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	<title>ricordo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Lamezia, ricordati Salvatore Aversa e Lucia Precenzano nel 34° anniversario della scomparsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 16:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta oggi, 4 gennaio 2026, a Lamezia Terme, alla presenza dei figli Walter, Paolo e Giulia e di altri familiari, la commemorazione del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, barbaramente uccisi in un agguato mafioso il 4 gennaio 1992. La solenne celebrazione Eucaristica in suffragio dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta oggi, 4 gennaio 2026, a Lamezia Terme, alla presenza dei figli Walter, Paolo e Giulia e di altri familiari, la commemorazione del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, barbaramente uccisi in un agguato mafioso il 4 gennaio 1992. La solenne celebrazione Eucaristica in suffragio dei coniugi Aversa è stata celebrata nella Chiesa Cattedrale dei SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme, dal Cappellano della Polizia di Stato Don Alessandro Nicastro. Nell’omelia, ricca di profonde riflessioni, il Cappellano ha posto in evidenza il valore di testimonianza del sacrificio dei coniugi Aversa, affermando che per una compiuta giustizia occorre sconfiggere una mentalità alimentata dal servilismo. Il loro sacrificio è una dimostrazione concreta di come sia possibile un altro modo di vivere, quello a difesa della legalità.</p>
<p>Il Questore di Catanzaro ha ricordato la figura professionale del Sovrintendente Capo Salvatore Aversa, responsabile della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di Lamezia Terme, poliziotto “di strada”, la cui commemorazione riapre, ogni anno, una ferita mai rimarginata. Il sacrificio dei coniugi Aversa rimane un fondamentale modello a difesa della legalità affinché la violenza non abbia più spazio attraverso l’infaticabile lavoro dei poliziotti e delle forze dell’ordine sempre al servizio del bene comune. La celebrazione, accompagnata da un coro polifonico, si è tenuta alla presenza di esponenti delle Istituzioni civili, militari e delle locali Autorità Giudiziarie, di rappresentanti dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e delle Organizzazioni Sindacali del personale.</p>
<p>La cerimonia si è conclusa con la deposizione di un cuscino di fiori presso la lapide commemorativa dei coniugi Aversa posta presso la precedente sede del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, al lato della Cattedrale, in Corso Numistrano.</p>
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		<title>Mattarella ricorda Fortugno, “trame criminali possono essere sconfitte”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mattarella-ricorda-fortugno-trame-criminali-possono-essere-sconfitte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 16:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all&#8217;Onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno, in occasione del ventesimo anniversario dell&#8217;omicidio di Francesco Fortugno, il seguente messaggio: &#8220;L’uccisione di Francesco Fortugno a opera di sicari di una cosca della &#8216;ndrangheta ha segnato la vita della democrazia della comunità calabrese in modo incancellabile- scrive il Capo dello Stato. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all&#8217;Onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno, in occasione del ventesimo anniversario dell&#8217;omicidio di Francesco Fortugno, il seguente messaggio:<br />
&#8220;L’uccisione di Francesco Fortugno a opera di sicari di una cosca della &#8216;ndrangheta ha segnato la vita della democrazia della comunità calabrese in modo incancellabile- scrive il Capo dello Stato. Fortugno, medico stimato, uomo onesto e appassionato del bene comune, si era dedicato all’impegno civile con coraggio, in un territorio difficile. L’assassinio, eseguito nel corso di un evento politico, fu l’innesco di un movimento di forte reazione alle mafie che ebbe i giovani calabresi come protagonisti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Fu ucciso poco dopo avere assunto l’incarico di Vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria perché il suo coerente operato ostacolava i loschi affari delle cosche della &#8216;ndrangheta- evidenzia Mattarella. La giustizia ha condannato in via definitiva esecutori e mandanti, dimostrando che le trame criminali possono essere sconfitte.  