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	<title>Save the Children Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2026 11:23:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Save the Children: in Calabria incidenza tra le più alte di minori indagati per mafia, 0,07 per mille</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 11:23:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal rapporto &#8216;(Dis)armati. Un&#8217;indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realta&#8221;, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS, in Calabria, tra il 2014 e il 2024, è aumentata l&#8217;incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,84 ogni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal rapporto &#8216;(Dis)armati. Un&#8217;indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realta&#8221;, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS, in Calabria, tra il 2014 e il 2024, è aumentata l&#8217;incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,84 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) mentre è diminuita per il reato di associazione per delinquere (-0,3 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) ed estorsione (-0,13 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni).</p>
<p>Nella regione l&#8217;incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,04 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni e per associazione mafiosa dello 0,07 per mille abitanti 14-17enni, tra i più alti in Italia. A Reggio aumentano i minori segnalati per lesioni personali (25 nel 2024, 10 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) e rapine (16 nel 2024, 11 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) mentre calano i reati di minaccia (11 nel 2024, erano 19 nel 2014) e associazione per delinquere (6 nel 2024, 1 nel primo semestre 2025, erano 10 nel 2014), invariato il porto d&#8217;armi (7 nel 2024, come nel 2014, 2 nel primo semestre 2025).</p>
<p id="ob">&#8220;<em>L&#8217;Italia &#8211; evidenzia il rapporto &#8211; è uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile tra i più bassi in Europa, ma aumentano i minori denunciati o arrestati per reati violenti, come rapina, lesioni personali e rissa e, in alcuni territori, associazione mafiosa&#8221;</em>. La violenza giovanile, &#8220;<em>tra fragilità e vuoti relazionali ed educativi &#8211; </em>sottolinea Save the children <em>&#8211; interroga con urgenza il mondo adulto. La risposta non può essere solo punitiva: occorre potenziare i percorsi educativi e di responsabilizzazione, di recupero e per benessere psicofisico dei minori, e rafforzare i presidi di ascolto e l&#8217;educazione alla nonviolenza&#8221;.</em></p>
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		<title>X rapporto di Save the Children “Le Equilibriste&#8221;: madri italiane, sempre più sole e penalizzate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 12:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla Festa della mamma – la seconda domenica di maggio -, arriva il X rapporto di Save the Children che fotografa la maternità in Italia nel 2025: “Le Equilibriste“. Un bilancio delle sfide e degli infiniti equilibrismi, appunto, che le donne in Italia devono affrontare quando scelgono di diventare mamme, accompagnato dai dati sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A pochi giorni dalla Festa</strong> della mamma – la seconda domenica di maggio -, arriva il X rapporto di Save the Children che fotografa la maternità in Italia nel 2025: “<a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia-nel-2025">Le Equilibriste</a>“. Un bilancio delle sfide e degli infiniti equilibrismi, appunto, che le donne in Italia devono affrontare quando scelgono di diventare mamme, accompagnato dai dati sulla maternità nel nostro Paese. Diseguaglianze di genere nel mondo del lavoro, sbilanciamento tra carichi di cura e vita professionale a sfavore delle donne, insufficienza o assenza dei servizi per la prima infanzia: questi i fattori che condizionano la vita e il benessere delle madri. «Non sorprende se la natalità tocca il minimo storico con solo 1,18 figli per donna e che il 20% delle donne smette di lavorare dopo essere diventata madre», osservano da Save the Children. Lo dimostra il nuovo record negativo delle nascite nel 2024, con soli 370mila nuovi nati: una flessione del 2,6% rispetto all’anno precedente.</p>
<p><strong>La classifica delle regioni</strong> “mother friendly” elaborata dall’Istat – l’Indice delle Madri – vede ai primi posti la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia-Romagna e la Toscana. <strong>All’ultimo posto</strong> la Basilicata, preceduta da Campania, Puglia e <strong>Calabria</strong>. Allargando lo sguardo oltre confine però su 146 Paesi nel mondo, l’Italia occupa il 96° posto per partecipazione femminile al mondo del lavoro. Se guardiamo invece il dato sul gender gap retributivo, ci troviamo alla 95ª posizione.</p>
