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	<title>Reggio Emilia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Apr 2025 11:57:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Blitz anti-‘ndrangheta tra Reggio Emilia e Mantova: 6 arresti del Ros dei Carabinieri</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/blitz-anti-ndrangheta-tra-reggio-emilia-e-mantova-6-arresti-del-ros-dei-carabinieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 11:57:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore di questa mattina, nelle province di Reggio Emilia e Mantova, nonché presso la casa circondariale di Voghera (PV), nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura, il ROS e il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare, emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore di questa mattina, nelle province di Reggio Emilia e Mantova, nonché presso la casa circondariale di Voghera (PV), nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di questa Procura, il ROS e il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare, emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Bologna, nei confronti di 6 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di trasferimento fraudolento di valori in concorso e di elusione in concorso dei provvedimenti di confisca emessi in sede penale e di prevenzione patrimoniale, delitti aggravati dall’aver agevolato l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Ndrangheta” operante in Emilia Romagna. Contestualmente è stato eseguito il sequestro preventivo della società intestata fittiziamente a prestanome, comprensiva di quote sociali e beni sociali del valore di circa 250.000 €, localizzati nella provincia di Reggio Emilia. La tempestiva ed articolata attività investigativa, convenzionalmente denominata “Sugar Beet”, è stata condotta da personale del ROS in collaborazione con il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia, a seguito di delega emessa da questa Procura in relazione alla segnalazione per operazione sospetta sulla costituzione della società oggetto di indagine, avanzata dal Consiglio Nazionale del Notariato, che aveva rilevato, durante la preparazione degli atti, la presenza informale di un soggetto noto per i suoi precedenti giudiziari, conseguenti alle note Operazioni GRIMILDE e PERSEVERANCE di questa D.D.A.</p>
<p>La meticolosa analisi dei rapporti bancari e l’approfondimento della documentazione contabile e societaria, corroborate dagli esiti delle intercettazioni, hanno consentito di:<br />
&#8211; accertare la fittizia attribuzione dell’intestazione di una società &#8211; avente come oggetto sociale l’attività di trasporti ed autotrasporti per conto proprio o per conto terzi &#8211; in capo a due degli indagati che, consapevolmente, ne accettavano la mera titolarità formale in complicità con il socio occulto;<br />
&#8211; rilevare l’illecita condotta degli indagati volta ad eludere l’esecuzione di provvedimenti ablatori emessi a loro carico; costoro, mediante la società fittiziamente intestata, esercitavano le stesse attività imprenditoriali di quelle confiscate, così distraendo a quest’ultime i relativi clienti e fornitori;<br />
&#8211; verificare, al riguardo, che i maggiori clienti della nuova compagine societaria sono stati sottratti alle società degli indagati già sottoposte a confisca, con conseguente drastica riduzione dei ricavi per queste ultime;<br />
&#8211; riscontrare, in particolare, che i guadagni derivanti della campagna barbabietole registrati in diminuzione per una delle società già confiscate, passata in mano allo Stato e rappresentata dall’Amministrazione Giudiziaria, sono quelli registrati in aumento dalla compagine societaria fittiziamente intestata a prestanome;<br />
&#8211; documentare l’interesse degli indagati ad operare con la White List per infiltrarsi nel settore degli appalti pubblici;<br />
&#8211; contestare nei confronti di due indagati il reato di tentata induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’A.G., aggravato dalla metodologia mafiosa;<br />
&#8211; appurare che le condotte antigiuridiche sono state poste in essere al fine di agevolare l’attività dell’associazione di stampo mafioso denominata ‘Ndrangheta, operante nell’emiliano.</p>
<p>Il G.I.P. Distrettuale, condividendo l’impianto accusatorio di questo Ufficio sia con riferimento alla gravità indiziaria sia in relazione alle esigenze cautelari, ha disposto nei confronti di un indagato la custodia cautelare in carcere, mentre a carico dei restanti 5 la misura cautelare degli arresti domiciliari. </p>
