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	<title>scomparsa Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 12:49:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ore di apprensione nel Reggino, da ieri mattina perse le tracce di una donna di 91 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[91 ann]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da ieri mattina, domenica 21 giugno, si sono perse le tracce a Grotteria (RC) della signora Maria Panetta di 91 anni. Immediato l&#8217;allarme che ha fatto scattare la macchina dei soccorsi. Da ieri sera tutte le forze dell’ordine sono massicciamente impegnate nelle operazioni di perlustrazione del territorio, supportate dall&#8217;utilizzo di droni per il monitoraggio dall&#8217;alto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da ieri mattina, domenica 21 giugno, si sono perse le tracce a Grotteria (RC) della signora Maria Panetta di 91 anni. Immediato l&#8217;allarme che ha fatto scattare la macchina dei soccorsi. Da ieri sera tutte le forze dell’ordine sono massicciamente impegnate nelle operazioni di perlustrazione del territorio, supportate dall&#8217;utilizzo di droni per il monitoraggio dall&#8217;alto e di cani da ricerca. </p>
<p>Al momento, purtroppo, non si hanno ancora notizie. I familiari e le autorità chiedono la massima collaborazione ai cittadini di Grotteria, Gioiosa Ionica e dei comuni limitrofi.</p>
<p>Se qualcuno l’ha vista o è in possesso di qualsiasi dettaglio o informazione utile, è pregato di contattare immediatamente il 112 o le autorità competenti. In queste ore decisive, ogni minima segnalazione può fare la differenza.</p>
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		<title>Trovata in mare senza vita la donna che era scomparsa nel Catanzarese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/trovata-in-mare-senza-vita-la-donna-che-era-scomparsa-nel-catanzarese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 19:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di lei, E. B. di 63 anni, si erano perse le tracce dalla scorsa notte a Cropani Marina (CZ), oggi pomeriggio è stato ritrovato il suo corpo senza vita. Nel pomeriggio i carabinieri della compagnia di Sellia Marina, supportati dai Vigili del fuoco, avevano attivato le operazioni di ricerca nei pressi della spiaggia in cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di lei, E. B. di 63 anni, si erano perse le tracce dalla scorsa notte a Cropani Marina (CZ), oggi pomeriggio è stato ritrovato il suo corpo senza vita.</p>
<p>Nel pomeriggio i carabinieri della compagnia di Sellia Marina, supportati dai Vigili del fuoco, avevano attivato le operazioni di ricerca nei pressi della spiaggia in cui era stato rinvenuto il suo zaino.  L&#8217;elicottero del reparto volo di Lamezia Terme, in sorvolo sullo specchio d&#8217;acqua antistante, ha individuato il corpo a circa 150 metri dalla battigia nel Comune di Sellia Marina.</p>
<p id="ob">Un mezzo della capitaneria di porto ha recuperato il cadavere della donna. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri nel tentativo di ricostruire quanto accaduto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[22 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Casini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.</p>
<p>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì.</p>
<p><strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QjUdVqCZHJ"><p><a href="https://www.calabrianews.it/grande-successo-allunical-per-lamore-mio-non-muore-di-roberto-saviano/">Grande successo all&#8217;unical per &#8220;L&#8217;amore mio non muore&#8221; di Roberto Saviano</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Grande successo all&#8217;unical per &#8220;L&#8217;amore mio non muore&#8221; di Roberto Saviano&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/grande-successo-allunical-per-lamore-mio-non-muore-di-roberto-saviano/embed/#?secret=CTZ7msAK0g#?secret=QjUdVqCZHJ" data-secret="QjUdVqCZHJ" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosenza, ore d&#8217;ansia per la scomparsa del 47enne Paolo Valentino: appello di familiari e amici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-ore-dansia-per-la-scomparsa-del-47enne-paolo-valentino-appello-di-familiari-e-amici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 14:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da questa notte non si hanno più notizie di Paolo Valentino, di 47 anni. Al momento della sparizione, l’uomo indossava una maglia nera, pantaloni neri e un giubbotto scuro. Tra i suoi tratti distintivi ci sono gli occhiali che porta abitualmente. I familiari, che hanno sporto regolare denuncia e gli amici, profondamente preoccupati, hanno lanciato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da questa notte non si hanno più notizie di <strong>Paolo Valentino</strong>, di 47 anni. Al momento della sparizione, l’uomo indossava una maglia nera, pantaloni neri e un giubbotto scuro. Tra i suoi tratti distintivi ci sono gli occhiali che porta abitualmente.</p>
