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	<title>rincari Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 10:18:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rincari del trasporto pubblico locale in Calabria, la FIT CISL chiede una moratoria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rincari-del-trasporto-pubblico-locale-in-calabria-fit-cisl-chiede-una-moratoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:15:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con la delibera della Giunta regionale n. 347 del 18 luglio 2025, la Regione Calabria ha approvato il nuovo piano tariffario per il trasporto pubblico locale (Tpl), introducendo aumenti con l&#8217;obiettivo di compensare il rialzo dei costi sostenuti dalle aziende del settore, in particolare per carburanti, materie prime e personale. Il provvedimento fissa un tetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la delibera della Giunta regionale n. 347 del 18 luglio 2025, la Regione Calabria ha approvato il nuovo piano tariffario per il trasporto pubblico locale (Tpl), introducendo aumenti con l&#8217;obiettivo di compensare il rialzo dei costi sostenuti dalle aziende del settore, in particolare per carburanti, materie prime e personale.<br />
Il provvedimento fissa un tetto massimo agli incrementi: fino al 20% per i servizi urbani e fino al 30% per quelli extraurbani. Le aziende di trasporto potranno applicare gli aumenti in maniera graduale nel tempo: alcune hanno già adeguato le tariffe, mentre altre lo faranno a partire dal prossimo 1° maggio. La decisione, secondo quanto indicato nella delibera, è motivata dalla necessità di garantire l&#8217;equilibrio economico-finanziario delle aziende, mantenere gli standard qualitativi del servizio ed evitare la perdita di finanziamenti statali, legati al livello di copertura dei costi attraverso i ricavi da bigliettazione.</p>
<p>Tuttavia, la misura solleva forti perplessità. Nel contesto attuale, segnato dalla crisi energetica e dalle tensioni geopolitiche internazionali, l&#8217;aumento delle tariffe rischia di avere un impatto significativo sui bilanci delle famiglie. Il trasporto pubblico, anziché rappresentare un fattore di contenimento della spesa quotidiana — in particolare per studenti e lavoratori — finisce per contribuire all&#8217;aumento del costo della vita, già appesantito dai rincari diffusi su beni e servizi. A ciò si aggiunge il confronto con altre regioni italiane, dove gli adeguamenti tariffari risultano più contenuti, oscillando tra lo 0,6% e il 10%, ben al di sotto delle soglie previste in Calabria.</p>
<p>Alla luce di questi elementi, e in assenza di un adeguamento dei salari, la FIT CISL Calabria &#8220;<em>chiede l&#8217;introduzione di una moratoria sugli aumenti, almeno fino all&#8217;individuazione di soluzioni più sostenibili per gli utenti. Il sindacato ribadisce inoltre la necessità di aprire con urgenza un tavolo di confronto con le federazioni di categoria, anche in vista del nuovo piano regionale dei trasporti, che — come già denunciato dal segretario generale Sergio Colosimo — sarebbe stato predisposto senza un adeguato coinvolgimento delle parti sociali&#8221;.</em></p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Rincari 2026, energia e alimentari mettono in difficoltà le famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:07:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 il caro vita torna a pesare con forza sui bilanci delle famiglie italiane. Nonostante un’inflazione generale relativamente contenuta, l’aumento dei prezzi nei settori essenziali, energia, trasporti e soprattutto alimentari, sta determinando una pressione crescente, con effetti particolarmente gravi sui nuclei a reddito medio-basso. Secondo le stime più recenti, l’incremento della spesa annua per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2026 il caro vita torna a pesare con forza sui bilanci delle famiglie italiane. Nonostante un’inflazione generale relativamente contenuta, l’aumento dei prezzi nei settori essenziali, energia, trasporti e soprattutto alimentari, sta determinando una pressione crescente, con effetti particolarmente gravi sui nuclei a reddito medio-basso. Secondo le stime più recenti, l’incremento della spesa annua per famiglia si colloca tra i 600 e oltre 800 euro, con una media di circa 670 euro. Una cifra significativa, che si inserisce in un contesto di rincari diffusi e persistenti, destinati a incidere sulla capacità di spesa e sul tenore di vita. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra infatti aumenti superiori al 2%, con picchi ancora più elevati per gli alimentari freschi e non lavorati. In particolare, i prezzi del cibo continuano a salire più dell’inflazione media, con incrementi attorno al +2,5% su base annua. Questo significa che, anche in presenza di dati macroeconomici relativamente stabili, le famiglie percepiscono un forte aumento del costo della vita.  A incidere ulteriormente è il costo dell’energia, tornato a crescere nel 2026 dopo una fase di rallentamento. Le tensioni geopolitiche internazionali, insieme alla volatilità dei mercati di gas e petrolio, continuano a riflettersi sulle bollette e sui costi di produzione e trasporto. Il risultato, evidenzia <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, è un effetto a catena: energia più cara significa trasporti più costosi e, di conseguenza, rincari lungo tutta la filiera, fino agli scaffali dei supermercati.</p>
<p>Il quadro che emerge è quello di una “paralisi silenziosa”: non si tratta di un’inflazione fuori controllo, ma di aumenti diffusi e persistenti che incidono soprattutto i consumi quotidiani. A pagare il prezzo più alto sono i nuclei con redditi medio-bassi, che destinano una quota maggiore del proprio budget a beni essenziali. Per queste famiglie, anche aumenti relativamente contenuti si traducono in rinunce concrete: meno consumi, minore risparmio e maggiore vulnerabilità economica.</p>
<p>Le associazioni dei consumatori segnalano infatti che il costo della vita cresce più rapidamente dei salari, ampliando le disuguaglianze. Senza un rafforzamento dei redditi e interventi mirati su energia e beni essenziali, conclude <strong>Guzzi</strong>, il rischio è quello di una stagnazione dei consumi e di un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche per una parte significativa della popolazione.</p>
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		<title>Rincari, il Pd Calabria: &#8220;La Regione intervenga, urgenti misure per arginare la crisi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 18:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Pd Calabria esprime forte preoccupazione per l&#8217;aumento generalizzato dei prezzi che sta colpendo le famiglie calabresi e chiede alla Regione interventi efficaci a sostegno del potere d&#8217;acquisto, in modo da arginare la crisi&#8221;. È quanto afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. &#8220;Si registra una nuova e pesante pressione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il Pd Calabria esprime forte preoccupazione per l&#8217;aumento generalizzato dei prezzi che sta colpendo le famiglie calabresi e chiede alla Regione interventi efficaci a sostegno del potere d&#8217;acquisto, in modo da arginare la crisi&#8221;</em>. È quanto afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto.</p>
<p><em>&#8220;Si registra una nuova e pesante pressione sul costo della vita, che – </em>continuano i dem calabresi<em> – riguarda carburanti, beni alimentari essenziali e trasporti. La dinamica rischia di comprimere ulteriormente i consumi e di aggravare le condizioni delle famiglie, soprattutto nelle aree più sofferenti della regione&#8221;</em>. Secondo i dati più recenti diffusi da Istat e dalle principali associazioni dei consumatori, i prezzi dei generi alimentari continuano a crescere, con incrementi sensibili su prodotti di largo consumo come pane, pasta, latte e carne, mentre i carburanti restano su livelli elevati, con effetti diretti su tutta la filiera dei prezzi. A ciò si aggiunge, in vista delle festività pasquali, un ulteriore aumento per i prodotti tipici, i treni e gli aerei.</p>
