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	<title>Senese Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Sep 2026 14:24:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità e Piano di rientro, Senese (Uil Calabria): È giunto il momento di invertire la logica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo diciassette anni segnati da Piani di rientro e gestione commissariale, per la Calabria è urgente invertire prospettiva nella gestione della sanità. Anziché partire dalle risorse disponibili per derivare i servizi che possono essere erogati, è necessario partire dai fabbisogni reali della popolazione per adeguarvi i servizi resi dal sistema sanitario regionale. È questa la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo diciassette anni segnati da Piani di rientro e gestione commissariale, per la Calabria è urgente invertire prospettiva nella gestione della sanità. Anziché partire dalle risorse disponibili per derivare i servizi che possono essere erogati, è necessario partire dai fabbisogni reali della popolazione per adeguarvi i servizi resi dal sistema sanitario regionale. È questa la netta presa di posizione della <strong>UIL Calabria</strong> in merito al Piano di rientro 2026-2028, il primo dopo la revoca del commissariamento sanitario, approvato poche settimane fa dal Consiglio dei ministri. Per la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>, l&#8217;uscita dalla gestione straordinaria deve segnare quindi il superamento di una visione prevalentemente ragionieristica e contabile della sanità: «<em>Il risanamento dei conti è necessario, ma l&#8217;obiettivo finale di qualsiasi intervento sul servizio sanitario deve essere la cura delle persone. Un sistema sanitario pubblico non può essere definito virtuoso se ha solo i conti in ordine. Anzi, i vincoli di bilancio stringenti a cui la Calabria è stata costretta, hanno reso spesso inefficiente la risposta alla domanda di cure e di salute che i calabresi hanno posto. Ciò è inaccettabile</em>».</p>
<p>Il fondamento della posizione espressa dalla UIL Calabria è nella Carta costituzionale e nel diritto alla salute da essa tutelato. In alcuni casi, le azioni previste dal Piano sono definite affidandosi alla scelta di adottare soluzioni già sperimentate positivamente altrove, nonostante “altrove” ci siano condizioni di contesto significativamente differenti rispetto a quelle calabresi. Per Senese, «<em>la Calabria non è un territorio speciale, ma ha esigenze specifiche; condizioni strutturali peculiari; una demografia caratterizzata da una significativa riduzione della popolazione a causa di fenomeni di migrazione costante che producono spopolamento delle aree interne e innalzamento dell’età media regionale. Tali dinamiche, tanto complesse se prese singolarmente, messe assieme determinano fattori la cui incidenza sul fabbisogno sanitario reale è netta e specifica e per questo motivo devono essere tenute debitamente in conto come base per la definizione dell’assetto operativo del sistema sanitario regionale</em>». Secondo dati Eurostat, l’83% dei cittadini UE vive entro 15 minuti di auto da un ospedale (dati 2023). In Calabria, tutte le cinque province sono ben al di sotto della media: Reggio Calabria 73,3%, Catanzaro 71,6%, Crotone 62,5%, Cosenza 59,2% e Vibo Valentia 55%. In totale, la media calabrese è del 65,4%, mentre l’Italia si attesta all’80,5%. Dati preoccupanti che descrivono una regione caratterizzata da criticità infrastrutturali che si ripercuotono sulla salute e quindi sulla qualità della vita dei calabresi.</p>
<p>Su questa base, nasce la proposta della UIL Calabria: quantificare il fabbisogno sanitario reale della regione, utilizzando non soltanto il numero degli abitanti, ma anche l’età della popolazione, le condizioni epidemiologiche, il grado di deprivazione socioeconomica, la dispersione territoriale, la presenza di piccoli Comuni, la viabilità e i tempi effettivi di accesso ai servizi. Lo stesso cambio di metodo deve riguardare il personale. Per questo la UIL Calabria propone che, per ogni Azienda sanitaria, Azienda ospedaliera, rete e struttura programmata, siano resi pubblici almeno tre dati: personale necessario, personale effettivamente disponibile e indice di scopertura, distinguendo medici, infermieri, OSS, tecnici e altre professionalità. «<em>Possiamo costruire nuove strutture e acquistare le migliori tecnologie, ma senza le donne e gli uomini necessari a farle funzionare rischiamo di realizzare soltanto contenitori vuoti</em>», spiega ancora Senese, ponendo anche l’accento sull’importanza di Case e Ospedali di Comunità, la cui efficacia potrà misurarsi solo con il grado di integrazione con i servizi per il territorio, con l’applicazione della telemedicina e la capacità di attivare in maniera capillare l’assistenza domiciliare e i servizi legati ai consultori.</p>
<p>Infine, il tema cardine: il recupero di quanta più ampia parte possibile delle risorse spese dalla Regione per la mobilità passiva. Secondo le previsioni contenute nello stesso Piano, nel triennio 2026-2028 il suo valore tendenziale è pari a circa 410 milioni di euro l&#8217;anno. «<em>Non possiamo limitarci ogni anno a contabilizzare quanti soldi seguono i calabresi che vanno a curarsi fuori regione. Dobbiamo capire per quali prestazioni si parte, dove si concentrano le maggiori criticità e fissare obiettivi annuali e verificabili per recuperare progressivamente in Calabria le prestazioni che il nostro sistema può e deve garantire</em>», annota la segretaria generale della UIL Calabria. Non tutta la mobilità sanitaria può essere considerata sinonimo di inefficienza: esistono centri nazionali di eccellenza e patologie per le quali il ricorso a strutture altamente specializzate è fisiologico. È quindi necessario distinguere la mobilità inevitabile dalla mobilità evitabile, sulla quale concentrare gli interventi. Per questo motivo la UIL chiede trasparenza sui meccanismi di compensazione economica interregionale e attenzione alle conseguenze che ulteriori differenziazioni territoriali future potrebbero determinare nell&#8217;accesso alle cure.</p>