<p>I familiari, che hanno sporto regolare denuncia e gli amici, profondamente preoccupati, hanno lanciato un accorato appello alla cittadinanza, sperando che qualcuno possa fornire informazioni utili al ritrovamento.</p>
<p>Per qualsiasi informazione <strong>377 4548435</strong> oppure si possono contattare le Forze dell&#8217;Ordine.</p>
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		<item>
		<title>Scomparsa del dr. Blaganò da Nocera Terinese: riunione in Prefettura per fare il punto su attività ricerche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 11:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Blaganò]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Terinese]]></category>
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		<category><![CDATA[riunione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha convocato e tenuto un incontro finalizzato a fare il punto sulle attività di ricerca del Dr. Antonio Blaganò, scomparso lo scorso 24 luglio. Le attività di ricerca si sono concentrate in località Galasso, zona impervia tra i comuni di San Mango D’Aquino e Nocera Terinese, ove è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha convocato e tenuto un incontro finalizzato a fare il punto sulle attività di ricerca del Dr. Antonio Blaganò, scomparso lo scorso 24 luglio. Le attività di ricerca si sono concentrate in località Galasso, zona impervia tra i comuni di San Mango D’Aquino e Nocera Terinese, ove è stata rinvenuta l’autovettura del medico. Sin da subito le operazioni, attivate e coordinate da questa Prefettura secondo le modalità proprie della Pianificazione, hanno visto l’impiego di quasi cinquanta unità, tra appartenenti all’Arma dei Carabinieri, allo Squadrone “Cacciatori” dei Carabinieri, al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco ed al Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria ed hanno anche visto l’impiego di tre elicotteri e alcuni droni dispiegati nell’attività di sorvolo della vasta area.</p>
<p>Nell’ambito delle attività di ricerca sono state impiegate anche unità cinofile e cani molecolari dell’Arma dei Carabinieri e due associazioni di volontariato della Protezione Civile attivate, per il tramite della richiesta dei Sindaci di Nocera Terinese e di San Mango D’Aquino, dalla Protezione Civile Regionale. Nella giornata odierna, anche sulla scorta delle potenziali piste tracciate dai cani impiegati, si sta procedendo a scandagliare un versante di circa 600 metri quadrati, caratterizzato dalla presenza di un impervio declivio di circa 50 metri e di fittissima vegetazione, con l’impiego di unità SAF dei Vigili del Fuoco e del Gruppo Speleologico della Guardia di Finanza.</p>
<p>Il prefetto ha ringraziato tutti i soccorritori per l’intensa attività posta in essere che si protrae da giorni, senza interruzione, rappresentando che le operazioni di ricerca continueranno e saranno oggetto di un altro eventuale punto di sintesi nei prossimi giorni.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, 15enne scompare nel giorno del suo compleanno: ricerche ancora senza esito</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-15enne-scompare-nel-giorno-del-suo-compleanno-ricerche-ancora-senza-esito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 13:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia De Nuccio]]></category>
		<category><![CDATA[ragazza]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono giorni di angoscia quelli che stanno vivendo i familiari di Giorgia De Nuccio, la ragazza di 15 anni, scomparsa nella notte tra il 17 e il 18 luglio a Reggio Calabria. La giovane si sarebbe allontanata dalla sua abitazione senza lasciare tracce, e da quel momento i familiari hanno perso ogni contatto con lei. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono giorni di angoscia quelli che stanno vivendo i familiari di Giorgia De Nuccio, la ragazza di 15 anni, scomparsa nella notte tra il 17 e il 18 luglio a Reggio Calabria. La giovane si sarebbe allontanata dalla sua abitazione senza lasciare tracce, e da quel momento i familiari hanno perso ogni contatto con lei.</p>
<p>Al momento dell’allontanamento indossava una canottiera nera e pantaloni grigi, è alta 1 metro e 65, ha corporatura media e capelli castani con meches bionde. Le Forze dell&#8217;ordine hanno avviato le ricerche, mentre il caso è stato segnalato anche tramite i canali ufficiali di emergenza. Al momento non si esclude alcuna ipotesi e ogni informazione utile potrebbe rivelarsi fondamentale. </p>
<p>Chiunque abbia visto Giorgia o abbia notizie utili alla sua individuazione è invitato a contattare immediatamente il numero di emergenza 112. La signora Ketty Romeo, mamma di Giorgia, intanto ha smentito alcune notizie che si sono diffuse circa il ritrovamento della figlia. Di lei, purtroppo, ancora nessuna traccia.</p>
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		<item>
		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 13:08:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[22 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Casini]]></category>
