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	<title>rinunciano Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Feb 2026 22:47:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità, indagine &#8220;mUp Research&#8221;: in Calabria 600mila pazienti rinunciano alle cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 19:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria, nel 2025, circa 600.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi per ragioni economiche o a causa di tempi d’attesa troppo lunghi. Questo il dato più allarmante emerso dall’indagine commissionata da &#8216;Facile.it&#8217; all’istituto di ricerca mUp Research che ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “liste d’attesa chiuse”, vale a dire l’assenza di disponibilità per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify">In <b>Calabria</b>, nel 2025, <b>circa 600.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi</b> per ragioni economiche o a causa di tempi d’attesa troppo lunghi. Questo il dato più allarmante emerso dall’indagine commissionata da &#8216;Facile.it&#8217;<u></u> all’istituto di ricerca <i>mUp Research </i>che ha posto l’attenzione anche sul fenomeno delle “<b>liste d’attesa chiuse</b>”, vale a dire l’assenza di disponibilità per prenotare la prestazione richiesta, con cui ha dichiarato di aver dovuto fare i conti, almeno una volta, più di 3 pazienti su 4. Con questo tipo di difficoltà, si capisce la ragione per cui tanti cittadini della Calabria si siano spostati verso la <b>sanità privata</b>; sempre secondo l’indagine, nel 2025 ben il <b>79% dei pazienti</b> ha fatto ricorso, almeno una volta, al regime di solvenza. Con costi non trascurabili; scorrendo i dati si scopre che la <b>spesa media</b> per ciascuna prestazione presso una struttura privata è stato di circa <b>225 euro</b>. Sono <span style="color: #000000;">invece quasi </span><span style="color: #000000;"><b>95mila i pazienti</b></span><span style="color: #000000;"> che, pur di </span>non rinunciare a curarsi o, comunque, per non appesantire troppo il budget familiare, hanno <b>chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti</b>.</p>
<p class="western" align="justify"><i>«Il credito al consumo è uno strumento importante che può aiutare le famiglie ad affrontare con maggiore serenità alcune spese rilevanti, e magari impreviste, come possono essere quelle per le cure mediche quando ci si rivolge alla sanità privata», </i>spiegano gli esperti di <b>Facile.it</b><i>. «Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure per patologie che, se trascurate, potrebbero peggiorare».</i></p>
<p class="western" align="justify"><b>I prestiti per cure mediche</b></p>
<p class="western" align="justify">Secondo l’osservatorio<span style="font-size: small;">**</span> congiunto Facile.it – Prestiti.it, che ha analizzato il fenomeno della richiesta di <b>prestiti personali per spese mediche in Calabria</b>, questi hanno rappresentato il <b>4,2% del totale</b> dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere, in media, <b>5.570 euro</b>, pari ad una rata media di 125 euro da restituire in 52 rate. Analizzando il profilo dei richiedenti si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, <b>47 anni</b>, valore alto se confrontato con quello in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Calabria (44 anni e mezzo), ma <b>più di 1 domanda su 4</b> (26%) è arrivata da richiedenti con <b>età compresa tra 33-44 anni</b>. Nel 36% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una <b>donna</b>, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Calabria, dove la quota femminile si ferma al 24%.</p>
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		<title>Cartabellotta (Gimbe): &#8220;con il sistema sanitario in affanno quasi 5 milioni di italiani rinunciano alle cure&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cartabellotta-gimbe-con-il-sistema-sanitario-in-affanno-quasi-5-milioni-di-italiani-rinunciano-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cartabellotta]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
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		<category><![CDATA[sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno dovuto rinunciare a visite o esami diagnostici. Di queste, ben 2,5 milioni lo hanno fatto per ragioni economiche. Un dato in crescita di quasi 600.000 unità rispetto al 2022. È il segnale del progressivo indebolimento del principio di equità su cui si fonda il nostro sistema sanitario nazionale.&#8221; A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cartabellotta-gimbe-con-il-sistema-sanitario-in-affanno-quasi-5-milioni-di-italiani-rinunciano-alle-cure/">Cartabellotta (Gimbe): &#8220;con il sistema sanitario in affanno quasi 5 milioni di italiani rinunciano alle cure&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Nel 2023 circa 4,5 milioni di persone hanno dovuto rinunciare a visite o esami diagnostici</strong>. Di queste, ben <strong>2,5 milioni lo hanno fatto per ragioni economiche</strong>. Un dato <strong>in crescita di quasi 600.000 unità rispetto al 2022</strong>. È il segnale del progressivo indebolimento del principio di equità su cui si fonda il nostro sistema sanitario nazionale.&#8221; A dirlo è <strong>Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto al Cracking Cancer Forum di Bologna</strong>, l&#8217;evento organizzato da Koncept che riunisce medici, ricercatori, esperti, istituzioni impegnati nella lotta ai tumori. &#8220;Quando curarsi diventa un privilegio e non un diritto, non è solo la salute a essere in pericolo, ma la tenuta stessa del patto sociale – sottolinea Cartabellotta -. Il sistema sanitario è in forte affanno per la carenza cronica di professionisti sanitari: mancano all&#8217;appello oltre 5.500 medici di famiglia. Ogni anno circa 10.000 infermieri si cancellano dall&#8217;albo e i (sempre meno) giovani che scelgono questa professione non bastano neppure lontanamente a compensare l&#8217;emorragia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno servizi pubblici disponibili, liste d&#8217;attesa sempre più lunghe, pronto soccorso al collasso, crescente difficoltà a trovare un medico di famiglia. E così, chi può, si rivolge alla sanità privata. Gli altri, rinunciano alle cure.&#8221;</p>
<p>&#8220;Secondo la Legge di Bilancio 2025, il Fondo Sanitario Nazionale crescerà di 2.520 milioni (+1,9%), ma solo poco più della metà, 1,3 miliardi di euro, rappresenta nuovi stanziamenti; il resto, 1,2 miliardi, sono risorse già stanziate dalla manovra precedente. E il futuro non promette meglio: eccezion fatta per il 2026 (4 miliardi pari al +3%), gli incrementi per i successivi tre anni sono risibili – ricorda il presidente della Fondazione Gimbe -. In termini di percentuale di Pil, il Fondo Sanitario Nazionale scende dal 6,12% del 2024 al 6,05% nel 2025 e 2026, per poi precipitare al 5,9% nel 2027, al 5,8% nel 2028 e al 5,7% nel 2029. Tradotto: cambiando unità di misura (da valori assoluti a percentuale del Pil) gli &#8220;investimenti record&#8221; si trasformano in &#8220;minimo storico&#8221;.</p>
<p>&#8220;La sanità territoriale può aiutare ad allentare la pressione sui pronto soccorso e ad abbattere le liste d&#8217;attesa. Ma non basta costruire muri. La riforma territoriale disegnata dal decreto ministeriale 77/2022 va nella giusta direzione, ma senza un piano straordinario per il personale e senza un modello organizzativo chiaro, il rischio di fallimento è altissimo – dice Cartabellotta -. Case di comunità, centrali operative territoriali, ospedali di comunità rimarranno scatole &#8220;vuote&#8221; se non si colma il vuoto di personale: servono almeno da 20 a 27mila infermieri in più e un concreto coinvolgimento dei medici di famiglia.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cartabellotta-gimbe-con-il-sistema-sanitario-in-affanno-quasi-5-milioni-di-italiani-rinunciano-alle-cure/">Cartabellotta (Gimbe): &#8220;con il sistema sanitario in affanno quasi 5 milioni di italiani rinunciano alle cure&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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