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	<title>revenge porn Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Oct 2025 08:22:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Stalking e revenge porn: arrestato 39enne reggino. Giovani donne vittime di “deep fake&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 08:22:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Calabria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di un 39enne del centro cittadino, a carico del quale erano emersi, nel corso delle indagini, indizi di colpevolezza in relazione a diversi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Calabria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di un 39enne del centro cittadino, a carico del quale erano emersi, nel corso delle indagini, indizi di colpevolezza in relazione a diversi reati contro la persona.  Le complesse indagini informatiche, svolte mediante l’acquisizione e l’incrocio di dati, hanno permesso di risalire a un soggetto nei confronti del quale veniva emesso dapprima un decreto di perquisizione e, successivamente, nel corso delle operazioni, un provvedimento di custodia cautelare in carcere, richiesto d’urgenza dal Pubblico Ministero procedente ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari all’esito di quanto emerso nello svolgimento dell’atto di indagine. L’uomo è accusato dei reati di stalking, revenge porn, molestie, accesso abusivo a sistema informatico, trattamento illecito dei dati personali e violenza privata.</p>
<p>L’attività investigativa è stata avviata a seguito di querela sporta da diverse giovani donne, che non si conoscevano tra di loro, ma erano tutte accomunate dall’essere vittima del fenomeno del cosiddetto “deep fake”. In sostanza, venivano loro sottratte delle normalissime foto, spesso pubblicate dalle vittime stesse sui propri profili social personali, per poi essere manipolate e trasformate in foto di nudo, e successivamente diffuse. Tale materiale veniva poi utilizzato allo scopo di ottenere dalle vittime il soddisfacimento di determinate richieste e veniva diffuso a terzi qualora queste non ottemperassero alle stesse. Mediante la diffusione illecita di immagini o video destinati a rimanere privati veniva integrato il reato di revenge porn.  È contestato all’arrestato, inoltre, di avere intrattenuto con le vittime contatti via chat, attraverso i quali venivano avanzate continue richieste di altro materiale intimo, fatte minacce e, in alcuni casi, veniva attuato un vero e proprio stalking, che creava nelle persone offese un perdurante stato di ansia e modificazioni delle abitudini di vita. </p>
<p>Ancora una volta si evidenzia la grande attenzione che la Polizia Cibernetica pone nel contrasto ai reati online. Si è infatti registrato, negli ultimi anni un considerevole incremento dei reati di revenge porn, stalking e molestie sul web, che richiede un corrispondente accresciuto impegno nella repressione degli stessi, nell’individuarne gli autori, oltre che nella più delicata attività di identificazione delle vittime.<br />
Il procedimento penale pende attualmente nella fase delle indagini preliminari e la misura cautelare applicata è soggetta ad impugnazione. </p>
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		<title>Cancellò video per &#8216;salvare&#8217; calciatore Demba Seck (ora a Catanzaro): Condannato pm Enzo Bucarelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 15:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno, nove mesi e dieci giorni di condanna, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. È questa la condanna inflitta, con rito abbreviato, all’ex pubblico ministero di Torino Enzo Bucarelli. Il magistrato era accusato di aver cancellato dal cellulare di Demba Seck, ex calciatore del Torino oggi al Catanzaro, alcuni video intimi che quest’ultimo aveva girato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno, nove mesi e dieci giorni di condanna, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. È questa la condanna inflitta, con rito abbreviato, all’ex pubblico ministero di Torino <strong>Enzo Bucarelli</strong>. Il magistrato era accusato di aver cancellato dal cellulare di<strong> Demba Seck</strong>, ex calciatore del Torino <strong>oggi al Catanzaro</strong>, alcuni video intimi che quest’ultimo aveva girato di nascosto con l’ex fidanzata, ignara di essere ripresa. Il giocatore li aveva poi divulgati agli amici. Era così stato aperto un fascicolo per “revenge porn”, poi chiuso con un’archiviazione per il giocatore del Toro. La condanna di Bucarelli – che doveva rispondere di depistaggio – è stata decisa oggi dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano, Luigi Iannelli, che ha anche disposto la liquidazione dei danni per un importo di 15mila euro per il ministero della Giustizia, 10mila euro alla donna e altrettanti anche per la Presidenza del Consiglio.</p>