<p>C’è poi il ricorso all’innovazione e all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei processi amministrativi, utile a liberare risorse umane e ridurre i rischi di dispersione di risorse economiche per effetto di errori o frodi. Secondo la UIL, quindi, il vero salto di qualità è nella trasparenza dei dati e nella misurabilità dei risultati. Per questo il sindacato propone la realizzazione di un Cruscotto pubblico della sanità calabrese, accessibile ai cittadini e alle parti sociali, attraverso il quale monitorare periodicamente personale e scoperture, liste d&#8217;attesa, mobilità passiva, LEA, attivazione delle strutture territoriali, tempi dell&#8217;emergenza-urgenza, spesa sanitaria e andamento del debito: «<em>Dobbiamo sapere non solo quanto spendiamo, ma cosa produce quella spesa in termini di salute. E dobbiamo poter verificare, anno dopo anno, se le scelte compiute stanno realmente migliorando la vita dei cittadini</em>». «<em>La vera sfida amministrativa</em> – conclude Senese – <em>è dunque nel recuperare, attraverso innovazione tecnologica, capacità di analisi preventiva e trasparenza, le risorse necessarie ad adeguare l’intera offerta sanitaria regionale alle vere esigenze di salute dei cittadini calabresi, sulla base di dati demografici ed epidemiologici che guidino le scelte partendo un profilo sanitario e non dai vincoli di bilancio</em>».</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, Senese (UIL): Quindici morti in sei mesi, la Calabria continua a contare le sue vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>«<em>Un altro decesso sul luogo di lavoro, il quindicesimo in Calabria nei primi sei mesi dell&#8217;anno, non è soltanto un numero che aggrava un bilancio già drammatico. È la dimostrazione che, nonostante le troppe vite spezzate, la Calabria e il legislatore nazionale non abbiano ancora assunto la sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta. È necessario intervenire con decisione sul sistema della formazione e, soprattutto, sull&#8217;effettività dei controlli circa l’applicazione delle norme di sicurezza nelle aziende</em>». È l&#8217;amara analisi della segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>, all&#8217;indomani della morte di <strong>Michele Rago</strong>, l’operaio di appena 23 anni deceduto mentre effettuava un intervento di manutenzione su una pala eolica a Mongrassano. Secondo la UIL Calabria, oltre alla drammatica sequenza di tragedie, pesa il fatto che agli impegni assunti non abbiano fatto seguito azioni concrete. Dopo la convocazione del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, avvenuta nei mesi scorsi, non si è avuta notizia di ulteriori convocazioni né dell&#8217;attivazione di quel monitoraggio permanente che la UIL chiede da anni.</p>
<p>Quel Comitato avrebbe dovuto rappresentare il luogo nel quale analizzare con continuità i dati regionali sugli infortuni e sulle malattie professionali, confrontandoli con gli esiti delle attività ispettive, individuare i comparti più esposti al rischio, programmare interventi mirati e verificarne i risultati. E avrebbe dovuto affrontare uno dei temi più urgenti: la realizzazione di un portale regionale unico della formazione, capace di certificare digitalmente ogni percorso formativo e rendere ogni attestato immediatamente consultabile e verificabile durante le attività ispettive. Di tutto questo, ad oggi, non vi è alcuna evidenza, nonostante le ripetute richieste avanzate da chi il mondo del lavoro lo rappresenta e lo vive quotidianamente.</p>
<p>«<em>Ciò che è avvenuto a Mongrassano impone una riflessione ancora più profonda. Mi auguro che quel lavoratore, così giovane, fosse stato adeguatamente formato prima di essere mandato a operare a sessanta o settanta metri di altezza, in un&#8217;attività tanto delicata quanto pericolosa. Ancora una volta emergono le due grandi priorità che la UIL sostiene da sempre: investire seriamente nella formazione e garantire controlli capillari, frequenti e puntuali. Non possiamo continuare a contare i morti sul lavoro senza assumere decisioni forti. E le prime a pretendere regole rispettate dovrebbero essere proprio le imprese sane, perché chi risparmia sulla sicurezza altera la concorrenza e si costruisce un vantaggio competitivo illecito</em>». Senese torna quindi sul tema del Comitato Regionale di Coordinamento, nato proprio dopo le denunce della UIL sui sette morti registrati nel solo mese di maggio, ma rimasto, nei fatti, privo di sviluppi operativi: «<em>Avevamo accolto con favore la sua istituzione, ma oggi è evidente che non basta convocare un organismo se poi non gli si dà continuità. Occorre attivare subito quel monitoraggio permanente che la UIL propone da anni, con un calendario di incontri, un confronto costante con gli organi ispettivi e obiettivi misurabili, partendo dall&#8217;analisi dei dati sugli infortuni, delle attività di vigilanza e dei settori maggiormente esposti al rischio. Non serve un tavolo di rappresentanza che si riunisca una volta per poi fermarsi. Serve una cabina di regia permanente, capace di trasformare i dati in prevenzione e la prevenzione in vite salvate</em>».</p>
<p>«<em>La Calabria sta affrontando una stagione di investimenti senza precedenti</em> – conclude Senese &#8211;<em>, con cantieri strategici e opere pubbliche diffuse su tutto il territorio. Non possiamo consentire che questa crescita venga pagata con il sangue dei lavoratori. Il Mezzogiorno non può essere considerato un territorio nel quale i diritti valgono meno. Deve diventare il laboratorio della legalità, della sicurezza e del lavoro di qualità. Oggi chi governa e chi ha responsabilità pubbliche è chiamato a una scelta precisa: decidere se la sicurezza dei lavoratori debba essere davvero una priorità oppure continuare a rincorrere le tragedie</em>».</p>