Desidero rinnovare in questa giornata la più intensa solidarietà e vicinanza alla signora Maria Grazia Laganà Fortugno, ai figli Giuseppe e Anna, ai familiari, agli amici, a tutti coloro che si sentirono colpiti da quella efferata violenza e avvertirono, da subito, la minaccia criminale volta a sopraffare la libertà di tutti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ai giovani continuano a parlare la testimonianza umana e l’eredità morale di Fortugno. Il suo rifiuto di sottomissione alle cosche è un esempio e un atto di fiducia nella libertà e nella democrazia che richiama la nostra responsabilità. A vent’anni da quel giorno di dolore la Repubblica si inchina alla sua memoria&#8221;- conclude il presidente Mattarella.</p>
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		<title>Paolo Bonacelli, il ricordo di AMA Calabria:  a Lamezia interpretò un indimenticabile &#8216;Federico II&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 07:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Ama Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Bonacelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Associazione AMA Calabria &#8211; si legge in una nota &#8211; &#8220;si unisce al dolore del mondo dello spettacolo per la scomparsa di Paolo Bonacelli, attore di straordinaria sensibilità e tra le voci più autorevoli della scena italiana. Con la sua arte ha attraversato il cinema, il teatro e la televisione, lavorando con i più grandi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione AMA Calabria &#8211; si legge in una nota &#8211; &#8220;si unisce al dolore del mondo dello spettacolo per la scomparsa di <strong>Paolo Bonacelli</strong>, attore di straordinaria sensibilità e tra le voci più autorevoli della scena italiana. Con la sua arte ha attraversato il cinema, il teatro e la televisione, lavorando con i più grandi registi e conquistando riconoscimenti prestigiosi, ma soprattutto il rispetto del pubblico e della critica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il nostro territorio conserva di lui un ricordo indelebile- sottolinea AMA Calabria: il 29 agosto 2004, nella suggestiva cornice del Castello normanno-svevo di Nicastro a Lamezia Terme, Bonacelli fu protagonista dello spettacolo Federico II di Egi Volterrani, diretto da Consuelo Barilari. Un’interpretazione intensa e vibrante che rese vivo lo “Stupor Mundi” in tutte le sue contraddizioni: imperatore illuminato, statista implacabile, uomo di vastissima cultura ma anche creatura fragile, segnata da solitudine e conflitti interiori.<br />
Attorno a quella rappresentazione si sviluppò un progetto culturale che ancora oggi ricordiamo con orgoglio: convegni di studio, momenti musicali e riflessioni che restituirono a Lamezia e alla Calabria un respiro europeo e mediterraneo, nello spirito stesso di Federico II, grande costruttore di ponti tra le culture&#8221;.</p>
<p>&#8220;Con la morte di Paolo Bonacelli si spegne un interprete unico, capace di dare corpo e anima alla storia. AMA Calabria lo ricorda con affetto e gratitudine per aver regalato al nostro pubblico una pagina memorabile di teatro, che rimarrà incisa nella memoria culturale della città e della nostra associazione&#8221;- conclude AMA Calabria.</p>
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		<title>Ricordata Maria Chindamo davanti al cancello della sua azienda agricola a Limbadi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricordata-maria-chindamo-davanti-al-cancello-della-sua-azienda-agricola-a-limbadi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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		<category><![CDATA[Maria Chindamo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo era solo un cancello, immerso tra gli ulivi della campagna calabrese. Oggi è diventato un luogo della memoria ma anche di resistenza. È qui, in contrada Montalto a Limbadi, che Maria Chindamo fu rapita il 6 maggio 2016. Da allora, nessuno ha più avuto sue notizie. Nove anni dopo, quello stesso cancello arrugginito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo era solo un cancello, immerso tra gli ulivi della campagna calabrese. Oggi è diventato un luogo della