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	<title>Ricerca Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 16:05:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Qualità Ricerca scientifica: il sistema universitario calabrese si conferma ai vertici nazionali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/qualita-ricerca-scientifica-il-sistema-universitario-calabrese-si-conferma-ai-vertici-nazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 16:05:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Rettori dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, e dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, esprimono in maniera unanime con una nota stampa &#8220;soddisfazione per i risultati emersi dalla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020–2024, che confermano il ruolo attivo e qualificato del sistema universitario calabrese nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>I Rettori dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, e dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, esprimono in maniera unanime con una nota stampa &#8220;<em>soddisfazione per i risultati emersi dalla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020–2024, che confermano il ruolo attivo e qualificato del sistema universitario calabrese nel panorama nazionale. L’esercizio VQR, coordinato dall’ANVUR, rappresenta il principale strumento di valutazione della ricerca scientifica nel nostro Paese e offre un quadro complessivo della qualità, dell’impatto e della capacità di innovazione delle istituzioni accademiche&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>I risultati conseguiti evidenziano, nel loro insieme, una qualità diffusa della produzione scientifica, con la presenza di numerosi prodotti collocati nelle fasce più alte di valutazione e con una partecipazione ampia e qualificata del personale docente e ricercatore&#8221;</em>. Particolarmente significativo, secondo quanto scrivono i tre rettori, è &#8220;<em>il dato relativo alla formazione alla ricerca che testimonia la solidità dei percorsi di dottorato e la capacità degli atenei calabresi di formare giovani ricercatori competitivi, contribuendo allo sviluppo del capitale umano e scientifico del Paese. Al tempo stesso, emerge con chiarezza il crescente impegno delle Università della regione nelle attività di valorizzazione delle conoscenze e di impatto sociale, attraverso iniziative che spaziano dal trasferimento tecnologico alla tutela della salute, dalla sostenibilità ambientale alle politiche per l’inclusione. Si tratta di un contributo concreto allo sviluppo del territorio e al rafforzamento del legame tra università, istituzioni e società. La partecipazione a progetti di ricerca competitivi e l’inserimento in reti scientifiche nazionali e internazionali confermano inoltre la capacità degli atenei calabresi di operare in contesti ad alta competitività, contribuendo alla crescita del sistema della ricerca italiano ed europeo. Questi risultati delineano un sistema universitario regionale dinamico, capace di esprimere punte di eccellenza scientifica e di garantire una presenza qualificata in tutte le principali aree disciplinari&#8221;.</em></p>
</div>
<div class="formatted-text">
<p>I Rettori, inoltre, sottolineano come &#8220;<em>tali risultati siano il frutto dell’impegno quotidiano delle comunità accademiche — docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti — e rappresentino una base solida su cui continuare a investire per rafforzare ulteriormente la qualità della ricerca, l’internazionalizzazione e l’impatto sociale delle Università calabresi&#8221;</em>.</p>
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		<item>
		<title>Università, Occhiuto: Calabria sempre più eccellenza nella ricerca</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/universita-occhiuto-calabria-sempre-piu-eccellenza-nella-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Anvur]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le Università calabresi rappresentano sempre più un’eccellenza a livello nazionale e internazionale: attraggono ricerca, contribuiscono alla creazione di competenze e, dunque, alla crescita dell’intera Regione. I risultati forniti dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) ci consegnano una fotografia chiara e decisamente positiva per i nostri Atenei&#8220;. Così Roberto Occhiuto, presidente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Le Università calabresi rappresentano sempre più un’eccellenza a livello nazionale e internazionale: attraggono ricerca, contribuiscono alla creazione di competenze e, dunque, alla crescita dell’intera Regione. I risultati forniti dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) ci consegnano una fotografia chiara e decisamente positiva per i nostri Atenei</em>&#8220;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;<em>L’Università della Calabria &#8211; </em>aggiunge<em> &#8211; registra un significativo miglioramento, con un +9% nella qualità media della ricerca, e insieme alla Magna Graecia di Catanzaro e all’Università Mediterranea di Reggio Calabria conferma la solidità e la competitività del sistema universitario regionale. Ma c’è un dato ancora più rilevante: la capacità di rinnovarsi. La valutazione Anvur mostra che i risultati legati ai nuovi ingressi e alle progressioni di carriera sono in linea, e in diversi casi migliori, rispetto a quelli della base storica. Questo significa che le Università calabresi stanno rafforzando nel tempo la qualità della loro ricerca&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Esprimo le mie congratulazioni ai rettori Gianluigi Greco, Giovanni Cuda e Giuseppe Zimbalatti e a tutte le comunità universitarie calabresi, protagoniste di questo importante percorso di crescita. Università e ricerca rappresentano una leva strategica per lo sviluppo della Calabria: formare capitale umano, attrarre competenze, generare innovazione e creare opportunità per i nostri giovani è la chiave per costruire, già oggi, la Calabria del futuro”</em>&#8211; conclude Occhiuto.</p>
