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	<title>Sicilia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Sodalizio criminale gestiva l&#8217;esecuzione di appalti pubblici tra Sicilia e Calabria: 12 misure cautelari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella mattinata odierna, nell&#8217;ambito di un&#8217;articolata indagine coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, è stata data esecuzione a un&#8217;ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina. Il provvedimento, emesso all&#8217;esito degli interrogatori preventivi di 16 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-392255-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Appalti-pubblici-tra-Sicilia-e-Calabria-gestiti-da-una-struttura-ombra-operazione-della-Dda-di-Messina_-12-misure-cautelari.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Appalti-pubblici-tra-Sicilia-e-Calabria-gestiti-da-una-struttura-ombra-operazione-della-Dda-di-Messina_-12-misure-cautelari.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Appalti-pubblici-tra-Sicilia-e-Calabria-gestiti-da-una-struttura-ombra-operazione-della-Dda-di-Messina_-12-misure-cautelari.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella mattinata odierna, nell&#8217;ambito di un&#8217;articolata indagine coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, è stata data esecuzione a un&#8217;ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina. Il provvedimento, emesso all&#8217;esito degli interrogatori preventivi di 16 dei 20 soggetti indagati, prevede la custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 6 persone, individuate nei promotori e gestori di fatto del sodalizio criminale; nonché la misura cautelare del divieto temporaneo di contrarre con la Pubblica Amministrazione, nei confronti di altri 6 indagati, imprenditori, allo stato ritenuto concorrenti esterni del medesimo sodalizio criminale. La contestazione riguarda, allo stato, il delitto di &#8220;associazione per delinquere&#8221; finalizzata alla gestione della fase esecutiva di una serie di importanti appalti pubblici, aggiudicati da vari Enti, quali il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), in prevalenza, nonché l&#8217;Ufficio Regionale del Genio Civile Sezione di Trapani, il Comune di Brolo, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, attraverso una vera e propria organizzazione aziendale &#8220;ombra&#8221;, alla quale le imprese, formalmente affidatarie di detti appalti, subappaltavano, illecitamente, la esecuzione di detti lavori o parte di essi, ivi compresi, il reclutamento di manodopera e di mezzi; rimettendone il totale controllo ad un soggetto, già gravato da precedente condanna definitiva per il reato di concorso esterno nell&#8217;associazione mafiosa dei &#8220;barcellonesi&#8221;. Costoro, anche attraverso complessi meccanismi di noleggio delle attrezzature e false fatturazioni, riuscivano a drenare consistenti risorse pubbliche. Sono altresì stati contestati i delitti di intestazione fittizia di imprese, &#8220;sub appalto illecito&#8221; e &#8220;frode nelle pubbliche forniture&#8221; strumentali alla esecuzione del programma dell&#8217;associazione per delinquere; nonché di riciclaggio dei proventi illeciti ricavati.</p>
<p>Le attività investigative traggono origine dalla denuncia presentata, nel novembre 2021, presso una Stazione Carabinieri della provincia di Messina, dal legale rappresentante di un consorzio di imprese, il quale aveva segnalato che, all&#8217;interno di un cantiere pubblico per lavori di risanamento costiero e difesa dell&#8217;erosione, aveva riscontrato l&#8217;anomala e preoccupante presenza di un imprenditore messinese, 61enne (principale indagato), a lui noto per la caratura criminale di tipo mafioso. L&#8217;imprenditore 61enne &#8211; nonostante una pregressa condanna definitiva per concorso esterno in &#8220;associazione di tipo mafioso&#8221;, riferito alla &#8220;famiglia mafiosa dei barcellonesi&#8221; era  stato notato nei luoghi di lavoro in abiti da cantiere, intento a conferire con l&#8217;amministratore di fatto di un&#8217;impresa individuale. Tale segnalazione, rivelatrice del concreto rischio di un&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata tirrenica nel settore degli appalti pubblici, determinava l&#8217;avvio di una complessa attività investigativa, alimentata da intercettazione telefoniche e ambientali, integrata, nel tempo, da una serie di minuziosi accertamenti economico-finanziari e controlli fiscali. Le attività investigative hanno così consentito di documentare l&#8217;esistenza di una stabile organizzazione ombra che, sotto l&#8217;occulta direzione del medesimo imprenditore 61enne e grazie alla compiacenza di imprenditori esterni, aveva assunto il controllo esecutivo di varie commesse pubbliche, tra cui i lavori per:<br />