<p><strong>In Italia, insomma,</strong> «le madri sono sempre più sole e penalizzate». Specie le mamme single: basti pensare che, tra quelle fra i 25 e i 34 anni, poco più di 1 su 2 lavora, rientrando quindi tra le categorie più a rischio di povertà. Più in generale, comunque, nel 2024 il divario occupazionale tra padri e madri con almeno un figlio minore è di quasi 29 punti percentuali. Significativi anche i dati sul divario salariale a sfavore delle donne, che preludono a una penalità ancora più netta quando queste decidono di mettere al mondo un figlio: la “child penalty”. Il 77,8% degli uomini senza figli è occupato, ma la percentuale sale al 91,5% tra i padri (92,1% per chi ha un figlio minore e 91,8% per chi ne ha due o più). Per le donne la situazione è molto diversa: lavora il 68,9% tra quelle senza figli, ma la quota scende al 62,3% tra le madri (65,6% per chi ha un figlio minore e 60,1% con due o più). Vale a dire che mentre gli uomini con figli sono più presenti nel mercato del lavoro degli uomini senza figli, per le donne avere figli è associato a una minore occupazione lavorativa, tanto che 20 su 100 smettono di lavorare dopo essere diventate madri.</p>
<p><strong>Sono comunque le mamme</strong> single a incontrare ancora più difficoltà. Negli anni, i nuclei monogenitoriali, cioè le famiglie composte da un solo genitore con figli, sono passati da circa 2 milioni 650mila nel 2011 a oltre 3 milioni 800mila nel 2021, segnando un incremento del 44%. Una tendenza opposta rispetto alle coppie con figli che, al contrario, sono calate nel tempo. Il 77,6% delle famiglie monogenitoriali è costituito da madri sole con i propri figli. Si stima, inoltre, che le madri sole saranno 2,3 milioni nel 2043. Attualmente sono una delle tipologie familiari più esposte al rischio di povertà.</p>
<p><strong>«Servono politiche strutturali,</strong> integrate e durature che garantiscano risorse e strumenti per sostenere le famiglie nella cura dei figli e nella conciliazione tra vita privata e professionale – commenta Giorgia D’Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children -. È fondamentale, ad esempio, garantire a tutti i bambini e le bambine l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia, ampliando l’offerta in tutti i territori e assicurandone la sostenibilità nel lungo periodo, ed estendere la durata dei congedi di paternità, incentivandone l’utilizzo e riconoscendo il valore sociale della cura anche per i padri, in una logica di corresponsabilità. Solo così potremo costruire un futuro in cui la genitorialità, il lavoro e la vita privata non siano in conflitto, ma possano coesistere come parte di un progetto di benessere individuale e collettivo».</p>
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		<title>Save the Children: un ragazzo su 10 in povertà, il 67,4% teme di non uscirne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/save-the-children-un-ragazzo-su-10-in-poverta-il-674-teme-di-non-uscirne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 08:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia più di 100mila ragazze e ragazzi tra i 15 e i 16 anni, quasi uno su 10 (9,4%), vivono in condizioni di povertà e il 67,4% di loro teme che il futuro lavoro non gli permetterà di uscirne contro il 25,9% degli adolescenti che non vive condizioni di deprivazione, mentre più di uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia più di 100mila ragazze e ragazzi tra i 15 e i 16 anni, quasi uno su 10 (9,4%), vivono in condizioni di povertà e il 67,4% di loro teme che il futuro lavoro non gli permetterà di uscirne contro il 25,9% degli adolescenti che non vive condizioni di deprivazione, mentre più di uno su quattro pensa che non concluderà la scuola a fronte dell&#8217;8,9% dei coetanei. Sono alcuni dati della ricerca Domani (Im)possibili di Save the Children, presentata oggi a Roma all&#8217;Acquario Romano all&#8217;apertura di &#8216;Impossibile 2024 &#8211; Costruire il futuro di bambine, bambini e adolescenti. Ora&#8217;, la biennale sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza dell&#8217;organizzazione a cui è stata conferita la medaglia del Presidente della Repubblica.</p>
