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	<title>Reggio Calabria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 14 Aug 2026 15:36:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Reggio Calabria, operazione interforze nel Rione Marconi: un arresto, eseguite numerose perquisizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 15:36:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso, nella giornata di ieri, un mirato servizio congiunto interforze nel Rione Marconi di Reggio Calabria finalizzato al contrasto dei fenomeni di illegalità e, in particolare, dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni sono state precedute da un briefing operativo, che ha consentito di pianificare nel dettaglio l’intervento e di assicurare che ciascuna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso, nella giornata di ieri, un mirato servizio congiunto interforze nel Rione Marconi di Reggio Calabria finalizzato al contrasto dei fenomeni di illegalità e, in particolare, dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le operazioni sono state precedute da un briefing operativo, che ha consentito di pianificare nel dettaglio l’intervento e di assicurare che ciascuna Forza di polizia coinvolta avesse piena contezza degli obiettivi individuati, delle modalità operative e dei rispettivi compiti. Nel corso dell’operazione, la zona interessata è stata cinturata e messa in sicurezza, consentendo agli operatori di procedere alle attività di controllo e alle perquisizioni domiciliari e locali programmate.</p>
<p>Complessivamente sono state identificate 392 persone, di cui 78 con precedenti di polizia, effettuati 15 posti di controllo e sottoposte a verifica 195 autovetture. Particolare attenzione è stata inoltre riservata ai luoghi comuni degli edifici, quali trombe delle scale, ascensori e altre aree di possibile occultamento. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un peso complessivo di 1,99 grammi, successivamente sottoposti a sequestro a carico di ignoti. Di particolare rilievo l’esito delle attività di perquisizione, nell’ambito delle quali gli operatori hanno proceduto all’arresto in flagranza di una persona per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.</p>
<p>Nel corso di una perquisizione personale ad un soggetto sono stati infatti rinvenuti e sequestrati 28 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, nonché la somma di 3.245 euro in contanti. Per l’occasione, è stato impiegato personale della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. L&#8217;intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto per rafforzare la presenza dello Stato nelle aree maggiormente esposte a fenomeni di illegalità, attraverso un&#8217;azione coordinata delle Forze di Polizia volta a garantire sicurezza, legalità e tutela della collettività.</p>
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		<title>VIDEO-Controlli nei campi nomadi di Reggio Calabria, Roma e Napoli: sequestrate decine di armi bianche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:37:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Un’attività straordinaria di controllo del territorio nei campi rom di via Candoni, via Salviati e via Gordiani a Roma, a Casoria (Napoli), nei quartieri di Poggiofranco e San Giorgio di Bari, a Bitonto (Bari) e presso la tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria, ha portato all’arresto di 10 persone, mentre sono 17 i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-391494-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Controlli-nei-campi-nomadi-di-Roma-Napoli-Bari-e-Reggio-Calabria-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Controlli-nei-campi-nomadi-di-Roma-Napoli-Bari-e-Reggio-Calabria-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/Controlli-nei-campi-nomadi-di-Roma-Napoli-Bari-e-Reggio-Calabria-1.mp4</a></video></div>
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<p>Un’attività straordinaria di controllo del territorio nei campi rom di via Candoni, via Salviati e via Gordiani a Roma, a Casoria (Napoli), nei quartieri di Poggiofranco e San Giorgio di Bari, a Bitonto (Bari) e presso la tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria, ha portato all’arresto di 10 persone, mentre sono 17 i denunciati e 60 le persone straniere accompagnate nelle questure; infine 14 persone irregolari sul territorio sono state espulse, per un totale di 1184 persone identificate e 194 veicoli controllati. In particolare, a Roma sono state arrestate nove persone, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, per violazione del divieto di avvicinamento e per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.</p>
