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	<title>scarcerato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 16:11:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Scarcerato il 53enne Matteo Costanza coinvolto nell&#8217;inchiesta sul narcotraffico &#8220;Millennium&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scarcerato-il-53enne-matteo-costanza-coinvolto-nellinchiesta-sul-narcotraffico-millennium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Costanza]]></category>
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		<category><![CDATA[Narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha revocato il provvedimento di arresto nei confronti di Matteo Costanza, di 53 anni, coinvolto nell&#8217;inchiesta &#8220;Millennium&#8221; con l&#8217;accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L&#8217;uomo era stato estradato dalla Spagna nel luglio dell&#8217;anno scorso dopo due mesi dal blitz [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha revocato il provvedimento di arresto nei confronti di Matteo Costanza, di 53 anni, coinvolto nell&#8217;inchiesta &#8220;<em>Millennium</em>&#8221; con l&#8217;accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L&#8217;uomo era stato estradato dalla Spagna nel luglio dell&#8217;anno scorso dopo due mesi dal blitz dei carabinieri che aveva portato all&#8217;arresto di 97 persone. Secondo gli investigatori, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale stroncato con l&#8217;operazione coordinata dalla Dda di Reggio Calabria.</p>
<p id="ob">In particolare, i pm lo considerano il referente in Spagna della cosca Barbaro &#8220;<em>Castan</em>i&#8221; di Platì. Titolare di un&#8217;azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, Costanza, attraverso la corruzione di funzionari doganali, sarebbe riuscito a gestire l&#8217;importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica. Un impianto accusatorio contestato dagli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna che, dopo l&#8217;estradizione di Costanza, avevano presentato ricorso al Tribunale del Riesame che ha confermato la misura cautelare disposta dal gip nei confronti dell&#8217;indagato.</p>
<p>Con sentenza del febbraio 2026, la Cassazione ha accolto il ricorso della difesa rimandando gli atti a un nuovo Tdl davanti al quale gli avvocati hanno ribadito la carenza di gravi indizi di colpevolezza. Il 15 aprile, quindi, il Riesame ha revocato l&#8217;ordinanza di arresto disponendo la scarcerazione di Matteo Cosenza. &#8220;<em>Si chiude così, dopo quasi undici mesi di detenzione carceraria, la fase cautelare di una vicenda che si inserisce nel contesto processuale più ampio dell&#8217;operazione &#8216;Millennium&#8217;: un procedimento che rimane tra i più rilevanti nell&#8217;attività antimafia della DDA di Reggio Calabria, ma che sul fronte cautelare porta ora impresso il segno di una difesa capace di reggere — e vincere — il confronto fino ai massimi gradi della giurisdizione&#8221;</em>, scrive in un nota l&#8217;avv. Davide Vigna.</p>
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		<title>Neonata rapita, Acqua Moses è stato scarcerato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-scarcerato-acqua-moses-tranello-moglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 07:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha lasciato il carcere di Castrovillari nella serata di venerdì <strong>Moses Omogo Chidiebere</strong>, di 43 anni, senegalese, che era stato fermato insieme a lei nel momento del ritrovamento della piccola Sofia nell&#8217;appartamento della coppia a Castrolibero, centro limitrofo a Cosenza. La Gip del tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, su conforme parere del sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Bruno Tridico, ha disposto la scarcerazione del marito di Rosa Vespa che &#8220;ha fatto tutto da sola&#8221; la sera di martedì scorso sequestrando nel tardo pomeriggio dello stesso giorno la piccola Sofia, neonata di un solo giorno, sottraendola con uno stratagemma alla madre nella clinica &#8220;Sacro cuore&#8221;. <strong>Rosa Vespa avrebbe, in sostanza, ideato e messo in atto in modo del tutto autonomo il sequestro</strong> di Sofia, ingannando tutti, parenti, amici e <strong>persino il marito</strong>, che sarebbe stato davvero convinto della gravidanza della moglie La già incredibile vicenda del sequestro di Sofia assume così toni ancora più clamorosi con la scarcerazione del <strong>marito</strong> di Rosa Vespa, che <strong>sarebbe caduto in pieno nel tranello ordito dalla moglie</strong>. &#8220;Il mio assistito &#8211; ha detto l&#8217;avvocato Gianluca Garritano, difensore del senegalese &#8211; è stato creduto totalmente dai magistrati perché lui stesso ha ritenuto credibile la gravidanza portata avanti dalla moglie. <strong>Ci sono anche delle foto che ritraggono Moses mentre bacia la pancia della moglie</strong>. Rosa Vespa aveva un pancione credibile che la faceva sembrare incinta ed <strong>ha mostrato al marito anche una lettera di dimissioni dalla clinica</strong> che l&#8217;uomo ha ritenuto fosse vera&#8221;.</p>