<p>&#8220;<em>Il rischio concreto – </em>prosegue il Pd Calabria<em> – è che la Pasqua diventi un momento di nuove rinunce per migliaia di famiglie&#8221;</em>. Per questo i dem chiedono alla Regione di attivare un pacchetto di misure immediate: &#8220;<em>sostegno alle famiglie più fragili, interventi contro il caro-trasporti, incentivi alla filiera corta e ai prodotti locali, oltre a un confronto con il governo nazionale per il contenimento dei prezzi energetici. Urge una risposta politica forte – </em>conclude il Pd Calabria <em>– che metta al centro la tutela del reddito e della dignità delle persone&#8221;</em>.</p>
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		<title>Economia, Guzzi (Unilavoro Pmi): dal carrello della spesa ai voli aerei, ecco le stangate 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “carrello della spesa”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “<em>carrello della spesa</em>”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti costanti. Le ragioni sono molteplici: l’interruzione delle forniture di grano, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà nella logistica internazionale. Il pane, simbolo per eccellenza del consumo quotidiano, diventa così un indicatore economico: quando il suo prezzo sale, è spesso segno di tensioni più ampie nel sistema. L’energia gioca un ruolo centrale. Gas e petrolio più cari significano costi più elevati per produrre, trasformare e trasportare qualsiasi bene. Le imprese, soprattutto nel settore alimentare, si trovano a dover trasferire questi aumenti sui consumatori finali.</p>
<p>Il risultato è un’inflazione diffusa che erode il potere d’acquisto delle famiglie. A sottolinearlo, con estrema preoccupazione, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, a parere del quale  i rincari, particolarmente evidenti nel settore alimentare, si estendono anche al comparto industriale e a quello dei servizi. Nell’industria, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime riduce i margini delle imprese e spinge verso un rialzo dei prezzi. Nel settore dei servizi, e soprattutto nel turismo, gli effetti sono doppi: da un lato crescono i costi di gestione per trasporti, strutture e ristorazione, dall’altro diminuisce la domanda, poiché le famiglie, colpite dall’inflazione, riducono le spese non essenziali come viaggi e vacanze.</p>
<p>Il risultato è dunque un cambiamento nelle abitudini: si viaggia meno, si scelgono destinazioni più vicine, si accorciano le vacanze. Il comparto turistico, che aveva appena iniziato a riprendersi dopo la pandemia, si trova così ad affrontare una nuova fase di incertezza. Tra costi in aumento e domanda in calo, il rischio, <strong>conclude Guzzi</strong>, è quello di un rallentamento duraturo, che potrebbe ridefinire in profondità il modo di viaggiare e l’equilibrio stesso del settore.</p>
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		<item>
		<title>Cgil Calabria, Trotta: &#8220;Rincari e maltempo espongono la Calabria alla bomba sociale&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cgil-calabria-trotta-rincari-e-maltempo-espongono-la-calabria-alla-bomba-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È allarme bomba sociale in Calabria. A lanciare l&#8217;avviso è la Cgil Calabria che avverte sui gravi pericoli che la commistione di fattori come il conflitto in Medio Oriente le cui conseguenze peseranno sui cittadini, il grave lascito del maltempo, l&#8217;irrisolta questione salariale e l&#8217;impennata di costi, potrebbe condurre su un territorio già disagiato e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">È allarme bomba sociale in Calabria. A lanciare l&#8217;avviso è la Cgil Calabria che avverte sui gravi pericoli che la commistione di fattori come il conflitto in Medio Oriente le cui conseguenze peseranno sui cittadini, il grave lascito del maltempo, l&#8217;irrisolta questione salariale e l&#8217;impennata di costi, potrebbe condurre su un territorio già disagiato e in affanno. &#8220;<em>Se in queste ultime ore il Ciclone Jolina sta sferzando su buona parte della Calabria con non pochi danni, non possiamo trascurare che non sono ancora stati ancora adottati strumenti e provvedimenti adeguati per risanare le rovine lasciate dal Ciclone Harry &#8211; </em>afferma il Segretario Generale Gianfranco Trotta <em>-.  