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	<title>revoca Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 17:43:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Discarica di Scala Coeli: Regione conferma rigetto riattivazione dell&#8217;AIA e avvia il procedimento di revoca </title>
		<link>https://www.calabrianews.it/discarica-di-scala-coeli-regione-conferma-rigetto-riattivazione-dellaia-e-avvia-il-procedimento-di-revoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni firmatarie della nota trasmessa alla Regione Calabria il 25 giugno scorso — Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà — accolgono con favore il riscontro ricevuto dall&#8217;Amministrazione regionale, dal quale emerge che sono già stati adottati importanti provvedimenti a tutela dell&#8217;ambiente e della salute pubblica in relazione alla discarica per rifiuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Le associazioni firmatarie della nota trasmessa alla Regione Calabria il 25 giugno scorso — Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà — accolgono con favore il riscontro ricevuto dall&#8217;Amministrazione regionale, dal quale emerge che sono già stati adottati importanti provvedimenti a tutela dell&#8217;ambiente e della salute pubblica in relazione alla discarica per rifiuti non pericolosi di località Pipino, nel Comune di Scala Coeli. Nella risposta ufficiale, la Regione comunica di aver rigettato l&#8217;istanza di riattivazione dell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) presentata dalla società Bieco S.r.l., confermando la sospensione già disposta nel 2023 e, soprattutto, di aver avviato il procedimento amministrativo finalizzato alla revoca dell&#8217;AIA ai sensi dell&#8217;art. 29-decies del D.Lgs. 152/2006.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di un passaggio di particolare rilievo che conferma la necessità di mantenere alta l&#8217;attenzione su una vicenda che da anni interessa il territorio della Sila Greca e dell&#8217;Alto Ionio cosentino e che ha visto cittadini, comitati e associazioni ambientaliste impegnati nel chiedere il pieno rispetto della normativa ambientale e la tutela della salute pubblica. La nota regionale evidenzia inoltre che l&#8217;Autorità competente ha già attivato ulteriori misure di vigilanza e controllo, richiedendo informazioni al gestore e all&#8217;amministratore giudiziario sullo stato della discarica, disponendo un sopralluogo urgente da parte di ARPACAL e diffidando il gestore ad avviare immediatamente le operazioni necessarie per l&#8217;estrazione del percolato e il ripristino delle condizioni di sicurezza del sito. Legambiente Nazionale, Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Nicà prendono atto con soddisfazione dell&#8217;attività amministrativa avviata dalla Regione Calabria e continueranno a seguire con la massima attenzione l&#8217;evoluzione del procedimento, affinché esso si concluda in tempi rapidi con l&#8217;adozione del provvedimento definitivo di revoca dell&#8217;AIA.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le associazioni ritengono inoltre indispensabile che proseguano le attività di controllo sul sito, il monitoraggio ambientale e gli interventi necessari a garantire la sicurezza della discarica, assicurando la massima trasparenza nei confronti delle comunità locali. La vicenda della discarica di Scala Coeli rappresenta un tema di rilevante interesse pubblico e ambientale. Per questo motivo, Legambiente continuerà a svolgere il proprio ruolo di vigilanza civica affinché siano pienamente tutelati il territorio, l&#8217;ambiente e il diritto dei cittadini a vivere in un contesto sicuro e salubre.</p>
