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	<title>Slow Food Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Parte da Tropea il viaggio di &#8216;Terra Madre 2026&#8217; frutto collaborazione Regione-Slow Food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il viaggio che porterà Terra Madre a Torino è partito ieri con la tre giorni di Anteprima che fino a domenica 21 giugno sarà ospitata a Tropea, borgo magnifico che si affaccia sul Tirreno. Un appuntamento importante, perché questa edizione di Terra Madre si svolge nel quarantennale di Slow Food e perché ha un obiettivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio che porterà Terra Madre a Torino è partito ieri con la tre giorni di Anteprima che fino a domenica 21 giugno sarà ospitata a Tropea, borgo magnifico che si affaccia sul Tirreno. Un appuntamento importante, perché questa edizione di Terra Madre si svolge nel quarantennale di Slow Food e perché ha un obiettivo che nasce da una precisa volontà del fondatore <strong>Carlo Petrini</strong>, scomparso un mese fa: <strong>celebrare e rilanciare la tutela e la valorizzazione della biodiversità</strong> in tutte le sue dimensioni, naturale, agricola, gastronomica, culturale, sociale; e quindi mettere al centro la principale missione di Slow Food. Con 150 produttori calabresi e delle regioni del Sud Italia, incontri, conferenze, show cooking, degustazioni di vini e oli, attività educative per i più piccoli, <strong>Anteprima Terra Madre</strong> mette in luce il lavoro di mappatura svolto dalla rete di volontari di <strong>Slow Food</strong>, che conosce territori, produttori e cuochi, e quello della <strong>Regione Calabria</strong> che con la sua squadra di esperti valorizza l&#8217;impegno verso un&#8217;agricoltura pulita e giusta, oltre che buona. Ed è proprio intorno ai principi che le due organizzazioni si sono ritrovate a costruire Anteprima Terra Madre a Tropea. Un successo già dalle prime ore, quando tutti gli appuntamenti e le vie del mercato avevano già registrato una grande partecipazione di pubblico.</p>
<p><strong>L&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo</strong>, che ha fortemente voluto questa manifestazione, ha sottolineato il percorso seguito insieme a Slow Food Italia: «A Bologna, nel corso di Slow Wine Fair, abbiamo immaginato di organizzare a Tropea Anteprima Terra Madre. In questi tre giorni, vogliamo presentare la regione nella veste più bella, promuovendo il prodotto territorio: Tropea è un&#8217;icona assoluta del turismo nazionale e tutti i prodotti hanno il gene della biodiversità. La Calabria vanta un primato assoluto, è la prima regione a produzione biologica d&#8217;Italia e tra le prime in Europa». «In questi ultimi anni – continua Gallo – abbiamo alzato l&#8217;asticella per raggiungere tutti i nostri obiettivi, puntando in maniera decisa sull&#8217;etica in agricoltura. Vogliamo che la tutela del lavoro e della persona siano primarie per le nostre aziende, che si sono dimostrate particolarmente resilienti credendo nella tutela dei prodotti in via d&#8217;estinzione. Qualche imprenditore ha avuto la forza, il coraggio e la lungimiranza di rimanere, qualche altro è tornato per investire nelle produzioni identitarie. Dobbiamo credere nelle nostre capacità, perché ancora una volta abbiamo dimostrato di saper organizzare manifestazioni come quella di Tropea. La Calabria straordinaria si vuole raccontare in maniera diversa: tutti lavorano per raggiungere questo obiettivo, il successo è frutto dell&#8217;impegno collettivo».</p>
<p><strong>Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia</strong>, ha ricordato il fondatore: «Carlo Petrini teneva la verità sempre al centro della tavola. Ha iniziato quarant&#8217;anni fa, quando ha fondato Slow Food in Italia, ha continuato fino a ora, che siamo diventati il movimento globale del cibo. La cercava nelle campagne, nei piatti e nelle cucine: la verità sgorgava dalle sue parole. E allora lo diciamo stasera, avviando ufficialmente il viaggio verso Terra Madre 2026 da Tropea: il futuro del nostro Paese e dell&#8217;umanità passa dalla capacità di cambiare prospettiva e scegliere di attribuire un valore invece di un prezzo. Il cibo, diritto universale perché semplicemente senza cibo si muore, non può essere trattato come ogni altra merce. Un sistema alimentare buono pulito e giusto implica un governo etico che passa da sovranità alimentare, sicurezza, accesso, qualità, sostenibilità e che non lascia spazio allo sfruttamento e al sacrificio di schiavi moderni sull&#8217;altare del prezzo basso. Lo faremo ancora invitando migliaia di attivisti, esperti, produttori e cuochi a Torino, dal 24 al 27 settembre per Terra Madre Salone del Gusto».  Il prossimo appuntamento è quindi nelle vie e nelle piazze del centro di <strong>Torino, dal 24 al 27 settembre </strong>con<strong> Terra Madre Salone del Gusto 2026</strong>, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari.</p>