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		<title>Alta Velocità, Senese (Uil): &#8220;L’Europa dimostri attenzione alle infrastrutture calabresi&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alta-velocita-senese-uil-leuropa-dimostri-attenzione-alle-infrastrutture-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«È il momento di capire se l’Europa intenda assumere un impegno vero, formale e vincolante per portare l’Alta Velocità almeno fino a Praia a Mare. La Calabria non può più attendere di essere messa davvero in connessione con il resto del Paese e quindi d’Europa». È quanto afferma la segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>«È il momento di capire se l’Europa intenda assumere un impegno vero, formale e vincolante per portare l’Alta Velocità almeno fino a Praia a Mare. La Calabria non può più attendere di essere messa davvero in connessione con il resto del Paese e quindi d’Europa</em>». È quanto afferma la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese</strong>. «<em>La questione è soprattutto politica</em> – afferma – <em>e richiede un impegno diretto del Governo italiano affinché le istanze di un territorio strategico, che è parte integrante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo, siano portate all’attenzione degli organismi europei. Crediamo sia questo il momento di un’assunzione di responsabilità nazionale, perché senza quel completamento il rischio è che anche questa volta la Calabria resti ai margini delle grandi scelte infrastrutturali del Paese</em>».</p>
<p>I documenti ufficiali, al netto degli impegni già finanziati e dei lavori già in corso, mostrano un quadro ancora segnato da opere in progettazione, lotti di completamento senza copertura piena e tempi lunghi di attivazione. In questo scenario, il tratto fino a Praia a Mare rappresenta uno snodo decisivo per evitare che l’Alta Velocità resti un’infrastruttura incompleta rispetto alle esigenze della regione. «<em>Chiediamo quindi che il Governo apra un confronto con la Commissione europea per verificare la possibilità di utilizzare eventuali residui e fondi Pnrr non spesi dall’Italia per finanziare opere strategiche nel Mezzogiorno. Per di più, in questo caso parliamo di un’opera inclusa nella rete europea TEN-T, nata con l’intento di costruire una rete dei trasporti di alta qualità che garantisca una connettività sostenibile in tutta Europa senza interruzioni. Se esistono margini per una riprogrammazione utile delle risorse, la Calabria deve essere considerata quindi una priorità nazionale, a partire dall’Alta Velocità fino a Praia a Mare</em>», ha aggiunto Senese.</p>
<p>«<em>La Calabria</em> – ha concluso la segretaria generale &#8211; <em>ha oggi una funzione strategica che nessuno può più far finta di non vedere. Lo è per la sua posizione nel Mediterraneo, per il rapporto con la Sicilia, per il sistema dei corridoi logistici e per il ruolo del porto di Gioia Tauro, ormai consolidato come primo porto italiano e tra i primi in Europa per transhipment. Sarebbe miope continuare a considerare queste opere come un tema locale o territoriale: stiamo parlando di infrastrutture che riguardano direttamente la competitività dell’Italia e la sua proiezione europea e mediterranea</em>».</p>
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		<title>VIDEO-Congresso regionale Uil Calabria: partire da contrattazione collettiva e dialogo sociale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-congresso-regionale-uil-calabria-partire-da-contrattazione-collettiva-e-dialogo-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Emergenza caporalato? Permettetemi di dire che rimane un&#8217;emergenza mafia. La mafia pakistana secondo voi viene qui, in Calabria, e gestisce la tratta degli schiavi? Perché di questo si tratta, non è caporalato, quella è tratta degli schiavi&#8220;. A dirlo il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, oggi a Maierato (Vibo Valentia) per il congresso regionale [&#8230;]</p>
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<p>&#8220;<em>Emergenza caporalato? Permettetemi di dire che rimane un&#8217;emergenza mafia. La mafia pakistana secondo voi viene qui, in Calabria, e gestisce la tratta degli schiavi? Perché di questo si tratta, non è caporalato, quella è tratta degli schiavi</em>&#8220;. A dirlo il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri, oggi a Maierato (Vibo Valentia) per il congresso regionale del sindacato, in merito a quanto avvenuto a Amendolara con i quattro braccianti bruciati vivi da due presunti caporali pakistani. &#8220;<em>C&#8217;è un tema di sfruttamento di lavoratori e lavoratrici, spesso migranti, spesso irregolari e &#8211; </em>ha aggiunto Bombardieri <em>&#8211; c&#8217;è un tema che riguarda il caporalato da combattere. Quando maturano i pomodori, le fragole, lo sappiamo tutti, quindi bisogna aumentare i controlli in quei periodi. E poi bisogna avere il coraggio, tutti insieme, di dire che quei fenomeni non sono gestiti dalla mafia pakistana, ma probabilmente dalla mafia calabrese&#8221;.</em></p>
</div>
</div>
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<div dir="auto">&#8220;<em>Non abbiamo scelto a caso lo slogan &#8220;Il lavoro cambia, i diritti restano: l&#8217;intelligenza artificiale al servizio delle persone&#8221;. Noi siamo sempre stati un sindacato molto aperto all&#8217;innovazione, nella consapevolezza che i grandi cambiamenti devono essere accompagnati, governati, monitorati, senza perdere la centralità della persona, del lavoro e della dignità di chi lavora&#8221;</em>. Lo ha detto Mariaelena Senese introducendo i lavori del XIII congresso regionale della UIL Calabria.<br />
La segretaria regionale del sindacato calabrese ha centrato parte del suo intervento sul rapporto tra occupazione, qualità del lavoro e intelligenza artificiale: &#8220;<em>Quando parliamo di intelligenza artificiale molto spesso sentiamo parlare di aumento della produttività e noi ci chiediamo di che stiamo parlando? Di una produttività che migliorerà la qualità del lavoro, che migliorerà i salari dei lavoratori, che migliorerà le condizioni di sicurezza del lavoro. Certo, l&#8217;intelligenza artificiale è una grande opportunità, ma va comunque guidata dalla mano e dal pensiero dell&#8217;uomo.  È chiaro che l&#8217;uomo non può competere con la velocità, di certo non una velocità diciamo nell&#8217;elaborazione di dati nel fare previsioni ma non dobbiamo perdere di vista la sensibilità umana la coscienza, la coscienza e soprattutto il pensiero critico. Quindi è un&#8217;intelligenza artificiale che deve essere accompagnata, che deve essere monitorata. Gli strumenti noi ce li abbiamo e sono chiari&#8221;</em>.<br />