<p>Delle 12 persone straniere accompagnate in Questura, una è stata espulsa. <u>S</u>ono state inoltre identificate 621 persone e controllati 150 i veicoli. Con il supporto dell’Ama (Azienda municipale ambientale) sono state rimosse tre tonnellate di materiale riconducibile ad attività di accattonaggio e decine di moduli abitativi in disuso per prevenire nuove occupazioni. Sono stati sequestrati 3.500 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio. A <strong>Reggio Calabria, nella tendopoli di San Ferdinando,</strong> sono stati espulsi 12 cittadini stranieri irregolari, mentre 42 sono stati accompagnati presso la Questura per verificarne la regolarità sul territorio nazionale. Sono stati identificate 458 persone di cui 165 extracomunitarie. Sono state perquisite 60 tende, rinvenute e sequestrate diverse decine di armi bianche.</p>
<p>L’area è stata messa in sicurezza ed è stata completamente bonificata con l’intervento delle ruspe, che hanno abbattuto le strutture presenti. I cittadini extracomunitari sono stati collocati in alloggi appositamente individuati. Alla bonifica dell’area di San Ferdinando hanno concorso anche l’Arma dei carabinieri e la Guardia di finanza, supportati dalle Polizie locali, dai Vigili del fuoco, dalla Protezione civile e dagli operatori del 118 e della Croce rossa italiana. A Napoli, nella città di Casoria, è stato arrestato un cittadino di nazionalità serba ricercato dal 2017 per il reato di furto aggravato da recidiva. Sono stati accompagnate in Questura cinque persone straniere e una è stato espulsa. Identificate inoltre 30 persone. Con il supporto di personale di Enel sono state denunciate 16 persone per furto aggravato di energia elettrica. Sono stati controllati 25 veicoli, di cui 10 sono stati sottoposti a sequestrato amministrativo.</p>
<p>A Bari e nella città di Bitonto, un cittadino straniero è stato accompagnato presso la Questura per verificarne la regolarità sul territorio nazionale. Sono stati identificate inoltre 75 persone straniere, di cui 27 con precedenti di polizia. Sono state infine effettuate 11 perquisizioni e controllati 19 veicoli.</p>
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		<title>Reggio Calabria, al Gom medico e operatrice sanitaria vittime di violenza in reparto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-al-gom-medico-e-operatrice-sanitaria-vittime-di-violenza-in-reparto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Direzione Strategica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria esprime la propriapiena e convinta solidarietà al personale sanitario aggredito questa mattina nei locali della U.O.S.D. Microcitemie ed Emostasi del Presidio “Morelli”. L’episodio, che ha coinvolto il Responsabile dell’Unità Operativa, dr. Giuseppe Messina, e una sua collaboratrice, rappresenta il secondo grave atto di violenza verificatosi nel 2026 all’interno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>&#8220;La Direzione Strategica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria esprime la propriapiena e convinta solidarietà al personale sanitario aggredito questa mattina nei locali della U.O.S.D. Microcitemie ed Emostasi del Presidio “Morelli”. L’episodio, che ha coinvolto il Responsabile dell’Unità Operativa<b>,</b> dr. Giuseppe Messina, e una sua collaboratrice, rappresenta il secondo grave atto di violenza verificatosi nel 2026 all’interno del G.O.M. e conferma, con ogni evidenza, la crescente aggressività cui sono esposti gli operatori sanitari nello svolgimento del loro servizio.</div>
<div></div>
</div>
<div>
<div>La Direzione condanna ogni forma di violenza — compresa quella verbale — perpetrata ai danni di professionisti che, con competenza e dedizione, garantiscono quotidianamente cura, assistenza e tutela della salute pubblica. Si ribadisce che ilG.O.M. agirà in tutte le sedi competenti per assicurare la piena tutela dell’incolumità del personale, la salvaguardia della sua dignità professionale, nonché l’immagine dell’Azienda, valori che non possono essere messi in discussione da comportamenti inaccettabili e contrari a ogni principio di civile convivenza.</div>
<div></div>
</div>
<div>
<div>La Direzione rinnova la propria vicinanza a tutto il personale coinvolto e a quanti, ogni giorno, operano con responsabilità e spirito di servizio all’interno del Grande Ospedale Metropolitano&#8221;, così in una nota lo Staff della Direzione Generale.</div>
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		<item>
		<title>VIDEO-Reggio Calabria, 79 arresti contro le cosche storiche. Colpiti i De Stefano, Tegano e Condello</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-reggio-calabria-79-arresti-contro-le-cosche-storiche-colpiti-i-de-stefano-tegano-e-condello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:40:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È scattata all’alba di oggi una imponente operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei confronti delle storiche cosche di ‘ndrangheta dei DE STEFANO, TEGANO, CONDELLO e di altre articolazioni, anche dedite al narcotraffico operanti nel territorio reggino. Oltre 500 uomini [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388803-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/91b398ce-7ed2-11f1-916a-736d736f6674.mp4</a></video></div>
