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	<title>riforma Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 16:13:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Trasporti, UIL Calabria su nascita di AmCal: Riforma utile purché metta al centro le esigenze dei cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 16:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La UIL Calabria segue con attenzione l’iter della proposta di legge n. 103/2026, di iniziativa del consigliere regionale Sergio Ferrari, che introduce una disciplina organica dei servizi di trasporto pubblico locale e istituisce l’Agenzia della Mobilità della Calabria (AMCAL), destinata a succedere ad ART-CAL come unico ente di governo del bacino regionale. «Guardiamo con interesse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La UIL Calabria segue con attenzione l’iter della proposta di legge n. 103/2026, di iniziativa del consigliere regionale Sergio Ferrari, che introduce una disciplina organica dei servizi di trasporto pubblico locale e istituisce l’Agenzia della Mobilità della Calabria (AMCAL), destinata a succedere ad ART-CAL come unico ente di governo del bacino regionale. «<em>Guardiamo con interesse a un provvedimento che affronta un nodo strutturale della nostra regione</em> – dichiara la segretaria generale della UIL Calabria, <strong>Mariaelena Senese </strong>–. <em>Pur tuttavia ancora una volta siamo costretti ad apprendere dalla stampa decisioni e processi che non possono e non devono prescindere dal confronto con le parti sindacali</em>».</p>
<p>Nel merito della proposta, Senese sottolinea: «<em>Per risolvere le criticità determinate dalla frammentazione nel settore, un ente unico di governo, se dotato di risorse certe e di una visione realmente orientata all’equità territoriale, può essere uno strumento utile. Soprattutto nell’ottica della prossima definizione della nuova gara per le concessioni sul Tpl e dell’avvio dei servizi Ncc</em>». Sulla questione trasporti, la UIL Calabria ha una convinzione di fondo, che intende offrire come contributo costruttivo al percorso legislativo: «<em>La riforma della governance esprime tutto il suo valore se si traduce in una risposta concreta alla condizione di marginalità in cui vive ancora una parte significativa del territorio regionale</em> – spiega ancora Senese -. <em>I dati raccontano una regione tra le più esposte in Italia alla “povertà dei trasporti”, con un’offerta di trasporto pubblico locale tra le più basse del Paese, un parco veicolare tra i più datati e un reddito medio tra i più contenuti. Molte famiglie calabresi, soprattutto nelle aree interne, vivono una mobilità che non è una scelta, ma una necessità imposta dalla scarsità di alternative</em>».</p>
<p>«<em>Non si tratta soltanto di riorganizzare un ente – </em>prosegue Senese<em> –. Si tratta di garantire a chi vive nelle aree interne come a chi vive sulla costa lo stesso diritto di raggiungere un ospedale, una scuola, un posto di lavoro». </em>Su questa base, la UIL Calabria guarda alla fase attuativa della riforma come al passaggio davvero decisivo e offre fin da ora la propria collaborazione, ma solo all&#8217;interno di un processo partecipato.</p>
<p>Un primo impegno riguarda i Livelli Ottimali delle Prestazioni che AMCAL sarà chiamata a definire: sarà importante calibrarli con priorità sulle aree a domanda debole e sulle zone a rischio spopolamento, in modo da ridurre e non consolidare il divario tra costa e aree interne. Allo stesso modo, i servizi a chiamata previsti per i territori a bassa densità potrebbero essere accompagnati fin da subito da programmi operativi, tempi e risorse certe, per diventare una realtà concreta e non restare soltanto un’indicazione di principio.</p>
<p>Un secondo terreno riguarda l’equità sociale della riforma: l’integrazione tariffaria ferro-gomma, indicata dalla proposta come obiettivo vincolante, potrà esprimere pienamente il proprio valore se accompagnata da un sistema di agevolazioni calibrato sull’Isee, capace di alleggerire concretamente il peso della mobilità sulle famiglie più fragili. I recenti incrementi delle tariffe hanno infatti colpito soprattutto gli utenti a basso reddito, che sono proprio i principali utilizzatori del servizio di Tpl. Con la stessa attenzione, la UIL Calabria auspica che la transizione da ART-CAL ad AMCAL si svolga nella piena garanzia della continuità occupazionale, della tutela delle professionalità e dei diritti di tutto il personale coinvolto, e che la Commissione Permanente di Dialogo con gli Stakeholder della Mobilità, di cui la proposta prevede la partecipazione delle organizzazioni sindacali, diventi fin da subito un luogo di confronto reale e continuativo. Sul punto, UIL Calabria è chiara: «La tutela dei livelli occupazionali, dell’inquadramento dei lavoratori, della stabilità lavorativa e delle tutele ad essa connesse sono fattori che riteniamo centrali nella pianificazione di un intervento strutturale com’è la nascita di AMCAL. La Calabria continua ad affrontare vertenze spinose che arrivano dal passato e incidono sulla qualità di vita dei lavoratori, sulla loro serenità: è necessario evitare che se ne possano aprire altre».</p>
