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	<title>scienziati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Oct 2025 13:57:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Unical cresce nel ranking di Stanford University: 89 docenti tra i migliori scienziati al mondo-NOMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 10:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Stanford University]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Università della Calabria rafforza la propria presenza nella nuova edizione del World’s Top 2% Scientists, la classifica elaborata dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier e basata su dati Scopus. Sono infatti 89 i docenti Unical inclusi nell’elenco dei migliori ricercatori al mondo, 14 in più rispetto al 2024. Un incremento che conferma la crescita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Università della Calabria rafforza la propria presenza nella nuova edizione del World’s Top 2% Scientists, la classifica elaborata dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier e basata su dati Scopus. Sono infatti 89 i docenti Unical inclusi nell’elenco dei migliori ricercatori al mondo, 14 in più rispetto al 2024. Un incremento che conferma la crescita costante dell’Ateneo e testimonia la qualità della ricerca svolta nei laboratori e nei dipartimenti del Campus di Rende. Il ranking, che prende in considerazione la produzione scientifica di milioni di studiosi a livello globale, seleziona il 2% dei ricercatori che si sono distinti per qualità, quantità e diffusione delle pubblicazioni. Vengono forniti due elenchi distinti: uno relativo all’intera carriera (dal 1996 al 2024), l’altro che considera l’impatto della ricerca prodotta nell’ultimo anno, con riferimento alle citazioni ricevute nel 2024.</p>
<p>La presenza dell’Unical nella graduatoria acquista ulteriore rilievo se si considera che il ranking di Stanford prende in esame esclusivamente le discipline tecnico-scientifiche, senza includere la produzione dell’area socio-umanistica, che rappresenta un altro punto di forza dell’Ateneo.<br />
L’Università della Calabria è presente in 22 settori scientifici con un ampio ventaglio di discipline, dalle scienze biomediche all’ingegneria, dalla chimica all’informatica, fino agli studi storici e psicologici. Anche quest’anno compaiono nella lista alcuni docenti non più in servizio in Ateneo, ma che hanno legato gran parte della loro attività accademica all’Unical.</p>
<p>Di seguito i nomi riportati nella classifica da Stanford per Unical (in grassetto le new entry rispetto alla scorsa edizione):<br />
AGRICULTURE, FISHERIES &#038; FORESTRY – Monica Rosa Loizzo<br />
BIOMEDICAL RESEARCH – Giuseppe Genchi, Cesare Indiveri, Mariafrancesca Scalise<br />
BUILT ENVIRONMENT &#038; DESIGN – Domenico Mundo<br />
CHEMISTRY – Francesco Aiello, Roberta Cassano, Jessica Ceramella, Giuseppe Cirillo, Filomena Conforti, Manuela Curcio, Renato Dalpozzo, Bartolo Gabriele, Fedora Grande, Domenico Iacopetta, Raffaella Mancuso, Mariangela Marrelli, Francesco Menichini, Janos B. Nagy, Francesco Neve, Ilaria Ortensia Parisi, Francesco Puoci, Maria Stefania Sinicropi, Rosa Tundis<br />
CLINICAL MEDICINE – Erika Cione, Ciro Indolfi, Marcello Maggiolini, Francesco Pata, Ida Perrotta, Michele Provenzano, Sonia Trombino, Gianluigi Zaza<br />
EARTH &#038; ENVIRONMENTAL SCIENCES – Sara Criniti, Salvatore Critelli, Francesco Perri<br />
ECONOMICS &#038; BUSINESS – Laura Eboli<br />
ENABLING &#038; STRATEGIC TECHNOLOGIES – Piero Bevilacqua, Luigi Bruno, Roberto Bruno, Luigino Filice, Petronilla Fragiacomo, Matteo Genovese, Carmine Maletta, Fabio Mazza, Luciano Ombres, Antonio Tursi<br />
ENGINEERING – Giancarlo Alfonsi, Fabio Bruno, Vincenza Calabrò, Giuseppe Carbone, Alessandro Casavola, Sudip Chakraborty, Giuseppe Cocorullo, Enrico Conte, Pierfranco Costabile, Efrem Curcio, Stefano Curcio, Fabrizio Greco, Domenico Grimaldi, Francesco Lamonaca, Marco Lanuzza, Paolo Lonetti, Francesco Longo, Raffaele Molinari, Yaroslav D. Sergeyev, Domenico Umbrello<br />
HISTORICAL STUDIES – Mauro Francesco La Russa<br />