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		<item>
		<title>Annuncio sui tram di un imprenditore calabrese: cercasi elettricisti e idraulici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/annuncio-sui-tram-di-un-imprenditore-calabrese-cercasi-elettricisti-e-idraulici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 17:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[elettricisti]]></category>
		<category><![CDATA[idraulici]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[tram]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Cutrullà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Cerchiamo elettricisti, idraulici e muratori. A Milano solo creativi e modelle?&#8221;. E’ l’appello &#8220;disperato&#8221; che l’imprenditore calabrese Saverio Cutrullà ha pubblicato a lettere cubitali sui tram milanesi per reclutare personale tecnico per Save Group, gruppo fondato a Vibo Valentia 35 anni fa, che si occupa di facility management in ottica di economia circolare, fornendo servizi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cerchiamo elettricisti, idraulici e muratori. A Milano solo creativi e modelle?&#8221;. E’ l’appello &#8220;disperato&#8221; che l<strong>’imprenditore calabrese Saverio Cutrullà</strong> ha pubblicato a lettere cubitali sui tram milanesi per reclutare personale tecnico per Save Group, gruppo fondato a Vibo Valentia 35 anni fa, che si occupa di facility management in ottica di economia circolare, fornendo servizi di manutenzione e funzionamento di edifici e impianti, con soluzioni tecnologiche e gestionali sostenibili ora raggruppa 6 aziende diverse con sedi in sette regioni a Milano, Torino, Alessandria, Modena, in Abruzzo e che conta un centinaio di dipendenti. Ma quali sono i profili che sta ricercando il manager per la sede di Tribiano in provincia di Milano per le sedi operative al Nord? Sono circa una trentina le posizioni aperte per elettricisti, termoidraulici, frigoristi, escavatoristi, autisti, manovali esperti e project manager inquadrati con il Contratto Nazionale Metalmeccanico Industria maggiorato fino al 40% in base al livello di preparazione e all’esperienza. E nonostante offra stipendi medi interessanti, che partono dai 1.800 euro per arrivare anche a 2.700 per i project manager e l’annuncio circoli sui mezzi di trasporto del capoluogo lombardo da diverse settimane, sembra assurdo ma non ha ancora ricevuto nessuna candidatura.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è una difficoltà esagerata a trovare personale giovane con competenze tecniche che abbia voglia di ‘sporcarsi le mani’ e di impegnarsi perché noi per incentivare offriamo anche 300/400 euro in più rispetto al Contratto nazionale- dice Cutrullà al <strong><em>Corriere della Sera</em></strong>. Ai ragazzi che stiamo cercando è richiesto un diploma all’Istituto tecnico industriale o Istituto professionale. Non per forza devono già avere esperienza perché saranno affiancati dai nostri tecnici. L’impressione è che tanti giovani sognino di fare lavori per i quali non si faccia fatica come i creativi, i modelli o gli influencer. Non è però solo una questione di salari, ma il risultato di un sistema in cui i Servizi Generali non sono mai stati considerati strategici quanto l&#8217;industria, dove si è tollerato troppo il lavoro sommerso e dove, soprattutto, non si è capito che oggi il tempo e la qualità della vita professionale, sono la nuova moneta di scambio che i lavoratori, in particolare i giovani, non sono più disposti a trascurare&#8221;- spiega Cutrullà.</p>
<p>&#8220;Ai giovani lavoratori &#8211; aggiunge l&#8217;imprenditore vibonese -vorrei far presente che oggi il lavoro tecnico e specialistico si configura come la via più diretta per accedere al ceto medio-alto del futuro. La specializzazione è la nuova unicità. Nel panorama attuale, la carenza di figure tecniche con competenze specifiche ha creato un vuoto che si traduce in un immenso valore per chiunque sia disposto a colmarlo. Essere un tecnico specializzato, magari un eccellente elettricista, idraulico, manutentore di impianti avanzati, programmatore di macchine CNC o tecnico green, significa essere difficilmente sostituibili dalla tecnologi e accedere a una sicurezza economica non scontata con altri percorsi&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ruolo chiave del gruppo Unical per una nuova terapia contro il tumore al seno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ruolo-chiave-del-gruppo-unical-per-una-nuova-terapia-contro-il-tumore-al-seno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 15:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova speranza nella prevenzione del tumore al seno arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature. La ricerca dal titolo “Antiprogestin therapy targets hallmarks of breast cancer risk”, dimostra che un farmaco già approvato per altri usi, l’Ulipristal acetato, potrebbe essere riproposto per ridurre il rischio di sviluppare il cancro