<p>La ricerca rileva &#8220;un drammatico divario nelle aspettative per il futuro tra i ragazzi in condizioni di povertà rispetto ai loro coetanei più abbienti&#8221; ed è per tale ragione che per Save The Children è &#8220;indispensabile un piano strategico di lungo periodo e investimenti certi per contrastare la povertà minorile e restituire fiducia e aspirazioni ai giovani&#8221;. Il 17,9% dei ragazzi tra i 15 ed 16 anni in povertà afferma che i genitori hanno difficoltà nel sostenere le spese per cibo, vestiti e bollette e l&#8217;11,6% ammette di non poter comprare un paio di scarpe nuove anche se ne ha bisogno. Quasi uno su quattro (23,9%) inizia l&#8217;anno scolastico senza avere tutti i libri e il materiale necessario e il 24% ha difficoltà a partecipare alle gite scolastiche per motivi economici. Il 37,7% degli adolescenti vede i propri genitori spesso o sempre preoccupati per le spese e il 9% racconta che chiedono aiuto ad amici e familiari o prestiti. Il 43,7% dei 15-16enni intervistati aiuta la famiglia ad affrontare le spese, cercando di risparmiare e di non chiedere soldi per spese non indispensabili; tra questi, il 18,6% svolge qualche attività lavorativa (uno su due ha meno di 16 anni). Andando ad analizzare lo scarto tra le aspirazioni e le aspettative concrete &#8211; sottolinea Save The Children &#8211; &#8220;colpisce la consapevolezza dei ragazzi che vivono in condizioni di disagio economico circa gli ostacoli che dovranno affrontare nel loro accesso al mondo del lavoro. Il gap tra aspirazioni e aspettative concrete di avere un lavoro ben retribuito è infatti molto maggiore per questi ragazzi rispetto ai coetanei che vivono in condizioni economiche migliori. Se per questi ultimi, lo scarto è di 17,6 punti percentuali, per i più svantaggiati la forbice raggiunge i 56,4 punti percentuali, a testimoniare quanto la povertà possa generare frustrazione e gravare negativamente sui percorsi di vita&#8221;.</p>
<p><strong>Papa Francesco, contrastare povertà minorile con determinazione</strong> &#8211; &#8220;Il Santo Padre auspica che l&#8217;evento susciti una maggiore sensibilizzazione nei confronti di tutte le forme di abuso sui minori&#8221;. E&#8217; quanto scrive il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, al presidente di Save The Children Claudio Tesauro riferendosi ad &#8220;Impossibile 2024 &#8211; Costruire il futuro di bambine, bambini e adolescenti. Ora&#8221;, la biennale sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza promossa dall&#8217;organizzazione definendola una &#8220;lodevole iniziativa&#8221;.<br />
&#8220;Papa Francesco &#8211; prosegue il messaggio &#8211; incoraggia ad agire con responsabilità e determinazione per contrastare le disuguaglianze e la povertà minorile, attraverso l&#8217;ascolto, la tutela e la protezione delle vittime. Egli esorta ad operare con deciso impegno al fine di impedire ogni sfruttamento, rammentando di avere cura dei giovani, &#8216;di quelli che non hanno avuto opportunità o che provengono da situazioni sociali svantaggiate. Non tutti hanno ricevuto il supporto indispensabile della famiglia e della comunità cristiana e noi siamo chiamati a farcene carico, perchè nessuno di loro può essere messo alla porta, soprattutto i più poveri ed emarginati, che richischiano gravi forme di esclusione, compresi i migranti&#8217; (udienza ai membri della Confap, 3 maggio 2024)&#8221;.. Il messaggio si conclude con : &#8216;Il Santo Padre assicura un orante ricordo ai partecipanti e volentieri invia la benedizione apostolica&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Save the Children, in Calabria bassa adesione a congedo paternità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/save-the-children-in-calabria-bassa-adesione-a-congedo-paternita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 08:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adesione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; la provincia di Catanzaro con il 39%, in Calabria, la realtà territoriale dove i padri usufruiscono in maniera maggiore del congedo di paternità il cui utilizzo in Italia risulta più che triplicato nel periodo 2013-2022. Il dato emerge dall&#8217;elaborazione di Save the Children dei nuovi dati Inps diffusi in occasione della Festa del Papà. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la provincia di Catanzaro con il 39%, in Calabria, la realtà territoriale dove i padri usufruiscono in maniera maggiore del congedo di paternità il cui utilizzo in Italia risulta più che triplicato nel periodo 2013-2022. Il dato emerge dall&#8217;elaborazione di Save the Children dei nuovi dati Inps diffusi in occasione della Festa del Papà. Introdotto nel 2012, lo strumento prevedeva un solo giorno obbligatorio e due facoltativi, mentre oggi garantisce 10 giorni obbligatori e uno facoltativo ai neopapà ed è fruibile tra i due mesi precedenti e i 5 successivi al parto. A seguire nelle percentuali di adesione al congedo di paternità, che nel Mezzogiorno propone tassi di adesione ancora piuttosto bassi, ci sono Reggio Calabria (35%), Cosenza (33%), Vibo Valentia (29%) e Crotone fanalino di coda (24%). Tutte situazioni molto lontane dai valori superiori all&#8217;80% (i più elevati) delle province di Bergamo e Lecco (81% in entrambi i casi), Treviso (82%), Vicenza (83%) e Pordenone (85%).</p>