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		<title>Parchi culturali calabresi, i Comuni capofila: Regione annulli atto revoca avviso strategico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/parchi-culturali-calabresi-i-comuni-capofila-regione-annulli-atto-revoca-avviso-strategico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Comuni capofila dei partenariati costituiti nell’ambito dell’Avviso pubblico per la realizzazione dei “Parchi Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi” esprimono profondo rammarico per la revoca disposta con Decreto Dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026. La partecipazione all’Avviso ha comportato un impegno rilevante in termini di risorse umane, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Comuni capofila dei partenariati costituiti nell’ambito dell’Avviso pubblico per la realizzazione dei “<em>Parchi Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi”</em> esprimono profondo rammarico per la revoca disposta con Decreto Dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026. La partecipazione all’Avviso ha comportato un impegno rilevante in termini di risorse umane, tecniche ed economiche. Le amministrazioni coinvolte hanno costruito progettualità articolate, frutto di un intenso lavoro di concertazione territoriale, del coinvolgimento di partner pubblici e privati e di approfondimenti coerenti con gli obiettivi strategici regionali. Pur prendendo atto della facoltà di revoca prevista dall’Avviso, i Comuni evidenziano come la decisione assunta rischi di determinare una significativa perdita di risorse, l&#8217;investimento profuso dagli Enti potrebbe essere completamente vanificato.</p>
<p>Le motivazioni alla base della revoca – tra cui il “<em>riorientamento strategico, il coordinamento tra fondi e alcune criticità applicative</em>” – non giustificano l’interruzione di una procedura già avviata. Inoltre, alla luce della recente nomina dei componenti della “<em>Cabina delle Visioni Culturali”</em>, chiediamo trasparenza sulle modalità della composizione e di funzionamento della stessa, al momento non definite né tantomeno condivise con gli stessi enti locali. Ulteriori perplessità, infine, riguardano l’avanzamento della procedura: la Regione aveva, infatti, già provveduto alla nomina di una Commissione di valutazione e avviato l&#8217;attività con il coinvolgimento di esperti esterni selezionati tramite manifestazione pubblica, senza che gli esiti siano mai stati resi noti. Un ulteriore aspetto che solleva nuovi interrogativi sul piano della trasparenza amministrativa e dell’utilizzo delle risorse pubbliche.</p>
<p>Per questi motivi, i Comuni capofila &#8211; rinnovando la disponibilità a collaborare con la Regione Calabria per la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario &#8211; chiedono l’annullamento in autotutela del Decreto di revoca e la sospensione dei suoi effetti; chiarimenti puntuali sulle reali motivazioni del provvedimento; informazioni sul ruolo e sull’operatività della “<em>Cabina delle Visioni Culturali</em>”; indicazioni su eventuali nuove misure che valorizzino il lavoro già avviato; trasparenza sugli esiti delle attività della Commissione e delle selezioni effettuate; forme di salvaguardia delle progettualità già elaborate.<br />
In assenza di riscontri concreti e di un riesame del provvedimento, gli Enti non escludono il ricorso alle sedi competenti, anche in sede giurisdizionale, per accertare la legittimità del provvedimento di revoca e salvaguardare le progettualità elaborate.</p>
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		<item>
		<title>Il Consiglio dei ministri ha deliberato la revoca del commissariamento per la sanità in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-consiglio-dei-ministri-ha-deliberato-la-revoca-del-commissariamento-per-la-sanita-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, e con parere favorevole dei ministri dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti e della Salute Orazio Schillaci, ha deliberato la revoca del commissariamento per la sanità della Regione Calabria. &#8220;Dopo 17 anni finalmente la Calabria è fuori dal commissariamento&#8221;. Le parole di Roberto Occhiuto, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, e con parere favorevole dei ministri dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti e della Salute Orazio Schillaci, ha deliberato la revoca del commissariamento per la sanità della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo 17 anni finalmente la Calabria è fuori dal commissariamento&#8221;</em>. Le parole di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. &#8220;<em>A Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri ha revocato il commissariamento della sanità in Calabria: un risultato storico. Diciassette anni con questa camicia di forza: ce ne siamo liberati&#8221;</em>&#8211; ha aggiunto.</p>