Così, Senese è passata dall&#8217;analisi alla proposta: &#8220;<em>Partiamo dalla contrattazione collettiva e dal dialogo sociale. Oggi parleremo di lavoro e di giovani. Dai dati diciamo dagli ultimi dati dall&#8217;ultimo rapporto della Banca d&#8217;Italia è emersa sicuramente una vivacità, un dinamismo dell&#8217;economia calabrese che giudichiamo positivo. Ma quei numeri vanno letti bene: c&#8217;è un numero che richiamiamo in maniera particolare che è il reddito pro capite, che in Calabria è di 16.800 euro, ben al di sotto della media nazionale. Abbiamo sentito parlare di aumento del PIL, di aumento dell&#8217;export. C&#8217;è un problema che intanto i nostri giovani continua ad andare via. Vuol dire che in questa regione si investe su settori non determinano crescita, sviluppo, innovazione. Se continuiamo a parlare sempre del settore del turismo che è un settore caratterizzato dalla stagionalità e dalla precarietà, allora la Calabria non partirà mai e non potremo mai parlare di sviluppo reale e strutturale in questo territorio per quanto riguarda i giovani&#8221;</em>.&#8221;La nostra proposta è quindi quella di abbattere l&#8217;Irpef per gli under 35. Per noi il tema salariale va di pari passo con quello legato alla pressione fiscale e oggi lo approfondiremo. Abbiamo fatto un report puntuale su quella che è l&#8217;addizionale Irpef regionale che dell&#8217;1,73% ma abbiamo delle addizionali comunali che rasentano il massimo in tutti i Comuni del territorio calabrese&#8221;. Oltre a un approfondimento sul tema energetico in cui ha indicato l&#8217;investimento di risorse nell&#8217;idroelettrico, Senese si è soffermata sul rapporto tra donne e lavoro in Calabria: <em>&#8220;I dati legati all&#8217;occupazione femminile sono drammatici: parliamo di un 34,9% in Calabria,  ben al di sotto del 51% del nord ma molto al di sotto di quello che richiede l&#8217;Unione europea ovvero del 62%: c&#8217;è molto da fare, quindi, quando si parla di occupazione femminile e sembra strano e anche ridicolo incentivare la natalità se poi non mettiamo le donne nelle condizioni di poter fare figli e di riuscire a conciliare perfettamente la vita con il lavoro&#8221;</em>.</p>
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		<title>Senese (UIL Calabria): Non si può parlare di lavoro dignitoso in una regione dove si continua a morire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 12:14:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giorni, tre morti sul lavoro. Dopo l’operaio 46enne caduto da un ponteggio ad Anoia Superiore, ieri il decesso di operaio 53enne a Francavilla Angitola e stamani quello di un operaio 23enne che lavorava all’allestimento di un lido a Paola: un triste bilancio che è umanamente e socialmente insostenibile. A sottolinearlo è Mariaelena Senese, segretaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre giorni, tre morti sul lavoro. Dopo l’operaio 46enne caduto da un ponteggio ad Anoia Superiore, ieri il decesso di operaio 53enne a Francavilla Angitola e stamani quello di un operaio 23enne che lavorava all’allestimento di un lido a Paola: un triste bilancio che è umanamente e socialmente insostenibile. A sottolinearlo è <strong>Mariaelena Senese</strong>, segretaria generale della UIL Calabria: «<em>Non ci rassegniamo alla logica delle morti bianche come prezzo da pagare. Non possiamo stare in silenzio. E non basta un grido d&#8217;allarme. Serve un processo legislativo serio, responsabile e partecipato. Non vogliamo scorciatoie</em>». Le tre morti sono giunte a poco più di una settimana dalla manifestazione nazionale dei sindacati per la Festa dei Lavoratori. In Calabria, i sindacati avevano scelto di trovarsi nell’area del Porto di Gioia Tauro, a pochi chilometri dalle due morti di questi giorni. Il tema scelto per celebrare il 1° maggio è stato il “Lavoro dignitoso”, un titolo che stride con la dura cronaca di questi giorni: «<em>Non possiamo parlare di lavoro dignitoso</em> — ha commentato Senese — <em>in una regione dove si continua a morire. Abbiamo un problema drammatico e persistente. Si tratta, spesso, di precarietà, di assenza di controlli, di formazione inadeguata, di filiere degli appalti che diventano catene di responsabilità spezzate, dove a rimetterci è sempre l&#8217;anello più debole: il lavoratore</em>».</p>
<p>I dati INAIL elaborati dalla UIL documentano la tendenza: nel 2024 le costruzioni sono il settore con il maggior numero di morti nella Gestione Industria e Servizi in Calabria — 5 decessi su 17, il 29,4% del totale. L&#8217;artigianato nel comparto edilizio concentra il 60% dei morti dell&#8217;intero comparto artigiano. Nel primo trimestre 2026 la regione registra già una crescita degli infortuni dell&#8217;8,5%, quasi il doppio della media nazionale. Il settore è nel pieno dell&#8217;espansione PNRR: in Calabria sono stati sottoscritti 703 contratti d&#8217;appalto per 1 miliardo e 871 milioni di euro, coinvolgendo 271 imprese. Più cantieri aperti, più lavoro — ma non più sicurezza. Al di là dei casi specifici di questi giorni, rileva come la Procura regionale della Corte dei Conti abbia documentato una «<em>alta frequenza di episodi in cui si è accertata la violazione delle regole tecniche, degli obblighi contrattuali e di quelli di vigilanza e controllo in corso d&#8217;opera</em>»: progettazione inadeguata, omessa vigilanza, scarsa qualità dei materiali. Più di recente, la Sezione regionale di controllo ha evidenziato l&#8217;inefficiente utilizzo delle risorse Pnrr e il disallineamento tra i dati dichiarati e le risultanze contabili: «<em>Quello che la Corte dei Conti descrive in termini di danno erariale è lo stesso contesto in cui lavorano e muoiono gli operai </em>&#8211; sottolinea la segretaria generale della UIL Calabria -. <em>Non possiamo più accettare che dietro un appalto pubblico si nasconda una filiera di sfruttamento. Non possiamo più accettare che chi lavora per conto dello Stato non goda delle stesse tutele di chi lavora dentro lo Stato. E non possiamo più accettare che le aziende irresponsabili non paghino mai davvero per i danni che causano</em>». Perciò, le richieste della UIL Calabria sono precise e concrete: si costruisca un sistema ispettivo specializzato, perché non basta aumentare il numero degli ispettori ma gli organi di vigilanza devono essere specializzati nei settori maggiormente colpiti. Il controllo generalista non funziona: «<em>Senza un reale adeguamento delle risorse e dei criteri di programmazione, il sistema ispettivo stesso rischia di diventare insostenibile: il rischio di burnout tra gli operatori è reale e va affrontato</em>», spiega Senese.</p>
