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	<title>scrive Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 15 Nov 2025 17:07:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sito Enel Corigliano-Rossano, Stasi scrive al ministro del Made in Italy Adolfo Urso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sito-enel-corigliano-rossano-stasi-scrive-al-ministro-del-made-in-italy-adolfo-urso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 08:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Urso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come annunciato nei giorni scorsi nel corso della mobilitazione dei lavoratori dell&#8217;indotto, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha scritto al Ministero per il Made in Italy, Adolfo Urso, manifestando profonda preoccupazione e chiedendo allo stesso rappresentante del Governo, di intervenire per affrontare l&#8217;immobilismo registrato negli ultimi anni rispetto al sito Enel di Cda Cutura. &#8220;Le scrivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Come annunciato nei giorni scorsi nel corso della mobilitazione dei lavoratori dell&#8217;indotto, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, <b>ha scritto al Ministero per il Made in Italy, Adolfo Urso</b>, manifestando profonda preoccupazione e chiedendo allo stesso rappresentante del Governo, di intervenire per affrontare l&#8217;immobilismo registrato negli ultimi anni rispetto al <b>sito Enel di Cda Cutura</b>. &#8220;<i>Le scrivo in questa occasione</i> – recita la missiva del sindaco Stasi &#8211; <i>manifestando forte preoccupazione per lo stato di abbandono di un sito importante per lo sviluppo della Città e di quest&#8217;area: la vecchia centrale è ormai da tempo dismessa ed in fase di messa in sicurezza e smantellamento, in una area complessiva di circa 700 mila metri quadrati sul mare nel bel mezzo della città di Corigliano-Rossano</i>&#8220;.  Dopo l&#8217;introduzione, Flavio Stasi è entrato nel merito di quanto accaduto negli ultimi anni. &#8220;Dopo anni di tentativi poco fortunati, come il percorso denominato Futur-E che avrebbe dovuto, in qualche modo, vendere il sito a non meglio precisati investitori, negli anni scorsi vi fu una interlocuzione serrata tra Azienda, Comune, Regione Calabria e parti sociali che aveva fatto registrare, finalmente,  un piano di rilancio del sito, condiviso e definito, attraverso la realizzazione di un impianto ad idrogeno per il quale <b>Enel aveva partecipato con successo ad un bando PNRR, emesso dalla Regione, grazie al quale poteva contare su 15 milioni di euro</b>. Era stato un percorso faticoso ma estremamente importante, che per la prima volta dopo anni si registrava la condivisione di tutti gli attori sociali ed istituzionali in campo, soddisfacendo peraltro, tanto la domanda di lavoro quanto le esigenze di tutela del territorio. Insieme al Presidente della Giunta Regionale, On.le Roberto Occhiuto, avevamo condiviso preliminarmente anche la possibilità di utilizzare l&#8217;idrogeno prodotto dalla centrale per i nuovi vettori ferroviari ad idrogeno sui quali l&#8217;Ente Regionale sta lavorando da tempo, unendo dunque l&#8217;offerta di energia pulita alla domanda di mobilità pubblica e sostenibile.&#8221;.<br />
&#8220;<i>Non intendo entrare nel merito delle ragioni per le quali <b>Enel ha inteso rinunciare al Progetto</b>, dunque anche al finanziamento </i>&#8211; ha precisato il Sindaco &#8211;<i> ci tengo però a sottolinearle come tale percorso aveva aperto una prospettiva virtuosa per l&#8217;intero sito, integrandosi con altri progetti condivisi come un parco solare, il riutilizzo a fini sociali della Sala Macchine e di altri spazi sotto la responsabilità ed a carico del Comune, il completamento del lungomare tra Corigliano e Rossano (oggi città unica), la possibilità di ulteriori insediamenti produttivi compatibili con il piano complessivo del sito.<br />