<p>Era presidente Giuseppe Scopelliti, del centrodestra &#8211; che caldeggiò il provvedimento &#8211; quando, il governo decise che i conti della sanità in Calabria non potevano più reggere ed era necessario l&#8217;intervento di Roma. Nei primi anni la figura del commissario ad acta per il rientro dal debito sanitario si sovrapponeva a quella di presidente della Regione. Dal 2018, dopo l&#8217;approvazione del dl fisco, le due figure si divisero e da allora in Calabria sono arrivati ufficiali dei carabinieri, della Guardia di finanza e questori, ma senza mai arrivare a ottenere risultati che permettessero di superare la fase commissariale. Anzi è stata in questa fase che si è assistito a scene paradossali, come quando, in piena emergenza Covid il generale dei carabinieri in pensione Saverio Cotticelli &#8211; che poi si dimise &#8211; disse che non era lui l&#8217;incaricato di redigere il piano anti Covid salvo poi &#8220;scoprire&#8221; da una comunicazione del ministero di essere proprio lui quello che doveva prepararlo. E&#8217; con l&#8217;elezioni di Occhiuto alla presidenza della Regione che i ruoli tornano a sovrapporsi, dietro anche le pressanti richieste al governo dello stesso Occhiuto.</p>
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		<item>
		<title>Revocata senza preavviso la tutela al testimone di giustizia Salvatore Barbagallo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/revocata-senza-preavviso-la-tutela-al-testimone-di-giustizia-salvatore-barbagallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 17:20:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiamano testimoni di giustizia. Sono cittadini comuni che, dopo aver subito intimidazioni e pressioni della criminalità organizzata, scelgono di denunciare e collaborare con lo Stato. Una scelta di legalità e di coraggio che comporta rischi personali enormi e che dovrebbe essere accompagnata da una tutela costante, credibile e continua. Non sempre, però, accade. &#8220;È [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiamano testimoni di giustizia. Sono cittadini comuni che, dopo aver subito intimidazioni e pressioni della criminalità organizzata, scelgono di denunciare e collaborare con lo Stato. Una scelta di legalità e di coraggio che comporta rischi personali enormi e che dovrebbe essere accompagnata da una tutela costante, credibile e continua. Non sempre, però, accade. &#8220;È quanto sta vivendo <strong>Salvatore Barbagallo</strong>, testimone di giustizia calabrese, che dopo aver denunciato e reso dichiarazioni contro la &#8216;ndrangheta . si legge in una nota- si è visto <strong>revocare la tutela senza alcuna comunicazione preventiva</strong>, rimanendo improvvisamente esposto, insieme ai propri familiari, a potenziali ritorsioni. Una vicenda che solleva interrogativi seri sul funzionamento del sistema di protezione dei testimoni di giustizia, soprattutto in territori ad alta densità mafiosa come la Calabria. La revoca della tutela non è un atto amministrativo come un altro: incide direttamente sulla sicurezza di chi ha scelto di rompere il silenzio e di affidarsi alle istituzioni&#8221;.</p>
<p>A rendere la situazione ancora più delicata &#8211; prosegue la nota &#8211; &#8220;è il mancato ascolto da parte delle autorità territoriali. Nonostante le richieste avanzate, <strong>il Prefetto di Vibo Valentia non ha ancora ricevuto Salvatore Barbagallo</strong>, rinviando l&#8217;incontro a dopo le festività. Un rinvio che appare difficilmente compatibile con l&#8217;urgenza di una condizione che riguarda la sicurezza personale e familiare di un testimone di giustizia. Senza spirito polemico, ma con senso di responsabilità civile, <strong>La Tazzina della Legalità</strong> ritiene doveroso portare all&#8217;attenzione pubblica la gravità del caso. L&#8217;associazione, da anni impegnata al fianco di testimoni di giustizia, collaboratori e vittime di ingiuste detenzioni, non può accettare che Barbagallo diventi l&#8217;ennesimo esempio di abbandono dopo il coraggio della denuncia. Vicende come questa rischiano di produrre un effetto devastante sul piano sociale: <strong>scoraggiare le denunce</strong> e alimentare la sfiducia dei cittadini verso lo Stato. Se chi denuncia