al seno nelle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova speranza nella prevenzione del tumore al seno arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature. La ricerca dal titolo <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-025-09684-7" target="_blank" rel="noopener">“Antiprogestin therapy targets hallmarks of breast cancer risk”</a>, dimostra che un farmaco già approvato per altri usi, l’Ulipristal acetato, potrebbe essere riproposto per ridurre il rischio di sviluppare il cancro al seno nelle donne in premenopausa con forte predisposizione familiare. Lo studio coordinato dal Manchester Breast Center dell’Università di Manchester e sostenuto dalle organizzazioni britanniche Breast Cancer Now e Prevent Breast Cancer ha visto la partecipazione di diversi centri di ricerca internazionale – tra cui un gruppo dell’Università della Calabria che ha contribuito in maniera determinante alle analisi biologiche e computazionali sui meccanismi molecolari legati al ruolo dell’ormone progesterone nello sviluppo del tumore.</p>
<p><strong>Il contributo dell’Università della Calabria</strong>.<strong> </strong>Il team Unical, guidato dal Professore Emerito Sebastiano Andò e composto dalle ricercatrici Amanda Caruso e Martina Forestiero, oggi specializzanda della Scuola di Patologia e Biochimica Clinica diretta dalla prof.ssa Stefania Catalano, ha messo a disposizione competenze avanzate di biologia computazionale, modellistica dei processi cellulari e di analisi di imaging. In particolare i ricercatori calabresi hanno collaborato alla caratterizzazione dei cambiamenti cellulari e strutturali del testo mammario indotti dal farmaco e alla mappatura delle proteine del collagene, cambiamenti cruciali nel renderlo meno suscettibile alla trasformazione neoplastica. Grazie ai loro modelli matematici e alle analisi dei dati di risonanza magnetica, è stato possibile quantificare in modo preciso come la riduzione della densità del tessuto mammario e dei livelli di collagene, sia associata ad un minore rischio di insorgenza del tumore. Un approccio integrato – in altre parole – che ha consentito di correlare gli effetti biologici rilevati nei campioni clinici con i processi molecolari descritti in laboratorio, confermando che il blocco dell’azione del progesterone può modificare l’ambiente mammario riducendo fortemente il rischio dello sviluppo tumorale. Con la pubblicazione su Nature, il gruppo dell’Università della Calabria consolida il livello di eccellenza della ricerca biomedica dell’ateneo inserita nell’occasione in un network scientifico di prestigio internazionale che sta contribuendo a produrre risultati concreti nella lotta contro una tra le malattie oncologiche più diffuse al mondo.</p>
<p><strong>Ulipristal acetato un farmaco con nuove potenzialità</strong>.<strong> </strong>L’Ulipristal acetato è attualmente utilizzato come contraccettivo d’emergenza e nel trattamento dei fibromi uterini. Secondo lo studio somministrato per 12 settimane a donne con elevata predisposizione genetica, il farmaco ha determinato una significativa riduzione della densità mammaria e dei livelli di collagene, fattori strettamente collegati al rischio di tumore mammario. Questi risultati aprono la strada ad una nuova strategia di prevenzione farmacologica del tumore al seno, particolarmente promettente per le donne che fino ad oggi avevano come uniche opzioni la mastectomia preventiva o lunghe terapie ormonali con pesanti effetti collaterali. Gli autori dello studio auspicano adesso l’avvio di trial clinici più ampi e di lunga durata per confermare l’efficacia preventiva dell’Ulipristal acetato e definirne i profili di sicurezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un detenuto consegue il dottorato di ricerca in “Politica, Cultura e Sviluppo” all&#8217;Università della Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/un-detenuto-consegue-il-dottorato-di-ricerca-in-politica-cultura-e-sviluppo-alluniversita-della-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 12:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[dottorato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È dell’Università della Calabria il primo dottore di ricerca detenuto in Italia da quando, nel 2018, è stata istituita la CNUPP (Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari), organismo che coordina e promuove le attività degli Atenei all’interno degli istituti penitenziari. Si chiama Claudio Conte, è laureato in Giurisprudenza a Catanzaro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È dell’Università della Calabria il primo dottore di ricerca detenuto in Italia da quando, nel 2018, è stata istituita la CNUPP (Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari), organismo che coordina e promuove le attività degli Atenei all’interno degli istituti penitenziari. Si chiama Claudio Conte, è laureato in Giurisprudenza a Catanzaro e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in “Politica, Cultura e Sviluppo” grazie a una borsa riservata ai candidati privati della libertà personale. L’esame finale si è svolto nei giorni scorsi presso l’Università di Parma, dove Conte è stato formalmente ospitato per lo svolgimento della prova. La tesi, intitolata “Le interazioni sociali in ambito penitenziario dal punto di vista degli stude-tenuti: resistenze, reazioni, trasformazioni” (tutor Franca Garreffa, co-tutor Vincenza Pellegrino), esplora la funzione dellostudio universitario in carcere come esperienza di rinascita personale e cambiamento sociale. La commissione – composta da Paolo Jedlowski, Andrea Borghini e Chiara Scivoletto – ha giudicato il lavoro “eccellente con lode”.</p>
