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	<title>rinuncia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Sanità Italia, liste d’attesa troppo lunghe: anche il 10% dei calabresi sceglie (?) di non curarsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 20:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli italiani che rinunciano a curarsi. Lo fanno perché le liste d&#8217;attesa sono troppo lunghe e perché non possono permettersi di rivolgersi alla sanità privata a pagamento. Nel 2024 sono stati 1,3 milioni in più dell&#8217;anno precedente coloro che si sono arresi: un segnale preoccupante perché avviene in un Paese in cui l&#8217;età media è molto alta. I dati sono stati illustrati dal presidente dell&#8217;Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell&#8217;audizione alle commissioni riunite Bilancio di Senato e Camera per esaminare il testo della Finanziaria. I dati dell&#8217;Istat sono severi: nel 2024 il 9,9 per cento degli italiani ha desistito «per problemi legati alle liste d&#8217;attesa, alle difficoltà economiche e alla scomodità delle strutture». Significa 5,8 milioni di persone. Nel 2023 quella percentuale era più bassa (7,5 per cento) e ovviamente era meno rilevante il numero assoluto (4,5 milioni). Brutale sintesi: la situazione è in peggioramento e la causa principale della rinuncia a curarsi è rappresentata dalle liste d&#8217;attesa che viene indicata &#8211; spiega ancora l&#8217;Istat &#8211; «dal 6,8 per cento della popolazione». Le regioni del Nord – come Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia – restano sotto la media nazionale. Al Centro e al Sud, invece, le percentuali schizzano in alto: Sardegna al 17,2%, Abruzzo al 12,6%, Umbria al 12,2%, Lazio al 12%. Sopra la soglia del 10% si collocano anche Basilicata, Puglia, <strong>Calabria</strong>, Molise e Marche. Sorprendentemente, anche regioni ricche come la Lombardia (10,3%) e la Liguria (10,1%) superano la media nazionale, segno che la crisi dell’accesso alle cure è ormai un fenomeno diffuso.</p>
<p>Come è possibile? Eppure il governo ha stanziato più risorse per la sanità pubblica. Analisi dell&#8217;Istat (sulla spesa totale però, non sui fondi statali): «Nel 2024 la spesa sanitaria totale è pari a 185,1 miliardi di euro. La componente finanziata dal settore pubblico si attesta a 137,5 miliardi di euro, la spesa sostenuta dalle famiglie è di 41,3 miliardi». L&#8217;ultimo spicchio &#8211; 6,4 miliardi &#8211; passa in gran parte dalle assicurazioni private. Il Ministero dell&#8217;Economia ha ricordato che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui contribuisce lo Stato raggiungerà i 142,9 miliardi di euro nel 2026 (+6,4 miliardi rispetto al 2025), 143,9 nel 2027 e 144,8 nel 2028. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha osservato: «Anche con questa manovra si stanziano nuove risorse per la sanità, pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027». In audizione c&#8217;è stato il contributo del Cnel (Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro) che ha dato questa chiave di lettura: «Nonostante gli investimenti attivati con il PNRR, in particolare in innovazione tecnologica e rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale, secondo i dati più recenti la spesa sanitaria pubblica si manterrà attorno al 6,3 per cento del PIL nel 2024 per scendere progressivamente al 6 per cento nel 2028. Sebbene in termini assoluti essa cresca di circa 8 miliardi, il rapporto rispetto al PIL segnala un definanziamento». Infine, c&#8217;è l&#8217;analisi della Corte dei Conti: «L&#8217;aumento delle risorse consente di rispondere solo parzialmente agli interventi necessari per affrontare le criticità del settore nel cui ambito appaiono in crescita i costi per i contratti del personale, per i farmaci, per gli acquisti di prestazioni sanitarie da privati e per i dispositivi medici e, in generale, per corrispondere alle esigenze di una popolazione sempre più anziana». Ma come mai, nonostante la riforma del sistema delle liste d&#8217;attesa del Ministero della Salute, aumenta il numero degli italiani che rinunciano a curarsi perché non riesce a prenotare in tempi adeguati una visita o un esame e al contempo non può permettersi di farlo a pagamento?</p>