viene lasciato solo, il messaggio che passa è pericoloso e finisce, di fatto, per rappresentare un incentivo indiretto alla criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>Per questo <strong>La Tazzina della Legalità</strong> &#8220;chiede con forza, ma nel rispetto delle istituzioni, <strong>un incontro immediato tra il Prefetto di Vibo Valentia e Salvatore Barbagallo</strong>, affinché la sua posizione venga valutata con la dovuta attenzione e tempestività. La tutela dei testimoni di giustizia non può essere rinviata, né subordinata a tempi burocratici che non tengono conto dei rischi reali. L&#8217;associazione ha già annunciato il proprio sostegno a Salvatore Barbagallo ed è scesa in campo al suo fianco. Continuerà a seguire il caso, ribadendo che la credibilità dello Stato si misura anche – e soprattutto – da come protegge chi ha scelto di stare dalla parte della legalità&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Operazione &#8220;Galassia&#8221;, Cassazione annulla confisca da 400 milioni a imprenditore Antonio Ricci</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-galassia-cassazione-annulla-confisca-da-400-milioni-a-imprenditore-antonio-ricci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 15:42:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, il decreto della Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria che, previa esclusione della misura personale irrogata in primo grado, aveva confermato la confisca di beni per milioni di euro nei confronti di Antonio Ricci, titolare tra l&#8217;altro di Oia Services, società che gestisce il marchio Betaland. L&#8217;imprenditore pugliese, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, il decreto della Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria che, previa esclusione della misura personale irrogata in primo grado, aveva confermato la confisca di beni per milioni di euro nei confronti di <strong>Antonio Ricci,</strong> titolare tra l&#8217;altro di <strong>Oia Services</strong>, società che gestisce il marchio <strong>Betaland</strong>. L&#8217;imprenditore pugliese, riporta Agipronews, era stato coinvolto nel procedimento penale noto come &#8220;Operazione Galassia&#8221; e aveva visto sequestrato e poi confiscato il proprio patrimonio. Per la quinta Sezione della Cassazione, che pochi giorni fa ha cancellato il provvedimento, la confisca è di fatto illegittima e sproporzionata. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della difesa, ravvisando gravi carenze nella motivazione del provvedimento impugnato, specie nella valutazione della cosiddetta &#8220;pericolosità sociale generica&#8221;.<br />
LA VICENDA &#8211; Antonio Ricci era stato sottoposto a misure di prevenzione personali e patrimoniali per presunta pericolosità sociale. Al centro dell&#8217;indagine, la sua presunta partecipazione a un&#8217;associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illecita di scommesse tramite siti web non autorizzati, la cui gravità indiziaria era stata esclusa sin dalla fase delle indagini preliminari con altro annullamento della Cassazione. La Corte d&#8217;Appello aveva confermato la confisca di società con sede a Malta (tra cui OIA Services Ltd e Harvey Gaming), di due trust e di consistenti disponibilità finanziarie.</p>
<p>LE CENSURE DELLA DIFESA &#8211; Ricci, rappresentato dall&#8217;avvocato Gaetano Sassanelli, ha impugnato il decreto sostenendo che il patrimonio investito non era contaminato &#8211; in quanto documentalmente provato come legittimo &#8211; e che la confisca si fondava anche su vicende giudiziarie che avevano escluso la responsabilità del ricorrente. Secondo la difesa, l&#8217;uso di tali elementi per sostenere la &#8220;pericolosità generica&#8221; dell&#8217;imputato violava i principi costituzionali e giurisprudenziali. Inoltre, il ricorso contestava l&#8217;assenza di un adeguato riscontro tra i beni confiscati e il periodo di pericolosità presunta, nonché l&#8217;erroneo mancato riconoscimento della legittimità di alcune provviste economiche utilizzate per la costituzione dei trust.<br />