memoria ma anche di resistenza. È qui, in contrada Montalto a Limbadi, che <strong>Maria Chindamo </strong>fu rapita il 6 maggio 2016. Da allora, nessuno ha più avuto sue notizie. Nove anni dopo, quello stesso cancello arrugginito si apre idealmente alla speranza: studenti, istituzioni, magistrati, testimoni di giustizia, forze dell&#8217;ordine e cittadini si sono riuniti in un abbraccio collettivo che non chiede soltanto verità, ma afferma con coraggio che lo Stato c&#8217;è, e continuerà a esserci. A presenziare alla cerimonia il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo, la sottosegretaria all&#8217;Interno Wanda Ferro, i figli di Maria, il fratello Vincenzo Chindamo, il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Pietropaolo, l&#8217;assessore regionale Maria Stefania Caracciolo, il vescovo Attilio Nostro, il prefetto di Vibo Valentia Aurora Colosimo.Tra i presenti il cantautore Dario Brunori, impegnato nell&#8217;associazione &#8220;Uno Nessuno 100mila&#8221;. In mezzo alla pioggia e agli applausi, è stato inaugurato un monumento simbolico: una spirale in ferro, colorata e dinamica, realizzata dall&#8217;artista Luigi Camarilla.</p>
<p>Il procuratore di Vibo ha letto il messaggio inviato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. &#8220;Questa giornata &#8211; ha scritto il guardasigilli &#8211; rappresenta l&#8217;affermazione della presenza dello Stato in un territorio dove la &#8216;ndrangheta per anni ha dettato legge&#8221;. &#8220;Conosco bene &#8211; ha poi aggiunto Falvo &#8211; questo cancello e queste terre. Abbiamo ascoltato collaboratori che hanno parlato del caso di Maria, abbiamo istruito il processo, oggi in Corte d&#8217;Assise a Catanzaro. Anni fa era impossibile anche solo nominare certi nomi. Oggi invece lo Stato è qui, e il cambiamento è visibile&#8221;. Parlando dei figli della donna ha detto di averli incontrati più volte: &#8220;crescono con l&#8217;amore di chi è loro vicino. Maria è il simbolo di chi ha dato la vita per resistere alla criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>&#8220;I testimoni di giustizia &#8211; ha sostenuto Wanda Ferro, sottosegretario all&#8217;Interno &#8211; sono il cuore pulsante del nostro coraggio. Come diceva Sant&#8217;Agostino, la speranza ha due figli: lo sdegno per le ingiustizie e il coraggio per cambiarle. Vincenzo Chindamo ha saputo trasformare il dolore in speranza. Lo Stato non lo ha mai dimenticato, e oggi è qui per dire che continuerà a esserci&#8221;. &#8220;Volevano spaventarci &#8211; ha detto il fratello di Maria, Vincenzo &#8211; dividerci, seminare terrore. Invece oggi io vedo il senso dello Stato, lo vedo negli studenti, nei magistrati, nei cittadini. Abbiamo detto: basta paura. Controlliamo noi questa terra. E oggi, insieme, ci siamo riusciti&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-312481" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2-300x142.jpg" alt="" width="649" height="307" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2-300x142.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2.jpg 696w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></p>
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		<title>In ricordo di Filippo Ceravolo nel giorno del suo compleanno, vittima innocente di &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/in-ricordo-di-filippo-ceravolo-nel-giorno-del-suo-compleanno-vittima-innocente-di-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 maggio 2025 Filippo avrebbe compiuto 32 anni, purtroppo, però, quelle candeline non le spegnerà mai e continuerà ad avere 19 anni per sempre. La storia di Filippo Ceravolo è la storia di un giovane della nostra terra, un ragazzo solare, che, sebbene ancora così giovane, conosceva il valore e la dignità del lavoro. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/in-ricordo-di-filippo-ceravolo-nel-giorno-del-suo-compleanno-vittima-innocente-di-ndrangheta/">In ricordo di Filippo Ceravolo nel giorno del suo compleanno, vittima innocente di &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 maggio 2025 Filippo avrebbe compiuto 32 anni, purtroppo, però, quelle candeline non le spegnerà mai e continuerà ad avere 19 anni per sempre. La storia di <strong>Filippo Ceravolo</strong> è la storia di un giovane della nostra terra, un ragazzo solare, che, sebbene ancora così giovane, conosceva il valore e la dignità del lavoro. Aveva una passione molto forte per il calcio, che lo aveva spinto a giocare nelle giovanili della squadra locale. Una passione che trovava sfogo soprattutto in una profonda fede calcistica, quella per la Juventus che condivideva con papà <strong>Martino</strong>. I due erano tifosi sfegatati. E poi c’era la sua fidanzata. Ecco, attorno a questi poli &#8211; il lavoro, la famiglia, gli affetti, il calcio &#8211; si dipanava, con semplicità, l’esistenza di questo bel ragazzo.</p>