<p>Prima di tutto, i dati sono del 2024: ancora la riforma delle liste d&#8217;attesa non era operativa. Nel 2025 ci sono segnali di miglioramento, «ma a macchia di leopardo, a volte con differenze nella stessa regione da asl ad asl», osserva Valeria Fava, responsabile della Salute per Cittadinanzattiva. Ma c&#8217;è un macigno che pesa più di altri ed è sempre l&#8217;Istat a segnalarlo: non ci sono sufficienti medici e infermieri. E quelli ancora in servizio spesso sono vicini alla pensione. Assumerne di nuovi non è semplice, perché mancano proprio le professionalità (nel caso degli infermieri) o perché una quota dei giovani preferisce lavorare nella sanità privata o andare all&#8217;estero (i medici). Spiega l&#8217;Istat: «A fronte di un aumento della domanda di cure dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione, nel contesto internazionale l&#8217;Italia si connota per uno scarso ricambio generazionale per il personale medico e una dotazione insufficiente di quello infermieristico. Nel 2023 si registra la quota più alta tra i Paesi dell&#8217;Ue di medici anziani in servizio: il 44,2% ha più di 55 anni e il 20,6% supera i 65 anni; per quest&#8217;ultima fascia di età, valori decisamente più bassi si osservano in Francia (16,1%), Germania (9,4%) e Spagna (8,4%)».<br />
Sui medici di base, l&#8217;analisi è impietosa: «Attualmente sono 37.983, 0,64 per mille residenti. Il 60% ha almeno 60 anni. In un contesto in cui la dotazione è decrescente (-7.220 medici in dieci anni), desta particolare preoccupazione l&#8217;uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti e il conseguente ulteriore incremento del carico di assistenza per chi continua a svolgere questa attività professionale: la percentuale di chi ha più di 1.500 assistiti (valore massimo stabilito dalla normativa) è pari al 51,7%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022». Non va meglio sul fronte degli infermieri: sono 405mila, 6,9 ogni mille abitanti (la media dell&#8217;Ue è di 8,3). Un infermiere su 4 ha più di 55 anni.</p>
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		<title>Da Gimbe grave conferma: 10% dei calabresi (180mila persone) nel 2024 ha rinunciato alle cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 12:40:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l&#8217;efficienza del Servizio sanitario nazionale, il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la Calabria, nel 2023 (anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all&#8217;anno precedente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal Rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l&#8217;efficienza del Servizio sanitario nazionale, il riparto pro-capite del Fondo sanitario nazionale per la <strong>Calabria</strong>, nel 2023 (<em>anno in cui sono stati modificati i criteri di riparto</em>) è stato pari a 2.091 euro, con un incremento di 83 euro rispetto all&#8217;anno precedente, superiore alla media nazionale di 71 euro. Anche nel 2024, rileva il rapporto, la regione ha ricevuto 2.182 euro pro-capite, cifra lievemente superiore alla media nazionale di 2.181 euro. Sempre nello stesso anno, il 2024, il 10% dei cittadini, oltre 180 mila persone, ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,7 punti rispetto al 2023.</p>
<p>Riguardo l&#8217;aspettativa di vita alla nascita, Gimbe, su dati 2024, la stima a 82,3 anni, lievemente inferiore rispetto alla media nazionale, 83,4. Il Rapporto prende in esame, con riferimento al 2023, anche il personale sanitario indicato in 10,2 unità ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); i medici dipendenti per 1000 abitanti sono 1,84 (media Italia 1,85); gli infermieri dipendenti ogni 1000 abitanti 4 (media Italia 4,7); e, infine, il rapporto medici-infermieri è pari a 2,18 (media Italia 2,54). Gimbe, nel rapporto, parla anche, volge lo sguardo anche servizi e strutture finanziati con risorse Pnrr e con risorse diverse dal Pnrr con dati Agenas al 30 giugno 2025. Riguardo alle Case della Comunità, a fronte di una programmazione complessiva di 63, al 30 giugno 2025 2 hanno attivato almeno un servizio e 2 hanno attivato tutti i servizi obbligatori ma senza la presenza di medici e infermieri. </p>