LE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE &#8211; La Suprema Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, ritenendo assorbiti in questo anche tutti gli altri motivi proposti, giudicando illegittima la decisione della Corte d&#8217;Appello, soprattutto in merito al necessario nesso temporale tra pericolosità sociale presunta e acquisizione dei beni. I giudici di legittimità hanno richiamato il principio secondo cui la pericolosità deve fondarsi su &#8220;delitti commessi abitualmente&#8221;, produttivi di profitto illecito, e che costituiscono una fonte rilevante di reddito: requisiti che non sono stati adeguatamente verificati. In particolare, la Cassazione ha criticato la valorizzazione di vicende penali archiviate o concluse con assoluzioni, sottolineando come ciò non possa legittimare una misura così invasiva come la confisca di prevenzione. La decisione ha altresì evidenziato l&#8217;assenza di una &#8220;perimetrazione cronologica&#8221; tra i fatti delittuosi e i beni confiscati.</p>
<p>I PROSSIMI SVILUPPI &#8211; La Corte ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio alla Corte d&#8217;Appello di Reggio Calabria, in diversa composizione, fornendo indicazioni rigide sui criteri a cui attenersi in sede di rinvio, affinché rispettino le ragioni che hanno determinato l&#8217;annullamento. Sarà ora compito dei giudici di merito rivedere il caso, alla luce delle indicazioni della Cassazione, verificando con maggiore rigore il nesso tra condotte illecite e accumulo patrimoniale. La Cassazione sottolinea la necessità di ancorare la confisca a elementi certi e temporalmente coerenti, in un&#8217;ottica di garanzia e rispetto dello Stato di diritto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-galassia-cassazione-annulla-confisca-da-400-milioni-a-imprenditore-antonio-ricci/">Operazione &#8220;Galassia&#8221;, Cassazione annulla confisca da 400 milioni a imprenditore Antonio Ricci</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inchiesta Huaweigate: chiesta revoca immunità di 5 eurodeputati, c&#8217;è anche la calabrese Giusi Princi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-huaweigate-chiesta-revoca-immunita-di-5-eurodeputati-ce-anche-la-calabrese-giusi-princi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 17:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha riferito che la procura belga ha richiesto la revoca dell&#8217;immunità per cinque eurodeputati, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sul cosiddetto Huaweigate, lo scandalo sulla presunta corruzione di politici per favorire il colosso cinese. Si tratta dei tre esponenti di Forza Italia Fulvio Martusciello, Salvatore De Meo e della calabrese Giusi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha riferito che la <strong>procura belga ha richiesto la revoca dell&#8217;immunità</strong> per cinque eurodeputati, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sul cosiddetto <strong>Huaweigate</strong>, lo scandalo sulla presunta corruzione di politici per favorire il colosso cinese. Si tratta dei tre esponenti di Forza Italia <strong>Fulvio Martusciello</strong>, <strong>Salvatore De Meo</strong> e della <strong>calabrese Giusi Princi</strong>, oltre che del bulgaro di Renew Europe, <strong>Nikola Minchev</strong>, e del socialista maltese <strong>Daniel Attard</strong>. </p>
<p>L&#8217;indagine riguarda presunti pagamenti da parte del colosso tecnologico cinese a europarlamentari e membri del loro staff in cambio del sostegno alla tecnologia 5G cinese all&#8217;interno delle istituzioni europee, in particolare per evitare restrizioni alla partecipazione dell&#8217;azienda allo sviluppo delle reti europee. La richiesta di revoca, che ora dovrà essere approvata dalla commissione Affari legali dell&#8217;Assemblea comunitaria.</p>
<p>L&#8217;eurodeputata calabrese <strong>Princi</strong> ha affermato di essere totalmente estranea ai fatti e di essere vittima di uno &#8220;<strong>scambio di persona</strong>&#8220;. &#8220;Mi viene contestato di aver partecipato a un incontro a Bruxelles in data 25 giugno 2024, non dichiarato al Parlamento europeo, incontro al quale io non ho assolutamente partecipato in quanto mi trovavo a Reggio Calabria alla recita di fine anno scolastico della mia bambina, come si evince dalle copiose prove documentali a supporto&#8221;, ha scritto in una nota. La parlamentare ha aggiunto che in quella data &#8220;non ricoprivo ancora il ruolo di parlamentare europeo essendo stata proclamata solo in data 3 luglio 2024&#8221;, affermando di avere &#8220;piena fiducia nella giustizia&#8221; e di confidare &#8220;che venga al più presto chiarito questo evidente errore di persona&#8221;.</p>