<p>Restano molti, comunque, i punti da chiarire nella dinamica dei fatti. Uno dei quali riguarda, senz&#8217;altro, le varie fasi in cui si é concretizzato il sequestro di Sofia. Già il fatto stesso che <strong>Rosa Vespa abbia potuto entrare indisturbata nella clinica</strong>, munita di un ovetto, e ne sia poi uscita insieme al marito, ha dell&#8217;inverosimile. Nessuno del personale della clinica ha chiesto conto alla donna, e tanto meno al marito, di cosa stessero facendo all&#8217;interno della struttura. Ed il fatto é ancora più grave se si pensa che se qualcuno avesse fermato la donna e le avesse chiesto cosa ci faceva nella clinica, anche il marito di Rosa Vespa avrebbe scoperto l&#8217;inganno e tutto si sarebbe risolto molto prima. Il caso ha voluto, per fortuna, che <strong>Moses Omogo Chidiebere si sia recato nella clinica insieme alla moglie con la sua auto, a dimostrazione ulteriore della sua buonafede</strong>. Le immagini della vettura riprese dalle telecamere della clinica, ed in particolare della targa, hanno consentito di individuare nel giro di poche ore l&#8217;abitazione in cui era stata portata la piccola Sofia, interrompendo la festa per l&#8217;arrivo del &#8220;nuovo arrivato&#8221;, spacciato appunto per un maschietto perché come tale era stato annunciato, che era stata organizzata, alla presenza di numerosi parenti e amici della coppia.</p>
<p>Resta da vedere, adesso, quale sarà la linea difensiva di Rosa Vespa dopo che la sua posizione, a seguito della scarcerazione del marito, si é obiettivamente aggravata. C&#8217;é da capire, inoltre, se e quando sarà presentato un ricorso al Tribunale della libertà per chiedere la revoca dell&#8217;arresto della presunta sequestratrice.</p>
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		<title>Finalmente Patrick Zaki è stato scarcerato: &#8220;Tutto bene&#8221;, l’incontro con la madre e la sorella</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/finalmente-patrick-zaki-e-stato-scarcerato-tutto-bene-lincontro-con-la-madre-e-la-sorella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 14:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[patrick zaki]]></category>
		<category><![CDATA[scarcerato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo ben 22 mesi trascorsi in carcere in Egitto finalmente Patrick Zaki è stato scarcerato. Le prime foto diffuse lo ritraggono davanti a un commissariato di Mansura, mentre abbraccia la madre e la sorella subito dopo la liberazione. “Tutto bene”, ha detto in italiano rispondendo ai giornalisti. La liberazione per lo studente dell’università di Bologna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo ben 22 mesi trascorsi in carcere in Egitto finalmente Patrick Zaki è stato scarcerato. Le prime foto diffuse lo ritraggono davanti a un commissariato di Mansura, mentre abbraccia la madre e la sorella subito dopo la liberazione. “Tutto bene”, ha detto in italiano rispondendo ai giornalisti. La liberazione per lo studente dell’università di Bologna è stata decisa ieri dal giudice monocratico, ma rimane imputato con l’accusa di diffusione di false informazioni dopo aver pubblicato un articolo in cui denunciava le mancate garanzie offerte dal regime di Abdel Fattah al-Sisi nei confronti della popolazione copta del Paese. Di fatto c’è stata però una piccola apertura da parte dell’Egitto nei confronti dell’Italia ed è la prima dall’omicidio di Giulio Regeni.</p>
<p>“Aspettavamo di vedere quell’abbraccio da 22 mesi”, ha commentato all’agenzia Ansa il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury, “e quell’abbraccio arriva dall’Italia, da tutte le persone, tutti i gruppi e gli enti locali, l’università, i parlamentari che hanno fatto sì che quell’abbraccio arrivasse. Un abbraccio soprattutto ai mezzi di informazione che hanno tenuto alta l’attenzione per questi 22 mesi. Ora che abbiamo visto quell’abbraccio aspettiamo che questa libertà non sia provvisoria ma sia permanente. E con questo auspicio arriveremo al primo febbraio, udienza prossima”. Intanto questa mattina a Roma, nei pressi di Villa Ada e proprio dove c’è la sede dell’ambasciata d’Egitto in Italia, è comparso un murales con Giulio Regeni che abbraccia Patrick Zaki. A firmare l’opera è la street artist Laika: raffigura il ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016 che cinge la vita di Zaki dicendogli: “Ci siamo quasi”. Lo studente risponde: “Stringimi ancora”. A chiudere l’opera la scritta, in arabo, “Innocente”.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-177630" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6-300x222.jpg" alt="" width="623" height="461" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6-300x222.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6-485x360.jpg 485w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6-696x514.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6-569x420.jpg 569w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/12/280db39e4f86a632b79a9c0cebf24de6.jpg 700w" sizes="(max-width: 623px) 100vw, 623px" /></p>
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		<item>