&#8211; la sistemazione idraulica del canale di scolo delle acque meteoriche del Torrente &#8220;Pozzo&#8221;, ubicato a Brolo (ME);<br />
&#8211; la manutenzione degli impianti elettrici e di illuminazione, nonché delle cabine elettriche presenti lungo le autostrade A/18 &#8220;Messina &#8211; Catania&#8221; (nei tratti da Siracusa a Gela, nonché da Messina a Catania) e A/20 &#8220;Messina &#8211; Palermo&#8221; (da Palermo a Villafranca);<br />
&#8211; la manutenzione di alcuni cavalcavia presenti lungo l&#8217;autostrada A/18 &#8220;Messina &#8211; Catania&#8221;;<br />
&#8211; la pulitura e il miglioramento idraulico di un tratto del fiume &#8220;Belice&#8221;, ubicato a Partanna (TP), in Contrada &#8220;Passo Impero&#8221;;<br />
&#8211; le opere finalizzate all&#8217;abbattimento dei consumi energetici del Centro Direzionale di Reggio Calabria.<br />
Infatti, il gruppo criminale aggirava sistematicamente l&#8217;obbligo di autorizzazione delle stazioni appaltanti, avvalendosi di noli di comodo e subappalti illeciti riferiti alle citate opere. Inoltre, nei cantieri autostradali gestiti di fatto dal sodalizio criminoso, sono state accertate varie condotte fraudolente pericolose per la sicurezza pubblica, tra cui l&#8217;installazione nelle gallerie di impianti di illuminazione non conformi rispetto a quanto previsto nel capitolato d&#8217;appalto e l&#8217;impiego, sui cavalcavia, di impermeabilizzanti scadenti e non accettati dalla Direzione dei lavori; nonché l&#8217;impiego sistematico di manodopera irregolare.</p>
<p>Nell&#8217;ambito di tali condotte delittuose, l&#8217;organizzazione criminale -al fine di occultare la provenienza illecita del denaro drenato dalle commesse pubbliche- si avvaleva anche di un circuito di autoriciclaggio, basato su una serie di fatture fittizie, emesse dal gestore di una stazione di servizio per operazioni di forniture di carburante inesistenti. Le ditte compiacenti disponevano bonifici tracciati a favore del distributore, simulando l&#8217;approvvigionamento di carburante per i mezzi d&#8217;opera; dopo di che, una volta ricevuto l&#8217;accredito, il gestore del distributore restituiva in contanti la somma, decurtata di una provvigione, mentre i vertici del sodalizio, che avevano ricevuto il denaro, lo reimpiegavano anche per pagare in nero le maestranze e i collaboratori. Il flusso finanziario fittizio accertato ammonta a circa 377.000 euro. Quanto sopra, ai fini dell&#8217;esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell&#8217;interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione dell&#8217;attua/e fase delle indagini preliminari, che ha una funzione preparatoria del processo. Si precisa altresì gli indagati sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese, davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell&#8217;assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi indagati. Così come va precisato che la ordinanza cautelare degli arresti domiciliari e quella interdittiva che impedisce di contrarre con la Pubblica Amministrazione a carico degli imprenditori, oggi eseguita, è soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione davanti ad organi giudicanti collegiali, che, nel contraddittorio fra le parti, potrebbero anche non condividere la decisione del GIP e disporre l&#8217;annullamento della misura stessa ovvero la sua sostituzione con altre misure meno afflittive.</p>
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		<title>VIDEO-Traffico internazionale di droga: 15 arresti tra Sicilia-Calabria-Toscana-Puglia e Malta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:23:47 +0000</pubDate>
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<p>Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i finanzieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 indagati, con 15 arresti in carcere tra Italia e Malta, per i reati di traffico organizzato e spaccio di sostanze stupefacenti, minacce e detenzione abusiva di armi, aggravati dalla transnazionalità e dall’agevolazione mafiosa dei clan Cappello-Bonaccorsi e Santa Panagia. L’operazione, eseguita nelle province di Catania, <strong>Cosenza</strong>, Lecce, Prato, <strong>Reggio Calabria</strong>, Siracusa e a Malta tramite mandato di arresto europeo, ha portato anche al sequestro preventivo di beni per circa 700mila euro, tra disponibilità liquide, 13 veicoli, 10 immobili e un’attività commerciale nel settore della somministrazione di alimenti e bevande. Le indagini, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania attraverso intercettazioni, videosorveglianza e attività investigative tradizionali, hanno consentito di ricostruire l’esistenza di un’associazione dedita al traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana, operativa tra la Sicilia e Malta.</p>