INFORMATION &#038; COMMUNICATION TECHNOLOGIES – Mario Alviano, Fabrizio Angiulli, Sandra Costanzo, Alfredo Cuzzocrea, Floriano De Rango, Giancarlo Fortino, Georg Gottlob, Raffaele Gravina, Sergio Greco, Antonio Iera, Nicola Leone, Giuseppe Pirrò, Francesco Ricca, Domenico Saccà, Claudio Savaglio, Domenico Talia, Mauro Tropea<br />
MATHEMATICS &#038; STATISTICS – Gennaro Infante<br />
PHYSICS &#038; ASTRONOMY – Vincenzo Carbone, Gianluca Gatti, Nino Russo<br />
PSYCHOLOGY &#038; COGNITIVE SCIENCES – Rocco Servidio<br />
La classifica di Stanford si basa su una banca dati costruita a partire da Scopus, uno dei principali archivi internazionali di citazioni scientifiche. Per ogni ricercatore vengono valutati diversi indicatori che misurano non solo la quantità di articoli pubblicati, ma soprattutto il loro impatto nella comunità scientifica, tenendo conto anche del ruolo ricoperto nelle pubblicazioni (ad esempio primo o ultimo autore).<br />
Gli studiosi sono suddivisi in 22 aree disciplinari e 174 sotto-aree specialistiche, e rientrano nella graduatoria soltanto coloro che si collocano nel 2% dei migliori a livello mondiale nel proprio settore. L’edizione 2025 è stata elaborata a partire dai dati aggiornati a fine 2024 e fotografati da Scopus il 1° agosto 2025.</p>
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		<title>Da Parisi a Garattini, appello di Nobel e scienziati: Servizio sanitario in crisi perché sottofinanziato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/da-parisi-a-garattini-appello-di-nobel-e-scienziati-servizio-sanitario-in-crisi-perche-sottofinanziato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 10:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) – &#8220;Non possiamo fare a meno del servizio sanitario pubblico&#8221;. Ma &#8220;oggi i dati dimostrano che è in crisi: arretramento di alcuni indicatori di salute, difficoltà crescente di accesso ai percorsi di diagnosi e cura, aumento delle diseguaglianze regionali e sociali&#8221;. Molto &#8220;si può e si deve fare sul piano organizzativo, ma la vera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) – &#8220;Non possiamo fare a meno del servizio sanitario pubblico&#8221;. Ma &#8220;oggi i dati dimostrano che è in crisi: arretramento di alcuni indicatori di salute, difficoltà crescente di accesso ai percorsi di diagnosi e cura, aumento delle diseguaglianze regionali e sociali&#8221;. Molto &#8220;si può e si deve fare sul piano organizzativo, ma la vera emergenza è adeguare il finanziamento del Servizio sanitario nazionale agli standard dei Paesi europei avanzati (8% del Pil). Ed è urgente e indispensabile, perché un Ssn che funziona non solo tutela la salute, ma contribuisce anche alla coesione sociale&#8221;. E&#8217; l&#8217;appello a difesa della sanità pubblica di 14 tra i più importanti scienziati italiani, tra i quali il premio Nobel Giorgio Parisi. &#8220;Dal 1978, data della sua fondazione, al 2019 il Ssn in Italia ha contribuito a produrre il più marcato incremento dell&#8217;aspettativa di vita (da 73,8 a 83,6 anni) tra i Paesi ad alto reddito&#8221;, si legge nel documento che sottolinea come oggi il sistema sia invece in crisi. &#8220;Questo accade perché i costi dell&#8217;evoluzione tecnologica, i radicali mutamenti epidemiologici e demografici e le difficoltà della finanza pubblica hanno reso fortemente sottofinanziato il Ssn, al quale nel 2025 sarà destinato il 6,2% del Pil (meno di vent&#8217;anni fa). Il pubblico garantisce ancora a tutti una quota di attività (urgenza, ricoveri per acuzie), mentre per il resto (visite specialistiche, diagnostica, piccola chirurgia) il pubblico arretra, e i cittadini sono costretti a rinviare gli interventi o indotti a ricorrere al privato&#8221;. Continuare &#8220;su questa china, oltre che in contrasto con l&#8217;articolo 32 della Costituzione, ci spinge verso il modello Usa – avvertono i firmatari – terribilmente più oneroso (spesa complessiva più che tripla rispetto all&#8217;Italia) e meno efficace (aspettativa di vita inferiore di 6 anni). La spesa sanitaria in Italia non è grado di assicurare compiutamente il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e l&#8217;autonomia differenziata rischia di ampliare il divario tra Nord e Sud d&#8217;Italia in termini di diritto alla salute. E&#8217; dunque necessario un piano straordinario di finanziamento del Ssn e specifiche risorse devono essere destinate a rimuovere gli squilibri territoriali. La allocazione di risorse deve essere accompagnata da efficienza nel loro utilizzo e appropriatezza nell&#8217;uso a livello diagnostico e terapeutico, in quanto fondamentali per la sostenibilità del sistema&#8221;.</p>
