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	<title>Rossella Casini Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Feb 2026 10:40:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-di-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.</p>
<p>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì.</p>
<p><strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QjUdVqCZHJ"><p><a href="https://www.calabrianews.it/grande-successo-allunical-per-lamore-mio-non-muore-di-roberto-saviano/">Grande successo all&#8217;unical per &#8220;L&#8217;amore mio non muore&#8221; di Roberto Saviano</a></p></blockquote>
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		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 13:08:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-145164 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg" alt="" width="502" height="333" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg 632w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì. <strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Esce per Einaudi il nuovo romanzo di Roberto Saviano: l&#8217;amore di Rossella, eroina anti &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/esce-per-einaudi-il-nuovo-romanzo-di-roberto-saviano-lamore-di-rossella-eroina-anti-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 13:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[anti-'ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Eroina]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Casini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconta l&#8217;amore e il coraggio di Rossella Casini, un amore che non muore, che supera tutto, Roberto Saviano nel suo nuovo romanzo, un libro diverso da tutti gli altri che ridà voce alla &#8220;storia impossibile&#8221; e vera di una giovane studentessa vittima di &#8216;ndrangheta. L&#8217;amore mio non muore&#8221; che arriva oggi, 6 maggio, in libreria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/esce-per-einaudi-il-nuovo-romanzo-di-roberto-saviano-lamore-di-rossella-eroina-anti-ndrangheta/">Esce per Einaudi il nuovo romanzo di Roberto Saviano: l&#8217;amore di Rossella, eroina anti &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Racconta l&#8217;amore e il coraggio di Rossella Casini, un amore che non muore, che supera tutto, Roberto Saviano nel suo nuovo romanzo, un libro diverso da tutti gli altri che ridà voce alla &#8220;storia impossibile&#8221; e vera di una giovane studentessa vittima di &#8216;ndrangheta. L&#8217;amore mio non muore&#8221; che arriva oggi, 6 maggio, in libreria per Einaudi Stile Libero, è dedicato &#8220;a Rossella, ogni pagina ricompone l&#8217;amore/ogni pagina ripercorre l&#8217;orrore,/questa è la mia vendetta/per te&#8221;. In copertina una foto della studentessa, &#8220;l&#8217;unica sua immagine esistente&#8221;. &#8220;Furono le giornaliste Edi Ferrari e Anna D&#8217;Amico a trovare negli archivi dell&#8217;università di Firenze la documentazione necessaria all&#8217;emissione del libretto universitario di Rossella Casini, risalente all&#8217;anno accademico 1978-79, che custodiva il suo ritratto&#8221; ricorda Saviano. &#8220;A loro dobbiamo la restituzione della memoria &#8216;visiva&#8217; di Rossella, unita all&#8217;inesauribile impegno di don Andrea Bigalli (referente toscano dell&#8217;associazione Libera) e della giornalista Francesca Chirico nel sottrarre all&#8217;oblio questa giovane donna coraggiosa che ha provato a ribellarsi alla miseria della ferocia&#8221;, sottolinea lo scrittore che farà la prima presentazione del libro il 7 maggio alla Mondadori Bookstore Galleria Alberto Sordi di Roma, con la partecipazione di Megi Bulla. Il 12 maggio a Milano prenderà via anche il tour teatrale al Teatro Arcimboldi, poi il 17 maggio Saviano è atteso al Salone del Libro di Torino.</p>
<p>Nata il 29 maggio 1956, Rossella vive a Firenze. I suoi genitori Loredano e Clara sono affettuosi. Poco più che ventenne conosce uno studente calabrese fuori sede, Francesco, e tra i due scoppia subito un potente sentimento. Siamo nell&#8217;Italia di fine anni Settanta tra proteste giovanili, manifestazioni, droga, ma c&#8217;è la spensieratezza dell&#8217;amore. Però dura poco. Rossella scopre che la famiglia di Francesco è legata a una potente &#8216;ndrina della Piana di Gioia Tauro e durante una vacanza a Palmi, dove ha portato anche i genitori, assiste allo scoppio di una faida, ma non scappa, non se ne va senza Francesco. Crede che il loro amore possa fermare la mattanza, ma il 22 febbraio 1981 Rossella sparisce misteriosamente dopo aver annunciato il proprio rientro a casa e il suo corpo non verrà mai più ritrovato. Dopo la morte dei genitori, chiusi in un dolore totale, di lei sembrava perduta ogni traccia, non rimanere più nulla, spiega Saviano. In questo romanzo &#8220;racconto la storia d&#8217;amore più drammatica e potente in cui mi sia imbattuto&#8221; dice. &#8220;È una storia che raccoglie tutti i colori dell&#8217;umano sentire: l&#8217;ingenuità e lo slancio, la devozione e l&#8217;ossessione, l&#8217;amicizia, il desiderio, il coraggio, la delusione, il tradimento, lo schifo, la tragedia. Eppure, per Rossella, la certezza che proprio nell&#8217;amare risieda l&#8217;unica possibilità di verità e di senso non viene mai meno. L&#8217;amore non muore&#8221; afferma lo scrittore che riporta in vita una storia che &#8220;non può definirsi sotto ogni aspetto conclusa. Giustizia non è ancora stata fatta&#8221;.</p>