<p>I fatti risalgono al febbraio del 2023, quando a Bucarelli, grande tifoso del Toro, fu assegnato il fascicolo nato dalla denuncia della giovane. La ragazza, V.G., aveva raccontato che, dopo aver interrotto la storia con il calciatore, aveva ricevuto da lui su Whatsapp due video intimi girati di nascosto e accompagnati da un messaggio minatorio. Il pm a quel punto perquisiva Seck e trovava i filmati sul suo smartphone, insieme alla prova che fossero già stati trasmessi a suoi amici (e accolti da risate e dai commenti “Che animale” e “Figa questa però”).</p>
<p>Eppure, secondo l’accusa, invece di sequestrare il telefono e clonare il suo contenuto chiedeva all’indagato di cancellare i filmati, comunicando alla presunta vittima che i video non erano stati diffusi e suggerendole di rimettere la querela e arrivare a una transazione con il calciatore. Transazione e ritiro che in effetti avvennero, salvando Seck dal rinvio a giudizio. Per questi fatti, Bucarelli è stato trasferito in via cautelare dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura e spostato a Genova con le funzioni di giudice civile.</p>
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		<item>
		<title>Diffonde sui social video e foto intime della ex, denunciato 28enne a Gioia Tauro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/diffonde-sui-social-video-e-foto-intime-della-ex-denunciato-28enne-a-gioia-tauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 12:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[gioia tauro]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, la Polizia di Stato di Gioia Tauro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un 28enne che ha divulgato, sulle piattaforme social, video e foto intime dell’ex compagna. L’attività d’indagine trae origine dalla denuncia sporta dalla giovane donna che, presentandosi presso gli uffici del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, la Polizia di Stato di Gioia Tauro ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un 28enne che ha divulgato, sulle piattaforme social, video e foto intime dell’ex compagna. L’attività d’indagine trae origine dalla denuncia sporta dalla giovane donna che, presentandosi presso gli uffici del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, ha denunciato di essere vittima del reato di revenge porn. </p>
<p>La donna, attualmente separata, ha raccontato ai poliziotti di aver avuto una relazione turbolenta con un uomo che, avendo assunto nei suoi confronti degli atteggiamenti violenti e posto in essere maltrattamenti, era stato sottoposto dapprima alla misura del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico, poi alla misura cautelare degli arresti domiciliari fino alla detenzione in carcere. Al termine del periodo di detenzione, la donna aveva ripreso la relazione con l&#8217;uomo inviandogli, occasionalmente, tramite cellulare, delle foto e dei video che la ritraevano in atteggiamenti intimi. A seguito di un litigio, tali video e immagini sono stati diffusi dall’uomo mediante i social media e, pertanto, la donna ha sporto denuncia, consentendo agli agenti della Polizia di Stato di avviare un&#8217;intensa attività di indagine culminata nell&#8217;emissione dell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte dell&#8217;Autorità Giudiziaria.</p>
<p>La tempestività di intervento e l&#8217;efficacia dell&#8217;azione dei poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro dimostrano ancora una volta il grande impegno della Polizia di Stato nella prevenzione e repressione dei reati e la particolare attenzione e vicinanza alle vittime di reati che costituiscono manifestazione di violenza domestica o di genere, nell&#8217;ambito del cosiddetto Codice Rosso.</p>
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		<item>