<p>Si dia struttura a una formazione certificata e digitale: serve un portale regionale unico che consenta di tracciare ogni percorso formativo e rendere ogni attestato consultabile e verificabile. «<em>Ogni anno troppi lavoratori perdono la vita perché non hanno ricevuto una formazione adeguata o perché i loro attestati sono falsi, compilati solo per accontentare la burocrazia. È ora di dire basta</em>», è il commento della segretaria. Si rendano obbligatorie nelle imprese le più avanzate tecnologie per la sicurezza: è un obbligo morale e civile. Infine, si intervenga finalmente con una riforma degli appalti che vieti il massimo ribasso nei settori ad alto rischio, che imponga la tracciabilità dei subappalti e che limiti le esternalizzazioni selvagge. È la stessa richiesta che la UIL porta avanti a livello nazionale con il Segretario Generale PierPaolo Bombardieri, insieme all&#8217;istituzione di una Procura specializzata per i reati sul lavoro. «<em>Chiediamo, dunque, al presidente Roberto Occhiuto e all&#8217;assessore Giovanni Calabrese di riaprire quel tavolo tecnico regionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro &#8211; conclude Senese -. Un tavolo che non sia di rappresentanza ma un calendario di lavori, con obiettivi misurabili e risorse reali. Il Sud non sia territorio di diritti ridotti, ma laboratorio di legalità e sicurezza. La Calabria sta investendo miliardi. Non può farlo senza rafforzare le tutele della vita di chi quei cantieri li realizza. Chi governa e chi gestisce la cosa pubblica deve scegliere da che parte stare</em>». La UIL Calabria esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime.</p>
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		<title>Senese (Uil): Il territorio calabrese è segnato da criticità persistenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senese-uil-il-territorio-calabrese-e-segnato-da-criticita-persistenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mariaelena Senese, segretaria generale UIL Calabria, intervenendo – stamani – al congresso regionale della FenealUil, ha preso posizione su alcuni dei temi più urgenti per il territorio: housing sociale, Zes Unica del Mezzogiorno, infrastrutture e dissesto idrogeologico. «Le fragilità di questa regione non sono più emergenze temporanee: sono diventate strutturali che segnano in maniera persistente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Mariaelena Senese</strong>, segretaria generale UIL Calabria, intervenendo – stamani – al congresso regionale della FenealUil, ha preso posizione su alcuni dei temi più urgenti per il territorio: housing sociale, Zes Unica del Mezzogiorno, infrastrutture e dissesto idrogeologico. «<em>Le fragilità di questa regione non sono più emergenze temporanee: sono diventate strutturali che segnano in maniera persistente il territorio»</em>, ha esordito Senese, chiarendo da subito il registro del suo intervento — quello di un sindacato che non si limita alla denuncia ma avanza proposte precise e chiede rendiconto delle scelte politiche. Senese ha rivendicato con forza il contributo della UIL nel costruire le condizioni per l&#8217;housing sociale in Calabria: «<em>Su pressione della UIL, il presidente Occhiuto ha portato il fondo disponibile da 54 a 158 milioni di euro. L&#8217;obiettivo non è assistenziale: è offrire ai giovani una scelta reale — restare in Calabria o andare altrove — senza essere costretti a partire per mancanza di condizioni abitative dignitose</em>». La segretaria ha però sottolineato che le risorse da sole non bastano: «<em>Manca ancora una mappatura seria del patrimonio immobiliare esistente sul territorio. Senza una base conoscitiva, qualsiasi intervento rischia di essere inefficace».</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Posizione critica sulla Zona economica speciale Unica per il Mezzogiorno: «<em>Agevolazioni fiscali uguali per tutte le regioni del Sud premiano chi è già forte e penalizzano chi deve recuperare terreno. Un investitore estero, a parità di incentivi fiscali, sceglierà la Campania o la Puglia, dove le infrastrutture ci sono e i servizi funzionano. I numeri lo confermano: in Calabria registriamo 42 autorizzazioni su 865 complessive. Le disparità sul territorio continuano ad aumentare</em>». Quanto ai trasporti e alla mobilità regionale trattati nel Piano approvato lo scorso 13 marzo dalla Giunta regionale, Senese ha sollevato una contraddizione che la UIL non intende lasciar cadere: «<em>Come è possibile che in un piano ventennale da 34 miliardi non siano previste le risorse per trovare il miliardo che manca per portare l&#8217;Alta Velocità fino a Praia a Mare? Quel tratto recupererebbe 33 minuti sulla tratta Roma–Reggio Calabria, d&#8217;accordo, ma oggi quelle risorse non ci sono e non sappiamo se e quando le troveranno». La segretaria ha ricordato che il 91% degli spostamenti in Calabria avviene su gomma, condizione che il Green Paper sulla Povertà dei Trasporti classifica come una necessità coatta: «Il trasporto pubblico locale in Calabria non ha mai funzionato. C&#8217;è ancora moltissimo da fare</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Netto il passaggio sul dissesto: «<em>Nel Fesr 2014-2020 ci sono 620 milioni destinati al dissesto idrogeologico e nel fondo per la mitigazione del rischio 2025 altri 13 milioni stanziati a marzo: vogliamo sapere quando la Regione si metterà nelle condizioni di utilizzarli, prima che arrivi l&#8217;ennesima alluvione</em>». Senese ha poi ricordato che privati e imprese colpiti dai cicloni di gennaio e febbraio scorsi sulla fascia ionica non hanno ancora ricevuto un euro di risarcimento: «<em>Abbiamo visto le passerelle dei politici. La situazione è rimasta statica. C&#8217;è gente che si affaccia alla stagione estiva senza sapere dove mettere le mani</em>». «<em>La UIL</em> — ha concluso Senese — <em>non è disponibile a rimanere spettatore passivo. Il nostro è un confronto serio e propositivo con la Regione, ma pretende risposte all&#8217;altezza dei bisogni di questo territorio</em>». Il congresso si è concluso con la riconferma a segretario regionale FenealUil di <strong>Giacomo Maccarone</strong> e ha visto, tra i relatori il segretario generale FenealUil nazionale, <strong>Mauro Franzolini</strong>, e tra gli ospiti il vicepresidente della Giunta regionale, <strong>Filippo Mancuso</strong>.