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		<title>‘Ndrangheta a Reggio Emilia: blitz contro il clan Arabia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-a-reggio-emilia-blitz-contro-il-clan-arabia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 11:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[clan arabia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato con la Squadra Mobile di Reggio Emilia, e il supporto del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Bologna e Crotone – unitamente ai militari della Guardia di Finanza reggiana – dalle prime ore dell’alba hanno dando esecuzione a 19 perquisizioni nelle province di Reggio Emilia, Parma e Crotone. Cinque [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato con la Squadra Mobile di Reggio Emilia, e il supporto del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Bologna e Crotone – unitamente ai militari della Guardia di Finanza reggiana – dalle prime ore dell’alba hanno dando esecuzione a 19 perquisizioni nelle province di Reggio Emilia, Parma e Crotone. <strong>Cinque le misure cautelari personali </strong>in carcere scattate per  associazione a delinquere di stampo mafioso. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip presso il Tribunale di Bologna, Alberto Ziroldi, su richiesta della <strong>Procura della Repubblica di Bologna – Direzione Distrettuale Antimafia</strong>, sulla base degli esiti di una lunga e complessa indagine coordinata dal sostituto procuratore Beatrice Ronchi, nei confronti di esponenti del sodalizio mafioso di tipo ‘ndranghetista operante in Emilia-Romagna, avente quale epicentro la città di Reggio Emilia.</p>
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<p>Gli approfondimenti investigativi effettuati dalla Polizia di Stato hanno consentito di attestare l’esistenza e l’operatività, nell’alveo della cosca &#8216;ndranghetistica emiliana, <strong>del gruppo mafioso Arabia</strong>, sodalizio caratterizzato dall’ampia disponibilità di armi e dedito alle estorsioni, alle truffe, nonché alla ricettazione di beni provento di furti a ditte di autotrasporto, commessi al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa. Il capo del sodalizio, già condannato con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso e il cui fratello è stato ucciso nel 2003 a Steccato di Cutro nel corso della guerra di mafia, operando in sinergia con i suoi sodali, ha posto in essere condotte tipicamente mafiose, con l’adozione di modalità violente e comunque intimidatorie, sia a scopo ritorsivo che punitivo, sia per imporre, con la forza di intimidazione promanante dall’appartenenza al sodalizio &#8216;ndranghetistico emiliano, la propria volontà.</p>
<p>Secondo gli investigatori, il gruppo ha dimostrato di disporre anche di armi custodite in luoghi nascosti grazie alla complicità dei sodali. In una circostanza, nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha sequestrato un fucile, abilmente occultato all’interno di un gommone custodito all’interno di un camion, su cui era stato caricato del tutto all’insaputa del trasportatore. Ulteriori approfondimenti investigativi, svolti con l’ausilio della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, hanno permesso di ricostruire numerose<strong> frodi fiscali, confermando, ancora una volta, come il sodalizio &#8216;ndranghetista operante in Emilia </strong>sia anche specializzato nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti Il meccanismo fraudolento posto in essere dagli indagati mediante l’emissione di fatture per <strong>operazioni inesistenti per un totale di 1.802.930,93 euro</strong> nei confronti, in particolare, di 12 principali società utilizzatrici, ha fruttato in pochi anni al sodalizio criminale un guadagno pari a oltre 326mila euro quale prezzo del reato, somma oggetto di sequestro preventivo disposto dal Gip, con ordinanza ed eseguito congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato. Contestualmente all’esecuzione del sequestro preventivo, sono state perquisite anche le sedi di sei società che, sulla base dei riscontri investigativi eseguiti, risultavano essere coinvolte nel sistema di frode.</p>
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		<title>VIDEO-Blitz di Polizia e GdF contro &#8216;ndrangheta a Reggio Emilia: perquisizioni e 5 misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-blitz-di-polizia-e-gdf-contro-ndrangheta-a-reggio-emilia-perquisizioni-e-5-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 11:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore dell’alba, i militari della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, unitamente alla Squadra Mobile della Questura reggiana, con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Bologna e Crotone, hanno dato esecuzione a 19 perquisizioni nelle province di Reggio Emilia, Parma, Crotone, nel cui contesto saranno eseguite 5 misure cautelari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 480px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-302021-1" width="480" height="272" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Reggio-Emilia.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Reggio-Emilia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/GDF-Reggio-Emilia.mp4</a></video></div>