<p>Infine, il sindacato invita la Regione a integrare, senza ulteriori ritardi, le risorse del Fondo Sociale per il Clima destinate alla mobilità sostenibile nella programmazione di AMCAL, orientandole con criteri selettivi verso i territori e le famiglie più vulnerabili: un passaggio che permetterebbe a questo strumento di raggiungere davvero chi ne ha più bisogno, e non soltanto le aree dove le infrastrutture sono già più solide. <em>«Guardiamo a questo percorso con spirito costruttivo –</em> conclude Senese <em>–. Riconosciamo il valore di una riforma attesa da tempo e siamo pronti a offrire il nostro contributo, con l’esperienza e la conoscenza del territorio che il sindacato porta ogni giorno tra i lavoratori e le comunità. E vigileremo affinché i diritti degli utenti e quelli dei lavoratori direttamente coinvolti nella nascita del nuovo organismo siano tutelati».</em></p>
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		<title>Sanità, il Pd attacca Occhiuto: La Calabria è in grave ritardo su Case e Ospedali di Comunità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 16:30:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;È assurdo che il presidente Occhiuto sostenga appassionatamente la riforma del ministro Schillaci sulla Medicina generale, quando in Calabria persistono ritardi pesantissimi proprio sulla sanità territoriale finanziata dal Pnrr&#8221;. Lo afferma in una nota il Pd Calabria. &#8220;Da mesi – prosegue la nota – denunciamo il ritardo nella realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture che avrebbero dovuto rappresentare il pilastro della nuova assistenza sanitaria territoriale. Purtroppo i cittadini calabresi continuano a fare i conti con territori senza medici, Pronto soccorso in affanno, liste d&#8217;attesa chilometriche e aree interne sempre più abbandonate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Davanti a queste diseguaglianze inaccettabili, il governo – continua il Pd Calabria – apre una discussione confusa sul futuro dei medici di famiglia, ma non esiste affatto la rete territoriale promessa. Il governo nazionale e quello regionale dovrebbero anzitutto spiegare perché la Calabria sia ancora così indietro sull&#8217;attuazione del Pnrr sanitario&#8221;. Il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, dichiara: &#8220;Da tanto tempo denunciamo che Case della Comunità e Ospedali di Comunità procedono troppo lentamente e senza garanzie sul personale e sui servizi effettivi. Il problema della sanità calabrese – prosegue il parlamentare dem – non si risolve cambiando dall&#8217;alto il rapporto di lavoro dei medici di Medicina generale, mentre interi territori non hanno l&#8217;assistenza che serve. Urge invece una rete territoriale funzionante e accessibile, soprattutto nelle aree interne e montane, dove i cittadini sono costretti a patire la desertificazione sanitaria&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa riforma – conclude Irto – sarebbe l&#8217;ennesima imposizione del centrodestra e non risolverebbe le mancanze, i disagi e i disservizi subiti ingiustamente dai cittadini calabresi&#8221;.</p>
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		<title>Decreto Schillaci, De Nardo (Fimmg CZ): “No a riforma che penalizza cittadini e medici di famiglia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Lo schema di decreto legge sul riordino dell’assistenza primaria territoriale, varato dal Governo, presenta dei limiti evidenti e delle condizioni irricevibili”. Lo afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg Catanzaro. E ne spiega le ragioni: “Innanzitutto, ogni riforma dovrebbe partire dall’ascolto del territorio e dalla concertazione con le sigle sindacali. In sintesi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Lo schema di decreto legge sul riordino dell’assistenza primaria territoriale, varato dal Governo, presenta dei limiti evidenti e delle condizioni irricevibili”.</em> Lo afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg Catanzaro. E ne spiega le ragioni: “<em>Innanzitutto, ogni riforma dovrebbe partire dall’ascolto del territorio e dalla concertazione con le sigle sindacali. In sintesi, dalla lettura delle specificità che i singoli territori presentano. Ma ciò non è avvenuto”. </em>Con la riforma del Ministro Orazio Schillaci i medici di base diventeranno una componente stabile del modello organizzativo delle Case di Comunità. Per questi professionisti, oggi convenzionati con le Asl, destinati alle Case di Comunità, la riforma prevede la possibilità di diventare dipendenti pubblici, cioè di avere un rapporto di lavoro subordinato come gli ospedalieri. Da questa impalcatura della riforma nascono le puntualizzazioni e le preoccupazioni della Fimmg Catanzaro.</p>