<p>Ad utilizzare maggiormente il congedo, come era prevedibile sono gli uomini nelle fasce d&#8217;età comprese fra i 30 e i 39 anni (65,4%) e fra i 40 e i 49 (65,6%). Inoltre, è più probabile che il padre usufruisca del congedo di paternità se lavora in aziende medio-grandi. Fra quelle con oltre 100 dipendenti, infatti, l&#8217;utilizzo è pari al 77%, mentre scende al 67,8% in quelle che hanno fra i 51 e i 100 dipendenti, al 60% fra quelle che hanno fra i 16 e i 50 dipendenti, fino ad arrivare al 45,2% nelle aziende con 15 dipendenti o meno. Eppure, è proprio in questa ultima tipologia di azienda che si è registrato l&#8217;aumento maggiore nell&#8217;utilizzo del congedo di paternità tra il 2021 e il 2022 (più 8,7%). &#8220;Il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli sta cambiando, anche se lentamente, anche in Italia &#8211; afferma Giorgia D&#8217;Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children &#8211; a favore di una maggiore condivisione delle responsabilità. È necessario sostenere questo cambiamento, andare nella direzione di un congedo di paternità per tutti i lavoratori, non solo i dipendenti, garantendo che i datori di lavoro adempiano all&#8217;obbligo di riconoscere tale diritto, e fino ad arrivare all&#8217;equiparazione con il congedo obbligatorio di maternità&#8221;.</p>
<p>In Calabria Save the Children è presente con I Poli educativi che propongono, all&#8217;interno di scuole d&#8217;infanzia comunali e statali, percorsi di supporto alla genitorialità e consulenze con professionisti a sostegno del benessere del nucleo familiare. Un Polo Mille Giorni è presente a San Luca e un altro a Locri , con il supporto dell&#8217;Impresa Sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Calabria prima per migrazione sanitaria, ultima per spesa sanità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/calabria-prima-per-migrazione-sanitaria-ultima-per-spesa-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 16:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[Svimez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>a Calabria è l&#8217;ultima regione in Italia per spesa corrente in sanità, per numero di donne che si sottopongono ai controlli contro i tumori ed è la prima per migrazione sanitaria. E&#8217; quanto emerge dal Report Svimez &#8220;Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute&#8221;, presentato oggi a Roma in collaborazione con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>a Calabria è l&#8217;ultima regione in Italia per spesa corrente in sanità, per numero di donne che si sottopongono ai controlli contro i tumori ed è la prima per migrazione sanitaria. E&#8217; quanto emerge dal Report Svimez &#8220;Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute&#8221;, presentato oggi a Roma in collaborazione con Save the Children. Contestualmente, Save the Children ha ribadito come i divari territoriali siano evidenti già a partire dalla nascita. Sebbene nel panorama mondiale il Servizio sanitario nazionale si posizioni come una eccellenza per la cura dei bambini, viene rilevato, le disuguaglianze territoriali sono molto accentuate.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati Istat il tasso di mortalità infantile era di 1,8 decessi ogni 1000 nati vivi in Toscana, e più che doppio in Calabria (3,9). Dai dati di spesa sanitaria (di fonte Conti pubblici territoriali), è scritto in una nota, a fronte di una media nazionale di 2.140 euro, la spesa corrente più bassa si registra in Calabria con 1.748 euro) e per la parte di spesa in conto capitale, i valori più bassi si ravvisano in Campania (18 euro), Lazio (24 euro) e Calabria (27 euro), mentre il dato nazionale si attesta su una media di 41 euro. Secondo le valutazioni dell&#8217;Istituto superiore di sanità, nel biennio 2021-2022, in Italia circa il 70% delle donne di 50-69 anni si è sottoposta ai controlli: circa due su tre lo ha fatto aderendo ai programmi di screening gratuiti. La prima regione per copertura è il Friuli-Venezia Giulia (87,8%); l&#8217;ultima è la Calabria, dove solamente il 42,5% delle donne di 50-69 anni si è sottoposto ai controlli. Riguardo alla quota di donne che ha avuto accesso a screening organizzati, si passa dal 63 e il 76% di regioni del Nord all&#8217;11,8% della Calabria, il dato più basso in Italia.</p>