<p>Alla stessa data, inoltre, le Centrali operative territoriali sono pienamente funzionanti e certificate al 100%. Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità, rileva Gimbe, nessuna struttura, sulle 20 programmate, è stata dichiarata attiva dalla Regione.</p>
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		<title>Lamezia, sindaco Mascaro: &#8221;non mi convince l&#8217;incandidabilità ma rinuncio&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-sindaco-mascaro-non-mi-convince-lincandidabilita-ma-rinuncio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 14:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro di Forza Italia, ha annunciato che non presenterà la propria candidatura alle prossime elezioni comunali che, presumibilmente, dovrebbero tenersi il prossimo maggio. In una dichiarazione Mascaro ha accennato alla possibile incandidabilità per un terzo mandato, dopo i due commissariamenti del Comune, aggiungendo di non esserne tanto convinto ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro di Forza Italia, ha annunciato che non presenterà la propria candidatura alle prossime elezioni comunali che, presumibilmente, dovrebbero tenersi il prossimo maggio. In una dichiarazione Mascaro ha accennato alla possibile incandidabilità per un terzo mandato, dopo i due commissariamenti del Comune, aggiungendo di non esserne tanto convinto ma &#8220;alla luce del polverone che è stato sollevato &#8211; ha precisato &#8211; ho deciso di non ricandidarmi. Questo poiché, con molta franchezza, non ho eccessiva fiducia nell&#8217;operato della magistratura quando si intreccia con questioni di natura politica e lo dico in quanto sono stato già vittima della magistratura quando si è intrecciata con cose politiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non posso portare allo sbaraglio le liste che si candiderebbero con me &#8211; sottolinea ancora Mascaro &#8211; perché si sa bene che l&#8217;eventuale venir meno alla candidatura del sindaco, a catena e a cascata si porta con sé la candidatura degli altri. Allora, se uno vuole impegnarsi per dare dal Consiglio comunale una mano alla città, non è giusto che eventualmente possa essere pregiudicato da eventuali provvedimenti giudiziari che riterrei non condivisibili ma che sarebbero imperativi. Questo è il succo della vicenda. Da questo punto di vista è inutile oggi continuare con questa telenovela. Io non mi candido&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ritengo &#8211; ha detto ancora Mascaro &#8211; che Forza Italia non sia propensa a valutare altre candidature all&#8217;infuori del nostro partito non per il valore di altri, come l&#8217;avvocato Mario Murone, ma per il metodo della non attribuibilità a Forza Italia della possibilità di indicare il candidato a sindaco&#8221;. Il centrodestra ancora non ha al momento ufficializzato alcuna candidatura, mentre il centrosinistra ha scelto Doris Lo Moro, già sindaco per due volte, parlamentare e assessore regionale alla Sanità con la Giunta Loiero.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Report spesa sanitaria privata, Gimbe: nel 2023 il 7,3% dei calabresi ha rinunciato alle cure</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-spesa-sanitaria-privata-gimbe-nel-2023-il-73-dei-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 13:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva una nuova conferma della grave situazione del sistema sanitario della Calabria. Lo certifica il dell&#8217;Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata, cioè a carico delle famiglie, commissionato dall&#8217;Osservatorio nazionale Welfare &#038; Salute. Nel 2023, il 7,3% dei cittadini della Calabria ha rinunciato alle cure mediche. Una percentuale simile a quella media italiana, il 7,6%. Sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-spesa-sanitaria-privata-gimbe-nel-2023-il-73-dei-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure/">Report spesa sanitaria privata, Gimbe: nel 2023 il 7,3% dei calabresi ha rinunciato alle cure</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva una nuova conferma della grave situazione del sistema sanitario della Calabria. Lo certifica il dell&#8217;Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata, cioè a carico delle famiglie, commissionato dall&#8217;Osservatorio nazionale Welfare &#038; Salute. Nel 2023, il 7,3% dei cittadini della Calabria ha rinunciato alle cure mediche. Una percentuale simile a quella media italiana, il 7,6%.</p>