<p>Per i 14 scienziati, il Servizio sanitario nazionale &#8220;deve recuperare il suo ruolo di luogo di ricerca e innovazione al servizio della salute. Parte delle nuove risorse deve essere impiegata per intervenire in profondità sull&#8217;edilizia sanitaria, in un Paese dove due ospedali su tre hanno più di 50 anni e uno su tre è stato costruito prima del 1940. Ma il grande patrimonio del Ssn è il suo personale: una sofisticata apparecchiatura si installa in un paio d&#8217;anni, ma molti di più ne occorrono per disporre di professionisti sanitari competenti, che continuano a formarsi e aggiornarsi lungo tutta la vita lavorativa. Nell&#8217;attuale scenario di crisi del sistema, e di fronte a cittadini/pazienti sempre più insoddisfatti, è inevitabile che gli operatori siano sottoposti a una pressione insostenibile che si traduce in una fuga dal pubblico, soprattutto dai luoghi di maggior tensione, come l&#8217;area dell&#8217;urgenza&#8221;. E&#8217; evidente che &#8220;le retribuzioni debbano essere adeguate, ma è indispensabile affrontare temi come la valorizzazione degli operatori, la loro tutela e la garanzia di condizioni di lavoro sostenibili. Particolarmente grave è inoltre la carenza di infermieri (in numero ampiamente inferiore alla media europea). Da decenni si parla di continuità assistenziale (ospedale-territorio-domicilio e viceversa), ma i progressi in questa direzione sono timidi.</p>
<p>Oggi il problema non è più procrastinabile: tra 25 anni quasi due italiani su cinque avranno più di 65 anni (molti di loro affetti da almeno una patologia cronica) e il sistema, già oggi in grave difficoltà, non sarà in grado di assisterli&#8221;. Infine, rimarcano i firmatari, &#8220;la spesa per la prevenzione in Italia è da sempre al di sotto di quanto programmato, il che spiega in parte gli insufficienti tassi di adesione ai programmi di screening oncologico che si registrano in quasi tutta Italia. Ma ancora più evidente è il divario riguardante la prevenzione primaria; basta un dato: abbiamo una delle percentuali più alte in Europa di bambini sovrappeso o addirittura obesi, e questo è legato sia a un cambiamento – preoccupante – delle abitudini alimentari sia alla scarsa propensione degli italiani all&#8217;attività fisica. Molto va investito, in modo strategico, nella cultura della prevenzione (individuale e collettiva) e nella consapevolezza delle opportunità, ma anche dei limiti della medicina moderna&#8221;. A firmare il documento: Ottavio Davini, Enrico Alleva, Luca De Fiore, Paola Di Giulio, Nerina Dirindin, Silvio Garattini, Franco Locatelli, Francesco Longo, Lucio Luzzatto, Alberto Mantovani, Giorgio Parisi, Carlo Patrono, Francesco Perrone, Paolo Vineis. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;appello di 100 scienziati italiani ai media:&#8217; Parlate di cambiamento climatico&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lappello-di-100-scienziati-italiani-ai-media-parlate-di-cambiamento-climatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 13:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore&#8221;. Comincia così un appello ai media firmato da 100 scienziati e studiosi italiani, fra i quali il Premio Nobel per la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore&#8221;. Comincia così un appello ai media firmato da 100 scienziati e studiosi italiani, fra i quali il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, Antonello Pasini, Nicola Armaroli, Stefano Caserini, Enrico Giovannini, Luca Mercalli, Telmo Pievani. &#8220;I media italiani parlano ancora troppo spesso di &#8216;maltempo&#8217; invece che di cambiamento climatico &#8211; si legge nell&#8217;appello -.  