<p>Dalle prime ore dell’alba, i militari della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, unitamente alla Squadra Mobile della Questura reggiana, con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Bologna e Crotone, hanno dato esecuzione a 19 perquisizioni nelle province di Reggio Emilia, Parma, Crotone, nel cui contesto saranno eseguite 5 misure cautelari personali in carcere per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. e altro. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Bologna Dott. Alberto Ziroldi, su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base degli esiti di una lunga e complessa indagine, denominata “Ten”, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Beatrice Ronchi, nei confronti di taluni esponenti del sodalizio mafioso di tipo ‘ndranghetista operante in Emilia Romagna ed avente quale epicentro la città di Reggio Emilia.</p>
<p>Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di attestare l’esistenza e l’operatività, nell’alveo della cosca ‘ndranghetistica emiliana, del gruppo mafioso ARABIA, sodalizio caratterizzato dall’ampia disponibilità di armi e dedito alle estorsioni, alle truffe, nonché alla ricettazione di beni provento di furti a ditte di autotrasporto, commessi al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa. Il capo del sodalizio, già condannato con sentenza passata in giudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso e il cui fratello è stato ucciso nel 2003 a Steccato di Cutro nel corso della guerra di mafia, operando in sinergia con i suoi sodali, ha posto in essere condotte tipicamente mafiose, con l’adozione di modalità violente e comunque intimidatorie, sia a scopo ritorsivo e punitivo, sia per imporre, con la forza di intimidazione promanante dall’appartenenza al sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, la propria volontà. Tra l’altro, nell’agire con metodo mafioso, il gruppo ha dimostrato di disporre anche di armi, custodite in luoghi nascosti grazie alla complicità dei sodali. In una circostanza, nel corso delle indagini, la Polizia di Stato ha sequestrato un fucile, abilmente occultato all’interno di un gommone custodito all’interno di un camion, su cui era stato caricato del tutto all’insaputa del trasportatore.</p>
<p>Ulteriori approfondimenti investigativi, svolti con l’ausilio della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, hanno permesso di ricostruire numerose frodi fiscali, confermando, ancora una volta, come il sodalizio ‘ndranghetista operante in Emilia sia anche specializzato nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il meccanismo fraudolento posto in essere dagli indagati mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un totale di € 1.802.930,93 nei confronti, in particolare, di n. 12 principali società utilizzatrici, ha fruttato in pochi anni al sodalizio criminale un guadagno pari ad € 326.435,07 quale prezzo del reato, somma oggetto di sequestro preventivo disposto dal GIP con l’ordinanza ed eseguito congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato. Contestualmente all’esecuzione del sequestro preventivo sono state perquisite anche le sedi di sei società, che, sulla base dei riscontri investigativi eseguiti, risultavano essere coinvolte nel sistema di frode.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-blitz-di-polizia-e-gdf-contro-ndrangheta-a-reggio-emilia-perquisizioni-e-5-misure-cautelari/">VIDEO-Blitz di Polizia e GdF contro &#8216;ndrangheta a Reggio Emilia: perquisizioni e 5 misure cautelari</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Reggio Emilia, arresti e perquisizioni per estorsione e usura: coinvolto anche 48enne calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-reggio-emilia-arresti-e-perquisizioni-per-estorsione-e-usura-coinvolto-anche-48enne-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 13:02:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 60 Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti specialistici del Corpo, nonché del Servizio Centrale sulla Criminalità Organizzata (SCICO) nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa condotta dall’agosto 2024, denominata convenzionalmente “Ottovolante”, coordinata dalla locale Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione ad un’operazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 480px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-300921-2" width="480" height="272" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Gdf-ReggioEmilia.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Gdf-ReggioEmilia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/03/Gdf-ReggioEmilia.mp4</a></video></div>
<p>Circa 60 Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti specialistici del Corpo, nonché del Servizio Centrale sulla Criminalità Organizzata (SCICO) nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa condotta dall’agosto 2024, denominata convenzionalmente “Ottovolante”, coordinata dalla locale Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione ad un’operazione di polizia giudiziaria, nei confronti di 5 soggetti, indagati a vario titolo per aver commesso reati di estorsione, usura e favoreggiamento reale a danno di altri imprenditori locali, in condizioni di gravi difficoltà economiche. 3 le misure cautelari eseguite, di cui 1 ordinanza di custodia cautelare in carcere, 1 misura degli arresti domiciliari, 1 divieto di dimora in tutti i comuni della regione Emilia Romagna. Tra coloro che sono finiti in manette c&#8217;è <strong>Giambattista Di Tinco</strong>, 48 anni, di origini calabresi, amministratore unico della Dg Service, azienda con sede a Calerno di Sant&#8217;Ilario, nella val d&#8217;Enza reggiana, che si occupa di noleggio di furgoni e attrezzature per l&#8217;edilizia.</p>