<p>Collegati dalla sala Guarasci dell’Università della Calabria, il rettore eletto Gianluigi Greco e il coordinatore del dottorato Francesco Raniolo hanno espresso grande soddisfazione per un risultato che “trasforma il carcere in un luogo di conoscenza e riflessione critica”.<br />
Per il presidente della Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori ai Poli Penitenziari (CNUPP), Giancarlo Monina, l’impresa di Conte rappresenta “un passaggio storico”: «Uno studente detenuto non è più soltanto un recluso, ma anche e soprattutto uno studente universitario». Lo studio in carcere – ha sottolineato – apre ponti tra “dentro” e “fuori”, contribuendo a costruire una società più aperta, solidale e coerente con l’articolo 27 della Costituzione. Nel corso della cerimonia, accanto al riconoscimento accademico, non sono mancati i momenti di riflessione sul senso della pena e sulle prospettive di giustizia riparativa, con gli interventi di Elisabetta Zamparutti e Sergio D’Elia (Nessuno Tocchi Caino), Francesca Vianello (Università di Padova), Agnese Moro, Paolo Setti Carraro e i messaggi di Manlio Milani e Lucia Montanino.</p>
<p>Nella sua ricerca, condotta anche in collaborazione con la redazione di Ristretti Orizzonti (coordinata da Ornella Favero e Carla Chiappini), Conte ha mostrato come la formazione possa diventare strumento di riconciliazione e responsabilità, in linea con le esperienze di giustizia riparativa ricordate da Franco Bonisoli, ex militante della lotta armata.<br />
Nel corso della cerimonia, infine, un ringraziamento particolare è stato rivolto al rettore Nicola Leone e al Senato Accademico dell’Università della Calabria per aver riservato un posto di dottorato a persone private della libertà ma capaci di produrre ricerca di qualità sul carcere e dal carcere. Una scelta significativa che apre la strada a una visione nuova dell’istituzione penitenziaria: non più solo luogo di detenzione, ma spazio dinamico di conoscenza e trasformazione, in cui pena, educazione e riparazione si intrecciano come pratiche condivise tra detenuti, vittime, operatori e mondo accademico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/un-detenuto-consegue-il-dottorato-di-ricerca-in-politica-cultura-e-sviluppo-alluniversita-della-calabria/">Un detenuto consegue il dottorato di ricerca in “Politica, Cultura e Sviluppo” all&#8217;Università della Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ricerca Ufficio Studi Cgia Mestre: la Calabria terzultima per soddisfazione sul lavoro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricerca-ufficio-studi-cgia-mestre-la-calabria-terzultima-per-soddisfazione-sul-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 13:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia]]></category>
		<category><![CDATA[infelicità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria è terzultima nelle aree geografiche con il più alto livello di soddisfazione lavorativa in Italia, con un livello di felicità del proprio lavoro del 43,8% (pari a 245mila persone), la Basilicata penultima con il 42,3% (pari a 96mila) e, infine, la Campania con il 41,2% (681mila). E&#8217; quanto emerge da una ricerca dell&#8217;Ufficio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ricerca-ufficio-studi-cgia-mestre-la-calabria-terzultima-per-soddisfazione-sul-lavoro/">Ricerca Ufficio Studi Cgia Mestre: la Calabria terzultima per soddisfazione sul lavoro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Calabria</strong> è terzultima nelle aree geografiche con il più alto livello di soddisfazione lavorativa in Italia, con un livello di felicità del proprio lavoro del 43,8% (pari a 245mila persone), la Basilicata penultima con il 42,3% (pari a 96mila) e, infine, la Campania con il 41,2% (681mila).<br />
E&#8217; quanto emerge da una ricerca dell&#8217;<strong>Ufficio Studi della Cgia di Mestre</strong> che si basa sull&#8217;indagine Bes-Istat condotta nel 2023. La ricerca considera vari fattori quali le opportunità di carriera, l&#8217;orario di lavoro, la stabilità occupazionale, la distanza tra casa e luogo di lavoro e l&#8217;interesse per le mansioni svolte.<br />
Da questa elaborazione è emerso che in Italia sono 12,2 milioni gli addetti che hanno dichiarato di &#8220;amare&#8221; il proprio lavoro, pari al 51,7 per cento del totale degli occupati presenti nel Paese.<br />
A livello territoriale la Valle d&#8217;Aosta si è posizionata al primo posto nella classifica nazionale con il 61,7% degli occupati (in valore assoluto pari a 70mila persone). Seguono la Provincia Autonoma di Trento con il 61,1% (161mila) e quella di Bolzano con il 60,5% (170mila). Subito dopo si sono collocate l&#8217;Umbria con il 58,2% (234mila), il Piemonte con il 57,1% (poco più di un milione) e le Marche con il 55,4% (370mila).</p>
<p>L&#8217;analisi dell&#8217;Ufficio studi della Cgia mette a confronto inoltre l&#8217;indicatore appena analizzato con altri nove collegati sempre alla qualità dell&#8217;attività lavorativa svolta. Attraverso questa operazione è stato possibile misurare il benessere aziendale presente in tutte le 21 regioni d&#8217;Italia. Analizzando i risultati che emergono dall&#8217;incrocio dei 10 sotto indicatori sulla qualità del lavoro, è la Lombardia a guidare la graduatoria nazionale. Seguono la Provincia Autonoma di Bolzano, il Veneto, la Provincia Autonoma di Trento, il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia. Nelle parti basse della classifica troviamo la Sicilia, la Basilicata e, <strong>fanalino di coda, la Calabria</strong>. Tra coloro che hanno deciso di non lavorare e nemmeno di cercare un posto di lavoro spicca il dato della <strong>Calabria</strong> pari al 32,1%.</p>
