei confronti di titolari società di editoria multimediale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-sequestro-preventivo-di-26mila-euro-nei-confronti-di-titolari-societa-di-editoria-multimediale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 17:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[multimediale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna la Polizia di Stato, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotte dalla D.I.G.O.S. della Questura, con il supporto degli agenti della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine, ha dato esecuzione alla misura cautelare reale del sequestro preventivo per un valore di circa 26.300 euro, emessa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna la Polizia di Stato, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotte dalla D.I.G.O.S. della Questura, con il supporto degli agenti della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine, ha dato esecuzione alla misura cautelare reale del<strong> sequestro preventivo per un valore di circa 26.300 euro</strong>, emessa dal G.I.P. di Vibo Valentia, nei confronti di due soggetti, con le cariche di amministratore unico ed institore (<em>direttore generale dell&#8217;impresa, ndd</em>) di una <strong>società editoriale multimediale</strong>, attiva nel settore dell’informazione e della comunicazione operante nel Vibonese. <strong>Gli indagati dovranno rispondere dei reati di indebita percezione di erogazioni a danni dello Stato e di installazione di apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni tra altre persone</strong>. L’attività di indagine ha tratto origine dalle dichiarazioni rese da alcuni giornalisti, dipendenti della citata società, i quali avevano riferito che <strong>l’editore aveva installato</strong>, in prossimità delle postazioni di lavoro dei giornalisti, delle <strong>telecamere munite di microfono</strong> al fine di captare le comunicazioni che avvenivano in prossimità delle postazioni di lavoro. Gli stessi avevano, inoltre, rappresentato come il richiamato editore avesse, altresì, <strong>fittiziamente ridotto l’orario di lavoro dei dipendenti del 30% ricorrendo alla cassa integrazione guadagni</strong>, per scaricare parte dei costi del lavoro sul suddetto istituto, nonostante – di fatto – fosse stato mantenuto dai lavoratori interessati il <strong>consueto orario di lavoro</strong>.</p>
<p>I conseguenziali approfondimenti investigativi, svolti dagli agenti della D.I.G.O.S. sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno consentito, attraverso l’escussione di ulteriori giornalisti (<em>alcuni dei quali attualmente in servizio presso altre testate giornalistiche</em>), di <strong>lavoratori impiegati presso la suddetta società con mansioni diverse</strong>, nonché attraverso l’analisi della documentazione acquisita presso l’INPS, di riscontrare quanto dichiarato dai denuncianti, attestando come <strong>l’editore avesse effettivamente posto in essere una contrazione non veritiera dell’orario di lavoro</strong>, conseguendo un indebito risparmio di spesa equivalente alla mancata corresponsione della parte di salario coperta dall’ammortizzatore sociale, corrisposta direttamente dall’INPS ai lavoratori e non dal datore di lavoro, per un totale di <strong>circa 26.300 euro</strong>.</p>
<p>Quanto sopra è stato rassegnato alla competente Autorità giudiziaria che ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. di Vibo Valentia il <strong>provvedimento cautelare reale del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente</strong> cui si è dato esecuzione nella mattinata odierna congelando l’importo della somma indebitamente percepita dai conti correnti degli indagati. Contestualmente si è dato, altresì, esecuzione al decreto di perquisizione emesso dal P.M. titolare del fascicolo processuale volto al rinvenimento e conseguente <strong>sequestro delle apparecchiature di videosorveglianza e archiviazione di dati</strong> presso le sedi della società in argomento.</p>
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		<title>Omissione dolosa di cautele contro infortuni: Eseguito decreto di sequestro a società Catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omissione-dolosa-di-cautele-contro-infortuni-eseguito-decreto-di-sequestro-a-societa-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 16:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Belcastro]]></category>
		<category><![CDATA[cautele]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[omissione]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.i.p. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di una società che gestisce una stazione di servizio nel territorio di Belcastro per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.i.p. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di una società che gestisce una stazione di servizio nel territorio di Belcastro per la ritenuta sussistenza di gravità indiziaria in ordine ai reati di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni e getto pericoloso di cose.</p>
<p>Al momento dell’esecuzione del provvedimento di sequestro, i militari hanno tratto in arresto in flagranza del reato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro un soggetto che operava all’interno del distributore stradale di carburanti, sorpreso mentre stava effettuando illecitamente un’operazione di riempimento di una bombola di gas, direttamente dall’impianto di erogazione grazie ad un adattatore artefatto manualmente, violando le rigorose prescrizioni di sicurezza.</p>
<p>Peraltro, a seguito del controllo è stato appurato il sistematico imbottigliamento di bombole di GPL ad uso domestico, di proprietà di una nota società del settore, in spregio alla normativa vigente. All’esito del giudizio di convalida dell’arresto, il Tribunale ha disposto la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria</p>
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