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		<item>
		<title>I caprini d&#8217;Aspromonte diventano Presidio Slow Food</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-caprini-daspromonte-diventano-presidio-slow-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 08:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Aspromonte, il massiccio montuoso più a sud dell&#8217;Italia continentale, è un territorio estremamente variegato: lo è come altitudine – dalle coste si erge fino a sfiorare i duemila metri – e lo è come clima, con differenze significative da un versante all&#8217;altro. Una varietà che si nota anche nell&#8217;alternanza degli ambienti che si incontrano: dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Aspromonte, il massiccio montuoso più a sud dell&#8217;Italia continentale, è un territorio estremamente variegato: lo è come altitudine – dalle coste si erge fino a sfiorare i duemila metri – e lo è come clima, con differenze significative da un versante all&#8217;altro. Una varietà che si nota anche nell&#8217;alternanza degli ambienti che si incontrano: dalla macchia mediterranea ai lecci, dai boschi di castagni alle praterie destinate al pascolo. Un territorio «selvaggio e rustico», per usare le parole di Mariella Crucitti, responsabile Slow Food del nuovo Presidio Slow Food dei caprini d&#8217;Aspromonte, «ma che conserva preziose testimonianze di tradizioni gastronomiche e artigianali».<br />
L&#8217;allevamento è una di queste. La capra d&#8217;Aspromonte, spiega Francesco Saccà, allevatore e casaro, referente dei tre produttori che aderiscono al progetto, è un animale rustico e resistente, ben adattato a sopravvivere con quel poco che la natura gli mette a disposizione. «La capra d&#8217;Aspromonte è iscritta al registro anagrafico delle razze autoctone ed è a rischio di estinzione, anche perché produce poco latte rispetto ad altre capre: circa un litro al giorno, ma con il pregio di essere molto ricco e proteico». Il Presidio Slow Food nasce sì per tutelare e promuovere i formaggi caprini, ma nell&#8217;ottica di valorizzare l&#8217;intero ecosistema montano. «I pascoli che abbiamo qua non sono come quelli alpini, verdi e ricchi: sul lato reggino sono secchi e brulli, mentre le precipitazioni tendono a concentrarsi sul lato tirrenico – aggiunge –. E sul versante ionico la conformazione è ancora differente, con una montagna che degrada più dolcemente: sono tutti pascoli spontanei, ma molto differenti gli uni dagli altri». E diversi lo sono, inevitabilmente, anche i formaggi: «Si tratta in ogni caso di caci a latte crudo, ma non esiste una ricetta unica. Ogni azienda lavora il latte rispettando la tradizione del proprio luogo». </p>
<p>All&#8217;interno del Presidio Slow Food dei caprini d&#8217;Aspromonte, il cui areale comprende i comuni montani del Parco nazionale dell&#8217;Aspromonte, rientrano quindi produzioni diverse: dalla ricotta ai formaggi freschi, fino alle tome. Di norma, il procedimento prevede che si scaldi il latte crudo appena munto e si aggiunga caglio di capretto. Poi, dopo la coagulazione, si rompe la cagliata in modo più o meno fine a seconda del risultato desiderato, si sistema in fuscelle di giunco o di plastica e si pressa a mano. Alcune forme, specialmente se di peso superiore ai tre chili, possono venire anche stagionate per diversi mesi, talvolta oltre un anno.<br />
Un capitolo a parte, aggiunge Saccà, lo merita la musulupa, già presente sull&#8217;Arca del Gusto di Slow Food: «Si tratta di un formaggio fresco, pressato in stampi di gelso nero di forme che richiamano la figura femminile. Ha una tradizione lunghissima legata alla cultura locale di origine greco-albanese: tradizionalmente veniva preparata nei giorni di Pasqua e si donava alla donna amata come augurio di fertilità». </p>
<p><strong>Il progetto Presidiamo la Calabria</strong><br />