<p>Le condotte poste in essere dall’imprenditore reggiano, insieme al suo entourage, sono emerse all’esito di complesse attività di indagine svolte dai militari del Gruppo Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che hanno evidenziato numerosi episodi di usura ed estorsione perpetrati a danno di imprenditori locali e non, con la riscossione di interessi usurari per un importo pari a circa 413.000,00 euro, e con l’applicazione di tassi d’usura fino al 177,50% del capitale “prestato”. Le attività d’indagine traggono origine dalle risultanze investigative emerse a seguito dell’esecuzione delle 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite lo scorso 16 agosto 2024, nei confronti di due soggetti di origine calabrese, già posti al vertice del sodalizio criminale interessato dalla precedente operazione “Minefield”, unitamente ad un noto imprenditore reggiano, gravemente indiziati di aver commesso reati di usura ed estorsione aggravata, avendo peraltro riscosso crediti usurari di elevato importo (con interessi di oltre 50 mila euro e pari al capitale ricevuto), fatti contrarre ad un imprenditore di origine campana, in evidenti difficoltà economiche e vittima tra l’altro di minacce e violenze.</p>
<p>Le successive investigazioni esperite hanno consentito di far emergere ulteriori tre soggetti vittime di usura ad opera del medesimo imprenditore reggiano, che continuava a gestire i suoi affari illeciti, fornendo indicazioni operative al suo entourage, operante nella provincia di Reggio Emilia, nonostante fosse sottoposto alla misura dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, successivamente tramutata in arresti domiciliari. Dalle ricostruzioni emerse nel corso delle indagini, le vittime di usura ed estorsione avrebbero contratto complessivamente debiti per oltre 150 mila euro ad ingenti tassi usurari, a fronte dei quali avrebbero dovuto restituire circa 413.000,00 euro di soli interessi usurari, aggravando, pertanto, le proprie condizioni economiche con inevitabili e negative ripercussioni sulle proprie attività imprenditoriali, e turbando fortemente il proprio stato emotivo e psico-fisico. Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a 1 ordinanza di custodia cautelare in carcere, 1 misura degli arresti domiciliari e 1 divieto di dimora in tutta la regione dell’Emilia Romagna, nei confronti degli usurai, con la contestuale esecuzione di perquisizioni personali e locali, sottoponendo, altresì, a sequestro denaro e beni per un valore di circa 413.000,00 euro, quali profitto delle attività illecite.</p>
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		<title>VIDEO-Operazione &#8220;Ombromanto&#8221; della GdF: perquisizioni e sequestri anche in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-ombromanto-della-gdf-perquisizioni-e-sequestri-anche-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 08:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[operazioneOmbromanto]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Guardia di finanza di Reggio Emilia ha scoperto una associazione a delinquere finalizzata a una frode fiscale per oltre 100 milioni di euro: un giro che coinvolge 400 aziende &#8211; tra reali e fittizie &#8211; e vede indagate 179 persone, con 91 perquisizioni in tutta Italia, da Torino a Crotone. L&#8217;operazione &#8211; ribattezzata &#8220;Ombromanto&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-ombromanto-della-gdf-perquisizioni-e-sequestri-anche-in-calabria/">VIDEO-Operazione &#8220;Ombromanto&#8221; della GdF: perquisizioni e sequestri anche in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-297299-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/GDF-.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/GDF-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/02/GDF-.mp4</a></video></div>
<p>La Guardia di finanza di Reggio Emilia ha scoperto una associazione a delinquere finalizzata a una frode fiscale per oltre 100 milioni di euro: un giro che coinvolge 400 aziende &#8211; tra reali e fittizie &#8211; e vede indagate 179 persone, con 91 perquisizioni in tutta Italia, da Torino a <strong>Crotone</strong>.</p>
<p>L&#8217;operazione &#8211; ribattezzata &#8220;Ombromanto&#8221; &#8211; è scattata questa mattina con perquisizioni e sequestri &#8211; delegati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia &#8211; nei confronti di 87 persone fisiche e 4 società, domiciliate in varie province italiane, di cui 23 in provincia di Reggio Emilia. Gli indagati sono indiziati di aver preso parte a una organizzazione criminale radicata a Reggio Emilia, dedita alla perpetrazione di reati tributari, tra cui frodi fiscali e indebita compensazione di crediti d&#8217;imposta per quasi 104 milioni.</p>