<p>Sul fronte della spesa sanitaria in Calabria, riferisce Gimbe, parametrando la spesa sanitaria trasmessa al Sistema tessera sanitaria alla popolazione residente Istat al primo gennaio 2023, il valore regionale è pari a 416 euro pro-capite (media Italia 730 euro pro-capite).</p>
<p>&#8220;In generale &#8211; spiega Gimbe in una nota &#8211; le Regioni con migliori performance nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) registrano una spesa pro-capite superiore alla media nazionale, mentre quelle del Mezzogiorno e/o in Piano di rientro si collocano al di sotto. Questo dato conferma sia che il livello di reddito è una determinante fondamentale della spesa out-of pocket (la spesa sanitaria delle famiglie), sia che il valore della spesa delle famiglie, al netto del sommerso, non è un parametro affidabile per stimare le mancate tutele pubbliche, perché condizionato dalla capacità di spesa individuale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-spesa-sanitaria-privata-gimbe-nel-2023-il-73-dei-calabresi-ha-rinunciato-alle-cure/">Report spesa sanitaria privata, Gimbe: nel 2023 il 7,3% dei calabresi ha rinunciato alle cure</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Baker Hughes rinuncia alla costruzione di un sito industriale nel porto di Corigliano-Rossano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/baker-hughes-rinuncia-alla-costruzione-di-un-sito-industriale-nel-porto-di-corigliano-rossano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 18:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo &#8220;formalmente provveduto a presentare all&#8217;Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio la rinuncia al rilascio della concessione per la costruzione di un sito industriale nel porto di Corigliano-Rossano&#8220;. E&#8217; quanto si legge in una nota di Baker Hughes, l&#8217;azienda di tecnologia al servizio dell&#8217;energia e dell&#8217;industria che in Italia opera principalmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/baker-hughes-rinuncia-alla-costruzione-di-un-sito-industriale-nel-porto-di-corigliano-rossano/">Baker Hughes rinuncia alla costruzione di un sito industriale nel porto di Corigliano-Rossano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo &#8220;formalmente provveduto a presentare all&#8217;Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio la <em>rinuncia al rilascio della concessione per la costruzione di un sito industriale nel porto di Corigliano-Rossano</em>&#8220;. E&#8217; quanto si legge in una nota di <strong>Baker Hughes</strong>, l&#8217;azienda di tecnologia al servizio dell&#8217;energia e dell&#8217;industria che in Italia opera principalmente attraverso la società Nuovo Pignone. La realizzazione dell&#8217;investimento che era stato progettato da Baker Hughes avrebbe consentito, tra Vibo Valentia e Corigliano-Rossano, la creazione di duecento nuovi posti di lavoro.</p>
<p>&#8220;<strong>L&#8217;incertezza legata ai tempi di sviluppo, rallentati da un ricorso dell&#8217;Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano, e quindi il venire meno delle condizioni temporali necessarie per realizzare il progetto come inizialmente concepito</strong>, inclusa la concentrazione di tutte le attività in un&#8217;unica area idonea ad ospitarle, cioè la banchina &#8211; afferma Baker Hughes &#8211; sono alla base di questa difficile ma purtroppo inevitabile decisione. Baker Hughes l&#8217;ha assunta con grande rammarico, nonostante le risorse impiegate e il grande impegno dedicato nel corso dell&#8217;ultimo anno e mezzo al confronto e all&#8217;ascolto degli attori del territorio: istituzioni, parti sociali e società civile. A fronte