«Diventare Presidio Slow Food è sempre una soddisfazione – aggiunge Alberto Carpino, responsabile del progetto Presìdi Slow Food in Calabria – e in questo caso lo è in modo particolare perché riguarda una delle uniche due razze caprine autoctone calabresi, insieme alla Nicastrese (già sull&#8217;Arca del Gusto, ndr). Ogni Presidio porta sviluppo in territori marginali e aiuta a contenere lo spopolamento, che non rappresenta un destino ineluttabile per questa regione e per le aree interne d&#8217;Italia».<br />
Proprio tutelare le piccole produzioni alimentari di qualità è lo scopo del progetto regionale &#8220;Presidiamo la Calabria&#8221;, che prevede l&#8217;avvio di sei Presìdi Slow Food e la catalogazione di dieci prodotti dell&#8217;Arca del Gusto. Il progetto, di cui il Presidio Slow Food dei caprini d&#8217;Aspromonte rappresenta il primo tassello, è a cura di Slow Food Italia e Slow Food Calabria, sostenuto dall&#8217;assessorato all&#8217;Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria, attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 21-27. «La Calabria, con la sua straordinaria biodiversità, ha tanto da offrire in termini di eccellenze e qualità agroalimentare – sottolinea l&#8217;assessore ad Agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione della Regione Calabria, Gianluca Gallo – e l&#8217;avvio del Presidio Slow Food dei caprini d&#8217;Aspromonte ne è una concreta testimonianza».<br />
La prima occasione in cui il pubblico ha potuto conoscere e degustare i formaggi caprini d&#8217;Aspromonte è stata a Cheese, il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo che si è svolto a Bra a fine settembre: «Sono stati giorni emozionanti e carichi di entusiasmo – ricorda Crucitti –. Ai produttori, arrivati in Piemonte dalla Calabria, ho visto scendere alcune lacrime. Ora però comincia una nuova e impegnativa fase, anche per ampliare la platea di produttori. I segnali positivi ci sono, compresi alcuni giovani volenterosi di intraprendere questo percorso di crescita insieme a Slow Food».</p>
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		<title>Pruna di frati di Terranova e piparelle di Villa San Giovanni sono nuovi presidi &#8216;Slow Food&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pruna-di-frati-di-terranova-e-piparelle-di-villa-san-giovanni-sono-nuovi-presidi-slow-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piparelle di Villa San Giovanni (foto a destra) e pruna di frati di Terranova (a sinistra) sono i due prodotti alimentari ritenuti identitari dell’area del reggino che sono entrati nella prestigiosa lista dei presìdi Slow Food. &#8220;Particolarmente rilevante &#8211; informa una nota di Palazzo Alvaro &#8211; è stato il ruolo dell’Ente metropolitano che, grazie al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piparelle di Villa San Giovanni (<em>foto a destra</em>) e pruna di frati di Terranova (<em>a sinistra</em>) sono i due prodotti alimentari ritenuti identitari dell’area del reggino che sono entrati nella prestigiosa lista dei presìdi Slow Food. &#8220;Particolarmente rilevante &#8211; informa una nota di Palazzo Alvaro &#8211; è stato il ruolo dell’Ente metropolitano che, grazie al lavoro portato avanti dal già consigliere metropolitano delegato all’Agricoltura, Giuseppe Giordano, è riuscito a supportare tale richiesta, facendosi promotore istituzionale anche a nome dei produttori. L’attenzione verso le eccellenze del territorio, anche in chiave di promozione turistica ed economica, rientrano nelle linee programmatiche del sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, e su questa linea l’Ente sta svolgendo un proficuo lavoro di promozione e marketing.</p>
<p>I pruna di frati, non è altro che una particolare susina originaria del territorio preaspromontano della Piana di Gioia Tauro, il nome deriva dai monaci benedettini celestini che nel convento di Terranova Sappo Minulio, selezionarono questo frutto, intorno al ‘500. I produttori che aderiscono al presìdio, secondo Slow Food, sono sei, impegnati nella coltivazione di circa 7 ettari di terreno, che comprendono anche i comuni di Molochio e Varapodio.<br />
Per quanto riguarda le Piparelle di Villa San Giovanni, è stata svolta un’attività di riconoscimento del valore storico ed economico di un prodotto dolciario che necessitava di tutela dalle numerose imitazioni. Si tratta di prodotto tradizionale nato grazie all’utilizzo di prodotti quali: mandorle, zucchero, miele, farina di frumento e spezie come cannella e chiodi di garofano e olio essenziale di arancia. Tutti ingredienti tipici dell’area reggina.</p>