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-374523" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-scaled.jpg" alt="" width="644" height="429" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-scaled.jpg 2560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-300x200.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-1024x683.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-768x512.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-1536x1024.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-2048x1365.jpg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-630x420.jpg 630w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-696x464.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-1068x712.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Mauro-Franzolini-Congresso_fenealuil_2026_10-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-374524" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-scaled.jpg" alt="" width="646" height="377" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-scaled.jpg 2560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-300x175.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-1024x597.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-768x448.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-1536x896.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-2048x1195.jpg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-720x420.jpg 720w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-696x406.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-1068x623.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/Congresso_fenealuil_2026_7-1920x1120.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
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		<title>Autonomia differenziata, monito UIL e UILFPL Calabria: &#8220;Sanità già in crisi, cosi si rischia il collasso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Bloise]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La sottoscrizione delle pre-intese sull&#8217;autonomia differenziata in materia sanitaria impone una riflessione che la UIL e la UILFPL Calabria non intendono eludere. La nostra posizione è chiara: non si può procedere su questa strada senza prima aver riequilibrato un sistema che già oggi penalizza strutturalmente il Mezzogiorno e la Calabria in particolare&#8221;. È quanto affermano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">&#8220;<em>La sottoscrizione delle pre-intese sull&#8217;autonomia differenziata in materia sanitaria impone una riflessione che la UIL e la UILFPL Calabria non intendono eludere. La nostra posizione è chiara: non si può procedere su questa strada senza prima aver riequilibrato un sistema che già oggi penalizza strutturalmente il Mezzogiorno e la Calabria in particolare&#8221;</em>. È quanto affermano Mariaelena Senese e Walter R.E. Bloise, segretari generali UIL e UILFPL Calabria, in una nota stampa.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Per Senese e Bloise &#8220;<em>i dati parlano da soli. La Calabria registra un saldo passivo di mobilità sanitaria pari a 326,9 milioni di euro l&#8217;anno. E il dato è in crescita. Oltre 40.000 calabresi si ricoverano fuori regione ogni anno. Il Report della Fondazione GIMBE certifica che nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale nazionale ha raggiunto il record storico di 5,15 miliardi di euro, con flussi concentrati specialmente verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La Calabria è tra le regioni che contribuiscono di più a quel dato e tra quelle che ne beneficiano di meno. Dietro questi numeri c&#8217;è un problema di qualità delle cure e fiducia – proseguono Senese e Bloise -. I cittadini calabresi convivono quotidianamente con sistemi di prenotazione inefficienti, tempi d&#8217;attesa insostenibili, presidi ospedalieri difficili da raggiungere, Pronto Soccorso sovraffollati e una riduzione delle Guardie Mediche sul territorio. Il risultato è un servizio alle persone lacunoso e poco efficiente</em>&#8220;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L’allarme dei segretari si concentra anche sugli aspetti di carattere sociale, strettamente connessi alle questioni sanitarie: <em>&#8220;C&#8217;è un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato nel dibattito pubblico: l&#8217;accesso alle cure, in Calabria, è già oggi un percorso a ostacoli, reale e quotidiano. Ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico nel sistema pubblico calabrese significa, nella maggior parte dei casi, attendere mesi, percorrere fino a centinaia di chilometri, fare i conti con strutture sottodimensionate e con un&#8217;offerta sanitaria territoriale sempre più rarefatta. Per molti cittadini, soprattutto anziani, persone sole o residenti nelle aree interne, questo si traduce direttamente in rinuncia alle cure. Chi non può permettersi di rinunciare alle cure, è spesso costretto a partire. Viaggi lunghi, spese di trasporto e alloggio, giorni di lavoro persi, famiglie che si organizzano intorno a un malato lontano: sono costi che lo Stato non contabilizza, ma che ricadono interamente sulle spalle dei calabresi e, in modo sproporzionato, sulle fasce economicamente più fragili. Un meccanismo che, una volta innescato, si autoalimenta: meno pazienti restano, meno risorse rimangono, meno si investe, più è difficile trattenere personale qualificato. Questa condizione non è accettabile oggi e sarà insostenibile domani, se l&#8217;autonomia differenziata dovesse procedere senza adeguate garanzie di riequilibrio. In questo contesto, in Calabria, l&#8217;autonomia differenziata non risolve il problema, ma lo aggrava – </em>spiegano Senese e Bloise<em> -. Consentire alle Regioni già più ricche di trattenere maggiori risorse e competere sul piano salariale significherebbe accelerare la fuga di medici e infermieri dal Sud, aumentare la mobilità passiva e spingere le famiglie meno abbienti a rinunciare alle cure per l&#8217;impossibilità di sostenere i costi — diretti e indiretti — dello spostarsi. Si configurerebbe, nei fatti, una sanità a due livelli: sistemi regionali avanzati al Nord, e contesti sanitari sempre più fragili, incapaci di rispondere ai bisogni reali dei cittadini nel Mezzogiorno. Una prospettiva incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza e con l&#8217;idea stessa di Servizio Sanitario Nazionale&#8221;.