Il <strong>decreto governativo Maltempo </strong>non ha previsto uno stanziamento economico sufficiente a potere sostenere chi ha subito i gravi danni degli straordinari eventi climatici degli ultimi mesi. Chi non ha risparmi da parte o non è nelle condizioni di accedere al credito, potrebbe non potere riaprire con un grave danno per l&#8217;economia e l&#8217;occupazione. </em><strong><em>Dal Governo e dalla Regione ci aspettiamo una visione ampia che tenga conto del grave corto circuito verso cui i nostri territori stanno andando e tuteli lavoratori e imprese&#8221;</em>.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em><strong>La Calabria è tra le regioni che più subisce il peso dei rincari delle materie prime </strong>&#8211;  </em>continua Trotta<em> –. La minore integrazione industriale la espone ad un maggiore bisogno di importazioni e a costi logistici più alti. Fattori che si inseriscono in un territorio con salari e pensioni basse. Da anni siamo in trincea perché la questione salariale venga affrontata con rigore, adeguando gli stipendi all&#8217;inflazione. Di contro abbiamo assistito a muri che hanno portato un crollo del potere d&#8217;acquisto in tutto il Paese e ancora di più in Calabria&#8221;</em>, denuncia il Segretario. &#8220;<em>E&#8217; sempre più urgente un <strong>grande piano strutturale e permanente di manutenzione territoriale</strong> che guardi alla sicurezza idrogeologica, alla prevenzione del dissesto, alla tutela ambientale e alla gestione del suolo. Il cambiamento climatico ci impone di accantonare qualunque logica emergenziale o tampone e di adottare un nuovo modello, con una programmazione strutturale di lungo periodo&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;Nel <strong>settore forestazione,</strong> in particolare,  &#8211; </em>ribadisce Trotta<em> – è <strong>indifferibile un piano di assunzioni che porti ad un ricambio generazionale e a un rafforzamento operativo del comparto</strong>. </em><strong><em>Dal Governo auspichiamo maggiori interventi anche per calmierare i costi e dare ossigeno a chi è già più fragile e senza risorse</em>&#8220;.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cgil-calabria-trotta-rincari-e-maltempo-espongono-la-calabria-alla-bomba-sociale/">Cgil Calabria, Trotta: &#8220;Rincari e maltempo espongono la Calabria alla bomba sociale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rc auto, tra tutte le regioni italiane in Calabria i rincari più alti: +15,8% nel 2025</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rc-auto-tra-tutte-le-regioni-italiane-in-calabria-i-rincari-piu-alti-158-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 07:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[alti]]></category>
		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; la Calabria, tra tutte le regioni italiane, a far registrare il rincaro più alto per l&#8217;RC auto nel 2025 rispetto al 2024, con un aumento del 15,8%. E&#8217; quanto emerge da una analisi di Segugio.it che rileva un premio medio di 496,39 euro. La fascia d&#8217;età che paga meno nella regione sono gli over [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rc-auto-tra-tutte-le-regioni-italiane-in-calabria-i-rincari-piu-alti-158-nel-2025/">Rc auto, tra tutte le regioni italiane in Calabria i rincari più alti: +15,8% nel 2025</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la Calabria, tra tutte le regioni italiane, a far registrare il rincaro più alto per l&#8217;RC auto nel 2025 rispetto al 2024, con un aumento del 15,8%. E&#8217; quanto emerge da una analisi di Segugio.it che rileva un premio medio di 496,39 euro. La fascia d&#8217;età che paga meno nella regione sono gli over 60, con una Rca media da 417,42 euro, +14,7% sull&#8217;anno precedente.</p>
<p>L&#8217;incremento maggiore, invece, si riscontra nella fascia tra i 25 e i 34 anni: +17,5% e spesa media da 620,88 euro. I prezzi sono aumentati meno per coloro che devono affrontare la spesa maggiore, ovvero gli under 25, con una media che nel 2025 ha toccato i 1.340,90 euro, +9,8% rispetto al 2024.</p>