<p>Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe operato nella piena consapevolezza di favorire il clan Cappello-Bonaccorsi, garantendo anche il sostegno economico agli affiliati detenuti. Sarebbe inoltre emerso il coinvolgimento dell’organizzazione nel rifornimento del gruppo “Borgata” del clan siracusano Santa Panagia, utilizzando persino il carcere come base per impartire direttive operative. Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati complessivamente circa 25 chilogrammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana, con l’arresto in flagranza di quattro persone.</p>
<p>Tra gli episodi contestati figura anche il tentativo di recuperare in mare, al largo delle coste catanesi, un carico di circa 2 tonnellate di cocaina, destinato alla Calabria e già individuato e sequestrato in precedenza dalla Guardia di Finanza. Secondo l’ipotesi investigativa, il recupero sarebbe stato commissionato da soggetti riconducibili alla criminalità organizzata calabrese. L’operazione ha impegnato circa 110 finanzieri, con il supporto delle unità cinofile, dei reparti AT-PI, dei mezzi aerei della Guardia di Finanza e dei reparti territoriali coinvolti. Gli arrestati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Catania-Bicocca e Siracusa.</p>
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		<title>VIDEO-Asse della droga tra Sicilia, Calabria, Campania e Lazio: sei misure cautelari dopo blitz a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:15:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-383353-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GdiF-Palermo.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GdiF-Palermo.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/GdiF-Palermo.mp4</a></video></div>
<p>I Finanzieri del Comando Provinciale Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Palermo – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di sei persone gravemente indiziate del delitto di traffico di sostanze stupefacenti. Il provvedimento giunge dall’esito di complesse indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo &#8211; GICO, sotto la direzione della Procura della Repubblica, nei confronti di un gruppo organizzato dedito al traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, operante nella città di Palermo e con pericolose ramificazioni nelle province di Napoli, Roma e Reggio Calabria.</p>
<p>Le investigazioni si sono sviluppate mediante intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e l’esecuzione di numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, e hanno consentito l’individuazione dei canali di approvvigionamento del narcotico da parte dei soggetti palermitani, che acquistavano cocaina in <strong>Calabria</strong> e in Campania e hashish nel Lazio. Nel corso delle attività sono stati pianificati ed eseguiti mirati interventi repressivi culminati complessivamente con l’arresto in flagranza di reato di nove soggetti e il sequestro di circa 80 Kg di sostanza stupefacente.</p>
<p>Gli elementi investigativi raccolti hanno, quindi, permesso di accertare l’inserimento degli indagati nel settore del narcotraffico evidenziando il loro coinvolgimento in numerosi episodi di acquisto e cessione di sostanze stupefacenti. L’odierna attività testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza, nel quadro delle direttive impartite dall’Autorità Giudiziaria, nel contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti, primaria fonte di finanziamento per la criminalità organizzata.</p>
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		<title>VIDEO-NOMI-Traffico droga, spaccio ed estorsioni: Sgominata associazione tra Sicilia e Calabria, sei arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-nomi-traffico-droga-spaccio-ed-estorsioni-sgominata-associazione-tra-sicilia-e-calabria-sei-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 13:22:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sei persone sono state arrestate, con l&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, al termine di una operazione antidroga tra la Sicilia e la Calabria dei Carabinieri della compagnia di Palagonia e dei comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria.  Nei loro confronti è stata eseguita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-382204-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/CC-Arresti-Sicilia-Calabria.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/CC-Arresti-Sicilia-Calabria.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/CC-Arresti-Sicilia-Calabria.mp4</a></video></div>