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		<title>Consiglio di Stato sospende decreto Occhiuto di revoca accreditamento del Sant&#8217;Anna Hospital</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/consiglio-di-stato-sospende-decreto-occhiuto-di-revoca-accreditamento-del-santanna-hospital/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 06:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La notizia che il Consiglio di Stato, su ricorso degli avvocati Francesco Pitaro e Bernardo Giorgio Mattarella, ha sospeso il decreto del commissario e presidente Occhiuto che revocava l&#8217;accreditamento del S. Anna Hospital di Catanzaro, conferma gli inquietanti scenari già sollevati sulla vicenda e sul ruolo parziale giocato dallo stesso Occhiuto&#8221;. E&#8217; quanto si legge [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La notizia che il Consiglio di Stato, su ricorso degli avvocati Francesco Pitaro e Bernardo Giorgio Mattarella, ha sospeso il  decreto del commissario e presidente Occhiuto che revocava l&#8217;accreditamento del S. Anna Hospital di Catanzaro, conferma gli inquietanti scenari già sollevati sulla vicenda e sul ruolo parziale giocato dallo stesso Occhiuto&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota del consigliere comunale, Vincenzo Capellupo secondo il quale &#8221; Prima Occhiuto revoca l&#8217;accreditamento con un colpo di mano senza ascoltare le forze sociali e il Consiglio comunale del Capoluogo; dopo, sempre Occhiuto, con l&#8217;ennesimo atto commissariale sposta i posti letto della cardiochirurgia del S. Anna nella sua Cosenza. </p>
<p>Un piano, dall&#8217;esclusiva logica elettorale, chiaro a tutti, che nessun beneficio porta ai malati calabresi e che mira a concentrare, insieme a tutte le altre azioni messe in campo da Occhiuto, tutte le possibili risorse sanitarie e universitarie calabresi nella sua Cosenza. Con questo approccio sbilanciato, non solo si sono minate competenze e professionalità costruite a Catanzaro in decenni di lavoro, ma si rischia di aprire la porta a ulteriori danni, anche erariali, che potrebbero ricadere su tutti i calabresi. I costi di una gestione errata e ideologica della sanità pubblica non possono essere pagati dalla collettività.</p>
<p>Ed allora tornano le domande che ho più volte posto attraverso i media: Occhiuto poteva agire diversamente nell&#8217;interesse della Calabria? Occhiuto poteva essere consigliato diversamente dai suoi silenti amici catanzaresi? Quanto devono ancora arretrare il Capoluogo di Regione e la sanità calabrese prima che qualcuno dei suoi amici catanzaresi trovi il coraggio di alzare la voce?&#8221;- conclude Vincenzo Capellupo.</p>
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		<title>Processo strage Cutro, Siaf: &#8220;Apprezzamento per revoca costituzione di parte civile della Regione&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-strage-cutro-siaf-apprezzamento-per-revoca-costituzione-di-parte-civile-della-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 12:18:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo da Eliseo Taverna, Segretario Generale SIAF (Sindacato italiano autonomo finanzieri) e pubblichiamo:- &#8220;Nel corso dell’udienza preliminare relativa ai presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love – naufragato sulla spiaggia di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 – sono state depositate ben 113 richieste di costituzione di parte civile, tra cui, inizialmente, anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Eliseo Taverna, Segretario Generale SIAF (Sindacato italiano autonomo finanzieri) e pubblichiamo:- &#8220;Nel corso dell’udienza preliminare relativa ai presunti ritardi nei soccorsi al caicco <em>Summer Love</em> – naufragato sulla spiaggia di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 – sono state depositate ben 113 richieste di costituzione di parte civile, tra cui, inizialmente, anche quella della Regione Calabria. <strong>Accogliamo con favore la notizia della revoca formale della costituzione di parte civile da parte della Regione, una decisione saggia e opportuna, che evita di alimentare ulteriori perplessità in un procedimento che coinvolge servitori dello Stato, chiamati a operare in condizioni meteo marine cangianti ed estremamente complesse e con dinamiche ancora tutte da accertare.</strong></p>