Quando ne parlano, spesso omettono le cause e le relative soluzioni. È come se nella primavera del 2020 i telegiornali avessero parlato solo di ricoverati o morti per problemi respiratori senza parlare della loro causa, cioè del virus SARS-CoV-2, o della soluzione, i vaccini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel suo ultimo rapporto &#8211; spiegano gli scienziati firmatari -, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Ipcc) è chiarissimo su quali siano le cause principali del cambiamento climatico: le emissioni di gas serra prodotte dall&#8217;utilizzo di combustibili fossili. Ed è altrettanto chiaro su quali siano le soluzioni prioritarie: la rapida eliminazione dell&#8217;uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili&#8221;.  &#8220;Non parlare delle cause dei sempre più frequenti e intensi eventi estremi che interessano il nostro pianeta &#8211; prosegue l&#8217;appello &#8211; e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace rischia di alimentare l&#8217;inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per queste ragioni &#8211; conclude il documento -, invitiamo tutti i media italiani a spiegare chiaramente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni, per dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggiore fiducia nel futuro&#8221;.<br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<item>
		<title>Rapporto scienziati per Global Summit: &#8216;Il Covid sarà endemico, possibili nuove ondate&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-scienziati-global-summit-il-covid-sara-endemico-nuove-ondate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 15:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[endemico]]></category>
		<category><![CDATA[Global Health Summit]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo sta entrando in una &#8220;age of pandemics&#8221;. Lo afferma il panel di 26 scienziati provenienti da tutto il mondo nel rapporto pubblicato sul sito della Commissione Europea in occasione del Global Health Summit di oggi e rilanciato dall&#8217;Iss. &#8220;Gli sforzi di oggi per affrontare il Covid-19 &#8211; avvertono gli esperti &#8211; dovrebbero includere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rapporto-scienziati-global-summit-il-covid-sara-endemico-nuove-ondate/">Rapporto scienziati per Global Summit: &#8216;Il Covid sarà endemico, possibili nuove ondate&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo sta entrando in una &#8220;age of pandemics&#8221;. Lo afferma il panel di 26 scienziati provenienti da tutto il mondo nel rapporto pubblicato sul sito della Commissione Europea in occasione del Global Health Summit di oggi e rilanciato dall&#8217;Iss.</p>
<p>&#8220;Gli sforzi di oggi per affrontare il Covid-19 &#8211; avvertono gli esperti &#8211; dovrebbero includere investimenti e misure di risposta che abbiano il maggior potenziale possibile per un miglioramento sostenibile della prevenzione, inclusi gli investimenti in risorse umane e nella loro formazione, della preparazione e della risposta alle minacce globali per la salute&#8221;.</p>
<p>&#8220;La probabile traiettoria per il SarsCoV2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali a causa della diminuzione dell&#8217;immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e/o dell&#8217;emergere di nuove varianti non controllate dai vaccini attuali. Nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei paesi con bassa copertura vaccinale&#8221;. E&#8217; quanto aggiunge il panel di 26 scienziati.<br />
&#8220;Un&#8217;equità globale nell&#8217;accesso alle risorse&#8221;, avvertono, &#8220;è sia un imperativo morale che un&#8217;esigenza critica per il controllo della pandemia&#8221;.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rapporto-scienziati-global-summit-il-covid-sara-endemico-nuove-ondate/">Rapporto scienziati per Global Summit: &#8216;Il Covid sarà endemico, possibili nuove ondate&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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