<p>In relazione alla &#8220;fuga&#8221; dal Sud per ricevere assistenza in strutture sanitarie è la Calabria a registrare l&#8217;incidenza più elevata di migrazioni: il 43% dei pazienti si rivolge a strutture sanitarie di Regioni non confinanti. Sul fronte pediatrico, invece, l&#8217;indice in Calabria, nel 2020, è il 23,6% a fronte di una media nazionale dell&#8217;8,7% e con differenze territoriali che vanno dal 3,4% del Lazio al 43,4% del Molise.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Save the Children, in Calabria web tutti giorni per 71% minori tra i 6 e i 17 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/save-the-children-in-calabria-web-tutti-giorni-per-71-minori-tra-i-6-e-i-17-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 14:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[71]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In Calabria il 71,3% di bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone (71%, al di sopra della media nazionale del 65,9%)&#8221;. Lo riferisce Save the Children in vista In vista della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete (Safer Internet [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In Calabria il 71,3% di bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone (71%, al di sopra della media nazionale del 65,9%)&#8221;. Lo riferisce Save the Children in vista In vista della Giornata mondiale per la sicurezza in Rete (Safer Internet Day 2024) istituita dall&#8217;Unione Europea, che ricorre il 6 febbraio.<br />
&#8220;Nonostante le raccomandazioni dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) &#8211; accolte anche in Italia dalla Società italiana di pediatria (Sip) &#8211; di non utilizzare dispositivi digitali per i bambini di età inferiore ai 2 anni, secondo una recente indagine dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 22,1% dei bambini di 2-5 mesi passa del tempo davanti allo schermo (tv, computer, tablet o smartphone), per la maggior parte per meno di un&#8217;ora al giorno.</p>
<p>I livelli di esposizione crescono con l&#8217;aumentare dell&#8217;età: se si considera il tempo di fruizione complessivo, che va da meno di un&#8217;ora a oltre tre ore, la percentuale di bambine e bambini che ha un&#8217;esposizione agli schermi tra gli 11 e i 15 mesi d&#8217;età in media arriva al 58,1%, quasi 3 su 5, in Calabria risulta la percentuale più elevata in Italia (75,4%), dove sale a 3 su 4 e dove il 5% di bambini è esposto per tre o più ore al giorno&#8221;. &#8221; Per quanto riguarda, invece, i videogiochi, in Calabria il 23,3% dei giovani di 11, 13 e 15 anni ne fa un uso problematico (valore leggermente inferiore alla media nazionale, 24%): qui sono però i ragazzi ad essere più esposti e l&#8217;età di maggiore esposizione, in questo caso, si abbassa a 11 anni&#8221;. La regione, inoltre, è sprovvista di strutture sanitarie che si occupino di questo tipo di dipendenze.</p>
<p>In tema di cyberbullismo, nel 2022, gli episodi che vedono protagonisti in rete minori tra gli 11 e i 13enni hanno segnato una crescita: in Calabria gli adolescenti vittime di questi episodi sono il 14,5%. L&#8217;uso intensivo di internet è associato anche a una maggior rischio di sovrappeso o obesità: in Calabria il 25,6% degli adolescenti è in sovrappeso o obeso, percentuale superiore rispetto alla media nazionale (22,6%) e quarta regione con il tasso più alto dopo Campania (31,6%), Sicilia (26,7) e Puglia (26,1).<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Cyberbullismo, &#8220;Save The Children&#8221;: In Calabria vittime il 14,5% degli adolescenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cyberbullismo-save-the-children-in-calabria-vittime-il-145-degli-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 13:33:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[14]]></category>
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		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria gli adolescenti vittime di episodi episodi di cyberbullismo sono il 14,5%. E con maggiore frequenza il fenomeno interessa le ragazze, ma esiste anche una quota di “bulle” che colpiscono le compagne per isolarle e deriderle soprattutto negli anni della preadolescenza, quando i tempi di crescita non sono uguali per tutte. E’ uno degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria gli adolescenti vittime di episodi episodi di cyberbullismo sono il 14,5%. E con maggiore frequenza il fenomeno interessa le ragazze, ma esiste anche una quota di “bulle” che colpiscono le compagne per isolarle e deriderle soprattutto negli anni della preadolescenza, quando i tempi di crescita non sono uguali per tutte. E’ uno degli elementi che emergono dai dati della XIV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, diffusi oggi da Save the Children. L’Atlante mette in evidenza inoltre che, in Calabria, il 71,3% di bambini e adolescenti tra i 6 e i 17 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone (al di sotto della media nazionale, che è del 73%). In Italia il 65,9% usa lo smartphone tutti i giorni, in Calabria la percentuale sale al 71%. Si abbassa sempre di più l’età in cui si possiede o si utilizza uno smartphone, con un aumento significativo di bambini tra i 6 e i 10 anni che utilizzano il cellulare tutti i giorni: al Sud e nelle Isole la percentuale è passata dal 28,3% al 42,8% tra il biennio 2018-19 e il 2021-22.</p>