<p>Sei persone sono state arrestate, con l&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, al termine di una operazione antidroga tra la Sicilia e la Calabria dei Carabinieri della compagnia di Palagonia e dei comandi provinciali di Catania e <strong>Reggio Calabria.  </strong>Nei loro confronti è stata eseguita un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip etneo su richiesta della locale Dda. Tra gli arrestati c&#8217;è anche Antonino Apa, 49 anni, residente a Rosarno (RC), imparentato con esponenti della cosca Pesce di Rosarno ma ritenuto appartenente alla &#8216;ndrina Bellocco, che avrebbe garantito la stabile fornitura di ingenti quantitativi di cocaina. Oltre ad Arpa sono stati arrestati Filippo Brancato, 57 anni, Salvatore Brancato, 36 anni, Angelo Criscione, 28 anni, Francesco Antonio Gulizia, di 45 anni, e Giuseppe Pillirone, 41 anni.</p>
<p>Contestualmente, nei confronti di altri 19 indagati, la Procura di Catania ha emesso un &#8216;avviso di conclusione delle indagini preliminari per traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l&#8217;accusa, i sei arrestati avrebbero gestito un&#8217;associazione un traffico di cocaina, hashish e marijuana provenienti dalla Calabria e destinate ad alimentare i mercati dello spaccio a Palagonia, Ramacca, Scordia, Caltagirone e Gela, con l&#8217;obiettivo di acquisire il controllo del mercato degli stupefacenti in queste aree. Dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e condotte dalla compagnia carabinieri di Palagonia tra il 2023 e il 2024, hanno consentito di ricostruire la struttura dell&#8217;organizzazione, i ruoli dei singoli associati e le modalità di approvvigionamento, trasporto e distribuzione della droga che veniva venduta &#8220;all&#8217;ingrosso&#8221; a pusher e a gruppi criminali.<br />
Dall&#8217;inchiesta sono emerse anche estorsioni finalizzate al recupero dei crediti, per droga non pagata, con minacce e violenze nei confronti degli acquirenti &#8216;morosi&#8217;. Duranti le fasi delle indagini, avviate nel 2023, i carabinieri hanno arrestato in arresto in flagranza 11 persone e sequestrato due chilogrammi di cocaina, 21 chilogrammi di marijuana e più di 2 chilogrammi di hashish e una pistola con matricola abrasa. Contestualmente all&#8217;esecuzione delle misure cautelari personali, è stata data esecuzione anche a sequestri preventivi di beni per 163 mila euro.</p>
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		<title>Caro carburante, i pescatori siciliani e calabresi: “Pronti a bloccare lo Stretto di Messina”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L’associazione pescatori marittimi professionali in sintonia con la federazione armatori siciliani oggi pomeriggio avrà un’assemblea a porte chiuse, nel Siracusano, per stabilire le modalità di protesta contro il caro carburanti. Al vaglio c’è il blocco dello Stretto di Messina, il primo maggio prossimo, con tanti pescherecci provenienti da tutte le marinerie, siciliane e calabresi”. Lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>L’associazione pescatori marittimi professionali in sintonia con la federazione armatori siciliani oggi pomeriggio avrà un’assemblea a porte chiuse, nel Siracusano, per stabilire le modalità di protesta contro il caro carburanti. Al vaglio c’è il blocco dello Stretto di Messina, il primo maggio prossimo, con tanti pescherecci provenienti da tutte le marinerie, siciliane e calabresi”. </em>Lo ha detto Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani (Fas) spiegando che l’iniziativa servirà a “<em>far sentire la nostra voce al governo Meloni che quando era all’opposizione diceva di impegnarsi per le accise, per il caro carburanti e per tanto altro, mentre oggi non ha fatto niente né per gli utenti né, tanto meno, per le categorie produttive”.</em></p>
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<p>“I<em>l comparto pesca – </em>spiega Micalizzi<em> – chiede un intervento immediato del governo per mettere un tetto massimo al prezzo del diesel. Senza questo si corre il rischio di licenziamento dei dipendenti degli armatori e che barche possano essere messe in vendita oppure avviate alla demolizione. </em></p>
<p><em>Qualcuno degli associati addirittura –</em> rivela il presidente della Fas<em> – ha avanzato la possibilità di cambiare bandiera ed ‘iscrivere’ le barche o a Malta o addirittura in Tunisia dove i pescherecci pagano il carburante 30 centesimi al litro”.</em></p>