<p>La sera del 25 ottobre 2012 Filippo aveva raggiungo Pizzoni per trascorrere qualche ora in compagnia della sua ragazza. Una serata tra amici, come ogni ragazzo e ogni ragazza della sua età. Il giorno dopo la sveglia era all’alba, perché avrebbe dovuto spostarsi a Reggio Calabria per lavoro, infatti, Filippo lavorava con suo padre in giro per la Calabria con il loro banco di dolciumi.<br />
Quella sera, però, Filippo non ritornerà a casa: la macchina non funziona e allora chiede un passaggio che gli costerà la vita.<br />
In quel momento, infatti, era in corso una guerra di ‘ndrangheta tra famiglie contrapposte e Filippo ne rimane vittima innocente. Sale a bordo della Fiat Punto di <strong>Domenico Tassone</strong> e occupa il posto passeggeri. I due si avviano ma sono gli ultimi chilometri di vita di Filippo. In pochi minuti si consuma la tragedia che sconvolge per sempre questa famiglia sorianese.<br />
A poca distanza dal paese, in zona Calvario, la macchina viene bloccata. È un inferno di fuoco. Qualcuno imbraccia un fucile caricato a pallettoni e spara senza pietà all’indirizzo di Filippo. Due proiettili lo raggiungono alla testa. Invece, il giovane alla guida rimane illeso. Per Filippo le ferite appaiono immediatamente gravissime. Morirà poche ore dopo in ospedale, tra la disperazione dei suoi genitori e delle sorelle. A soli 19 anni.</p>
<p>Quest’anno, in occasione del compleanno di questo giovane ragazzo della nostra terra, la famiglia insieme a quanti vorranno, ha deciso di portare <strong>un fiore nel cimitero di Soriano alle ore 16:00</strong>. Un fiore che possa essere simbolo di rinascita, di cambiamento, di corresponsabilità. Un gesto simbolico di chi ancora attende che venga fatta verità e giustizia. Un momento intimo che vuole diventare anche collettivo per ribadire che la memoria deve essere monito per le nostre coscienze e pungolo per le nostre scelte quotidiane, deve essere carne e sangue che possa produrre cambiamento. Ci ritroveremo per un abbraccio simbolico intorno a questa famiglia che, purtroppo, come molte altre, ha incontrato la violenza spietata della ‘ndrangheta, un modo per ribadire che la memoria di Filippo non è una vicenda privata ma è una storia che appartiene ad una intera comunità. Per Filippo, per tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta e per ciascuno di noi, affinché si possa vivere in luoghi liberi dalle mafie e da ogni potere violento, affinché, come ci insegna don Luigi Ciotti, ciascuno di noi sia ben consapevole che “la parte giusta non è un posto in cui stare, ma un orizzonte sempre da raggiungere”.<br />
(<em>Libera. Associazioni, nomi e numeri contro la Mafie</em>)</p>
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		<title>Ricordato a San Giorgio Morgeto l&#8217;eccidio del Carabiniere scelto Pasquale Camarda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 07:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 65° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, alla presenza delle autorità militari, nonché del Sindaco di San Giorgio Morgeto e dei familiari del Carabiniere, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ricordare il militare caduto con la deposizione di una corona di alloro presso il largo intitolato al caduto a San Giorgio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del 65° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, alla presenza delle autorità militari, nonché del Sindaco di San Giorgio Morgeto e dei familiari del Carabiniere, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ricordare il militare caduto con la deposizione di una corona di alloro presso il largo intitolato al caduto a San Giorgio Morgeto (RC) e con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Cappellano Militare Don Aldo Ripepi. Arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 9 febbraio 1948, Pasquale Camarda, nato a Oliveri (ME) il 21 dicembre 1927, dal 6 maggio 1956 prestò servizio presso la Stazione Carabinieri di San Giorgio Morgeto ove si distinse per la determinazione e la grande professionalità nell’espletamento del quotidiano servizio d’istituto. Per l’altissimo senso del dovere dimostrato, il Presidente della Repubblica ha conferito alla memoria la “Medaglia d’Argento al Valor Militare”.</p>