di questa mancata espansione in Calabria, e per poter rispondere alle esigenze dei clienti nei tempi appropriati, <strong>Baker Hughes sta valutando soluzioni interne</strong> di medio termine per garantire la continuità del proprio business&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;azienda &#8211; é detto ancora nella nota &#8211; <strong>conferma gli investimenti annunciati nel proprio stabilimento di Vibo Valentia</strong>, che consentiranno di potenziarne la capacità produttiva e realizzare nuove infrastrutture, a testimonianza del ruolo della Calabria nelle strategie aziendali e nella filiera globale di Baker Hughes. L&#8217;azienda riconosce e apprezza l&#8217;impegno, la disponibilità e la collaborazione offerte al progetto nelle numerose e frequenti interazioni da parte di Regione Calabria, Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Zes, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Confindustria, organizzazioni sindacali e quanti altri siano stati coinvolti nel percorso&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/baker-hughes-rinuncia-alla-costruzione-di-un-sito-industriale-nel-porto-di-corigliano-rossano/">Baker Hughes rinuncia alla costruzione di un sito industriale nel porto di Corigliano-Rossano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rapporto Gimbe: nel 2023 in Calabria il 7,3% delle famiglie ha rinunciato alle cure sanitarie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-gimbe-nel-2023-in-calabria-il-73-delle-famiglie-ha-rinunciato-alle-cure-sanitarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 12:16:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano ancora pessima notizie per la Calabria dove la percentuale delle famiglie che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie nel 2023 è pari al 7,3% , poco meno della media nazionale (7,6%). Lo rivela il settimo rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale all&#8217;interno del quale sono raccolti dati, analisi, criticità e proposte che vanno dal finanziamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano ancora pessima notizie per la Calabria dove la percentuale delle famiglie che hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie nel 2023 è pari al 7,3% , poco meno della media nazionale (7,6%). Lo rivela il settimo rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale all&#8217;interno del quale sono raccolti dati, analisi, criticità e proposte che vanno dal finanziamento pubblico alla spesa sanitaria, ai livelli essenziali di assistenza all&#8217;autonomia differenziata, dal personale alla missione salute del Pnrr fino al piano di rilancio del Servizio sanitario regionale.</p>
<p>L&#8217;aspettativa di vita alla nascita (dati 2023) &#8211; riferisce il report &#8211; è pari a 82 anni (media Italia 83,1 anni). Per il personale sanitario (anno 2022) sono presenti 1,91 medici dipendenti ogni mille abitanti (media Italia 2,11); 3,9 infermieri dipendenti ogni mille abitanti (media Italia 5,13) con un rapporto infermieri/medici dipendenti pari a 2,05 (media Italia 2,44).<br />
Dal rapporto in tema di Pnrr emerge che rispetto alle 61 Case della Comunità da attivare entro il 2026 non ne è stata dichiarata attiva alcuna. La percentuale pertanto è dello 0% (media Italia 19%); delle 21 Centrali operative territoriali da attivare entro il 2024 non risulta pienamente funzionanti alcuna Cot. La percentuale pertanto è dello 0% (media Italia 59%); E ancora: dei 20 Ospedali di Comunità da attivare entro il 2026 non ne è stato dichiarato attivo alcuno e quindi la percentuale pertanto è dello 0% (media Italia 13%).</p>
<p>Al 31 luglio 2024 la regione ha realizzato il 18% dei posti letto aggiuntivi di terapia intensiva (media Italia 52%), mentre quelli di terapia sub-intensiva, al 31 luglio 2024 la regione ne ha realizzato l&#8217;8% (media Italia 52%).</p>
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		<title>De Biase (Uilpensionati) denuncia: In Calabria il 26% degli anziani rinuncia alle cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 17:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[(Uilpensionati)]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[De Biase]]></category>