</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Da UIL e UILFPL Calabria non arriva solo una denuncia, ma anche una richiesta di interventi mirati e precisi: &#8220;<em>Chiediamo azioni strutturali che puntino a ricostruire la fiducia dei cittadini attraverso trasparenza e riduzione delle liste d&#8217;attesa; ad investire in poli di eccellenza regionali; a fermare l&#8217;emorragia di personale sanitario; a reinvestire le risorse della mobilità passiva nel potenziamento delle strutture locali; a costruire reti cliniche interregionali basate sulla collaborazione, non sulla concorrenza. Il Servizio Sanitario Nazionale deve rimanere fondato su universalità, uguaglianza ed equità. Chiediamo un&#8217;assunzione di responsabilità politica a tutti i livelli: la salute non può diventare un fattore di disuguaglianza territoriale. Il nostro obiettivo è garantire ai cittadini calabresi lo stesso diritto alla cura di chi vive nelle regioni più forti. Senza dover partire. Senza dover pagare di più. Senza dover rinunciare alla salute. Il tempo delle parole e degli spot è finito</em>&#8220;, concludono Senese e Bloise.</div>
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		<title>La ZES Unica premia chi è già forte, in Calabria solo 42 autorizzazioni su 865 nel Sud</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-zes-unica-premia-chi-e-gia-forte-in-calabria-solo-42-autorizzazioni-su-865-nel-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[42 autorizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Senese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La ZES Unica doveva essere la leva per portare investimenti e lavoro anche nei territori più fragili. In Calabria, invece, i numeri certificano un insuccesso: a parità di fiscalità di vantaggio con le altre regioni del Mezzogiorno, la regione resta marginale nelle autorizzazioni, negli investimenti attivati e nelle ricadute occupazionali. Non è un dettaglio statistico, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La ZES Unica doveva essere la leva per portare investimenti e lavoro anche nei territori più fragili. In Calabria, invece, i numeri certificano un insuccesso: a parità di fiscalità di vantaggio con le altre regioni del Mezzogiorno, la regione resta marginale nelle autorizzazioni, negli investimenti attivati e nelle ricadute occupazionali. Non è un dettaglio statistico, ma un segnale politico ed economico chiaro: la ZES, così com’è disegnata e applicata, non sta riequilibrando i divari, li sta consolidando”. Lo afferma <b>Mariaelena Senese, segretario generale della Uil Calabria</b>, che aggiunge: “Al 30 giugno 2025 le autorizzazioni uniche in Calabria sono 32, su un totale Mezzogiorno di 687: appena il 4,7% del complesso ZES, cioè meno di una autorizzazione su 20 è localizzata in Calabria”. “Se anche consideriamo l’aggiornamento dei dati al 3 novembre 2025, l’aumento a 42 autorizzazioni, conferma come il peso relativo resta molto basso, perché nel frattempo – prosegue Senese &#8211; cresce anche il numero complessivo di autorizzazioni nel Mezzogiorno (865); la Calabria rimane quindi marginale nel quadro generale.</p>
<p>La Campania da sola conta 308 autorizzazioni al 30 giugno 2025, cioè quasi dieci volte la Calabria; la Puglia 164, oltre cinque volte la Calabria; perfino la Sicilia, con 100 autorizzazioni, triplica il dato calabrese. Se si considerano regioni più piccole o con apparati produttivi meno estesi, come Basilicata (21 autorizzazioni) e Molise (16), la Calabria è sì sopra questi territori, ma il salto non è proporzionato alla maggiore popolazione e alla maggiore domanda di sviluppo: il dato calabrese si colloca in una fascia “medio<span style="font-family: Cambria Math, serif;">‑</span>bassa<span style="font-family: Calibri, sans-serif;">”</span>, non di traino. I 168,9 milioni di investimenti associati alle autorizzazioni calabresi rappresentano meno del 5% dei 3.722,8 milioni complessivi del Mezzogiorno, confermando che non è solo “bassa la quantità” di progetti, ma anche la massa finanziaria attivata.</p>
<p>Le ricadute occupazionali stimate (530 posti) sono marginali rispetto ai 12.758 posti complessivi, con una quota intorno al 4%, troppo bassa per incidere realmente su disoccupazione e inattività che, in Calabria, restano tra le più alte del Paese. In presenza di un quadro di forte agevolazione (ZES + credito d’imposta), il fatto che la Calabria esprima così poche autorizzazioni segnala criticità di contesto: infrastrutture e servizi poco competitivi rispetto a Campania e Puglia penalizzano fortemente la regione. Le agevolazioni fiscali e il credito d’imposta ZES sono formalmente uguali per tutte le regioni interessate.</p>
<p>Proprio per questa parità, l’investitore sceglie territori dove il contesto competitivo è migliore: porti e retroporti più efficienti, collegamenti ferroviari e autostradali più solidi, servizi alle imprese e alla persona più sviluppati, ecosistemi industriali già densi (come Napoli–Caserta, Bari–Taranto o l’asse catanese). Il comportamento è razionale dal punto di vista delle imprese: se l’aliquota fiscale è uguale, ciò che fa la differenza sono, servizi pubblici locali, disponibilità di aree industriali attrezzate, logistica, qualità della pubblica amministrazione, capitale umano e filiere già esistenti, ambiti in cui la Calabria parte strutturalmente svantaggiata. Il risultato è che la ZES, invece di riequilibrare i divari territoriali, rischia di amplificarli: le regioni già relativamente più dotate di infrastrutture e servizi attraggono la maggior parte delle autorizzazioni, mentre alla Calabria restano pochi investimenti, frammentati e con ricadute occupazionali limitate”. Si delinea così -conclude il segretario della Uil Calabria, Mariaelena Senese &#8211; un Mezzogiorno a due velocità, dove i grandi flussi di investimento si concentrano altrove lasciando la Calabria nel ruolo di area “agevolata sulla carta” ma poco scelta dal mercato”</p>