<p>“<em>Se la riforma dovesse passare – </em>afferma il dott. De Nardo<em> – il rischio sarebbe altissimo: i medici di famiglia potrebbero abbandonare la professione, aggravando ulteriormente la carenza di presidi sul territorio. Fattore, quest’ultimo, destabilizzante, specie per una regione come la Calabria che presenta aree interne isolate a causa dell’atavica carenza nei trasporti. Senza dimenticare che con le Case di Comunità i tempi di risposta potrebbero essere più lunghi, a causa dell’aumento dell’impegno orario, e acuirsi le disuguaglianze sociali.</em> <em>Allo stato attuale –</em> prosegue il segretario generale della Fimmg Catanzaro <em>&#8211; ogni cittadino ha la possibilità di scegliere il suo medico di famiglia. Con la riforma, invece, i cittadini, di volta in volta, si dovranno rivolgere ad un medico di turno facendo venire meno quel rapporto fiduciario, tra professionista e utente, che ha segnato, fino ad oggi, la storia della medicina territoriale. Un rapporto fiduciario che include non solo la cura del paziente, ma anche aspetti rilevanti dal punto di vista umano e sociale. La conseguenza di tale miope strategia sarà l’indebolimento delle cure primarie e del sistema sanitario nazionale che oggi si regge sulla facile accessibilità degli studi medici. Sarebbero penalizzati, soprattutto, gli anziani e i soggetti fragili”.</em></p>
<p>“<em>La sanità e per tutti: occorre tutelare la qualità dell’assistenza sanitaria e fare avvicinare i giovani alla medicina territoriale. Ma la strada intrapresa non è quella giusta. Pertanto – </em>conclude De Nardo<em> – l’appello è rivolto a tutte le forze politiche locali, di qualunque schieramento, affinchè sollecitino il governo a rimodulare una riforma che, allo stato dell’arte, indebolisce drasticamente la figura del medico di famiglia e penalizza milioni di cittadini”</em>.</p>
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		<title>Catanzaro, Gratteri: con riforma giustizia si vuole pm burocrate e addomesticato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-gratteri-con-riforma-giustizia-si-vuole-pm-burocrate-e-addomesticato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 11:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho deciso di partecipare all&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione nazionale magistrati per la prima volta in vita mia, perché con me non sono stati mai generosi, anche quando negli anni passati qui a Catanzaro abbiamo avuto guerre titaniche con i centri di potere. Ne siamo usciti vivi e vincitori, ma ho riflettuto e malgrado tutto ci sono stato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ho deciso di partecipare all&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione nazionale magistrati per la prima volta in vita mia, perché con me non sono stati mai generosi, anche quando negli anni passati qui a Catanzaro abbiamo avuto guerre titaniche con i centri di potere.</p>
<p>Ne siamo usciti vivi e vincitori, ma ho riflettuto e malgrado tutto ci sono stato per rappresentare la difficoltà del momento e l&#8217;importanza del referendum.</p>
<p>Perché votare no? Perché a parte i sofismi, a parte le esegesi che si può fare su ogni parola, su ogni sillaba, il risultato finale è che si vuole un pubblico mistero burocrate, un pubblico mistero addomesticato, un pubblico mistero docile che si comporti esattamente come il negativo di un perfetto burocrate&#8221;. Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, a margine di un&#8217;iniziativa a Catanzaro, commentato il dibattito sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Nicola Gratteri: Attaccato da due giornali perché non mi piace la riforma della giustizia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nicola-gratteri-attaccato-da-due-giornali-perche-non-mi-piace-la-riforma-della-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 20:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Qualche giorno fa sono stato attaccato da due giornali. Scrivevano che nella mia Procura c’era il maggior numero di richieste di risarcimento giudiziarie e lo hanno fatto soltanto perche’ non mi piace la riforma della giustizia”. A dirlo e’ il procuratore del tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, presente oggi all’istituto comprensivo Giusti di Terzigno per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Qualche giorno fa sono stato attaccato da due giornali. Scrivevano che nella mia Procura c’era il maggior numero di richieste di risarcimento giudiziarie e lo hanno fatto soltanto perche’ non mi piace la riforma della giustizia”. A dirlo e’ il procuratore del tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, presente oggi all’istituto comprensivo Giusti di Terzigno per un incontro con gli alunni di terza media. </p>
<p>“Abbiamo controllato i dati – ha detto – gli attacchi dei due giornali sono gratuiti e falsi perche’ nella Procura di Catanzaro, dove sono stato fino a qualche anno fa, le richieste di risarcimento sono addirittura sotto alla media nazionale. Sono colpevole di dire quello che penso della riforma della giustizia, che a mio parere fa male ai processi penali”. Un incontro, quello di Terzigno, moderato dal direttore de Il Fatto Vesuviano, Mariano Rotondo, e a cui ha preso parte la dirigente scolastica Luisa Massimo.</p>
<p>“Per noi un e’ onore avere Gratteri ospite nella nostra scuola, per i ragazzi sara’ sicuramente uno stimolo per un futuro di legalita’”, ha detto la preside. Gratteri ha ascoltato le domande degli alunni e ha risposto a uno a uno facendoli sedere al suo fianco. “Studiate e non frequentate i posti e i locali in cui vanno le persone in odore di camorra”, ha consigliato. Il progetto di legalita’ dell’istituto comprensivo Giusti di Terzigno e’ curato dalle docenti Rosa Giugliano Auricchio e Virginia Padovano che hanno organizzato una serie di incontri con “gli eroi dell’antimafia”.</p>
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		<title>Protesta silenziosa dei magistrati in toga e Costituzione contro la riforma giudiziaria del governo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/protesta-silenziosa-dei-magistrati-in-toga-e-costituzione-contro-la-riforma-giudiziaria-del-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 10:26:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle 26 sedi di Corte d&#8217;Appello giudici e pm hanno manifestato indossando la toga e una coccarda tricolore in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. E&#8217; accaduto questa mattina anche davanti alle sedi di Corte d&#8217;appello in Calabria a Catanzaro e Reggio. Nel capoluogo di regione (foto sopra) esposti due manifesti con frasi di Calamandrei per dire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle 26 sedi di Corte d&#8217;Appello giudici e pm hanno manifestato indossando la toga e una coccarda tricolore in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. E&#8217; accaduto questa mattina anche davanti alle sedi di Corte d&#8217;appello in Calabria a Catanzaro e Reggio. Nel capoluogo di regione (<em>foto sopra</em>) esposti due manifesti con frasi di Calamandrei per dire no alla riforma della Giustizia che contempla, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra funzioni requirenti e giudicanti. I magistrati, toga sulle spalle, Costituzione in mano e coccarda tricolore appuntata sul petto, hanno protestato aderendo alla manifestazione indetta dall&#8217;Anm. &#8220;Se volete andare in pellegrinaggio dove è nata la nostra Costituzione &#8211; hanno sostenuto &#8211; andate sulle montagne, nelle carceri, nei campi, dovunque è morto un italiano per riscattare la nostra libertà, perché è lì che è nata questa nostra Costituzione&#8221;. Stiamo portando la protesta davanti a quello che è il nostro posto di lavoro &#8211; ha detto Graziella Viscomi pm di Catanzaro e coordinatrice nazionale di Area Dg -. Una protesta che non arresta il dialogo. Questa protesta è anche per i cittadini perché porre un pubblico ministero sotto l&#8217;esecutivo è un danno enorme&#8221;.</p>
<p>Anche a Reggio Calabria (<em>foto sotto</em>), molti magistrati sono usciti dall&#8217;aula della Corte d&#8217;assise d&#8217;Appello, dove è in corso l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario, quando è iniziato l&#8217;intervento il rappresentante del ministero della Giustizia. Intanto, prima della cerimonia, i magistrati con la toga e con la Costituzione si sono riuniti all&#8217;ingresso della Corte d&#8217;appello e hanno spiegato le ragioni della protesta.</p>