		<category><![CDATA[rinuncia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“I dati offerti alla lettura e analizzati da &#8216;Passi d’argento&#8217;, il sistema di sorveglianza della popolazione con più di 64 anni del nostro Paese, non ci sorprendono ma ci preoccupano. Sono tanti, troppi, gli anziani che rinunciano a curarsi in Italia e, fra questi, di certo sono moltissimi i cittadini calabresi. La nostra regione, infatti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“I dati offerti alla lettura e analizzati da &#8216;Passi d’argento&#8217;, il sistema di sorveglianza della popolazione con più di 64 anni del nostro Paese, non ci sorprendono ma ci preoccupano. Sono tanti, troppi, gli anziani che rinunciano a curarsi in Italia e, fra questi, di certo sono moltissimi i cittadini calabresi. La nostra regione, infatti, evidenzia percentuali peggiori rispetto alla media nazionale per le difficoltà nell’accesso ai servizi socio-sanitari (<em>con un 37,5% di soggetti in difficoltà</em>) e si attesta nella media nazionale per quanto riguarda le stime riferite alla rinuncia alle visite mediche ed agli esami diagnostici (<em>con una percentuale che sfiora il 26%</em>)&#8221;. Lo afferma in una nota Francesco De Biase, Segretario generale  Uilpensionati Calabria. </p>
<p>&#8220;Siamo convinti, come sostenuto da chi ha lavorato all’analisi dei dati, che sia importante tutelare il diritto e l’accesso alle cure delle persone che avanzano con l’età, facilitarne l’accesso ai servizi sociosanitari e rendere i contesti di vita, come le abitazioni o i quartieri, sicuri e favorenti l’autonomia e la socialità- aggiunge. In Calabria, dove la sanità non è riuscita a superare i problemi atavici che l’attanagliano, dove la medicina territoriale ancora non è entrata a regime, dove la legge sulla non autosufficienza è stata varata ma non sostenuta economicamente dal legislatore regionale, questi problemi sono più evidenti e queste necessità più stringenti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per questo &#8211; prosegue De Biase &#8211; chiediamo al presidente della giunta regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, nella sua veste di Commissario per il piano di rientro di assecondare la nostra richiesta di riapertura del tavolo di confronto sul Servizio sanitario regionale. Siamo convinti che lo sviluppo di servizi sociali e sanitari moderni, efficienti e accessibili alle persone anziane, sia cruciale per rispondere ai loro bisogni e garantire quei diritti sociali e assistenziali che, troppo spesso, in Calabria sono veri e propri miraggi”. </p>
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		<title>E&#8217; finita!  FC Lamezia Terme rinuncia al campionato in corso di serie D</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-finita-fc-lamezia-terme-rinuncia-al-campionato-in-corso-di-serie-d/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 10:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPIONATO]]></category>
		<category><![CDATA[Fc Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[rinuncia]]></category>
		<category><![CDATA[serie D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il progetto FC Lamezia Terme è nato con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica identità calcistica per il territorio per aspirare ai campionati dei professionisti. Preso atto che alla terza stagione sportiva gli obiettivi non sono stati raggiunti, la società ha deciso di rinunciare al campionato in corso&#8221;. &#8220;Il più grande ringraziamento- si legge in una nota [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il progetto FC Lamezia Terme è nato con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica identità calcistica per il territorio per aspirare ai campionati dei professionisti. Preso atto che alla terza stagione sportiva gli obiettivi non sono stati raggiunti, la società ha deciso di rinunciare al campionato in corso&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il più grande ringraziamento- si legge in una nota della società &#8211; va ai Lametini che con coraggio, passione e determinazione hanno creduto in questo progetto sportivo. Rimaniamo convinti che lo sport rappresenta un volano di sviluppo per la città&#8221;. Nelle prossime ore sarà indetta una conferenza stampa.</p>