<p>Le attività interessano le province di Reggio Emilia, Bologna, Piacenza, Parma, Modena, Rimini, Bolzano, Torino, Asti, Milano, Pavia, Monza, Verona, Perugia, Terni, Firenze, Pisa, Pesaro, Roma, Rieti, Frosinone, Pescara, Napoli, Caserta, Benevento, Taranto, <strong>Crotone</strong>, Trapani.</p>
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		<title>VIDEO-Traffico internazionale di droga, sgominata organizzazione italo-albanese: 15 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 12:09:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-293510-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-PS.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-PS.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/01/GDF-PS.mp4</a></video></div>
<p>Dalle 4:00 di questa mattina otre 100 tra militari della Guardia di Finanza e agenti della Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna e sotto la direzione del Sostituto Procuratore, Roberto Ceroni, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di Applicazione di Misura Cautelare Personale nei confronti di n. 15 soggetti (di cui 12 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), eseguendo al contempo un Decreto di perquisizione personale, locale e sequestro nei confronti di 16 soggetti. La attività d’indagine ha permesso di individuare un’organizzazione criminale italo/albanese che – di base nella provincia di Reggio Emilia e dedita al traffico internazionale di stupefacenti &#8211; dal 2020, ha importato e acquistato (dall’Albania, Kosovo, Ecuador, Colombia e Paesi Bassi) nonché detenuto e venduto sull’intero territorio nazionale (con, anche, <strong>alcune distribuzioni avvenute dalla provincia di Reggio Emilia verso la Calabria</strong>): kg. 23 di cocaina, kg. 06 di eroina, kg. 80 di hashish e kg. 240 di marijuana per un controvalore stimato in 8 milioni di euro. Nel corso delle complesse investigazioni – che hanno fatto emergere il carattere associativo dei reati perpetrati – è stato riscontrato il sodalizio fra soggetti di nazionalità albanese, altri appartenenti alla criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetista ed altri ancora contigui alla criminalità laziale. Durante le indagini erano stati già arrestati n. 05 soggetti in flagranza di reato per traffico di stupefacenti, di cui 4 nuovamente colpiti dall’odierna ordinanza. Inoltre è stata accertata l’introduzione, dalla Spagna, nel territorio nazionale di € 75.000,00 in banconote di € 500,00 falsificate.</p>
<p>L&#8217;integrale ricostruzione dell’illecita attività di traffico internazionale di stupefacenti è stata possibile – oltre che al ricorso alle indagini tecniche con intercettazioni telefoniche ed ambientali &#8211; anche grazie alla posteriore acquisizione di numerose conversazioni telematiche che i narcotrafficanti, avevano scambiato tramite smartphone criptati tramite l&#8217;utilizzo dell&#8217;applicazione Sky-ECC. Tali dati, sono stati acquisiti a seguito di Ordine di Indagine Europeo (O.I.E.), grazie ad una complessa attività di polizia giudiziaria condotta dalle Forze di Polizia francesi, olandesi e belghe sulla piattaforma di comunicazione criptata SKYECC, ove è stato possibile attingere a milioni di messaggi di interesse investigativo, scambiati tra i membri di organizzazioni criminali e operanti in diversi paesi dell&#8217;Unione Europea. L’organizzazione criminale, si è dimostrata in grado di operare sul territorio nazionale in molteplici contesti geografici distinti, ma tra loro inscindibilmente interfunzionali:</p>
<p>&#8211; quello emiliano, dove si trovava la sede direzionale ed operativa (oltre che di dimora della maggior parte degli associati) di Bibbiano di Reggio Emilia e si localizzavano le ulteriori basi logistiche (Sassuolo e Polinago);</p>
<p>&#8211; quello calabrese, territorio utilizzato in connessione con gruppi criminali locali, sia per l&#8217;approvvigionamento di partite di cocaina che per la distribuzione di quantitativi di eroina, hashish e marijuana;</p>
<p>&#8211; quello romano, con l’ingresso in affari di soggetti ben inseriti nei circuiti criminali della capitale;</p>
<p>&#8211; quello veneziano, utilizzato sia come terminale per la distribuzione dello stupefacente che per l&#8217;estemporanea acquisizione di forniture di narcotico a fronte di contingenti esigenze, in relazione alle quali si attingeva anche al territorio torinese.</p>
<p>L’associazione &#8211; con elevate capacità di penetrazione nelle piazze di spaccio non solo emiliane, potendo contare, infatti, su una rete distributiva ramificata sull&#8217;intero territorio nazionale e su canali di approvvigionamento europei e sudamericani &#8211; veniva gestita come una vera e propria attività di impresa, con modalità assolutamente manageriali caratterizzate da una continua progettualità, un agile adattamento alle situazioni contingenti e alla ricerca del massimo profitto. L&#8217;elevato numero degli acquisti di sostanze stupefacenti e delle stesse cessioni, hanno confermato l&#8217;elevata pericolosità sociale dei correi che, per quanto concerne gli indagati di origine calabrese, si sostanzia altresì nell&#8217;esistenza di rapporti anche di natura familiare con esponenti della &#8216;ndrina calabrese riconducibile alla famiglia Grande Aracri, da anni radicata nel territorio emiliano. Contestualmente, sono state deferite alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, n. 10 persone fisiche stabilmente radicate nel reggiano (originari della Calabria e dell’Albania) che, attraverso n. 07 società (di cui 6 operanti nella provincia di Reggio Emilia e 1 in quella di Parma nonché n. 03 risultate vere e proprie cartiere), hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per totali € 5.276.611,18, conseguendo un profitto illecito per un importo di oltre € 511.330,05. Le società operano (e in taluni casi, operavano, dal momento che hanno cessato la loro attività) prevalentemente nel settore edile.</p>