<p>È scattata all’alba di oggi una imponente operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini dei Carabinieri e della Polizia di Stato nei confronti delle storiche cosche di ‘ndrangheta dei DE STEFANO, TEGANO, CONDELLO e di altre articolazioni, anche dedite al narcotraffico operanti nel territorio reggino.</p>
<div class="formatted-text">
<p>Oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell&#8217;Arma dei Carabinieri sono stati impegnati sul territorio della città di <strong>Reggio Calabria </strong>in un&#8217;operazione  che ha portato all&#8217;esecuzione di <strong>79 misure cautelari</strong>, di cui <strong>73 custodie in carcere</strong> e <strong>6 arresti domiciliari</strong>. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della <strong>Direzione distrettuale antimafia</strong> reggina. Le investigazioni sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri, dalla Squadra Mobile, dalla Sisco di Reggio Calabria e dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria e hanno interessato un&#8217;ampia porzione del territorio cittadino. All&#8217;operazione hanno preso parte personale delle Squadre Mobili, delle Sisco, dei Reparti Prevenzione Crimine, dei Reparti Volo della Polizia di Stato, delle unità cinofile della Questura di Reggio Calabria, oltre ai militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e Messina, del 14° Battaglione Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato &#8220;Cacciatori Calabria&#8221;.</p>
<p>Le accuse contestate, a vario titolo e fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, riguardano <strong>associazione mafiosa</strong>, <strong>associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti</strong>, aggravata dall&#8217;agevolazione della &#8216;ndrangheta, <strong>estorsione</strong>, <strong>detenzione e porto di armi</strong>, anche da guerra, riciclaggio, rapina e trasferimento fraudolento di valori. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati individuati quelli ritenuti gli esponenti di vertice delle cosche <strong>De Stefano</strong>, <strong>Tegano</strong>, <strong>Condello</strong> e <strong>Logiudice</strong>, ricostruendone le dinamiche associative in continuità con precedenti procedimenti che hanno descritto l&#8217;esistenza di una federazione tra le storiche famiglie mafiose operanti nel mandamento Centro, in collegamento operativo tra loro e subordinate al gruppo dirigente di Archi.</p>
<p>Le indagini avrebbero inoltre consentito di delineare la presenza di ulteriori articolazioni di &#8216;ndrangheta attive nelle zone collinari della città, in particolare a Ortì, Arghillà, Oliveto e Croce Valanidi. Contestualmente all&#8217;esecuzione delle misure cautelari sono state effettuate numerose perquisizioni in provincia di Reggio Calabria e in altre città italiane ed è stato eseguito il sequestro preventivo di <strong>sei società</strong> ritenute riconducibili agli indagati.</p>
</div>
<div class="formatted-text">
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		<title>VIDEO-Confiscati beni per 2,7 milioni ad imprenditore reggino organico alla cosca &#8220;Tegano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388033-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
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<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia e costituisce la definizione, sotto il profilo patrimoniale, delle risultanze istruttorie acquisite dalla medesima Autorità giudiziaria requirente nel corso, in particolare, dell’operazione denominata “IL PADRINO”.</p>
<p>In specie, a seguito di quest’ultima indagine &#8211; e, quindi, sulla base del quadro investigativo emerso soprattutto dalle prove dichiarative di collaboratori di giustizia, dai servizi di osservazione e dalle intercettazioni di colloqui carcerari &#8211; il predetto veniva condannato in via definitiva alla pena di anni otto di reclusione per il reato di associazione di stampo mafioso, essendo stato ritenuto come organicamente inserito nella cosca “Tegano”. Secondo le dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, l’affiliazione del medesimo risaliva addirittura alla seconda guerra di &#8216;ndrangheta, a metà degli anni Ottanta, quando operava come autista personale di Giovanni Tegano, accompagnandolo anche ad incontri riservati di mafia, a conferma di un “regime di fiducia e di assoluta fedeltà” che gli veniva ampiamente riconosciuto. Nello specifico, l’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca è risultato essere un “fedelissimo” del boss, capace di mantenere i rapporti con importanti famiglie mafiose della provincia reggina, specialmente nella zona ionica, grazie ai suoi collegamenti commerciali con rappresentanti di numerose cosche locali, anche svolgendo il ruolo di “punto terminale della giostra delle imbasciate” finalizzate agli incontri con il citato capo della cosca o con i reggenti dello stesso sodalizio criminale.</p>