<p>Guardando ai singoli mesi dell&#8217;anno appena trascorso quello dove si sono registrati i prezzi inferiori è stato gennaio, con 431,21 euro in media, mentre ottobre, con una media di 533,65 euro, è stato il più caro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/rc-auto-tra-tutte-le-regioni-italiane-in-calabria-i-rincari-piu-alti-158-nel-2025/">Rc auto, tra tutte le regioni italiane in Calabria i rincari più alti: +15,8% nel 2025</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 Rc auto più cara per oltre 8mila automobilisti calabresi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-2026-rc-auto-piu-cara-per-oltre-8mila-automobilisti-calabresi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 11:57:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[RC auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora una brutta notizia per oltre 8mila automobilisti calabresi: Assicurazione più cara nel 2026. E&#8217; quanto rileva l&#8217;osservatorio Rc auto di Facile.it stimando il numero di assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel 2025, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito. La regione è ultima nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una brutta notizia per oltre 8mila automobilisti calabresi: Assicurazione più cara nel 2026. E&#8217; quanto rileva l&#8217;osservatorio Rc auto di Facile.it stimando il numero di assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel 2025, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito. La regione è ultima nella classifica nazionale per percentuale di automobilisti che hanno dichiarato un sinistro con colpa rispetto al totale degli assicurati. Non va meglio per gli automobilisti virtuosi. A dicembre 2025, sottolinea l&#8217;osservatorio, il premio medio Rc auto in Calabria è stato di 672,10 euro, in aumento del 3,1% rispetto a dicembre 2024 (651,72 euro). A livello provinciale i premi medi sono saliti in tutte le aree della regione, ad eccezione della provincia di Catanzaro dove, invece, c&#8217;è stato un calo del 2%.</p>
<p>&#8220;Il 2026 si apre con segnali positivi, ma non mancano alcune nubi all&#8217;orizzonte&#8221;, spiega Andrea Ghizzoni, managing director insurance di Facile.it. &#8220;Il calo della frequenza dei sinistri, ad esempio, potrebbe portare a una maggiore stabilità sul fronte dei prezzi. Di contro &#8211; prosegue &#8211; il valore medio dei sinistri è ancora elevato e pesa sui conti delle imprese di assicurazioni. Dal primo gennaio, inoltre, è aumentata l&#8217;imposta che grava sulle garanzie di assistenza stradale e infortuni conducente e questo potrebbe far lievitare il conto finale&#8221;.</p>
<p>Da un lato, quindi, il 2026 parte con buoni auspici a iniziare dal calo della quota di sinistri con colpa dichiarati dagli automobilisti che, secondo l&#8217;analisi di Facile.it, a livello nazionale è diminuita del 14% rispetto all&#8217;anno precedente; dall&#8217;altro, invece, gli assicurati dovranno fare i conti con l&#8217;aumento dell&#8217;imposta che grava sulle garanzie accessorie &#8220;infortuni del conducente&#8221; e &#8220;assistenza stradale&#8221;, che dal primo gennaio 2026 è salita al 12,5%, rispettivamente dal 2,5% e dal 10%.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-358723" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-300x184.png" alt="" width="646" height="396" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-300x184.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-1024x629.png 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-768x472.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-683x420.png 683w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-696x428.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province-1068x656.png 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/01/Province.png 1077w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
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		<title>Scuola, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): rincari eccessivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 11:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[eccessivi]]></category>