<p>Il 3 gennaio 1960, nel corso di un servizio di controllo del territorio, interveniva unitamente al Comandante interinale della Stazione all’interno di un bar di quel centro, avendo notato la presenza di tre pregiudicati del luogo in compagnia di due forestieri. Uno di questi ultimi, alla vista dei militari, minacciava il sottufficiale puntandogli una pistola al fianco. Di conseguenza, il Carabiniere Scelto Camarda reagiva ingaggiando un conflitto a fuoco e feriva uno dei due aggressori dando così modo al superiore di sottrarsi alla minaccia. Nel corso della sparatoria veniva tuttavia colpito mortalmente.</p>
<p>Il Carabiniere Scelto Camarda, già qualche tempo prima dell’evento fatale, aveva dato prova di coraggio e di abnegazione, facendo scudo con il proprio corpo a una bambina che casualmente si era trovata a passare in una contrada dove era in corso un conflitto a fuoco tra i Carabinieri e alcuni malfattori. Un evento, quest’ultimo, rammentato dalla protagonista nel corso della cerimonia e che è stato oggetto di riflessioni da parte degli studenti delle scuole di San Giorgio Morgeto.</p>
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		<title>Vasco Rossi ricorda il papà: &#8220;Non ti piegasti al nazi-fascismo, ora sono tornati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 11:51:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il 31 ottobre del 1979 te ne sei andato piegato dalla fatica&#8221;. Vasco Rossi ricorda con queste parole il papà, Giovanni Carlo Rossi, a 45 anni dalla scomparsa (morì il 31 ottobre 1979), attraverso un messaggio in un post su Instagram.</p>
<p>Nella foto postata dal rocker, compare una immagine antica che ritrae il padre in uniforme. &#8220;Ricordo ancora il tuo mezzo sorriso, caro papà… dolce e gentile… L’altra metà te l’avevano portato via i due anni di lager Nazista a Dortmund che avevi dovuto scontare per non esserti voluto piegare alla barbarie del Nazi Fascismo. Non ci crederai… ma sono tornati… lupi travestiti da agnelli…bulli.. arroganti e le facce ghignanti&#8221;, le parole di Vasco.</p>
<p>&#8220;Con i loro deliri..i loro dileggi..la loro propaganda…e la stessa ignoranza! Io resto orgoglioso di te! Viva Giovanni Carlo Rossi…Papà Carlino!&#8221;, scrive ancora Vasco. &#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>VIDEO-Girifalco: l’Arma e la cittadinanza oggi hanno ricordato i Carabinieri caduti a Monte Covello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 10:39:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcalabrianews.it%2Fvideos%2F910585347236351%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Celebrata oggi la commemorazione per onorare la memoria dei Carabinieri caduti a Monte Covello di Girifalco, dove 47 anni fa, in un tragico incidente aereo, persero la vita sei Carabinieri. Questa mattina, a quarantasette anni dall’incidente, l’Arma ha ancora una volta ricordato i suoi Caduti nella cittadina di Girifalco. La commemorazione si è svolta dapprima nella chiesa di San Rocco a Girifalco con una messa, officiata dal parroco Don Antonio DE GORI e dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Calabria” Don Vincenzo RUGGIERO, alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Riccardo Sciuto, del Comandante Provinciale Carabinieri di Catanzaro Colonnello Giuseppe Mazzullo e del Comandante del Gruppo di Lamezia Terme Tenente Colonnello Gianluca Zara. Presente il sindaco di Girifalco e il vice sindaco di Amaroni, i familiari dei Carabinieri caduti, i delegati delle sigle sindacali, i Carabinieri Forestali, le rappresentanze dell’8’ Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Presenti anche gli studenti dell’istituto superiore “Majorano” e dell’istituto comprensivo “Scopelliti” di Girifalco, l’Avis di Girifalco, la proloco e la protezione Civile, che hanno voluto condividere questo momento con l’Arma. Al termine della celebrazione il Generale Sciuto ha ringraziato tutti i presenti per la loro partecipazione alla commemorazione, dimostrando vicinanza all’Arma dei Carabinieri. La cerimonia è poi proseguita a Monte Covello con gli onori ai Caduti e la deposizione di due corone d’alloro al Monumento, realizzato sul luogo della tragedia.</p>