<p>Tale rapporto fiduciario sarebbe risultato ulteriormente consolidato dai legami parentali con i vertici della compagine criminale, essendo il soggetto nipote acquisito dello stesso capo-cosca. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Generale della Repubblica, con il provvedimento appena eseguito, ha pertanto decretato la confisca definitiva di prevenzione dell’intero patrimonio aziendale di 1 società operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, di 9 terreni siti in Reggio Calabria, 3 fabbricati (di cui 2 ubicati a Catanzaro ed 1 a Reggio Calabria), circa 110 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 2,7 milioni di euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-confiscati-beni-per-27-milioni-ad-imprenditore-reggino-organico-alla-cosca-tegano/">VIDEO-Confiscati beni per 2,7 milioni ad imprenditore reggino organico alla cosca &#8220;Tegano&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Reggio Calabria, incidente stradale a San Sperato: morto un 24enne, moto finita contro un muretto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-incidente-stradale-a-san-sperato-morto-un-24enne-moto-finita-contro-un-muretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un incidente mortale si è verificato nella tarda serata di ieri a Reggio Calabria. È avvenuto nella periferia sud della città, in via San Sperato dove intorno alle 23.30, dove un giovane di 24 anni, Antonio Labate residente a Sala di Mosorrofa, mentre era alla guida di una moto ha perso il controllo del mezzo. Dopo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un incidente mortale si è verificato nella tarda serata di ieri a Reggio Calabria. È avvenuto nella periferia sud della città, in via San Sperato dove intorno alle 23.30, dove un giovane di 24 anni, <strong>Antonio Labate</strong> residente a Sala di Mosorrofa, mentre era alla guida di una moto ha perso il controllo del mezzo.</p>
<p id="ob">Dopo aver colpito un motociclo in sosta, il centauro ha sbattuto violentemente contro un muretto. Soccorso dai sanitari del 118, il giovane è stato trasportato al Gom ma non c&#8217;è stato nulla da fare. A causa delle ferite riportate nell&#8217;impatto, infatti, il 24enne è deceduto poco dopo essere arrivato in ospedale.</p>
<p>Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale che hanno avvertito il magistrato di turno e hanno eseguito i rilievi nel tentativo di ricostruire la dinamica dell&#8217;incidente. Entrambi i veicoli coinvolti sono stati posti sotto sequestro per gli ulteriori accertamenti del caso.</p>
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		<title>Reggio Calabria, ministro Calderone: contro il caporalato impegno Governo totale, gli strumenti ci sono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 16:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Rafforzare la rete dei controlli, aumentare la capacità ispettiva e consolidare la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte nella lotta al caporalato”. E’ questo il messaggio emerso dal vertice che si è tenuto in Prefettura a Reggio Calabria, convocato all’indomani della tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita in una vicenda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Rafforzare la rete dei controlli, aumentare la capacità ispettiva e consolidare la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte nella lotta al caporalato”.</em> E’ questo il messaggio emerso dal vertice che si è tenuto in Prefettura a Reggio Calabria, convocato all’indomani della tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita in una vicenda che ha riacceso i riflettori sul tema dello sfruttamento lavorativo nelle campagne del Mezzogiorno. All’incontro hanno partecipato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, le prefette di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, e di Cosenza, Rosa Maria Padovano, il neo sindaco della città dello Stretto Francesco Cannizzaro, i rappresentanti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, delle forze dell’ordine e degli assessorati regionali competenti.</p>
<p>Al termine del confronto, Calderone ha sottolineato l’importanza del lavoro congiunto tra le diverse amministrazioni coinvolte. “<em>Abbiamo contribuito a rafforzare la sinergia già esistente tra tutte le autorità e tutti coloro che hanno competenze in materia di lavoro e vigilanza sul lavoro – </em>ha dichiarato il ministro <em>-. La sinergia è il tema per noi fondamentale perchè significa lavorare meglio, essere più efficaci e garantire una risposta immediata sul territorio”. </em>Nel corso della riunione è stata effettuata un’analisi della situazione legata ai fenomeni di sfruttamento lavorativo e caporalato, con particolare riferimento al comparto agricolo. Calderone ha però invitato a non generalizzare: <em>“Quando si parla di agricoltura – ha evidenziato – bisogna fare attenzione a non criminalizzare i tanti