<p>In Calabria le ragazze e i ragazzi di 11,13 e 15 anni che mostrano un uso problematico dei social media sono il 14,9% (il secondo dato più alto in Italia, che è del 13,5%). Sono soprattutto le ragazze a soffrirne e l’età più critica è quella dei 13 anni: tra le principali motivazioni dell’uso intensivo dei social media c’è quello di scappare da sentimenti negativi.<br />
Per quanto riguarda, invece, i videogiochi, in Calabria il 23,3% dei giovani di 11,13 e 15 anni ne fa un uso problematico (in linea con la media nazionale, 24%): qui sono però i ragazzi ad essere più esposti e l’età di maggiore esposizione, in questo caso, si abbassa a 11 anni. In materia di connettività, le famiglie con accesso alla banda ultra larga a fine 2022 erano il 52% (in aumentato rispetto al 2016, quando erano appena l’8%), con differenze territoriali.</p>
<p>La rete ultraveloce con fibra fino all’abitazione raggiunge il 48% delle famiglie nella provincia di Catanzaro, il 44% a Crotone, il 41% a Reggio, il 26% a Vibo e il 21% a Cosenza. Ma le famiglie ultraconnesse con accesso alla fibra Ftth (fino all’abitazione) rappresentano il 7% nella provincia di Reggio, il 5% nella provincia di Catanzaro, il 4% nella provincia di Cosenza, il 3% nella provincia di Crotone e solo l’1% nella provincia di Vibo Valentia.<br />
Secondo le stime, guardando alla percentuale di scuole con la banda ultra larga, la Calabria, con il 55,3% di scuole connesse sul totale delle sedi scolastiche, si trova in quart’ultima posizione nella classifica che è guidata dalla Puglia con l’85,6%, seguita dalla Lombardia (78,7%). Per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado, solo nel comune di Catanzaro tutte sono ormai connesse.</p>
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		<title>Tre milioni e 800 mila bambini e adolescenti tra 0 e 19 anni in Italia vivono nelle città metropolitane</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tre-milioni-e-800-mila-bambini-e-adolescenti-tra-0-e-19-anni-in-italia-vivono-nelle-citta-metropolitane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 12:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se è vero che con il crollo della natalità in Italia ci sono sempre meno bambini, i 10 milioni e 493 mila bambini e adolescenti tra 0 e 19 anni che vivono nel nostro Paese fanno i conti con una evidente disparità nell’accesso agli spazi abitativi, scolastici e pubblici adeguati alla crescita e al loro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che con il crollo della natalità in Italia ci sono sempre meno bambini, i 10 milioni e 493 mila bambini e adolescenti tra 0 e 19 anni che vivono nel nostro Paese fanno i conti con una evidente disparità nell’accesso agli spazi abitativi, scolastici e pubblici adeguati alla crescita e al loro benessere educativo, fisico e socio-emozionale. Disuguaglianze profonde, che possono fare la differenza in positivo o in negativo nel futuro di bambini e ragazzi che crescono in regioni diverse, ma anche in due diversi quartieri di una stessa grande città. Tra gli 0-19enni che vivono in Italia, ben 3 milioni e 785 mila, quasi 2 su 5, si concentrano infatti nelle 14 città metropolitane[1], costituite dal Comune principale e dal suo hinterland, dove vive anche il 13,7% dei contribuenti con reddito inferiore ai 15 mila euro annui. In città metropolitane del Sud Italia quali Catania, Palermo e Messina più della metà dei contribuenti ha un reddito inferiore ai 15mila euro annui. La concentrazione di cittadini con redditi bassi è tuttavia elevata anche nel Centro e Nord Italia (per esempio, Roma 38,8%, Venezia 36,9%). In queste città, le aree urbane caratterizzate da una maggiore privazione socioeconomica sono spesso anche quelle con meno spazi adeguati alla crescita dei minori.</p>
<p>Anche se le condizioni abitative inadeguate riguardano un numero significativo di minori in tutto il Paese, dove 2 su 5 vivono in un’abitazione sovraffollata e tra le famiglie con almeno un figlio minore c’è chi vive in case danneggiate (9,2%), con umidità (13,7%) o scarsa illuminazione (5,4%), tra i quasi 13 mila minori che sono senza casa o fissa dimora, 2 su 3 si concentrano nelle città metropolitane, dove si registra anche il 45% di tutti i provvedimenti di sfratto.<br />