</i></p>
<p class="p1"><i>L&#8217;abbandono del progetto senza una qualche proposta alternativa e senza alcuna prospettiva di investimento sul sito ha, di fatto, bloccato ogni altro spiraglio tanto di rilancio produttivo quanto di riutilizzo pubblico dell&#8217;intera area, generando peraltro un profondo sconforto sociale, tanto nella comunità in generale quanto nel bacino lavorativo attualmente impiegato nel mantenimento dei servizi basilari della centrale, nonché nelle demolizioni dei componenti in dismissione.&#8221; </i>&#8220;<i>Ciò che emergerebbe da più parti è <b>la totale mancanza di volontà da parte del colosso energetico di effettuare investimenti sul territorio nazionale o quanto meno in questo sito produttivo</b></i><b> </b>&#8211; ha continuato Flavio Stasi &#8211; <i>il quale però ha scandito la storia dell&#8217;energia nazionale ed in particolare nel Mezzogiorno e per il quale quest&#8217;area del Paese ha effettuato numerosi sacrifici in termini ambientali, paesaggistici, di sviluppo in altre potenziali direzioni</i>. <i>Sotto il profilo locale ritengo che, alla luce di quanto precisato, sia doveroso che Enel tenga in considerazione suddetti sacrifici collettivi, prendendo in considerazione la ripresa del precedente percorso sullo sviluppo dell&#8217;idrogeno o comunque altre forme di investimento produttivo sostenibile. Sotto il profilo generale sono profondamente convinto come la missione fondativa del suo autorevole Ministero e la sensibilità con la quale ha finora ricoperto tale illustre ruolo non possa non cogliere l&#8217;esigenza, politica e sociale, di stimolare un colosso energetico controllato dallo Stato nel considerare maggiormente l&#8217;impatto delle proprie politiche strategiche sul territorio nazionale e di considerare, quindi, l&#8217;importanza di investimenti produttivi nei siti di propria proprietà, a maggior ragione quando questi sono collocati nel Mezzogiorno d&#8217;Italia</i>.&#8221; Dopo ulteriori elementi dirimenti che hanno precisato quali sono state le relazioni istituzionali tra Azienda e Comune negli ultimi tempi, il sindaco di Corigliano-Rossano ha richiesto l&#8217;intervento diretto del Ministro per rilanciare il confronto sul rilancio del sito.</p>
<p class="p1">&#8220;<i>Caro Ministro, in tale contesto delicato ed allarmante, ho ritenuto opportuno e necessario rivolgermi a Lei affinché possa porre la giusta attenzione alle preoccupazioni del territorio di cui mi faccio portavoce, condivise da ogni forza politica e sociale, promuovendo le azioni di carattere istituzionale che il suo prestigioso Ministero riterrà utili o <b>attivando un tavolo istituzionale</b> presso il Ministero del Made in Italy, coinvolgendo l&#8217;Azienda ed i principali attori istituzionali del territorio, ovvero il Comune di Corigliano-Rossano e la Regione Calabria, al fine di aprire finalmente, sotto la Sua autorevole supervisione, un confronto concreto sul futuro del sito</i>.&#8221; Il sindaco ha inoltre approfittato della citata missiva per riprendere i contenuti di una precedente interlocuzione epistolare tra lo stesso primo cittadino e il Ministro, relativamente al paventato investimento nel Porto cittadino: &#8220;<i>colgo l&#8217;occasione per confermarLe quanto Le scrissi nella precedente missiva: la dichiarazione di inefficacia della <b>Autorizzazione ZES</b> da parte della Autorità di Sistema Portuale ha evitato il giudizio del Consiglio di Stato, <b>confermando come i rilevi di trasparenza e correttezza amministrativa mossi dall&#8217;Ente Comunale fossero fondati</b></i>.&#8221;</p>