<p>Quel 31 ottobre del 1977, erano da poco passate le 15.00, quando si interruppe il contatto radio con l’elicottero AB 205 su cui viaggiavano, il Generale di Corpo d’Armata Enrico Mino, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Francesco Friscia, Comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro, il Tenente Colonnello Luigi Vilardo, Aiutante di Campo del Generale Mino, il Tenente Colonnello Francesco Sirimarco, Comandante del Centro Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, il Tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia e il Brigadiere Costantino Di Fede del Centro Elicotteri di Pratica di Mare. Il Generale Mino si trovava in Calabria per conoscere di persona i luoghi dove muovevano le cosche della ‘ndrangheta, all’epoca particolarmente attiva nei sequestri di persona, e insieme ai suoi collaboratori stava effettuando una ricognizione sorvolando i territori di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. A tarda sera furono trovati i resti del velivolo che era precipitato nella nebbia, alle pendici del versante est di Monte Covello, in località Rimitello, senza superstiti.</p>
<p>Per ricordare la tragica sciagura, l’Arma dei Carabinieri, in occasione della cerimonia solenne per i 45 anni dall’evento, ha realizzato e diffuso un cortometraggio su quanto avvenuto quel triste giorno, con immagini reali del sopralluogo e con una possibile ricostruzione della tragedia e di attimi di vita dei protagonisti, raccontando il tutto con flashback su momenti trascorsi in famiglia, articoli di cronaca del tempo e cerimonie di commemorazione. Ancora una volta, dopo quasi mezzo secolo, l’Arma dei Carabinieri e la comunità di Girifalco hanno rafforzato, nel triste ricordo di quei tragici giorni, il forte legame che li lega.</p>
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		<title>Catanzaro, in Questura cerimonia in ricordo dell&#8217;Assistente Capo Coordinatore Vincenzo Rotella</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-in-questura-cerimonia-in-ricordo-dellassistente-capo-coordinatore-vincenzo-rotella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 09:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, in occasione del 4° anniversario della morte, presso la Sala riunioni del Compartimento Polizia Stradale di Catanzaro, dedicata alla memoria dell’Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato Vincenzo Rotella, è stata officiata una messa in suffragio dal Cappellano della Polizia di Stato di Catanzaro, don Alessandro Nicastro, alla presenza dei familiari, del Questore di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, in occasione del 4° anniversario della morte, presso la Sala riunioni del Compartimento Polizia Stradale di Catanzaro, dedicata alla memoria dell’Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato Vincenzo Rotella, è stata officiata una messa in suffragio dal Cappellano della Polizia di Stato di Catanzaro, don Alessandro Nicastro, alla presenza dei familiari, del Questore di Catanzaro e del Vicario del Questore, dei colleghi e degli amici dell’indimenticato Vincenzo.</p>
<p>Durante la celebrazione eucaristica sono stati eseguiti dei brani a cura dei maestri cantori Eleonora Giordano ed Ercole Gesualdo.<br />
Il 20 settembre 2020, dopo quindici giorni di agonia a seguito delle gravi ferite riportate a causa di un incidente in moto, decedeva presso l’Ospedale Civile di Catanzaro l’Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato Vincenzo Rotella, in servizio presso il Compartimento Polizia Stradale per la Calabria. Vincenzo Rotella, oltre ad essere stato un operatore di polizia di spiccato rigore morale, assolutamente leale e di sicura affidabilità, è stato un cittadino esemplare, conosciuto all’intera comunità del capoluogo, pieno di interessi artistici, culturali e religiosi e ricco di profondi valori umani.</p>
<p>La dott.ssa Rosanna Ferranti, dirigente del Compartimento Polizia Stradale per la Calabria, ad inizio cerimonia, dinanzi ad una sala gremita di partecipanti ha ricordato i tratti umani e professionali dell’Assistente Capo Coordinatore Vincenzo Rotella.<br />