Le città metropolitane si distinguono in negativo anche rispetto alla scuola, dove la percentuale di edifici scolastici senza certificato di agibilità raggiunge il 70% (62,8% la media in Italia), ma dove anche la presenza di uno spazio collettivo, mensa, palestra, aule tecniche o informatiche risulta inferiore alla media del Paese, già segnata da pesanti carenze: manca una palestra in 3 scuole su 5, uno spazio sociale comune in più di una su tre, e aule tecniche e informatiche sono un sogno per almeno la metà degli studenti minorenni di ogni ordine e grado.  In 8 città metropolitane, inoltre, l’accesso al tempo pieno nella scuola primaria è significativamente inferiore alla media nazionale pari al 38%, con le punte in negativo di Palermo (6,5%), Catania (9,5%) e <strong>Reggio Calabria (13,7%)</strong>, mentre in quella secondaria di I grado le città sotto la media (13,3%) sono 9, con Bari, Bologna, Venezia, Roma e Napoli che non superano il 5%. Anche gli spazi di verde pubblico fruibile dove trascorrere tempo all’aria aperta risultano in media inferiori nelle grandi città, con 16 metri quadrati teoricamente a disposizione di ogni bambino, contro i 19,5 della media nazionale. In generale, in Italia, per ogni bambino esistono 12 metri quadrati di aree sportive, 1,4 di parchi urbani, 1,05 di aree sociali/ricreative attrezzate, 0,59 di arredo urbano e solo 0,4 di giardino/orto botanico a scuola. Tuttavia, non sempre questi spazi sono concretamente accessibili a bambini e bambine. Inoltre, per il 30,7% delle famiglie la carenza di mezzi pubblici è un limite concreto nella possibilità di raggiungere altri quartieri.</p>
<p>Il rapporto di Save the Children approfondisce poi alcuni elementi di svantaggio all’interno delle città metropolitane. Questa nuova analisi, sviluppata in collaborazione con Openpolis, prende in considerazione in modo combinato due fattori primari quali il livello di istruzione dai 9 anni in su[2] e quello di occupazione tra i 15-64enni, in una scala che va da 2 (minor svantaggio) a 8 (maggior svantaggio), e disegna mappe cittadine segnate da forti disuguaglianze tra quartiere e quartiere in termini di opportunità per i minori, spesso più carenti proprio dove vive la maggior parte di loro.   Infatti, su 114 municipi dei Comuni principali delle città metropolitane, 33[3] presentano fattori di svantaggio più elevati.<br />
Se a Torino lo svantaggio risulta più elevato (valori da 5 a 8) in 4 municipi su 8, e a Roma in 9 municipi su 15, a Napoli sono ben 7 su 10 le municipalità con un indice elevato. A Palermo i valori più alti si registrano in ben 6 circoscrizioni su 8, a Bari questo avviene per 4 municipi su 5, a <strong>Reggio Calabria in 10 municipi su 15</strong> e a Cagliari in 3 su 6. Quattro municipi su 6 registrano un maggiore svantaggio a Bologna, 6 su 9 a Genova, 4 su 6 a Venezia, mentre a Firenze, ben 4 municipi sui 5 che compongono la città si attestano su valori più elevati. </p>
<p>Questi i principali dati diffusi oggi con il rapporto “Fare spazio alla crescita” da Save the Children &#8211; l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine e garantire loro un futuro -, in occasione del lancio della nuova campagna di sensibilizzazione “QUI VIVO”, che vuole mettere al centro dell’attenzione i bambini, le bambine e gli adolescenti che vivono nelle periferie geografiche, sociali ed educative nel nostro Paese. Tutti possono aderire alla campagna firmando la petizione lanciata oggi per assicurare educazione di qualità, attività sportive, opportunità e spazi sicuri in cui crescere a tutti i bambini, a partire da elementi molto concreti, come l’apertura delle scuole tutto il giorno o la presenza di biblioteche scolastiche e palestre in tutte le periferie.</p>
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		<title>Al Sud il 62,6% delle donne con figli non è occupata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/al-sud-il-626-delle-donne-con-figli-non-e-occupata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 09:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[donne con figli]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 42,6% delle donne con figli nella fascia d&#8217;età 25-54 risulta non occupata, con uno divario di oltre il 30% rispetto agli uomini. Il dato cambia notevolmente a seconda delle aree del Paese, arrivando a sfiorare il picco del 62,6% nel Mezzogiorno, dal 35,8% al Centro e da un 29,8% al Nord. Mentre il tasso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 42,6% delle donne con figli nella <strong>fascia d&#8217;età 25-54 risulta non occupata</strong>, con uno divario di oltre il 30% rispetto agli uomini. Il dato cambia notevolmente a seconda delle aree del Paese, arrivando a sfiorare il picco del <strong>62,6% nel Mezzogiorno</strong>, dal <strong>35,8% al Centro</strong> e da un <strong>29,8% al Nord</strong>. Mentre il tasso di occupazione dei padri tende a crescere all&#8217;aumentare del numero di figli minorenni presenti nel nucleo, quello delle madri tende a diminuire.</p>