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		<title>Scontri a Montecitorio, la madre di uno studente dei Collettivi scrive a Mattarella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 10:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8221;Lo scorso venerdì 22 dicembre, quando mio figlio 17enne era alla manifestazione studentesca a Montecitorio e purtroppo è stato tra le vittime delle manganellate della polizia&#8221;, ho provato &#8221;angoscia e il terrore&#8221;. Comincia così la lettera che Valentina Cavalletti, madre di uno studente che il 22 dicembre scorso ha partecipato alla manifestazione non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8221;Lo scorso venerdì 22 dicembre, quando mio figlio 17enne era alla manifestazione studentesca a Montecitorio e purtroppo è stato tra le vittime delle manganellate della polizia&#8221;, ho provato &#8221;angoscia e il terrore&#8221;. Comincia così la lettera che Valentina Cavalletti, madre di uno studente che il 22 dicembre scorso ha partecipato alla manifestazione non autorizzata organizzata dai Collettivi autonomi romani davanti alla Camera dei deputati, ha inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  In quell&#8217;occasione circa un centinaio di studenti delle scuole occupate della Capitale, con striscioni e fumogeni, sono stati protagonisti di momenti di tensione con la polizia. I giovani hanno provato a oltrepassare il cordone formato dagli agenti in tenuta antisommossa e a quel punto sono stati respinti con una carica. Al capo dello Stato la madre dello studente chiede &#8221;di farsi garante che queste azioni violente da parte delle forze dell&#8217;ordine non accadano mai più, anche per non alzare il livello della tensione e polarizzare le posizioni&#8221;.</p>
<p>&#8221;Mio figlio vive con la convinzione che è possibile realizzare una scuola più inclusiva, più aperta, più innovativa. E per questo è sceso in piazza con le amiche e gli amici del collettivo studentesco di cui fa parte, con i quali ha sviluppato soluzioni e prospettive in alcuni casi anche utopiche e apparentemente irrealizzabili. Per questo motivo spesso mi trova schierata contro le sue scelte, perché credo che il ruolo del genitore a volte sia quello di mettere limiti e non avallare ogni pretesa. Non credo infatti che qualunque desiderio debba diventare un diritto. Ma lui ha la forza dei suoi 17 anni, l’ingenuità della possibilità infinita, la meraviglia di poter contare sulla rete delle compagne e dei compagni con cui si incontra, discute, progetta ogni martedì, sotto la pioggia e sotto il sole, da quando frequenta il Liceo&#8221;.  &#8221;Quest’anno &#8211; racconta la madre del 17enne &#8211; anche l’occupazione, che a mio avviso a Roma è diventata una specie di rituale, è stata diversa&#8221; e lui con le sue compagne e i suoi compagni hanno &#8221;ideato corsi per dimostrare che una scuola ai loro occhi più interessante, più attenta alla salute mentale, alla sessualità, all’affettività, è possibile&#8221; chiedendo &#8221;alle istituzioni (in particolare al Mim, alla Regione e alla Città di Roma) tre tavoli permanenti per discutere le loro esigenze e le loro idee. Nessuna delle istituzioni interpellate ha risposto&#8221;.</p>
<p>&#8221;In questa cornice, la mia posizione è sempre costantemente quella di discuterci per riportare la sua protesta nell’alveo della legalità&#8221; però &#8221;non è pensabile che un genitore, che sa che il proprio figlio va a una manifestazione per partecipare alla cosa pubblica, alla polis&#8221; debba &#8221;ritrovarsi a scoprire&#8221; che è stato &#8221;preso a manganellate insieme a molti dei manifestanti&#8221;. &#8221;Come posso guardare in faccia mio figlio e dirgli che si deve fidare dello Stato e delle sue istituzioni?&#8221;, aggiunge la madre del 17enne. &#8221;Dopo la manifestazione &#8211; racconta &#8211; per descrivere solo le situazioni che conosco, mio figlio aveva uno zigomo gonfio, un suo amico la gengiva traumatizzata, un altro amico un ematoma in testa causato da un colpo che lo ha steso a terra&#8221;. &#8221;Viviamo in uno Stato la cui democrazia è sempre meno rappresentativa, come hanno dimostrato le ultime elezioni politiche &#8211; aggiunge Valentina Cavalletti &#8211; In particolare i giovani tra i 18 e 30 anni sono talmente sfiduciati da non andare più alle urne. E ai pochi che si attivano lo Stato come risponde? Ammutolendoli con una risposta violenta e repressiva&#8221;.