A conclusione della cerimonia il Questore ha evidenziato la figura dell’uomo e poliziotto Vincenzo Rotella.</p>
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		<title>Cosenza ricorda Borsellino e gli uomini della scorta a trentadue anni dalla strage di Via d’Amelio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-ricorda-borsellino-e-gli-uomini-della-scorta-a-trentadue-anni-dalla-strage-di-via-damelio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 11:05:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Questore della Provincia di Cosenza Giuseppe Cannizzaro, il Sindaco di San Fili Avvocato Linda Cribari, l’Associazione Libera, l’Associazione Antiracket “Mani libere”, l’Osservatorio Falcone – Borsellino e il Circolo Stampa “Maria Rosaria Sessa”, nel ricordare il sacrificio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato nel XXXII anniversario della strage di Via d’Amelio, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Questore della Provincia di Cosenza Giuseppe Cannizzaro, il Sindaco di San Fili Avvocato Linda Cribari, l’Associazione Libera, l’Associazione Antiracket “Mani libere”, l’Osservatorio Falcone – Borsellino e il Circolo Stampa “Maria Rosaria Sessa”, nel ricordare il sacrificio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato nel XXXII anniversario della strage di Via d’Amelio, in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e i poliziotti della sua scorta, hanno organizzato un evento per commemorare l’opera svolta dal magistrato assassinato con un’autobomba a Palermo e il sacrificio profuso dagli appartenenti della Polizia di Stato, che quotidianamente dedicano la loro vita alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.</p>
<p>L’iniziativa, che si articola in due momenti molto significativi, prevede il primo incontro durante la mattinata nel centro cittadino di Cosenza, in piazza Kennedy e in Corso Mazzini. Nei due luoghi nevralgici del capoluogo bruzio, a partire dalle ore 09:00,, saranno allestiti stand della Polizia Scientifica, con apparecchiature specifiche ed il Fullback, la Sezione per la Sicurezza Operativa Cibernetica e la Polizia Stradale, nonché saranno presenti le unità cinofile, le unità a cavallo, l’Ufficio Mobile della Polizia di Stato dedicato alla campagna “Questo non è Amore”, gli artificieri con le apparecchiature utilizzate l’espletamento della propria specialità. Saranno esposte per la manifestazione anche le autovetture e le moto della Polizia di Stato, la Lamborghini URUS nonchè la Teca “Quarto Savona Quindici” all’interno della quale sono custoditi i resti dell’autovettura del magistrato Giovanni Falcone.<br />
Il secondo momento si svolgerà , alle 21:00, nella piazza “Adolfo Mauro” del Comune di San Fili, con un incontro/dibattito che sarà introdotto e moderato dal giornalista e scrittore Arcangelo Badolati al quale parteciperanno il Procuratore della DDA di Catanzaro dr. Vincenzo Capomolla, Mons. Francesco Savino Vice Presidente della CEI, Tina Montinaro , moglie di Antonio Montinaro capo scorta del magistrato Falcone e Alfredo Lio, figlio dell’appuntato dei carabinieri Renato Lio, medaglia d’oro, assassinato da uno ‘ndranghetista a Soverato nell’agosto del 1991. Con loro i rappresentanti delle associazioni coinvolte: Franca Ferrami (Libera), Franco Lorenzo (Circolo della Stampa), Pierluigi Ferrami (Mani libere). La discussione si svolgerà accanto ai resti dell’auto su cui viaggiava Giovanni Falcone.</p>
<p>Sarà inoltre proposta la testimonianza di Emanuela Loi, nipote della poliziotta di scorta uccisa con Paolo Borsellino. Oggi pure la giovane Emanuela indossa l’uniforme della Polizia. Il Questore ricorderà le figure degli Agenti delle scorte caduti nell’adempimento del proprio dovere e ne sottolineerà l’esempio da questi rappresentato per tutti i poliziotti che sono consapevoli di mettere a rischio la propria vita nell’esercizio del servizio quotidiano. Nel corso della serata sarà presente anche l’Assistente della Polizia di Stato Alfredo LIO, figlio di un caduto dell’adempimento del proprio dovere , che ha scelto di proseguire sulle orme del proprio genitore indossando l’uniforme della Polizia di Stato.</p>
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