		<title>Revenge Porn: la violenza digitale che annienta la dignità delle donne&#8230;di Fulvio Scarpino*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 14:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[annienta]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel silenzio assordante che accompagna le peggiori forme di violenza, si nasconde una realtà che spezza vite, annienta anime e distrugge la dignità: il revenge porn . Dietro questa espressione, che sembra asettica nella sua freddezza anglofona, si cela una tragedia che ha radici profonde nella nostra cultura. Si tratta della diffusione non consensuale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel silenzio assordante che accompagna le peggiori forme di violenza, si nasconde una realtà che spezza vite, annienta anime e distrugge la dignità: il revenge porn . Dietro questa espressione, che sembra asettica nella sua freddezza anglofona, si cela una tragedia che ha radici profonde nella nostra cultura. Si tratta della diffusione non consensuale di immagini o video intimi, una pratica che tradisce la fiducia e si trasforma in un&#8217;arma capace di devastare, quasi sempre, le donne.<br />
Questa forma di violenza non lascia lividi visibili, ma imprime ferite profonde nell&#8217;anima. È insidiosa, amplificata dalla rapidità e dall&#8217;anonimato della rete, ed è per questo ancora più difficile da combattere. Non è solo vendetta, ma affermazione di un potere malsano, un modo per ridurre l&#8217;altra persona a un oggetto da umiliare, giudicare, annientare.<br />
Dietro ogni immagine diffusa senza consenso c&#8217;è una storia di fiducia tradita. C&#8217;è una donna che ha vissuto l&#8217;intimità come spazio sicuro, per poi vederla trasformarsi in una prigione di vergogna e dolore. Le conseguenze sono devastanti: vite professionali e personali distrutte, isolamento sociale, ansie paralizzanti. E nei casi più estremi, il peso insostenibile della vergogna e del giudizio può portare al suicidio. In Italia, il revenge porn è stato riconosciuto come reato grazie all&#8217;introduzione dell&#8217;articolo 612-ter del Codice Penale, un passo importante che però non basta. La vera battaglia è culturale, ed è una battaglia che riguarda gli uomini, perché i carnefici, nella maggior parte dei casi, siamo noi uomini.</p>
<p>Dobbiamo educare noi stessi e le generazioni future. Educare i nostri figli, affinché crescano con il rispetto profondo per l&#8217;intimità e il consenso altrui. Educare gli uomini tutti, i compagni, i fidanzatini e soprattutto gli “ex” perché comprendano che l&#8217;amore non ha nulla a che fare con il controllo, la vendetta o la prevaricazione. Dobbiamo spezzare la catena di una cultura che, troppo spesso, giustifica o minimizza queste violenze, trasformandole in spettacolo o banalizzandole come &#8220;errori di gioventù&#8221;.<br />
Non possiamo limitarci a colpevolizzare la rete o le piattaforme digitali, sebbene queste debbano assumere un ruolo attivo nella prevenzione e nella rimozione di contenuti illeciti. La responsabilità è collettiva e personale: il cambiamento inizia nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Inizia con l&#8217;impegno di ciascuno di noi a non ignorare, a non tollerare, a non restare in silenzio. Il Revenge Porn è il simbolo di un fallimento sociale. Non è solo una violazione del corpo, ma un&#8217;offesa alla dignità umana, una dimostrazione di come il potere possa essere esercitato nel modo più vile. Eppure, c&#8217;è spazio per sperare, se iniziamo a guardare questa tragedia con la giusta prospettiva: non come un problema delle donne, ma come una responsabilità degli uomini e dell&#8217;intera società.</p>
<p>Oggi, nella Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, rendiamo omaggio a chi ha subito questa ingiustizia. Non come numeri, ma come persone. Celebriamo il coraggio di chi ha trovato la forza di denunciare, di resistere, di combattere. E impegniamoci, una volta per tutte, a costruire un mondo in cui nessuna donna deve più temere di vedere la propria intimità trasformata in un&#8217;arma contro di lei.<br />
Perché la dignità, il rispetto e il consenso non sono solo valori. Sono ciò che ci rende umani.</em><br />
<strong>*Avvocato e Vice Coordinatore Nazionale dei Corecom<br />
Presidente Corecom Calabria</strong></p>
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		<item>
		<title>Revenge Porn, stalking ed estorsione: 3 custodie cautelari a Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/revenge-porn-stalking-ed-estorsione-3-custodie-cautelari-a-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 08:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[custodie cautelari]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone hanno eseguito ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare personale in carcere e agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale Ordinario di Crotone su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di atti persecutori, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone hanno eseguito ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare personale in carcere e agli <strong>arresti domiciliari</strong> emessa dal Gip del Tribunale Ordinario di Crotone su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di <strong>atti persecutori</strong>, <strong>estorsione</strong> continuata e diffusione di <strong>video a contenuto sessuale</strong> (revenge porn) ex artt. 612 bis, ter, 629 c.p. Il provvedimento trae origine dall’attività investigativa condotta, tra i mesi di<strong> aprile e giugno 2024</strong>, dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone.</p>
