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	<title>Simone Del Vecchio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Nov 2024 18:05:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>&#8220;Otto mesi di ricovero dopo cure dentali in Albania&#8221;, storia di Simone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In ospedale da otto mesi per essersi sottoposto a cure dentali in Albania. E&#8217; la terribile storia del 36enne di Barletta, Simone Del Vecchio, di professione web designer, che si è sentito male in una clinica di Tirana. A rendere nota la vicenda il Corriere del Mezzogiorno. In una sola seduta gli hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In ospedale da otto mesi per essersi sottoposto a <strong>cure dentali in Albania</strong>. E&#8217; la terribile storia del 36enne di Barletta, <strong>Simone Del Vecchio</strong>, di professione web designer, che si è sentito male in una clinica di Tirana. A rendere nota la vicenda il <em>Corriere del Mezzogiorno</em>. <strong>In una sola seduta</strong> gli hanno estratto 20 denti su entrambe le arcate, messo un impianto e protesi. <strong>Il giovane ha subito quattro infarti.</strong><br />
I fatti risalgono a marzo. Dopo un periodo di degenza in Albania è stato portato in aeroambulanza a Bari, dove è stato ricoverato al Policlinico, restando in rianimazione per quasi due mesi.  A un certo punto, come ha spiegato il fratello gemello Marco nell&#8217;intervista al quotidiano, Simone si è svegliato ma nel corso del periodo successivo ha dovuto affrontare altre complicanze, compresa un&#8217;infezione. Ora si trova <strong>ricoverato all&#8217;ospedale di San Giovanni Rotondo</strong> per la riabilitazione ma proprio in queste ore è previsto un nuovo intervento chirurgico, come riporta il quotidiano &#8220;questa volta per risolvere una stenosi tracheale che gli toglie il respiro causata probabilmente dalla prolungata intubazione&#8221;. Non è la prima volta che si verificano situazioni simili, anche se non così eclatanti.</p>
<p>La vicenda ha riproposto il tema del cosiddetto<strong> &#8216;turismo dentale&#8217;</strong> cioè la possibilità di curarsi all&#8217;estero a prezzi inferiori e di risolvere tutto in una settimana/dieci giorni, per di più spesso con le spese dell&#8217;ospitalità pagate. Ed è un copione che grosso modo ricalca la vicenda di Simone.  &#8220;Al di là delle situazioni più eclatanti che salgono agli onori delle cronache si riscontra un atteggiamento di aggressività terapeutica finalizzata prevalentemente a fare profitto e non a cercare la salute dei pazienti&#8221; dice all&#8217;Adnkronos Fabio De Pascalis, presidente di Andi (<em>Associazione nazionale dentisti italiani</em>) Bari-Bat. &#8220;I tempi di guarigione biologica sono disattesi completamente perché queste prestazioni complesse vengono eseguite in tempi molto accorciati&#8221;. De Pascalis stigmatizza un atteggiamento da parte di queste strutture che &#8220;<strong>non guarda alla salute orale del paziente ma ad ottenere il maggiore profitto possibile</strong>. In una settimana/dieci giorni si fa tutto: viaggio, estrazione dei denti, impianti, protesi e riabilitazione. Lavori che richiederebbero mesi &#8211; continua &#8211; vengono, invece, fatti in brevissimo tempo. E questo può determinare anche dei problemi che possono manifestarsi non sempre nell&#8217;immediato ma, alcune volte, anche a distanza di tempo: un anno, un anno e mezzo. Se, poi, i pazienti non vengono seguiti dal punto di vista dell&#8217;igiene e delle visite di controllo possono avere dei problemi. E&#8217; quello che riscontriamo spesso&#8221;. Senza considerare le difficoltà di ottenere dei risarcimenti, per la insufficiente responsabilità che si assumerebbero le cliniche, come evidenziato anche dal fratello di Simone nell&#8217;intervista circa le difficoltà nell&#8217;avvio di una azione legale. &#8220;Specialmente nei Paesi extracomunitari &#8211; sottolinea De Pascalis &#8211; si risponde alle norme legislative del posto&#8221;. Non sono previste, insomma, le stesse protezioni in caso di errore. &#8220;Noi siamo obbligati a fare la responsabilità civile professionale proprio a tutela dei cittadini in caso di contenzioso. Non possiamo iscriverci all&#8217;ordine se non abbiamo l&#8217;assicurazione. Fare causa in un paese extracomunitario &#8211; evidenzia il presidente di Andi Bari-Bat &#8211; diventa un problema perché è più difficile accertare una eventuale responsabilità professionale e ottenere i risarcimenti. La commercializzazione della salute non è mai un aspetto positivo in assoluto&#8221;.  Ma come se ne esce, considerati anche i costi per le cure dentali in Italia? &#8220;Noi come Andi stiamo istituendo un fondo sanitario integrativo per l&#8217;assistenza odontoiatrica&#8221;, spiega De Pascalis.</p>
<p>&#8220;Il progetto è molto avanti ed è aperto a tutti i cittadini italiani. Con una quota molto contenuta, il paziente può accedere al fondo e usufruire di alcune prestazioni odontoiatriche, avendo un contributo. E&#8217; un fondo &#8211; afferma &#8211; legato al sistema di prevenzione. E&#8217; virtuoso: chi fa più prevenzione ha maggiore accesso alle cure, in maniera tale da sviluppare anche una sensibilità della cittadinanza alla cura della propria bocca e da non avere problemi più seri che fatti dopo possono comportare costi maggiori. I pazienti sono attratti dai messaggi pubblicitari per cui tutto si risolve in modo veloce, mentre magari qui &#8211; aggiunge &#8211; deve impiegare mesi per curare i denti o mettere quelli nuovi. E così pensa &#8216;pago meno e ho chiuso il cerchio&#8217;. E&#8217; un problema di sensibilizzazione e coscienza perché la cura del cavo orale è una cosa importante. Noi innanzitutto dobbiamo curarli bene. Anche perché siamo soggetti a una responsabilità professionale e di tipo contrattuale secondo la legge Gelli-Bianco. Come liberi professionisti, che sono la maggior parte, ne rispondiamo per 10 anni&#8221;, ricorda De Pascalis. &#8220;Quindi abbiamo il peso di fare bene le cose. Poi è chiaro che non siamo immuni da errori anche in Italia. Ma se si sbaglia, si paga. Per questo giovane, diventerà perfino complesso ricevere un eventuale risarcimento danni&#8221;. Inoltre secondo De Pascalis &#8220;per poter risparmiare dal dentista bisogna fare prevenzione, igiene e controlli e non aspettare di dover intervenire con le cure e gli impianti. Andare dal dentista dopo 30 anni è un disastro. Il fondo di assistenza integrativa di Andi è legato proprio a questo&#8221;.   &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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