		<title>Risolto il cavillo del braccialetto elettronico, Giancarlo Pittelli scarcerato tre giorni dopo decisione Tdl</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/risolto-il-cavillo-del-braccialetto-elettronico-giancarlo-pittelli-scarcerato-tre-giorni-dopo-decisione-tdl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 16:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[domiciliari]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Pittelli]]></category>
		<category><![CDATA[mala pigna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato ed ex senatore Giancarlo Pittelli ha lasciato la casa circondariale di &#8220;San Pietro&#8221; di Reggio Calabria senza il braccialetto elettronico a tre giorni dalla revoca della misura cautelare in carcere, disposta dal Tribunale del Riesame della Città dello Stretto nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Mala pigna&#8221;. Si è concluso così, stamani, l&#8217;empasse dovuto a un cavillo procedurale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvocato ed ex senatore Giancarlo Pittelli ha lasciato la casa circondariale di &#8220;San Pietro&#8221; di Reggio Calabria senza il braccialetto elettronico a tre giorni dalla revoca della misura cautelare in carcere, disposta dal Tribunale del Riesame della Città dello Stretto nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Mala pigna&#8221;. Si è concluso così, stamani, l&#8217;empasse dovuto a un cavillo procedurale legato al mantenimento per Pittelli del braccialetto la cui applicazione era stata disposta dal Tribunale di Vibo Valentia quando all&#8217;ex parlamentare furono concessi gli arresti domiciliari per il procedimento &#8220;Rinascita Scott&#8221;, scaturito da un&#8217;inchiesta della Dda di Catanzaro.</p>
<p>Rispondendo all&#8217;istanza formulata dagli avvocati Salvatore Staiano e Guido Contestabile, infatti, stamattina il Tribunale di Vibo Valentia ha disposto che Pittelli &#8220;venga sottoposto alla misura degli arresti domiciliari senza apposizione del dispositivo elettronico&#8221;. Pittelli ha raggiunto così la sua abitazione di Catanzaro dove è ristretto agli arresti domiciliari sia per l&#8217;operazione &#8220;Mala Pigna&#8221;, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria contro la cosca Piromalli, sia per il processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221; contro la cosca Mancuso in cui è imputato. In entrambi i procedimenti penali, l&#8217;ex parlamentare è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.<br />
In merito al cavillo procedurale legato al braccialetto elettronico che ha costretto Pittelli a stare tre giorni in più in carcere, i giudici di &#8220;Rinascita-Scott&#8221; hanno trasmetto il provvedimento &#8220;al presidente del Tribunale di Vibo Valentia e al direttore della cancelleria penale affinché adottino gli opportuni provvedimenti volti a garantire che la trasmissione delle istanze urgenti al collegio avvenga senza ritardo&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta, fuori dal carcere il boss Antonino Imerti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-fuori-dal-carcere-il-boss-antonino-imerti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2021 07:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[reggio]]></category>
		<category><![CDATA[scarcerato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato scarcerato la scorsa settimana, dopo circa 28 anni di reclusione, il boss della ndrangheta Antonino Imerti, 72 anni. Imerti, cognato del boss Domenico Condello detto &#8220;u pacciu&#8221;, è stato il capo scissionista nella ndrangheta reggina che diede l&#8217; avvio allo scontro armato contro gli ex alleati De Stefano-Tegano-Libri. La &#8220;ribellione&#8221; di Antonino Imerti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-fuori-dal-carcere-il-boss-antonino-imerti/">&#8216;Ndrangheta, fuori dal carcere il boss Antonino Imerti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È stato scarcerato la scorsa settimana, dopo circa 28 anni di reclusione, il boss della ndrangheta Antonino Imerti, 72 anni.</strong> Imerti, cognato del boss Domenico Condello detto &#8220;u pacciu&#8221;, è stato il capo scissionista nella ndrangheta reggina che diede l&#8217; avvio allo scontro armato contro gli ex alleati De Stefano-Tegano-Libri. La &#8220;ribellione&#8221; di Antonino Imerti, detto &#8220;nano feroce&#8221;, fu causata da un fallito attentato contro di lui attuato con un&#8217; autobomba a Villa San Giovanni (RC), che il boss rampante attribuì come mandante a Paolo De Stefano.</p>
<p>La reazione di Imerti contro l&#8217; ex alleato, all&#8217; epoca &#8211; il 10 ottobre 1985 &#8211; fu violentissima. Paolo De Stefano, latitante, fu assassinato insieme ad un guardaspalle,  mentre transitava a bordo di una moto in via Mercatello, nel cuore del quartiere reggino di Archi. Da lì, si scatenò la violentissima &#8220;guerra di ndrangheta&#8221;, a Reggio Calabria e in provincia, che in cinque anni provocò quasi mille omicidi. Antonino Imerti è stato sottoposto alla libertà vigilata.</p>
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