<p>Una notizia che “sconvolge” anche il campionato in corso giacché, come previsto, alle squadre affrontate dal Lamezia Terme e che hanno conquistato punti saranno sottratti dalla classifica. Tra queste le altre calabresi Reggio Calabria e Gioiese. Felice Saladini è lo stesso patron che aveva rilevato la Reggina calcio, nei mesi scorsi esclusa dal campionato di serie B.</p>
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		<title>Eurispes: nel 2023 oltre il 33% degli italiani sarà costretto a rinunciare alle cure</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/eurispes-nel-2023-oltre-il-33-degli-italiani-sara-costretto-a-rinunciare-alle-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 13:09:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[320 milioni]]></category>
		<category><![CDATA[buco]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[rinuncia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un quarto delle famiglie italiane denuncia difficoltà economiche relativamente alle prestazioni sanitarie. Relativamente al 2022 questa difficoltà si conferma maggiore soprattutto per i cittadini delle regioni meridionali (28,5%) e delle Isole (30,5%). Inoltre un terzo dei cittadini (33,3%) afferma di aver dovuto rinunciare a prestazioni e/o interventi sanitari per indisponibilità delle strutture sanitarie e liste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/eurispes-nel-2023-oltre-il-33-degli-italiani-sara-costretto-a-rinunciare-alle-cure/">Eurispes: nel 2023 oltre il 33% degli italiani sarà costretto a rinunciare alle cure</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un quarto delle famiglie italiane denuncia difficoltà economiche relativamente alle prestazioni sanitarie. Relativamente al 2022 questa difficoltà si conferma maggiore soprattutto per i cittadini delle regioni meridionali (28,5%) e delle Isole (30,5%). Inoltre un terzo dei cittadini (33,3%) afferma di aver dovuto rinunciare a prestazioni e/o interventi sanitari per indisponibilità delle strutture sanitarie e liste di attesa. E questo andamento si conferma e aumenta anche nel 2023. E&#8217; il trend che emerge dal II Rapporto sul Sistema sanitario italiano &#8216;Il termometro della salute&#8217;, redatto da Eurispes ed Enpam.</p>
<p>Il Rapporto segnala inoltre che gli italiani spendono di tasca propria in salute per prestazioni e farmaci in tutto o in parte (pagamento di un ticket) non coperti dal Ssn annualmente quasi 40 miliardi di euro, raggiungendo una quota del Pil superiore al 2%. A ciò si aggiunge l&#8217;intensificarsi della mobilità sanitaria, generato dalla necessità di rivolgersi a strutture pubbliche di altre Regioni per ottenere prestazioni del Ssn di fatto non erogabili nel territorio di residenza a causa dei deficit. A questo proposito, gli importi versati dalle Regioni che &#8216;cedono&#8217; pazienti a quelle in grado di erogare le prestazioni, evidenzia Eurispes, &#8220;determinano una ulteriore difficoltà in budget sanitari già compressi dai piani di rientro. All&#8217;opposto, le Regioni che erogano molte prestazioni a cittadini non residenti possono contare su di un over-budget che rende possibile investimenti in strutture e personale, di cui beneficiano in primo luogo i cittadini residenti&#8221;.</p>
<p>In termini di efficienza la forbice tra alcune Regioni del Nord e quelle del Centro-Sud, dunque, inevitabilmente si allarga. Ai due estremi, nel 2018 la Regione Lombardia ha riscontrato un saldo positivo di quasi 809 milioni di euro, <strong>mentre la Regione Calabria un deficit di quasi 320 milioni di euro</strong> e la Regione Campania di più di 302 milioni. Oltre all&#8217;appesantimento dei conti economici delle singole sanità regionali, la mobilità sanitaria fa emergere il fenomeno rappresentato da quasi 1,5 milioni di cittadini che nel 2018 per curarsi hanno dovuto rivolgersi al di fuori della regione di residenza.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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