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		<title>Tredici cadaveri recuperati in 14 giorni nel mare di Sicilia e Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tredici-cadaveri-recuperati-in-14-giorni-nel-mare-di-sicilia-e-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 17:29:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono già 13 i cadaveri di possibili migranti annegati recuperati in mare nelle ultime due settimane di fronte le coste siciliane e calabresi. In alcuni casi già in stato di decomposizione. L&#8217;ultimo, ieri, sulla spiaggia di Torrazza, a Petrosino, comune a metà strada tra Marsala e Mazara del Vallo. Due giorni fa, invece, al tramonto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono già 13 i cadaveri di possibili migranti annegati recuperati in mare nelle ultime due settimane di fronte le coste siciliane e calabresi. In alcuni casi già in stato di decomposizione. L&#8217;ultimo, ieri, sulla spiaggia di Torrazza, a Petrosino, comune a metà strada tra Marsala e Mazara del Vallo. Due giorni fa, invece, al tramonto, un altro nel mare di San Vito Lo Capo (Trapani). </p>
<p>A notarlo è stato un pescatore che con la sua imbarcazione stava esplorando la costa per la prima battuta di pesca dopo giorni di bufera. E martedì sera, un altro di fronte Custonaci, sempre nel Trapanese. Andando ancora a ritroso, nella mattinata di domenica 15 febbraio, un altro di fronte la costa meridionale di Marsala: un uomo con giubbotto salvagente. Poi, altri cinque corpi senza vita, nel giro di pochi giorni, al largo dell&#8217;isola di Pantelleria. E lo scorso 5 febbraio, un altro corpo senza era emerso vicino l&#8217;isola della Colombia, di fronte il porto di Trapani. </p>
<p>Altri tre cadaveri sulle coste tirreniche del <strong>Vibonese</strong> e del <strong>Cosentino</strong>. Tutti possibili migranti annegati per il naufragio dei loro barconi a causa del maltempo (<em>tra il 18 e il 21 gennaio anche il violento ciclone &#8220;Harry&#8221;</em>), quasi sempre impossibile da identificare perché in stato di decomposizione o con parti del corpo divorate dai pesci. Spesso non si riesce a distinguere neppure il sesso.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Studio scientifico: i Bronzi di Riace per due millenni non sono stati nel mare della Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/studio-scientifico-i-bronzi-di-riace-per-due-millenni-non-sono-stati-nel-mare-della-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 08:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Bronzi di Riace sarebbero stati per due millenni in fondali differenti da quelli calabresi di Riace. Lo proverebbe uno studio multidisciplinare pubblicato su Italian journal of Geosciences, rivista scientifica internazionale della Società geologica italiana. Si tratterebbe di un ulteriore tassello alla cosiddetta &#8220;ipotesi siciliana&#8221; lanciata negli anni &#8217;80 dall&#8217;archeologo americano Robert Ross Holloway, secondo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Bronzi di Riace sarebbero stati per due millenni in fondali differenti da quelli calabresi di Riace. Lo proverebbe uno<br />
studio multidisciplinare pubblicato su Italian journal of Geosciences, rivista scientifica internazionale della Società geologica italiana.  Si tratterebbe di un ulteriore tassello alla cosiddetta &#8220;ipotesi siciliana&#8221; lanciata negli anni &#8217;80 dall&#8217;archeologo americano Robert Ross Holloway, secondo il quale i Bronzi sarebbero stati ritrovati nel mare della Sicilia, dove dovettero affondare durante i trafugamenti dei romani a Siracusa nel 212 a.C. La tesi più accreditata, seguendo questa ipotesi, è che sarebbero stati nascosti da archeotrafficanti nei fondali di Riace in Calabria, dove, in attesa di essere venduti all&#8217;estero, vennero scoperti.</p>
<p>Oggi il lavoro scientifico, al quale hanno partecipato 15 studiosi, tra geologi, archeologi, storici, paleontologi, biologi marini, esperti di leghe metalliche e di archeologia subacquea, molti dei quali ricoprono l&#8217;incarico di professori ordinari o associati presso sei università italiane, Catania, Ferrara, Cagliari, Bari, Pavia e Reggio Calabria, porterebbe una novità: lo studio dell&#8217;originaria giacitura sottomarina delle statue, in particolare le patine di alterazione e il biota marino che si è insediato sulla loro superficie.<br />
Lo studio ha mostrato come i segni della giacitura delle due statue nei bassi fondali di Riace (8 metri) risalirebbero a pochi mesi prima del loro ritrovamento (agosto 1972). Di contro, la presenza di &#8220;serpulidi circalitorali, di croste di coralligeno e di patine di solfuro di rame&#8221;, tipiche di ambienti scarsamente illuminati e fortemente anaerobi (compresi tra i 70 e i 90 metri di profondità) proverebbero che le statue dovettero giacere per oltre due millenni in fondali ben differenti da quelli di Riace, molto più profondi e compatibili con quelli della costa ionica siciliana di Brucoli.</p>