<p>Per quanto riguarda gli infortuni mortali, in particolare quelli che hanno provocato nel 2022 una inabilità permanente ogni 10mila occupati,  tra le regioni più investite Cgia segnala l&#8217;Abruzzo con il 14,7%, la Basilicata con il 16,1% e l&#8217;Umbria con il 16,7%. La regione meno coinvolta, invece, è stata la Lombardia con il 7,4%. Rispetto al numero di precari &#8211; vale a dire alla percentuale di occupati con lavori a termine da almeno 5 anni &#8211; le situazioni più critiche registrate nel 2023 hanno interessato la Calabria e la Puglia entrambe con il 25,5%, la Basilicata con il 25,7% e la Sicilia con il 27,9%. La Lombardia, con il 10,7% è la meno interessata da questo fenomeno. </p>
<p>Il tasso di occupazione più elevato è in capo alla Provincia Autonoma di Bolzano che è pari al 79,6% per cento. La punta più elevata degli occupati sovraistruiti  è del 33,5% in Molise. Il <strong>lavoro irregolare è presente soprattutto nel Mezzogiorno</strong>, con punte ogni 100 occupati del 16%  in Sicilia.  La paura di perdere il posto di lavoro è diffusa soprattutto nel Mezzogiorno con le situazioni più critiche in Basilicata (8,8%), <strong>Calabria</strong> (5,9%) e in Sicilia (6,4%).  Per il part time involontario presente ogni 100 occupati, le situazioni più critiche hanno interessato il Molise con il 13,8%, la Sardegna con il 14,7%  e la Sicilia con il 14,8%.  A far maggior ricorso allo smart working sono stati i lavoratori del Lazio: nel 2023 la media ha interessato il 20,9% degli occupati.</p>
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		<title>Cani nuovi bambini? Ricerca svela cosa lega il boom dei pet alle culle vuote</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 17:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cani sono i nuovi bambini? È la domanda da cui è partita la ricerca di un team di studiosi per indagare come potrebbe essere collegata la crescente scelta di avere amici a quattro zampe con il calo dei tassi di natalità. Si parte da un dato: in alcuni Paesi, il numero di cani è aumentato così [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>I cani sono i nuovi bambini?</b> È la domanda da cui è partita la ricerca di un team di studiosi per indagare come potrebbe essere collegata la crescente scelta di avere amici a quattro zampe con il calo dei tassi di natalità. Si parte da un dato: <span id="U111518181674SIG">in alcuni Paesi, il numero di cani è aumentato così tanto che ora supera il numero di bambini</span>, ma restano incerti i fattori che stanno guidando questo trend.</p>
<h2 id="la-teoria-51">La teoria</h2>
<p class="art-text">In una delle principali riviste di psicologia a livello internazionale, Enikő Kubinyi, capo del Dipartimento di etologia dell&#8217;Università Elte (Eötvös Loránd) in Ungheria, propone una teoria innovativa: secondo l&#8217;esperta, c&#8217;è davvero una<span id="U111518181674ZmE"> connessione tra la proprietà di cani e il calo dei tassi di natalità</span>, ma non nel modo in cui potremmo pensare. &#8220;Il numero di bambini non sta diminuendo perché il numero di cani è in aumento, ma dietro entrambi i fenomeni si trova la stessa tendenza: la trasformazione delle reti sociali&#8221;, anticipa. Molte persone considerano il loro amico quattrozampe come parte della famiglia, alcuni addirittura lo collocano al di sopra delle relazioni umane, e lo apprezzano e considerano almeno parzialmente più di qualsiasi essere umano. La pensa così per la precisione il 19% delle persone senza figli e il 10% dei genitori, secondo un recente sondaggio ungherese.</p>
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<h2 id="i-cani-sostituiscono-i-figli-tutto-vero-50">I cani sostituiscono i figli, tutto vero?</h2>
<p class="art-text"><span id="U111518181674k6">Mentre il numero di cani aumenta, i tassi di fertilità umana sono in calo</span>. Quale potrebbe essere la ragione? &#8220;Alcuni sostengono che i cani siano i nuovi figli, mentre altri trovano questa idea oltraggiosa&#8221;, ragiona Kubinyi, ricordando anche le parole di Papa Francesco in un discorso agli Stati generali della natalità, in cui aveva evidenziato che le case si svuotano di figli, ma non mancano i cani e i gatti. &#8220;Alcuni studi suggeriscono che i proprietari di cani hanno davvero opinioni più negative sulla maternità, e le madri che possiedono cani trovano la genitorialità più onerosa, il che potrebbe ridurre la loro volontà di avere più figli. In alcuni casi, i cani possono persino danneggiare le relazioni romantiche. Ma questo è solo un lato della storia&#8221;. L&#8217;argomentazione opposta è che la proprietà di un cane potrebbe invece aumentare i tassi di fertilità umana. &#8220;Le famiglie con bambini hanno maggiori probabilità di possedere cani, e alcune coppie vedono il loro animale domestico come un &#8216;bambino su cui fare pratica&#8217;, un passo preparatorio verso l&#8217;avvio di una famiglia. Le donne tendono anche a trovare<span id="U111518181674jwD"> gli uomini con i cani più attraenti</span>, il che potrebbe aumentare le possibilità di paternità&#8221;. Secondo questo punto di vista, dunque, <span id="U111518181674pIG">la proprietà di un cane non sostituisce la genitorialità</span>, ma piuttosto la completa o la precede.</p>
