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	<title>rifiutato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Nov 2025 22:52:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lettera di una mamma a calabrianews: &#8220;Mio figlio rifiutato dagli ospedali di Catanzaro e Cosenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pur aderendo alla giornata di sciopero dei giornalisti italiani, abbiamo deciso di pubblicare questa lettera che è testimonianza diretta del grave stato della sanità calabrese e, in particolare, di quella pediatrica. Riceviamo dalla Signora Ramona e integralmente pubblichiamo. &#8220;Sono le 20:00 quando mio figlio Salvatore, dopo aver mangiato una semplice arachide, inizia a tossire insistentemente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lettera-di-una-mamma-a-calabrianews-mio-figlio-rifiutato-dagli-ospedali-di-catanzaro-e-cosenza/">Lettera di una mamma a calabrianews: &#8220;Mio figlio rifiutato dagli ospedali di Catanzaro e Cosenza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pur aderendo alla giornata di sciopero dei giornalisti italiani, abbiamo deciso di pubblicare questa lettera che è testimonianza diretta del grave stato della sanità calabrese e, in particolare, di quella pediatrica.</strong><br />
<strong>Riceviamo dalla Signora Ramona e integralmente pubblichiamo.</strong><br />
<em>&#8220;Sono le 20:00 quando mio figlio Salvatore, dopo aver mangiato una semplice arachide, inizia a tossire insistentemente. Poco dopo compaiono strani rumori respiratori: un segnale che conosco bene, un possibile corpo estraneo nei bronchi, un&#8217;emergenza che può essere fatale. Senza perdere tempo, lo accompagno al <strong>Pronto Soccorso di Crotone.</strong> La Pediatria del San Giovanni di Dio agisce immediatamente. La dottoressa Spinelli visita mio figlio, lo monitora, esegue esami ematici, RX torace e TAC. Il sospetto di inalazione è chiaro e la broncoscopia è urgente, ma a Crotone non è disponibile. È sabato notte, ma la dottoressa non perde un secondo: inizia una difficile serie di telefonate per trasferirlo in un centro capace di intervenire. <strong>E qui inizia l&#8217;incubo</strong>.<br />
<strong>Prima Catanzaro</strong>: un&#8217;apparente disponibilità, poi il dietrofront. &#8220;Non abbiamo il broncoscopio pediatrico.&#8221; <strong>Poco dopo Cosenza</strong>: altro via libera, altra speranza, altra illusione. Ambulanza pronta, mio figlio sulla barella, siamo fuori dal Pronto Soccorso. Dopo mezz&#8217;ora di attesa, l&#8217;ennesima telefonata: &#8220;Manca un pezzo del broncoscopio.&#8221; Trasferimento annullato.</em></p>
<p>Mio figlio, <strong>in codice rosso</strong>, resta ricoverato a Crotone, mentre noi genitori trascorriamo la notte accanto a lui, con la paura che quell&#8217;arachide potesse gonfiarsi e ostruire completamente il bronco. Non posso descrivere lo stato d&#8217;animo di quelle ore. Una madre e un padre non dovrebbero mai trovarsi a sperare che un ospedale non dica &#8220;no&#8221; a un bambino che rischia di soffocare. La dottoressa Zampogna, Primario di Pediatria, interviene anche da casa. Contatta centri fuori regione. <strong>Finalmente il Santobono di Napoli</strong> risponde, come sempre, con professionalità e tempestività. <strong>Non possiamo volare per il maltempo: partiamo in ambulanza</strong>, accompagnati dal dottor Ivan Martinez, fino a Napoli. Al Santobono il corpo estraneo viene rimosso d&#8217;urgenza da un&#8217;équipe straordinaria, alla quale sarò grata per tutta la vita. <strong>Ma una domanda resta, ed è amarissima:</strong></p>
<p>Com&#8217;è possibile che in tutta la Calabria non esista un broncoscopio pediatrico funzionante? Com&#8217;è possibile che due ospedali hub rifiutino un bimbo in pericolo di vita, senza offrire un&#8217;alternativa, senza assumersi la responsabilità che la sanità pubblica impone? Gli ospedali non possono dire &#8220;non possiamo farlo&#8221; quando si parla di un&#8217;emergenza pediatrica. Non possono rimandare indietro un bambino e una famiglia nel panico. Non possono ripetere &#8220;manca l&#8217;apparecchio&#8221; o &#8220;manca un pezzo&#8221; come se la vita fosse opzionale. A che servono gli HUB e gli SPOKE, se al momento del bisogno le attrezzature non ci sono e i trasferimenti vengono revocati quando il paziente è già in ambulanza? Il Reparto di Pediatria di Crotone ha dimostrato cosa significhi dedizione, competenza e umanità. Ma non può essere l&#8217;impegno di singoli medici a salvare i bambini da un sistema che non funziona.<br />
<strong>Questa lettera non vuole essere una polemica sterile</strong>.<br />
Vuole essere una richiesta, chiara e dovuta:<br />
&#8211; che la Regione Calabria verifichi immediatamente le dotazioni pediatriche negli ospedali;<br />
&#8211; che venga garantito un percorso di emergenza efficiente e attrezzato;<br />
&#8211; che i bambini calabresi abbiano lo stesso diritto alla salute dei bambini del resto d&#8217;Italia.<br />
<strong>Perché mio figlio è stato salvato non grazie al sistema, ma nonostante il sistema</strong>.<br />
E non è così che dovrebbe funzionare una sanità che si definisce pubblica&#8221;.</p>
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