<p>Se da un lato prendiamo atto di questo passo indietro, dall’altro riteniamo che energie e risorse istituzionali debbano essere indirizzate, con ogni mezzo, con determinazione verso il <strong>contrasto ai veri responsabili</strong> di tragedie come questa: gli <strong>scafisti</strong>, individui privi di scrupoli, mossi unicamente dal profitto e del tutto indifferenti al valore della vita umana. Il SIAF ribadisce con forza che <strong>non possono essere i Finanzieri</strong> a essere messi in discussione per eventi drammatici di tale portata. I nostri Colleghi della <strong>Polizia del mare</strong> operano con impegno straordinario, affrontando quotidianamente contesti difficili, pericolosi e spesso caratterizzati da condizioni meteo-marine proibitive, per garantire sicurezza e legalità.</p>
<p>Nel pieno rispetto della Magistratura, che confidiamo farà luce sulla vicenda con imparzialità e rigore, <strong>rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà</strong> ai Finanzieri coinvolti, riconoscendo la loro <strong>professionalità, dedizione e senso del dovere</strong>. Ribadiamo infine l’importanza di una <strong>riflessione più approfondita sulle reali responsabilità</strong> di simili tragedie e attendiamo con fiducia l’esito dell’inchiesta, certi che l’operato dei nostri Colleghi sia stato, come sempre, improntato alla massima tutela della vita umana&#8221;.</p>
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		<title>Consiglio di Stato conferma la revoca della licenza ad un imprenditore della provincia di Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/consiglio-di-stato-conferma-la-revoca-della-licenza-ad-un-imprenditore-della-provincia-di-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 12:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Questura ha il potere di revocare una licenza per la commercializzazione di giochi pubblici in caso di sospette implicazioni in attività criminali. A stabilirlo, riporta Agipronews, è la sentenza del Consiglio di Stato in merito ad una causa che ha coinvolto un imprenditore della provincia di Cosenza &#8211; proprietario di una società attiva nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Questura ha il potere di revocare una licenza per la commercializzazione di giochi pubblici in caso di sospette implicazioni in attività criminali. A stabilirlo, riporta Agipronews, è la sentenza del Consiglio di Stato in merito ad una causa che ha coinvolto un imprenditore della provincia di Cosenza &#8211; proprietario di una società attiva nel settore giochi e scommesse &#8211; contro la Questura della Provincia di Cosenza, a seguito della revoca delle licenze per la commercializzazione di giochi pubblici.</p>
<p>Il provvedimento della Questura è stato adottato dopo la scoperta di elementi che porterebbero a pensare ad un coinvolgimento dell’appellante con la criminalità organizzata. Di fatti, un primo ricorso presentato dal ricorrente era stato già respinto dal Tar Calabria con una sentenza del 2022. Nella sentenza del Consiglio di Stato si legge, al tal proposito, che il decreto del Questore inerente la revoca delle licenze “valuta la complessiva situazione, evidenziando l’emersione di circostanze che lasciano trasparire che il predetto titolare delle licenze abbia prestato acquiescenza ai tentativi di avvolgimento mafioso ed abbia, conseguentemente, consentito che la propria impresa fungesse da strumento di penetrazione mafiosa nel settore dei giochi pubblici, concludendo che il detto titolare non è persona affidabile in relazione alle specifiche autorizzazioni ottenute e non è in possesso del requisito della buona condotta”.</p>