imprenditori agricoli onesti che operano correttamente e che nulla hanno a che vedere con lo sfruttamento lavorativo”. </em>Il ministro ha ribadito la piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine impegnate nelle indagini sulla vicenda di Amendolara: <em>“Ciò che è reato va contrastato. Da parte del Governo c’è la massima fiducia nel lavoro della Procura di Castrovillari e delle forze dell’ordine. Come Ministero del Lavoro mettiamo a disposizione degli inquirenti tutta la nostra forza e la nostra capacità ispettiva”</em>, ha spiegato. Tra le misure annunciate, una campagna straordinaria di controlli nel settore agricolo che partirà a metà giugno e proseguirà per tutta l’estate: “<em>Saranno effettuate ispezioni aggiuntive su tutto il territorio nazionale. Il nostro obiettivo è consentire agli imprenditori agricoli onesti di continuare a operare nel rispetto delle regole e contrastare con ancora maggiore incisività ogni forma di sfruttamento</em>”, ha affermato Calderone. Il ministro ha inoltre richiamato gli strumenti normativi già introdotti dal Governo per la tutela delle vittime di sfruttamento lavorativo. In particolare, ha ricordato l’articolo 18-ter introdotto dal decreto-legge 145 del 2024, che garantisce protezione e percorsi di inclusione alle persone che denunciano situazioni di sfruttamento. “<em>Chi trova il coraggio di denunciare può ottenere un permesso di soggiorno regolare, un sostegno economico attraverso l’assegno di inclusione e l’inserimento in un percorso di accompagnamento al lavoro”</em>, ha evidenziato.</p>
<p>Ampio spazio è stato dedicato anche al tema abitativo, spesso strettamente collegato alle condizioni di vulnerabilità dei lavoratori agricoli. Calderone ha riconosciuto che restano criticità da affrontare, ma ha ricordato i progetti già avviati in Calabria grazie all’utilizzo di fondi dedicati. <em>“E’ importante riqualificare parte del patrimonio esistente e mettere a disposizione soluzioni dignitose per i lavoratori, evitando che situazioni di precarietà abitativa possano favorire fenomeni di sfruttamento”,</em> ha detto.<br />
Infine, il ministro ha ribadito l’impegno del Governo sul fronte della legalità, della sicurezza e delle retribuzioni. <em>“Siamo contro ogni forma di sfruttamento e siamo per la legalità. Con il decreto approvato il Primo Maggio abbiamo introdotto il principio del salario giusto. Per noi è fondamentale investire sulla buona contrattazione, sulla regolarità del lavoro, sulla sicurezza e sulla tutela della dignità delle persone”,</em> ha concluso.<br />
La riunione di Reggio Calabria rappresenta un ulteriore passaggio nell’azione di contrasto al caporalato e nello sforzo condiviso tra istituzioni nazionali e territoriali per impedire che tragedie come quella di Amendolara possano ripetersi, è stato evidenziato.<br />
(<em>ITALPRESS</em>).</p>
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		<title>Reggio Calabria, motociclista contromano investe un agente e aggredisce i vigili con il casco: arrestato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 06:45:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva essere, quello della prima mattinata di oggi, un normale controllo di polizia stradale di un <b>motociclista </b>che procedeva in <b>contro senso</b> nel <b>centro storico</b> di <b>Reggio Calabria</b>. Invece, a seguito della <b>reazione oppositiva</b>, <b>verbale e fisica</b>, ed <b>energica </b>del centauro, la vicenda ha avuto un risvolto di altra natura. Ed infatti dopo le <b>ingiurie</b>, gli <b>sproloqui </b>ed il<b> rifiuto delle generalità agli agenti</b>, il soggetto, un <b>reggino di 46 anni</b>, è passato ben presto alle vie di fatto. Prima <b>spintonando </b>ed <b>aggredendo </b>gli <b>agenti</b>,<b> </b>poi <b>investendo </b>un componente della pattuglia ed infine <b>colpendo </b>col il <b>casco </b>i<b> poliziotti municipali</b>. Solo il sangue freddo e l’abilità degli agenti stessi ha evitato il peggio.</p>
<p>Non senza difficoltà, infatti, il motociclista, grazie anche ai rinforzi prontamente allertati dalla Sala Operativa, è stato <b>fermato </b>e portato presso la caserma Macheda-Marino. Dopo le formalità di rito, è stato dichiarato in stato di <b>arresto </b>per i <b>reati </b>di <b>resistenza</b>, <b>violenza </b>e<b> lesioni a pubblico ufficiale</b>, aggravate dalla qualifica dei contusi, e su disposizione del magistrato di turno prontamente notiziato,  ristretto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in regime di <b>arresti domiciliari</b> presso la propria abitazione.</p>
<p><b>Tre degli agenti coinvolti</b> nell’attività hanno subito lesioni refertate dal <b>Grande Ospedale Metropolitano</b> ritenute guaribili in 10 e 14 giorni. A seguito della bonifica dell’abitazione sede degli arresti domiciliari, all’arrestato  sono state ritirate in via cautelare <b>due armi</b> (una pistola ed un fucile a canna corta) regolarmente detenute. Versando il procedimento ancora in fase di indagini preliminari, per l’indagato in stato di detenzione vige il <b>principio di non colpevolezza</b> sino a sentenza passata in giudicato.</p>