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		<category><![CDATA[uccisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-145164 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg" alt="" width="502" height="333" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg 632w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì. <strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
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		<title>Ricordata Maria Chindamo davanti al cancello della sua azienda agricola a Limbadi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricordata-maria-chindamo-davanti-al-cancello-della-sua-azienda-agricola-a-limbadi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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		<category><![CDATA[Maria Chindamo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo era solo un cancello, immerso tra gli ulivi della campagna calabrese. Oggi è diventato un luogo della memoria ma anche di resistenza. È qui, in contrada Montalto a Limbadi, che Maria Chindamo fu rapita il 6 maggio 2016. Da allora, nessuno ha più avuto sue notizie. Nove anni dopo, quello stesso cancello arrugginito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo era solo un cancello, immerso tra gli ulivi della campagna calabrese. Oggi è diventato un luogo della memoria ma anche di resistenza. È qui, in contrada Montalto a Limbadi, che <strong>Maria Chindamo </strong>fu rapita il 6 maggio 2016. Da allora, nessuno ha più avuto sue notizie. Nove anni dopo, quello stesso cancello arrugginito si apre idealmente alla speranza: studenti, istituzioni, magistrati, testimoni di giustizia, forze dell&#8217;ordine e cittadini si sono riuniti in un abbraccio collettivo che non chiede soltanto verità, ma afferma con coraggio che lo Stato c&#8217;è, e continuerà a esserci. A presenziare alla cerimonia il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo, la sottosegretaria all&#8217;Interno Wanda Ferro, i figli di Maria, il fratello Vincenzo Chindamo, il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Pietropaolo, l&#8217;assessore regionale Maria Stefania Caracciolo, il vescovo Attilio Nostro, il prefetto di Vibo Valentia Aurora Colosimo.Tra i presenti il cantautore Dario Brunori, impegnato nell&#8217;associazione &#8220;Uno Nessuno 100mila&#8221;. In mezzo alla pioggia e agli applausi, è stato inaugurato un monumento simbolico: una spirale in ferro, colorata e dinamica, realizzata dall&#8217;artista Luigi Camarilla.</p>
<p>Il procuratore di Vibo ha letto il messaggio inviato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. &#8220;Questa giornata &#8211; ha scritto il guardasigilli &#8211; rappresenta l&#8217;affermazione della presenza dello Stato in un territorio dove la &#8216;ndrangheta per anni ha dettato legge&#8221;. &#8220;Conosco bene &#8211; ha poi aggiunto Falvo &#8211; questo cancello e queste terre. Abbiamo ascoltato collaboratori che hanno parlato del caso di Maria, abbiamo istruito il processo, oggi in Corte d&#8217;Assise a Catanzaro. Anni fa era impossibile anche solo nominare certi nomi. Oggi invece lo Stato è qui, e il cambiamento è visibile&#8221;. Parlando dei figli della donna ha detto di averli incontrati più volte: &#8220;crescono con l&#8217;amore di chi è loro vicino. Maria è il simbolo di chi ha dato la vita per resistere alla criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>&#8220;I testimoni di giustizia &#8211; ha sostenuto Wanda Ferro, sottosegretario all&#8217;Interno &#8211; sono il cuore pulsante del nostro coraggio. Come diceva Sant&#8217;Agostino, la speranza ha due figli: lo sdegno per le ingiustizie e il coraggio per cambiarle. Vincenzo Chindamo ha saputo trasformare il dolore in speranza. Lo Stato non lo ha mai dimenticato, e oggi è qui per dire che continuerà a esserci&#8221;. &#8220;Volevano spaventarci &#8211; ha detto il fratello di Maria, Vincenzo &#8211; dividerci, seminare terrore. Invece oggi io vedo il senso dello Stato, lo vedo negli studenti, nei magistrati, nei cittadini. Abbiamo detto: basta paura. Controlliamo noi questa terra. E oggi, insieme, ci siamo riusciti&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-312481" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2-300x142.jpg" alt="" width="649" height="307" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2-300x142.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2.jpg 696w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></p>
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		<title>Da ieri sera nessuna notizia della 75enne Maria Tamburi, ore d&#8217;ansia a Castrovillari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-ieri-sera-nessuna-notizia-della-75enne-maria-tamburi-ore-dansia-a-castrovillari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 18:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Castrovillari]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Tamburi]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono ore di apprensione a Castrovillari a causa della scomparsa dalla serata di ieri di una donna. Si tratta di Maria Tamburi, 75 anni, originaria di San Basile ma residente a Castrovillari e della quale si sono perse le tracce. Al momento della scomparsa indossava un giubbino marrone, pantaloni scuri, mocassini scuri e borsa color [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ore di apprensione a Castrovillari a causa della scomparsa dalla serata di ieri di una donna. Si tratta di Maria Tamburi, 75 anni, originaria di San Basile ma residente a Castrovillari e della quale si sono perse le tracce. Al momento della scomparsa indossava un giubbino marrone, pantaloni scuri, mocassini scuri e borsa color verde/fango.</p>