<p>&#8220;La più grande novità di questa ricerca &#8211; affermano lo studioso Anselmo Madeddu ed il professor Rosolino Cirrincione, geologo dell&#8217;Università di Catania &#8211; è quella che si tratta del primo lavoro scientifico che integra in un&#8217;unica proposta interpretativa sia i nuovi dati emersi dalla ricerca sia quelli derivanti dalla revisione critica delle più solide evidenze scientifiche già esistenti, attraverso un approccio multidisciplinare in grado di restituire una lettura unitaria, coerente e complessiva della storia delle statue&#8221;.</p>
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		<title>Pedopornografia, operazione Polizia postale tra Sicilia e Calabria: tre arresti in flagranza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pedopornografia-operazione-polizia-postale-tra-sicilia-e-calabria-tre-arresti-in-flagranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 07:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque persone indagate, di cui tre arrestate in flagranza di reato e due denunciate in stato di libertà, e numerosi dispositivi informatici sequestrati. E&#8217; questo il bilancio l&#8217;esito di una complessa operazione coordinata dalla Procura distrettuale di Catania. Durante l&#8217;operazione, seguita tra Sicilia e Calabria, gli investigatori hanno sequestrato numerosi dispositivi informatici contenenti decine di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque persone indagate, di cui tre arrestate in flagranza di reato e due denunciate in stato di libertà, e numerosi dispositivi informatici sequestrati. E&#8217; questo il bilancio l&#8217;esito di una complessa operazione coordinata dalla Procura distrettuale di Catania. Durante l&#8217;operazione, seguita tra Sicilia e Calabria, gli investigatori hanno sequestrato numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali.</p>
<p>Durante le operazioni, all&#8217;interno dei dispositivi in uso a tre indagati è stato rinvenuto un ingente quantitativo di immagini e video pedopornografici, circostanza che ha determinato il loro arresto in flagranza di reato, successivamente convalidato del Gip di Siracusa, Ragusa e Caltanissetta, che hanno disposto per loro i domiciliari. I cinque indagati, da considerare innocenti fino a sentenza definitiva, sono di varie estrazioni sociali, impiegati, liberi professionisti, studenti e pensionati, tutti di sesso maschile, alcuni con figli minorenni, con età compresa tra 30 e i 70 anni e sono residenti nelle province di Siracusa, Ragusa, Messina, Caltanissetta e <strong>Reggio Calabria</strong>.</p>
<p>L&#8217;indagine del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale di Catania è stata avviata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del servizio polizia postale che, grazie alla collaborazione con l&#8217;organizzazione no profit Child rescue coalition, ha utilizzato avanzati tool investigativi per geolocalizzare in Sicilia alcuni utilizzatori degli account con i quali erano stati condivisi e scaricati immagini e video di pornografia minorile. Gli approfondimenti investigativi della polizia postale hanno consentito alla Procura di Catania di emettere decreti di perquisizione personale e informatica nei confronti di tutti gli indagati.</p>
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		<title>Villa San Giovanni, pizzicate con oltre 2,5 kg di droga mentre tentano di imbarcarsi per la Sicilia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/villa-san-giovanni-pizzicate-con-oltre-25-kg-di-droga-mentre-tentano-di-imbarcarsi-per-la-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 09:58:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni hanno tratto in arresto due donne, trovate in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti pronte per essere trasportate in Sicilia. L’operazione è scattata nel corso di un servizio mirato di controllo predisposto nei pressi della Stazione Ferroviaria e degli imbarchi dei traghetti, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni hanno tratto in arresto due donne, trovate in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti pronte per essere trasportate in Sicilia. L’operazione è scattata nel corso di un servizio mirato di controllo predisposto nei pressi della Stazione Ferroviaria e degli imbarchi dei traghetti, aree considerate sensibili per traffici illeciti tra Calabria e Sicilia. A insospettire i militari è stato l’atteggiamento circospetto delle due donne, che si muovevano con cautela, mantenendo una distanza studiata e cercando di non attirare l’attenzione. Dopo una breve fase di osservazione, i Carabinieri sono intervenuti, procedendo al controllo e alla successiva perquisizione personale.</p>