<p>Tra gli obiettivi della Città metropolitana quindi quello di dare sostegno a realtà produttive d&#8217;eccellenza del comprensorio, lavorando in stretta sinergia con le condotte Slow food dei territori interessati, promuovendo i marcatori identitari e rilanciando nel contesto nazionale e internazionale i prodotti più apprezzati e ricercati.</p>
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		<item>
		<title>Terra Madre Slow Food 2022: grande successo per le 34 Aziende Calabresi presenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/terra-madre-slow-food-2022-grande-successo-per-le-34-aziende-calabresi-presenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 08:17:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[edizione 2022 di Terra Madre]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Gusto]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Terra Madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande successo per l’agroalimentare calabrese all’edizione 2022 di Terra Madre Salone del Gusto, svoltasi nei giorni scorsi a Torino su iniziativa di Slow Food. Nel corso della manifestazione, all’interno dello stand organizzato dalla Regione Calabria, 34 aziende calabresi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il pubblico di una delle maggiori città d&#8217;Italia nonché con visitatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo per l’agroalimentare calabrese all’<strong>edizione 2022 di Terra Madre</strong> <strong>Salone del Gusto</strong>, svoltasi nei giorni scorsi a Torino su iniziativa di Slow Food. Nel corso della manifestazione, all’interno dello stand organizzato dalla Regione Calabria, <strong>34 aziende calabresi</strong> hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il pubblico di una delle maggiori città d&#8217;Italia nonché con visitatori professionali utili per aprire nuovi spazi di mercato nel corso di un evento fieristico che in cinque giorni ha fatto registrare<strong> oltre 350.000 presenze</strong>.</p>
<p>“<em>La Calabria</em> &#8211; <strong>afferma l’assessore regionale all’Agricoltura</strong>, Gianluca Gallo &#8211; <em>si è presentata a Torino con un trionfo di sapori, odori e colori, in perfetta sintonia con i concetti trainanti di Slow Food: pulito, buono e giusto. Ringrazio i dirigenti e i funzionari del Dipartimento Agricoltura per l’ottimo lavoro svolto. Inoltre</em> – prosegue &#8211; <em>è importante sottolineare il contributo decisivo offerto dai volontari di Slow Food Calabria, che si sono prodigati per promuovere il costante lavoro portato avanti dalle Condotte e dai Presìdi, e con loro anche i Cuochi dell&#8217;Alleanza, che nel rispetto della tradizione e con intelligente vocazione innovativa, hanno saputo trasformare la straordinaria qualità delle materie prime e delle specialità agroalimentari calabresi in gioielli gastronomici”</em>.</p>
<p>Uno scenario impreziosito dalla<strong> presenza di numerosi ospiti</strong>, tra i quali il fondatore di Slow Food, <strong>Carlo Petrini</strong>; la presidente nazionale di Slow Food, <strong>Barbara Nappini</strong>; il direttore generale del Crea, <strong>Stefano Vaccari</strong>; il rettore dell’Università del Gusto di Pollenzo, <strong>Bartolomeo Biolatti</strong>. E ancora il rettore dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria, <strong>Giuseppe Zimbalatti</strong>, e numerose personalità del mondo della scienza, dell&#8217;istruzione, della comunicazione, delle arti, tra cui il regista <strong>Giacomo Triglia</strong>, gli scrittori <strong>Gioacchino Criaco</strong>, <strong>Francesco Cundari</strong>, <strong>Domenico Dara</strong>, <strong>Rosella Postorino</strong>, gli artisti <strong>Peppe Voltarelli</strong>, <strong>Maria Gurnari</strong>, <strong>Manuel Sottile</strong>, <strong>Cosimo Papandrea</strong>, il biologo marino <strong>Silvio Greco</strong>, in qualità di direttore scientifico della scuola di cucina “Uno chef per Elena e Pietro”. “<em>Si è trattato di una partecipazione corale</em> – <strong>aggiunge infine Gallo</strong> –<em> frutto anche delle positive sinergie concretizzatesi con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, i Consorzi di Tutela, i Gal e il Parco Nazionale del Pollino. Una Calabria meravigliosa che si muove finalmente all&#8217;unisono, esaltando le proprie ricchezze ambientali, naturali, paesaggistiche, identitarie e agroalimentari”</em>.</p>
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