<p>Secondo quanto si è appreso a dare l&#8217;allarme sono stati gli stessi familiari che hanno sporto denuncia presso la caserma dei Carabinieri facendo partire immediatamente il protocollo per la ricerca delle persone scomparse. </p>
<p>Chiunque avesse notizie o fosse in possesso di dettagli utili alle ricerche, può rivolgersi ai Carabinieri di Castrovillari.</p>
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		<title>Catanzaro, Università Magna Graecia piange per la scomparsa della professoressa Rosa Terracciano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-universita-magna-graecia-piange-per-la-scomparsa-della-professoressa-rosa-terracciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 10:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro Università Magna Graecia scomparsa professoressa Rosa Terracciano]]></category>
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		<category><![CDATA[professoressa]]></category>
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		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con profondo dolore &#8211; riporta una nota -l&#8217;Università Magna Graecia comunica che è venuta a mancare la professoressa Rosa Terracciano, stimata docente dell&#8217;ateneo di Catanzaro. Rosa Terracciano è stata professoressa ordinaria di scienze tecniche di medicina di laboratorio all&#8217;Università Magna Græcia di Catanzaro. Personalità brillante e poliedrica, ha saputo coniugare nella sua carriera accademica un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con profondo dolore &#8211; riporta una nota -l&#8217;Università Magna Graecia comunica che è venuta a mancare la professoressa <strong>Rosa Terracciano</strong>, stimata docente dell&#8217;ateneo di Catanzaro. Rosa Terracciano è stata professoressa ordinaria di scienze tecniche di medicina di laboratorio all&#8217;Università Magna Græcia di Catanzaro. Personalità brillante e poliedrica, ha saputo coniugare nella sua carriera accademica un rigoroso approccio metodologico con una visione scientifica aperta e multidisciplinare. Ha svolto un&#8217;intensa attività didattica insegnando chimica organica e attività di ricerca nell&#8217;ambito della spettrometria di massa e analisi proteomica&#8221;. </p>
<p>&#8220;La sua attività di ricerca, fortemente innovativa, &#8211; prosegue la nota &#8211; si è focalizzata sull&#8217;impiego delle discipline omiche nella medicina traslazionale, con particolare attenzione all&#8217;identificazione di nuovi marcatori diagnostici e terapeutici nel contesto delle malattie cronico-degenerative. È stata fondatrice e direttrice scientifica dello spin-off universitario Biopepticom srl, impegnato nello sviluppo di soluzioni diagnostiche avanzate per l&#8217;infertilità maschile. È stata autrice di centinaia di pubblicazioni scientifiche internazionali e titolare di quattro brevetti, contribuendo in modo significativo all&#8217;avanzamento della medicina molecolare e personalizzata. Alla solidità del suo profilo accademico, si affiancava una profonda sensibilità artistica e culturale. Amava l&#8217;arte, dipingeva con passione e coltivava una raffinata conoscenza dell&#8217;enogastronomia, in pieno spirito con le sue origini partenopee. Questo equilibrio tra scienza e creatività ha reso il suo approccio alla vita e alla ricerca straordinariamente appassionato ed autentico&#8221;.</p>
<p>&#8220;La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità accademica, tra colleghi, studenti e tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e lavorare al suo fianco. In questo momento di profondo dolore, il rettore, prof. Giovanni Cuda, e tutta l&#8217;Università Magna Graecia si stringono con profondo affetto e rispetto al marito, professore Rocco Savino, docente Umg, e all&#8217;amata figlia, condividendo il peso di una perdita così grande. A loro va il pensiero più sincero, nella speranza che il ricordo dell&#8217;intelligenza, della passione e dell&#8217;umanità della professoressa Terracciano possa essere fonte di conforto e orgoglio. Il suo esempio continuerà a vivere nel cuore di chi l&#8217;ha conosciuta e stimata&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-universita-magna-graecia-piange-per-la-scomparsa-della-professoressa-rosa-terracciano/">Catanzaro, Università Magna Graecia piange per la scomparsa della professoressa Rosa Terracciano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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