<h2 id="il-potere-socializzante-degli-animali-21">Il potere socializzante degli animali</h2>
<p class="art-text">I cani possono anche agire come una sorta di<span id="U111518181674SJC"> &#8220;colla sociale&#8221;, facilitando le relazioni umane</span>, e infatti camminare con il cane aumenta le opportunità di interazione con gli altri. Possono anche svolgere un ruolo nella creazione di reti sociali tra le persone, sebbene alcuni problemi comportamentali del pet (abbaiare eccessivo o aggressività) possano complicare le interazioni. Kubinyi suggerisce che &#8220;la popolarità dei cani sia radicata in <span id="U111518181674a9">cause di biologia evolutiva</span>, ma si è culturalmente intensificata. L&#8217;istinto di cura e la necessità di sostegno sociale sono geneticamente codificati nel comportamento umano, ma queste pulsioni si sono spostate verso gli animali da compagnia perché le relazioni umane sono spesso danneggiate o assenti. Ad esempio, quasi il 90% degli adulti ungheresi non trascorre nemmeno un&#8217;ora alla settimana a prendersi cura di bambini piccoli, anche se gli esseri umani si sono evoluti per impegnarsi nel cosiddetto allevamento cooperativo, in cui<span id="U111518181674CL"> i doveri di assistenza all&#8217;infanzia erano condivisi all&#8217;interno della comunità</span>. Ma nelle società moderne, queste reti di supporto si sono rotte. Perciò molte persone sentono di non avere il sostegno nell&#8217;educazione dei figli o di non avere nessuno di cui prendersi cura&#8221;.</p>
<h2 id="i-cani-e-l-amore-incondizionato-58">I cani e l&#8217;amore incondizionato</h2>
<p class="art-text">Altri, continua l&#8217;analisi dell&#8217;esperta, &#8220;hanno sperimentato <span id="U111518181674VjC">dolore emotivo nelle relazioni umane e i cani garantiscono loro conforto e amore incondizionato</span>. La nostra cultura attuale incoraggia l&#8217;estensione dell&#8217;istinto di cura ai cani: i meme umoristici riflettono questo trend, il business della cura degli animali domestici è in piena espansione, i proprietari si riferiscono sempre più a se stessi come &#8216;mamme&#8217; o &#8216;papà&#8217; del loro cane&#8221;, evidenzia Kubinyi. Fido può quindi diventare il compagno più importante per molte persone, in assenza di relazioni umane di supporto. E&#8217; un ruolo per il quale peraltro risulta particolarmente adatto, per via dei tratti comportamentali modellati attraverso la lunga vita insieme agli umani. I cani, insomma, sono sempre più considerati come membri della famiglia, il che sta influenzando anche la loro evoluzione.<span id="U111518181674pJE"> Le razze piccole e dal naso corto ricordano i neonati umani</span>, sostiene l&#8217;esperta, il che può spiegare la loro popolarità. Questi tratti &#8216;carini&#8217; innescano una risposta istintiva di assistenza negli esseri umani, ma hanno anche problemi di salute significativi. E<span id="U111518181674X4"> il proprietario può davvero sentire che qualcuno dipende da lui</span>. &#8220;Il ruolo mutevole della proprietà del cane suggerisce che le persone nelle società occidentali sperimentano una significativa mancanza di assistenza e sostegno sociale, e cercano di compensare questo, almeno in parte, anche con cani e probabilmente gatti&#8221;, conclude Kubinyi. In definitiva, &#8220;<span id="U111518181674msD">dobbiamo rafforzare i sistemi di sostegno sociale basati sulla famiglia e ridurre l&#8217;isolamento sociale</span>. La proprietà del cane è una cosa meravigliosa quando collega le persone piuttosto che isolarle&#8221;.</p>
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		<title>Un guasto cellulare origine di tutti i segni della malattia: da ricercatori Usa nuova luce sull&#8217;Alzheimer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 07:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe esserci un&#8217;unica causa dietro al caos molecolare che scatena l&#8217;Alzheimer: la formazione di granuli di Rna e proteine nelle cellule nervose, un processo che solitamente si verifica in risposta a condizioni di stress ma che talvolta può diventare cronico, causando un blocco dei trasporti tra nucleo e citoplasma che manda in tilt i neuroni. A proporre questa nuova teoria unificatrice, che per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe esserci un&#8217;<strong>unica causa</strong> dietro al <strong>caos molecolare</strong> che scatena l&#8217;<strong>Alzheimer</strong>: la<strong> formazione di granuli di Rna e proteine nelle cellule nervose</strong>, un processo che solitamente si verifica in risposta a condizioni di stress ma che talvolta può diventare cronico, causando un<strong> blocco dei trasporti tra nucleo e citoplasma </strong>che<strong> manda in tilt </strong>i <strong>neuroni</strong>. A proporre questa nuova teoria unificatrice, che per la prima volta sembra poter spiegare tutte le più svariate alterazioni molecolari tipiche della malattia, sono i ricercatori dell&#8217;Arizona State University, con un articolo pubblicato sulla rivista Alzheimer&#8217;s &amp; Dementia.</p>
<p>Il loro lavoro, frutto di una <strong>revisione sistematica degli studi in letteratura </strong>e di analisi biomatematiche dei database esistenti, offre una cornice unica in cui incasellare decenni di ricerche frammentarie sull&#8217;Alzheimer che si erano focalizzate sui diversi aspetti della malattia, come le placche di amiloide, i grovigli di proteina tau, l&#8217;infiammazione e le varie disfunzioni cellulari. I ricercatori guidati da Paul Coleman sostengono che tutte queste <strong>alterazioni </strong>potrebbero essere riconducibili ad un&#8217;unica causa: i cosiddetti <strong>granuli di stress</strong>, agglomerati di Rna e proteine che si formano temporaneamente in <strong>risposta </strong>allo <strong>stress cellulare</strong> scatenato, per esempio, da mutazioni genetiche, infiammazione, esposizione a pesticidi, virus e inquinamento atmosferico. Questi granuli mettono in pausa dei processi non essenziali mentre la cellula si riprende, e si dissolvono una volta che lo stress si attenua.</p>