<p>Nel 2020 sono state più di <strong>30mila le donne con figli che hanno rassegnato le dimissioni</strong>.  È quanto emerge dal <strong>rapporto di Save The Children</strong> &#8220;Le Equilibriste. La maternità in Italia 2022&#8221; che, per il settimo anno consecutivo, fotografa la situazione delle madri in Italia, con la mappa delle regioni italiane dove essere madri è più o meno semplice, con il Nord in cima e il Sud in fondo alla classifica, ma in ripresa nei servizi alla prima infanzia.</p>
<p><strong>La situazione per Regione</strong></p>
<p>Le province autonome di Bolzano e Trento mantengono rispettivamente la prima e la seconda posizione da diversi anni, seguono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Valle d’Aosta. Il Sud e il Lazio si posizionano tutte al di sotto del valore di riferimento, pari a 100, così troviamo la Sicilia 17° posto, la Puglia al 18° posto, la Basilicata al 19° posto, <strong>Calabria</strong> <strong>20° posto</strong>, Campania 21°.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/al-sud-il-626-delle-donne-con-figli-non-e-occupata/">Al Sud il 62,6% delle donne con figli non è occupata</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Anche in Calabria parte il progetto di &#8216;Save The Children&#8217; contro povertà educativa e fragilità sociali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/anche-in-calabria-parte-il-progetto-di-save-the-children-contro-poverta-educativa-e-fragilita-sociali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 09:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Maida]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[Volontari per l'educazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=173542</guid>

					<description><![CDATA[<p>«In un paese impoverito è possibile pensare a costruire una comunità educante che possa essere una risorsa per aumentare e promuovere l&#8217;inclusione dei bambini e delle famiglie fragili?». È questo il leit motiv del progetto &#8220;Volontari per l&#8217;educazione&#8221; curato da Save The Children e dal Cda Calabria Odv che si presenterà a Maida lunedì 15 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/anche-in-calabria-parte-il-progetto-di-save-the-children-contro-poverta-educativa-e-fragilita-sociali/">Anche in Calabria parte il progetto di &#8216;Save The Children&#8217; contro povertà educativa e fragilità sociali</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«In un paese impoverito è possibile pensare a costruire una comunità educante che possa essere una risorsa per aumentare e promuovere l&#8217;inclusione dei bambini e delle famiglie fragili?». È questo il leit motiv del progetto &#8220;Volontari per l&#8217;educazione&#8221; curato da Save The Children e dal Cda Calabria Odv che si presenterà a Maida lunedì 15 novembre alle 15.30.</p>
<p>Circa 300 le scuole della Calabria e 43 gli atenei coinvolti in Italia con lo scopo di intervenire sulla crisi e la povertà educativa legata al Covid nei bambini e negli adolescenti dai 9 ai 17 anni e nei minori figli di vittime di violenza che vivono in case protette.<br />
Il progetto prevede di affiancare stabilmente un volontario, adeguatamente formato, ad un singolo bambino/adolescente o a un piccolo gruppo di bambini/adolescenti per l&#8217;accompagnamento allo studio.<br />
L&#8217;incontro (seguibile anche on line al link meet.google.com/nns-twqw-ivq) si terrà nell&#8217;Istituto Comprensivo di Maida e vedrà anche la presentazione dei corsi di formazione rivolti a docenti, genitori, studenti che vogliano diventare protagonisti di questo importante e necessario intervento educativo.<br />
Nella fase sperimentale, Save The Children ha raggiunto oltre 1.500 studenti tra i 9 e i 16 anni in 16 regioni italiane e formato 950 Volontari per l&#8217;Educazione, che hanno aderito all&#8217;omonimo programma nazionale lanciato lo scorso dicembre da Save the Children, in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS).</p>
<p>Ad aprire i lavori lunedì 15 novembre alle 15.30 nell&#8217;Istituto comprensivo di Maida saranno Graziella Catozza, presidente CDA Calabria ODV e Paola Pellegrino, coordinatrice del progetto di Save the Children. Alla successiva tavola rotonda daranno il loro contributo il dirigente scolastico dell&#8217;Istituto Giuseppe De Vita, il direttore e presidente della Fondazione Caritas per la Diocesi di Lamezia Terme don Fabio Stanizzo,<br />
Giuseppe Nicola Di Leo Fondatore del Consorzio Didattico Europeo, i sindaci di Maida, San Pietro a Maida e Jacurso, i sacerdoti di Maida, San Pietro a Maida, Vena di Maida e Jacurso.</p>
<p>(<em>c.s.</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/anche-in-calabria-parte-il-progetto-di-save-the-children-contro-poverta-educativa-e-fragilita-sociali/">Anche in Calabria parte il progetto di &#8216;Save The Children&#8217; contro povertà educativa e fragilità sociali</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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