		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola sta per iniziare. Mentre gli studenti si preparano ad affrontare un nuovo anno scolastico, le famiglie iniziano a fare i conti con spese imponenti. Secondo le stime di AIE (Associazione Italiana Editori), nel 2025 la spesa media per i libri scolastici si aggirerà sui 190 euro per le scuole medie, 279 euro per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola sta per iniziare. Mentre gli studenti si preparano ad affrontare un nuovo anno scolastico, le famiglie iniziano a fare i conti con spese imponenti. Secondo le stime di AIE (Associazione Italiana Editori), nel 2025 la spesa media per i libri scolastici si aggirerà sui 190 euro per le scuole medie, 279 euro per i licei, 241 euro per gli istituti tecnici e 167 euro per gli istituti professionali. Si tratta di aumenti esponenziali, che gravano, pesantemente, sull’economia delle famiglie italiane. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale evidenzia un disagio generale. Se la stagione estiva per i giovani rappresenta una felice occasione per riposare e per divertirsi, per le famiglie, invece, è tempo di bilanci. </p>
<p>Secondo alcune stime, elaborate con cura, l’esborso complessivo, per ogni studente, raggiungerà cifre smisurate, considerando l’acquisto dei libri, degli zaini, dei quaderni, dei diari, dei prodotti di cancelleria. A questi, si aggiungeranno, in tempi brevissimi, materiale da disegno e vari dizionari. L’Istat ha certificato, nell’ultimo rilevamento mensile, aumenti medi del 3,8% rispetto al 2024 per i testi didattici, un incremento che si somma alle già elevate spese sostenute dalle famiglie per l’istruzione. Tutto ciò, evidenzia Guzzi, è riconducibile a diversi fattori. La scarsa concorrenza nel settore editoriale scolastico rappresenta uno dei nodi più critici: l’80% del mercato risulta concentrato nelle mani di appena quattro editori principali. Un altro fattore determinante è sicuramente il fenomeno delle nuove edizioni, spesso adottate dalle scuole nonostante presentino modifiche minime rispetto alle versioni precedenti, ma commercializzate a prezzi più alti. </p>
<p>Nel confronto pubblico, le associazioni di categoria dei librai hanno rilanciato la strada delle detrazioni fiscali come strumento stabile, criticando, approcci ritenuti “populisti”, rivendicando, si legge, politiche organiche di sostegno al diritto allo studio. Andare a scuola è un diritto garantito dalla Costituzione. L’art.34 sancisce che la scuola è aperta a tutti, indipendentemente da qualsiasi specifica condizione o status socio-economico, pertanto, conclude Guzzi, ai meno abbienti, che in Italia sono tantissimi, e sempre di più, la legge e l’ordinamento scolastico debbono garantire, oltre alla formazione, maggiore sostegno economico. </p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): lo scontrino di 923 euro per un pranzo riaccende il dibattito sui rincari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-lo-scontrino-di-923-euro-per-un-pranzo-riaccende-il-dibattito-sui-rincari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 07:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
		<category><![CDATA[scontrino]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>923 euro. Questo è l’importo di uno scontrino che ha reso Ponza, perla del Tirreno, protagonista di una vicenda che sta spopolando su internet, e che ha fatto infuriare il web. Al centro di questa, un pranzo costosissimo a base di aragosta. E’ accaduto qualche giorno fa in un locale del suddetto luogo, dove, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>923 euro. Questo è l’importo di uno scontrino che ha reso Ponza, perla del Tirreno, protagonista di una vicenda che sta spopolando su internet, e che ha fatto infuriare il web. Al centro di questa, un pranzo costosissimo a base di aragosta. E’ accaduto qualche giorno fa in un locale del suddetto luogo, dove, in una calda e solare giornata d’estate, un gruppo di quattro persone ha speso questa cifra esorbitante. Pare che i clienti, ai quali è stato consegnato lo scontrino incriminato, abbiano consumato un antipasto condiviso, un primo piatto, scialatelli all’aragosta, e gustato, si legge, due bottiglie di vino bianco. 225 euro a testa. A far notizia il totale complessivo, una cifra che ha acceso i riflettori sul locale in questione. Il titolare, nel difendere la trasparenza del suo ristorante, ha reso noti i particolari, sottolineando che l’aragosta viene servita viva e pesata a vista, con un costo ben esposto di 230 euro al chilo. Ogni commensale, ha precisato il ristoratore, ha scelto un’aragosta di circa 825 grammi. Nessuna sorpresa dunque ha potuto scaturire stupore. Erano certamente consapevoli dei prezzi. Uno scontrino d’oro che mette in luce un problema di carattere economico e culturale. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale si è soffermato su una riflessione che ha evidenziato “il confine sottile tra il piacere di un’esperienza esclusiva e il senso di sopruso quando il prezzo supera ogni aspettativa”.</p>