<p><strong>Nella malattia </strong>di Alzheimer, tuttavia,<strong> i granuli persistono</strong> in modo anomalo e <strong>diventano cronici</strong>, finendo per <strong>intrappolare molecole vitali </strong>e <strong>ostacolandone i movimenti </strong>da e verso il nucleo cellulare. Questa interruzione dei trasporti <strong>blocca la produzione di proteine ​​essenzial</strong>i e altera gli interruttori molecolari che controllano l&#8217;attività di oltre mille geni, <strong>provocando </strong>a cascata le svariate <strong>manifestazioni cliniche </strong>dell&#8217;Alzheimer. Questi <strong>cambiamenti </strong>si verificano molto <strong>precocemente</strong>, ancor <strong>prima </strong>della <strong>comparsa </strong>dei tipici <strong>segni </strong>della <strong>malattia </strong>come le placche amiloidi o i grovigli di tau. Identificando e affrontando la formazione di granuli di stress patologici nelle fasi iniziali, dunque, <strong>si potrebbe arrestare o ritardare significativamente l&#8217;insorgenza di sintomi.</strong></p>
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		<title>Economista di Yale vince prestigioso finanziamento e sceglie l’Università della Calabria per le sue ricerche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/economista-di-yale-vince-prestigioso-finanziamento-e-sceglie-luniversita-della-calabria-per-le-sue-ricerche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 10:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Orazio Attanasio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Orazio Attanasio, accreditato economista a livello internazionale e professore ordinario presso la Yale University, ha scelto l’Università della Calabria per sviluppare il progetto di ricerca &#8220;Measurement Tools Design&#8220;. Questo progetto, finanziato con 2 milioni e 226 mila euro grazie al bando del Fondo italiano per la scienza (Fis) tra gli Advanced Grant, rappresenta un traguardo straordinario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Orazio Attanasio</strong>, accreditato economista a livello internazionale e professore ordinario presso la Yale University, ha scelto l’<strong>Università della Calabria</strong> per sviluppare il progetto di ricerca &#8220;<strong>Measurement Tools Design</strong>&#8220;. Questo progetto, finanziato con 2 milioni e 226 mila euro grazie al bando del Fondo italiano per la scienza (Fis) tra gli Advanced Grant, rappresenta un traguardo straordinario non solo per Attanasio, ma anche per l’Unical, che si conferma come sede riconosciuta di ricerca di eccellenza. Il progetto presentato da Orazio Attanasio ha ottenuto uno dei soli 8 finanziamenti “<strong>Advanced Grant</strong>” in Italia nel macrosettore SH (Scienze sociali e umanistiche), unico in Calabria e tra i 2 del Sud Italia. Attanasio avrà l’incarico di professore ordinario di Economia politica all’Unical, presso il dipartimento di Economia, statistica e finanza &#8220;<i>Giovanni Anania</i>&#8221; (Desf), con chiamata diretta. Un altro cervello di ritorno che l’<strong>Unical</strong> ha saputo attrarre e far tornare nella sua terra d’origine.</p>
<p>Il progetto propone la creazione di un “<strong>Laboratorio delle Misurazioni</strong>”, concepito per sviluppare strumenti innovativi volti a misurare concetti teorici complessi, legati al comportamento individuale. Il laboratorio resterà attivo anche oltre la durata del finanziamento e promuoverà iniziative per misurare credenze soggettive, atteggiamenti, norme sociali e altro ancora. Per sua stessa natura, sarà un&#8217;iniziativa interdisciplinare e sarà legata alla ricerca empirica, nonché a progetti che saranno articolati e sviluppati a livello locale e internazionale. Il progetto avrà la sua base all&#8217;Unical e si avvarrà della collaborazione di <strong>Maria De Paola</strong>, <strong>Vincenzo Scoppa</strong> e altri professori e ricercatori del Desf, ma opererà anche come nodo centrale di una rete collaborativa con istituzioni internazionali.</p>
<p><strong>Un finanziamento per ricercatori overstanding- </strong>L’Advanced Grant è un riconoscimento riservato a progetti di ricerca condotti da Principal Investigators (PI) senior, ovvero ricercatori affermati e indipendenti con più di 12 anni di esperienza e un profilo di leadership nel loro settore, che dovrà coordinare le attività di ricerca da svolgere in una Host Institution, in questo caso l’Unical.  Questi progetti sono caratterizzati da un forte impatto innovativo e contribuiscono significativamente all’avanzamento delle frontiere della conoscenza. Si tratta di uno dei finanziamenti più prestigiosi nell’ambito della ricerca accademica in Italia. Si ispira a modelli internazionali come gli Erc Advanced Grants, promossi dallo European Research Council, e mira a sostenere progetti di ricerca fondamentale di eccellenza condotti da ricercatori altamente qualificati e riconosciuti come leader nel proprio campo. Originario di <strong>Castrovillari</strong>, il professor Attanasio ha ottenuto il dottorato alla London School of Economics ed è stato docente presso istituzioni di prestigio come Stanford, University College London e Yale. È noto a livello internazionale per le sue ricerche su consumi, risparmio, politiche pubbliche e sviluppo, con particolare attenzione ai paesi emergenti. Il suo contributo accademico è stato riconosciuto con numerosi premi, tra cui il Klaus Jacobs Research Prize, e posizioni di rilievo in associazioni prestigiose come la Econometric Society, di cui è stato presidente. L’università di Padova gli ha recentemente conferito il dottorato ad honorem in Economia e management.</p>