<p>L’indagine è stata avviata in seguito alla <strong>denuncia presentata dalla vittima</strong> alla fine del mese di aprile 2024, quando questi ha riferito ai militari della Stazione di Crotone che stava ricevendo da circa due mesi <strong>minacce da un uomo</strong> con cui aveva avuto un rapporto sessuale,<strong> filmato a sua insaputa</strong>, della diffusione del video se lui non avesse pagato. Le richieste di denaro e le minacce non erano state interrotte dai primi<strong> pagamenti</strong>, che la parte offesa aveva eseguito per la pressione psicologica e il timore indotto dalle continue richieste. L’attività avviata dai carabinieri è stata condotta con modalità tradizionali e tecniche, documentando i contatti telefonici e le richieste estorsive. Sono stati accertati i continui tentativi di contatto, concretizzati da <strong>centinaia di telefonate</strong> e <strong>messaggi alla vittima</strong>, la<strong> diffusione del video</strong> realizzato da uno degli indagati agli altri due e ad altre persone, oltre che alla parte offesa, al fine di rafforzare la minaccia.</p>
<p>Sono state documentati, inoltre, le telefonate e i messaggi effettuate dagli<strong> altri due indagati</strong>, allo scopo di continuare l’azione estorsiva già consumata, diffondendo più volte il video pornografico, mantenendo la vittima nella condizione di timore e assoggettamento che avevano causato. Il Tribunale di Crotone, su richiesta del P.M., ha emesso l’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di:<br />
<strong>A.L., nato in Romania nel 1978</strong>, residente a Crotone;<br />
<strong>F.I.M., nato in Romania nel 1985</strong>, residente a Cutro (KR);<br />
e gli arresti domiciliari nei confronti di:<strong> A.M., italiano cl.1989</strong>, residente a Crotone.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polizia di Stato arresta 39enne per revenge porn, sequestro di persona ed atti persecutori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/polizia-di-stato-arresta-39enne-per-revenge-porn-sequestro-di-persona-ed-atti-persecutori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 08:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[Polistena]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Polistena ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Palmi nei confronti di un 39enne polistenese, ritenuto responsabile dei reati di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, sequestro di persona ed atti persecutori. L’uomo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/polizia-di-stato-arresta-39enne-per-revenge-porn-sequestro-di-persona-ed-atti-persecutori/">Polizia di Stato arresta 39enne per revenge porn, sequestro di persona ed atti persecutori</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Polistena ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Palmi nei confronti di un 39enne polistenese, ritenuto responsabile dei reati di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, sequestro di persona ed atti persecutori.</p>
<p>L’uomo, sin dagli inizi del mese scorso, avrebbe posto in essere reiterate condotte persecutorie (appostamenti, pedinamenti, chiamate e messaggi al cellulare, frasi intimidatorie), nonché una serie di violenze, fisiche e verbali, nei confronti di una donna sposata con la quale intratteneva una relazione extraconiugale, arrivando finanche a privarla della libertà personale, restringendola all’interno della propria abitazione impedendole di allontanarsi per diverse ore.</p>