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		<title>A Reggio Emilia nel 2024 interdette 80 imprese: La maggior parte guidate dalle cosche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 18:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Troviamo soprattutto aziende edili in cui sono tutti parenti e che, anche nei rapporti contrattuali, intrattengono contatti con altre imprese gestite dalla criminalità organizzata“. Tutte le aziende sulla posta in gioco PNRR “passano sotto la lente dell’antimafia e la maggioranza delle aziende colpite è calabrese e solo qualcuna emiliana”. A parlare, intervistata da Maria Grazia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Troviamo soprattutto aziende edili in cui sono tutti parenti e che, anche nei rapporti contrattuali, intrattengono contatti con altre imprese gestite dalla criminalità organizzata“. Tutte le aziende sulla posta in gioco PNRR <strong>“passano sotto la lente dell’antimafia e la maggioranza delle aziende colpite è calabrese e solo qualcuna emiliana</strong>”. A parlare, intervistata da Maria Grazia Mazzola per Tv7 speciale del Tg1 è Maria Rita Cocciufa, Prefetta di Reggio Emilia dove la posta in gioco del PNRR, come ricorda nel servizio la giornalista, è di 1 miliardo e 400 milioni con 2075 progetti. Dividere le aziende in blacklist e whitelist, sane oppure no, è un’opera di prevenzione a garanzia dei soldi pubblici e dei relativi appalti. Eppure ancora quest’anno <strong>“le imprese a Reggio Emilia raggiunte da interdittiva sono state 80“</strong>, ricorda la Prefetta, mentre negli anni precedenti sono state 144, dato superiore a città del Sud.</p>
<p>Per spiegare il fenomeno Gaetano Paci, procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, ricorda le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Gianni Melillo: <strong>‘La ndrangheta nel nord e in Emilia è una componente strutturale del sistema economico’</strong>. “Il protagonismo mafioso in quest’area e regione non è mai venuto meno e continua a condizionare la regione“, ribadisce Paci. Così il numero 2 del clan di Cutro, <strong>Antonio Gualtieri</strong>, imprenditore edile, dopo aver finito di scontare 12 anni il 7 novembre, il 27 è finito di nuovo arrestato. Un vero terremoto – nel quadro delle aziende interdette- quello del consorzio Edilgest che il 1 marzo 2024 la Prefettura ha messo in black list con i suoi ben 160 soci e 16 aziende interdette.<br />
Gli imprenditori calabresi (<strong>ci sono 6mila cutresi in Emilia-Romagna</strong>) hanno costituito un’associazione, CLM contro le mafie. Fanno beneficenza alle famiglie bisognose, spiegano a Mazzola, e se hanno qualche precedente penale alle spalle rispondono: ‘Si può sbagliare‘. Il presidente <strong>Luigi Raso Catrambona</strong> racconta di “avere condanne in passato, errori…ma niente ‘ndrangheta o mafia”. La Prefetta sulla protesta degli imprenditori cutresi risponde dicendo che non c’è alcun pregiudizio, ma “dobbiamo tener conto della realtà: <strong>la maggior parte delle aziende (raggiunte dalle interdittive) sono di titolari calabresi facenti parte di famiglie di ‘ndrangheta”.</strong></p>
<p>Pietra miliare della condanna a questa filiera criminale è stato il maxi processo &#8216;Aemilia&#8217; contro la ‘ndrangheta del <strong>clan Grande Aracri di Cutro</strong>: 87 imputati e centinaia di anni di carcere con sentenza definitiva. Mazzola nel servizio mostra il villone dell’imprenditore Gualtieri, il numero 2 della ‘ndrangheta reggiana dove l’uomo ha trascorso anni di domiciliari per ragioni di salute e che il 27 novembre scorso è stato di nuovo arrestato dopo aver appena scontato la condanna Aemilia, per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Pochi mesi dopo esser finito in lista nera il consorzio Edilgest non esiste più.<br />