<p>La verifica ha portato al sequestro di un panetto di oltre 1 kg di cocaina e oltre 1,5 kg di hashish, suddiviso in 14 panetti. La sostanza era ben occultata negli effetti personali delle due donne, che si accingevano a salire su un traghetto diretto a Messina. Le due donne, al termine delle formalità di rito, sono state tradotte in carcere, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria.</p>
<p>L’attività si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto al traffico di stupefacenti, attuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria lungo l’asse di collegamento tra la Calabria e la Sicilia, con particolare attenzione ai punti nevralgici del trasporto marittimo. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per le due donne vige il principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva.</p>
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		<title>VIDEO-Traffico di migranti dalla Turchia: 15 arresti anche in Calabria e Sicilia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-traffico-di-migranti-dalla-turchia-15-arresti-anche-in-calabria-e-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 12:31:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I poliziotti del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Siracusa, in collaborazione con l’Interpol, col Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e con Europol, hanno eseguito 15 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di un’associazione per delinquere specializzata nel traffico di migranti e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Le indagini sono iniziate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-307477-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Arresti-per-traffico-di-migranti.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Arresti-per-traffico-di-migranti.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Arresti-per-traffico-di-migranti.mp4</a></video></div>
<p>I poliziotti del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Siracusa, in collaborazione con l’Interpol, col Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e con Europol, hanno eseguito 15 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di un’associazione per delinquere specializzata nel traffico di migranti e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Le indagini sono iniziate nel maggio 2022 dopo l’arresto di tre persone, ritenute essere gli skipper di un’imbarcazione a vela con a bordo decine di migranti provenienti dalla Turchia. Grazie all’utilizzo di intercettazioni telefoniche e al monitoraggio delle rotte migratorie illegali, gli investigatori sono riusciti a svelare l’esistenza di una rete internazionale che facilitava l’ingresso di migranti nel territorio italiano.</p>
<p>I criminali reclutavano skipper professionisti che, a bordo di barche a vela di 12/15 metri, salpavano dalle aree costiere delle città turche di Bodrum, Izmir e Marmaris, imbarcando decine di persone, soprattutto donne e bambini e chiedendo fino a 10mila dollari a persona per il viaggio fino alle coste greche e italiane. Sono oltre 30 i viaggi documentati, per un guadagno stimato di circa 30 milioni di euro. Gli arresti sono stati effettuati simultaneamente in diverse nazioni grazie alla stretta sinergia e collaborazione tra la Polizia di Stato e le forze di polizia turche, albanesi, omanite e tedesche.</p>
<p>Secondo stime della Dda della Procura di Catania, realizzate sulla base degli indizi raccolti, l&#8217;organizzazione avrebbe &#8220;favorito l&#8217;ingresso clandestino in Italia di almeno tremila persone a partire dal 2021 a oggi, con introiti stimati, per il sodalizio criminale, di almeno 30 milioni di euro&#8221;. Sono sette le persone fermate e arrestate, mentre otto persone, indagate in territori extra Ue sono sfuggiti all&#8217;esecuzione dell&#8217;ordinanza cautelare emessa dal gip. Tra gli arrestati il presunto capo dell&#8217;organizzazione che è stato catturato a Istanbul dove si era stabilito per eludere un mandato di arresto emesso dall&#8217;Egitto per gli stessi reati contestati adesso, per cui era stato condannato a 10 anni di reclusione. Le indagini erano state avviate dalla Squadra mobile di Siracusa dopo l&#8217;arresto di tre stranieri, ritenuti gli scafisti della barca a vela con a bordo migranti arrivata nel porto commerciale di Augusta. E&#8217; emersa l&#8217;esistenza di una struttura che reclutava skipper professionisti in Egitto, che gestiva la logistica dei migranti provenienti prevalentemente da Medio Oriente e Africa (siriani, afghani e palestinesi) e il loro successivo &#8216;trasporto&#8217; verse le coste italiane a bordo di imbarcazioni a vela appositamente reperite, lunghe 12-15 metri che avrebbero potuto portare 20-25 persone, ma sulle quale venivano stipate un numero di migranti anche 7-8 volte maggiore.</p>
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