<p>&#8220;La nostra contrarietà alla riforma &#8211; ha affermato una sostituta procuratrice &#8211; l&#8217;abbiamo provata a esprimere in tutte le sedi possibili anche cercando un dialogo con il governo e col Parlamento. Il Csm ha espresso parere negativo, peraltro già anticipato in numerose sedi rispetto a questa riforma, ma purtroppo le nostre obiezioni non hanno mai avuto riscontro. Non soltanto assistiamo quotidianamente a attacchi gratuiti e spregiudicati, fatti anche da importantissimi rappresentanti delle istituzioni, alla magistratura tutta e soprattutto alla figura del Pubblico Ministero che viene additato quasi come un nemico pubblico, un super poliziotto. Quindi riteniamo che sia nostro dovere far sentire alla collettività la nostra contrarietà e far sentire la nostra voce e la nostra opinione&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-295691" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Reggio-Calabria-300x169.jpg" alt="" width="639" height="360" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Reggio-Calabria-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Reggio-Calabria-696x392.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/Reggio-Calabria.jpg 700w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px" /></p>
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		<title>Gratteri tuona ancora contro la riforma Nordio: non serve a niente ed anzi rallenta la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 16:39:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La riforma della giustizia rallenta la giustizia”. Così Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli presente all’insediamento di Domenico Guarascio nuovo procuratore della Repubblica di Crotone. Gratteri, che ha avuto Guarascio come suo sostituto alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla riforma presentata dal ministro della giustizia Carlo Nordio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La riforma della giustizia rallenta la giustizia”. Così Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli presente all’insediamento di Domenico Guarascio nuovo procuratore della Repubblica di Crotone. Gratteri, che ha avuto Guarascio come suo sostituto alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla riforma presentata dal ministro della giustizia Carlo Nordio ha sostenuto che “qualsiasi riforma è stata fatta, tranne quella dell’estate 2024, sulla cyber, è stata dannosa. </p>
<p>Questa non serve né a velocizzare i processi, né a tutelare le parti offese, né a dare risposte a chi ha bisogno di giustizia. Ad esempio l’App2. Noi abbiamo spiegato che App2 sostanzialmente non funzionava, ma è stato imposto il suo utilizzo dal 1 gennaio 2025 sapendo che non funzionava”.</p>
<p>“Noi l’abbiamo detto prima – ha aggiunto il procuratore di Napoli – ma con arroganza è stata imposta questa App2 e oggi i tribunali sono semi paralizzati: c’è un forte rallentamento nella celebrazione dei processi. Non so che futuro ci attende, non riesco a prevedere il futuro. Queste domande che dovete chiedere a chi ha l’onere, l’obbligo e il potere piacere di governare”.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Scuola, approvata riforma: bocciatura con il 5, ecco cosa cambia per sospensioni e giudizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 10:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Camera ha approvato in via definitiva il ddl Valditara con 154 voti a favore, 97 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. Poco prima del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera ha approvato in via definitiva il ddl Valditara con 154 voti a favore, 97 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta al ritorno della valutazione numerica sul comportamento alle medie fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. Poco prima del via libera, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha spiegato a ‘Il Giornale’ cosa cambia con la riforma, sottolineando che “già in questo anno scolastico si vedranno le prime applicazioni“.</p>
<p>Con il 5 in condotta scatta la bocciatura. Nello specifico, alle superiori con la nuova norma il giudizio sulla condotta “non avrà più un valore simbolico, ma col 6 si verrà ‘rimandati’ a settembre e si sosterrà una prova per riparare”, ha detto Valditara. Inoltre, “la condotta inciderà anche sul voto finale alla Maturità“. Alle medie, tornano i voti per la condotta (espressi in decimi), e faranno media. Per il ministro questa riforma “porterà il ragazzo a comprendere e rafforzare il suo senso di appartenenza alla comunità, in definitiva il suo senso di responsabilità. La stessa cosa accadrà con le sanzioni pecuniarie”.<br />