(<em>Fonte: Agenzia DIRE-www.dire.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Maxi sequestro di oltre 2,5milioni tra Calabria ed Emilia Romagna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maxi-sequestro-di-oltre-25milioni-tra-calabria-ed-emilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 08:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[cosca Grande Aracri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bologna, ha eseguito un importante sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2,6 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna nei confronti di due imprenditori, padre e figlio, sospettati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bologna, ha eseguito un importante sequestro di beni per un valore complessivo di circa<strong> 2,6 milioni di euro</strong>. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna nei confronti di due imprenditori, padre e figlio, sospettati di far parte della &#8216;ndrangheta emiliana. Il sequestro, che ha riguardato <strong>55 immobili</strong> in provincia di<strong> Reggio Emilia</strong> e <strong>Crotone</strong>, 2 società del settore edile, rapporti finanziari, partecipazioni societarie e un automezzo, è legato a diverse vicende penali in cui i due imprenditori sono stati coinvolti, in particolare nell&#8217;ambito del <strong>maxi processo &#8220;AEMILIA&#8221;</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, uno dei più rilevanti nella lotta contro la criminalità organizzata nel Nord Italia, ha evidenziato come il sodalizio &#8216;ndranghetista emiliano fosse particolarmente efficace nel gestire operazioni illecite e nel raccogliere fondi di provenienza criminale, spesso con la collaborazione di operatori del settore finanziario. Secondo la Corte di Appello di Bologna, tali dinamiche dimostrano la pericolosità e la capacità della &#8216;ndrangheta emiliana di infiltrarsi nel tessuto economico e finanziario locale.</p>
<p>Lo schema fraudolento, venuto alla luce dall&#8217;operazione <strong>Grimilde</strong>, ha portato documentato un elaborato meccanismo messo in atto dai due imprenditori, padre e figlio, oggi destinatari del sequestro di beni. L&#8217;illecito, ricostruito durante le indagini, riguardava la <strong>creazione di una falsa sentenza</strong> apparentemente emessa dalla Corte di Appello di Napoli, Sezione I Civile. Questa sentenza contraffatta aveva indotto in errore i referenti del <strong>Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</strong>, che, convinti della sua legittimità, avevano disposto il pagamento di <strong>2,25 milioni di euro</strong> a favore di una società collegata ai due imprenditori. Tale truffa evidenzia l’abilità criminale dei due soggetti nell&#8217;ideare sofisticati sistemi di frode, approfittando delle istituzioni per ottenere ingenti somme di denaro in modo illecito.</p>
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		<item>
		<title>Gli rubano collana in una discoteca di Catanzaro e la &#8220;ritrova&#8221; su Facebook: 38enne denunciato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gli-rubano-collana-in-una-discoteca-di-catanzaro-e-la-ritrova-su-facebook-38enne-denunciato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 10:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha percorso quasi 700 chilometri, solo per ottenere nuovamente quella collana in oro che gli fu strappata dal collo durante le vacanze. Il furto fu commesso in una discoteca di Catanzaro e la collana, a poco più di 15 giorni dallo scippo, è saltata fuori sul marketplace di Facebook, in vendita a 400 euro. La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha percorso quasi 700 chilometri, solo per ottenere nuovamente quella collana in oro che gli fu strappata dal collo durante le vacanze. Il furto fu commesso in una discoteca di Catanzaro e la collana, a poco più di 15 giorni dallo scippo, è saltata fuori sul marketplace di Facebook, in vendita a 400 euro.</p>
<p>La vittima, un 26enne della provincia di Reggio Emilia, l&#8217;ha riconosciuta e si è messa immediatamente in viaggio, concordando con il venditore un appuntamento per lo scambio. Prima di raggiungere l&#8217;uomo che aveva messo in vetrina il suo collier, il giovane emiliano ha però raccontato tutto ai carabinieri di Portici.</p>
<p>All&#8217;incontro, così, sono arrivati anche i militari. Hanno individuato il venditore, un 38enne di Portici, e l&#8217;hanno messo alle strette: ha consegnato spontaneamente la collana, poi restituita al legittimo proprietario. L&#8217;uomo è stato denunciato e dovrà rispondere di ricettazione.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-&#8216;Ndrangheta: blitz a Reggio Emilia. Frodi e riciclaggio, dodici arresti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-blitz-a-reggio-emilia-frodi-e-riciclaggio-dodici-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 11:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 350 militari tra Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti, nonché del Servizio Centrale Investigativo sulla Criminalità Organizzata (SCICO) e militari dell’Arma dei Carabinieri del locale Comando Provinciale, nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-blitz-a-reggio-emilia-frodi-e-riciclaggio-dodici-arresti/">VIDEO-&#8216;Ndrangheta: blitz a Reggio Emilia. Frodi e riciclaggio, dodici arresti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-236734-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/02/Gdf-arresti-ReggioEmilia-calabrianews.it_.