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		<title>Startup e spin-off della ricerca, avviso pubblico della Regione con finanziamento di 15 milioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/startup-e-spin-off-della-ricerca-avviso-pubblico-della-regione-con-finanziamento-di-15-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 15:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Calabria, Rosario Vari, ha illustrato oggi, nel corro di una conferenza stampa alla Cittadella regionale di Catanzaro, l’Avviso pubblico destinato alla creazione e al consolidamento di startup e spin-off della ricerca. All’evento di lancio, sono intervenuti anche il direttore generale del Dipartimento regionale allo Sviluppo economico, Paolo Praticò, l’amministratore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Calabria, Rosario Vari, ha illustrato oggi, nel corro di una conferenza stampa alla Cittadella regionale di Catanzaro, l’Avviso pubblico destinato alla creazione e al consolidamento di startup e spin-off della ricerca. All’evento di lancio, sono intervenuti anche il direttore generale del Dipartimento regionale allo Sviluppo economico, Paolo Praticò, l’amministratore delegato di Fincalabra, Alessandro Zanfino, il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, i rappresentanti degli Atenei calabresi, Giovanni Cuda, (Umg Catanzaro), Giuseppe Zimbalatti (Mediterranea Reggio Calabria) e Mauro Muzzopappa (delegato rettore Unical Nicola Leone). La Regione si propone di creare un ambiente favorevole per lo sviluppo di nuove idee e tecnologie, consapevole che l’innovazione è fondamentale per affrontare le sfide future e interagire con i network globali.<br />
Nel suo intervento, l’assessore Varì ha dichiarato che “La ricerca e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per sviluppare soluzioni che possano migliorare prodotti, processi e servizi e rendere così le imprese competitive sui mercati, la pubblica amministrazione efficiente, la vita dei cittadini migliore. Per questi motivi il Governo regionale, guidato dal Presidente Occhiuto, ha deciso di sostenere la nascita e il consolidamento di startup innovative e spin off della ricerca mettendo a disposizione ben 15 mln di euro. Abbiamo deciso di investire sui nostri giovani talenti e nell’innovazione tecnologica ritenendoli determinanti per lo sviluppo e la crescita del territorio”. In conclusione l’assessore Varì si è soffermato sul prestigioso Startup Ecosystem Star Award, conferito a Parigi nell’ambito dei Best-in-class Startup Programs alla Regione Calabria e a Fincalabra Spa. “Questo riconoscimento internazionale – ha affermato – evidenzia l’efficacia delle politiche regionali a sostegno delle startup, un settore che in Calabria sta crescendo grazie a iniziative e strategie mirate. C’è ancora molto lavoro da fare ma il premio conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta”.</p>
<p>L’Avviso, finanziato nell’ambito del Pr Calabria 2021/2027 – Azione 1.1.2, dispone di un budget complessivo di 15 milioni di euro, articolato in due linee di intervento: la Linea 1, dedicata alla creazione di startup innovative, è rivolta a team di persone che intendono costituire una nuova impresa; la Linea 2, invece, è destinata al consolidamento di startup già costituite da non più di cinque anni. Ogni progetto potrà beneficiare di un contributo a fondo perduto per un massimo di 300.000 euro, pari al 75% delle spese ammissibili. L’iniziativa conferma l’impegno del Governo regionale nel promuovere l’innovazione, riconoscendo il suo ruolo cruciale nel rafforzare la competitività economica e nel sostenere la crescita delle imprese sul territorio. A testimonianza di ciò l’amministrazione regionale, con il bando Ricerca e Sviluppo, ha destinato 45 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per sostenere 58 programmi di innovazione presentati da imprese calabresi in partenariato con organismi di ricerca, attivando un totale di 70 milioni di euro di investimenti in Calabria.</p>
<p>La Regione è impegnata in una più ampia azione strategica ed integrata a supporto dell’intero ecosistema dell’innovazione che contempla, oltre all’attivazione delle misure già messe in campo, il prossimo avvio di una serie di strumenti finalizzati a sostenere forme innovative di ricerca e sviluppo da parte del sistema produttivo regionale, anche orientato all’attrazione di investimenti da parte di grandi imprese, come il programma “Step”. Faranno parte degli strumenti avviati iniziative a sostegno delle infrastrutture di ricerca regionali nonché l’attivazione di un programma di servizi qualificati per supportare gli attori dell’ecosistema regionale dell’innovazione. Durante la conferenza stampa, i relatori hanno sottolineato l’importanza strategica di sostenere le startup innovative, riconoscendole come leve essenziali per attrarre talenti, promuovere l’imprenditorialità e costruire un ecosistema economico più dinamico.</p>
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