<p>Il problema, a suo avviso, non è questo scontrino, che sicuramente fa discutere, ma quello che accade, quasi costantemente, in diverse località turistiche, dove casi di conti eccessivi sono diventati “normale consuetudine”. Tanti gli scontrini folli, che nel corso degli anni, hanno contrassegnato le stagioni estive. Molti altri saranno protagonisti di questa. E’ impensabile, continua l’imprenditore lametino, consegnare scontrini da capogiro. Non è possibile pagare 20 euro per un caffè doppio. E’ un furto. Il tempo libero ha un suo costo, ma è inconcepibile l’idea che si debba uscire da casa con il timore di essere truffati. Ovvio che non bisogna generalizzare, ma ci sono state, nel corso delle stagioni precedenti, situazioni inopportune che hanno creato evidenti disappunti: 2 euro in più per il basilico sulla pizza, per dividere un toast, o per un piattino vuoto, 10 centesimi per una spruzzata di zenzero sul cappuccino, 20 euro per un piatto rotto, 30 euro per due spritz, 86 euro per un panino con la bresaola, una pizzetta con la mozzarella, un croissant salato, due acque piccole e due caffè, 46 euro per due pizze, 50 centesimi in più per tagliare la pizza.</p>
<p>Tutto questo ha fatto, e continua a fare grande scalpore. Non è eticamente corretto. Speriamo, conclude Guzzi, che il buon senso guidi commercianti, imprenditori e ristoratori, e che i prezzi, in generale, siano più contenuti, in modo che tutti, anche i meno abbienti, abbiano la possibilità di godersi le vacanze.</p>
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		<title>Nuovi rincari per le bollette del Gas, Guzzi (Unilavoro Pmi): si spenderanno 64 euro in più all’anno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nuovi-rincari-per-le-bollette-del-gas-guzzi-unilavoro-pmi-si-spenderanno-64euro-in-piu-allanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 11:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bollette del gas]]></category>
		<category><![CDATA[rincari]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, il quale nel mese di ottobre la bolletta del gas è aumentata del 5,3% rispetto a settembre. Aumento riservato agli utenti “tipo”, quelli che consumano, mediamente, in un anno, 1.100 metri cubi di gas. La variazione, si legge, è dovuta all’aumento dei prezzi all’ingrosso, che incide [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, il quale nel mese di ottobre la bolletta del gas è<strong> aumentata del 5,3%</strong> rispetto a settembre. Aumento riservato agli utenti “tipo”, quelli che consumano, mediamente, in un anno, 1.100 metri cubi di gas. La variazione, si legge, è dovuta all’aumento dei prezzi all’ingrosso, che incide sulla spesa per materia prima, e all’incremento di alcune componenti della spesa per il trasporto e la gestione del contatore.</p>
<p>Secondo i calcoli effettuati, meticolosamente, per un consumo pari a 1.100 metri cubi annui a famiglia, la spesa per il gas si attesta a <strong>1.284 euro</strong>, equivalente, si legge, ad una maggiore spesa annua pari a 64 euro a nucleo rispetto al mese di settembre. Il problema, evidenzia Guzzi, è la possibilità che, con l’arrivo della stagione termica, vi sia un peggioramento. L’energia elettrica e il gas sono fondamentali per il funzionamento e per la gestione della nostra quotidianità. L’elettricità alimenta dispositivi e apparecchiature, mentre il gas è utilizzato per il riscaldamento, la cottura e la produzione di acqua calda.</p>
<p>Risorse essenziali queste, che rappresentano una parte significativa delle spese domestiche e industriali. <strong>Il 16% degli italiani teme di non riuscire a pagare le bollette</strong>, il 40% guarda con attenzione alle strategie di risparmio.</p>
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