<p>Secondo quanto emerso nel corso della causa, la Questura ha revocato le autorizzazioni sulla base di circostanze ritenute rilevanti tra cui frequentazioni con soggetti con gravi precedenti penali, frequentazione documentata presso l’abitazione di un presunto capo clan e situazioni che lascerebbero intendere la presenza di un possibile prestanome che potrebbe favorire l’ingresso di infiltrazioni mafiose nel settore giochi. I fatti emersi e documentati dalla Polizia durante le indagini hanno condotto il Consiglio di Stato a confermare la revoca applicata dalla Questura della Provincia di Cosenza: “Il provvedimento è fondato non soltanto sulla plausibile ipotesi dell’interposizione fittizia di persona, ma anche sull’accertata mancanza del requisito della buona condotta ricavabile da una serie di frequentazioni fortemente controindicate riguardanti il ricorrente che sono state oggettivamente riscontrate e debitamente documentate”.</p>
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		<title>Tribunale minori revoca la sospensione della responsabilità genitoriale al padre fratellini di Paola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tribunale-minori-revoca-la-sospensione-della-responsabilita-genitoriale-al-padre-fratellini-di-paola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 15:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sospensione della responsabilità genitoriale disposta a carico del padre dei due fratellini, 2 e 4 anni, ricoverati per presunti maltrattamenti da gennaio scorso nel reparto di chirurgia pediatrica dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza è stata revocata dal Tribunale dei minori di Catanzaro. Il compagno della madre dei piccoli era stato arrestato lo scorso 7 febbraio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sospensione della responsabilità genitoriale disposta a carico del padre dei due fratellini, 2 e 4 anni, ricoverati per presunti maltrattamenti da gennaio scorso nel reparto di chirurgia pediatrica dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza è stata revocata dal Tribunale dei minori di Catanzaro. Il compagno della madre dei piccoli era stato arrestato lo scorso 7 febbraio con l&#8217;accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravi. Il Tribunale è scritto nel decreto, &#8220;revoca il divieto di incontri disposti a suo carico; revoca l&#8217;affidamento dei minori al Servizio sociale del Comune di Paola e dispone l&#8217;immediato collocamento dei minori presso l&#8217;abitazione della nonna paterna e del padre&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto riportato nel decreto, &#8220;emerge chiaramente non solo l&#8217;assoluta estraneità ai gravi fatti in esame del padre e dei congiunti dal lato paterno (tant&#8217;è che gli stessi non risultano indagati nell&#8217;ambito del medesimo procedimento), quanto piuttosto che, nel brevissimo arco di tempo in cui i minori si trovavano in compagnia del padre e della nonna paterna (stante i cattivi rapporti con la madre del minore e la resistenza di questa ultima a consentire le relative frequentazioni), ovvero nella giornata di Natale del 25 dicembre scorso, sia il padre che, in particolare, la nonna paterna, preoccupati per le condizioni di turbamento dei minori e per la tumefazione che uno dei piccoli aveva sulla mano, si premurano di contattare il medico di famiglia per assicurare adeguate cure al minore, nonché chiedono specificatamente alla madre contezza sulla causa delle constatate lesioni; addirittura la nonna, non paga delle spiegazioni ricevute, effettua un video nel quale riprende lo stato dei minori, all&#8217;evidente scopo di precostituirsi una prova che effettivamente esibisce alle Forze dell&#8217;Ordine nell&#8217;ambito delle avviate indagini&#8221;.</p>
<p>La decisione dei giudici minorili ha confermato, inoltre, il divieto di incontri dei minori con la madre e nominato &#8220;curatore speciale dei minori, l&#8217;avvocato Rossana Greco, già tutore dei minori&#8221;. I due bambini di Paola, cittadina sulla costa tirrenica cosentina, erano stati ricoverati all&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza con fratture e lesioni sospette.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tribunale-minori-revoca-la-sospensione-della-responsabilita-genitoriale-al-padre-fratellini-di-paola/">Tribunale minori revoca la sospensione della responsabilità genitoriale al padre fratellini di Paola</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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