A questo proposito, il responsabile della scuola ha specificato che le aggressioni fisiche al personale scolastico saranno punite con multe comprese fra i 500 e i 10 mila euro. “Ad essere risarcita sarà la scuola – ha detto – che ha subito un grave danno di immagine. E i soldi verranno impiegati per comprare materiale di laboratorio o strumentazioni per la didattica“.</p>
<p>Sulle sospensioni, Valditara ha precisato che con la nuova legge gli studenti non staranno a casa a non fare niente: “Se sospeso per 2 giorni, lo studente dovrà studiare di più e svolgere un elaborato per comprendere il perché ha sbagliato tenendo un comportamento violento”. Sopra le 48 ore, ha aggiunto il ministro, si attiverà la “cittadinanza solidale“, per cui “il ragazzo svolgerà obbligatoriamente attività di solidarietà in un ospedale o in una casa di riposo o, comunque, si metterà a servizio dei più deboli”.<br />
Il ddl Valditara prevede novità anche per i giudizi alle scuole elementari. “Oggi c’è il giudizio analitico che rimarrà ma sarà semplificato – ha affermato il ministro – . E poi c’è quello sintetico su cui siamo intervenuti. Perché spesso questi giudizi sono criptici, del tipo ‘in via di prima acquisizione’”. Con la nuova legge “si torna a formule che fanno chiarezza e aiutano gli alunni a capire e quindi a maturare”. Ovvero quelle formule “racchiuse in un aggettivo: ottimo, buono, sufficiente, insufficiente”, ha precisato il titolare dell’Istruzione. “Così – ha assicurato – non ci saranno più equivoci e fraintendimenti”.</p>
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		<title>Autonomia, Senese (Uil): “Una riforma scriteriata che allontanerà la Calabria dal resto del Paese”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 12:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Una riforma scriteriata che allontanerà la Calabria dal resto del Paese. Una mancia politica ad un alleato di Governo che segnerà, ancora di più, il destino delle calabresi e dei calabresi. Questo è, ma purtroppo non solo, l’autonomia differenziata. Per questo esprimiamo profonda preoccupazione per questa riforma che potrebbe avere conseguenze devastanti per settori chiave [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Una riforma scriteriata che allontanerà la Calabria dal resto del Paese. Una mancia politica ad un alleato di Governo che segnerà, ancora di più, il destino delle calabresi e dei calabresi. Questo è, ma purtroppo non solo, l’autonomia differenziata. Per questo esprimiamo profonda preoccupazione per questa riforma che potrebbe avere conseguenze devastanti per settori chiave come la sanità e l’istruzione, aggravando ulteriormente le già evidenti disparità regionali e, come fatto in tempi non sospetti, chiediamo un immediato ripensamento del legislatore&#8221;. Lo afferma in una nota Mariaelena Senese, Segretaria generale Uil Calabria. &#8220;Per questo &#8211; aggiunge &#8211; saremo presenti nei luoghi di lavoro, nelle assemblee territoriali per spiegare la nostra scelta di essere tra i promotori per indire il referendum abrogativo di questa legge ingiusta. Per questo la Uil, coerentemente con le sue impostazioni e sempre pronta al dialogo e al confronto anche quando questo si fa aspro, non si sottrarrà ai tavoli regionali che verranno convocati sul tema e su questo chiediamo alla Regione Calabria di aprire una interlocuzione in tempi ristretti, ma contrasterà con tutte le sue forze e in tutte le forme democratiche a disposizione l’applicazione di questa Legge, anche attraverso un impegno diretto nella costituzione di Comitati referendari per la sua abrogazione. Incrocerà in questo modo l’azione di altre forze sindacali, sociali e politiche che ritengono l’unità del Paese, l’universalità dei diritti, la dignità delle persone, elementi irrinunciabili per un Paese che vuol essere unito, faro della democrazia e soggetto forte per l’affermazione di questi principi nel contesto europeo e mondiale. Non bisogna dimenticare, infatti, che la manovra economica 2024, in discontinuità con la precedente Legge di bilancio, non determina le risorse economiche in conto corrente finalizzate a garantire, attraverso l’istituto del fondo di perequazione, l’omogeneità in tutto il Paese dei diritti sociali e di cittadinanza. Questo, poi, quando il Governo ha già scelto di tagliare le rimesse destinate al fondo di perequazione che è stato prosciugato e fatto passare dagli oltre 4 miliardi di euro a poco più di 800 milioni&#8221;.</p>