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		<title>Crotone, Consiglio regionale Uil: Bombardieri &#8220;area dimenticata, servono investimenti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-consiglio-regionale-uil-bombardieri-area-dimenticata-servono-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riportare l&#8217;attenzione sulle diseguaglianze territoriali e sulla qualità dell&#8217;occupazione in Calabria. È stato questo il focus del consiglio regionale della Uil svoltosi questa mattina a Crotone, alla presenza del segretario generale Pierpaolo Bombardieri. Il leader sindacale ha indicato come priorità la necessità di &#8220;rilanciare il tema dello sviluppo e soprattutto di un&#8217;area che ci pare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riportare l&#8217;attenzione sulle diseguaglianze territoriali e sulla qualità dell&#8217;occupazione in Calabria. È stato questo il focus del consiglio regionale della Uil svoltosi questa mattina a Crotone, alla presenza del segretario generale Pierpaolo Bombardieri. Il leader sindacale ha indicato come priorità la necessità di &#8220;rilanciare il tema dello sviluppo e soprattutto di un&#8217;area che ci pare per molto tempo dimenticata. Ed è necessario ricordare al governo nazionale e ovviamente al governo regionale che c&#8217;è un&#8217;area che in qualche modo deve camminare di pari passo con le altre&#8221;.<br />
Secondo Bombardieri, la scelta di Crotone non è casuale: &#8220;Le diseguaglianze territoriali &#8211; ha detto &#8211; sono uno dei grandi problemi che abbiamo se accettiamo che anche all&#8217;interno della stessa regione ci siano aree che camminano a velocità ridotta. Questa è l&#8217;occasione per richiamare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica della stampa su un territorio che ha ancora bisogno di investimenti e di attenzioni&#8221;.</p>
<p>Commentando i recenti dati della Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo, che evidenziano una crescita economica a fronte di una persistente fuga di cervelli e carenza di manodopera, Bombardieri ha osservato che &#8220;bisogna lavorare di più nell&#8217;incrocio fra domanda e offerta di lavoro. Bisogna prendere atto &#8211; ha sostenuto &#8211; che se non si avviano percorsi di formazione e di riqualificazione professionale che siano in grado di avvicinare i nostri giovani al lavoro, i nostri giovani preferiscono andare via. E poi probabilmente sarà necessario fare una riflessione sulle condizioni di lavoro che vengono offerte&#8221;.</p>
<p>In chiusura Bombardieri ha posto l&#8217;accento sulla dignità salariale. &#8220;Oggi, giustamente &#8211; ha detto &#8211; i ragazzi quando si avvicinano a un&#8217;offerta di lavoro pretendono di capire che tipo di lavoro si tratta, quanto vengono pagati, che tipo di contratto viene applicato, se c&#8217;è lo smart working, quali sono le condizioni. Credo che questa sia un&#8217;evoluzione corretta dei diritti e delle rivendicazioni dei nostri giovani e quindi non bisogna spiegare ai ragazzi che devono accettare stipendi a ottocento euro, bisogna spiegare a chi invece offre offerte da fame che invece deve dare contratti dignitosi. Secondo me mettendo insieme queste cose si può trovare una soluzione al paradosso emerso dai dati della Camera di commercio&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Senese (Uil Calabria): Il caro biglietti penalizza chi parte e chi aspetta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/senese-uil-calabria-il-caro-biglietti-penalizza-chi-parte-e-chi-aspetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 10:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[biglietti]]></category>
		<category><![CDATA[caro]]></category>
		<category><![CDATA[Senese]]></category>
		<category><![CDATA[Uil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il caro biglietti penalizza non solo chi viaggia, ma anche chi aspetta, perché impedisce il ricongiungimento e quindi gli affetti, la condivisione, il desiderio che nei mesi che precedono le festività più importanti dell’anno cresce e alcune volte si trasforma in ansia. Ansia dell’abbraccio, del desco come tradizione che mantiene solidi i rapporti con la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il caro biglietti penalizza non solo chi viaggia, ma anche chi aspetta, perché impedisce il ricongiungimento e quindi gli affetti, la condivisione, il desiderio che nei mesi che precedono le festività più importanti dell’anno cresce e alcune volte si trasforma in ansia. Ansia dell’abbraccio, del desco come tradizione che mantiene solidi i rapporti con la terra natia. Ogni anno, però, studenti e lavoratori fuori sede devono fare i conti con i soliti rincari natalizi di voli, treni, carburanti”. Lo sottolinea Mariaelena Senese, Segretario generale della Uil Calabria, secondo la quale si tratta di “una politica dei prezzi ingiustificata che offende chi è stato costretto a lasciare la Calabria in cerca di opportunità.</p>
<p>Rincari che possono superare il 900% rispetto alle tariffe medie a causa dell’alta domanda e degli algoritmi di prezzo dinamici, trasformando spesso il viaggio di ritorno a casa in un salasso. Il tutto in un contesto di crisi economica che colpisce duramente studenti e lavoratori, costretti ad ulteriori sacrifici. </p>
<p>Impedire o ostacolare il loro rientro per le festività è una sconfitta per tutti, nessuno escluso: per la politica, per la società, per l’economia. Serve urgentemente un cambio di passo e attuare interventi incisivi per calmierare i prezzi. Occorre un impegno concreto -conclude Senese &#8211; per contrastare queste dinamiche che pesano e non poco sulle tasche dei cittadini”- conclude Mariaelena Senese.</p>
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