<p>Scrupoloso il lavoro di ricerca per la ricostruzione dei fatti che sono realmente accaduti. Interviste, intercettazioni, inchieste, verbali sono alla base dei dialoghi. Reali sono &#8220;i nomi dei protagonisti principali&#8221; spiega Saviano nella nota d&#8217;apertura. &#8220;In alcuni casi, certi personaggi sono stati ricostruiti a partire da pochi indizi: per loro sono stati usati nomi di fantasia&#8221;. Il romanzo ha più epiloghi: &#8220;se non è andata in un modo e non è andata nemmeno in un altro, sarà andata in un terzo modo, che rende necessario un terzo e ultimo epilogo&#8221; dice lo scrittore, ma la verità resta incompleta. Rossella, come il treno sul quale sarebbe salita per riabbracciare i genitori a Firenze, entra in &#8220;una tenebra infinita&#8221;, ma il suo amore non muore.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="oJt6b0uG2o"><p><a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981-2/embed/#?secret=NJX9RtllUZ#?secret=oJt6b0uG2o" data-secret="oJt6b0uG2o" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/esce-per-einaudi-il-nuovo-romanzo-di-roberto-saviano-lamore-di-rossella-eroina-anti-ndrangheta/">Esce per Einaudi il nuovo romanzo di Roberto Saviano: l&#8217;amore di Rossella, eroina anti &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-di-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 06:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[22 febbraio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il 22 febbraio 1981. Ecco la storia di Rossella Casini, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano. “Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ecco-la-tragica-storia-di-rossella-casini-scomparsa-a-palmi-il-22-febbraio-1981/">Ecco la tragica storia di Rossella Casini scomparsa a Palmi il 22 febbraio 1981</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giovane studentessa toscana convinse il fidanzato, figlio di un boss calabrese, a denunciare le cosche. Rimasta sola, il suo corpo venne fatto sparire il <strong>22 febbraio 1981</strong>.<br />
Ecco la storia di <strong>Rossella Casini</strong>, quasi dimenticata, nel ricordo della giornalista Andreana Illiano.<br />
“Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. <strong>Punita per aver svelato le trame della cosca</strong>.<br />
Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, <strong>non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente.</strong> In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. <strong>Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza.</strong> Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. <strong>I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi</strong>. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, <strong>il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente</strong>.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-145164 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg" alt="" width="502" height="333" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1-300x199.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/02/1_lvmURWuNjXOMB9Fjl3Sxjw-632x420-1.jpeg 632w" sizes="auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px" /></a>Come impazzita, <strong>Rossella decise di tornare indietro</strong>. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. <strong>Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze</strong>. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. <strong>Lo capì quando la minacciarono</strong>. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. <strong>Così ritrattò</strong>.<br />
<strong>Il suo fidanzato lo aveva fatto prima</strong>, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. <strong>Le stavano tessendo una trappola.</strong> La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. <strong>Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi</strong>. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era <strong>alla Tonnara di Palmi</strong>, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che <strong>era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina</strong>. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. <strong>Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria.</strong> Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì. <strong>Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.</strong><br />
Lei non ha ancora una tomba. <strong>Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì.</strong> I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. <strong>Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia”</strong>.<br />
(<em>Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Palmi tutti e quattro gli imputati furono assolti per non aver commesso il fatto; gli elementi probatori non furono infatti reputati sufficienti per stabilire le personali responsabilità degli imputati. ndr</em>)</p>
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