<p>La segretario regionale Uil evidenzia come &#8220;Uno dei settori più colpiti dalla riforma dell’autonomia differenziata sarà inevitabilmente la sanità. Con l’autonomia differenziata, le regioni più ricche potrebbero decidere di aumentare i finanziamenti e migliorare i servizi sanitari a livello locale, lasciando le regioni meno abbienti, come la Calabria, indietro. Questo scenario porterà alla creazione di un sistema sanitario a due velocità, dove i cittadini del Sud avranno accesso a servizi di qualità inferiori rispetto a quelli del Nord. In Calabria, la situazione sanitaria è già critica, con strutture ospedaliere spesso carenti e tempi di attesa per le prestazioni mediche inaccettabilmente lunghi. La riforma dell’autonomia differenziata aumenterà il turismo sanitario verso le regioni del Nord, dove i servizi saranno migliori. Questo flusso migratorio di pazienti non solo rappresenta un costo aggiuntivo per le famiglie calabresi, ma indebolisce ulteriormente il sistema sanitario locale, creando un circolo vizioso difficile da spezzare. Il tutto mentre la medicina del territorio stenta a decollare e, anche quando gli ospedali e le case di comunità dovessero vedere la luce, il sistema rischia di non funzionare per la grave carenza di personale che già interessa il nostro Sistema sanitario regionale per il quale è necessaria e non più rinviabile una iniezione di giovani professionalità&#8221;.</p>
<p>&#8220;L’istruzione, poi, è un altro settore che rischia di subire gravi conseguenze. La Calabria può e vuole farcela da sola ma i continui tagli alle istituzioni scolastiche, gli accorpamenti che riducono gli spazi dell’offerta formativa, penalizzando ancora di più le aree interne della nostra regione, e il mancato potenziamento professionale rischiano di demolire quello che è uno dei pilasti della comunità educante calabrese. La Uil Calabria &#8211; conclude Mariaelena Senese &#8211; chiede un immediato ripensamento della riforma dell’autonomia differenziata e ritiene necessario intervenire, a livello istituzionale, per bloccare i nefasti effetti di questa norma. È fondamentale che le politiche nazionali promuovano l’equità territoriale e garantiscano pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza. La Calabria ha bisogno, fra le altre cose, di infrastrutture moderne ed efficienti, di investimenti mirati, di una sanità efficiente e di un sistema educativo all’altezza delle sfide moderne. Solo così si potrà ridurre il divario tra Nord e Sud e costruire un futuro di sviluppo e prosperità per tutto il Paese”. </p>
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		<title>Riforma Its, il ministro Valditara ha partecipato al webinar promosso dalla Regione Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/riforma-its-il-ministro-valditara-ha-partecipato-al-webinar-promosso-dalla-regione-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 12:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolto oggi il webinar con il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, nel corso del quale è stata illustrata, a circa 10 mila famiglie calabresi, riunite nelle aule magne degli istituti scolastici, la riforma sperimentale degli istituti tecnici e professionali. Grande partecipazione all’evento promosso dall’assessorato regionale all’istruzione e dall’Ufficio scolastico regionale, a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto oggi il webinar con il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, nel corso del quale è stata illustrata, a circa 10 mila famiglie calabresi, riunite nelle aule magne degli istituti scolastici, la riforma sperimentale degli istituti tecnici e professionali. Grande  partecipazione all’evento promosso dall’assessorato regionale all’istruzione e dall’Ufficio scolastico regionale, a cui si sono collegati i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo grado della Regione, tutti i dirigenti e i presidenti ITS della filiera dei tecnici e dei professionali autorizzati. Presenti anche la dirigente generale del Dipartimento istruzione, Francesca Gatto, e la dirigente di settore Anna Perani. Il ministro, prima di entrare nel merito della riforma, ha detto di apprezzare molto questa iniziativa della vicepresidente della Regione Calabra, Giusi Princi, e della dirigente dell’Usr, Antonella Iunti, &#8220;che mi hanno consentito di incontrare i genitori per un confronto a 360 gradi su questa riforma che incarna un modello fortemente innovativo e moderno, un modello avanzato in cui noi crediamo moltissimo e che ha l’obiettivo di dare più opportunità lavorative ai nostri giovani, con una formazione sempre più aderente alle necessità del mercato del lavoro e con una solida preparazione culturale di base”.<br />