<p>Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, inoltre, il 39enne avrebbe posto in essere il cosiddetto <em>revenge porn</em> avendo inviato, senza il dovuto consenso, al marito della donna, varie foto dal contenuto sessualmente esplicito ritraenti la vittima. L’arrestato, rintracciato presso la propria abitazione, al termine delle formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di Palmi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/polizia-di-stato-arresta-39enne-per-revenge-porn-sequestro-di-persona-ed-atti-persecutori/">Polizia di Stato arresta 39enne per revenge porn, sequestro di persona ed atti persecutori</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Denunciato un 48enne nel reggino: accusato di &#8220;revenge porn&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/denunciato-un-48enne-nel-reggino-accusato-di-revenge-porn/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 09:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[denunciato 48enne reggino]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito di un&#8217;attività d&#8217;indagine, condotta con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, i Carabinieri, nella Piana di Gioia Tauro, hanno denunciato un uomo. Il 48enne, è accusato di atti persecutori e di &#8220;revenge porn&#8221;, ovvero la diffusione di immagini e video a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito di un&#8217;attività d&#8217;indagine, condotta con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, i Carabinieri, nella Piana di Gioia Tauro, hanno denunciato un uomo. Il 48enne, è accusato di atti persecutori e di &#8220;revenge porn&#8221;, ovvero la diffusione di immagini e video a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso della persona a cui si riferiscono.</p>
<p>Secondo quanto emerso dalle indagini investigative, dopo la separazione con la moglie, l&#8217;uomo avrebbe inviato alcuni messaggi, anche a contenuto sessuale, alle amiche e al datore di lavoro della donna e si sarebbe avvalso, inoltre, dei dati della vittima per creare profili on-line in siti d&#8217;incontri.</p>
<p>Dopo una perquisizione domiciliare nell&#8217;abitazione dell&#8217;uomo, i carabinieri hanno potuto sequestrare diverso materiale informatico. Sull&#8217;autovettura della donna, invece, è stato ritrovato un localizzatore GPS, molto probabilmente utilizzato per monitorare gli spostamenti della moglie.</p>
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		<title>Cosenza, rapina e &#8216;revenge porn&#8217; a danno di un coetaneo: arrestato un minore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-rapina-e-revenge-porn-a-danno-di-un-coetaneo-arrestato-un-minore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 16:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[minore]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un minore è stato arrestato da personale della Squadra Mobile di Cosenza in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare con collocazione presso Istituto Penitenziario Minorile emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro su richiesta di quella Procura. E’ accusato di rapina, lesioni, estorsione, detenzione abusiva di armi, divulgazione illecita di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un minore è stato arrestato da personale della Squadra Mobile di Cosenza in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare con collocazione presso Istituto Penitenziario Minorile emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro su richiesta di quella Procura.</p>
<p>E’ accusato di rapina, lesioni, estorsione, detenzione abusiva di armi, divulgazione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, tutti reati commessi tra il 13 agosto 2020 ed il 25 settembre 2021. Le indagini, coordinate dal Procuratore per i Minorenni di Catanzaro, hanno avuto origine dalla denuncia della madre di un ragazzino che riferiva alla Polizia circostanze di cui era stato vittima il figlio. In particolare dopo essersi appropriato del cellulare del minore vessato, l’indagato aveva estrapolato delle immagini personali, divulgandole indebitamente. Gli ulteriori accertamenti avevano portato a verificare che il giovanissimo indagato aveva agito con analogo modus operandi anche nei confronti di un altro minore, manifestando una particolare indole di sopraffazione e prepotenza nei confronti di coetanei e di ragazzi di età preadolescenziale. Le modalità utilizzate e la ricorrenza di elementi di serialità della condotta del ragazzino sono adesso al vaglio degli investigatori allo scopo di fine di approfondire tutti gli aspetti e i contesti correlati alla vicenda. Il minore è stato portato nell’Istituto penale minorile di Catanzaro.</p>