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>No vax calabrese scrive ai medici che lo hanno curato: &#8220;Evitare di ammalarsi, diventa un dovere civile verso tutti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/no-vax-calabrese-scrive-ai-medici-che-lo-hanno-curato-evitare-di-ammalarsi-diventa-un-dovere-civile-verso-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 20:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Fare queste brevi dichiarazioni non è cosa facile per chi come me, in tutta coscienza, sente forte il peso della responsabilità di una scelta, tutta personale, che mi ha costretto a chiedere a voi tutti, medici, infermieri, personale sanitario di questa struttura ospedaliera, di sacrificarvi per curarmi da questa patologia pandemica». A scrivere queste parole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/no-vax-calabrese-scrive-ai-medici-che-lo-hanno-curato-evitare-di-ammalarsi-diventa-un-dovere-civile-verso-tutti/">No vax calabrese scrive ai medici che lo hanno curato: &#8220;Evitare di ammalarsi, diventa un dovere civile verso tutti&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Fare queste brevi dichiarazioni non è cosa facile per chi come me, in tutta coscienza, sente forte il peso della responsabilità di una scelta, tutta personale, che mi ha costretto a chiedere a voi tutti, medici, infermieri, personale sanitario di questa struttura ospedaliera, di sacrificarvi per curarmi da questa patologia pandemica». A scrivere queste parole in una lettera al personale sanitario del reparto Covid dell’ospedale di Rossano, è Mario Guaragna, che, non vaccinato, è ancora ricoverato nella struttura.</p>
<p>«Voglio ringraziarvi per ciò che avete fatto a noi tutti &#8211; prosegue &#8211; per quello che state facendo da mesi, all’interno di strutture ospedaliere, nelle quali i rigidi protocolli di sicurezza permettono solo a noi ricoverati di cogliere fino in fondo con quanti sacrifici e quanta professionalità cercate di aiutare chi è stato colpito da questo terribile virus. Accanto al ringraziamento voglio chiedervi anche scusa, perché se mi sono ritrovato su questo letto e in questa struttura a chiedere il vostro aiuto è anche per colpa mia. Come tanti, molti, troppi, ho coltivato la certezza, figlia della presunzione, di essere &#8220;naturalmente&#8221; capace di affrontare il virus. Ma ancor più grave è stato l’aver ritenuto valide e fondate scientificamente le affermazioni di quanti, da almeno un anno, ripetono quotidianamente che il vaccino oltre che sia inutile sia anche dannoso: da qui la scelta di non vaccinarmi nei tempi stabiliti. Purtroppo, come molti altri, tali scelte sono state fatali e mi hanno condotto qui, dove ho temuto per la mia vita».<br />
«Adesso che il brutto è alle spalle &#8211; scrive Mario &#8211; devo dire che porterò con me una esperienza dolorosa e drammatica ma al tempo stesso intensa e straordinaria. Voi tutti siete straordinari verso tutti i vostri ammalati, anche verso coloro che avrebbero, come me, potuto non ammalarsi ed evitare questa sorta di terribile calvario. In un momento come questo, anche evitare di ammalarsi, diventa un dovere civile verso noi stessi, verso gli altri, verso tutti. Spero che queste mie sincere espressioni possano ricompensarvi almeno un pò per i vostri quotidiani sacrifici e siano da monito a quanti ancora, purtroppo molti, hanno smarrito il senso profondo dell’amore per la vita propria e di quella degli altri».</p>
<p>(<em>immagine di archivio</em>)</p>
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