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/02/Gdf-arresti-ReggioEmilia-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/02/Gdf-arresti-ReggioEmilia-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Circa 350 militari tra Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e di altri Reparti, nonché del Servizio Centrale Investigativo sulla Criminalità Organizzata (SCICO) e militari dell’Arma dei Carabinieri del locale Comando Provinciale, nell’ambito di un’articolata e complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica emiliana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato esecuzione ad un’ampia operazione di polizia giudiziaria in molte regioni italiane, che vede coinvolti 108 soggetti indagati, di cui 26 facenti parte di un’associazione a delinquere, e 81 società, per numerose ipotesi delittuose, in prevalenza del settore fiscale. 15 le misure cautelari eseguite, di cui 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 misure degli arresti domiciliari, 1 obbligo di dimora e 3 misure interdittive, di cui due nei confronti di professionisti. Si è reso necessario anche un arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto rinvenuti durante una perquisizione 18 KG di hashish e 4 di marijuana. Sequestrati anche preziosi ed orologi di valore. Le condotte poste in essere dall’organizzazione criminale sono emerse all’esito di complesse attività di indagine (sviluppate dai militari del Gruppo Guardia di Finanza e della Compagnia Carabinieri di Reggio Emilia), che hanno evidenziato operazioni di infiltrazione nel tessuto economico regionale e conseguente gestione criminale, con influssi sull’intero territorio nazionale, ad opera del sodalizio, condotte da <strong>soggetti calabresi originari di Cutro</strong>, professionisti calabresi e campani, soggetti nativi di Reggio Emilia ed altri originari della Provincia di Foggia.</p>
<p>Le attività d’indagine hanno fatto emergere come il core business criminale fosse legato in misura prevalente alla commissione di reati tributari, mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con una costante crescita dei cosiddetti “utilizzatori”, coinvolti nell’articolato sistema di frode fiscale; l’organizzazione ha, inoltre, gestito un imponente giro d’affari nel più ampio settore delle prestazioni di servizi, quali cantieristica e manutenzione di macchinari industriali e pulizie, oltre che nel settore del noleggio di autovetture e di commercio all’ingrosso. Nello specifico, il meccanismo fraudolento prevedeva la creazione di società cartiere o l’acquisizione di società realmente esistenti poi destinate alla emissione di fatture false, che venivano intestate a soggetti principalmente prestanome, che agivano sotto le direttive loro impartite dai capi dell’organizzazione. Venivano quindi individuate ditte compiacenti utilizzatrici delle F.O.I., i cui titolari effettuavano bonifici pari all’importo delle fatture ricevute sui conti correnti riferibili alle società del sodalizio, denaro che successivamente veniva &#8211; sia attraverso numerosi prelievi giornalieri, sia attraverso bonifici o emissione di assegni &#8211; riconsegnato agli stessi fruitori delle fatture emesse per operazioni inesistenti, al netto della percentuale stabilita per il “servizio”. Oltre ai reati fiscali i sodali avrebbero altresì commesso numerosi altri delitti, quali l’estorsione, il riciclaggio ed auto-riciclaggio dei proventi illecitamente ottenuti, nonché bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche ed appropriazione indebita.<br />
Nel corso delle attività d’indagine, i militari hanno scoperto come il sodalizio criminale abbia posto in essere anche sistemi di frode al welfare statale, mediante la richiesta e la percezione illecita dell’indennità di disoccupazione NASPI, per un valore di circa 60.000,00 euro, mentre continuavano illecitamente a porre in essere le proprie attività criminose ed a gestire il proprio giro d’affari; alcune delle “società cartiere” hanno altresì fatto indebitamente ricorso ai contributi pubblici stanziati durante l’emergenza pandemica da Covid-19, per un importo di circa euro 72.000,00.</p>
<p>Nel corso delle investigazioni, è stato ricostruito anche il sistema di riciclaggio internazionale utilizzato dall’organizzazione in molti casi: infatti, i proventi illecitamente ottenuti venivano fatti confluire attraverso un sistema di scatole vuote prevalentemente verso il territorio Bulgaro; da qui, il denaro veniva inviato su ulteriori conti esteri o monetizzato, per essere poi reintrodotto fisicamente in Italia. In altri casi, l’organizzazione criminale, per “ripulire” il denaro illecitamente ottenuto e reintrodurlo nei circuiti dell’economia legale nazionale, lo reinvestiva nell’acquisto di diamanti o preziosi ovvero in autovetture di lusso, acquistate in territorio austriaco e poi noleggiate sul territorio reggiano, attraverso società riconducibili all’organizzazione. L’attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle ha consentito di ricostruire il provento derivante dal reato di “emissione di fatture false”, ottenuto dall’associazione a delinquere, per un valore di circa 4.000.000,00 di euro e l’importo dell’imposta evasa da 69 società, risultate essere le maggiori utilizzatrici delle “fatture false”, per un importo di oltre 6.000.000,00 di euro.</p>
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