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		<title>Revenge porn contro la maestra, condannate la preside e la mamma che diffuse le foto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/revenge-porn-contro-la-maestra-condannate-la-preside-e-la-mamma-che-diffuse-le-foto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 15:35:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[maestra]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Torino ha pronunciato due condanne per il caso di revenge porn della maestra d&#8217;asilo del Torinese che nel 2018 perse il posto di lavoro dopo la diffusione non voluta di immagini intime. Alla direttrice dell&#8217;Istituto è stato inflitto un anno e un mese di reclusione con la condizionale; per una delle mamme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Tribunale di Torino ha pronunciato due condanne per il caso di revenge porn della maestra d&#8217;asilo del Torinese che nel 2018 perse il posto di lavoro dopo la diffusione non voluta di immagini intime.</strong> Alla direttrice dell&#8217;Istituto è stato inflitto un anno e un mese di reclusione con la condizionale; per una delle mamme la pena è di 12 mesi. La giovane insegnante si è costituita parte civile e ha ottenuto il diritto a un risarcimento e delle somme di denaro a titolo di provvisionale. &#8220;Quel che è fatto è fatto e il danno non si cancella. Ma almeno con questa sentenza è emersa la verità&#8221;, ha detto la giovane, che nel 2018 perse il posto di lavoro dopo la diffusione a sua insaputa di immagini intime, commentando le condanne pronunciate dal Tribunale di Torino. &#8220;Posso dire che è andata bene&#8221;, aggiunge.<br />
&#8220;Siamo tutti lupi cattivi di una storia raccontata male&#8221;, ha detto invece la direttrice dell&#8217;asilo commentando la sentenza. Al termine di un processo parallelo celebrato con il rito abbreviato oggi è stata condannata anche una collega dell&#8217;insegnante. Il tribunale ha inflitto 8 mesi alla collega della maestra.  E&#8217; stato invece assolto il marito di una delle mamme. <strong>La vicenda risale al marzo del 2018. L&#8217;insegnante, poco più che ventenne, raccontò che il ragazzo che frequentava all&#8217;epoca aveva inviato senza il suo consenso immagini intime in una chat di amici e che in seguito, quando la notizia si sparse, era stata costretta a firmare una lettera di dimissioni.</strong> L&#8217;accusa ha sostenuto che nei suoi confronti ci fu una vera e propria &#8220;gogna scolastica&#8221;.</p>
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		<title>Catanzaro, stalking e diffusioni illecita di immagini e video: 39enne nei guai</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-stalking-e-diffusioni-illecita-di-immagini-e-video-39enne-nei-guai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 08:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[revenge porn]]></category>
		<category><![CDATA[stalking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nei primi giorni di agosto, una giovane donna si è rivolta al Commissariato di Catanzaro Lido per denunciare che stava subendo da parte del suo ex compagno, un 39enne, una vera e propria persecuzione, con una serie di azioni minacciose e moleste, tali da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Nei primi giorni di agosto, una giovane donna si è rivolta al Commissariato di Catanzaro Lido per denunciare che stava subendo da parte del suo ex compagno, un 39enne, una vera e propria persecuzione, con una serie di azioni minacciose e moleste, tali da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita e a temere per la propria incolumità.<br />
Considerata la gravità dei fatti, il personale del Commissariato avviava subito le indagini, che, svolte con estrema accuratezza, hanno consentito, in brevissimo tempo, di riscontrare la veridicità delle dichiarazioni rese dalla donna.<br />
Emergeva, infatti, un quadro indiziario sconcertante: gravi e insistite minacce telefoniche da parte dell’ex compagno, che le avevano procurato un forte stato di ansia con insonnia ed attacchi di panico; diffusione illecita sul web e sui canali social di foto e video, che ritraevano la donna completamente nuda, e pubblicazione, su un sito online di incontri, delle stesse foto e video, accompagnati dai dati anagrafici e dall’utenza telefonica della ex compagna, che, infatti, riceveva svariate telefonate da parte di utenti interessati a prestazioni sessuali.<br />
All’esito delle attività di indagine, il 39enne è stato deferito alla locale Procura della Repubblica, che richiedeva, ottenendola dal GIP del Tribunale di Catanzaro, la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa, nei confronti dell’uomo, indagato per i reati di atti persecutori e diffusione illecita di immagini e video.<br />
La misura cautelare, su delega del Commissariato di Catanzaro Lido, è stata eseguita dalla Squadra Mobile di Parma, città in cui l’indagato si trovava.</p>
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