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		<title>Cinquemila false pizze precotte &#8216;Made in Italy&#8217; sequestrate nel nord Barese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due persone sono indagate dalla Procura di Trani con le accuse di introduzione nel territorio italiani di prodotti alimentari recanti indicazioni e denominazioni di origine contraffatte. Il provvedimento giudiziario a seguito del sequestro nel porto di Barletta da parte della Guardia di Finanza di circa 5mila false pizze e pinse &#8216;Made in Italy&#8217; precotte. Indagati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due persone sono indagate dalla Procura di Trani con le accuse di introduzione nel territorio italiani di prodotti alimentari recanti indicazioni e denominazioni di origine contraffatte. Il provvedimento giudiziario a seguito del sequestro nel porto di Barletta da parte della Guardia di Finanza di circa 5mila false pizze e pinse &#8216;Made in Italy&#8217; precotte. Indagati risultano un autotrasportatore e il destinatario della merce, per lo più alimenti da forno come pizze e pinse.</p>
<p>A bordo del tir sbarcato dall&#8217;Albania, i militari hanno trovato 5mila alimenti precotti con imballaggi e confezioni che &#8220;riportavano immagini, scritte e segni&#8221; che avrebbe indotto in errore il consumatore, che così avrebbe ritenuto &#8220;che il prodotto fosse di provenienza o origine italiana&#8221;, spiega una nota. A confermare i sospetti della guardia di finanza è stato l&#8217;esame della documentazione, che ha anche permesso di individuare i destinatari dei prodotti. Sono state svolte perquisizioni in provincia di Napoli, Milano e <strong>Reggio Calabria</strong>, dove sono stati scoperti <em>&#8220;prodotti della stessa natura e imballo con indicazioni contraffatte sul Made in Italy</em>&#8220;, aggiunge la nota.</p>
<p>La Procura di Trani ha disposto la devoluzione in beneficenza dei prodotti alimentari a favore delle Caritas di Barletta, Andria e Trani, per &#8220;destinarli alle famiglie più bisognose della provincia&#8221;.</p>
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		<title>Reggio Calabria, scoperto falso dermatologo e tricologo: il NAS sequestra ambulatorio e siti web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:28:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Reggio Calabria, con il supporto della competente Arma territoriale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza e un decreto di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di una persona indagata, a vario titolo, per esercizio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Reggio Calabria, con il supporto della competente Arma territoriale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza e un decreto di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di una persona indagata, a vario titolo, per esercizio abusivo delle professioni di tricologo e psicologo e sostituzione di persona in ambito sanitario. L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura reggina e condotta dal NAS, all’esito della quale risulterebbero acquisiti gravi indizi in ordine all’esercizio delle professioni di tricologo e psicologo da parte di un soggetto privo dei necessari titoli abilitativi.</p>
<p>La sussistenza degli indizi è stata, allo stato, riconosciuta altresì dal GIP, che ha convalidato il sequestro preventivo dello studio, dei siti web e della casella email attraverso cui il professionista operava. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe attirato numerosi clienti attraverso siti internet in cui illustrava, indicando titoli professionali non corrispondenti a quelli posseduti, le proprie competenze e le problematiche di natura tricologica rispetto alle quali sarebbe potuto intervenire. I Militari del Nucleo Anti Sofisticazione, attraverso servizi di osservazione e pedinamento, raccolta di testimonianze e analisi documentale, avrebbero accertato che il soggetto svolgeva visite specialistiche e attività sanitarie senza essere in possesso dei necessari titoli di studio e delle conseguenti abilitazioni professionali.</p>
<p>Ancora, è emerso come il medesimo soggetto risulta essere già stato tratto in arresto in passato per condotte analoghe, oltre che condannato per tali fatti. Nella giornata del 14 maggio 2026, i militari del NAS hanno quindi dato esecuzione ai provvedimenti emessi dall’Ufficio di Procura, notificando contestualmente l’informazione di garanzia e procedendo al sequestro preventivo di due siti internet e di una casella di posta elettronica utilizzati per procacciare clienti, oltre che di un ambulatorio di tricologia medica e delle relative attrezzature cliniche ritenute funzionali all’esercizio abusivo delle professioni sanitarie contestate.</p>
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