“Questa riforma – ha evidenziato il ministro all’istruzione – rappresenta per noi una sfida che la Regione Calabria ha raccolto con grande concretezza e lungimiranza. Tutto il percorso è stato costruito in strettissima sinergia con la Regione Calabria perciò è fortemente aderente alle necessita di questo territorio. Si tratta di una riforma importante per tutto il Mezzogiorno dove contiamo, ogni anno, più di 1 milione di posti di lavoro non coperti per mancanza di qualifiche. Sono le imprese che ci chiedono questo percorso. Parliamo di filiera, di 4 più 2, che prevede 4 anni di istruzione tecnica e professionale e 2 anni di istruzione tecnologica superiore. Non riduciamo il programma quinquennale – ha rimarcato &#8211; ma avviamo percorsi nuovi che puntano sulla qualità e non sulla quantità. L’organico rimarrà invariato anzi ci saranno tantissimi docenti in più a disposizione per seguire i nostri studenti. Sappiamo, infatti, che esistono fragilità in alcune materie come, ad esempio, matematica, italiano ed inglese, pertanto noi andremo a potenziare le specializzazioni mancanti reclutando, con contratto, dei docenti anche fra gli imprenditori e i manager. Ci sarà più alternanza scuola lavoro, più attività di laboratorio, scambi con l’estero e tanta internazionalizzazione e si farà anche della ricerca, novità, questa, che servirà ad incoraggiare i nostri studenti a puntare sull’innovazione”.</p>
<p>“Stiamo lavorando anche per far sì che in Calabria e in Sicilia possa nascere un’offerta scolastica tecnico-professionale di supporto alla formazione di tutte quelle maestranze, di tutte quelle competenze, quelle professionalità che saranno necessarie sia per la costruzione del Ponte sullo Stretto ma soprattutto per la gestione e lo sviluppo di quelle straordinarie potenzialità che questa opera genererà per il territorio. Credo che la Calabria &#8211; ha affermato infine il ministro Valditara &#8211; abbia straordinarie potenzialità e grandi capacità di sviluppo, è una delle regioni d’Italia su cui scommetterei e lo dimostra l’entusiasmo con cui il mondo della scuola ha risposto a questa sperimentazione. È una bellissima testimonianza”.<br />
Molto soddisfatte della numerosa partecipazione all’evento la vicepresidente Princi e la diritrice Iunti, le quali hanno ringraziato tutto il mondo scolastico calabrese, i tanti genitori e il ministro Valditara “per aver accettato di confrontarsi con le famiglie della Calabria. La Regione &#8211; hanno sottolineato &#8211; vuole accompagnare i genitori affinché superino le titubanze legate alle novità attraverso la possibilità di diretto confronto con il ministro all’istruzione e la merito. Il mondo del lavoro calabrese  per i prossimi anni, punterà molto sulle competenze tecniche e specialistiche e, come si evince da fonti Unioncamere e Anpal, le imprese locali assumeranno addirittura il 67% di personale in possesso di diploma secondario”.<br />
“La formazione garantita dalla filiera tecnico professionale sopperisce a tale fabbisogno – ha proseguito la vice presidente Princi &#8211; anche alla luce dei fattori che modellano i futuri bisogni occupazionali del mercato del lavoro calabrese, la costruzione del Ponte sullo stretto e l’istituzione della Zona economica speciale unica che richiamerà nuovi investimenti e la nascita di nuove imprese. La Regione Calabria, per i prossimi anni, con oltre 200 milioni di euro, incentiverà i processi di cambiamento e sviluppo finanziando, con le risorse destinate alla ricerca e all’innovazione, la nascita di nuove imprese e l’innovazione e l’internazionalizzazione di quelle esistenti. Queste misure, sostenute con forza dal presidente Occhiuto e da tutta la Giunta regionale &#8211; creeranno bisogni occupazionali avanzati e consentiranno di aumentare in Calabria profili professionali sempre più specialistici e qualificati”.</p>
<p>La dirigente Iunti ha, infine, sottolineato la necessità che le scuole accompagnino le famiglie in questo nuovo percorso formativo, dando anche indicazioni sull’iter da seguire per l’iscrizione dal prossimo anno scolastico 2024/25, “che prevede &#8211; ha specificato &#8211; 4 anni di studio negli istituti tecnici o professionali (non più 5), due anni negli Its Academy, con il diretto coinvolgimento di aziende partner e con successiva possibilità di passaggio all’università per completare il percorso , per cui ha evidenziato che la Calabria è l’unica realtà d’Italia ad avere sottoscritto apposito protocollo con le università calabresi per il riconoscimento dei crediti formativi a quegli studenti che, concluso l’ITS, vogliano conseguire la laurea triennale”.</p>
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